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Chi è Nathaniel Brown, simbolo della "nuova" Germania al Mondiale
Ha segnato un gol e servito un assist al suo primo Mondiale, è uno dei migliori amici di Can Uzun e potrebbe essere il prossimo acquisto del Bayern Monaco. Dopo storie come quelle di Nestory Irakunda e Livano Comenencia, Nathaniel Brown è solo l’ennesima sorpresa di questo inizio Mondiale. Terzino sinistro dell’Eintrach Francoforte e della Germania, ha strappato una convocazione "last-minute" al Ct Julian Nagelsmann: fino a ottobre 2025, infatti, aveva giocato solo con selezione Under-21.
Nell’ultima stagione, però, ha cambiato passo. Punto fermo sia in Bundesliga sia in Champions League, dove ha realizzato anche 2 assist. In campionato, invece, è arrivato a 4 reti e 4 passaggi vincenti in 33 presenze. Complessivamente, si è superato di un gol rispetto al 2024/25, nonostante allora avesse disputato oltre mille minuti in meno.
UZUN – Nathaniel Brown, classe 2003, è nato ad Amberg, città orientale della Baviera, da padre americano e madre tedesca. La passione per il calcio lo accompagna fin da bambino, quando muoveva i primi passi prima nel TSV Kümmersbruck, squadra locale della sua città, e poi all’SSV Jahn Regensburg. Nel 2016 è passato al Norimberga, completando l’intero percorso giovanile: dall’Under 16 all’Under 19, fino alla seconda squadra in Regionalliga Bayern. Nel 2022/23 viene aggregato in prima squadra e, dopo appena due stagioni, arriva la chiamata dell’Eintracht Francoforte.
Da Norimberga a Francoforte, lo stesso percorso di un altra stella della Bundesliga: Can Uzun, amico stretto di Brown. I due sono cresciuti nella stessa regione e sono arrivati nella prima squadra del Norimberga nello stesso anno. Secondo i media tedeschi, Brown ricoprì un ruolo importante nel trasferimento di Uzun all’Eintracht. "Ci vediamo ogni giorno nello spogliatoio, poi torniamo a casa e giochiamo o guardiamo la Bundesliga insieme" ha rivelato Nene, il soprannome di Nathaniel. E pensare che i due avrebbero potuto anche giocare insieme in Nazionale se Uzun avesse scelto di rappresentare la Germania anziché la Turchia (con cui è al Mondiale).
Tuttavia, dalla prossima stagione le strade dei due potrebbero separarsi. Il Bayern Monaco è sulle tracce di Brown da diverse settimane (anche se l'Eintracht chiederà una cifra importante per venderlo); il futuro di Uzun, invece, appare decisamente più incerto considerando la grande concorrenza che si è formata negli ultimi mesi. Alla fine, se il passaggio del primo alla squadra di Kompany dovesse concretizzarsi, chissà che una chiamata possa fare (ancora) la differenza.
SIMBOLO - In questo Mondiale, la Germania aveva un compito ben preciso: superare la fase a gironi. Detta così sembra quasi una battuta, ma non bisognerebbe darlo così per scontato considerando come sono andate le ultime due edizioni: dopo aver concluso il girone al quarto posto nel 2018, non è riuscita ad andare oltre il terzo quattro anni dopo.
Per questa edizione, però, la Germania ha cambiato volto. Rispetto all'undici iniziale schierato contro il Giappone (l'ultima gara disputata al Mondiale del 2022), Nagelsmann ne ha cambiati sette: Neuer, Kimmich, Sané e Musiala gli unici confermati. Havertz e Schlotterbeck, invece, erano stati convocati in Qatar, ma giocarono dal 1' solo la gara d'esordio.
Dopo due fallimenti, Nagelsmann è ripartito dalla freschezza e dalla voglia di arrivare di giovani come Nathaniel Brown, che, dopo la super prestazione di ieri - seppur contro una nazionale come Curaçao -, è diventato uno dei simboli della nuova Germania.
