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Avellino, Nesta è arrivato in città | FOTO E VIDEO
Dopo l'annuncio ufficiale arrivato lunedì 8 giugno, Alessandro Nesta è ora arrivato in città per iniziare la sua avventura da nuovo allenatore dell'Avellino.
L'ex difensore campione del mondo ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2028, confermando la volontà del club di puntare su un progetto a lungo termine. L'obiettivo dell'Avellino sarà sicuramente quello di migliorare l'ottavo posto in Serie B conquistato nella stagione appena conclusa.
Lo stesso Nesta ha commentato il suo arrivo in panchina: "Sono contento di arrivare in una piazza calda e non banale. Aspettative alte? Ho dovuto sempre vincere in carriera e anche qui proveremo a vincere, vedremo come andrà a finire"
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Real Madrid su Julián Alvarez. L'Atletico: "Non valutiamo offerte"
Poco dopo l'annuncio dell'offerta ufficiale da 150 milioni per Julián Alvarez, arriva la risposta dell'Atletico su X tramite un commento. La reazione dei Colchoneros è una risata, sottolineando così che la proposta dei Blancos non sia sufficiente per lasciar partire l'argentino.
L'Atletico ha reagito così:
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Alla reazione è seguito anche un comunicato ironico: "Non stiamo valutando né prendendo in considerazione alcuna offerta per Julián".
UfficialeReal Madrid, arriva la risoluzione contrattuale con Arbeloa
Ora è arrivata anche l'ufficialità: Alvaro Arbeloa non è più l'allenatore del Real Madrid. Con un comunicato ufficiale i Blancos hanno confermato la risoluzione contrattuale con l'allenatore spagnolo, subentrato nel corso della stagione dopo l'esonero di Xabi Alonso. Arbeloa chiude la sua esperienza sulla panchina del Real Madrid dopo 18 vittorie, 2 pareggi e 8 sconfitte in 28 partite e una stagione senza titoli.
Il comunicato del Real Madrid: "Il Real Madrid CF e Álvaro Arbeloa hanno raggiunto un accordo per porre fine alla sua esperienza come allenatore della prima squadra. Il Real Madrid è profondamente grato ad Álvaro Arbeloa, che durante tutto il suo percorso nel club, fin dai tempi della nostra accademia giovanile, ha sempre dimostrato lealtà, impegno e professionalità. Egli incarna i valori del nostro club. Il Real Madrid, che sarà sempre casa sua, augura ad Álvaro Arbeloa e a tutta la sua famiglia il meglio per questa nuova fase della loro vita".
Da Balogun a Uzun: i giocatori da seguire nel Gruppo D dei Mondiali
I padroni di casa dei Mondiali e una notevole presenza "italiana": da Pulisic (Milan) a McKennie e Yıldız (Juventus), passando per Circati (Parma), Volpato (Sassuolo) e molti altri. Il Gruppo D, almeno sulla carta, è uno dei più equilibrati del torneo. E non solo grazie al talento di alcuni volti noti del nostro campionato. Nella partita inaugurale vedremo gli USA di Balogun (che torna a giocare davanti al suo pubblico dopo una carriera passata in Europa) sfidare il Paraguay di Almirón. Calcio d'inizio fissato per sabato, 13 giugno, alle 03:00 italiane. A seguire, Australia-Turchia - alle 06:00 del 14 giugno - sarà anche una sfida che mette in mostra due prospetti come Irakunda e Uzun, rispettivamente classe 2006 e 2005. Tanti talenti da seguire, divertimento assicurato.
USA, FOLARIN BALOGUN - Gli USA arrivano al Mondiale con un obiettivo preciso: vincere più partite possibili davanti ai propri tifosi nella competizione più importante in assoluto. E per farlo, Mauricio Pochettino si affiderà soprattutto ai gol di Folarin Balogun. Velocità fuori dal comune e finalizzazione da centravanti di prima fascia: il classe 2001 è reduce dalla sua seconda miglior stagione in carriera: 19 reti e 4 assist in 43 presenze complessive tra Ligue 1, Coupe de France e Champions League con la maglia del Monaco. Solo nel 2022/23 è riuscito a superare questa soglia toccando i 22 gol e 2 passaggi vincenti con lo Stade Reims. Al Mondiale sarà il faro dell'attacco degli Stati Uniti: se manterrà il ritmo dimostrato in questa stagione, il passaggio del girone sarà solo una formalità. Curiosità: nato a Brooklyn ma non ha mai giocato in MLS.
