Articolo pubblicato giovedì 17 maggio 2012 alle 10:00 -
Carta, penna e fantasia,
Primo piano.
Cala il sipario. Sul campionato e sulle emozioni che regala. Ma ora tocca a voi, come ogni giovedì. Tocca a voi diventare giornalisti per un giorno. L’occasione è proprio la fine del campionato. Di un campionato lungo e sofferto, pieno di soddisfazioni o di delusioni. Raccontate la stagione della vostra squadra del cuore, i momenti più belli, il gol che ti ha fatto battere il cuore, la vittoria più emozionante. Ma anche la delusione, le critiche e le cose da cambiare per la stagione che verrà. Tocca a voi: prendete carta, penna e fantasia… (Staff)
Info su Gianluca Di Marzio
Gianluca Di Marzio @DiMarzio
Giornalista e telecronista per Sky Sport, esperto di calciomercato. Figlio d'arte, suo papà Gianni è stato un famoso allenatore di calcio.
Ha iniziato la sua carriera con l'emittente Telenuovo di Padova. Nel 2004 passa a Sky dove ha seguito come telecronista la doppia
promozione del Napoli, dalla serie C alla A, e i mondiali in Germania del 2006. Con Alessandro Bonan è protagonista della trasmissione
"E' (sempre) Calciomercato", approfondimento sportivo dedicato al calciomercato. Sposato con Anna Maria, è laureato in Giurisprudenza. Testimonial della Fondazione Borgonovo, al fianco del suo amico Stefano, raccoglie fondi con delle aste benefiche per sostenere
la ricerca contro la SLA.
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CARTA PENNA E FANTASIA…
…E SE DE LAURENTIS SI PRESENTASSE A TAVOLINO CON LAVEZZI:
SUL PIATTO 3 MILIONI A STAGIONE + BONUS E LA MAGLIA NUMERO 10???
LEADER INDISCUSSO DELLA SQUADRA RICOMPATTANDO IL TRIO DELLE MERAVIGLIE CON HAMSIK E CAVANI E PORTANDO A CASA INSIGNE AL POSTO DI PANDEV PER INSERIRLO GRADATAMENTE. SECONDO ME NON HA SENSO FARLO GIOCARE IN SERIE A CON ALTRE SQUADRE. HA SENSO TENERLO IN CASA E FARLO CRESCERE PER UN ANNO FACENDOLO GIOCARE ANCHE A SPEZZONI MA CON COMTINUITà (+ DI VARGAS QUEST’ANNO OVVIAMENTE)
QUESTO è CIò CHE VORREI…
Mi ricordo la prima di campionato, lo stadio tutto esaurito che aspettava con impazienza il fischio d’inizio, volevamo sapere tutti dove saremmo andati e cosa saremmo diventati…i disfattisti ci vedevano alle spalle delle milanesi e del rampante Napoli, c’era chi diceva che persino la Roma avrebbe fatto meglio..toccato così il primo pallone avevamo in testa un solo pensiero…”Facciamogli vedere!!”, lo sentivi in ogni testa, da ogni bocca, i giocatori percepivano la nostra speranza ed il nostro allenatore era finalmente uno di noi..Uno sguardo a destra, uno a sinistra, fischietto alla bocca ed il via alle danze..
Mi ricordo che il primo goal ce lo regalò quel terzino che non avevamo più da tempo, mi ricordo che il primo assist lo fece quel regista che non avevamo più da tempo, mi ricordo che gioii come non lo facevo più da tempo…ho un concetto tutto mio su quel giorno, segnarono lichsteiner, pepe, vidal, marchisio…ma soprattutto segnò un ragazzo con il numero 10..uno che di juve avrebbe voluto vivere..in un certo senso voglio vederlo come un segno quel goal..dal mio punto di vista il passaggio del testimone è già avvenuto e quello che lascia in eredità una leggenda vivente come il nostro Capitano è una maglia numero 10, un numero 10 che ha fatto goal all’esordio…proprio come Del Piero, proprio come Giovinco…
gianluca ke dici per l’inter è impossibile prendere lavezzi hanno fatto come sanchez l’anno scorso grazie
..che bello! sembra essere tornati ai tempi d’oro..ai tempi del mitico Moggi & c.
