Articolo pubblicato lunedì 18 febbraio 2013 alle 15:25 -
Cagliari,
Primo piano,
Torino.
Giovani, italiani, le facce pulite e i piedi educati di chi vuole emergere. Alessio Cerci e Marco Sau hanno ancora una volta incantato nell’ultima domenica, ennesima prestazione da protagonisti rispettivamente con Torino e Cagliari. Parlano i numeri, gol segnati e giocate sempre decisive, autentici trascinatori di due realtà. Cerci punisce l’Atalanta da indemoniato sulla fascia destra, Sau stende il Pescara dopo aver preso a ceffoni già Inter, Roma e non solo: cartoline tinte d’azzurro per Cesare Prandelli, che era all’Olimpico e ha visto Cerci. Ma non può non aver appuntato anche il nome di Pattolino Sau. Italiani di talento, ragazzi affamati. Continuando così, la Nazionale potrebbe presto non essere più un semplice sogno.
Info su Gianluca Di Marzio
Gianluca Di Marzio @DiMarzio
Giornalista e telecronista per Sky Sport, esperto di calciomercato. Figlio d'arte, suo papà Gianni è stato un famoso allenatore di calcio.
Ha iniziato la sua carriera con l'emittente Telenuovo di Padova. Nel 2004 passa a Sky dove ha seguito come telecronista la doppia
promozione del Napoli, dalla serie C alla A, e i mondiali in Germania del 2006. Con Alessandro Bonan è protagonista della trasmissione
"E' (sempre) Calciomercato", approfondimento sportivo dedicato al calciomercato. Sposato con Anna Maria, è laureato in Giurisprudenza. Testimonial della Fondazione Borgonovo, al fianco del suo amico Stefano, raccoglie fondi con delle aste benefiche per sostenere
la ricerca contro la SLA.
Lascia un commento
Di Sau ne parlo da un sacco di tempo. E’ un grande attaccante. Rapido, tecnico, intelligente e istruito. Meglio di Belfodil e Icardi, è lui la rivelazione della Serie A.
pensavo avesse molti più anni cerci… sembra ne abbia na 30ina abbondante
Voglio fare i complimenti a quello che tra dieci anni verrà ricordato come il miglior allenatore della storia italiana a pari merito con Sacchi. Panchina d’oro meritatissima ad un grande uomo, magari non proprio umile, ma dotato di un’intelligenza calcistica fuori dal comune. Non mi sono mai affezionato così tanto ad un allenatore, per me è importante come lo è stato Zidane da calciatore. Posso dire di aver avuto da quando sono nato due idoli: Zidane e Conte, il resto passa tutto in secondo piano. Rimarrò per sempre convinto di aver visto giocare la squadra più bella del calcio italiano dal punto di vista del gioco: il Bari di Conte.
Grazie Antonio per essere juventino e per tutto quello che fai, nonostante il mancato supporto della famiglia braccino corto, sarò sempre con te.
il bari di conte era parecchio inferiore al pescara di zeman come gioco
Ognuno ha i suoi gusti, anche il Pescara certamente giocava molto bene, io rimango della mia idea.
Assolutamente concorde con te, questa volta, Fede.
Io, avendo qualche anno di te, pur amando Zidane che però è andato via quando avevo soltanto 10 anni, mi sono affezionato al suo “sostituto”, ovvero Pavel Nedved, che ho potuto goderni in un’età di maggior consapevolezza.
Rappresenta tutte le caratteristiche di mentalità da Juventus, trascendendo dal lato squisitamente tecnico.
Anch’io mai, prima d’ora, mi ero mai affezionato ad un allenatore e ad una persona come per Antonio Conte. Infatti, mi tengo un mio archivio personale salvato sul PC con tutte le sue interviste e conferenze stampa pre e post-partita dall’anno scorso.
Chiamatemi pazzo ad avere cartelle da diversi GB, ma è pura passione…
*qualche anno meno
Claudio fai bene, giusto avere degli idoli nella propria vita, ne abbiamo uno in comune. Forse perchè nessuno ha sofferto come noi Juventini; da squadra scudettata alla Serie B, da corazzata ad armata Brancaleone. Insomma dalle stelle alle stalle. Antonio ci ha presi dopo l’anno di Del Neri quando ammetto di avere pensato ad un fallimento della società in tutto e per tutto e ci ha portato al primo posto in Italia e a buoni risultati nell’Europa che conta, facendoci vedere prima una squadra spettacolare poi una squadra solida e matura di cui ci si può fidare, il tutto senza fenomeni. Io non credo che siamo immaturi, siamo semplicemente all’inizio di un percorso e ci stanno le sconfitte come a Roma, contro una squadra a cui ruberei volentieri Lamela e non solo.
Saluti
ok sul fatto che stanno giocando bene, ma non sono poi così giovani: sono due `87…
Fabbrini e Floccari sono da Nazionale
Pazzini,Matri giocatori inutili !!!! con tutto il rispetto,ridicoli !!