PARAGUAY, MIGUEL ALMIRÓN - Con Enciso ai box per un infortunio che potrebbe costargli il Mondiale, Miguel Almirón si candida fortemente per essere l'uomo copertina del Paraguay. A differenza di Balogun, a 17 anni ha iniziato la sua carriera in Paraguay nelle giovanili del Cerro Porteño. Nel 2015, il passaggio al Lanús in Argentina fino a gennaio 2017, quando si è trasferito all'Atlanta United. E proprio in America è arrivata la consacrazione di Almiron: 22 gol e 19 assist in 70 presenze. Velocità e intensità - le sue caratteristiche principali - che hanno attirato l'interesse del Newcastle, dove ha giocato 6 anni. Prima di diventare un beniamino dei tifosi, però, non sono mancati anche i momenti difficili: "A un certo punto, ho pensato di ritirarmi dal calcio internazionale, pensavo che non fosse per me" ha ammesso Miggy, il suo soprannome in Inghilterra. Lo scorso gennaio è tornato ad Atlanta, dove si trova uno degli stadi in cui verrà disputato il Mondiale: il Mercedes-Benz Stadium. Anche se il Paraguay non giocherà lì le partite della fase a gironi, Almirón conosce già molto bene l'ambiente.
AUSTRALIA, NESTORY IRAKUNDA - Secondo i media locali, Nestory Irakunda è il "giovane calciatore austrialiano più entusiasmante di sempre". Le ragioni di questa etichetta si possono ritrovare nel suo passato nella seconda squadra del Bayern Monaco, con cui si è distinto soprattutto nel tiro da fuori e sulle punizioni grazie a delle ottime qualità balistiche. In una delle ultime partite contro il Curacao, Irakunda ha segnato addirittura una doppietta. Nell'Australia sarà facile tenerlo d'occhio considerando le caratteristiche della selezione guidata da Tony Popovic: fisicità, linea difensiva a tre e blocco basso. I contropiedi saranno una delle armi principali che userà l'Australia per arrivare almeno agli ottavi - il massimo gradino su cui è mai salita nella storia dei Mondiali - con Irakunda pronto a caricarsi sulle spalle il peso dell'attacco.
TURCHIA, CAN UZUN - Arda Güler e Kenan Yıldız, ma non solo. In Turchia chiunque non vede l'ora di vedere Can Uzun al Mondiale. Classe 2005, esploso all'Eintracht Francoforte, in Bundesliga, e nato in... Germania. Infatti, Uzun ha il doppio passaporto, ma ha scelto di rappresentare la Turchia nonostante il forte pressing della Federazione calcistica tedesca: "Ho ascoltato il mio cuore" ha rivelato il giovane talento turco. Anche Vincenzo Montella, Ct della Turchia, si è detto "immensamente fiducioso del suo potenziale". Nell'ultima stagione è stato tormentato dagli infortuni, ma è riuscito lo stesso a segnare 10 gol e 5 assist. Adesso, non ci resta solo che sederci e osservare tutto il suo potenziale al Mondiale.
Joga bonito e oltre: i giocatori da seguire nel Gruppo C dei Mondiali
Joga bonito, precocità e voglia di riscatto: il Gruppo C del Mondiale 2026 porta con sé grande attenzione e curiosità. Dal nuovo Brasile di Carlo Ancelotti al Marocco capitanato da Hakimi, ormai maturo dopo la sorprendente semifinale raggiunta durante Qatar 2022, passando per la sorpresa-rivelazione Haiti e arrivando alla Scozia. Il primo match del girone sarà tra Brasile e Marocco, col calcio d'inizio fissato alla mezzanotte italiana del 14 giugno. Tra talenti e rivelazioni: ecco i nomi da tenere d'occhio.
