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Ronald Koeman Jr. fa la storia: doppietta su rigore da portiere e rimonta al 101'
Una serata destinata a entrare nella storia del calcio olandese. Ronald Koeman Jr., portiere del Telstar e figlio dell'ex difensore e allenatore Ronald Koeman, è stato il grande protagonista della sfida contro il Cambuur, terminata con un incredibile 2-2.
La partita sembrava ormai compromessa per il Telstar, sotto di due reti dopo i gol di El Arguioui al 53' e Binder al 60'. A quel punto, però, a prendersi la responsabilità della rimonta è stato proprio il portiere.
Al 63' Koeman Jr. si è presentato sul dischetto e ha trasformato il primo calcio di rigore, riaprendo la partita. Quando tutto sembrava ormai finito, all'undicesimo minuto di recupero il Telstar ha avuto una seconda occasione dagli undici metri: ancora una volta è stato il numero uno a incaricarsi della battuta, firmando il definitivo 2-2 al 101'.
Una doppietta decisamente fuori dal comune, che rende Koeman Jr. il primo portiere nella storia dell'Eredivisie a segnare due gol nella stessa partita. Per il 31enne, però, il rapporto con i calci di rigore non è una novità: lo scorso maggio aveva già segnato dagli undici metri nella vittoria contro il Volendam, un gol decisivo per la permanenza del Telstar nella massima serie.
Nel post-partita, il portiere ha spiegato con semplicità la sua sicurezza dal dischetto: "Mi sento davvero molto felice. Quando vado sul dischetto ho fiducia in me stesso, non ho alcun dubbio".
Nato a Barcellona nel 1995, durante gli anni in cui suo padre giocava nel club blaugrana, Ronald Koeman Jr. difende la porta del Telstar dal 2021. Questa volta, però, più che per le parate, il suo nome resterà negli annali per una doppietta che difficilmente il calcio olandese dimenticherà.
Il filo mai spezzato tra Vanoli e Firenze: storia di un ritorno scritto nel destino
Certi percorsi, semplicemente, non sono fatti per restare a metà. Ci sono voluti poco più di cento giorni per rimettere le cose esattamente al loro posto, per riannodare un filo che il 22 maggio scorso, dopo l'ultima gara contro l'Atalanta, sembrava essersi spezzato per sempre. Paolo Vanoli e la Fiorentina tornano a stringersi la mano, ricongiungendo due destini che, in fondo, non si erano mai davvero separati.
L'UOMO DEI MIRACOLI - Per capire il senso di questo ritorno bisogna riavvolgere il nastro alla scorsa stagione. Vanoli era arrivato al capezzale di una squadra che sembrava rassegnata all'inevitabile: ultima in classifica, impaurita, con appena quattro punti in tasca. Da quel momento, l'incantesimo. L'allenatore ha lavorato prima sulla testa e poi sulle gambe, trasformando una stagione compromessa in una cavalcata. I numeri di quel capolavoro, d'altronde, li ha ricordati con orgoglio lui stesso di recente: salvezza in cassaforte con due turni d'anticipo e un girone di ritorno chiuso a quota 29 punti. Un ritmo da Europa, lo stesso della Lazio e persino superiore a quello del Milan.
UN ADDIO ELEGANTE - Eppure, nonostante l'impresa, a fine maggio le strade si erano divise. L'ultima immagine della sua prima vita in viola resta quella degli applausi scroscianti del Franchi: il ringraziamento sincero di un popolo intero a chi aveva saputo ridare un'anima alla squadra. Una scelta societaria, quella della separazione, che Vanoli aveva incassato, senza mai alzare i toni o fare polemica, seppur covando dentro di sé il rammarico per le tempistiche e la profonda convinzione di aver meritato di continuare il lavoro appena abbozzato.
IL CERCHIO CHE SI CHIUDE - Oggi, dopo il fallimento lampo dell'esperienza di Fabio Grosso, quel lavoro lo attende di nuovo. La dirigenza viola si è guardata intorno: la verità è che l'unica bussola in grado di orientare la squadra nella tempesta portava a un solo nome. I contatti nella notte non sono stati una vera e propria trattativa, ma il prologo naturale di un capitolo due. Il cerchio si chiude: Paolo Vanoli torna a sedersi sulla panchina del Franchi. Lì dove, in fondo, aveva lasciato il cuore e un lavoro ancora tutto da finire.
Fiorentina, scelto Vanoli: ultimi dettagli per il ritorno dell’allenatore
Paolo Vanoli è pronto per tornare sulla panchina della Fiorentina. La società ha deciso di puntare nuovamente sull'allenatore lombardo e sta lavorando per definire gli ultimi dettagli (LEGGI L'ANTICIPAZIONE). I viola sono convinti che il profilo dell'ex Torino (già a Firenze nella scorsa stagione) possa essere quello giusto per risollevare la squadra in questo momento di difficoltà.
