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Cristiano Ronaldo: "La fine della mia carriera si avvicina, godiamoci ogni partita"
Cristiano Ronaldo: "La fine della mia carriera si avvicina, godiamoci ogni partita"
"La fine della mia carriera si avvicina, godiamoci ogni partita". Così ha commentato Cristiano Ronaldo a Canal GOAT dopo il gol contro l'Al Ahli, il 970esimo della straordinaria carriera dell'attaccante portoghese. In particolare, CR7 ha parlato del suo futuro, puntando a scrivere sempre più la storia del calcio: “Continuo a giocare non solo per questa generazione, ma anche per quella precedente e per quella che verrà. Mi diverto giorno dopo giorno, partita dopo partita, anno dopo anno, anche se la fine della mia carriera si avvicina. È un dato di fatto”. "VOGLIAMO VINCERE IL CAMPIONATO" - In questo finale di stagione, l'obiettivo è quello di continuare a vincere, come sempre fatto in carriera: "La mia carriera è stata brillante e voglio che continui così. Mi diverto ancora, continuo a segnare gol… ma soprattutto, si tratta di vincere. E vogliamo davvero vincere il campionato”.
Danilo tra Flamengo, Europa e ritiro: il suo futuro è tutto da decidere
Danilo tra Flamengo, Europa e ritiro: il suo futuro è tutto da decidere
 È ancora tutto da scrivere il futuro di Danilo, che non sa ancora cosa farà nella prossima stagione. Il difensore ex Juventus è ancora protagonista in Brasile e quest'estate, quando compirà 35 anni. giocherà in Mondiale con la Seleçao, dopo essere rientrato nelle convocazioni di Ancelotti sia per gli impegni di marzo che quelli di novembre. Intanto in patria danno quasi per certo il suo rinnovo col Flamengo, anche se lui non ha ancora preso una decisione in merito. Infatti, oltre al possibile prolungamento del contratto attualmente in scadenza a fine 2026, ci sono altre opzioni per il suo futuro. Una di queste è anche quella del ritorno in Europa, dove gli sono arrivate offerte anche da squadre che partecipano alla Champions League. Non è escluso però che dica basta proprio alla fine di quest'anno. LA SITUAZIONE - Il Flamengo è molto contento di Danilo e per questo gli ha offerto il rinnovo per un altro anno. A livello fisico sta ancora benissimo, come dimostrano le tante partite che sta giocando in Brasile. Inoltre, il suo è un ruolo preziosissimo anche fuori dal campo, con la sua figura che è quella di raccordo tra il gruppo squadra e la società. Come già detto, però, il suo futuro non è ancora stato deciso. In primis perché ha avuto offerte sia per l'immediato post Mondiale che per fine anno, quando potrà firmare per un'altra squadra a costo zero. E, al momento, non esclude neanche la possibilità di ritirarsi. Ora però il suo obiettivo è il Mondiale col Brasile, che lo vedrà ancora in campo da protagonista. Di certo non sono pochi quelli che lo vorrebbero dopo la fine del torneo.
LiveInchiesta arbitri, Gervasoni interrogato oggi: "Risponderò alle domande"
Inchiesta arbitri, Gervasoni interrogato oggi: "Risponderò alle domande"
Andrea Gervasoni, supervisore VAR autosospesosi a seguito dell'inchiesta arbitri che lo vede coinvolto, sarà interrogato oggi attorno alle ore 11. A differenza di Gianluca Rocchi, che ha scelto di non presentarsi, il classe '75 ha manifestato l'intenzione di comparire davanti agli inquirenti. Tutti gli aggiornamenti e le news in diretta. LA GIORNATA LIVE - Di seguito tutti gli aggiornamenti in tempo reale. 10:50 - Andrea Gervasoni, accompagnato dal suo legale Michele Ducci, è arrivato presso la caserma della Guardia di Finanza Silvio Novembre a Milano. "Rispetto il lavoro della magistratura, risponderò", ha dichiarato entrando Gervasoni. "Siamo qui per un episodio", ha puntualizzato Ducci. 10:00 - L'audizione di Andrea Gervasoni, supervisore Var autosospeso, è fissata per oggi attorno alle ore 11. Il suo legale ha dichiarato che il supervisore è "molto tranquillo". I magistrati intendono chiarire i fatti legati alla partita Salernitana-Modena, il fulcro dell'accusa contro Gervasoni. In particolare, si indaga su una presunta comunicazione irregolare con il Var Nasca durante il match dell'8 marzo 2025. Gervasoni dovrà spiegare anche il meccanismo delle pressioni sugli addetti Var per influenzare le decisioni in campo.