BRASILE, RAYAN - Gioiello verdeoro classe 2006, arrivato al Bournemouth nello scorso mercato di gennaio dal Vasco da Gama per 28,5 milioni di euro, Rayan ha tutte le caratteristiche per ritagliarsi un posto tra le tante stelle offensive a disposizione di Ancelotti. I 5 gol segnati in 1119 minuti giocati con le Cherries, successive alle 21 reti messe a segno durante gli ultimi mesi in Brasile, del resto, non mentono. Ala destra in grado di tagliare verso il centro e occupare tutto il fronte d'attacco, il talento nato a Rio De Janeiro ha saputo sin da subito saputo guadagnarsi preziosi attestati di stima. Un esempio? Philippe Coutinho: l'ex Liverpool, nel corso di una chiacchierata sul canale YouTube di Romário, si è detto orgoglioso di aver fatto parte del percorso di Rayan essendo sicuro del futuro da craque del suo ex compagno di squadra. Intanto Rayan, col gol nel 6-2 al Panama del 31 maggio, si presenta al Mondiale nel miglior modo possibile.
MAROCCO, AYYOUB BOUADDI - Lamine Yamal, Pau Cubarsì, Rodrigo Mora: la classe 2007 sta ormai riempendo il calcio di grandi talenti e tra questi c'è anche Ayyoub Bouaddi. Il giovane centrocampista di proprietà del Lille, infatti, è ormai una realtà consolidata del calcio francese, per via di una rapida ascesa che gli ha permesso - tra il 2024 e il 2026 - di diventare il più giovane giocatore del LOSC a esordire nelle coppe europee e in Ligue 1. Personalità e spiccata visione di gioco hanno stregato il CT Walid Regragui che ha convinto il ragazzo, francese di nascita, a rappresentare definitivamente il Marocco, paese d'origine dei genitori. Curiosità: l'esordio in Coppa del Mondo col Brasile del 14 giugno permetterà a Bouaddi di ritrovare Carlo Ancelotti da avversario, a due anni di distanza da quella sfida tra Real Madrid e Lille in occasione del suo diciassettesimo compleanno: quando si dice segno del destino.
HAITI, DUCKES NAZON - Per la prima volta dal 1974 anche Haiti si prepara a disputare il Mondiale: il leader assoluto dei ragazzi di Migné è Duckes Nazon. Il possente centravanti dell'Esteghal, classe 1994 nato in Francia, si prepara a trascinare il suo popolo con orgoglio dopo aver vissuto momenti difficili a livello personale a causa dei conflitti in Iran. La sua tripletta da subentrato contro il Costa Rica nelle qualificazioni (durante le quali ha segnato sei volte, più di tutti nella Concacaf) è il biglietto da visita perfetto per un bomber che non ha voglia di fermarsi dopo 44 gol in 78 gare in nazionale.
SCOZIA, BEN GANNON-DOAK - Quando Jürgen Klopp, allenatore abituato a vivere quotidianamente in carriera campioni come Salah e Mané, arriva a definire la capacità di dribbling di un ragazzino come qualcosa di "unico nel suo genere" è impossibile non rimanere stupiti: Ben Gannon-Doak, talento scozzese classe 2005, vuole tenere fede a questa definizione. Ala destra di scuola Celtic, arrivato al Bournemouth proprio dal Liverpool nella stagione appena conclusa, Gannon-Doak si era messo in mostra soprattutto nel periodo al Middlesbrough, in cui aveva segnato 3 gol e fornito 7 assist. Un infortuno alla coscia lo ha tenuto fuori quest'anno addirittura da novembre a marzo, ma le buone vibes lasciate tra qualificazioni e ultimi mesi di stagione hanno definitivamente convinto il CT Clarke: con McTominay e compagni ci sarà anche l'imprevedibile Doak.
Mondiali, l’arbitro Artan dopo il visto negato: “Interrogato per 11 ore, avevo tutti i documenti”
Omar Artan rompe il silenzio e racconta quanto accaduto negli Stati Uniti. L’arbitro somalo, premiato lo scorso anno come miglior direttore di gara africano, ha spiegato in un’intervista al New York Times di essere stato respinto all’ingresso nel Paese, nonostante fosse in possesso di tutta la documentazione necessaria.
