Talent Holmes: Felipe Anderson

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Continua il viaggio alla scoperta dei giovani talenti. Gioielli che stanno facendo muovere dall’Europa carovane di operatori di mercato, per accaparrarsi i futuri top player. Rimanendo in Brasile, negli ultimi giorni si sta parlando molto di Felipe Anderson, trequartista del Santos classe ’93, designato erede di Ganso. Ogni domenica, indossa la pesante maglia numero 10 che fu del mito Pelé. Le conferme dell’interessamento per lui da parte del Milan arrivano direttamente da Serginho, ex giocatore rossonero. Felipe Anderson e’ cresciuto nelle giovanili del Coritiba, nel 2007 il suo passaggio al Santos. Ha fatto parte delle rappresentative verdeoro sub 17 e sub 20, tra il 2011 e 2012 ha arricchito pesantemente il suo palmares trionfando per due volte nel Campionato Paulista, con una Copa Libertadores ed una Recopa Sudamericana. Alto 1.76, Anderson pesa 70 kg, ha una struttura normolinea, e’ molto elastico muscolarmente ed e’ capace di grandi accelerazioni, sterzate e frenate repentine. E’ rapido nei primi metri e possiede un gran passo anche su distanze piu’ lunghe, quando attacca gli spazi in profondita’, con o senza palla. Non ha una mole imponente, ma resiste alle cariche degli avversari mostrando gia’ una buona forza fisica. Tecnicamente è molto dotato, calcia prevalentemente col destro mentre il sinistro (comunque valido) lo utilizza raramente. Trova lo smarcamento tra le linee avversarie con naturalezza e riesce poi immediatamente a dare continuità all’azione con varietà di giocate, palla filtrante, tiro, dai e vai che lo rendono spesso imprevedibile. Felipe è molto bravo nell’uno contro uno in campo aperto, mentre su spazi ridottissimi risulta meno efficace in questo fondamentale (in questo, ricorda Kakà). Ha grande sensibilità nel controllo e si orienta velocemente per la giocata successiva. Che abbia il piede “educato”, si nota anche dal fatto che i calci piazzati li batta tutti lui: segno di consapevolezza, ma anche di riconoscimento da parte dei compagni delle sue doti. Un talento piuttosto dinamico, che svaria su tutto il fronte da destra a sinistra. Buona la confidenza con gol e assist (rispettivamente 6 e 7 nelle ultime 34 gare). Tatticamente, come detto, e’ un trequartista. E in Brasile hanno risolto il dilemma (ricordate gli integralisti del 4-4-2 che in Italia li emarginavano sugli esterni?) facendo partire i giocatori come Felipe Anderson sempre dall’esterno ma con licenza di accentrarsi e di trovare autonomamente la posizione migliore per fare male all’avversario, andando a disegnare sul campo una sorta di 4-2-2-2. In fase difensiva, Anderson rientra abbastanza diligentemente nella sua zona, alternando pero’ l’intensita’ del disturbo sull’avversario. Un peccato che ritengo comunque veniale, decisamente migliorabile vista la sua natura comunque offensiva. Fin qui, tutte note liete. Cio’ che ad oggi non mi convince pienamente di lui è che non mostra il suo ottimo potenziale con continuita’. Ha delle grandi “fiammate”, davvero da campione, cui seguono poi pause a volte troppo lunghe. Per fare un raffronto importante, Lucas o il suo fenomenale compagno di squadra Neymar, entrambi classe ’92, rappresentavano alla sua eta’ gia’ dei profili piu’ definiti e pronti per il grande calcio secondo me. Tirando le somme, Felipe Anderson ha dei margini di crescita importanti. Tuttavia, ritengo che il suo arrivo in una grande come il Milan sia piu’ logico rimandarlo di qualche tempo, seguendo la sua maturazione in Brasile o accompagnando il suo percorso in una squadra dove non venga chiesto tutto e subito (un po’ difficile, in Italia). Il mio voto finale al suo talento indiscutibile ad oggi e’ 8, destinato a crescere nel momento in cui mostrerà le sue qualità con piu’ continuità ed in contesti piu’ competitivi.

