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Inter, incontro con l'Udinese: chieste informazioni su Solet e Atta e definita la situazione di Marello
Inter, incontro con l'Udinese: chieste informazioni su Solet e Atta e definita la situazione di Marello
Come anticipato da FcInterNews, è andato in scena un incontro tra lnter e Udinese per parlare di diversi temi di mercato. Uno degli obiettivi dell’Inter è Oumar Solet, profilo individuato per rinforzare il reparto difensivo. Nel corso del confronto, i nerazzurri hanno chiesto informazioni anche su Arthur Atta. MARELLO - Inoltre il club campione d’Italia ha definito il riscatto del terzino sinistro Mattia Marello, protagonista con l’Under 20 nerazzurra e in Youth League.
Assist, corsa e più di un segnale per il futuro: Inter, chi è Mattia Marello
Assist, corsa e più di un segnale per il futuro: Inter, chi è Mattia Marello
Quindici. Non un numero casuale, ma il numero di assist forniti in una questa stagione - che deve ancora terminare - da Mattia Marello, terzino sinistro dell’Inter U20. La carta d’identità dice 13 marzo 2008, ma la verità è che il giovane nerazzurro ha mosso i suoi primi passi in questo mondo molto prima di compiere 18 anni: basti pensare all’esordio in Primavera, arrivato quando ne aveva poco più di 15, con la maglia dell’Udinese - stessa maglia che ora veste suo fratello Luca - portiere classe 2012. Da quel momento al presente, che va oltre il dato dei 15 assist messi a referto, Marello è cresciuto in fretta e ha attirato anche lo sguardo della Nazionale, ma in passato anche di diversi club come Juventus e Milan. Quest’anno l’Inter lo ha prelevato in prestito con diritto di riscatto, e tutto porta alla sua permanenza. Nel frattempo, il giovane terzino si sta mettendo in mostra con corsa, assist e personalità anche nei momenti più complicati. Un esempio arriva dalla Youth League, dove Marello ha messo più volte in luce il suo mancino e la sua tecnica contro avversari di livello europeo: l’assist perfetto su punizione per Bovio, a sbloccare il match col Colonia davanti a 50 mila tifosi, è solo una delle perle della sua stagione. UNA STAGIONE DA PROTAGONISTA - Dopo l’ultima annata all’Udinese, durante la quale ha giocato oltre 30 partite in Primavera e trascinato l’Under 17 bianconera fino alle semifinali del campionato nazionale di categoria, Marello è passato all’Inter. In nerazzurro è diventato presto titolare fisso con Carbone, e i suoi assist, come anticipato, sono un’arma fondamentale: solo in Primavera 1 ne sono arrivati 10 - oltre a due gol pesanti - spesso decisivi per rimanere ancorati alla lotta per i playoff, ora distanti un solo punto per i nerazzurri. Ma è in Youth League che Marello ha fatto davvero la differenza. Oltre all’assist per Bovio, il terzino ne ha forniti altri 4 contro Liverpool, Real Betis e Benfica, e con i portoghesi ha sfiorato anche la rete del pareggio, mentre contro gli spagnoli è stato protagonista anche con un gol magistrale su punizione, decisivo per chiudere la gara. IL FUTURO CON L’INTER - Il club nerazzurro ha definito il diritto di riscatto fissato a 1 milione di euro, a cui vanno aggiunti dei bonus per un totale di circa 3-4 milioni. E poi? Poi starà proprio al giovane terzino continuare a mettere in mostra un talento passato fin qui tutt’altro che inosservato: l’esordio tra i professionisti deve ancora arrivare, e chissà che non possa mettersi in luce non solo per l’U23 ma anche in ottica prima squadra, sempre un passo (e un assist) alla volta.
Ultim'oraVenezia, raggiunto l'accordo con Stroppa per il rinnovo fino al 2029
Venezia, raggiunto l'accordo con Stroppa per il rinnovo fino al 2029
Prosegue l'avventura di Giovanni Stroppa sulla panchina del Venezia. Dopo la promozione in Serie A, i lagunari hanno raggiunto l'accordo con l'allenatore per il rinnovo di contratto fino al 2029. Si tratta di un segnale di grande stima e apprezzamento nei confronti di Stroppa che, in una sola stagione, è riuscito a riportare in Serie A la squadra veneta. 
