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Romagnoli saluta la Lazio: "Rammaricato per com'è finita. Lotito? Non l'ho più sentito" | FOTO e VIDEO
Valigie pronte, direzione Qatar, e un velo di inevitabile malinconia per un addio che si è consumato a fuoco lento. Mentre l'operazione con l'Al Sadd si avvia verso la definitiva fumata bianca (in Qatar il mercato chiude il 3 settembre), Alessio Romagnoli ha voluto rilasciare le sue ultime dichiarazioni da giocatore della Lazio.
IL RAMMARICO E IL GELO CON LA SOCIETÀ - Il difensore non usa giri di parole per descrivere il suo stato d'animo al momento dei saluti: "Mando un saluto a tutti, è finita un’era. È stato un bel viaggio, ma sono rammaricato per com’è finita. Penso sia la scelta giusta per tutti". Un addio maturato a causa di una distanza incolmabile con i vertici societari, come svelato dallo stesso Romagnoli quando gli viene chiesto se avrebbe voluto chiudere la carriera in biancoceleste: "Restare fino a fine carriera? Mi sarebbe piaciuto, l’ho detto al presidente ma le cose sono andate diversamente. Lotito? Non l’ho più sentito". E a chi gli chiede di eventuali tentativi di ricucire lo strappo, il centrale risponde in modo netto: "Da parte della Lazio non c’è mai stata nessuna trattativa".
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IL RAPPORTO CON GATTUSO E LA SCELTA ANTICA - Nonostante una cessione sfiorata già in inverno e poi a metà luglio, Romagnoli ha vissuto l'estate da professionista, venendo anche convocato da Gennaro Gattuso per l'inizio di questa stagione. Un rapporto, quello con l'allenatore, rimasto ottimo nonostante le dinamiche di mercato: "Questi due mesi sono stati belli, intensi. Il gruppo è bello e l’allenatore è una persona fantastica. Gattuso? Sapeva la mia scelta, l’avevo già fatta a gennaio".
IL RICORDO E IL FUTURO - Adesso lo attende la firma con l'Al Sadd, per un'operazione da circa tre milioni di euro che chiuderà definitivamente il suo capitolo italiano: "Questa nuova avventura? Sarà bella, sono curioso. Spero di vincere qualcosa con questo club". In chiusura, una vera e propria dichiarazione d'amore per i colori biancocelesti e una promessa ai tifosi: "Il ricordo più bello? Il giorno in cui ho firmato con la Lazio. Spero che la situazione si possa stabilizzare con tutto l’ambiente e la società, quando sarà il momento giusto tornerò allo stadio con loro".
Roma, la lista per la Champions League: le scelte per la League Phase
La Roma ha ufficialmente consegnato alla UEFA la lista dei calciatori che prenderanno parte alla League Phase della Champions League 2026-27. Un passaggio formale fondamentale che avvicina i giallorossi al debutto nella massima competizione europea, in un'edizione che inaugura il nuovo e attesissimo format.
L'ESORDIO IN TURCHIA - La marcia europea della Roma inizierà in un ambiente caldissimo. L'esordio nella competizione è fissato infatti per il 10 settembre alle ore 18:45, quando i giallorossi scenderanno in campo in Turchia per sfidare il Fenerbahce.
L'ELENCO DEI CONVOCATI - Nella lista figurano regolarmente i grandi senatori, da Pellegrini e Cristante fino a Paulo Dybala, insieme ai tanti volti nuovi arrivati dal mercato e ai giovani aggregati alla prima squadra. Di seguito l'elenco completo dei giocatori a disposizione di Gasperini, con i rispettivi numeri di maglia:
2 Rensch Devyne
3 Koulierakis Konstantinos
4 Cristante Bryan
5 Ndicka Evan
7 Pellegrini Lorenzo
9 Castro Santiago
14 Malen Donyell
15 De Roon Marten
17 Kone Emmanuel
18 Soulé Matias
20 Molina Nahuel
21 Dybala Paulo
22 Hermoso Mario
23 Mancini Gianluca
26 Balerdi Leonardo
43 Wesley
61 Pisilli Niccolò
68 Arena Antonio
70 De Marzi Giorgio (Portiere)
77 Lulli Emanuele
86 Mora Rodrigo
87 Ghilardi Daniele
95 Gollini Pierluigi (Portiere)
99 Svilar Mile (Portiere)
Dario Baccin, l'architetto dell'Inter del futuro: la valorizzazione dell'Under 23 e i nuovi talenti
L'Inter volta pagina, ma lo fa nel segno della continuità strategica. Dopo 28 anni si chiude l'era di Piero Ausilio e si apre ufficialmente il capitolo di Dario Baccin, promosso al vertice dell'area sportiva nerazzurra. Una scelta interna, fortemente voluta da Beppe Marotta e in totale allineamento con la visione sostenibile della proprietà Oaktree. Ma chi è l'uomo a cui sono state affidate le chiavi del mercato interista?