La Lazio può evitare il mercato a saldo zero: ecco le alternative possibili
La Lazio deve recuperare almeno 20 milioni di euro per avere un mercato libero in questa sessione estiva. Le alternative a disposizione della società di Claudio Lotito sono due: optare per un aumento di capitale (operazione mai avvenuta durante l'era dell'attuale presidente biancoceleste) oppure ricavare questa cifra dalle cessioni.
Le vendite dei calciatori permettono infatti a una società di generare crediti futuri, con l’utilizzo delle risorse dei crediti come previsto dalle norme NOIF a riguardo. Se la Lazio non dovesse riuscire a ricavare questa somma, i biancocelesti sarebbero costretti a chiudere il mercato con un bilancio positivo, come anticipato negli ultimi giorni.
La probabile formazione della Spagna contro Capo Verde: Yamal dalla panchina
Inizia l'avventura iridata per la Spagna di Luis De La Fuente. Le Furie Rosse faranno il loro esordio ai Mondiali affrontando Capo Verde ad Atlanta, con il fischio d'inizio fissato per le ore 18:00. Un debutto attesissimo, per il quale il Commissario Tecnico ha deciso di mischiare le carte, optando per alcune scelte a sorpresa fin dal primo minuto.
LE SCELTE - La notizia principale che emerge dal ritiro spagnolo riguarda il tridente offensivo. Il Ct De La Fuente ha infatti annunciato che Lamine Yamal e Nico Williams non partiranno titolari. Nonostante entrambi gli esterni siano in ottime condizioni fisiche, lo staff tecnico ha preferito preservarli e gestirne le energie. Spazio dunque a un attacco parzialmente inedito: ai lati del riferimento centrale Oyarzabal, agiranno dal primo minuto Alex Baena e Ferran Torres.
Per quanto riguarda il resto dello schieramento, tra i pali non ci sono dubbi: il titolare sarà Unai Simon. Nel collaudato 4-3-3 iberico, le chiavi del centrocampo saranno affidate alla qualità e alle geometrie del super trio composto da Rodri, Pedri e Fabian Ruiz. In difesa, la coppia centrale sarà formata da Cubarsì e dall'esperto Laporte, con Cucurella sulla fascia sinistra. L'unico vero ballottaggio della vigilia riguarda la corsia di destra, dove Marcos Llorente è attualmente in vantaggio su Pedro Porro per una maglia da titolare.
SPAGNA (4-3-3): Unai Simón; Llorente, Cubarsì, Laporte, Cucurella; Pedri, Rodri, Fabrián Ruiz; Alex Baena, Oyarzabal, Ferrán Torres. Allenatore: Luis De La Fuente
Milan, ecco Amorim: il capolavoro Sporting e la valorizzazione dei giovani
Il Milan ha scelto Ruben Amorim. Il classe 1985 diventerà così il terzo allenatore portoghese nella storia rossonera dopo Paulo Fonseca e Sergio Conceição, protagonisti nel 2024 di una stagione segnata proprio dall’alternanza in panchina, con l’ex Porto subentrato il 30 dicembre.
L’avventura a Old Trafford non è stata semplice, anzi. Amorim è arrivato nel novembre del 2024 per sostituire ten Hag, portando con sé idee forti, un’identità precisa e il suo 3-4-2-1, ma lo United non è mai riuscito davvero ad adattarsi fino in fondo alle sue richieste. La mancanza di giocatori tecnici nella prima uscita del pallone e la difficoltà nel costruire una fase difensiva più aggressiva hanno acuito i limiti di una squadra già fragile, in piena fase di transizione. Il tutto fino all'esonero del gennaio di quest'anno.