Bari, tre anni dopo è cambiato il mondo: dal sold-out con il Cagliari al silenzio di un San Nicola che vede lo spettro della Serie C
Bari, tre anni dopo è cambiato il mondo: dal sold-out con il Cagliari al silenzio di un San Nicola che vede lo spettro della Serie C
Dal boato dei 58.000 contro il Cagliari al silenzio spettrale di un venerdì di maggio che profuma di resa. In soli tre anni, il Bari sembra aver smarrito non solo il sogno della Serie A, ma quel legame viscerale che rendeva il San Nicola un fortino inespugnabile. Se quel pomeriggio di giugno lo stadio era una marea biancorossa capace di trascinare la squadra oltre ogni ostacolo, oggi la sfida vitale contro la Virtus Entella è avvolta da un’indifferenza gelida: un distacco che rischia di coincidere con il verdetto più amaro, dato che un KO unito al successo del Pescara a Padova condannerebbe aritmeticamente i biancorossi alla Serie C. A pesare sul clima che circonda l'astronave di Renzo Piano non è la stagione, ma un distacco emotivo figlio delle incertezze legate al tema della multiproprietà e di una politica tariffaria che, nonostante la criticità del momento, non ha favorito il ritorno del grande pubblico. DALLA SERIE A SFIORATA AL DECLINO: IL PESO DI UNA FERITA MAI RIMARGINATA - Per mesi, l’intero ambiente biancorosso ha cercato di esorcizzare l’11 giugno 2023, la sera in cui il gol di Pavoletti al 94’ strappò la Serie A dalle mani dei pugliesi. Eppure, a tre anni di distanza, è impossibile non leggere in quella data l’inizio di un declino tecnico costante. I numeri, d'altronde, sono impietosi: dalla finale playoff contro il Cagliari, il Bari ha disputato 117 gare ufficiali ottenendo appena 27 vittorie (il 23%). Dopo una salvezza agguantata in extremis ai playout contro la Ternana e una stagione successiva chiusa a un passo dai playoff sotto la guida di Moreno Longo, l'ultimo campionato è stato un calvario: i biancorossi hanno trascorso l'85% del torneo tra la zona playout e la retrocessione diretta. Una flessione figlia anche di una panchina dalle porte troppo girevoli: sette cambi tecnici in tre stagioni — da Mignani a Longo, passando per i brevi interregni di Marino, Iachini, Giampaolo, Caserta e Vivarini — testimoniano la difficoltà nel ritrovare un’identità tecnica precisa in un contesto societario che ha dovuto misurarsi con i limiti strutturali imposti dai regolamenti sulle multiproprietà. 180 MINUTI PER LA SALVEZZA: IL VERDETTO PASSA DAL SAN NICOLA - Il declino sportivo è fotografato crudamente dalle statistiche di questa stagione: il Bari dispone dell'attacco meno prolifico del torneo, 33 gol realizzati, e di una delle difese più colpite, 58 gol subiti, con una differenza reti di -25 che non lascia spazio ad alibi. La squadra appare priva della forza d'urto necessaria per reagire, scivolando pericolosamente verso una retrocessione che ora potrebbe diventare aritmetica già questo venerdì. In caso di sconfitta con l’Entella e contemporaneo successo del Pescara a Padova, il destino sarebbe segnato con un turno d'anticipo, visti gli scontri diretti a sfavore con abruzzesi ed empolesi. L'ultimo spiraglio di luce resta legato a una vittoria contro i liguri, per poi giocarsi il tutto per tutto al “Ceravolo” contro un Catanzaro ormai certo del quinto posto. Saranno 180 minuti di fuoco per decidere il futuro di una piazza storica che, oggi più che mai, guarda con malinconia a quella sera di inizio estate del 2023, quando il paradiso era distante solo pochi secondi.
