“Esto es el dios del gol“. Battezzato da una frase, stroncato nel futuro. Così veniva chiamato agli esordi Bruno Fornaroli, un ragazzino cresciuto a pane e calcio per le strade di Salto, in Uruguay. Il calcio è una religione, Bruno inizia sin da bambino. E quella frase giurano sia partita dalla bocca del suo primo allenatore nelle giovanili del Nacional Montevideo. Spontanea, netta, giudizio immediato di chi in quel Fornaroli ha visto talento da vendere. Una punta letale che proprio nella cantera del Nacional cresce e muove i primi passi, fino ai 19 anni. Quando è già tempo di esordio. Perché Fornaroli stupisce tutti, nonostante non sia altissimo mostra qualità pura nei piedi. Già nel 2006, per Bruno, è il momento del debutto in prima squadra. Ha 20 anni ancora da compiere e si porta già dietro il soprannome di Tuna, ovvero cactus. Punge, Fornaroli, sottoporta. Un gioiello vero che lancia il Nacional già da giovanissimo. E’ il 2007 quando nell’Apertura uruguaiano è protagonista assoluto, con gol pesanti e incisività anche nelle partite importanti. Memorabile una contro il Penarol, rivale di sempre, in cui Fornaroli è la star indiscussa. Stoffa da talento vero, numeri da potenziale campione: a 21 anni, nel 2008, in 28 presenze col Nacional è a quota 14 reti. Un gol ogni due partite, media devastante per un ragazzo così giovane. Su Fornaroli si muovono tante società europee, tra queste c’é la Sampdoria. Osservato a lungo, ma è amore a prima vista. Nel luglio del 2008, la Samp non perde tempo e lo porta a Genova. Al Nacional vanno 3 milioni e un contratto di 5 anni a Bruno, il Tuna che realizza il suo sogno d’Europa. L’esordio a settembre in Serie A e in Coppa Uefa, un gol nella competizione continentale al debutto ma poco altro. Gli inizi per Fornaroli sono decisamente difficili, poco spazio e calcio difficile a cui adattarsi. In 6 mesi, fino a gennaio, Bruno totalizza 5 presenze con nessun gol all’attivo in Serie A. Troppo poco per convincere, il Sudamerica manca. E non poco. La Samp sceglie la strada del prestito, il talento portato a casa come potenziale stella ha perso il sorriso. Il prestito semestrale con diritto di riscatto dell’intero cartellino al San Lorenzo è un messaggio chiaro dalla Sampdoria: Fornaroli è un investimento già accantonato. Eppure, il Tuna pare essersi definitivamente perso per strada. Solo 2 gol al San Lorenzo in 12 apparizioni, troppo poco per un riscatto costoso. Fornaroli in estate torna a Genova, il sapore è quello di un matrimonio sbagliato in partenza. E allora via alla girandola di prestiti, un altro annuale al Recreativo de Huelva: 17 presenze e 2 gol in Segunda Division spagnola, bottino da attaccante mediocre. Fornaroli è una delusione bruciante, da dios del gol a meteora in pieno stile. Nel giugno del 2010 ancora il rientro alla Samp, che lo scarica letteralmente nel dimenticatoio. Bruno gioca in Primavera, fino a novembre non è mai neanche convocato finché non viene messo fuori rosa Cassano. Il tempo di uno scampolo di gara contro il Catania, il ritorno in campo con la maglia blucerchiata addosso e l’ovazione di Marassi per lui, che aveva lasciato il ricordo di un ragazzino combattente ma sfortunato. A gennaio, però, è ancora tempo di cambiare aria. Questa volta serve quella di casa, l’Uruguay, dove a ritmo di gol e tango aveva conquistato l’Europa. Il Nacional lo riprende per sei mesi, Fornaroli risplende in parte: 4 reti in 9 partite, ancora pesanti. E la soap opera con la Sampdoria non finisce più. A luglio del 2011 la terza puntata, l’ennesimo ritorno a Bogliasco, questa volta c’é una Serie B da affrontare. Un assist e ancora il calore immenso del popolo blucerchiato al suo nome, un assist per la vittoria contro il Crotone al rientro da titolare e… un infortunio che lo costringe a uscire. E’ l’ennesima tegola di una carriera sfortunata, cronaca di uno “strano amore” che resta con la tifoseria blucerchiata, anche se in campo Fornaroli proprio non decolla. E la stagione si chiude con 11 presenze e zero gol all’attivo. Troppo poco. E a luglio scorso, è giunta l’ora di un addio inevitabile. Lo prende il Boston River, club di Segunda Division Uruguaiana, a titolo definitivo. Ma accande l’imponderabile: dopo tre giorni, ancora cessione. Il Panathinaikos scommette su Fornaroli, un luglio da pacco postale per il Tuna che firma con i greci per tre anni. Proprio così, storie di un pazzo mercato, a sorpresa dalla Serie B d’Uruguay al ritorno in Europa dalla porta principale. E un destino adesso tutto da (ri)scrivere, finora privo di acuti e gol. Ma c’é ancora tempo per rialzarsi, questo quanto spera Bruno Fornaroli. Un gioiello che doveva essere e non è stato, un dios del gol smarrito nella strada che porta da Montevideo a Marassi. Storie di talenti perduti, da matricole a meteore. In mezzo, l’amore dei tifosi e un’ennesima occasione in salsa greca. Al retrogusto di Sampdoria, un’occasione perduta.
Staff – Fabrizio Romano (@FabRomano21)


























Vogliamo dirlo che lo prese Marotta? Giusto per la precisione,eh…
dopo le parole di de laurentiis alla gazzetta credi che mazzarri a fine anno vada via?? e chi può essere il suo successore??
Questo fu uno dei pochissimi stranieri acquistato e “scoperto” da marotta alla sampdoria, significativo di quanta conoscenza del calcio internazionale abbia l’attuale direttore generale della Juventus, ahinoi juventini
Tu sei il famoso anti-juventino del forum.
Ditemi come può un tifoso parlare male della sua squadra un giorno sì e l’altro pure.
Persone come te, purtroppo, fanno decadere il buon livello di intelligenza di questo sito-blog…
Pacchissimo di Marotta al pari di Bottinelli…e ben 6 milioni e mezzo spesi tra tutti e due…
Mai visto uno così grammo…