Ultime notizie di calciomercato
Sampdoria, Branco è arrivato a Genova: attesa domani l'ufficialità
Americo Branco, futuro ds della Sampdoria, è arrivato in città nelle ultime ore. Il dirigente è già stato in sede e a Bogliasco, nel centro sportivo dei blucerchiati. L'ufficialità è attesa per la giornata di domani, venerdì 12 giugno. Non solo il nuovo direttore sportivo, perché il club annuncerà anche il nuovo ruolo di Ariaudo e l'arrivo di Coelho.
Nello specifico, come anticipato, Americo Branco sarà il nuovo ds. Ariaudo, precedentemente team manager dei blucerchiati, diverà invece il nuovo direttore tecnico. Coelho sarà invece il responsabile scouting e arriva direttamente insieme al nuovo direttore sportivo, dal momento che hanno già lavorato insieme.
LA CARRIERA DI BRANCO - Americo Branco, portoghese di 35 anni, arriva alla sua prima esperienza in Italia dopo aver concluso quella come direttore tecnico del Fortuna Sittard in Olanda. Precedentemente aveva lavorato al Tondela, al Coimbra e all'Olhanense, dove nel 2014 ha cominciato la sua carriera da direttore sportivo di un club.
Genoa, c'è fiducia per Baldanzi: si lavora con la Roma per il riscatto
Il Genoa continua a lavorare per il riscatto di Tommaso Baldanzi dalla Roma. Dopo diversi giorni di trattative tra i due club, filtra ora molta fiducia per la chiusura dell’operazione. La convergenza finale dovrebbe essere trovata intorno ai 9,5 milioni di euro, leggermente meno rispetto ai 9,7 iniziali, ma con termini di pagamento più lunghi e favorevoli per il club rossoblù.
Un aspetto sicuramente importante per il Genoa, che vuole trattenere il trequartista arrivato in Liguria nella seconda parte della stagione. Baldanzi che dopo le 10 presenze raccolte con la maglia della Roma nella prima parte del campionato, ha collezionato 8 apparizioni con il Genoa, con il club ligure che considera l’ex Empoli un profilo su cui continuare a puntare anche in vista della prossima stagione
Juventus, Carnevali pronto a diventare il nuovo amministratore delegato
La Juventus si prepara a cambiare ancora volto dirigenziale. Dopo la separazione con Damien Comolli, che non ricoprirà più il ruolo di amministratore delegato del club bianconero, la proprietà ha individuato in Giovanni Carnevali il profilo giusto da cui ripartire.
Una scelta forte, maturata in tempi rapidi da John Elkann, deciso a intervenire sulla struttura dirigenziale non appena avuta la certezza della disponibilità di quello che è sempre stato considerato il candidato ideale. Carnevali, infatti, rappresentava la prima scelta per esperienza, conoscenza del calcio italiano e capacità di gestione dimostrata negli anni al Sassuolo.
L'ADDIO AL SASSUOLO - Carnevali che dirà dunque addio al Sassuolo dopo 12 anni al servizio dei neroverdi, segnati da risultati importanti e da una crescita costante del club emiliano. Prima di salutare definitivamente, Carnevali garantirà anche la chiusura delle operazioni già avviate, a partire dall'ufficialità di Alberto Aquilani dal Catanzaro come nuovo allenatore per la prossima stagione.
Una volta completati questi passaggi, il dirigente potrà formalizzare il suo approdo alla Juventus. L'ufficialità è prevista per la giornata di domani.
Dalla Turchia all'Ecuador: tutte le possibili sorprese del Mondiale 2026
Il Mondiale regala da sempre grandi sorprese. Accanto alle favorite, in ogni edizione emerge almeno una nazionale capace di superare le attese conquistando l’attenzione dei tifosi di tutto il mondo. In Qatar 2022 è stato il Marocco a stupire, raggiungendo la prima storica semifinale per una squadra africana.
Non è l’unico esempio. Dal Ghana che nel 2010 fu fermato soltanto ai rigori nei quarti di finale contro l’Uruguay, al Costa Rica che in Brasile 2014 chiuse al primo posto un girone con Italia, Inghilterra e Uruguay. Tornando ancora più indietro ricordiamo anche il Camerun a Italia ‘90 e il Senegal che nel 2002 raggiunse i quarti alla prima partecipazione. Anche il Mondiale 2026 potrebbe regalare delle outsider pronte a far emozionare: ecco alcune possibili sorprese.
