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Ranking UEFA, la classifica dopo le prime partite europee: Italia 13esima
Tornano le competiizoni europee, quindi torna anche la classifica del Ranking UEFA in attesa di scoprire poi, a fine stagione, quali saranno le nazioni che potranno avere cinque squadre qualificate alla prossima edizione della Champions League. Se nel 2023/2024 era toccato all'Italia, nella passata stagione è stato il turno di Inghilterra e Spagna, grazie agli ottimi risultati ottenuti anche in Europa e Conference League. Ma come funziona questo meccanismo? E quanti punti hanno le altre partecipanti a questa speciale classifica? Di seguito tutti i dettagli.
COME FUNZIONA IL RANKING UEFA - I punteggi sono calcolati sommando per ogni nazione i risultati ottenuti nell'arco di una stagione dalle singole squadre qualificate alle coppe europee; i punti, ovviamente, dipendono dall'esito delle singole partite (2 per la vittoria, 1 per il pareggio, più quelli per la fase a eliminazione diretta) e vengono divisi per il numero di partecipanti (che in Italia, in totale, sono 7). Al termine della stagione europea, i campionati che occupano le prime due posizioni del ranking ottengono un posto in più a testa nell'edizione successiva della Champions League. Risultato raggiunto la scorsa stagione, come anticipato, dall'Inghilterra e dalla Spagna.
LA CLASSIFICA COMPLETA - Al momento, è questa la classifica aggiornata del ranking UEFA, che subirà modifiche nel corso della stagione in base ai risultati ottenuti dalle varie squadre in Europa.
1) Azerbaigian 5.125 (1/4)
2) Norvegia 5.000 (4/5)
3) Turchia 4.500 (4/5)
4) Spagna 4.375 (8/8)
5) Portogallo 4.300 (5/5)
6) Austria 4.200 (3/5)
7) Slovacchia 4.125 (1/4)
8) Danimarca 4.000 (4/4)
9) Germania 4.000 (7/7)
10) Inghilterra 3.944 (9/9)
11) Grecia 3.800 (4/5)
12) Olanda 3.666 (6/6)
13) Italia 3.642 (7/7)
Ultim'oraMessi vicino all'acquisto dell'Eldense, club di seconda serie spagnola
Lionel Messi è vicino ad acquistare un club di Segunda Division spagnola: stiamo parlando dell'Eldense. Secondo quanto raccolto dalla stampa spagnola, l'ex campione del mondo avrebbe raggiunto un accordo preliminare per l'acquisizione del 100% delle quote del club. Inoltre, Messi diventerà l'unico proprietario della squadra della zona di Alicante.
L'ufficialità è attesa nei prossimi giorni, in attesa dell'approvazione del Consiglio Nazionale dello Sport spagnolo (CSD). L'Eldense, tuttavia, non sarà l'unico club di proprietà di Lionel Messi. Infatti, ad aprile l'ex Barcellona ha acquisito il Cornellà, squadra della quinta divisione spagnola con sede a Baix Llobregat, in Catalogna. Ma non è finita qui. Messi è stato anche comproprietario del Deportivo LSM, in Uruguay, insieme a Luis Suarez.
ALLA SCOPERTA DELL'ELDENSE - L'Eldense non ha iniziato al meglio la stagione. Dopo 4 partite sono arrivati due pareggi e 2 sconfitte: ancora nessuna vittoria in campionato. Risultati che hanno portato all'esonero dell'allenatore Claudio Barragan all'inizio della settimana. Adesso sulla panchina dell'Eldense siede. "Il CD Eldense annuncia che Claudio Barragán non continuerà come allenatore della prima squadra del Barçana" si legge nel comunicato rilasciato dal club spagnolo. Al suo posto, subentra ad interim Josep Ferrando, finora assistente allenatore della prima squadra.
Lazio, Lotito: "Parlano i fatti per me e siamo primi in classifica. È fuori da ogni logica"
Intervenuto a Il Fatto Quotidiano, il presidente della Lazio Claudio Lotito ha voluto commentare la situazione in classifica della sua squadra anche in relazione ai continui malumori della tifoseria biancoceleste. La squadra allenata da Rino Gattuso, infatti, si trova al primo posto con tre vittorie in tre partite, la miglior partenza in Serie A dai tempi di Petkovic.
Nonostante questo, però, le polemiche non si placano neanche con la squadra al primo posto (insieme a Inter e Roma). Il numero uno biancoceleste e senatore di Forza Italia ha quindi risposto ad alcune domande in merito. "Non fatemi parlare, parlano i fatti per me. Quello che sta succedendo contro di me è fuori da ogni logica".