Müller, hockey e non solo: i giocatori da seguire nel Girone A dei Mondiali
Müller, hockey e non solo: i giocatori da seguire nel Girone A dei Mondiali
Un ex-giocatore di hockey, un Pallone d'Oro e "Müller": il Gruppo A al Mondiale 2026 si preannuncia tra i più ricchi di sorprese. Dalla Repubblica Ceca, qualificata tramite i playoff, al Messico, l'unica del gruppo sicura da anni di un posto nella competizione essendo uno dei paesi ospitanti, passando per Sudafrica e Corea del Sud. La gara inaugurale del torneo sarà proprio tra Messico e Sudafrica, giovedì 11 giugno alle 21:00 italiane. E i giocatori da tenere d'occhio non mancano. PAVEL ŠULC - Miglior giocatore ceco del 2025, classe 2000, si è trasferito al Lione nel'estate 2025. Pavel Šulc è stato scelto da Fonseca per raccogliere l'eredità di Rayan Cherki, trasferitosi al Manchester City la scorsa stagione. Arrivato in Francia per più di 7 milioni di euro, il centrocampista ceco si è subito fatto apprezzare dai compagni: "Mi ricorda Müller: ci ho giocato insieme e sono simili" ha detto Tolisso, centrocampista del Lione. 14 gol e 7 assist al suo primo anno in Francia. Se con i numeri il confronto può reggere, le caratteristiche fisiche raccontano un'altra storia: 1,77cm d'altezza e una tecnica di alto livello. Un altro dettaglio da non sottovalutare è la versatilità, testimoniata anche dalle sue parole: "Farò sempre del mio meglio, anche se mi schiereranno come difensore centrale". Al Mondiale, però, con ogni probabilità il Ct Miroslav Coubek non sprecherà una carta del genere in difesa. JULIÁN QUIÑONES - Con un Raúl Jiménez reduce da una stagione tutt’altro che brillante in Premier League - soltanto 10 gol e 3 assist - potrebbe essere Julián Quiñones a caricarsi il peso dell'attacco del Messico sulle spalle al Mondiale. Maglia numero 7 e attaccante dell'Al-Qadsiah di Retegui. Nel 2025/26 ha messo a referto 33 reti e 4 assist in 31 presenze e 2724' giocati in Saudi Pro League. Dunque, contribuisce a un gol ogni 73'. La prossima Coppa del Mondo sarà un test decisamente più impegnativo rispetto al campionato arabo, ma Quiñones ha già dimostrato di saper superare anche le sfide più difficili: prima di diventare calciatore, infatti, era un giocatore di hockey. Poi, ha iniziato la sua carriera tra i pali, fino al definitivo passaggio in attacco. Una vita piena di alti e bassi, in cui Julián ha trovato spesso la motivazione nelle... tigri: "Quando vado allo zoo passo la maggior parte del tempo con loro, cercando ispirazione". Adesso il popolo messicano spera che possa confermarsi sugli standard visti in Arabia. RELEBOHILE MOFOKENG - Pensate di debuttare nel calcio professionistico e, tre anni dopo, ritrovarvi a un Mondiale: è la storia di Relebohile Mofokeng. Cresciuto nella 'Transnet School of Excellence' - che ha formato giocatori come l'ex centrocampista dell'Everton Steven Pienaar - nel 2023 ha debuttato con gli Orlando Pirates, nella Premier League sudafricana, e vanta già una bacheca con 2 Coppe del Sudafrica e 1 MTN, un torneo a cui partecipano le 8 migliori squadre del campionato precedente. Mofokeng viene schierato spesso sull'esterno per creare superiorità numerica grazie al suo dribbling imprevedibile. Chissà che il Mondiale non diventi la vetrina giusta per fare il salto in Europa.  LEE KANG-IN - Dembélé, Kvaratskhelia, Doué e Barcola. Questa è la concorrenza che Lee Kang-in ha dovuto superare in questi anni per guadagnarsi una maglia da titolare nel Paris Saint-Germain. In Corea del Sud, però, il suo talento è evidente a tutti. Classe 2001, a soli 10 anni è diventato famoso dopo essersi messo in mostra nello show locale 'Fly Shoot Dori', in cui dei bambini vengono messi a confronto con ex calciatori. Un'altra dimostrazione è stata il Pallone d'Oro al Mondiale Under-20 nel 2019, anno in cui è diventato anche il 'Giovane Calciatore Asiatico dell'Anno'. Adesso, però, Kang-in è pronto a tornare sotto i riflettori con la sua Nazionale.