Grazie mitica triade!! oggi possiamo dire che sono 30 SUL CAMPO senza VERGOGNA…FORZA JUVE!!!!!
..aah…la prima di campionato… grandissimo partitone.. contro un’ottimo Parma che lottava su ogni pallone,un Giovinco in grande spolvero,tiri a raffica e un superlativo GIGI blindava la porta..poi grazie ai super campioni che vestono in nostri colori,riuscimmo a imporci facendo capire al mondo intero che ERAVAMO TORNATI!!! CI PRENDEREMO LA TERZA STELLA!!!
Questa si che è STORIA!!!
QUELLO CHE SI CHIUDE É UN CAMPIONATO DAL LIVELLO MEDIOCRE CHE CI CONSEGNA UNA JUVENTUS VINCITRICE MERITEVOLE DEL TITOLO PUR DIPONENDO DI UNA ROSA DI BUONA QUALITÁ MA NON DI ECCELSO LIVELLO. A PARTE PIRLO CHE GIOCA PER I BIANCONERI PERCHE´ AVANTI CON L´ETÁ NON CI SONO CAMPIONI CHE FANNO PENSARE AD UNA SQUADRA COMPETITIVA A LIVELLO EUROPEO SALVO RINFORZI ESTIVI DI PREGIO. SICURAMENTE I BIANCONERI HANNO DALLA LORO LA FAME DI VITTORIA E LA COMPATTEZZA DEL GRUPPO OLTRE L´ORGANIZZAZIONE CHE CONTE ,ASPETTO FONDAMENTALE AMATO E APPOGGIATO DALLA PIAZZA, HA SAPUTO DARE. AL SECONDO POSTO SI PIAZZA UN MILAN IN FASE CALANTE SIA PER L´ETÁ DELLA ROSA SIA PER LA QUALITÁ DEI GIOCATORI, ALLEGRI HA PROBABILMENTE FATTO IL MASSIMO E SPREMUTO LE ULTIME GOCCE DI CLASSE DAI SUOI DATATI CAMPIONI. SORPRESA DELLE SORPRESE ANCORA UNA VOLTA L´UDINESE DI GUIDOLIN, CHE SI PIAZZA, UN PÓ PER MERITI SUOI E UN PO PER I DEMERITI DEGLI ALTRI AL TERZO POSTO. PIENI DI RIMPIANTI LE STAGIONI DI LAZIO E NAPOLI: LA PRIMA DOVEVA E POTEVA FARE DI PIÚ IN FASE DI MERCATO, SOPRATTUTTO A GENNAIO, LA SECONDA ANCHE CON L´AGGIUNTA CHE IL PARTIRE SCONFITTI DI MAZZARRI E CO. GIÁ IN ESTATE; CON LE DICHIARAZIONI PREMATURE CHE LA CHAMPIONS AVREBBE SOTTTRATTO PUNTI AL CAMPIONATO, HA FORNITO UN ALIBI ALLA SQUADRA PER I TROPPI RISULTATI NEGATIVI E I TROPPI GOL INCASSATI. DELUDE L´INTER SENZA UN PRECISO PIANO TECNICO-TATTICO E CHE HA CAPITO IN RITARDO CHE DOPO IL TRIPLETE, CAUSA SCARSE MOTIVAZIONI, MOLTI GIOCATORI ANDAVANO CEDUTI. SCHIZOFRENIA E NERVI A FIOR DI PELLE IN CASA ROMA, POCA PAZIENZA PER UNA SQUADRA CHE VA ASPETTATA VISTO L´ALTO NUMERO DI GIOCATORI NUOVI E L´ETÁ DEGLI STESSI. SENZA UN PROGETTO FIORENTINA GENOA PALERMO CHE CONTINUANO A CAMBIARE GIOCATORI E ALLENATORI (SOPRATTUTTO PREZIOSI), BENISSIMO ANCORA IL CHIEVO, BENISSIMO L´ATALANTA CHE HA UN PROGETTO SERIO E UN MIX INTERESSANTE DI GIOVANI (GABBIADINI SU TUTTI) E DI ESPERTI CALCIATORI (DENIS). BUONO IL CAMPIONATO DEL CATANIA, OTTIMO QUELLO DEL SIENA, SQUADRA MOLTO QUADRATA ED ORGANIZZATA, BENE ANCHE BOLOGNA E PARMA CHE HA TROVATO IN DONADONI IL TECNICO GIUSTO PER IL SUO AMBIENTE. CAGLIARI