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UfficialeBarcellona, Raphinha ha rinnovato fino al 2030: "Spero di restare ancora per molti anni"
Novità in casa Barcellona. Il club ha comunicato ufficialmente il rinnovo di contratto di Raphinha che resterà legato ai blaugrana fino al 30 giugno 2030. Come si legge nella nota ufficiale, il capitano del Barça è orgoglioso di continuare questa avventura, "per tutto ciò che ho raggiunto qui, sia individualmente sia collettivamente. Spero di restare ancora per molti anni e, se le mie gambe me lo permetteranno, di continuare a giocare ad alti livelli. Faccio tutto il possibile per il club".
E poi una riflessione sul suo percorso al Barça: "Nei miei primi due anni non avrei mai immaginato di arrivare dove sono ora. Sapevo di cosa ero capace e cosa potevo dare a questo club. Credevo nel mio lavoro e nella mia determinazione a raggiungere buoni risultati. Mi manca ancora un trofeo, ma voglio vincerne il più possibile con questa maglia da qui al 2030", ha aggiunto.
SULLA SUA CONDIZIONE - Non manca un commento sulla sua condizione fisica: "Sto molto bene, ma non sono al 100%. Mi prendo molta cura di me stesso, quindi i tifosi non devono preoccuparsi. Faccio tutto il possibile per essere al meglio".
E infine il focus si è spostato suo nuovo ruolo di centravanti: "Ho cambiato posizione e sto cercando di dare il massimo per tutti. Cerco di adattarmi a qualsiasi cosa mi venga chiesta. Mi diverto, ed è più facile con la qualità che abbiamo in questa squadra".
Juventus, la probabile formazione contro l'AZ: Alajbegović alle spalle di Woltemade e Kolo Muani
La Juventus è pronta a sfidare l'AZ Alkmaar: i bianconeri di Spalletti, giovedì 5 novembre alle 21:00, affronteranno la squadra olandese all'AFAS Stadion nel match valido per la quarta giornata di Europa League. L'allenatore italiano, come annunciato anche a Sky Sport nelle scorse ore, ha deciso di schierare dal 1' Kelly e Sarr (LEGGI QUI).
LE POSSIBILI SCELTE DI SPALLETTI - La Juventus dovrebbe scendere in campo con un 3-4-1-2: davanti a Vicario ci saranno Gatti, Bremer e Kelly. In mezzo al campo, spazio per Sarr e Koopmeiners con Kalulu sulla corsia di destra e Cambiaso su quella di sinistra. In attacco, a supporto di Kolo Muani e Woltemade, ci sarà Alajbegovic.
McKennie salterà la sfida a causa di un affaticamento. Tra i convocati di Spalletti, inoltre, ci sono Ekhator e altri quattro giovani: Owusu, Pagnucco, Elimoghale e Merola.
LA PROBABILE FORMAZIONE - Di seguito la probabile undici.
JUVENTUS (3-4-1-2): Vicario; Gatti, Bremer, Kelly; Kalulu, Sarr, Koopmeiners, Cambiaso; Alajbegovic; Woltemade, Kolo Muani. All. Spalletti.
DOVE VEDERE AZ ALKMAAR-JUVENTUS - La sfida tra l'AZ Alkmaar e la Juventus, in programma giovedì 5 novembre alle 21:00, sarà trasmessa in diretta tv da Sky Sport Uno e Sky Sport.
Roma, lesione all'adduttore per Rensch: i tempi di recupero
Notizie amare per Gasperini che perde Devyne Rensch a causa di una lesione di primo grado dell’adduttore lungo di destra. Il classe 2003 dovrebbe tornare tra circa 20 giorni. L'olandese infatti era uscito dal campo al 20' nella sfida contro lo United dopo un dolore alla gamba. La sostituzione era stata immediata e al suo posto era entrato Lulli.
Un avvio di stagione complicato per Rensch che ha collezionato 7 presenze in Serie A, di cui soltanto 2 dal primo minuto,totalizzando così 211 minuti giocati.
LE PROSSIME SFIDE - Manca solo una sfida di Serie A prima della prossima sosta per le Nazionali. I giallorossi sabato 7 novembre ospiteranno all'Olimpico il Sassuolo, dove sarà importante vincere per riscattarsi dopo la sconfitta in Champions contro il Manchester United. Si dovrà poi aspettare fino al 21 novembre, con il match contro il Parma, per ritornare a giocare in campionato.