TURCHIA - La Turchia torna ai Mondiali per la prima volta dopo lo storico terzo posto in Corea del Sud e Giappone del 2002. La squadra allenata da Vincenzo Montella si è assicurata la qualificazione superando i playoff contro Romania e Kosovo, dopo un secondo posto nel girone dietro solo alla Spagna con appena tre punti di distacco. Dopo il percorso fino ai quarti di finale a EURO2024 e la crescita mostrata negli ultimi anni, la Turchia è pronta per il mondiale americano. Il commissario tecnico italiano ha a disposizione una generazione ricca di talento, il cui riferimento è la stella del Real Madrid Arda Güler. Al giocatore dei Blancos viene concessa grande libertà di movimento per guidare la manovra offensiva. Attorno a lui ruotano altri giocatori di grande qualità come i due “italiani” Kenan Yildiz e Hakan Çalhanoğlu, ma anche Yilmaz, Aktürkoğlu, Kökçü e Can Uzun, un altro giovane talento da tenere in considerazione. La nazionale turca è inserita nel girone D con Stati Uniti, Paraguay e Australia e accarezza la possibilità concreta di giocarsi il primo posto.
COSTA D’AVORIO - Inserita nel Girone E con Germania, Ecuador e Curaçao, la Costa d’Avorio si presenta ai Mondiali 2026 come una delle possibili outsider, grazie soprattutto al potenziale offensivo. Il ct Emerse Faé, infatti, può scegliere tra diverse opzioni: sugli esterni ci sono giocatori di passo e qualità come Simon Adingra, Amad Diallo, Nicolas Pépé e la stella del Lipsia Yan Diomande. Anche per la punta c’è concorrenza con Guessand, Wahi e l’ultima aggiunta, Ange-Yoan Bonny dell’Inter. Nel girone di qualificazione la Costa d’Avorio ha dominato, chiudendo con un percorso netto da 25 gol segnati e zero subiti. Un dato che conferma l’attacco come il punto di forza degli ivoriani ma mostra anche una grande solidità difensiva. Faé, infatti, può contare su diversi profili di livello internazionale come N’Dicka, Kossounou e Singo. A centrocampo Seko Fofana e Kessié - su cui c’è l’interesse della Juventus - garantiscono esperienza ed equilibrio. Per la Costa d’Avorio l’obiettivo è conquistare il primo storico passaggio di turno alla Coppa del Mondo e si gioca, sulla carta, il secondo posto con l’Ecuador.
ECUADOR - Proprio la Tri di Sebastián Beccacece è un’altra possibile outsider, pronta a giocarsi le proprie carte contro Germania e Costa d’Avorio. Il ct argentino è stato per oltre un decennio il vice di Jorge Sampaoli e, proprio come lui, si ispira alla scuola e al pensiero di Marcelo Bielsa, oggi commissario tecnico dell’Uruguay. L’Ecuador arriva al Mondiale con numeri difensivi impressionanti: imbattuto da 19 partite, con l’ultima sconfitta risalente a settembre 2024 contro il Brasile, e solo 6 gol subiti. Per trovare l’ultimo match con due reti incassate bisogna tornare a giugno 2024; un dato che, insieme ai sette 0-0, dà le dimensioni del fortino messo in piedi da Beccacece. La fase di non possesso è proprio l'aspetto centrale della nazionale ecuadoriana, con una linea difensiva composta da Willian Pacho del PSG, Piero Hincapié dell’Arsenal e Joel Ordóñez del Bruges. Davanti a loro agisce Moises Caicedo che garantisce filtro e chilometri in mediana. Nella rosa è presente anche un giocatore dalla Serie A: Pervis Estupiñán del Milan. Grazie a questa solidità l’Ecuador ha chiuso il maxi girone sudamericano di qualificazione al secondo posto, dietro solo ai campioni del mondo dell’Argentina. Il limite principale resta l’attacco, dove la nazionale si affida a Enner Valencia e Yeboah del Venezia, con il talento 2007 Kendry Páez pronto a mettersi in evidenza. Il miglior risultato ai Mondiali resta l’ottavo di finale raggiunto nel 2006, un traguardo che questa generazione, considerata come la migliore del calcio ecuadoriano, punta chiaramente a migliorare.
