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Milan ancora senza DS: perché questo ruolo merita ancora la massima credibilità
Milan ancora senza DS: perché questo ruolo merita ancora la massima credibilità
La situazione del Milan, che al 18 giugno non ha ancora un direttore sportivo, non inquieta solo i tifosi rossoneri. Si tratta di una situazione strana anche da sportivo, appassionato ed esperto di calcio, sapendo bene quanto il feeling tra allenatore e DS sia alla base dei successi in questo sport. Gli algoritmi non possono certo sostituirsi all'occhio umano e alla sapienza di un dirigente: per questo sapere che il Milan abbia scelto un allenatore senza consultarsi con il proprio ds lascia sicuramente sorpresi.  All'estero la situazione è diversa, con la figura del direttore sportivo non considerata come in Italia. In Inghilterra, per esempio, c'era la figura dell'allenatore manager. Il nostro calcio funziona in maniera differente: sono cresciuto con figure come Corvino, che hanno insengato il mestiere a tanti. Non escludo che in futuro mi piacerebbe provare un'esperienza da direttore sportivo e provare a vedere come funziona. Ma in Italia ci sono tanti direttori sportivi bravi e giovani, come Ausilio e Paratici, fino a Giuntoli e Lovisa e Polito. CONTINUA IL CASTING - Il Milan continua dunque a fare casting, cercando una figura che debba conciliarsi con il lavoro di Amorim e le idee di Cardinale e Ibrahimovic, che vuole avere un potere decisionale. Una situazione che, come detto, lascia una sensazione di inquietudine e amarezza per una figura che io reputo fondamentale nel calcio di oggi. Il direttore sportivo è la figura in grado di fare da filtro e dare un senso logico alla costruzione della squadra, al di là della trattativa vera e propria, che può essere svolta anche dall'amministratore delegato. Basta fare l'esempio dell'Inter, dove la valutazione tecnica è sempre stata di Piero Ausilio. Per saperne di più continua ad ascoltare su Caffè Di Marzio.
Gravina: "Lascio una Federazione in salute. Non potevo continuare il braccio di ferro"
Gravina: "Lascio una Federazione in salute. Non potevo continuare il braccio di ferro"
Si sta per chiudere un'era nella FIGC, con il dimissionario Gabriele Gravina pronto a lasciare la presidenza in vista del voto in programma per il 22 giugno prossimo. Il presidente uscente, a pochi giorni dalla votazione, ha svelato un retroscena riguardo la scelta del post-Spalletti: "Mancini mi chiese di tornare e di riprendere un percorso interrotto. Ma avevo già scelto Gattuso, che per me sarebbe dovuto rimanere dopo la Bosnia. La scelta del ct spetta al mio successore". E su Baldini: "È piaciuto molto agli italiani, ma bisogna valutare le conseguenze di certe scelte. Il suo focus è la qualificazione olimpica, dobbiamo stare attenti a non rovinare un progetto costruito con visione". Gravina non nasconde l'orgoglio per alcuni importanti risultati durante la sua gestione: "La prima è aver fatto ripartire il calcio dopo il Covid. Ma non posso non citare la vittoria dell'Europeo, la costruzione della filiera giovanile, il piano industriale, il nuovo codice di giustizia, il riconoscimento del professionismo femminile e la divisione paralimpica?". Anche se il presidente uscente non si nasconde: "Dovevo andarmene prima, già a giugno-luglio 2025, una volta constato che ogni tentativo di riforma si sarebbe arenato. Mi fermò l’idea di poter dialogare con le componenti. Temevo poi che mi avrebbero accusato di fuggire dall’ipotesi di non andare ai Mondiali". PROBLEMI - Gravina ha parlato anche di alcuni dei problemi che affliggono il calcio italiano: "Siamo ultimi in Europa per minutaggio degli Under 21. Aggiungo un dato: il Portogallo, che due anni fa abbiamo battuto 3-0 nella finale Under 17, ha prodotto 14 calciatori con 200 presenze nelle prime squadre. I nostri? Giocano in 8 e appena 83 gare. Siamo campioni del mondo nel disperdere il talento che faticosamente costruiamo". E