Retroscena e futuro: come ripartirà il Torino di Abate
Retroscena e futuro: come ripartirà il Torino di Abate
C’è un breve video che sta girando nel web e tra le chat dei tifosi granata: riprende un vecchio Torino-Genoa, con Abate (giovane di proprietà del Milan, in prestito al Toro: fece benissimo in una stagione maledetta, culminata con la retrocessione in B) che interviene in scivolata su Juric. Sono passati poco meno di vent’anni da quell’intervento, ma ora Abate – metaforicamente – in scivolata su Juric ci è rientrato. E si è preso la panchina del Torino. I RETROSCENA - E sì che in queste settimane di colloqui ce ne sono stati parecchi. Colloqui, non piani B o C. Perché le valutazioni erano tante e le linee strategiche diverse. Appurato che De Rossi non si sarebbe spostato da Genova, si era parlato con Gattuso: un allenatore esperto, di carattere, considerato in grado di gestire un momento ambientale non facile a Torino. Ma con l’ex Ct passato alla Lazio, a Torino si era fatta sempre più strada l’idea che servisse dare un forte senso di rinnovamento: puntare su un giovane rampante, che desse entusiasmo e idee nuove. Aquilani e Abate rientravano in questa categoria perfettamente; Juric, no. Ma Juric una carta forte se la giocava: conosceva bene l’ambiente e – al netto delle ultime due stagioni non positive – a Torino aveva valorizzato diversi giocatori. Un usato sicuro, che sarebbe tornato in un posto di cui conosceva pregi e difetti. Per questo piaceva, come piacevano gli altri due. Ma alla fine, se rivoluzione doveva essere, rivoluzione è proprio diventata. Aquilani aveva incontrato il Torino presentando le sue idee. Eclettiche, molto interessanti. Abate era arrivato con grande entusiasmo e con una spinta caratteriale che ha colpito, unita a quell’idea di calcio che con la Juve Stabia si è vista molto bene. Poi, è stata una questione di scelte. L’ex Catanzaro era corteggiatissimo dal Sassuolo (LEGGI QUI LA NEWS) e il Torino questo l’ha capito, decidendo di non aspettare più. E quindi, dopo un ulteriore colloquio con il presidente Cairo e il ds Petrachi, in cui si è parlato quasi solo esclusivamente di calcio, alla fine la scelta è ricaduta su Abate. Con cui ora partirà la programmazione. I PIANI FUTURI - Prima di tutto, il modulo: un 3-4-2-1 che terrà conto di quelle che saranno le colonne portanti del nuovo Torino. In difesa, Ismajili. In attacco, Zapata (capitano, con cui si lavora a un prolungamento) e si cercherà di convincere Simeone. Sulla trequarti, Vlasic. Intoccabile. Difficile pensare a una partenza di Coco, mentre si valutano le altre situazioni, tra cui quella, a centrocampo, di Casadei.  I riscatti? Tutto rimandato, con trattative da intavolare. Ebossé e Obrador hanno convinto. Soprattutto lo spagnolo. E si cercherà di fare in modo che anche la prossima stagione vestiranno di granata. Una stagione all’insegna di una rivoluzione annunciata e appena avviata. Che parlerà di molte cessioni e di molti arrivi, i quali dovranno essere rappresentati da giocatori giovani ed entusiasti. Possibilmente italiani. Come quel Cacciamani che Abate alla Juve Stabia ha valorizzato e che il Torino si trova già in casa. Si ripartirà anche da lui.