IL PASSATO IN CAMPO E L'ESPLOSIONE AL BRAGA - Prima di indossare i panni di allenatore, Amorim è stato un centrocampista di ottimo livello. Curiosamente, ha legato i momenti migliori della sua carriera da calciatore proprio agli acerrimi rivali dello Sporting: con la maglia del Benfica ha infatti collezionato titoli su titoli, guadagnandosi anche le convocazioni con la Nazionale portoghese ai Mondiali, prima di doversi ritirare prematuramente per continui problemi fisici. Appesi gli scarpini al chiodo, la transizione in panchina è stata rapidissima. Dopo la gavetta al Casa Pia e il passaggio al Braga B, la stagione 2019-20 ha segnato la sua ascesa. Promosso alla guida della prima squadra del Braga, ha incantato tutti vincendo subito la Coppa di Lega e dimostrando di essere l'emergente su cui puntare. Lo ha capito per primo lo Sporting, che per strapparlo alla concorrenza non ha esitato a versare al Braga una clausola rescissoria da 10 milioni di euro.
GLI ANNI D'ORO ALLO SPORTING - È a Lisbona che ha costruito la sua reputazione, ed è lì che ha dimostrato di poter essere molto più di un "allenatore di passaggio". Dal 2020 al 2024 Amorim ha guidato i "Leões" per 230 partite, con una media punti altissima, pari a 2,28 a gara. Numeri importanti, accompagnati da un progetto tecnico molto chiaro.
Amorim ha preso uno Sporting che non vinceva il campionato da 19 anni e lo ha riportato sul tetto del Portogallo. La Primeira Liga conquistata nel 2020/21 è stata una vera e propria svolta. Poi è arrivata anche la doppietta nella stagione 2023/24. Nel mezzo, due coppe di Portogallo consecutive e una Supercoppa nazionale. Amorim ha dato allo Sporting un’identità, una struttura. Principi chiari: dalla ricerca costante della superiorità numerica tra le linee all'aggressività nelle riconquiste. Un calcio moderno, sì, ma non teorico. Il manifesto? Un 4-1 all'Alvalade contro il Manchester City di Guardiola in Champions League, a pochi giorni dal passaggio in Premier.
LE IDEE DI AMORIM - Il sistema di riferimento è il 3-4-2-1, anche se in realtà può trasformarsi facilmente in un 3-4-3 o in un 3-4-1-2 a seconda degli interpreti. La base però, resta sempre la stessa: tre difensori, due esterni a tutta fascia, due centrocampisti centrali e due giocatori offensivi alle spalle della punta.
VALORIZZAZIONE DEI GIOVANI - A Lisbona, Amorim ha mostrato una grande capacità di valorizzare il materiale umano a sua disposizione. Viktor Gyökeres è probabilmente il suo capolavoro: arrivato dalla Championship, dal Coventry City, sotto la sua guida è diventato uno dei centravanti più devastanti e desiderati d’Europa, con ben 97 gol in 102 partite con lo Sporting.
Pedro Goncalves, “Pote”, è un altro esempio molto chiaro. Arrivato dal Famalicão come centrocampista, Amorim lo ha avanzato nel tridente offensivo, trasformandolo in un riferimento sia tecnico che realizzativo (lo dimostra il titolo da capocannoniere al primo anno). Marcus Edwards, ex Tottenham, ha trovato continuità e centralità dopo anni in cui sembrava un talento incompiuto. Nuno Mendes, cresciuto nel vivaio del club di Lisbona, è stato lanciato titolare a soli 18 anni come esterno tutta fascia, fino a diventare un calciatore da oltre 40 milioni di euro e passare al Paris Saint-Germain.
Ora, il palcoscenico di San Siro rappresenta per Amorim l'occasione perfetta per il definitivo rilancio. Dopo la parentesi amara in Inghilterra, l'allenatore portoghese ha l'opportunità di riaffermare le proprie idee. Il Milan è alla ricerca di un'identità tattica forte e di una nuova valorizzazione dei tanti giovani talenti presenti in rosa: esattamente le due specialità della casa ammirate negli anni d'oro di Lisbona.