LE PAROLE DI LOTITO - "Non ha logica. Dicono: 'Con Lotito i tifosi non sognano'. Ma che vuol dire? Siamo primi in classifica, non basta?", ha commentato Claudio Lotito. Nonostante l'eliminazione prematura dalla Coppa Italia, infatti, sono poi arrivati buoni risultatin in campionato, anch egrazie al super impatto di Davide Frattesi, autore di tre gol in tre giornate. E poi ancora, a concludere. "Non basta comprare giocatori, avere una squadra determinata, che combatte, né fare l'Academy, voler fare lo stadio. L'unico assioma loro è: Lotito deve andare via. Se voglio togliermi qualche sassolino dalla scarpa? No, non mi devo togliere nessun sasso, non devo rispondere a nessuno. Parlo con i fatti".
Napoli, la probabile formazione contro l'Arsenal: De Bruyne titolare
Il Napoli ospita i campioni di Premier League in carica al Maradona per l'esordio in Champions League, l'Arsenal di Mikel Arteta. I Gunners arrivano al Maradona da favoriti - sulla carta - dopo la finale della scorsa stagione contro il Paris Saint-Germain di Luis Enrique. Dall'altra parte, gli azzurri sono chiamati a riscattare il trentesimo posto nell'ultima Phase League.
Allegri, inoltre, dovrà preparare la sfida senza Frank Zambo Anguissa che, come annunciato dallo stesso allenatore azzurro ieri in conferenza stampa (LEGGI QUI LE SUE PAROLE), non ci sarà per un problema all'adduttore. De Bruyne, invece, viaggia verso la sua prima maglia da titolare in stagione.
PROBABILE FORMAZIONE - Allegri per superare il primo esame europeo della stagione dovrebbe disegnare un 4-3-3 con Meret tra i pali. Linea difensiva composta da Di Lorenzo e Olivera sugli esterni e la coppia centrale Rrahmani-Rafa Marin. A centrocampo, Lobotka in cabina di regia supportato dalle mezzali Gilmour e De Bruyne; panchina, dunque, per Vergara. In attacco, Politano e Alisson potrebbero comporre il tridente insieme a Hojlund, schierato come riferimento offensivo.
NAPOLI (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Rafa Marin, Olivera; Gilmour, Lobotka, De Bruyne; Politano. Hojlund, Alisson. All. Massimiliano Allegri
DOVE VEDERE LA PARTITA - Il calcio d'inizio di Napoli-Arsenal è fissato per le 21:00 di stasera, mercoledì 9 settembre, allo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli. Il match sarà visibile in streaming su Prime Video.
Arsenal, la probabile formazione contro il Napoli: Arteta punta su Havertz
Tre vittorie su tre in Premier, e adesso comincia la Champions. L'Arsenal ha iniziato la sua stagione a suon di vittorie: prima il Community Shield contro il Manchester City (vittoria netta per 3-0) e poi i successi contro il neopromosso Coventry (ancora 3-0), Aston Villa (a Birmingham, di misura) e, l'ultimo, il derby contro il Chelsea (2-1 in rimonta).
Una delle note positive di questo inizio stagione è sicuramente Kai Havertz, andato a segno in ben tre occasioni. E il prossimo obiettivo si chiama Napoli. Contro la squadra di Massimiliano Allegri, Arteta punta ancora sull'attaccante tedesco come centravanti. Panchina per Gyokeres.
PROBABILE FORMAZIONE - Per il debutto in Champions League, Mikel Arteta dovrebbe confermare il 4-2-3-1 con Raya in porta. White e Calafiori i favoriti sulle corsie, mentre Konsa e Gabriel centrali. Bruno Guimarães e Rice viaggiano verso una maglia da titolare, a supporto del tridente sulla trequarti formato da Saka, Ødegaard e Tzolis. Infine, come anticipato, Havertz è il favorito per il ruolo di centravanti.
ARSENAL (4-2-3-1): Raya; White, Konsa, Gabriel, Calafiori; Bruno Guimarães, Rice; Saka, Ødegaard, Tzolis; Havertz. All. Mikel Arteta
DOVE VEDERE LA PARTITA - Napoli-Arsenal, allo Stadio Diego Armando Maradona, inizierà alle 21:00. La partita sarà visibile in streaming sull'app di Prime Video.
Dalla Serie D alla Champions: Como-Lipsia è anche la sfida tra due modelli di crescita
Quella tra Como e Lipsia è anche una sfida tra due modelli di crescita, tra due storie che si intrecciano e che ci parlano di rinascite e sogni realizzati. Tuttavia, pur assomigliandosi per alcune dinamiche, le due società arrivano da un passato profondamente diverso.