Mondiali, le designazioni delle prime partite: gara inaugurale al brasiliano Sampaio
Mondiali, le designazioni delle prime partite: gara inaugurale al brasiliano Sampaio
Il conto alla rovescia per il fischio d'inizio del Mondiale si avvicina allo zero. Giovedì 11 giugno, alle ore 21:00, Messico e Sudafrica inaugureranno la competizione. La FIFA ha pubblicato le designazioni delle prime 4 gare e la sfida inaugurale sarà diretta dal brasiliano Wilton Sampaio. Tra i più esperti arbitri sudamericani, Sampaio ha già diretto 4 partite dello scorso Mondiale, tra queste il quarto di finale Inghilterra-Francia.  Nelle prime ore del 12 giugno, precisamente alle 4:00, si sfideranno Corea del Sud e Repubblica Ceca. La FIFA ha assegnato la direzione di gara all'egiziano Amin Mohamed, al debutto nella campionato del Mondo ma con una lunga esperienza in coppa d'Africa. In questa sfida ci sarà anche un po' d'Italia. Come supporto VAR, infatti, è stato scelto Marco Di Bello.  CANADA E USA - Le altre due nazionali, oltre il Messico, che ospitano il Mondiale sono Canada e USA. La squadra di Jessie Marsch sarà impegnata il 12 giugno alle ore 21:00 contro la Bosnia-Erzegovina, nel match che inaugura il girone B (l'altra sfida del gruppo sarà Qatar-Svizzera). La gara sarà diretta da un altro sudamericano, Facundo Tello. L'arbitro argentino vanta una lunga esperienza nel campionato nazionale e, a gennaio 2026, ha diretto la partita del campionato arabo tra Al-Qadsiah e Al-Ittihad. Infine, la quarta designazione resa nota dalla FIFA riguarda USA-Paraguay. Il match è in programma nella notte del 13 giugno, alle ore 3:00. Il fischietto della partita sarà l'olandese Danny Makkelie, esperto direttore di gara che, di recente, ha arbitrato la semifinale di Champions League tra Atletico Madrid e Arsenal e il playoff Mondiale Italia-Irlanda del Nord.  L'ELENCO COMPLETO - Di seguito le scelte della FIFA per i primi 4 match del Mondiale: MESSICO-SUDAFRICA Arbitro: Wilton Sampaio Primo assistente dell'arbitro: Bruno Pires Secondo assistente dell'arbitro: Bruno Boschilia Quarto uomo: Juan Gabriel Benitez Riserva dell'assistente dell'arbitro: Eduardo Cardozo VAR: Nicolas Gallo Assistente VAR: Juan Lara Supporto VAR: Jerome Brisard COREA DEL SUD-REPUBBLICA CECA Arbitro: Amin Mohamed Primo assistente dell'arbitro: Mahmoud Abouelregal Secondo assistente dell'arbitro: Ahmed Hossam Taha Quarto uomo: Juan Calderon Riserva dell'assistente dell'arbitro: Joan Carlos Mora VAR: Mahmoud Ashour Assistente VAR: Joe Dickerson Supporto VAR: Marco Di Bello CANADA-BOSNIA ERZEGOVINA Arbitro: Facundo Tello Primo assistente dell'arbitro: Juan Pablo Belatti Secondo assistente dell'arbitro: Gabruel Chade Quarto uomo: Khalid Alturais Riserva dell'assistente dell'arbitro: Mohamed Alabrakrv VAR: Hernan Mastrangelo Assistente VAR: Antonio Garcia Supporto VAR: Tatiana Guzman USA-PARAGUAY Arbitro: Danny Makkelie Primo assistente dell'arbitro: Hessel Steegstra Secondo assistente dell'arbitro: Jan De Vries Quarto uomo: Yusuke Araki Riserva dell'assistente dell'arbitro: Jun Mihara VAR: Carlos Del Cerro Grande Assistente VAR: Dennis Higler Supporto VAR: Khamis Almarri
Real Madrid, interesse per Calafiori: chieste informazioni all'Arsenal
Real Madrid, interesse per Calafiori: chieste informazioni all'Arsenal