Il Napoli andrà in ritiro da venerdì: le ultime
Il Napoli va in ritiro. Come anticipato da Il Mattino, dopo il pesante ko per 4-1 in Champions League contro il Porto gli azzurri hanno deciso di riunirsi nella giornata di venerdì 6 novembre, per fare gruppo e cercare di superare al più presto la crisi di risultati.
La sconfitta contro il Porto arriva dopo il ko a Torino contro la Juventus. All'Allianz Stadium, i ragazzi di Allegri (che tornerà in panchina contro la Lazio dopo le due giornate di squalifica) hanno perso 2-0. Il Napoli vuole ripartire già dalla prossima giornata di campionato, quando al Maradona arriverà la Lazio. L'appuntamento è in programma domenica 8 novembre alle ore 12:30.
Atalanta, i convocati contro il Kairat Almaty: Scamacca torna a disposizione
Vincere per lasciare alle spalle il momento complicato. È questo l'obiettivo dell'Atalanta che oggi, alle ore 18:45, sfiderà il Kairat Almaty. I nerazzurri sono reduci dal ritiro post sconfitta contro il Parma. Nella scorsa intervista a Sky Sport, Sarri aveva definito il ritiro "una decisione giusta" (LEGGI LE PAROLE).
L'Atalanta sfiderà un avversario in cerca di riscatto. Nel secondo turno di Conference League, i kazaki hanno perso 5-1 contro il Panathinaikos. Uno smacco che i ragazzi di Urazbakhtin vogliono dimenticare con una vittoria a Bergamo. Di seguito i convocati dell'Atalanta in vista della prossima gara.
PORTIERI: Carnesecchi, Sonzogni, Sportiello.
DIFENSORI: Bernasconi, Idele, Isoa, Navarro, Obric, Scalvini, Zappacosta.
CENTROCAMPISTI: Ederson, Elmas, Levak, Pasalic, Samardzic, Steffanoni, Zalewski.
ATTACCANTI: De Ketelaere, Krstovic, Rowe, Scamacca, Sulemana.
Ranieri: “Club Italia mi rende felice. Nazionale? Non è tutto da rifare, ma da migliorare"
A cento giorni dalla presentazione della nuova squadra federale, Claudio Ranieri ha fatto il punto sul lavoro svolto alla guida del Club Italia, illustrando le idee e gli obiettivi per il futuro del calcio italiano. Nell'intervista rilasciata a Sky Sport con Luca Marchetti, il dirigente ha individuato due priorità: migliorare la formazione dei bambini tra i cinque e i tredici anni e intervenire sul percorso dei ragazzi che, dopo la Primavera, faticano a trovare spazio nel calcio professionistico.
"È un incarico che mi impegna molto, sotto tanti punti di vista. Mi riempie le giornate, ma è un lavoro che mi rende felice", ha raccontato Ranieri, che ha spiegato di aver individuato fin dall'inizio due aspetti sui quali concentrare il proprio lavoro: "Il primo riguarda il calcio di base, soprattutto i bambini dai cinque ai tredici anni. Il secondo è il passaggio dalla Primavera al professionismo: tanti ragazzi tra i 18 e i 21 anni non riescono a trovare spazio nelle categorie professionistiche".
IL BAMBINO AL CENTRO DEL PROGETTO - L'altro grande tema riguarda i ragazzi che, terminato il percorso in Primavera, non riescono a trovare una collocazione nel calcio professionistico. Ranieri vorrebbe introdurre misure capaci di incentivare le società a puntare maggiormente sui giovani italiani: "È un tema sul quale dobbiamo ancora confrontarci e sviluppare le nostre idee. Credo che in Primavera ci siano ragazzi che ormai hanno un'età importante e che faticano a trovare una collocazione. In Serie C esiste già un sistema di minutaggio che premia economicamente le società che fanno giocare i giovani. Mi piacerebbe provare a introdurre qualcosa di simile anche in Serie B".