LA SLIDING DOOR DEL COMO - La parabola del Como è stata tutt'altro che regolare: in 119 anni di storia è passato attraverso varie ricostruzioni. Nel 1927 avviene il passaggio al "Sinigaglia", struttura che ancora oggi ospita le partite interne dei biancoblù. Nel 1949 ecco la prima promozione in Serie A, e alla prima stagione nel massimo campionato arriva un sesto posto. Fino al 1953, la società si contraddistingue per la scelta di tesserare solo giocatori della penisola. Gli anni '70 e '80 rappresentano uno dei periodi più felici della storia del club, con il doppio salto dalla Serie C alla Serie A. Impresa che riuscirà anche tra il 2000 e il 2002, prima dell'eclissi totale, caratterizzata da tre fallimenti societari in 13 anni tra il 2004 e il 2017.
Poi, all'improvviso, la rinascita: sulle ceneri del vecchio Como, nel 2017 nasce una nuova società. L'arrivo degli Hartono, nel 2019, prelude a una scalata impressionante sia nella forma che nella sostanza: in nove anni, il neonato Como 1907 passa dalla Serie D alla Champions League. Nel mezzo, più di 300 milioni investiti tra acquisizione, aumenti di capitale e le ultime due finestre di mercato, che hanno permesso di dare un'accelerata spaventosa all'evoluzione di un'idea diventata concreta. Tre promozioni in sei stagioni e una qualificazione alla massima competizione europea: un percorso quasi ineguagliabile.
RED BULL HA MESSO LE ALI AL LIPSIA - C'è quel "quasi", appunto. Una delle scalate più celebri resta quella del Wimbledon, capace negli anni Ottanta di passare in appena quattro stagioni dalla quarta serie alla massima divisione inglese, prima di vincere la FA Cup nel 1988 (ma senza poter partecipare alla Coppa delle Coppe per i divieti post-Heysel). A fare meglio del Como, nella storia recente, ci ha pensato proprio il Lipsia. Dal 2013 al 2017, un'ascesa senza precedenti, resa possibile da un investimento di enormi proporzioni. Nel 2009, Red Bull aveva rilevato il diritto di partecipazione dell’SSV Markranstädt e fondato il nuovo progetto RB Leipzig. Partito dalla quinta serie, il Lipsia ottiene la promozione in quarta serie nel 2010 e in terza nel 2013. Dal 2009 a oggi, Red Bull ha investito circa 1,2 miliardi di euro. Poi, la scalata tanto ripida quanto impressionante: tre promozioni in quattro anni e un secondo posto alla prima stagione in Bundesliga.
Non un exploit estemporaneo, ma il risultato di fondamenta solidissime: la massima espressione della programmazione, meticolosa e attenta alla valorizzazione del talento. La stagione 26/27 è l'undicesima consecutiva in Bundesliga, e dall'arrivo nel massimo campionato il Lipsia non è mai uscito dalla Top 8. Tradotto: i biancorossi hanno quasi sempre staccato il pass per l'Europa, che ormai è diventata normalità. E anche con risultati notevoli: una semifinale e un quarto di finale in Europa League; tre volte agli ottavi e una semifinale in Champions League.
IL PLAYER TRADING CONTRO IL "METODO DEL TETTO" - Proviamo a spiegare cosa c'è alla base di due filosofie che convergono per il risultato finale, ma differiscono per il percorso scelto. A Lipsia, la Red Bull ha optato per due soluzioni chiare e parecchio sostenibili, specialmente nel medio-lungo periodo: i tedeschi adottano un modello fortemente legato allo scouting e al player trading. In sostanza, grazie a una rete fittissima di osservatori, si individua il talento, lo si valorizza e si capisce quale sia la finestra temporale migliore per venderlo al prezzo maggiore possibile. Emblematico in questo senso il rapporto stilato dal CIES, che vedeva il Lipsia al quinto posto per ricavi tramite player trading tra i club di tutto il mondo (+216 milioni in quel momento storico) nel decennio tra il 2014 e il 2024.
Alla base, però, non c'è un ragionamento solamente economico: la qualità è sempre parte dell'equazione. In più, il Lipsia può contare sul network calcistico targato Red Bull, che fornisce al club una corsia preferenziale per arrivare a tanti talenti. Negli anni, dall'RB Salisburgo all'RB Lipsia sono transitati giocatori come Benjamin Sesko, Dominik Szoboszlai, Konrad Laimer, Naby Keita o Dayot Upamecano. La valorizzazione dunque, viaggia di pari passo con il ricambio continuo e con l'arrivo anticipato su profili attenzionati tramite uno scouting capillare.