Quegli incroci di mercato tra la Champions e l'Italia: cosa dobbiamo aspettarci
Quegli incroci di mercato tra la Champions e l'Italia: cosa dobbiamo aspettarci
Il pensiero a PSG-Bayern è ancora più vivo che mai. Pensavo a quale dei protagonisti di quella notte stellare potrebbe diventare l'estate prossima un uomo mercato per la Serie A. Guardando ai titolari dico nessuno, perché nessuno dei 22 titolari può essere attaccabile dal nostro campionato. Guardando invece ai giocatori in panchina, con alcuni che sono anche entrati, ci sono delle opportunità che le squadre italiane stanno cercando di cogliere. Goretzka, ne abbiamo già parlato, è sicuramente la tentazione più grande del Milan, che è la squadra più vicina. I contatti sono stati proficui, serve sempre un po' di prudenza finché non arriva la chiusura definitiva, ma la strada è positiva. GORETZKA MA NON SOLO - Sempre del Bayern, tra i giocatori non partiti dall'inizio, c'è Kim, che tante squadre italiane vorrebbero. Ci aveva pensato l'Inter e ci ha pensato la Juventus, vedremo se tra pochi mesi ci sarà l'occasione giusta per riportarlo in Italia. E poi c'è Nikolas Jackson, che il Bayern ha preso in prestito a condizioni particolari, con un prestito pagato oltre 15 milioni e con diritto di riscatto sempre molto alto, per fare il vice Kane. Quando ha giocato si è dimostrato un giocatore affidabile, ma tornerà al Chelsea perché il Bayern non lo riscatterà. I suoi agenti ne stanno parlando anche con squadre italiane, come la Juventus, anche se a oggi non ci sono le condizioni per prenderlo in prestito e la richiesta è di 50 milioni di euro. Continua nella puntata integrale di "Caffè Di Marzio".
Inzaghi: "Se avessimo vinto la Champions League sarei rimasto all'Inter"
Inzaghi: "Se avessimo vinto la Champions League sarei rimasto all'Inter"
"L'inchiesta arbitri mi ha scioccato: l’Inter ha perso parecchi punti nella scorsa stagione a causa degli errori arbitrali. Il campionato, la Supercoppa...  È sorprendente essere tirati dentro a una storia nella quale siamo stati penalizzati e non favoriti". Simone Inzaghi, intervenuto a La Gazzetta dello Sport, ha commentato così l'inchiesta sugli arbitri, che ha portato alle autosospensioni del designatore Gianluca Rocchi e del supervisore VAR Andrea Gervasoni. In particolare, l'ex allenatore dell'Inter ha parlato delle sensazioni lasciate dallo scorso campionato: "Come è possibile pensare a una macchinazione? Per noi è stata una stagione disgraziata. Ho sempre avuto grande rispetto per il lavoro degli arbitri e non voglio parlare del Napoli, che ha vinto onestamente lo scudetto. Ma resta la sensazione che ci sia stato tolto qualcosa. Non accuso nessuno e non dubito della buona fede. Diciamo che non siamo stati fortunati, tutto ha girato contro, anche se abbiamo le nostre colpe. Rimane un dispiacere che non passerà: perdere lo scudetto per un punto è doloroso". "BAYERN E BARCELLONA? IRRIPETIBILI" - Tra i momenti più belli degli anni di Simone Inzaghi sulla panchina dell'Inter ci sono sicuramente le vittorie contro Bayern Monaco e Barcellona, che contribuirono ad alimentare il sogno triplete della scorsa stagione: "Noi avevamo un sogno: il triplete. Alla fine della stagione abbiamo pagato le 23 partite giocate in più rispetto al Napoli. Ma io rifarei tutto: l’Inter ha il dovere di competere a ogni livello. E poi le serate contro il Bayern e il Barcellona rimarranno nella mia mente più dei trofei. Sono state vittorie forse irripetibili". Un percorso interrotto con la sconfitta per 5-0 contro il PSG: "Siamo arrivati alla partita senza troppe energie, sia fisiche che mentali: non è una giustificazione ma un dato di fatto. La delusione per lo scudetto perso ha pesato, minando l’autostima. Il Psg è una grande squadra, come abbiamo visto anche l’altra sera contro il Bayern: ha indirizzato la finale con due gol e sfruttato la migliore brillantezza, mentre noi abbiamo provato a reagire e ci siamo disuniti. Ci fa male ancora aver perso così ma non possiamo dimenticare ciò che era successo prima, in Europa". "SE AVESSIMO VINTO LA CHAMPIONS..." - L'attuale allenatore dell'Al Hilal è tornato proprio sui giorni del suo addio all'Inter, svelando un retroscena: "Prima della finale non avevo comunicato il mio addio alla squadra. Non avrei potuto farlo perché la decisione, molto sofferta per me e per la mia famiglia, non era stata presa. La verità è che è successo tutto molto velocemente: due giorni dopo Monaco ci siamo incontrati a casa di Marotta, alla presenza di Ausilio e Baccin. In quel contesto ho manifestato l’esigenza di cambiare, perché sentivo che si