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Retroscena e futuro: come ripartirà il Torino di Abate
C’è un breve video che sta girando nel web e tra le chat dei tifosi granata: riprende un vecchio Torino-Genoa, con Abate (giovane di proprietà del Milan, in prestito al Toro: fece benissimo in una stagione maledetta, culminata con la retrocessione in B) che interviene in scivolata su Juric. Sono passati poco meno di vent’anni da quell’intervento, ma ora Abate – metaforicamente – in scivolata su Juric ci è rientrato. E si è preso la panchina del Torino.
I RETROSCENA - E sì che in queste settimane di colloqui ce ne sono stati parecchi. Colloqui, non piani B o C. Perché le valutazioni erano tante e le linee strategiche diverse. Appurato che De Rossi non si sarebbe spostato da Genova, si era parlato con Gattuso: un allenatore esperto, di carattere, considerato in grado di gestire un momento ambientale non facile a Torino. Ma con l’ex Ct passato alla Lazio, a Torino si era fatta sempre più strada l’idea che servisse dare un forte senso di rinnovamento: puntare su un giovane rampante, che desse entusiasmo e idee nuove. Aquilani e Abate rientravano in questa categoria perfettamente; Juric, no. Ma Juric una carta forte se la giocava: conosceva bene l’ambiente e – al netto delle ultime due stagioni non positive – a Torino aveva valorizzato diversi giocatori. Un usato sicuro, che sarebbe tornato in un posto di cui conosceva pregi e difetti. Per questo piaceva, come piacevano gli altri due. Ma alla fine, se rivoluzione doveva essere, rivoluzione è proprio diventata.
Aquilani aveva incontrato il Torino presentando le sue idee. Eclettiche, molto interessanti. Abate era arrivato con grande entusiasmo e con una spinta caratteriale che ha colpito, unita a quell’idea di calcio che con la Juve Stabia si è vista molto bene. Poi, è stata una questione di scelte. L’ex Catanzaro era corteggiatissimo dal Sassuolo (LEGGI QUI LA NEWS) e il Torino questo l’ha capito, decidendo di non aspettare più. E quindi, dopo un ulteriore colloquio con il presidente Cairo e il ds Petrachi, in cui si è parlato quasi solo esclusivamente di calcio, alla fine la scelta è ricaduta su Abate. Con cui ora partirà la programmazione.
I PIANI FUTURI - Prima di tutto, il modulo: un 3-4-2-1 che terrà conto di quelle che saranno le colonne portanti del nuovo Torino. In difesa, Ismajili. In attacco, Zapata (capitano, con cui si lavora a un prolungamento) e si cercherà di convincere Simeone. Sulla trequarti, Vlasic. Intoccabile. Difficile pensare a una partenza di Coco, mentre si valutano le altre situazioni, tra cui quella, a centrocampo, di Casadei.
I riscatti? Tutto rimandato, con trattative da intavolare. Ebossé e Obrador hanno convinto. Soprattutto lo spagnolo. E si cercherà di fare in modo che anche la prossima stagione vestiranno di granata. Una stagione all’insegna di una rivoluzione annunciata e appena avviata. Che parlerà di molte cessioni e di molti arrivi, i quali dovranno essere rappresentati da giocatori giovani ed entusiasti. Possibilmente italiani. Come quel Cacciamani che Abate alla Juve Stabia ha valorizzato e che il Torino si trova già in casa. Si ripartirà anche da lui.
Real Madrid, interesse per Calafiori: chieste informazioni all'Arsenal
Il Real Madrid ha chiesto informazioni all'Arsenal per Riccardo Calafiori. Trovano conferme le anticipazioni della testata spagnola AS, secondo la quale i blancos hanno espresso il proprio interesse per il terzino italiano - inserito nella lista di Mourinho - ma, al momento, le parti non sono andate oltre una telefonata. A Madrid lavorano per comprendere se l'Arsenal sia disposto ad aprire alla cessione e - dopo il primo contatto - ci sia la possibilità di avviare una trattativa con i Gunners, che sarà gestita in prima persona da Alessandro Lucci.
L'agente di Calafiori ha già avuto un ruolo cruciale nel portare il terzino a Londra, sponda Arsenal, a scapito delle proposte arrivate dall'Italia. Il 24enne è fresco di vittoria della Premier League con i Gunners, arrivata a distanza di oltre 20 anni dall'ultimo successo.
L'ESPERIENZA A ROMA CON MOU - Riccardo Calafiori e José Mourinho hanno già condiviso un'esperienza, quella alla Roma. Il terzino è stato uno degli epurati dopo la sconfitta per 6-1 in Conference League contro il Bodø/Glimt. Tuttavia, tra il calciatore e l'allenatore c'è sempre stato un rapporto di stima e la partenza da Roma ha aiutato Calafiori a crescere.
Dopo gli anni in giallorosso, il giocatore ha vissuto grandi esperienze a Basilea e a Bologna, conquistando anche una storica qualificazione in Champions League con i rossoblù. Le ottime prestazioni gli sono valse la chiamata dell'Arsenal, che ha vinto la Premier grazie anche alle giocate dell'italiano.