La Fiorentina sta attraversando un avvio di stagione complicato. Nelle prime 3 gare, i viola hanno subito 3 sconfitte, con 9 gol subiti e 1 solo segnato. Nonostante l'ottimo mercato - con acquisti del calibro di Dragusin, Mastantuono e Beto - la squadra non è riuscita a ingranare la marcia e ha deluso nelle prime uscite. A Vanoli toccherà il compito di compattare la rosa e l'ambiente per risalire al più presto la classifica.
Juventus, Spalletti: "Sono sul carro di Kolo Muani. A fine stagione vedremo dove ci avrà portato"
"Resto sul carro Kolo Muani", sono le parole di Luciano Spalletti, intervenuto a Dazn nel post partita di Juventus-Milan. L'allenatore ha commentato la prestazione della squadra, soffermandosi proprio sulla questione attaccante: "Woltemade è uno che di testa è forte, si può usare come soluzione. Sono sul carro Kolo Muani, alla fine vedremo dove ci porterà quel carro. Ci rimarrò fino a fine campionato".
Sul match giocato dalla Juventus, l'allenatore ha aggiunto: "Noi la partita l'abbiamo fatta, la Juventus ha provato ad alzare il ritmo della partita. Le intenzioni erano corrette, ma dobbiamo migliorare sotto il punto di vista delle scelte che si fanno".
REAZIONE - Spalletti ha commentato anche la reazione della sua squadra dopo il gol di Cissé: "Non meritavamo di andare sotto, quando siamo andati sotto abbiamo avuto la faccia di andare avanti come avevamo iniziato. Il Milan è una grandissima squadra, noi lo possiamo diventare. Complimenti ai ragazzi".
LA PARTITA - In conferenza stampa, Spalletti ha parlato dell'atteggiamento della sua squadra. "L'intenzione è sempre quella, affermare chi siamo. Il campo cambia, l'avversario cambia e con lui l'umore. Bisogna trovare quel livello che ci vuole, quello della Juventus. Non va fatto quando ci sono le urla di tutte le persone, va fatta quando sei da solo, a casa. Siamo andati a sfidare la partita fin dall'inizio, ma così come il Milan, che ha fatto una partita seria. Nella pressione, siamo stati bravi a togliere loro qualche intenzione, però non siamo stati bravi ad approfondire il recupero. Sono contento di quella che è stata la ricerca della squadra. Dopo aver subito il gol, abbiamo continuato a crederci”.
Sull'episodio del contatto De Winter-Kolo Muani nell'azione che porta al gol di Cissé: “Mariani è uno degli arbitri più forti che abbiamo. Secondo me, la linea che si sta tenendo è quella corretta. Ci si adegua a quello che si trova in giro per il mondo. Questi non sono falli ed è giusto non fischiarli. Poi è chiaro che ci può essere l'episodio dove il fallo non viene dato o il cartellino, ma sono cose che succedono. O c'è un impatto, o non è fallo. Nessuna cosa su cui recriminare".
Sulla prestazione dell'attaccante francese, l'allenatore bianconero ha aggiunto: "Secondo me lo spazio c'era per lui. Per me non è un problema, ho tentato di giocarci un po' la prima partita, ma ho visto che la mia dichiarazione è stata usata in maniera sbagliata. Io sono salito sul carro di Kolo Muani, accettando di comprarlo perché lo reputo un grande calciatore. Io dal carro non scendo, né questa né la prossima volta. Al massimo ci scendo al fondo”.
UfficialeFiorentina, esonerato Fabio Grosso
Fabio Grosso non è più l'allenatore della Fiorentina. Il club ha comunicato di aver sollevato dall'incarico l'allenatore, arrivato in estate a Firenze. Grosso lascia il club viola dopo 3 sconfitte in altrettante giornate di campionato. L'inizio di stagione della squadra toscana è stato complicato, con 0 punti, 9 gol subiti e appena 1 segnato. Nell'ultimo turno di Serie A, la Fiorentina ha perso contro il Torino 1-2.
Di seguito il comunicato del club: "ACF Fiorentina comunica che Fabio Grosso è stato sollevato, in data odierna, dall’incarico di allenatore della Prima Squadra maschile".
IL FUTURO - La Fiorentina lavora per trovare il profilo giusto per il post Grosso. Come vi abbiamo raccontato, i viola stanno definendo gli ultimi dettagli con Paolo Vanoli (LEGGI LA NEWS). Per l'allenatore ex Torino e Venezia si tratta di un ritorno a Firenze, essendosi seduto sulla panchina del club toscano tra novembre 2025 e giugno 2026.
Vanoli ha guidato la squadra verso la salvezza, sfiorando anche le semifinali di Conference League. Come nella scorsa stagione, l'allenatore sarà chiamato a invertire la rotta al "Franchi" e risalire la classifica il prima possibile.
Milan, Amorim: "Non abbiamo giocato bene. C'è ancora tanto lavoro da fare"
Il Milan pareggia contro la Juventus. La sfida dell'Allianz Stadium è finita 1 a 1, con Gatti a rispondere a Cissé prorio nel recupero. Al termine della gara, Ruben Amorim è intervenuto ai microfoni di DAZN. Il portoghese ha commentato la prestazione del suo Milan: "Non meritavamo di vincere, e la Juve non ha meritato di perdere. Nel primo tempo abbiamo avuto il controllo del pallone ma abbiamo perso troppi palloni. È una squadra che gioca insieme solo da due mesi, ma c'è ancora tanto lavoro da fare: non abbiamo giocato bene".