Il Real Madrid ha chiesto informazioni all'Arsenal per Riccardo Calafiori. Trovano conferme le anticipazioni della testata spagnola AS, secondo la quale i blancos hanno espresso il proprio interesse per il terzino italiano - inserito nella lista di Mourinho - ma, al momento, le parti non sono andate oltre una telefonata. A Madrid lavorano per comprendere se l'Arsenal sia disposto ad aprire alla cessione e - dopo il primo contatto - ci sia la possibilità di avviare una trattativa con i Gunners, che sarà gestita in prima persona da Alessandro Lucci.  L'agente di Calafiori ha già avuto un ruolo cruciale nel portare il terzino a Londra, sponda Arsenal, a scapito delle proposte arrivate dall'Italia. Il 24enne è fresco di vittoria della Premier League con i Gunners, arrivata a distanza di oltre 20 anni dall'ultimo successo.  L'ESPERIENZA A ROMA CON MOU - Riccardo Calafiori e José Mourinho hanno già condiviso un'esperienza, quella alla Roma. Il terzino è stato uno degli epurati dopo la sconfitta per 6-1 in Conference League contro il Bodø/Glimt. Tuttavia, tra il calciatore e l'allenatore c'è sempre stato un rapporto di stima e la partenza da Roma ha aiutato Calafiori a crescere. Dopo gli anni in giallorosso, il giocatore ha vissuto grandi esperienze a Basilea e a Bologna, conquistando anche una storica qualificazione in Champions League con i rossoblù. Le ottime prestazioni gli sono valse la chiamata dell'Arsenal, che ha vinto la Premier grazie anche alle giocate dell'italiano. 
Traffico di influenze e diffamazione: Platini denuncia il presidente FIFA Infantino
Traffico di influenze e diffamazione: Platini denuncia il presidente FIFA Infantino
Michel Platini ha sporto denuncia contro il presidente della FIFA Gianni Infantino. Lo scorso lunedì 8 giugno, l'ex numero uno della UEFA ha denunciato l'attuale presidente del calcio internazionale per calunnia e traffico di influenze, in risposta alla vicenda giudiziaria che non permise al francese di essere eletto alla presidenza della FIFA nel 2015. Oltre a Infantino, Platini ha denunciato anche due ex funzionari della Federazione, i quali - insieme all'attuale numero uno della FIFA  - avrebbero "operato per estrometterlo dalla corsa alla presidenza" attraverso delle "accuse infondate". LA VICENDA - Per fare luce sulla situazione bisogna tornare al 2015, quando Michel Platini sembrava a un passo dal diventare il nuovo presidente della FIFA. Tuttavia, un'indagine svizzera sollevò uno scandalo riguardo un presunto pagamento di 2 milioni di franchi svizzeri (1.8 milioni di euro), ricevuti nel 2011 da Sepp Blatter, allora numero uno del calcio mondiale.  A Platini fu inflitta una squalifica di 8 anni (ridotta poi a 6) dal comitato etico della FIFA e iniziò un lungo processo giudiziario, che si è concluso di recente con l'assoluzione del francese in sede civile.  L'ACCUSA ALLA FIFA - La denuncia sporta da Michel Platini è accompagnata dalla costituzione di una parte civile. Ciò comporterà, dunque, la nomina di un giudice istruttore. In precedenza, il francese aveva già sporto due denunce. Una nel 2018 alla giustizia svizzera per calunnia contro ignoti (poi prescritta), l'altra nel 2021 contro Gianni Infantino per traffico di influenze, archiviata a ottobre.  Platini ha annunciato, tramite un portavoce, una causa civile contro la FIFA per essere risarcito dai danni legati alle "manovre utilizzate per impedirgli di essere eletto presidente Fifa nel 2015". Dopo lo scoppio del caso, fu Infantino a essere eletto alla presidenza del calcio mondiale.