Da un Martinez a un altro: il retroscena sull'Inter e perché la Juve stringe per il Dibu
Da Martinez a Martinez, uno tira l'altro – Pepo e Dibu – perché dal prossimo anno i portieri di Juventus e Inter potrebbero avere lo stesso cognome. Una storia che si incrocia, perché se l'Inter ha deciso di puntare sul suo Martinez, dopo averlo comprato per 13 milioni dal Genoa lo scorso anno, aveva cercato di prendere anche il Dibu Martinez, che adesso è il primissimo obiettivo della Juventus.
In mezzo c'è Vicario, che l'Inter ha trattato a lungo, bloccandolo e promettendogli di vestire la maglia nerazzurra, per poi mollarlo a seguito di nuove valutazioni. Al momento, l'ex Empoli è l'alternativa al Dibu, le cui valutazioni stanno scendendo. Ma facciamo un passo indietro. A febbraio, quando l'Inter sapeva di perdere Sommer – in scadenza di contratto – i nerazzurri hanno iniziato un primo giro di perlustrazioni per capire a chi affidare la porta della stagione 2026/2027. E, sempre a febbraio, c'è stato l'incontro con gli agenti del Dibu Martinez, portiere della nazionale argentina e dell'Aston Villa che ha un contratto fino al 2028 e guadagna 7 milioni netti a stagione. La possibilità che esca dall'Aston Villa a una cifra ragionevole è alta, tra i 5 e i 7 milioni di euro. Gli agenti hanno incontrato l'Inter e sono andati a vedere una partita di Champions, ma i nerazzurri non hanno promesso nulla, ribadendo che il Dibu era in una shortlist e che le parti si sarebbero risentite a metà aprile.
VICARIO - Se l'Inter avesse voluto, dunque, avrebbe potuto stringere per l'argentino. Non l'ha fatto e ha deciso – dopo una valutazione interna – che è Vicario il giocatore da prendere. Ausilio ha parlato e bloccato il giocatore, sapendo che la trattativa col Tottenham si potrebbe chiudere attorno ai 15 milioni di euro. Il portiere è sempre piaciuto all'Inter, già quando giocava nell'Empoli: i nerazzurri lo avevano praticamente acquistato, ma poi non si riuscì a vendere in tempo Onana e così Vicario andò al Tottenham.
Vicario, chiaramente contento di essere il promesso sposo dell'Inter, si è illuso di essere nerazzurro. Poi, però, sono cambiate le strategie e gli input del fondo Oaktree, che ha dato un mandato chiaro ai dirigenti: abbiamo già Martinez, cerchiamo di valorizzare lui. Questo input non prevede un investimento importante come quello che i nerazzurri avevano pianificato per la porta. Così, lo stesso ds Ausilio, con grande correttezza, ha fatto sapere agli agenti del portiere che quell'operazione, che era stata impostata e forse anche qualcosa in più, non può essere portata avanti.
JUVENTUS - Vicario entra così nella shortlist della Juventus, che cerca un portiere di personalità. L'idea iniziale era quella di Alisson, un'operazione andata avanti per diversi giorni e che i bianconeri pensavano di poter chiudere a parametro zero. Il Liverpool, però, ha esercitato l'opzione per estendere il contratto di un altro anno e tante dinamiche interne ai Reds hanno fatto cambiare le strategie. Alisson, così, resta ad Anfield, al di là che l'allenatore sia Slot o Iraola. Quindi la Juve – sempre alla ricerca di un portiere dal carattere forte – si è rivolta altrove. Ha valutato diverse situazioni, sono stati proposti altri profili tra cui Nübel, ma i bianconeri hanno risposto senza grande entusiasmo. Alla fine la dirigenza ha deciso che, nella parte alta della lista, il Dibu Martinez e Vicario restano ai primi posti. L'argentino, però, scatta e supera l'italiano in maniera definitiva o quasi. Resta ora da trovare l'accordo economico con gli agenti del Dibu...
Scopri il retroscena nella puntata di "Caffè Di Marzio".
Omar Artan non parteciperà ai Mondiali: le sue parole e il punto della FIFA
"Sono concentrato sulle prossime sfide della mia carriera arbitrale. Vorrei ringraziare la FIFA e la CAF per il loro supporto e prometto di mantenere i miei standard arbitrali guardando al futuro". Queste le parole di Omar Artan, l'arbitro somalo che non potrà partecipare al Mondiale. Come raccontato, Artan era arrivato ieri - lunedì 8 giugno - negli Stati Uniti dopo essere stato designato dalla FIFA per dirigere le gare della competizione, ma è stato respinto dalle autorità statunitensi a causa del suo visto.
Sulla questione è intervenuta anche la FIFA che, tramite un portavoce, ha dichiarato: "La FIFA può confermare che l'ufficiale di gara Omar Abdulkadir Artan non sarà in grado di allenarsi e arbitrare alla Coppa del Mondo FIFA 2026 dopo che gli è stato negato l'ingresso negli Stati Uniti. La FIFA non è coinvolta nei processi di immigrazione del paese ospitante, comprese le decisioni sui visti, ed è stata informata dalle autorità che lo status del signor Artan non verrà modificato allo stato attuale. In linea con i precedenti eventi FIFA, è il governo ospitante a determinare in ultima analisi chi riceve un visto e chi viene ammesso nel proprio paese".