IL MODELLO COMO - Discorso profondamente diverso invece per il Como. Con l'ingresso degli Hartono, lo scenario è cambiato drasticamente grazie a continue iniezioni di capitale e a una valorizzazione del prodotto e del territorio molto centrata, ben calibrata e consapevole. Il club è diventato polo di interesse culturale, oltre che sportivo, attirando varie star di tanti ambiti diversi, avvistate nelle tribune del Sinigaglia specialmente nelle ultime due stagioni. E questa è solo una minima parte del "metodo del tetto", come è stato definito da Osian Roberts, head of development del Como. I lariani hanno ribaltato la prospettiva, non partendo dalle fondamenta del club ma costruendo in primo luogo una prima squadra competitiva, per poi ragionare a cascata su tutti gli altri settori. Una metodologia a suo modo rivoluzionaria, che ha trasformato una piazza da Serie D in una da élite del calcio italiano. E non solo.
Inter, Chivu: "Felice per il coraggio. Mou? Grande uomo, gli voglio un bene dell'anima"
Si apre con una sconfitta il cammino in Champions League dell’Inter di Chivu. Al Santiago Bernabéu, due guizzi del Real Madrid regalano alla squadra di Mourinho il successo per 2-1 sui nerazzurri.
Nonostante il risultato, l’ex allenatore del Parma può essere orgoglioso della prestazione dei suoi: l’Inter è rimasta in partita fino all’ultimo, senza mai smettere di crederci.
LE PAROLE DI CHIVU - L'allenatore dell'Inter ha esordito: "Non sono arrabbiato, sono felice della mia squadra per il coraggio e per la personalità. Se si fanno errori, capitano. Quello che mi interessa è la reazione, l'atteggiamento del corpo. Siamo venuti qui e abbiamo cercato di essere dominanti, mi rende felice e ottimista per il futuro. Sapevamo che dovevamo concedere qualcosa in transizione, ma siamo rimasti in gara e ci abbiamo creduto fino alla fine".
Su Martinez: "A me interessa come si reagisce, dopo che ha fatto quell'errore ha reagito da portiere di alto livello. Interessa sempre la reazione e come si tira fuori dell'orgoglio". La speranza è concreta: "Abbiamo ancora 7 partite da giocare. Volevamo fare di più qui a Madrid, torniamo a casa senza punti anche immeritatamente. Ci teniamo quello che stiamo cercando di costruire. Abbiamo una rosa importante che ha voglia di crescere ed è competitiva".
MOURINHO - "Gli voglio un bene dell'anima, per quello che è stato per me in un momento difficile per la mia famiglia. Si è comportato da grande uomo. Mi ha fatto piacere rivederlo e riabbracciarlo, gli auguro il meglio" ha detto l'allenatore su José Mourinho.
I cambi: "Diouf era stanco, anche Carlos Augusto. Lui ha coronato tutto con un gol, è stato lineare ma ha attaccato alle spalle la difesa mettendo in difficoltà Dumfries. Diouf ha fatto una partita importante, affrontando uno dei migliori terzini al mondo. Ha avuto di fronte due giocatori importanti".
Real Madrid, Mourinho: "Tre punti contro una squadra forte. Chivu? Sa cosa penso di lui"
Il Real Madrid di Mourinho comincia con una vittoria il suo cammino in Champions League. Al Santiago Bernabéu, i blancos superano per 2-1 l’Inter di Chivu grazie a due guizzi decisivi, firmati da Mbappé e Valverde.
Un successo sofferto per la squadra dell’allenatore portoghese, che ha dovuto fare i conti con un’Inter rimasta in partita fino all’ultimo. Il Real riesce però a difendere il vantaggio e a conquistare i primi tre punti.
LE PAROLE DI MOURINHO - L'allenatore portoghese ha esordito commentando così la prestazione dei blancos: "Mi è piaciuto il risultato, tre punti contro una squadra forte. Una partita spettacolare per chi l'ha vista, ma non per me e Chivu. Poteva essere 5-0 per noi, 5-5, tantissime palle gol. Sono stati difficili da affrontare per noi. Potevamo chiuderla prima, ma loro potevano segnare sia prima che dopo di noi". E su Cristian Chivu: "Lo abbraccio, so quello che pensa di me e lui sa quello che penso di lui".
MBAPPE E IL RITORNO A MADRID - Mourinho ha poi risposto così sulle critiche rivolte all'attaccante francese: "Ha lavorato benissimo e ha fatto un gol importante. Non mi preoccupa, farà sempre di più. Sarà di nuovo il capocannoniere della Champions League. Vinicius? È un giocatore che va rispettato. Sta facendo tanto per tornare a essere il Vinicius che decide le partite. Sa di non essere al top, ma sta lavorando tanto per tornare al suo livello".
Sul passato a Roma e sulla sfida di Champions: "L'anno scorso è stato il Chelsea, ma gioco sempre contro ex squadre. Non posso nascondere che a Roma è la prima volta che torno. Sarò emozionato prima e dopo, non durante".
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