Una vicenda che pesa anche sul suo percorso professionale, considerando il sogno di partecipare ai Mondiali 2026. Attualmente Artan si trova a Istanbul, dopo essere stato rimandato indietro al termine delle procedure di controllo.
IL RACCONTO DI ARTAN - "Sono davvero molto deluso. Sono semplicemente un arbitro che sta cercando di realizzare il suo sogno, il sogno più grande della mia vita: partecipare ai Mondiali 2026", ha dichiarato. Artan ha ribadito di avere tutto in regola: "Avevo i documenti giusti e tutto il resto, avevo il visto giusto. Ma credo che abbiano un problema con il mio Paese".
INTERROGATORIO E RIMPATRIO - L’arbitro ha raccontato di essere stato interrogato per circa 11 ore in una stanza dell’ufficio immigrazione, prima di essere trasferito in una cella di detenzione separata per diverse ore. Nonostante abbia mostrato documenti della FIFA e materiale sulla sua carriera, i funzionari hanno approfondito anche la sua posizione con domande sulla situazione politica in Somalia, in particolare legate al gruppo Al Shabab. Al termine delle procedure, Artan è stato imbarcato su un volo di ritorno per Istanbul e successivamente farà rientro a Mogadiscio.
Florentino vince, ma Riquelme fa paura: viaggio dietro le quinte delle elezioni in casa Real Madrid
Servirà qualcosa in più per scardinare Don Florentino dal trono dei Galacticos. Ancora una volta è Florentino Pérez a vincere le elezioni in casa Real Madrid, ma non senza qualche brivido. L'attuale presidente ha trionfato, sì, ma ha dovuto tirar fuori le maniere pesanti: per la prima volta dopo vent'anni si è tornati alle urne, contro un avversario che, ai nastri di partenza, sembrava un perfetto sconosciuto. Nonostante questo, Enrique Riquelme si è difeso decisamente bene, raccogliendo il 35% dei voti con 3 settimane di campagna elettorale. L'imprenditore di Cox Energy è riuscito a coalizzare il malcontento di una parte della tifoseria, strappando un buon numero di consensi in una tornata elettorale dall'affluenza massiccia (circa 33.000 soci votanti su un bacino di oltre 75.000).
Cosa succederà, però, adesso? Per la prima volta il Florentinato ha subito un'incrinazione: 12500 persone sono contro quello che sembrava essere un padrone assoluto. Sarà per la prossima, però: si dovrà cercare di scardinarlo in un altro modo. Queste elezioni sono state un vero thriller, fatto di capitoli a sé stanti.
LA PROVOCAZIONE E IL GIALLO DELLE BANCHE - Nonostante l'immensa esperienza e il suo status, anche Florentino Pérez ha commesso un passo falso. La scintilla che ha innescato la campagna elettorale più tesa del secolo si è accesa il 12 maggio a Valdebebas. Durante una conferenza stampa, Florentino Pérez ha liquidato le indiscrezioni sulla nascita di una lista alternativa: "Quel signore che parla con le società elettriche e ha l'accento sudamericano, che si presenti". Quel "signore" è Enrique Riquelme, trentasettenne presidente del colosso delle rinnovabili Cox. Riquelme, che aveva già accarezzato l'idea di candidarsi nel 2021 e nel 2025 senza mai affondare il colpo, ha raccolto il guanto di sfida, trasformando quello che Florentino considerava un farol (un bluff) in un terremoto istituzionale.
Mettere in piedi una candidatura in tre settimane, tuttavia, significava saltare un ostacolo economico monumentale: l'istituzione di un aval (una fideiussione bancaria) pari al 15% del budget del club, ovvero quasi 187 milioni di euro da coprire con il patrimonio personale. È a questo punto che la corsa alla presidenza si è tinta di giallo. Come rivelato dallo stesso Riquelme in un'intervista a MARCA, il sistema bancario spagnolo ha improvvisamente fatto terra bruciata attorno alla sua figura a causa di "pressioni che non dovrebbero esistere". Un boicottaggio silenzioso che avrebbe tagliato le gambe a chiunque, ma che l'imprenditore alicantino ha aggirato all'ultimo secondo utile, incassando l'appoggio blindato della banca andorrana. Ottenuto il pass finanziario fuori dai confini nazionali, la sfida impossibile è diventata realtà.