Da qui anche una riflessione sul sostegno economico ai club che scelgono di investire sui talenti italiani: "Abbiamo favorito l'arrivo degli stranieri con il Decreto Crescita: perché non pensare a un sostegno anche per i giovani italiani, così da permettere ai club di B e C di farli giocare e aiutarli a crescere? Naturalmente, per riuscirci, serve la collaborazione delle istituzioni e del Governo".
IL PROGETTO PILOTA E LA PROSPETTIVA FUTURA - Il lavoro sulle due direttrici è già cominciato attraverso il confronto con le diverse componenti del movimento calcistico. "Abbiamo organizzato diversi incontri con tutte le componenti: Club Italia, Settore Tecnico, Lega Nazionale Dilettanti e Settore Giovanile e Scolastico. Stiamo portando avanti un progetto pilota che partirà l'11 gennaio e proseguirà fino a giugno. Al termine valuteremo insieme cosa funziona e cosa può essere migliorato, in modo da arrivare preparati alla nuova stagione". Non si tratterà, nelle intenzioni del presidente del Club Italia, di un'iniziativa destinata a esaurirsi con la prima fase: "L'obiettivo è che abbia una prospettiva più ampia. Attraverso questo lavoro potremo arrivare a parlare tutti la stessa lingua".
Ranieri ha inoltre chiarito di non voler ripartire necessariamente da progetti elaborati in passato: "Devo essere sincero: non ho letto il piano di Maldini e Leonardo. Quando entri in un ambiente come questo, vuoi prima di tutto costruire una tua visione e un tuo modo di lavorare. Non sono comunque solo in questo percorso: mi avvalgo di persone molto importanti, senza le quali non sarei riuscito a fare nulla. Penso a Zola, Viscidi e Milani, che stanno portando avanti un lavoro davvero significativo per il Club Italia". Sul fronte delle prossime elezioni federali, il dirigente ha spiegato di aver avuto un confronto soltanto con Giovanni Malagò: "Sono un uomo di campo e preferisco non occuparmi di altre questioni. Credo che il progetto sia valido e possa partire. Maldini aveva parlato di un percorso da otto-dieci anni: sono d'accordo, ci vuole tempo".
NESSUN METODO RANIERI: "DOBBIAMO VALORIZZARE CIÒ CHE SAPPIAMO FARE" - Tra i modelli dai quali prendere spunto c'è anche l'esperienza francese di Clairefontaine, conosciuta da Ranieri attraverso il suo collaboratore Christian Damiano: "Ho avuto come collaboratore Christian Damiano, che ha lavorato con Gérard Houllier nel progetto di Clairefontaine. Lì c'era una figura incaricata di formare gli allenatori e trasmettere loro le indicazioni da seguire. Poi andava direttamente nei diversi centri per verificare che il lavoro venisse svolto nel modo previsto. È un modello dal quale possiamo sicuramente prendere qualcosa". L'ex Roma ha però escluso l'idea di imporre un modello personale: "Non voglio sentire parlare di metodo Ranieri. Siamo italiani e dobbiamo tornare a valorizzare le cose che sappiamo fare bene".
Anche perché, secondo il presidente del Club Italia, il talento nel nostro Paese non manca: "Io credo proprio di sì, ma deve essere sviluppato. Al centro deve esserci il bambino, al quale dobbiamo dare tutti gli strumenti per esprimere le proprie qualità. Soltanto crescendo si potrà passare gradualmente alla tattica di reparto e poi a quella di squadra. Le nostre Nazionali giovanili sono ben condotte, ma dobbiamo recuperare la capacità di fare i maestri di calcio". Un progetto che richiederà anche risorse economiche e la disponibilità di tutte le componenti a collaborare: "Dobbiamo sederci tutti intorno a un tavolo e trovare un modo per aiutare i bambini. Non possiamo pensare che ogni volta che la Nazionale non ottiene un risultato tutto debba essere rifatto da capo. Non è tutto da rifare, è tutto da migliorare. La cosa più bella per me sarebbe riuscire a vedere sul campo la realizzazione di ciò di cui sto parlando".