sul decreto crescita: "Lo abbiamo giustamente criticato perché aveva portato il numero di stranieri dal 60% al 67%, poi è stato abrogato ma il dato è cresciuto al 70%. E la qualità di chi arriva non è più sempre così eccelsa". Un altro freno, secondo il presidente uscente, è stato aver alzato l'età del campionato Primavera da U19 a U20: "Quella è stata la mazzata. Pensate, nelle competizioni internazionali la tendenza è abbassare l’età per sviluppare il talento". "LASCIO UNA FEDERAZIONE IN OTTIMA SALUTE" - Verso il voto del 22 giugno, Gravina dichiara: "Lascio una Federazione in ottima salute e con una progettualità avanzata, nonostante le tante aggressioni subite che mortificano non solo il lavoro di una governance con il 98,7% di consensi, ma anche gli 1,4 miliardi di gettito fiscale assicurati dal calcio al Paese". E sulle tre qualificazioni mancate ai Mondiali: "Continuiamo a pagare un conto salato, anche con la sfortuna. Ma come ha detto il presidente del Coni, Buonfiglio, un risultato sportivo non crea i presupposti per un commissariamento". BERSAGLIO - Gravina non nasconde di essersi sentito bersaglio di troppi attacchi: "Mi sono dimesso perché non potevo continuare questo braccio di ferro per difendere una posizione personale". Continuerà, invece, il suo impegno da vicepresidente UEFA: "Continuerò a lavorare sulle competizioni, ma anche sulla mutualità e sulla solidarietà di un sistema che rischia di scollarsi". Infine, non poteva mancare un commento sulla possibile riforma dei campionati: "È una delle soluzioni. Connessa ai meccanismi di promozione e retrocessione. Ogni stagione 9 club passano dai dilettanti ai professionisti. Tra questi, 7 ora rischiano di non avere uno stadio. La B cambia 7 squadre ogni volta, è il 35% dell’organico". In particolare, il presidente uscente ha proposto: "Dalla Serie A e dalla B a 18. E poi dalla creazione di una B2, cioè una zona cuscinetto del professionismo dove potrebbero convergere tutte le seconde squadre. La Lega Pro dovrebbe confluire nei dilettanti e avrei riformato anche quest’ultimo mondo. Con il diritto di veto, però, si può fare ben poco".
Calciomercato LIVE: tutte le notizie di giornata
Calciomercato LIVE: tutte le notizie di giornata
Serie A, Serie B e calcio internazionale: tutte le notizie di calciomercato di giovedì 18 giugno 2026 in costante aggiornamento LIVE. 08:35 - Arezzo, molto vicino l'arrivo di Alessandro Nunziante dall'Udinese: chiusura attesa nei prossimi giorni.
Indossa la 10 albiceleste e impara da Tevez: chi è Baroni, il baby argentino che piace alla Fiorentina
Indossa la 10 albiceleste e impara da Tevez: chi è Baroni, il baby argentino che piace alla Fiorentina
La Fiorentina è interessata al giovane talento argentino Giovanni Baroni del Talleres, considerato uno dei principali prospetti del calcio sudamericano. Come vi abbiamo raccontato, sul classe 2009 ci sono diversi club, tra cui Chelsea e Borussia Dortmund. Il giocatore ha una clausola rescissoria di 25 milioni, ma potrebbero essere sufficienti 15 milioni più bonus per acquistarlo LE CARATTERISTICHE - Baroni è un trequartista mancino, ricopre la posizione che in Argentina viene chiamata enganche. Ama partire dalla destra per accentrarsi e rientrare sul piede forte. Nonostante la giovane età, ha già una buona struttura fisica che deve ancora sviluppare e potenziare. Ai suoi 186 cm abbina una tecnica pulita ed elegante, con giocate di classe e con la capacità di muoversi e dribblare nello stretto. L’argentino è anche molto preparato dal punto di vista tattico: sa muoversi tra le linee e farsi trovare dai compagni. È inoltre dotato di un buon tiro e sa dettare i ritmi di gioco alternando soluzioni corte e lunghe. BIOGRAFIA E CARRIERA - Nato a Morteros, vicino a Córdoba, è figlio di Gonzalo “El Pájaro” Baroni. Il giocatore è cresciuto nel settore giovanile del Talleres, club di Primera División argentina; anche il fratello Thiago gioca nel club, nella seconda squadra. L’esordio