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UfficialeEsonerato Raffaele Palladino: il comunicato dell'Atalanta
Ora è arrivata anche l'ufficialità: le strade dell'Atalanta e di Raffaele Palladino si dividono. Il club bergamasco ha pubblicato sui propri canali la nota formale che sancisce la fine del rapporto con l'allenatore.
IL COMUNICATO - Niente risoluzione consensuale, ma esonero per l'allenatore, come si legge nella nota diffusa dalla società nerazzurra: "Atalanta BC comunica che Raffaele Palladino è stato sollevato dall’incarico di allenatore della Prima Squadra assieme ai suoi più stretti collaboratori, vale a dire Stefano Citterio, Federico Peluso, Fabio Corabi, Nicola Riva, Mattia Casella, Andrea Ramponi e Andrea Berti. Atalanta BC ringrazia Raffaele Palladino e il suo staff per l’impegno profuso, augurando loro il meglio per il futuro".
L'ARRIVO DI SARRI - Come già anticipato, l'Atalanta ha ha scelto Maurizio Sarri per il proprio futuro in panchina, ed entro venerdì arriverà l'annuncio.
Tifoso ferito nel derby della Mole: oggi le dimissioni dall'ospedale
Il tifoso ferito prima del derby della Mole tra Torino e Juventus, di domenica 24 maggio, verrà dimesso nel pomeriggio dopo oltre di due settimane di ricovero.
La prognosi, per l’uomo che era stato ferito alla testa, è stata sciolta in data odierna: è in buone condizioni neurologiche. Il tifoso bianconero verrà ricontattato fra qualche settimana per un nuovo ricovero per terminare l'iter terapeutico relativo al trauma cranico.
L'EPISODIO - L’uomo era rimasto coinvolto nei disordini scoppiati all’esterno dello Stadio Olimpico Grande Torino nelle ore precedenti del derby, mentre stavano arrivando le due tifoserie. Il tifoso, rimasto ferito, era stato trasportato in ospedale in codice rosso. L'episodio aveva generato forti proteste da parte dei tifosi bianconeri, contrari al regolare svolgimento della gara. Il fischio d'inizio era arrivato con più di un'ora di ritardo.
Carrarese-Calabro, in arrivo la risoluzione del contratto: il Padova lo aspetta
È in arrivo la risoluzione del contratto tra Antonio Calabro e la Carrarese. In questi minuti l’allenatore si trova a Carrara per definire gli ultimi dettagli dell’uscita dal club.
Una volta formalizzata la separazione, Calabro sarà libero di intraprendere una nuova esperienza professionale con il Padova, che ha ormai individuato in lui il profilo per guidare il nuovo corso.
IL PERCORSO DI CALABRO ALLA CARRARESE - Nel corso della sua esperienza alla Carrarese, Calabro ha ottenuto risultati importanti. Arrivato il 17 gennaio 2024 con la squadra quarta nel girone B di Serie C, ha chiuso la stagione al terzo posto centrando i playoff, dove ha superato Perugia, Juventus Next Gen e Benevento, fino alla vittoria in finale contro il Vicenza che è valsa la promozione in Serie B. Nella stagione successiva in cadetteria ha conquistato la salvezza matematica alla penultima giornata, chiudendo al dodicesimo posto con 45 punti. Un risultato replicato anche l’anno seguente, con una nuova salvezza arrivata a due giornate dal termine e un altro dodicesimo posto finale.
Cesena, Andrea Mancini si presenta: "Onorato di essere qui. Shpendi e Berti? Non abbiamo necessità di vendere"
"Non mi piace dare parole d'ordine. Il nostro intento è quello di rendere orgogliosi i tifosi del Cesena". Poche parole, quelle giuste. Si presenta così Andrea Mancini alla piazza romagnola. Il nuovo direttore sportivo, reduce dall’esperienza vissuta con la Sampdoria, ha voluto delineare fin da subito le sue priorità senza, però, dimenticare il suo passato: “I colori blucerchiati rappresentano una parte importante del mio percorso, non lo nascondo. Ma ora vivo il presente. Il futuro di Shpendi e Berti? Non abbiamo la necessità di vendere”.