Da un Martinez a un altro: il retroscena sull'Inter e perché la Juve stringe per il Dibu
Da un Martinez a un altro: il retroscena sull'Inter e perché la Juve stringe per il Dibu
Da Martinez a Martinez, uno tira l'altro – Pepo e Dibu – perché dal prossimo anno i portieri di Juventus e Inter potrebbero avere lo stesso cognome. Una storia che si incrocia, perché se l'Inter ha deciso di puntare sul suo Martinez, dopo averlo comprato per 13 milioni dal Genoa lo scorso anno, aveva cercato di prendere anche il Dibu Martinez, che adesso è il primissimo obiettivo della Juventus. In mezzo c'è Vicario, che l'Inter ha trattato a lungo, bloccandolo e promettendogli di vestire la maglia nerazzurra, per poi mollarlo a seguito di nuove valutazioni. Al momento, l'ex Empoli è l'alternativa al Dibu, le cui valutazioni stanno scendendo. Ma facciamo un passo indietro. A febbraio, quando l'Inter sapeva di perdere Sommer – in scadenza di contratto – i nerazzurri hanno iniziato un primo giro di perlustrazioni per capire a chi affidare la porta della stagione 2026/2027. E, sempre a febbraio, c'è stato l'incontro con gli agenti del Dibu Martinez, portiere della nazionale argentina e dell'Aston Villa che ha un contratto fino al 2028 e guadagna 7 milioni netti a stagione. La possibilità che esca dall'Aston Villa a una cifra ragionevole è alta, tra i 5 e i 7 milioni di euro. Gli agenti hanno incontrato l'Inter e sono andati a vedere una partita di Champions, ma i nerazzurri non hanno promesso nulla, ribadendo che il Dibu era in una shortlist e che le parti si sarebbero risentite a metà aprile. VICARIO - Se l'Inter avesse voluto, dunque, avrebbe potuto stringere per l'argentino. Non l'ha fatto e ha deciso – dopo una valutazione interna – che è Vicario il giocatore da prendere. Ausilio ha parlato e bloccato il giocatore, sapendo che la trattativa col Tottenham si potrebbe chiudere attorno ai 15 milioni di euro. Il portiere è sempre piaciuto all'Inter, già quando giocava nell'Empoli: i nerazzurri lo avevano praticamente acquistato, ma poi non si riuscì a vendere in tempo Onana e così Vicario andò al Tottenham. Vicario, chiaramente contento di essere il promesso sposo dell'Inter, si è illuso di essere nerazzurro. Poi, però, sono cambiate le strategie e gli input del fondo Oaktree, che ha dato un mandato chiaro ai dirigenti: abbiamo già Martinez, cerchiamo di valorizzare lui. Questo input non prevede un investimento importante come quello che i nerazzurri avevano pianificato per la porta. Così, lo stesso ds Ausilio, con grande correttezza, ha fatto sapere agli agenti del portiere che quell'operazione, che era stata impostata e forse anche qualcosa in più, non può essere portata avanti. JUVENTUS - Vicario entra così nella shortlist della Juventus, che cerca un portiere di personalità. L'idea iniziale era quella di Alisson, un'operazione andata avanti per diversi giorni e che i bianconeri pensavano di poter chiudere a parametro zero. Il Liverpool, però, ha esercitato l'opzione per estendere il contratto di un altro anno e tante dinamiche interne ai Reds hanno fatto cambiare le strategie. Alisson, così, resta ad Anfield, al di là che l'allenatore sia Slot o Iraola. Quindi la Juve – sempre alla ricerca di un portiere dal carattere forte – si è rivolta altrove. Ha valutato diverse situazioni, sono stati proposti altri profili tra cui Nübel, ma i bianconeri hanno risposto senza grande entusiasmo. Alla fine la dirigenza ha deciso che, nella parte alta della lista, il Dibu Martinez e Vicario restano ai primi posti. L'argentino, però, scatta e supera l'italiano in maniera definitiva o quasi. Resta ora da trovare l'accordo economico con gli agenti del Dibu... Scopri il retroscena nella puntata di "Caffè Di Marzio".
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