DELUDENTE MA TROPPE INCOMPRENSIONI E SCARSA ORGANIZZAZIONE. DESTINI SEGNATI GIÁ D´ESTATE QUELLI DI CESENA E NOVARA, CHI MERITAVA DI PIÚ É IL LECCE CHE RETROCEDE, A MIO AVVISO, AL POSTO DEL GENOA CHE CON GIOCATORI DI CARATURA SUPERIORE HA FATTO MOLTO MENO DEL SUO DOVERE. LIVELLO TECNICO NEL COMPLESSO BASSO, SCARSA VOGLIA DI PUNTARE SUI GIOVANI SONO PRESUPPOSTI PER MANIFESTAZIONI EUROPEE CHE CI VEDONO PARTIRE IN SECONDA FILA. SPERANDO CHE LE ITALIANE NON SNOBBINO L´EUROPA LEAGUE CHE CI HA REGALATO ANCHE QUEST´ANNO UNA SPLENDIDA FINALE, FRA POCHI GIORNI SI CHIUDERÁ LA STAGIONE CON UNA COPPA ITALIA CHE VEDE LA JUVE NETTAMENTE FAVORITA. L´ESTATE SARÁ ROVENTE, PIÚ CHE PER UN EUROPEO CON UN ITALIA CHE NON ENTUSIASMA, PER LA VICENDA CALCIOSCOMMESSE..
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Buongiorno ,la mia squadra del cuore è il genoa essendo genovese è la cosa più logica!!le premesse di inizio campionato per la mia squadra anche se rinforzata nelle parole ma non nei fatti dal Presidente preziosi, si sono rese evidenti quando dopo un mese di preparazione il genoa squadra di serie a si è fatta mettere sotto dalla modestissima Aqui !!A mio modo di vedere c’erano già gli estremi per mandare via Malesani Tecnico MEDIOCRE a mio avviso ma la presunzione di preziosi diceva che tutto andava bene !!Il mercato del genoa denotava subito delle carenze l’anno scorso Avevamo Rafigha konko Dainelli e Kaldze con un anno di meno e Criscito a sinistra che cantava e portava la croce !! oggi avevamo solo mesto a destra e moretti a sn che era riserva perciò la difesa era indebolita!! Centrocampo avevamo milanetto Kucka Veloso ( Riserva) oggi Veloso Kucka Biondini e Belluschi !!Direi che milanetto non lo cambio con veloso per me indebolito pure questo reparto!!Attacco direi che l’accopiata Floro flores e palacio era ben assortita molto meglio di quella con palacio e gilardino in fase calante!! è mia opinione che se ci siamo salvati è per demerito degli altri più che per merito nostro umilianti le vittorie su cagliari e palermo squadre già in ferie!!Il preziosi esordiva a bocce ferme che aveva sbagliato tutto e che sarebbe stata fatta una rivoluzione MAI prendere per buono quello che dice preziosi …Infatti si ricomincia da dove si è sbagliato Acerbi destro palacio sono Già sulla rampa di lancio !!e ho detto tutto Preziosi sbagliare è umano perseverare DIABOLICO!!Un ciao a di marzio padre e figlio mi ricordo di voi quando incontravo il papà a QUINTO !!!
nuovo genoa allenatore Zeman Perin Zigler Granquist Acerbi Balzaretti Rossi Verratti Biondini Sculli immobile Destro!!Che nè dite?