UfficialeTorino, Alessandro Gazzi è il nuovo Team Manager
Dopo l’esperienza vissuta da calciatore con la maglia del Torino, per Alessandro Gazzi si apre un nuovo capitolo in granata. Il club ha infatti annunciato che dal 1° luglio 2026 l’ex centrocampista entrerà ufficialmente a far parte della dirigenza con il ruolo di Team Manager della prima squadra, segnando così un ritorno in una veste completamente diversa.
Una scelta che conferma il legame profondo tra Gazzi e l’ambiente torinese, costruito negli anni in campo e oggi rinnovato dietro le quinte. L’ex mediano raccoglie così una nuova sfida professionale all’interno della società che lo ha visto protagonista per quattro stagioni da giocatore.
IL COMUNICATO DEL CLUB - Il Torino ha ufficializzato così la nomina: “Il Torino Football Club è lieto di annunciare che dal 1° luglio 2026 Alessandro Gazzi sarà il nuovo Team Manager della prima squadra”. Nel comunicato viene ripercorsa anche la sua carriera in granata: “Al Toro dal 2012 al 2016, si è particolarmente distinto per abnegazione e dedizione alla causa. Per lui, un totale di 104 presenze e tre gol in granata tra Serie A, Coppa Italia ed Europa League. Terminata la carriera da calciatore ha svolto il ruolo di vice allenatore e collaboratore tecnico all'Alessandria, alla Feralpisalò e al Sudtirol. E' tornato anche al Torino nelle vesti di vice allenatore dell'under 17 nella stagione 2022-'23”.
Ultim'oraMilan, fumata bianca per Ruben Amorim: accordo raggiunto
Ora è tutto definito: Ruben Amorim sarà il nuovo allenatore del Milan. In attesa di comunicazioni ufficiali, le parti hanno raggiunto l'accordo totale, sancendo l'inizio di una nuova era sulla panchina rossonera. Il portoghese ha detto sì al Diavolo, accettando una sfida affascinante e cruciale per il rilancio del club. A riportarlo è A Bola.
I DETTAGLI E LE CIFRE - L'accordo trovato tra la dirigenza del Milan e l'entourage dell'allenatore prevede un contratto biennale valido fino al 30 giugno 2028, all'interno del quale è stata inserita un'opzione per prolungare l'intesa per un terzo anno. Per quanto riguarda l'aspetto economico, l'ex allenatore del Manchester United percepirà un ingaggio da 3.5 milioni di euro netti a stagione. A questa base fissa si andranno ad aggiungere dei corposi bonus, legati al raggiungimento di specifici obiettivi sportivi: la conquista di trofei e, soprattutto, il piazzamento utile per la qualificazione alla prossima UEFA Champions League.
IL SOGNO D'INFANZIA - L'approdo a San Siro rappresenta un improvviso cambio di rotta rispetto ai piani originali del classe 1985. Dopo il brusco esonero dal Manchester United arrivato lo scorso gennaio, Amorim aveva infatti programmato di prendersi una pausa e restare fermo per ripartire solo nella prossima stagione calcistica. Tuttavia, la chiamata del Milan ha stravolto ogni piano: come da lui stesso ammesso, i rossoneri sono sempre stati una delle sue squadre del cuore fin da bambino, il club che sognava un giorno di poter allenare.
L'ora di Summerville: l'arma di Koeman contro la maledizione Orange
Il Mondiale, si sa, è un'occasione unica. Per tanti giocatori è il treno che potrebbe passare una sola volta in carriera è l'obiettivo è quello di salirci a tutti i costi. Quando si è a bordo, però, il gioco si "fa duro". Ci sono aspettative da rispettare e prestazioni da offrire per non deludere un popolo che aspetta da tanti anni solo quel momento.
Nell'Olanda di Koeman che sogna in grande la prima storica vittoria di un campionato del Mondo, Crysencio Summerville può rappresentarne sicuramente l'arma in più, quella che non ci si aspetta. Un grande esordio contro il Giappone, immagine di un ragazzo che ha atteso e adesso non vuole fallire la prova più importante che può svoltare la sua carriera.