Il Cesena ha chiuso la stagione 2025/26 all’11° posto in Serie B con 46 punti, con Ashley Cole in panchina. Ora la priorità è legata al nuovo allenatore: “Questa è una scelta che non possiamo sbagliare, ma posso dire che non andremo per le lunghe perché il tempo stringe. Sicuramente dovrà proporre un calcio propositivo e offensivo”.
Mancini aggiunge poi un tassello fondamentale sulla filosofia del club: "L’obiettivo è creare un progetto solido e valorizzare i nostri giovani. Il Cesena ha sempre dimostrato di avere un settore giovanile che è un vero fiore all'occhiello, e lo ha confermato anche quest'anno".
Sul fronte del calciomercato in entrata, il nuovo DS non si sbilancia e non fa nomi, ma traccia l'identikit dei profili cercati: "Voglio portare giocatori forti, di valore. Possono essere italiani, francesi, tedeschi o spagnoli, non importa: un giocatore deve essere valido e deve sapersi integrare con l'identità e la cultura di Cesena". Nella scelta non peserà solo l'aspetto tecnico: "A mio parere la persona viene prima del calciatore, quindi ritengo fondamentale conoscere al meglio tutti i giocatori, dalla A alla Z".
LA PRIMAVERA E IL BENVENUTO DI DI TARANTO. Mancini menziona anche la Primavera del Cesena, reduce da un'ottima stagione sotto la guida di Nicola Campedelli. Il cammino dei bianconeri nella Fase Finale del Campionato Primavera 1 si è interrotto a un passo dalla finale, a causa della sconfitta 2-1 subita contro il Parma. "In passato ci sono stati giocatori come Berti, Francesconi e Shpendi che sono cresciuti nel vivaio del Cesena", ha ricordato Mancini. "Non mi piace fare nomi, ma ho già individuato quattro o cinque profili della Primavera che ritengo possano dare una mano. Vorrei provare a inserirli stabilmente in prima squadra; a questo proposito faremo delle valutazioni insieme alla società e al nuovo allenatore che arriverà”.
A dare il benvenuto a Mancini è stato il direttore generale del Cesena, Corrado Di Taranto, che ha sottolineato lo spirito del nuovo DS: "Ha dato la sua disponibilità fin da subito. È stato scelto dalla proprietà per le sue qualità umane e professionali, e siamo sicuri che farà un grandissimo lavoro". Mancini è chiamato a far voltare pagina al Cesena. I romagnoli hanno chiuso l'ultima stagione fuori dai playoff, raccogliendo 46 punti frutto di 12 vittorie, 10 pareggi e 16 sconfitte.
La Roma rivuole Venturino: tentativo con il Genoa per un nuovo prestito
La Roma sta provando a riportare Lorenzo Venturino in giallorosso con la formula del prestito. L’operazione è impostata sulla volontà del club di riaverlo a disposizione per un’altra stagione, con Gasperini che spinge per tenerlo anche senza un acquisto definitivo.
LA SITUAZIONE BALDANZI - Resta da capire l’incastro con il Genoa, soprattutto in relazione alla situazione di Tommaso Baldanzi, che potrebbe influire sui margini e sulla fattibilità complessiva dell’operazione tra le due società.
VENTURINO ALLA ROMA - L'esterno 2006 ha già indossato la maglia giallorossa nella seconda parte della stagione 2025-26, dopo essere arrivato a gennaio dal Genoa. Venturino ha collezionato 10 presenze - di cui solo una da titolare proprio con la sua ex squadra - e 198' minuti totali con la Roma. L'esordio era arrivato nella sfida pareggiata contro il Milan, mentre l'ultima apparazione è stata la presenza nella gara del Tardini contro il Parma, ribaltata dai giallorossi nei minuti finali.
Inter, incontro con l'Udinese: chieste informazioni su Solet e Atta e definita la situazione di Marello
Come anticipato da FcInterNews, lnter e Udinese si sono incontrate per parlare di diversi temi di mercato.