Ottimo!!GRANDE Pierpa!!!!
Analisi perfetta.nulla da aggiungere!!!
Se il sig.*30**Sulcampo percepisse l’1% di quello che hai detto,piscerebbe un pò più corto!!!
SI SI…ATTENTO AI PIEDI…
NPOLI SU DIAMANTI
Si deve ragionare sul campionato, ma non si può parlare del Napoli senza aprire una parentesi sulla Champions. In quell’Europa dove sono arrivate le emozioni più grandi, in quell’Europa tanto vagheggiata in cui si è stati protagonisti, in quell’Europa in cui gli azzurri hanno toccato la storia in notti di gloria. Il Napoli ha fatto la scelta di puntare sulla Champions, e Mazzarri ha sempre messo le mani avanti dicendo che si sarebbero persi dei punti in campionato. Però l’inizio, cioè la prima settimana è stata sontuosa e sembrava il preludio ad una stagione trionfale. Vittoria a Cesena, azzurri autorevoli e propositivi a Manchester a cui è mancato poco per infliggere la beffa, e affermazione da grande squadra contro il Milan in un San Paolo grondante entusiasmo. Qualcosa da brividi come inizio. Poi è arrivata la prima delusione a Verona contro il Chievo, un esperimento sbagliato di Mazzarri che, attuando un super turnover, si è ritrovato con una squadra smarrita, spenta e spuntata. Si poteva tenere ben saldo il primato, nonostante si fosse all’inizio, ma purtroppo era arrivata la prima caduta. E forse era questo che allarmava di più, che si era caduti dopo sole tre giornate. E poi lo scialbo pari casalingo contro la Fiorentina ha aumentato le perplessità, con qualcuno che si poneva domande circa la bontà degli acquisti. Ma uno slancio incredibile è arrivato dopo lo 0-3 inflitto all’Inter a Milano. Un qualcosa che non accadeva da anni, non sembrava vero vedere gli azzurri signoreggiare contro le casacche nerazzurre, quel Napoli sempre soccombente alla Scala del Calcio, era riuscito ad imporsi con autorità e personalità. Qualcuno preconizzava un Napoli in lotta per il tricolore, perché non si vedeva da tempo un’Inter capitolare in quel modo in casa. Un inizio di stagione di grandi emozioni e di grandi notti, quelle di Champions con Manchester e Villareal, e quelle contro le milanesi in campionato. Non ci poteva essere inizio migliore, al di là dei passi falsi contro Chievo e Fiorentina. Al rientro dalla sosta, non sembrava vero che il Parma avesse espugnato il San Paolo. Secondo scivolone in campionato. Qualcosa iniziava a non andare nel verso giusto. Al di là della netta vittoria in casa contro l’imbattuta Udinese, era una squadra che non convinceva, anche gli acquisti deludevano, Britos e Donadel dei desaparecidos, Dzemaili un po’ svagato, Inler sicuramente poteva dare di più, Pandev tra noie muscolari e impiego centellinato, stava deludendo. Tutto era nelle mani della squadra dello scorso anno, ma c’erano impegni diversi, una Champions che si stava disputando alla grande, ma quei giocatori non erano abituati a reggere le due competizioni. L’occasione per riscattarsi ma soprattutto rilanciarsi era arrivata contro la Juventus che viaggiava con nove punti di distanza. In caso di successo, sicuramente poteva arrivare lo slancio per rimontare o almeno esercitare una grande pressione. E l’imbattuta Juve di Conte, nel primo tempo sembrava cotta. Gli azzurri erano padroni del campo, tant’è che venne il sospetto di una netta superiorità. Certificata dalla reazione dei bianconeri a cui è seguita subita la risposta di Pandev (doppietta per lui), un macedone che aveva scelto la serata migliore per esaltarsi e fare la voce grossa, per un 3-1 che non ammetteva repliche. Poi si è materializzata la grande amarezza, il grande rimpianto, una doccia gelata con la Vecchia Signora che ha approfittato della scarsa lucidità degli azzurri