GIAPPONE - Il Giappone si presenta ai Mondiali 2026 con una rosa ricca di individualità e profili internazionali: da Kaoru Mitoma del Brighton a Takefusa Kubo della Real Sociedad, passando per Kamada, Endo, Suzuki del Parma e Ueda. L’abilità del ct Hajime Moriyasu è stata quella di incanalare questo talento all’interno di un’identità chiara e pragmatica: grande organizzazione, gioco rapido, pressing alto ed efficacia nelle transizioni in modo da sfruttare i palloni recuperati. È proprio nelle ripartenze che il Giappone diventa veramente pericoloso per gli avversari. La nazionale asiatica arriva in Nord America come la prima qualificata tra le non ospitanti, forte di sei vittorie consecutive - di cui due contro potenze del calibro di Brasile e Inghilterra- e di cinque clean sheet. Quest’ultimo numero dimostra anche la solidità difensiva e la compattezza di un gruppo che fa della disciplina tattica il vero tratto distintivo. Il Giappone è nel gruppo F, un girone molto equilibrato con Olanda, Svezia e Tunisia. Il sogno della nazionale di Moriyasu è superare per la prima volta gli ottavi di finale, raggiunti nelle ultime due edizioni in Russia e in Qatar.
NORVEGIA - L’Italia lo ha imparato a sue spese: la Norvegia non è affatto un avversario da sottovalutare. La nazionale scandinava torna ai Mondiali dopo 28 anni - l’ultima volta in Francia nel 1998 - e ci riesce dopo un girone di qualificazione di livello assoluto, riuscendo a mettere dietro gli azzurri, battuti sia all’andata in Norvegia che al ritorno a San Siro. Con 37 gol segnati, la Norvegia ha dimostrato il valore e il potenziale del roster offensivo gestito con grande organizzazione tattica dal Ct Ståle Solbakken, alla guida nazionale dal 2020. Il punto di forza sono proprio le stelle e i leader di questa nazionale: Martin Odegaard e Erling Haaland. Accanto a loro ci sono altri elementi chiavi come Nusa e Sorloth, che è seguito dalla Juventus. In difesa spiccano Heggem del Bologna e Ostigard del Genoa, con Ryerson terzino destro di spinta con 9 assist in 43 presenze in nazionale, Il Girone I non è dei più semplici: i norvegesi sono stati sorteggiati con la Francia, tra le superfavorite, il Senegal, deciso a riscattare il controverso epilogo della Coppa d’Africa, e l’Iraq. L’obiettivo minimo è il passaggio del turno, ma questa generazione ha la qualità e le possibilità per puntare anche a qualcosa in più, cercando di andare oltre gli ottavi di finale in modo da realizzare il miglior piazzamento.
COLOMBIA - La Colombia torna ai Mondiali dopo aver saltato l’edizione di Qatar 2022 e lo fa con l’intenzione di recitare un ruolo primario nel corso del torneo. Inserita nel gruppo K con Portogallo, Congo e Uzbekistan, la Tricolor ha tutte le carte per passare il girone. La squadra di Néstor Lorenzo arriva alla competizione dopo il terzo posto nel girone sudamericano, al termine di un percorso solido, e soprattutto dopo la finale di Copa America del 2024 persa in finale contro l’Argentina a Miami, città in cui la Colombia giocherà nella terza partita del Mondiale contro il Portogallo di CR7. Il CT ha costruito un gruppo in cui viene esaltata la collettività, con un gioco basato su ritmi elevati, alta intensità e pressing continuo in modo da esaltare le qualità della squadra nel recupero palla e nella gestione delle transizioni. La stella della Colombia è Luis Diaz del Bayern Monaco, ma il dieci resta sempre James Rodriguez in forza al Minnesota United. A centrocampo la fisicità di Richard Rios rappresenta un’arma importante. In difesa la coppia di centrali “italiana”. composta da Yerry Mina del Cagliari e il difensore del Bologna Jhon Lucumi, anche lui nel mirino della Juventus. In attacco i numeri promettenti di Luis Suarez fanno sperare la Colombia: 28 gol e 6 assist in 32 presenze e titolo di capocannoniere della Liga Portugal con lo Sporting.
Juventus-Comolli, è addio: il francese non è più l'amministratore delegato
Le strade della Juventus e di Damien Comolli si separano. Manca ormai soltanto il comunicato ufficiale da parte del club bianconero, ma la decisione è presa: il dirigente francese non è più l'amministratore delegato della squadra torinese, come annunciato da Sky Sport. Dopo una giornata di riflessioni in casa Juventus, la società ha deciso di non proseguire con l'ex Tolosa, come raccontato nelle ultime ore.