Malinovskyi: "All'Atalanta pensavamo di vincere lo scudetto. De Rossi mi ha fatto crescere"
"Sul piano delle emozioni, tutta la settimana dell'ultima di campionato è stata veramente difficile. Mi sono arrivati tanti messaggi, tutti sapevano che Genoa-Milan sarebbe stata la mia ultima partita al Ferraris": Ruslan Malinovskyi è partito dal presente per ripercorre alcuni dei momenti più emozionanti della sua carriera.
In un'intervista a La Gazzetta dello Sport, il trequartista ucraino ha ricordato l'esperienza all'Atalanta, gli infortuni e i primi calci al pallone, nella Serie C ucraina: "Prima giocavo in C con la terza squadra dello Shakhtar, poi andai al Sevastopol". Come raccontato da Malinosvkyi, non fu una parentesi semplice a causa della guerra: "È una città che viveva di calcio, ma in una zona occupata dalla Russia. Bisognava scappare. La mia famiglia e molti amici sono ancora in Ucraina".
L'ITALIA - Il 33enne, nato a Zhytomyr, ha raccontato che l'Italia è per lui una seconda casa. "Dopo l'Ucraina sì. 6 anni e mezzo meravigliosi non si possono proprio cancellare" ha detto Ruslan. "Vedremo dove virò a fine carriera ma, sì, questa è casa mia".
E a proposito del futuro ha aggiunto: "Io voglio giocare ancora. I miei obiettivi sono il prossimo Europeo e magari di nuovo la Champions League".
L'AVVENTURA ALL'ATALANTA - Nella chiacchierata con La Gazzetta dello Sport, Malinovskyi ha svelato un retrocessa di mercato: "Avevo parlato con un po' di persone della Sampdoria. Mi fecero una proposta quando giocavo nel Genk, ma poi arrivò l'Atalanta". Con i nerazzurri è stato vero e proprio amore, 4 stagioni senza trofei ma con tante soddisfazioni: "Giocare in quella Dea è stato meraviglioso: calciatori forti come Ilicic, il "Papu" Gomez, Zapata, Muriel e un grande allenatore come Gasperini. La sensazione dentro lo spogliatoio era che potessimo vincere addirittura lo scudetto".
Quando l'ucraino lasciò Bergamo si vociferava che l'addio fosse causato da una rottura con Gasperini. Il giocatore ha smentito: "Macché, una normalissima situazione di calcio: erano arrivati nuoci calciatori, io giocavo meno e si era presentata l'occasione di andare a Marsiglia. Ci siamo sempre parlati, fu un rapporto perfetto fino all'ultimo giorno".
E infine, Malinosvkyi ha speso belle parole per Daniele De Rossi. Il calciatore ha detto che l'ex capitano della Roma lo ha aiutato a crescere e gli ha donato fiducia: "Dopo l'infortunio di Venezia e la preparazione persi un anno tra recupero e rimozione della placca. Avevo bisogno di minutaggio e il mister mi ha dato fiducia. Lo voglio ringraziare, sono cresciuto in tante cose grazie a lui". Malinosvkyi è sicuro: "Con De Rossi in panchina il Grifone può volare in alto".
LiveCalciomercato LIVE: tutte le notizie di giornata
Serie A, Serie B e calcio internazionale: tutte le notizie di calciomercato di martedì 9 giugno 2026 in costante aggiornamento LIVE.
11:40 - Catanzaro, ufficiale conclusione del rapporto professionale con il direttore generale Paolo Morganti. L’incarico di Direttore Generale viene affidato a Nicola Bignotti.
9:20 - Previsto per oggi l'incontro per le firme di Ettore Gliozzi con il Mantova.
Frosinone, si lavora per la permanenza di Raimondo
Uno dei protagonisti della promozione del Frosinone potrebbe rimanere anche in Serie A. Si tratta di Antonio Raimondo, attaccante classe 2004 di proprietà del Bologna in prestito nell'ultima stagione proprio in gialloblù.
Un'annata in cui ha collezionato 36 presenze con 11 gol in Serie B, con tanto di rete anche all'ultima giornata nel 5-0 sul Mantova, decisivo per la promozione. Ora l'agente Alessandro Lucci ha avviato i contatti con i due club per una seconda stagione consecutiva a Frosinone, che sta lavorando per trattenerlo.
Venezia, contatti con Albion Rrahmani dello Sparta Praga
Il Venezia è attivo sul mercato e ha messo gli occhi su Albion Rrahmani dello Sparta Praga. Il giocatore rappresenterebbe un rinforzo per l'attacco arancioneroverde e ha una valutazione che si aggira intorno agli otto milioni di euro.
Sul'attacante classe 2000 ci sono anche altri club interessati. Questo fattore rende l'operazione di mercato non semplice da portare a termine per il Venezia che ha avviato i primi contatti con il kosovaro.
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