L'OMBRA DEI FONDI E LA RIVOLTA DEL SOCIO COMUNE - Se sul piano sportivo l'impero di Florentino Pérez appare inscalfibile, l'inchiesta sulle urne di Valdebebas ha svelato una profonda frattura ideologica sul modello societario della Casa Blanca. Dietro il voto non si è consumata una semplice scelta di simpatia, ma un durissimo scontro sul rischio di privatizzazione del club. Sotto la lente dei soci è finito il piano di cedere una quota compresa tra il 5% e il 10% del Real Madrid a investitori istituzionali e fondi d'investimento esterni. Una manovra strategica caldeggiata dal braccio destro finanziario del presidente, Annas Laghrari che ha immediatamente attivato gli anticorpi della base associativa. Più di 12.500 soci hanno scelto Riquelme per lanciare un messaggio perentorio: "Il Real non si vende".
Questa mobilitazione ha prodotto un effetto politico immediato e cruciale, blindando lo status giuridico del club. Secondo lo statuto del Real Madrid, infatti, per approvare una trasformazione societaria di questa portata non basta la maggioranza dei presenti, ma serve il voto favorevole della metà più uno dell'intero censo elettorale, una soglia fissata a 37.500 schede. Fermandosi a poco più di 20.000 preferenze totali, Florentino Pérez è rimasto legalmente congelato e lontano dai numeri necessari per forzare la mano.
Riquelme è riuscito a incunearsi in questa fessura intercettando il malessere del cosiddetto socio de a pie (il socio comune). Negli ultimi anni, la crescita galattica del brand - oggi valutato da Forbes circa 10 miliardi di euro - ha finito per restringere gli spazi del tifoso tradizionale. Tra cantieri infiniti, bagni inaccessibili e la progressiva sostituzione dei vecchi settori popolari con iper-esclusive aree VIP destinate a eventi extra-calcistici come i concerti o i match della NFL, migliaia di abbonati storici si sono scoperti improvvisamente stranieri in casa propria, trattati più come clienti sacrificabili che come proprietari. La lista dello sfidante ha parlato direttamente a loro, promettendo una "Ciudad del Socio" a Valdebebas, il taglio delle quote e il sorteggio di 10.000 nuovi abbonamenti.
LA GUERRA DEI GALACTICOS - Quando la candidatura si è effettivamente trasformata in realtà, i due presidenti hanno iniziato a mettere in scena una gara a chi garantisse la promessa più invitante verso i tifosi e gli abbonati. Il primo grande colpo l'ha annunciato Enrique Riquelme, dicendo di avere già accordi con gli entourage di Rodri e di Erling Haaland. Per scrollarsi di dosso l'etichetta di venditore di fumo, l'imprenditore di Cox ha compiuto un passo senza precedenti nella storia delle elezioni spagnole, siglando una garanzia notarile: "Se divento presidente e questi giocatori non arrivano, pagherò di tasca mia la quota associativa annuale a tutti i cento mila soci". In tutto questo, Riquelme ha anche promesso di portare a Madrid Jurgen Klopp, oltre che di inserire in dirigenza dei "Madridisti veri" come Iker Casillas e Raúl.
Ovviamente, quando si tratta di rispondere, Don Florentino non si fa pregare. Ospite del programma televisivo Horizonte, il presidente ha sferrato un attacco frontale al rivale, accusandolo di voler unicamente destabilizzare l'ambiente e liquidando l'affare Haaland come un colossale bluff: "Tutti hanno smentito". Poi, Pérez ha ripreso lo scettro in mano passando all'attacco. Ha annunciato l'arrivo di Denzel Dumfries e di Ibrahima Konaté, oltre che il tanto atteso ritorno di José Mourinho. Poi, la vera bomba: "Ho già pronta un'offerta da oltre 150 milioni di euro per un giocatore mondiale, la più alta mai fatta dal Real Madrid". Da quella dichiarazione, è partita la caccia al nome, perché Florentino non ha voluto dare troppi indizi: "Non è della Premier League e non arriva dalla Liga. Non è nemmeno Michael Olise (anche se alcune voci dicono si tratti di lui, ndr)".