L'ex Manchester United ha proseguito così: "Abbiamo fatto tantissima fatica quando non avevamo il controllo del pallone e non riuscivamo a riconquistarlo, trovandoci contro i tanti attaccanti che ha mandato in campo la Juventus. La cosa positiva è che potevamo vincere la partita, abbiamo lottato fino alla fine".
SFIDE - Amorim ha parlato anche delle principali cose da migliorare per il suo Milan: "Abbiamo perso troppi palloni. Ma non voglio essere troppo negativo, anche nei confronti della squadra".
Su Cissé, invece, il portoghese ha dichiarato: "Lo amo, ma amo tutti i miei giocatori. Devo stare attento nella sua gestione, sono contento per il gol. Pretendo tanto da tutti, sto chiedendo tanto alla mia squadra". Sul giocatore ha aggiunto: "Ha un grandissimo talento, sta lavorando per crescere. Gli serve tempo, deve migliorare alcune cose. Per essere un giocatore dell'Italia devi essere molto forte: lasciategli tempo”
CORAGGIO - L'allenatore ha proseguito parlando del gioco della squadra: “Non abbiamo fatto bene con la palla, e quando non ce l'abbiamo non ci fa bene rincorrerla per così tanto. Nel primo tempo avevamo lo stesso possesso palla, quando non riusciamo a usare bene il pallone perdiamo confidenza. Dobbiamo fare meglio, ma abbiamo lavorato soltanto due mesi"
Sulla partita ha aggiunto: “L’idea non è mai cambiare la nostra identità. Ci sono partite dove gli avversari ti spingono indietro, ma non sarà mai la nostra idea chiudersi. Dobbiamo solo capire quando e come difenderci. Le squadre forti ogni tanto non giocano bene ma vincono, ci siamo andati vicino. Pensiamo alla prossima”.
SCELTE E INFORTUNI - Infine, Amorim si è soffermato sui singoli giocatori: “Pulisic arriva da un infortunio, e a volte le partite non ci danno la chance. Moreira? È uscito ed è entrato Chukwueze che ha fatto assist, capita. Ogni tanto non è sempre un aspetto tecnico, ma fisico”.
Le 7 vite della Juventus: Federico Gatti agguanta il Milan all'ultimo respiro
Quando tutto sembrava ormai perduto, è arrivata la zampata, quella del giocatore che forse più di tutti incarna lo spirito di non mollare mai. All'Allianz Stadium la Juventus riacciuffa il Milan all'ultimo secondo utile, e lo fa grazie a un'intuizione tanto disperata quanto lucida di Luciano Spalletti, che nel momento di massima difficoltà pesca il jolly dalla panchina: Federico Gatti.
LA MOSSA DI SPALLETTI E IL CUORE DI GATTI - Sotto di un gol, con il tempo che scorre e una squadra che sbatte ripetutamente contro i guantoni di Mike Maignan, l'allenatore bianconero decide di cambiare le carte in tavola. Negli assalti finali getta nella mischia il difensore azzurro, non per difendere, ma per usarlo come un vero e proprio centravanti aggiunto.
L'obiettivo è portare chili, centimetri e fame nell'area di rigore rossonera per l'assedio disperato. Una scelta che ripaga esattamente all'ultimo respiro. Nel traffico degli ultimi metri è proprio Gatti a svettare e a farsi trovare pronto, spedendo in rete il pallone del definitivo 1-1 e facendo esplodere lo Stadium.
L'ILLUSIONE ROSSONERA - Fino a quel momento, la gara era vissuta sul filo dell'equilibrio. Il Milan, dopo una settantina di minuti di grande sofferenza e fatica in fase offensiva, era riuscito a sbloccarla grazie alle mosse del suo allenatore. Ruben Amorim aveva pescato bene dalla panchina inserendo Chukwueze e il giovanissimo Alphadjo Cissè. Ed era stato proprio il classe 2006, con un bel destro all'angolino, a illudere i rossoneri (diventando tra l'altro il più giovane a segnare nelle prime due trasferte con il Milan nell'era dei tre punti). Un'illusione, appunto, cancellata al 90' dalla mossa di Spalletti e dal graffio di Gatti, che fissano il big match su un pareggio al cardiopalma.
Ancora una volta Alphadjo Cissé: il classe 2006 sblocca Juventus-Milan
Ancora una volta lui: Alphadjo Cissè sblocca Juventus-Milan al primo tiro in porta dei rossoneri, dopo essere entrato da pochi minuti sul terreno di gioco al posto di Moreira. Kolo Muani perde il pallone a centrocampo, con la squadra di Amorim che riparte in contropiede: pallone sulla sinistra nei pressi del lato corto dell'area di rigore per Cissé, che rientra e infila Vicario con un destro preciso all'angolino.
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