Uno degli obiettivi dell’Inter è Oumar Solet, profilo individuato per rinforzare il reparto difensivo. Nel corso del confronto, i nerazzurri hanno chiesto informazioni anche su Arthur Atta.
MARELLO - Inoltre il club campione d’Italia ha definito il riscatto del terzino sinistro Mattia Marello, protagonista con l’Under 20 nerazzurra e in Youth League.
Assist, corsa e più di un segnale per il futuro: Inter, chi è Mattia Marello
Quindici. Non un numero casuale, ma il numero di assist forniti nella stagione appena conclusa da Mattia Marello, terzino sinistro dell’Inter U20. La carta d’identità dice 13 marzo 2008, ma la verità è che il giovane nerazzurro ha mosso i suoi primi passi in questo mondo molto prima di compiere 18 anni: basti pensare all’esordio in Primavera, arrivato quando ne aveva poco più di 15, con la maglia dell’Udinese - stessa maglia che ora veste suo fratello Luca - portiere classe 2012.
Da quel momento al presente, che va oltre il dato dei 15 assist messi a referto, Marello è cresciuto in fretta e ha attirato anche lo sguardo della Nazionale, ma in passato anche di diversi club come Juventus e Milan. Quest’anno l’Inter lo ha prelevato in prestito con diritto di riscatto, e ora il club nerazzurro ha definito la sua permanenza (QUI i dettagli). Nel frattempo, il giovane terzino è messo in mostra con corsa, assist e personalità anche nei momenti più complicati.
Un esempio arriva dalla Youth League, dove Marello ha messo più volte in luce il suo mancino e la sua tecnica contro avversari di livello europeo: l’assist perfetto su punizione per Bovio, a sbloccare il match col Colonia davanti a 50 mila tifosi, è solo una delle perle della sua stagione.
UNA STAGIONE DA PROTAGONISTA - Dopo l’ultima annata all’Udinese, durante la quale ha giocato oltre 30 partite in Primavera e trascinato l’Under 17 bianconera fino alle semifinali del campionato nazionale di categoria, Marello è passato all’Inter. In nerazzurro è diventato presto titolare fisso con Carbone, e i suoi assist, come anticipato, sono stati un’arma fondamentale: solo in Primavera 1 ne sono arrivati 10, oltre a due gol pesanti contro Lazio e Sassuolo. Numeri che si sono rivelati decisivi per centrare i playoff, dove l'Inter si è poi fermata ai quarti di finale.
Ma è in Youth League che Marello ha fatto davvero la differenza. Oltre all’assist per Bovio, il terzino ne ha forniti altri 4 contro Liverpool, Real Betis e Benfica, e con i portoghesi ha sfiorato anche la rete del pareggio, mentre contro gli spagnoli è stato protagonista anche con un gol magistrale su punizione, decisivo per chiudere la gara.
IL FUTURO CON L’INTER - Il club nerazzurro ha definito il diritto di riscatto fissato a 1 milione di euro, a cui vanno aggiunti dei bonus per un totale di circa 3-4 milioni. E ora? Ora starà proprio al giovane terzino continuare a mettere in mostra un talento passato fin qui tutt’altro che inosservato: l’esordio tra i professionisti deve ancora arrivare, e chissà che non possa mettersi in luce non solo per l’U23 ma anche in ottica prima squadra, sempre un passo (e un assist) alla volta.
Venezia, raggiunto l'accordo con Stroppa per il rinnovo fino al 2029
Prosegue l'avventura di Giovanni Stroppa sulla panchina del Venezia. Dopo la promozione in Serie A, i lagunari hanno raggiunto l'accordo con l'allenatore per il rinnovo di contratto fino al 2029.
Si tratta di un segnale di grande stima e apprezzamento nei confronti di Stroppa che, in una sola stagione, è riuscito a riportare in Serie A la squadra veneta.
Müller, hockey e non solo: i giocatori da seguire nel Girone A dei Mondiali
Un ex-giocatore di hockey, un Pallone d'Oro e "Müller": il Gruppo A al Mondiale 2026 si preannuncia tra i più ricchi di sorprese. Dalla Repubblica Ceca, qualificata tramite i playoff, al Messico, l'unica del gruppo sicura da anni di un posto nella competizione essendo uno dei paesi ospitanti, passando per Sudafrica e Corea del Sud. La gara inaugurale del torneo sarà proprio tra Messico e Sudafrica, giovedì 11 giugno alle 21:00 italiane. E i giocatori da tenere d'occhio non mancano.