Da Sharpeville all'Union Saint-Gilloise: chi è Relebohile Mofokeng, “The President” che incanta il Belgio
Ha appena 22 anni, ma in Sudafrica è già un'icona nazionale. Relebohile Mofokeng è uno dei talenti più entusiasmanti del calcio sudafricano e da questa estate ha scelto di mettersi alla prova in Europa, trasferendosi in Belgio per vestire la maglia dell'Union Saint-Gilloise. Un approdo arrivato dopo un'annata da protagonista in patria. Con gli Orlando Pirates, infatti, Mofokeng ha vinto il campionato sudafricano, conquistando anche il riconoscimento di miglior giocatore del torneo. Il biglietto da visita ideale per presentarsi al calcio europeo.
L'ARRIVO IN BELGIO - E il salto non ha richiesto lunghi tempi di ambientamento. L'impatto con la nuova realtà è stato immediato: cinque gol e quattro assist, numeri che si traducono in una partecipazione diretta a una rete ogni 80 minuti circa. Ma per raccontare Mofokeng le statistiche non bastano. Il suo è un calcio fatto di dribbling spettacolare, creatività ed estro, tanto da essere spesso accostato al calcio brasiliano. Qualità tecniche fuori dal comune, alle quali abbina una personalità carismatica e, allo stesso tempo, umile.
“THE PRESIDENT” - Per tutti è “The President”, soprannome che accompagna un seguito enorme. Sono 825.000 i follower su Instagram: un dato che ne fa uno dei calciatori più seguiti dell'intero calcio belga. La sua influenza, del resto, va ben oltre il rettangolo di gioco. Mofokeng è già ambassador di Adidas in Sudafrica ed è il volto di una campagna Garnier: segnali di un ragazzo che sta diventando una figura di primo piano non solo a livello sportivo, ma anche culturale.
DA SHARPEVILLE ALL'EUROPA - Eppure, la sua storia parte da lontano. Dagli umili inizi a Sharpeville fino al calcio europeo, Mofokeng incarna le ambizioni di una nuova generazione di calciatori sudafricani. Sono molti i club che lo stanno monitorando, tra cui alcune squadre francesi come il Lille e il Paris FC e tedesche come il Francoforte. L'impressione è che la corsa di “The President” sia soltanto all'inizio.
Dalle giovanili del Milan alla prima da titolare in Europa League: è il giorno di Lorenzo Torriani
"Vederlo giocare insieme ai grandi, i calciatori veri, è bellissimo". Sono le parole di Massimo Torriani, papà di Lorenzo, che, come ci ha raccontato nel 2024, vivrà "un’altra notte con la tachicardia". Sì, perché oggi, 5 novembre, Torriani junior scenderà in campo da protagonista in Europa League con il suo Milan. Con Maignan costretto a seguire da lontano la partita causa squalifica, il portiere classe 2005 avrà la grande chance da titolare contro il Ferencvaros.
Per Torriani non si tratta dell'esordio in prima squadra. Il 21enne, infatti, ha già sostituito Maignan in Coppa Italia contro il Sassuolo e in Champions League, a settembre 2024, contro il Liverpool. Oggi, però, Torriani sarà in campo dal primo minuto e avrà l'occasione di mettersi in mostra in una delle vetrine più importanti del calcio europeo.
DA TERZO PORTIERE DELLA PRIMAVERA A TITOLARE DEL MILAN - La storia calcistica di Lorenzo Torriani è tinta di rossonero. Entrato nelle giovanili del Milan da piccolo, la scalata verso l'alto del 2005 sembrava essersi interrotta in Primavera, dove era considerato il terzo portiere.
Nel 2024, sotto la gestione di Pioli, sono arrivate le prime chiamate tra i "grandi" rossoneri. L'esordio è arrivato nell'estate dello stesso anno, in occasione dell'amichevole estiva contro il Manchester City. "È qualcosa di unico e inaspettato" diceva papà Massimo (LEGGI L'INTERVISTA COMPLETA).
Dal 2024 a oggi, le emozioni in casa Torriani non sono cambiate. Quando Lorenzo gioca, il rituale è sempre lo stesso: "Lo guardiamo da soli, non vogliamo che ci siano altri amici o parenti in casa. Solo mia moglie, mia figlia ed io". A distanza di 10 giorni dall'ultima serata di felicità e tensione, la famiglia Torriani prepara i posti sul divano per guardare, ancora una volta, Lorenzo che diventa grande con il suo Milan.
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