era chiuso un ciclo. Loro avrebbero voluto continuare con me ma hanno capito la scelta: ci siamo lasciati da amici e lo siamo ancora. Ma se avessimo vinto la Champions sarei rimasto all’Inter". Sulle offerte, invece: "Non sai mai come possono andare le cose e perché il mio dovere era non nascondere ai tifosi cosa poteva succedere. Anche in altre situazioni le richieste c’erano state e non le avevo mai accettate. Stavolta è andata diversamente: volevo provare una nuova esperienza". METTERSI IN DISCUSSIONE - Inzaghi ha parlato della sua nuova esperienza in Arabia Saudita, sulla panchina dell'Al Hilal: "Si va per conoscere una nuova realtà, per mettersi in discussione in un contesto diverso. Per fortuna non ho mai avuto problemi di denaro, non era quello che mi mancava. Avevo una casa meravigliosa a Milano dalla quale vedevo tutto, anche San Siro. La proposta mi ha convinto e ora eccomi qua, felice di esserci". Sul suo futuro: "Sinceramente non mi manca l'Italia. Da quando sono arrivato a Riad sono tornato solo quattro giorni a casa. Ho la mia famiglia, i miei genitori e i miei amici vengono spesso a trovarmi, non soffro di nostalgia. Vivo in un compound dove le strutture sono ottime, compresa la scuola americana per i figli. L’organizzazione è perfetta, anche nel club. E anche io sto imparando l’inglese". "CHIVU? UNA SCELTA GIUSTA" - Sulla stagione dell'Inter di Cristian Chivu, invece, Inzaghi ha commentato: "Sono stati molto bravi, vincere non è mai facile. E il merito è anche di Chivu. Conoscevo il gruppo e non avevo dubbi sulle capacità dei giocatori. Ma anche puntare su Cristian è stata una scelta giusta e io lo sapevo, perché lo avevo visto lavorare. Ora è giusto che l’Inter festeggi e che poi provi a vincere la finale di Coppa Italia". L'allenatore dell'Al Hilal ha risposto anche alle parole di Federico Dimarco, che si era lamentato per le sostituzioni durante la sua gestione: "Federico anche con me ha fatto grandi stagioni e lo sa bene: fui io a trattenerlo all’Inter dopo averlo visto per dieci giorni in allenamento, altrimenti magari sarebbe andato via per un altro prestito. Probabilmente le sue parole sono state interpretate male, il rapporto è ottimo: ci sentiamo ancora. Anche su Zielinski ne ho lette tante. Però si dimentica che sono stato io a volerlo all’Inter, quando Marotta e Ausilio mi avevano prospettato l’occasione. Purtroppo lo scorso anno ha avuto molti problemi fisici e ha faticato a dimostrare le sue qualità". FLOP MONDIALE - Sulla terza esclusione consecutiva dai Mondiali, invece, Inzaghi ha commentato: "I problemi esistono e non vanno sottovalutati: bisogna ripartire dalla base facendo uno scatto in avanti in termini di mentalità. Già nei vivai. Il calcio deve raggiungere i risultati attraverso il coraggio e la proposta, non pensando alla vittoria a tutti i costi a scapito della qualità del gioco". Infine, una proposta per migliorare il calcio italiano: "Ridurrei il format della Serie A. Magari sono scelte dolorose che però tra cinque anni renderanno felici le persone che hanno favorito il cambiamento. E un’ultima cosa consiglio: valorizzare gli istruttori dei bambini, che insegnano la tecnica e non la tattica. Io sono grato a tantissimi allenatori ma sono legato soprattutto a quelli che mi hanno allevato nel settore giovanile. Senza di loro non sarei mai diventato Simone Inzaghi".
L'ex Inter si ritira dal calcio giocato: arriva l'annuncio ufficiale
L'ex Inter si ritira dal calcio giocato: arriva l'annuncio ufficiale
Ashley Young lascerà il calcio giocato al termine della stagione. Ad annunciarlo è direttamente l'Ipswich Town, suo ultimo club: "Ashley Young ha annunciato che si ritirerà dal calcio professionistico al termine della stagione". L'esterno inglese può celebrare la sua ultima partita professionistica con la promozione in Premier League. In caso di vittoria contro il QPR, infatti, la squadra di McKenna festeggerebbe la promozione. I biancoblù sono infatti al secondo posto in classifica, alle spalle del Coventry City che ha già celebrato il ritorno nel massimo campionato inglese. GLI ANNI ALL'INTER - In Italia, Ashley Young ha vestito la maglia dell'Inter, vincendo lo Scudetto nella stagione 2020/21. Oltre a questo, l'esterno inglese è stato protagonista nel percorso che ha portato l'allora squadra di Antonio Conte alla finale di Europa League, poi persa contro il Siviglia. La carriera del classe '85 è legata indissolubilmente al Manchester United, con cui è sceso in campo per 261 volte, vincendo la Premier League nel 2012/13, oltre all'FA Cup nel 2016 e l'Europa League nella stagione successiva.