pervenendo al pareggio. Li sì è capito che le cose in campionato iniziavano a mettersi male, quella Juve che sembrava riavvicinata ad un certo punto si è vista scappare. Così le forze sono state incanalate tutte sulla Champions, memorabile la notte in cui il Manchester City è stato piegato a Fuorigrotta, ma in campionato si collezionavano flop. Poi tra febbraio e marzo, quel Napoli che annaspava in campionato è tornato a ruggire, la rincorsa al terzo posto non era più impossibile, e intanto il Chelsea era stato quasi mortificato nell’andata degli ottavi di Champions. Ma era un sogno? Tutto procedeva a meraviglia. Ma è bastato rivedere i blues, perché le cose precipitassero. A Londra è stata una notte amarissima, troppo grande la ferita. Così in campionato, dopo il 2-2 a Udine acciuffato per il rotto della cuffia grazie ai guizzi del solito Cavani, in casa con il Catania è successo un qualcosa da cui si è aperta la crisi. Il terzo posto era vicino e gli azzurri conducevano 2-0 fino ad un quarto d’ora dalla fine, gli etnei paventavano un’imbarcata dal momento che i legni erano stati salvifici per salvare almeno la dignità. Può sembrare assurdo, ma la gara è finita con la squadra di Montella che ha impattato a Fuorigrotta, cos’è potuto succedere? Non si sa, solo che è stato qualcosa di imbarazzante. E quel Napoli che ci si augurava di vedere rabbioso e determinato a Torino, è stato travolto nella partita più sentita. Altre ingenuità sono state pagate a Roma nello scontro diretto contro la Lazio, per poi toccare il punto più basso quando l’Atalanta è venuta ad imporre la propria legge al San Paolo. Era vera crisi. Dopo Londra, una serie di peripezie avevano provocato quel tracollo. Tutto sembrava perduto, ma con umiltà e abnegazione e le battute d’arresto di Lazio, Udinese e Inter, il Napoli è tornato nuovamente a lottare per il terzo posto. Era decisiva nuovamente Roma, questa volta contro i giallorossi del contestato Luis Enrique. Dopo un primo tempo inconsistente da parte degli uomini di Mazzarri sotto di un gol, nella ripresa quella Roma intorno a cui divampavano le polemiche, ha dimostrato tutta la fragilità subendo la furia del Napoli riuscito a ribaltare il risultato. Mancavano pochi minuti e l’impresa nella Capitale era quasi compiuta e poteva valere il terzo posto. Ma non si era sazi delle ingenuità già commesse, così un’altra ancora, l’ennesima, ha provocato un pari a cui neanche i giallorossi credevano più. Una grande amarezza, ma la vittoria con il Palermo aveva paradossalmente messo il Napoli nelle condizioni di chiudere terzo vincendo le ultime due partite con Bologna e Siena. E al Dall’Ara è arrivata la delusione più grande di questa stagione. Azzurri arrembanti sin dal primo minuto, ma con la palla che non ne voleva sapere di entrare, così approfittando della gruviera difensiva, i felsinei hanno giustiziato i partenopei. Poi si è vista solo grande frustrazione con i giocatori consapevoli di aver sprecato un intero campionato. E così è stato ed è ancora fresca la ferita e fa male, davvero male. Ora c’è la finale di coppa Italia da disputare a Roma contro la Juventus, in quella Roma finora teatro di una delusione per una sconfitta e di un’altra per un pari beffardo, contro la Vecchia Signora affrontata due volte con altrettante delusioni per un pari beffardo e una netta sconfitta. È rimasta quest’ultima partita, uhm quante coincidenze…
Maurizio Longhi