con la prima squadra  è arrivato il 23 gennaio 2026, quando l’allenatore, un certo Carlos Tévez, lo ha schierato titolare contro il Newell’s Old Boys in un match del Torneo Apertura 2026. Baroni, nella sua prima presenza da professionista, ha subito fornito un assist a Ronaldo Martínez. Da lì ha collezionato altre presenze tra campionato, coppe e playoff, diventando centrale nelle scelte di Tévez e arrivando a 15 partite complessive con 1 gol e 3 assist. TEVEZ SU BARONI - Carlos Tévez ha parlato di Baroni durante la stagione e ha dichiarato: "Tutti me ne parlavano e l’ho portato in ritiro: lì ho visto un ragazzo molto silenzioso, molto concentrato, molto professionale per la sua giovane età e con grande voglia di migliorare. Anche fisicamente ha lavorato molto bene. Ha fatto una prestagione molto buona e ho iniziato a guardarlo con occhi diversi. Abbiamo giocato un’amichevole con il Tigre e ha giocato come se avesse dieci anni di esperienza in prima squadra. Da quel momento ha iniziato a candidarsi come titolare.Ha una capacità di calcio straordinaria e sarà un ragazzo di livello europeo.” NAZIONALE - Baroni ha esordito anche con le giovanili dell’Argentina, disputando la Copa UC Sub-17 con l’Under 16 albiceleste e il campionato sudamericano U17 con la Selección Under 17. Il suo numero è il 10, non uno qualsiasi se indossi una maglia che è stata di Maradona e che ancora appartiene a Messi.
Alla scoperta di Demi Akarakiri, “il nuovo Pogba” in arrivo al Cagliari
Alla scoperta di Demi Akarakiri, “il nuovo Pogba” in arrivo al Cagliari
Se in patria ti paragonano a Pogba non puoi che essere speciale. Il talento inglese Demi Akarakiri sarà il primo acquisto della sessione estiva di calciomercato del Cagliari. Il centrocampista classe 2007 arriva dall’Everton U18, club con il quale ha già fatto vedere le sue grandi qualità in mezzo al campo.  Non solo corsa e recupero palla, ma anche gestione, tecnica e numeri offensivi a servizio dei compagni. Akarakiri ha saputo farsi largo come uno dei giovani più interessanti di tutta l'Inghilterra. Un talento cristallino che ha scelto di proseguire la propria carriera a Cagliari, intrigato da progetto di prospettiva del club rossoblù. Un progetto che punta sui giovani e che è già iniziato nella stagione appena trascorsa con Pisacane in panchina. GLI INIZI - Akarakiri nasce a Londra il 29 settembre 2007 e fin da subito lega inevitabilmente la sua vita al pallone. Cresce nel settore giovanile dell'Arsenal e poi dal 2024 passa all'Everton, club che lo fa crescere in modo esponenziale e con il quale colleziona 41 presenze con l'Under 18 e 18 con l'Under 21. CARATTERISTICHE - Centrocampista duttile, in grado di giocare in più posizioni in mezzo al campo. Dalla mediana fino al ruolo preferito: la mezzala. Grazie a un fisico importante e un'altezza di 190 cm, il classe 2007 fa del recupero palla una delle qualità principali. Ma non solo, Akarakiri è anche un centrocampista dotato di ottima tecnica e di spiccate capacità offensive. Tutte caratteritiche che, per forza di cosa, fanno pensare a un giovane Paul Pogba, e non è un caso che i paragoni in patria siano stati all'ordine del giorno fin dall'inizio. Nell'ultima stagione con la maglia dei "Toffees" ha messo a segno 3 gol e 2 assist in 33 presenze tra tutte le competizioni.  IL RUOLO NEL CAGLIARI - Una volta sostenute le visite mediche, il classe 2007 visiterà le strutture del club e poi firmerà il contratto per diventare un nuovo giocatore del Cagliari. Partirà dalla Primavera, ma facendo la spola con la prima squadra. Con Pisacane, potrebbe avere chance a centrocampo già dal precampionato. Infatti, i rossoblù dovranno rinuniciare a Sulemana, Folorunsho e Mazzitelli, che faranno tutti rientro ai club di appartenenza dopo i rispettivi prestiti. Akarakiri avrà la possibilità di crescere partita dopo partita, accumulando i primi minuti tra i professionisti grazie alla linea verde, ormai sempre più importante, in casa Cagliari.