I VELENI DELLA GIUNTA E LE ELEZIONI DEL 2030 - La notte del recuento (il conteggio dei voti) non ha risparmiato le ultime scorie polemiche, confermando l'anomalia di una tornata elettorale vissuta sul filo del rasoio. Nel suo discorso di insediamento, Florentino Pérez ha macchiato la narrazione della "giornata democratica esemplare" scagliandosi pubblicamente contro l'annullamento di circa mille voti per corrispondenza certificati da un notaio, promossi dalla sua stessa lista e cassati dalla Giunta Elettorale per vizi di forma: "Faremo ricorso, abbiamo ragione noi", ha tuonato il presidente. Un dettaglio burocratico che tradisce il reale nervosismo dei vertici societari di fronte alla portata della mobilitazione. Consapevole della nuova geografia politica interna, Pérez ha dovuto correggere la sua storica postura da monarca assoluto, chiudendo il monologo con un'inedita apertura conciliante verso quel terzo di elettorato che gli ha voltato le spalle: "Mi rivolgo a chi non mi ha votato, faremo di tutto per ascoltare le vostre preoccupazioni".
Dall'altra parte della barricata, Enrique Riquelme ha incassato la sconfitta con la postura del leader in pectore. L'imprenditore alicantino ha subito teso la mano al club, invitando ironicamente Pérez a sfruttare i canali di mercato da lui aperti con gli entourage di Haaland e Rodri, per evitare che la sua campagna venisse archiviata come un mero "brindis al sol" (un fuoco di paglia). Ma il vero traguardo di Riquelme va oltre le promesse sfarzose: ha squarciato il velo di invincibilità che avvolgeva il club, riabituando i soci all'esercizio del voto dopo vent'anni di deserto democratico. "Questo non è il finale, è solo il principio" ha garantito passata la mezzanotte. Florentino Pérez ha blindato la presidenza fino al 2030, ma per la prima volta nella sua lunghissima gestione dovrà governare con il fiato sul collo di un'opposizione reale e strutturata. Quando scadrà questo mandato, l'attuale presidente avrà 83 anni, mentre il numero uno di Cox ne compirà appena 41. Sebbene la storia recente del Real Madrid porti ancora la firma esclusiva del suo storico leader, la clessidra del futuro ha invertito la sua corsa: il tempo, adesso, gioca a favore di Enrique Riquelme.
Virtus Entella, Chiappella rinnova fino al 2028: "Non vedo l’ora di ripartire"
Arriva la conferma ufficiale: Andrea Chiappella proseguirà la sua avventura sulla panchina biancoceleste. È stato infatti raggiunto l’accordo per il prolungamento del contratto fino al 30 giugno 2028, a testimonianza della volontà comune di dare continuità al lavoro iniziato.
Arrivato a Chiavari nell’estate del 2025, l’allenatore ha guidato la squadra nella stagione del ritorno in Serie B, centrando l’obiettivo salvezza e gettando le basi per un percorso condiviso con la società, sia dal punto di vista tecnico che umano.
IL COMUNICATO DEL CLUB - "Il rinnovo rappresenta la volontà reciproca di dare continuità al lavoro avviato nell’ultimo anno, nel segno della programmazione, della crescita e della convinzione comune di poter continuare a costruire insieme il futuro biancoceleste", si legge nella nota diffusa dal club ligure.
LE PAROLE DI CHIAPPELLA - "Questo prolungamento nasce da sentimenti reciproci di gratitudine, determinazione e dalla convinzione di poter continuare a crescere insieme", ha dichiarato Chiappella proprio nella nota diffusa dalla squadra. L’allenatore ha poi aggiunto: "Siamo reduci da una stagione che ha rappresentato per tutti un nuovo inizio, culminato con il raggiungimento di un obiettivo importante e tutt’altro che scontato. Abbiamo costruito basi solide, ma il percorso è ancora lungo. Non vedo l’ora di ripartire e continuare a lavorare insieme a questo gruppo, alla società e ai nostri tifosi".
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