una stagione in controtendenza rispetto alle precedenti, ma non per questo meno bella, anzi, ci ha regalato moltissime emozioni. si parte da una juventus che vederla giocare così bene mancava a tutti i tifosi da molto tempo. un calcio fluido, a volte cinico, a volte molto meno, spesso spettacolare. una difesa quasi insormontabile, un centrocampo tanto efficiente quanto prolifico(si ricordino tutti i gol del trio delle meraviglie). un attacco ottimo tatticamente, ma che ha peccato in cinismo. una squadra che con l’aggiunta di un attaccante alla Van Persie, un altro centrocampista alla Asamoah e un difensore centrale di riserva, può essere competitiva anche in europa. abbiamo visto un milan forse troppo superficiale, un’udinese umile come il suo allenatore che ha superato un napoli più spavaldo come tecnico e presidente. un’inter che si dice cambiata quando ancora è arrivata sesta, strama o non strama. un parma, un catania e un bologna che hanno sorpreso con gioco e vittorie. un genoa e una fiorentina che solo dopo aver assaporato la serie cadetta hanno deciso di salvarsi. un cesena arreso dopo 10 giornate e un novara vivo fino all’ultimo. abbiamo visto anche un lecce che da spacciato ha cominciato una remuntada, ma alla fine è collassata. questo è il campionato che amiamo, questo è il nostro campionato. abbiamo esultato per i gol, protestato per gli errori arbitrali e pianto per i campioni che se ne vanno. ora è il momento di prepararsi all’anno prossimo, e per chi ha vinto, è il momento di festeggiare perchè ogni anno è diverso, questo è il bello della serie A.
Un’altra stagione volge al termine, fioccano pagelle, bilanci, dati numerici..che campionato è stato per il Napoli?…beh si partiva da un Terzo posto “strappato” con grinta, gioco, gruppo coeso e tante partite vinte in “extremis” ribattezzata “Zona NA”. C’era la Champions League (inedita nel nuovo format), un battesimo del “fuoco”, visto il girone con Bayern, Manchester City e Villareal. C’ era un gruppo che doveva salire/verificare un’altro STEP, quello + difficile:confermarsi ad alti livelli. L’inizio ,complice anche un gioco ormai collaudato e con un paio di innesti soltanto, è stato ottimo , esaltante anche troppo per una città come Napoli che si accende/spegne in un Amen. Tre gol a Cesena partito con ambizioni (poi naufragate con la b)il debutto sulle magiche note della Champions con un pari di grande coraggio, personalità sul campo dei “citizens” e addirittura un tris al Milan letteralmente “asfaltato”. Quella sera ricordo che uscendo dal S. Paolo, il tipico “esagerato” entusiasmo partenopeo toccò l’apice;sembrava che la stagione fosse già finita per gli altri!…Invece ecco il turnover totale di Mazzarri e il primo ko A Verona (sponda Chievo)…il pari con la fiorentina…il gran debutto al S. Paolo con il Villareal steso in pochi minuti.La stagione si è dipanata così tra alti/bassi, partite prestigiose, da adrenalina pura, grandi rivali e grandi prestazioni in coppa, tanti troppi scivoloni in campionato…Abbiamo perso il contatto con la vetta , dove nel frattempo si è issata la Juve di Conte (che ha poi vinto il campionato) seguita dal Milan; Udinese e Lazio si sono giocate il posto champions, noi sempre dietro oscillanti tra il 5^-7^ posto. La partita + bella, intensa eppure fotografia del campionato che avremmo fatto nonchè ripetuta come andamento anche se diversa come prestazione, beh è stata Na-Juventus. Partita rinviata ai primi di Novembre, causa un violento temporale che provocò un “mare” di polemiche e poi disputata poche settimane dopo. il Na aggredì e mise sotto la Juve, spinta dal S. paolo delle notti magiche, con la personalità con grinta con l’autostima derivante dalle notti di Champions. La juve mai come quella sera e forse per tutta la stagione, patì, indietreggiò andò sotto di ben 2 gol nonostante un rigore ripetuto e fallito da Hamsik.La squadra di Conte ebbe la forza , psicologica, di non mollare, la forza