Si chiude così, dopo appena un anno, l'avventura di Comolli a Torino. Arrivato la scorsa estate per guidare la nuova fase manageriale e sportiva del club, il rapporto si interrompe in modo prematuro. Nelle prossime ore è attesa l'ufficialità che formalizzerà l'addio e metterà la parola fine a questa breve parentesi bianconera, costringendo la Juventus a rimettersi alla ricerca di una nuova figura apicale per l'organigramma societario.
Mondiali 2026: la guida definitiva ai talenti da seguire per ogni girone
Manca sempre meno al fischio d'inizio della Coppa del Mondo 2026, l'edizione più grande di sempre che animerà gli stadi di Stati Uniti, Messico e Canada. Con 48 squadre ai nastri di partenza, il torneo si preannuncia come un mosaico perfetto tra stelle consacrate, nazioni al debutto storico e giovani talenti pronti a prendersi la scena. In questo raccoglitore definitivo, vi portiamo alla scoperta dei giocatori da tenere d'occhio in ogni singolo raggruppamento: dalle favole di Curaçao e Giordania ai nuovi "craque" in rampa di lancio con Brasile, Francia e Inghilterra. Ecco la mappa completa dei protagonisti attesi.
GRUPPO A - Il girone inaugurale promette spettacolo e storie affascinanti, a cominciare dal Messico padrone di casa che si affida all'estro di Julián Quiñones, un ex giocatore di hockey su ghiaccio trasformatosi in un prolifico bomber in Arabia Saudita. La Repubblica Ceca risponde con Pavel Šulc, centrocampista del Lione che in Francia hanno già accostato a Thomas Müller per intelligenza e versatilità tattica. Da non perdere di vista il Sudafrica, che lancia sul grande palcoscenico il funambolico classe 2003 Relebohile Mofokeng, mentre la Corea del Sud si poggia sulle spalle di Lee Kang-in, trequartista ormai maturo e abituato alle enormi pressioni di un top club come il PSG.
GRUPPO B - Nonostante l'assenza dell'Italia, questo girone offre un mix tattico e tecnico di altissimo livello. La vera mina vagante è la Bosnia con Kerem Alajbegovic, fenomeno di soli 17 anni sbocciato a Salisburgo che batte i rigori con la freddezza di un veterano. Il Canada, padrone di casa, confida nello strapotere fisico e negli inserimenti di Ismael Koné, centrocampista totale che ha trovato la sua dimensione a Sassuolo. Il Qatar spera nelle magie del due volte Pallone d'Oro asiatico Akram Afif, mentre per la Svizzera i riflettori sono tutti puntati su Johan Manzambi, duttile rivelazione del Friburgo che ha già ricevuto l'investitura pubblica da Xherdan Shaqiri.
GRUPPO C - Il fascino del Joga Bonito incontra la voglia di riscatto. Il Brasile di Ancelotti mette in mostra l'ala classe 2006 Rayan, talento del Bournemouth elogiato persino da Coutinho. Il Marocco risponde con l'incredibile precocità di Ayyoub Bouaddi, stellina del Lille classe 2007 che ha stregato il ct Regragui a suon di record. A dare battaglia ci saranno anche la rivelazione Haiti, trascinata dal possente bomber dell'Esteghal Duckes Nazon, e la Scozia, che spera nelle invenzioni dell'imprevedibile Ben Gannon-Doak, l'esterno classe 2005 che ha impressionato anche Jürgen Klopp.
GRUPPO D - Un raggruppamento estremamente equilibrato con molta "Italia" in campo, ma dove i fari sono puntati altrove. Gli Stati Uniti si aggrappano alla velocità e ai gol del centravanti del Monaco Folarin Balogun per sognare in grande davanti al proprio pubblico. Il Paraguay si affida alle accelerazioni di Miguel Almirón, tornato a incantare nella "sua" Atlanta. Attenzione poi alle nuove leve: l'Australia spera nelle doti balistiche del 2006 ex Bayern Nestory Irakunda, mentre la Turchia non vede l'ora di ammirare Can Uzun, classe 2005 dell'Eintracht che ha scelto il cuore turco rinunciando alla Germania.