PAVEL ŠULC - Miglior giocatore ceco del 2025, classe 2000, si è trasferito al Lione nel'estate 2025. Pavel Šulc è stato scelto da Fonseca per raccogliere l'eredità di Rayan Cherki, trasferitosi al Manchester City la scorsa stagione. Arrivato in Francia per più di 7 milioni di euro, il centrocampista ceco si è subito fatto apprezzare dai compagni: "Mi ricorda Müller: ci ho giocato insieme e sono simili" ha detto Tolisso, centrocampista del Lione. 14 gol e 7 assist al suo primo anno in Francia. Se con i numeri il confronto può reggere, le caratteristiche fisiche raccontano un'altra storia: 1,77cm d'altezza e una tecnica di alto livello. Un altro dettaglio da non sottovalutare è la versatilità, testimoniata anche dalle sue parole: "Farò sempre del mio meglio, anche se mi schiereranno come difensore centrale". Al Mondiale, però, con ogni probabilità il Ct Miroslav Coubek non sprecherà una carta del genere in difesa.
JULIÁN QUIÑONES - Con un Raúl Jiménez reduce da una stagione tutt’altro che brillante in Premier League - soltanto 10 gol e 3 assist - potrebbe essere Julián Quiñones a caricarsi il peso dell'attacco del Messico sulle spalle al Mondiale. Maglia numero 7 e attaccante dell'Al-Qadsiah di Retegui. Nel 2025/26 ha messo a referto 33 reti e 4 assist in 31 presenze e 2724' giocati in Saudi Pro League. Dunque, contribuisce a un gol ogni 73'. La prossima Coppa del Mondo sarà un test decisamente più impegnativo rispetto al campionato arabo, ma Quiñones ha già dimostrato di saper superare anche le sfide più difficili: prima di diventare calciatore, infatti, era un giocatore di hockey. Poi, ha iniziato la sua carriera tra i pali, fino al definitivo passaggio in attacco. Una vita piena di alti e bassi, in cui Julián ha trovato spesso la motivazione nelle... tigri: "Quando vado allo zoo passo la maggior parte del tempo con loro, cercando ispirazione". Adesso il popolo messicano spera che possa confermarsi sugli standard visti in Arabia.
RELEBOHILE MOFOKENG - Pensate di debuttare nel calcio professionistico e, tre anni dopo, ritrovarvi a un Mondiale: è la storia di Relebohile Mofokeng. Cresciuto nella 'Transnet School of Excellence' - che ha formato giocatori come l'ex centrocampista dell'Everton Steven Pienaar - nel 2023 ha debuttato con gli Orlando Pirates, nella Premier League sudafricana, e vanta già una bacheca con 2 Coppe del Sudafrica e 1 MTN, un torneo a cui partecipano le 8 migliori squadre del campionato precedente. Mofokeng viene schierato spesso sull'esterno per creare superiorità numerica grazie al suo dribbling imprevedibile. Chissà che il Mondiale non diventi la vetrina giusta per fare il salto in Europa.
LEE KANG-IN - Dembélé, Kvaratskhelia, Doué e Barcola. Questa è la concorrenza che Lee Kang-in ha dovuto superare in questi anni per guadagnarsi una maglia da titolare nel Paris Saint-Germain. In Corea del Sud, però, il suo talento è evidente a tutti. Classe 2001, a soli 10 anni è diventato famoso dopo essersi messo in mostra nello show locale 'Fly Shoot Dori', in cui dei bambini vengono messi a confronto con ex calciatori. Un'altra dimostrazione è stata il Pallone d'Oro al Mondiale Under-20 nel 2019, anno in cui è diventato anche il 'Giovane Calciatore Asiatico dell'Anno'. Adesso, però, Kang-in è pronto a tornare sotto i riflettori con la sua Nazionale.
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