IL PADRE DEL PROGETTO UNDER 23 - All'Inter dal 2017 come fedele "ombra" e braccio destro di Ausilio, Baccin è un dirigente che unisce l'esperienza di campo (un passato da calciatore con le maglie, tra le altre, di Juventus e Napoli) a una preparazione accademica d'eccellenza, certificata dal diploma con 110 ottenuto a Coverciano. Il suo grande lavoro nell'ultimo anno è coinciso con la nascita dell'Inter Under 23.
Baccin si è occupato in prima persona di coordinare l'intero progetto della seconda squadra nerazzurra, lavorando a stretto contatto con il DS Gianluca Andrissi, da lui stesso scelto per questa avventura in Serie C. È stato Baccin a costruire la rosa e a tracciare percorsi di valorizzazione accelerata per talenti transitati dalla U23, come Yvan Maye (passato in prestito al Monza in Serie A proprio sul gong del mercato), Bovio o Topalovic. Una vetrina fondamentale che ha coinvolto anche prospetti futuri importanti come Mattia Marello: acquistato in sinergia insieme ad Ausilio e lanciato nel progetto seconda squadra, oggi il classe 2008 è stabilmente aggregato in prima squadra ed è persino inserito in Lista A per la Champions League.
LA GESTIONE DEI PRESTITI E DELLE RECOMPRE - L'altro grande pilastro del "Metodo Baccin" è la gestione dei giovani talenti, sia da un punto di vista tecnico che finanziario. Lavorando a fari spenti e tessendo ottimi rapporti con i dirigenti di club in Italia e all'estero, il neo-direttore ha costruito un sistema di prestiti blindati che funziona a meraviglia. Le operazioni in uscita sono studiate per mantenere il controllo sulla crescita dei ragazzi o per capitalizzare il lavoro fatto nel settore giovanile. Ne sono un esempio i vari trasferimenti chiusi nell'ultima finestra, da quello a titolo definitivo di Mattia Zanotti al Lugano, fino a operazioni strutturate con diritti di opzione e recompra come quelle che hanno coinvolto Issiaka Kamate (all'Atletico Madrid B) ed Ebenezer Akinsanmiro (al Pisa).
DAI GIOIELLI IN PRIMA SQUADRA ALLA RETE SUDAMERICANA - I frutti migliori di questa programmazione sono oggi a disposizione di Cristian Chivu. Baccin ha infatti curato da vicino i percorsi di sviluppo di giocatori come Francesco Pio Esposito (blindato con un rinnovo fino al 2032 dopo l'ottimo prestito allo Spezia) e Aleksandar Stankovic, riportato a Milano esercitando proprio un diritto di recompra dal Club Brugge, per farne l'alternativa in cabina di regia.
Senza dimenticare il respiro internazionale. Grazie a una fittissima rete di osservatori, Baccin ha fatto del Sudamerica un vero e proprio avamposto nerazzurro (da cui sono arrivati, ad esempio, i fratelli Carboni), setacciando costantemente talenti in Argentina e Brasile. Ora, il "buon allievo" è pronto a rilevare l'incarico del maestro, sperando di proseguire sulle sue ottime orme e di raccoglierne al meglio la pesante eredità. L'Inter di Oaktree è ufficialmente nelle mani di Dario Baccin.
Genoa, ora è fatta: El Shaarawy ha firmato
Il tanto atteso ritorno è finalmente diventato realtà. Dopo le anticipazioni delle scorse ore, che preannunciavano la chiusura imminente dell'operazione, Stephan El Shaarawy è a tutti gli effetti un nuovo giocatore del Genoa.