UNO DEI MIGLIORI IN CAMPO CONTRO IL GIAPPONE - Olanda-Giappone è terminata 2-2 e si candida, insieme a Brasile-Marocco, al premio di migliore partita del Mondiale, fino a questo momento. Un primo tempo di "studio" seguito da una ripresa in cui nessuno ha più avuto paura di attaccare. Il merito è stato delle fasi offensive delle due nazionali, ricche di velocità e imprevedibilità.
A questi parametri risponde il profilo di Crysencio Summerville. Per il classe 2001, nato a Rotterdam, si trattava solo della terza partita con gli Orange. Le altre 2? Nemmeno quindici giorni fa, nelle due amichevoli precedenti l'inizio del Mondiale contro Algeria e Uzbekistan. La gara contro il Giappone, però, ha parlato chiaro. Accelerazioni, uno contro uno e una rete difficile da dimenticare.
LA RETROCESSIONE COL WEST HAM - La convocazione al Mondiale, poi, spesso è il risultato di una stagione da protagonista in una squadra che si è resa protagonista di un'annata importante. Com'è andata per Summerville l'ultima appena trascorsa col West Ham? A livello di collettivo decisamente male. Gli Hammers sono retrocessi in Championship dopo ben 15 anni dall'ultima volta. Lato personale, però, per l'olandese è stata una delle migliori annate con un club della carriera.
IL TURNING POINT DELLA CARRIERA - In Premier League ha segnato 5 gol e servito 4 assist in 31 presenze mentre in FA Cup, dove il West Ham è stato eliminato proprio dal Leeds (ex squadra di Summerville), il rendimento è anche migliore con 2 gol e un assist in 3 partite. Difficile anche solo immaginare che la sua storia con gli Hammers possa continuare in Championship, a maggior ragione dopo un esordio al Mondiale di questo livello con l'Olanda. Summerville, arrivato a 24 anni, sa di essere arrivato all'ultimo metro di un trampolino che potrebbe consacrarlo come uno dei migliori esterni a livello mondiale.
UfficialeMarc Cucurella è un nuovo giocatore del Real Madrid
Marc Cucurella è un nuovo giocatore del Real Madrid. Il trasferimento del terzino spagnolo è stato ufficializzato dal Chelsea, che ha comunicato la cessione a titolo definitivo al club della Liga.
Un passaggio importante nella carriera del difensore, che lascia così la Premier League per approdare in uno dei club più prestigiosi del calcio mondiale.
IL COMUNICATO DEL CHELSEA - Nel comunicato ufficiale, il Chelsea ha voluto salutare il giocatore con un messaggio di ringraziamento per quanto fatto durante la sua esperienza a Londra. “Marc Cucurella ha completato il trasferimento a titolo definitivo al club spagnolo della Liga Real Madrid. Tutti al Chelsea FC desiderano ringraziare Marc per il suo impegno durante il periodo trascorso al club e per il ruolo svolto nei nostri recenti successi”, si legge nella nota diffusa dal club inglese.
OPERAZIONE E DETTAGLI DEL CONTRATTO - L’affare si chiude su cifre importanti: operazione da 55 milioni di euro più 5 di bonus, con il giocatore che ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2032. Il Real Madrid piazza così il terzo colpo della sua campagna estiva dopo Konaté e Dumfries, in una sessione di mercato che vede anche l’arrivo di José Mourinho in panchina. Anche il Real ha confermato l’intesa ufficiale: “Il Real Madrid CF e il Chelsea FC hanno raggiunto un accordo per il trasferimento del giocatore Marc Cucurella, che sarà legato al nostro club per le prossime sei stagioni, fino al 30 giugno 2032”, si legge nella nota dei blancos. Per il calciatore, che ha già sostenuto parte delle visite mediche nel ritiro della Spagna negli Stati Uniti, è arrivata così la firma sul nuovo contratto pluriennale.
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