GRUPPO E - La Germania di Nagelsmann cerca il riscatto puntando su un centravanti atipico: Nick Woltemade, gigante di due metri che tocca il pallone come un trequartista. L'avversario più ostico è l'Ecuador, un fortino difensivo che in attacco si accende con le giocate del "Niño Prodigio" classe 2007 Kendry Páez. La Costa d'Avorio proverà a sfrecciare sulle fasce grazie al talento del Lipsia Yan Diomande, esploso nell'ultima stagione. Ma gli occhi del mondo saranno anche per la favola Curaçao: l'isola caraibica di 150mila abitanti si gode il suo storico debutto iridato aggrappandosi all'esperienza dell'ex Manchester United Tahith Chong.
GRUPPO F - Equilibrio e solidità faranno da padroni. L'Olanda, oltre ai classici top player, schiera in porta Bart Verbruggen del Brighton, già etichettato come l'erede di van der Sar per i riflessi e l'abilità coi piedi. Il Giappone ha finalmente il centravanti in grado di far sognare i quarti di finale: Ayase Ueda, reduce da un'annata strepitosa con il Feyenoord. La Svezia rilancia le sue ambizioni offensive con l'intelligenza tattica e i gol di Benjamin Nygren (Celtic), mentre la Tunisia consegna le chiavi del centrocampo a Ellyes Skhiri, veterano dell'Eintracht fondamentale per l'equilibrio delle Aquile di Cartagine.
GRUPPO G - Il Belgio affronta il ricambio generazionale lanciando a sorpresa Matias Fernandez-Pardo, attaccante 2005 del Lille soffiato all'ultimo istante alla Spagna. Alle spalle dei Diavoli Rossi, la lotta è serratissima. L'Egitto, guidato da Salah, coccola il clamoroso classe 2008 Hamza Abdelkarim (già in orbita Barcellona). L'Iran, tra mille difficoltà logistiche e assenze pesanti, scopre il fisico e le geometrie del mediano 2006 Amirmohammad Razzaghinia. La Nuova Zelanda, invece, blinderà la propria area di rigore con il capitano del Reading (in prestito allo Sheffield) Tyler Bindon, difensore classe 2005 invalicabile nel gioco aereo.
GRUPPO H - Spagna e Uruguay partono un gradino sopra le altre. Le Furie Rosse propongono la vivacità dell'esterno dell'Osasuna Víctor Muñoz (2003), mentre la Celeste spinge sulla fascia sinistra con lo strapotere atletico del motorino dello Sporting CP Maximiliano Araújo. A cercare di spezzare l'egemonia ci proveranno Capo Verde, trascinato dal granitico muro difensivo del Villarreal Logan Costa, e l'Arabia Saudita, aggrappata alla fantasia, ai tiri a giro e all'esperienza del suo eroe nazionale Salem Al-Dawsari, alla terza apparizione iridata.
GRUPPO I - Un girone affascinante e ricco di storie. La Francia cala l'asso Désiré Doué, gioiello raffinato del PSG ed ennesimo prodotto di una filiera inesauribile. La Norvegia si gode l'impatto dirompente dell'ala del Lipsia Antonio Nusa, un 2005 ispirato dal Neymar del 2014. Il Senegal unisce fisicità e qualità nello stretto affidandosi al classe 2005 del Como Assane Diao. A guidare l'Iraq al ritorno in un Mondiale dopo 40 anni sarà invece il cuore del capitano e bomber Aymen Hussein, simbolo di resilienza assoluta per il suo popolo.
GRUPPO J - L'Argentina campione in carica inizia a inserire volti nuovi: tra tutti spicca Valentin Barco, "El Colo", mancino classe 2004 eclettico e coraggioso. L'Austria di Rangnick risponderà con il pressing e l'energia inesauribile di Konrad Laimer, il motore del collettivo europeo. L'Algeria cerca il rilancio affidando la trequarti al talento purissimo del 2005 Ibrahim Maza, già accostato a Wirtz in Germania. Ma l'impresa più romantica è quella della Giordania, che affronta la sua prima Coppa del Mondo aggrappandosi all'uomo che l'ha resa possibile: l'ala Moussa Tamari, leader tecnico, pioniere europeo ed eroe nazionale.
