Il fattore Luis Enrique e la consacrazione al PSG: Kvaratskhelia (di nuovo) sul tetto d’Europa

Il fattore Luis Enrique e la consacrazione al PSG: Kvaratskhelia (di nuovo) sul tetto d’EuropaTUTTOmercatoWEB.com
Khvicha Kvaratskhelia
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Oggi alle 21:45Interviste e Storie
di Davide Balestra
L'attaccante georgiano vince la sua seconda Champions League consecutiva da protagonista: superato l'Arsenal di Arteta in finale

Sul tetto d’Europa. Per la seconda stagione consecutiva. Khvicha Kvaratskhelia e il suo Paris Saint-Germain superano l'Arsenal di Mikel Arteta e conquistano la Champions League. Il georgiano, protagonista assoluto nell’undici di Luis Enrique, si è rivelato decisivo anche nell’atto finale della competizione. Eletto MVP (miglior giocatore) della fase a eliminazione diretta, l'esterno ha trascinato i parigini nei momenti cruciali, confermando uno stato di forma eccellente. È nel ‘Prime’ si potrebbe dire utilizzando un gergo più giovanile, ma la verità è che il suo ‘livello massimo’ va avanti ormai da più di due anni.

Il cammino europeo del PSG è stato un manifesto del suo talento, costellato di giocate indimenticabili. Uno dei gol più belli, per intensità e strapotere fisico, è arrivato nella sfida d’andata vinta 2-0 contro il Liverpool al Parco dei Principi. Sulla corsia mancina, il georgiano riceve palla lungolinea da João Neves. Entrato dentro l’area di rigore supera il duello fisico con Ryan Gravenberch e, non soddisfatto, salta anche Giorgi Mamardashvili con un dribbling secco che lascia a terra il suo connazionale, depositando poi in rete a porta vuota.

Altrettanto emblematica la rete del 2-0 segnata nel 4-0 rifilato all’Atalanta lo scorso 17 settembre. Partendo insolitamente da destra, Kvara riceve palla a metà campo e, con la testa bassa, supera in velocità Berat Djimsiti e Marten De Roon. Quando vede Isak Hien davanti a sè, scarica un destro potente dal limite dell’area che si insacca alle spalle di Marco Carnesecchi.

Una firma d'autore, la sua, replicata più volte: come nella sconfitta 2-1 contro lo Sporting CP, dove riceve da sinistra, si sposta la sfera sul destro superando Geōrgios Vagiannidīs e calcia a giro sul secondo palo dove Rui Silva non può arrivare. Una rete pressoché identica a quella segnata nel 4-2 contro il Chelsea (questa volta saltando Malo Gusto) e nella semifinale d’andata contro il Bayern Monaco quando - su assist di Désiré Doué - salta Josip Stanišić prima di superare Manuel Neuer col suo 'solito' interno a giro.

LA CRESCITA. Dietro a questo trionfo c'è una crescita costante, che non ha mai conosciuto flessioni. Con i 19 gol realizzati e i 10 assist forniti in 49 partite nella stagione 2025/26, il 25enne è stato un fattore. Eppure, parliamo di una storia parigina iniziata appena 14 mesi fa, quando Khvicha lasciava l’Italia: “Con la maglia azzurra addosso ho imparato tanto - disse salutando Napoli - . Sono cresciuto sia in campo che fuori”.

Nella stagione 2022/23 - quella dello storico terzo scudetto del Napoli - realizzò 14 gol e 17 assist in 43 partite, confermandosi l'anno successivo con 11 gol e 9 assist in 45 presenze. Poi, nella stagione 2024/25, la svolta. Come rivelò Antonio Conte alla vigilia della sfida contro l’Hellas Verona, il trasferimento nacque da una precisa volontà del giocatore: “Khvicha ha chiesto al club di essere ceduto”.

IL FATTORE LUIS ENRIQUE. L’approdo sotto la Torre Eiffel ha completato il calciatore. Kvaratskhelia ha registrato buoni numeri a Napoli: 107 partite totali, di cui ben 100 giocate rigorosamente come ala sinistra (e appena 6 da seconda punta e 1 da ala destra). Ci ha pensato Luis Enrique a completarlo. Complice un attacco stellare e ricco di alternative (da Ousmane Dembélé a Bradley Barcola, passando per Gonçalo Ramos e Désiré Doué), l'allenatore spagnolo l'ha trasformato in un attaccante completo. Nelle sue 75 partite in maglia PSG, Kvara è stato impiegato 54 volte a sinistra, 1 da punta, 2 da seconda punta e ben 18 volte come ala destra.

Proprio sulla corsia opposta a quella abituale è arrivato il dato più curioso: 6 gol e altrettanti assist partendo da destra, a testimonianza di un giocatore ormai completo. Un top player capace all'occorrenza di sacrificarsi: "Luis Enrique mi ha detto che se non avessi aiutato la squadra in fase difensiva mi avrebbe messo in panchina, aveva confessato sorridendo al termine della semifinale di ritorno contro il Bayern. I risultati, oggi, dicono che in panchina ci sono finiti altri giocatori. Sì perché Kvara si è preso l'Europa. Per la seconda volta.