 

Davide Cangini (davidecangini@hotmail.it), nato a Cesena il 22-04-1974, è un ex giocatore di Castel di Sangro, Cesena, Spezia, Reggiana, Brindisi, Turris e altre società. Da oltre un anno, si occupa di scouting: analizzare e valutare giocatori di tutti i paesi seguiti dal vivo e soprattutto tramite video. Con un occhio particolare, ovviamente, ai più giovani (dalle under 21 fino alle under 15). La nuova passione è diventata una ‘malattia’. Alla media di 5-6 partite al giorno ed andando poi a verificare i dati di squadre e giocatori, ecco la giornata da osservatore che porta ad archiviare le informazioni tecniche principali di diversi profili. E una rubrica che arricchisce contemporaneamente la sua passione e il nostro menù…

Info su Gianluca Di Marzio

Gianluca Di Marzio @DiMarzio

Giornalista e telecronista per Sky Sport, esperto di calciomercato. Figlio d'arte, suo papà Gianni è stato un famoso allenatore di calcio. Ha iniziato la sua carriera con l'emittente Telenuovo di Padova. Nel 2004 passa a Sky dove ha seguito come telecronista la doppia promozione del Napoli, dalla serie C alla A, e i mondiali in Germania del 2006. Con Alessandro Bonan è protagonista della trasmissione "E' (sempre) Calciomercato", approfondimento sportivo dedicato al calciomercato. Sposato con Anna Maria, è laureato in Giurisprudenza. Testimonial della Fondazione Borgonovo, al fianco del suo amico Stefano, raccoglie fondi con delle aste benefiche per sostenere la ricerca contro la SLA.



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3 Responses to Talent Holmes: Felipe Anderson

  1. VINC. scrive:

    SE IL MILAN VUOLE RICOMINCIARE DEVE TAGLIARE I PIU’ COSTOSI E MENO ADATTI AL GIOCO DEL MILAN, PERCHE’ ANCHE SE NON SEMBRA CON IL LORO CORRERE AVANTI E INDIETRO NON PARTECIPANO, NON COSTRUISCONO E NON SANNO IMPOSTARE, ANZI DISTRUGGONO QUELLO CHE FANNO GLI ALTRI. AL MILAN SERVONO CENTROCAMPISTI CHE SANNO GIOCARE, ALTRI DIFENSORI E ATTACCANTI. INSOMMA, GIOCATORI GIUSTI AL POSTO GIUSTO. IN GIRO CI SONO OTTIMI GIOCATORI COME:- STROOTMAN, MURIEL, POLI, GUIDETTI, DAMIAO, Merkel,(I MIGLIORI LI CEDONO …), VELOSO,SANDRO, ROLANDO, SANTON, DEDE’, CAMPORESE, MIVILA’ ,NAINGOLAN, OCCHETTI,ERIKSEN …, I GIOCATORI BRAVI SI NOTANO DA COME GIOCANO LA PALLA E SI DEVONO FARE GIOCARE COME SANNO FARE LORO E NON COME VOGLIONO CERTI ALLENATORI, CHE SPESSO CON LE LORO ASSURDE TEORIE ROVINANO TANTI GIOVANI.

  2. Nicola scrive:

    Carissimo Cangini,
    personalmente sogno da una vita di fare il talent scout ma a livelli professionistici. Ho fatto anche un corso (che sinceramente non so quanto ufficiale) e l’ho passato a pieni voti, sia a livello di valutazione individuale del giocatore che quello tecnico-tattico di squadra. Mi diletto ad osservare e appuntarmi il nome di giovani interessanti del panorama mondiale e, per farle vedere che ci tengo veramente a questo “mestiere”, le vorrei segnalare alcuni ragazzi che diventeranno (a mio modesto parere) degli ottimi giocatori: Mier (Monterrey), Franco (Millionarios), Pezzella (River) per la difesa; Clasie (Feyenoord), Gavigouli (S.Etienne), Paredes (Boca), Fischer (Ajax) per il centrocampo. Fabian (Messico), Milik (Polonia), B.Mendes (Brasile) per l’attacco.
    Grazie per l’attenzione e saluti.

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