Possibile penalizzazione per l'Hull City, il proprietario: "Abbiamo speso troppo, dobbiamo vendere alcuni giocatori"
Possibile penalizzazione per l'Hull City, il proprietario: "Abbiamo speso troppo, dobbiamo vendere alcuni giocatori"
Dopo aver conquistato il ritorno in Premier League, l'Hull City ora deve fare i conti col rischio di una possibile penalizzazione. Lo riporta la BBC, secondo la quale il club avrebbe sforato di 6 milioni di sterline nel calcolo dei profitti della stagione e della sostenibilità. Secondo i regolamenti della English Football League,questo potrebbe portare a una penalizzazione di 6 punti nella prossima stagione. Per questo motivo, ora l'Hull City ha tempo fino al 30 giugno per rientrare nei paramentri attraverso la cessione di alcuni giocatori. Missione comunque non facile, dato che tanti dei giocatori protagonisti della vittoria dei playoff di Championship non sono di proprietà, ma sono solo in prestito. LE PAROLE DEL PROPRIETARIO - Possibilità, quella della penalizzazione, confermata anche da Acun ilicali, proprietario el club, in un incontro con la stampa di inizio mese: "Abbiamo speso più del previsto e dobbiamo vendere alcuni giocatori prima del 1° luglio. Non ho paura. Abbiamo affrontato situazioni ben più difficili. Per noi, questa è più gestibile. Ora che siamo una squadra di Premier League, il valore dei giocatori è aumentato, il che è un buon vantaggio".
Kane sbaglia, ma il rigore è da ripetere: il VAR salva l'Inghilterra all'esordio al Mondiale
Kane sbaglia, ma il rigore è da ripetere: il VAR salva l'Inghilterra all'esordio al Mondiale
Dopo Mbappé, Haaland e Messi, non poteva mancare la firma di Harry Kane nell'esordio mondiale dell'Inghilterra contro la Croazia. Gol che puntualmente è arrivato, dopo soli 11 minuti di gioco. Ma non senza imprevisti. Infatti, l'attaccante del Bayern Monaco si era presentato dal dischetto per calciare un rigore dopo un fallo nell'area avversaria di Modric su Madueke, facendoselo inizialmente parare. Ci ha pensato il VAR a dargli una seconda opportunità.  Infatti Livakovic si era mosso in anticipo, senza tenere un piede sulla linea di porta al momento del tiro. Infrazione subito segnalata dallo stesso Kane e poi confermata dal VAR. A quel punto, non ha potuto sbagliare una seconda volta il 9 dell'Inghilterra, che ha spiazzato il portiere croato per il gol dell'1-0. Nonostante la falsa partenza, il suo Mondiale è iniziato come aveva chiuso la stagione col Bayern: segnando.
Atalanta, incontro in serata con l'entourage di Gaetano
Atalanta, incontro in serata con l'entourage di Gaetano
Mentre il Cagliari si prepara ad accogliere il giovane Akarakiri e punta Broja, all'Atalanta interessa un giocatore proprio dei rossoblù. Parliamo di Gianluca Gaetano, trequartista classe 2000 per il quale ci sarà un incontro con l'entourage nella serata di oggi, mercoledì 17 giugno. Si capirà, al termine di questo incontro, in che modo evolverà questo interesse e se si potrà entrare nel vivo. Cresciuto nel Napoli, un anno fa era stato riscattato dal club sardo, al quale si è legato con un contratto fino al 2029. Per questo, sta al Cagliari decidere se cedere o meno il giocatore, che ha diverse offerte.
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