Dal talento di Nusa alla qualità di Doué: i giocatori da seguire nel Girone I dei Mondiali

Dal talento di Nusa alla qualità di Doué: i giocatori da seguire nel Girone I dei MondialiTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 09:10Interviste e Storie
di Stefano Fantasia
Tutto quello che c'è da sapere sui possibili protagonisti a sorpresa del Girone I alla prossima Coppa Del Mondo in USA, Canada e Messico

Nordic Noir, la culla della civiltà, l'eleganza d'Oltralpe e i Leoni della Teranga: il Gruppo I del Mondiale 2026 si presenta come un affascinante mosaico di culture, stili di gioco e narrazioni incrociate. Norvegia, Iraq, Francia e Senegal arrivano alla competizione più importante con la voglia di lasciare il segno, chi per la prima volta e chi per centrare la terza finale consecutiva. La prima sfida in programma sarà tra Francia e Senegal martedì 16 alle 21:00 ore italiane, seguita da Iraq-Norvegia il giorno seguente a mezzanotte. Tra talenti e possibili exploit: ecco i nomi da tenere d'occhio.

FRANCIA, DÉSIRÉ DOUÉ - Il gioiello di Rennes diventato principe al PSG. A 21 anni Désiré Doué è già una certezza del calcio francese, capace di illuminare il Paris con tecnica raffinata, assist e gol pesanti. Nato ad Angers da una famiglia di calciatori (il fratello Guéla giocherà il Mondiale con la Costa d'Avorio), ha scalato le giovanili del Rennes prima del grande salto nella capitale nell’estate 2024. Il trasferimento al PSG lo ha consacrato tra i talenti più luminosi della nuova generazione transalpina. Elegante e maturo oltre l’età, Doué può essere l'uomo in più di una Francia che punta alla terza finale consecutiva, e dopo le due Champions League consecutive da protagonista è pronto a scrivere un nuovo capitolo della propria storia.

NORVEGIA, ANTONIO NUSA - Altro giro altro 2005, Antonio Nusa arriva al Mondiale con la Norvegia per prendersi la scena dopo essersi imposto al Lipsia in Bundesliga, con dribbling ubriacanti e giocate decisive. Nato a Langhus da padre nigeriano, ha bruciato le tappe dal Bruges fino alla grande Europa, diventando uno dei più attesi della sua generazione. Cresciuto con umiltà, parla spesso dei sacrifici della famiglia, soprattutto della mamma che lo accompagnava agli allenamenti. “Da bambino guardavo il Brasile 2014 e mi innamorai di Neymar”, ha raccontato. Se la Norvegia ha ritrovato il palcoscenico mondiale dopo 28 anni, Nusa sembra già conoscere la norWAY per prenderselo.

SENEGAL, ASSANE DIAO - Assane Diao arriva al Mondiale dopo una stagione a Como non del tutto convincente e soprattutto condizionata dagli infortuni, ma nonostante ciò il Senegal punterà sulla sua velocità e qualità nello stretto per coltivare la propria ambizione. Nato a Ndangane in Senegal ma cresciuto in Spagna, ha rappresentato la Roja a livello giovanile prima di optare per i Leoni della Teranga, con grande soddisfazione della famiglia. “Ricevere la chiamata per il Senegal è un onore enorme per me e per i miei”, ha dichiarato dopo il debutto. Diao incarna la nuova generazione senegalese: talentuosa, determinata e pronta a lasciare il segno

IRAQ, AYMEN HUSSEIN - Il centravanti che ha riportato l’Iraq ai Mondiali dopo 40 anni. A 30 anni Aymen Hussein è il capitano e l’anima della nazionale irachena, reduce da una qualificazione storica firmata con gol pesanti. Nato ad Hawija vicino a Kirkuk in un contesto segnato da grandi difficoltà familiari, ha trasformato il dolore in carburante per una carriera da capocannoniere. Gioca oggi all’Al-Karma dopo stagioni da record in patria. “Questa qualificazione è per il mio popolo, per la mia famiglia”, ha dichiarato. Simbolo di resilienza per un’intera nazione, Hussein porta sulle spalle aspettative enormi e la voglia di stupire contro avversari blasonati come Francia, Senegal e Norvegia. Il suo Mondiale è già una vittoria.