fisica di “sprintare” a cavallo dell’ ora di gioco. Il na subì un calo ma comunque ebbe la forza di chiudere con il terzo gol dopo il gol bianconero. Tutti, allenatore, giocatori in campo ,me compreso, pensammo che era fatta. Indietreggiammo di 20 mt, lasciammo campo e spazio al tambureggiante assalto bianconero, che sarebbe diventato il leit-motiv del loro campionato e in pochi minuti, Estigarribia e pepe gelarono il S. Paolo, confezionando un’ incredibile e , per noi partenopei, beffardo 3-3! Sarebbe stata la prima vera sconfitta della Juve, invece i bianconeri non avrebbero + perso sino alla fine! Noi patimmo il colpo, mollammo definitivamente ogni ambizione d’alta classifica, rimanendo lontani dalla vetta e continuando a perdere terreno in campionato (pari a Novara, ko interno con la Roma). La champions ci ha alimentato, onorato, dato prestigio e stimoli fortissimi, tanto da arrivare nel frattempo,storicamente e clamorosamente agli ottavi nella scia del Bayern, eliminando il City, battuto al s. Paolo. In campionato però gli stimoli, la freschezza atletica, la grinta e la “Trance agonistica” che l’anno scorso furono marchi di fabbrica del gioco di Mazzarri sono andati via via smarrendosi, tanto che a Febbraio i punti dal terzo posto (ultimo utile per l’accesso champions) erano ben 11!. L’atmosfera delle grandi partite di champions, segnatamente l ‘ottavo di finale contro il chelsea, ha ridestato morale e gamba degli azzurri che con un filotto di 5 vittorie consecutive rientravano in lizza per il terzo posto. Dopo la bruciante eliminazione di Londra (4-1 ai supplentari dopo il 3-1 al s. paolo) gli azzurri riuscivano con orgoglio a strappare un 2-2 in rimonta ad Udine, ma poi si sarebbe rivisto il film di Na- Juventus; contro il Ct , da 2-0 (eravamo terzi davanti alla Lazio) a 2-2 al 91′…contro la roma avanti 2-1 a pochi minuti dalla fine raggiunti da un gol di Simplicio e per finire a Bo dove tra pali (3 ) errori (in attacco) e orrori (in difesa) si è persa una partita che avrebbe dovuto sancire con le vittorie con Palermo e Siena il terzo posto dello scorso anno. Vero è che la Lazio si è letteralmente fermata nell’ ultimo mese, così come L’ udinese per buona parte del ritorno ha viaggiato a ritmo salvezza (una vittoria in 12 partite) per poi scattare nelle ultime 4. Giusto così, alla fine dei conti, visto che siamo sempre stati discontinui, con troppi pari (13) e tanti gol subiti (46). Il modulo di gioco di Mazzarri che l’anno precedente ha sorpreso/divertito, quest’anno ha mostrato limiti quando ovviamente i ritmi sono calati, giocando spesso ogni 3gg, quando gli avversari hanno preso le contromisure e sopratutto quando ci si è affidati ad un gruppo affidabile ma sparuto di 14/15 giocatori. Così sono emersi i limiti tecnici di alcuni difensori, limiti di tenuta per chi giocando con agonismo e fisicità ovviamente non poteva “tenere” ogni partita a 1000 e anche il buon Mazzarri , al debutto a certi livelli forse ha capito che ai grandi livelli non sempre si può vincere spingendo e correndo, ma si deve anche gestire palla, sapersi difendere e aspettare il momento buono davanti. Ma per fare ciò occorrono anche centrocampisti e difensori di spessore e dai piedi “gentili”, lezione che andrà assolutamente mandata a memoria in vista del prox anno. Ma intanto la stagione non è ancora finita, domenica a Roma, FINALE di Coppa Italia, Napoli-Juventus atto terzo. Per il Na che mancava in finale da 14 anni, un’ altro appuntamento “storico” in una stagione comunque densa di emozioni, di crescita collettiva e che ci ha fatto conoscere in ambito europeo già a buoni livelli. Ma questa è un’altra storia…..b. serata gianluca e forza NA!