Gravina: “Non sono stato costretto a dimettermi. Non ritengo di aver fallito”
Gravina: “Non sono stato costretto a dimettermi. Non ritengo di aver fallito”
"Non sono stato costretto a dimettermi, nella maniera più assoluta", ha dichiarato Gabriele Gravina, presidente della FIGC dimissionario a Otto e Mezzo, su La7. L'ex numero 1 della Federcalcio ha aggiunto: "E' stata una mia scelta personale. Avevo assunto un impegno verso tutti i tifosi italiani di andare ai Mondiali e purtroppo non ho mantenuto fede a questo impegno. E' stato giusto dimettersi. Non sono propenso a subire pressioni, ragiono con la mia testa e la mia lucidità. E' stato un atto di responsabilità verso la federazione, erano in atto isterie istituzionali di ogni genere, era bene non sovraesporre la Figc. Non ritengo di aver fallito. Se legato a piccoli episodi, certo, ho fallito, ma se vogliamo parlare dell'attività in tutte le sue forme e nei progetti realizzati, la nostra federazione è tra le più apprezzate in Europa". Sulle responsabilità ha poi aggiunto: "Gli italiani attribuiscono alla Figc responsabilità che non ha, ci sono confusioni di ruoli. Per tre volte non siamo andati ai mondiali e lo schema è lo stesso, cercare un capro espiatorio. Tutti sono convinti che i giocatori della nazionale dipendano dalla Figc, ma esistono i campionati, le leghe e le regole. Purtroppo esistono leggi e statuti, regole che bisogna rispettare. Non puoi attivare un meccanismo di riforma se tutti non sono d'accordo". LE PAROLE DI GRAVINA SUL COMMISSARIAMENTO E SULLE INGERENZE POLITICHE - Nella sua prima intervista televisiva dopo le dimissioni, Gravina ha anche parlato della possibilità cbe la FIGC venga commissariata. A riguardo l'ex presidente non ha dubbi: "Non sono assolutamente a favore. E' contrario all'autonomia dello sport, agli statuti del CIO, della UEFA e della FIFA. Ho sentito parlare di commissariamento per modifiche che potrebbero fare autonomamente. Il rapporto tra sport e politica è più stretto di quanto si possa immaginare. Lo sport è economia, identità, cultura. Capisco che il politico abbia interesse a rivolgersi a una platea così ampia, ma c'è bisogno dell'autonomia. Se si tenta di invadere il campo altrui si attua il principio della rottura e della rottura istituzionale". "Vi sembra normale che partecipi alla commissione cultura un soggetto che è presidente della Lazio che è stato vent'anni nel consiglio federale anche con me e parla di disastro, che solo due anni è andato via perché è stato sconfitto? Sento parlare di modifica della legge 91/1981 che è stata abrogata e di "vincolo sportivo", che questo governo ha tolto con il Decreto 36. C'è qualcosa che non torna. Chiediamo rispetto per il calcio", ha aggiunto Gravina a Otto e Mezzo riferendosi appunto al presidente biancoceleste Claudio Lotito. MONDIALE E IPOTESI RIPESCAGGIO - Negli ultimi giorni - complice il conflitto tra Iran e Stati Uniti - si sta parlando dell'ipotesi che l'Italia venga ripescata. Il presidente dimissionario non ne vuole sentir parlare, e ammette: "Il ripescaggio dell'Italia ai mondiali mi sembra un'idea fantasiosa e vergognosa. Si sta negoziando sulla passione dei tifosi italiani, che sono gli unici a meritare di andare ai mondiali". Su Gattuso, commissario tecnico della Nazionale durante la sconfitta in Bosnia, e anch'egli dimissionario, Gravina ha amesso a Otto e Mezzo: "Per me era assolutamente l'uomo giusto. Era il migliore, in quel momento avevamo bisogno di qualcuno che facesse riscoprire ai ragazzi i valori e l'attaccamento alla maglia, ma purtroppo è mancato il risultato sportivo". QUESTIONE ARBITRI - L'ultimo caso che ha coinvolto il calcio italiano è l'indagine che la Procura di Milano sta portando avanti nei confronti di Rocchi (designatore AIA) e Gervasoni (supervisore VAR), per concorso in frode sportiva. Nel merito, a Otto e Mezzo, Gravina ha detto: "Perché facciamo i garantisti a corrente alternata? Dietro quel ruolo di designatore c'è un uomo, una vita, una famiglia. Dovremmo essere garantisti, stiamo buttando fango senza sapere nulla".
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