GRUPPO K - Tra eleganza e fame di riscatto. Il Portogallo si gode le geometrie dell'immenso João Neves, che a soli 20 anni gioca già con l'autorità di un veterano. La Colombia ritrova un letale Luis Suarez, rigenerato allo Sporting CP dopo aver vinto battaglie personali contro la depressione. Completano il quadro la Repubblica Democratica del Congo del duttile e amatissimo Yoane Wissa (che sognava la nazionale fin da ragazzino mandando messaggi su Facebook) e l'Uzbekistan, capitanato da Eldor Shomurodov, un idolo che da bambino badava alle mucche prima di poter correre allo stadio.
GRUPPO L - L'Inghilterra ha qualità da vendere, e Tuchel è pronto a sorprendere affidando la trequarti a Morgan Rogers, intelligente e potente gioiello dell'Aston Villa. La Croazia getta le basi per la difesa dei prossimi 15 anni lanciando il fenomenale classe 2007 del Tottenham Luka Vuskovic. Il Ghana affida le chiavi della mediana al 2006 Caleb Yirenkyi, moderno e duttile "box-to-box" di scuola danese. A chiudere il girone c'è Panama, che per non fare la comparsa si affiderà al fiuto del gol dell'esperto centravanti di manovra José Fajardo.
Dalla delusione Mondiale alla Supercoppa Europea: l'arbitro somalo Omar Artan dirigerà PSG-Aston Villa
La Supercoppa UEFA 2026 avrà un direttore di gara d'eccezione, protagonista di una storia di riscatto che va oltre i confini del campo da gioco. Sarà il fischietto somalo Omar Artan a dirigere la supersfida tra i campioni d'Europa del Paris Saint-Germain e l'Aston Villa (vincitore dell'Europa League), in programma il prossimo 12 agosto a Salisburgo. Una designazione storica, nata nel quadro di un recente protocollo d'intesa (MoU) siglato tra l'UEFA e la CAF (la federazione africana), ma che porta con sé un forte messaggio di solidarietà.
IL DIVIETO DI INGRESSO NEGLI USA E L'ESCLUSIONE DAI MONDIALI - Il 34enne, infatti, era stato originariamente inserito dalla FIFA nella prestigiosa lista degli arbitri per i Mondiali 2026. Il suo sogno iridato, però, si era infranto contro questioni strettamente burocratiche e politiche: ad Artan è stato negato l'ingresso negli Stati Uniti, impedendogli di fatto di partecipare alla massima rassegna calcistica. Un duro colpo per uno dei direttori di gara più in rampa di lancio del panorama internazionale. Arbitro FIFA dal 2018, Artan si è imposto come uno dei migliori fischietti al mondo, dirigendo - tra le altre - la finale di ritorno della CAF Champions League 2025/26 ed essendo eletto "Miglior arbitro africano maschile" nel 2025.
LE PAROLE DI ČEFERIN E MOTSEPE - A spiegare i motivi e il valore di questa scelta è stato direttamente il presidente della UEFA, Aleksander Čeferin: "Omar Artan è un arbitro giovane ma già eccellente e di grande esperienza, che si è dimostrato ai massimi livelli nel calcio africano. Il calcio è fatto per connettere le persone e la UEFA vuole mostrare il suo rispetto a Omar e alle sue eccezionali capacità arbitrali, che gli erano valse una nomination così prestigiosa. Sono grato al mio amico e presidente della CAF Patrice Motsepe per aver appoggiato con entusiasmo la nostra iniziativa".
Parole a cui ha fatto eco lo stesso numero uno del calcio africano, Patrice Motsepe, che ha celebrato l'evento come una vittoria per l'intero movimento: "Omar Artan ha reso la Somalia e l'intero continente africano estremamente orgogliosi. Questa designazione per la UEFA Supercoppa è il riconoscimento della sua abilità di livello mondiale e del rispetto internazionale di cui gode. È un eccellente esempio di come il calcio unisca le persone dall'Africa all'Europa e in tutto il mondo".
Giorgio Gorgone verso la panchina del Südtirol: la situazione
Giorgio Gorgone verso la panchina del Südtirol. L'attuale allenatore del Pescara, dunque, potrebbe cambiare panchina in questa sessione di calciomercato.
Nell'ultima stagione, Gorgone è stato l'allenatore ha guidato il Pescara, tuttavia, senza riuscire a evitare la retrocessione. Il club biancoazzurro, infatti, dopo la sconfitta con il Padova alla penultima giornata e il pareggio interno con lo Spezia all'ultima, ha terminato il campionato all'ultimo posto in classifica.
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