LA FIRMA E LA FORMULA - Il "Faraone" ha apposto in questi minuti la firma sul contratto che lo legherà nuovamente al club in cui è cresciuto calcisticamente. L'accordo definitivo raggiunto tra l'esterno offensivo classe 1992 e la dirigenza rossoblù si basa su un contratto della durata di un anno, in cui è stata inserita un'opzione per un'ulteriore stagione. L'attesa è finita: El Shaarawy è pronto a riabbracciare il mondo del Grifone.
Juventus, la lista UEFA per l'Europa League: fuori Zhegrova e Thuram, Yildiz in Lista B
La Juventus ha ufficialmente consegnato alla UEFA la lista dei calciatori che prenderanno parte alla prima fase della prossima edizione dell'Europa League.
GLI ESCLUSI: FUORI IN CINQUE - A fare rumore, scorrendo i nomi, sono soprattutto i giocatori rimasti fuori dall'elenco. Non prenderanno parte alla prima fase della competizione europea ben cinque elementi: Zhegrova, Rugani, Milik, Ekhator e Khéphren Thuram. Un'esclusione obbligata, quest'ultima, legata a doppio filo al grave infortunio al ginocchio confermato in serata anche dall'amministratore delegato Giovanni Carnevali, che costringerà il francese a un lungo stop di 4 mesi.
YILDIZ IN LISTA B - Nessun allarme, invece, per l'assenza di Kenan Yildiz dalla lista principale. Il talento turco classe 2005 figura infatti regolarmente all'interno della Lista B, riservata ai giovani che hanno maturato i requisiti di permanenza nel club, al pari di altri prospetti come Radu, Owusu, Huli, Durmisi ed Elimoghale.
LA LISTA A AL COMPLETO - Nella lista principale figurano regolarmente tutti gli altri volti nuovi e i perni della squadra bianconera. Di seguito l'elenco completo della Lista A: 1 Grabara, 2 Celik, 3 Bremer, 4 Gatti, 5 Locatelli, 6 Kelly, 7 Conceicao, 8 Koopmeiners, 9 Kolo Muani, 12 Douglas Luiz, 13 Boga, 15 Kalulu, 17 Alajbegovic, 20 Cambiaso, 22 McKennie, 23 Pinsoglio, 25 Vicario, 26 Lucumi, 27 Woltemade, 29 Sarr, 31 Gonzalez, 32 Cabal.
Ultim'oraLautaro Martinez: "Le voci sul Barcellona erano vere, ma ho voluto restare all'Inter"
Il palco del Gran Galà del Calcio diventa l'occasione per confermare uno dei retroscena di mercato più importanti legati all'ambiente nerazzurro. A prendere la parola è Lautaro Martinez, che a margine dell'evento ha svelato una dinamica che per qualche tempo aveva tenuto in apprensione i tifosi dell'Inter, ammettendo senza giri di parole l'esistenza di un interesse concreto da parte del club blaugrana.
LE PAROLE DEL CAPITANO - L'attaccante argentino ha confermato le indiscrezioni circolate allontanando definitivamente ogni dubbio sulla sua decisione finale: "Le voci sul Barcellona erano vere, ma alla fine ho voluto rimanere qua insieme ai miei compagni e ai miei tifosi". Una dichiarazione d'amore forte e chiara verso il mondo interista: nonostante le sirene spagnole e l'opportunità di vestire la maglia di una big assoluta a livello europeo come il Barça, il capitano dell'Inter ha messo al primo posto il legame viscerale creato con lo spogliatoio e con la piazza di San Siro.
Poi, ha aggiunto: "L’Inter per me è tutto orgoglio, felicità e voglia di continuare. Ho scelto un’altra volta di rimanere qua, voglio fare grandi cose all’Inter. Ausilio? Mi dispiace tantissimo, è lui che mi ha trasmesso fiducia e il progetto. Sarò per sempre grato a lui”.
Inter, Marotta: "Il rapporto di Ausilio con la società è ottimo. Valorizziamo Baccin"
Una vera e propria scossa nell'organigramma dell'Inter. A margine del Gran Galà del Calcio, il presidente nerazzurro Beppe Marotta ha preso la parola ai microfoni di Sky Sport per ufficializzare un cambiamento storico per il club: la fine dell'avventura di Piero Ausilio a Milano e la contestuale promozione di Dario Baccin.
L'ADDIO STORICO DI AUSILIO - Dopo quasi tre decenni, si dividono le strade dell'Inter e del suo storico direttore sportivo. Marotta ha voluto spiegare i contorni della decisione, sottolineando il clima sereno in cui è maturata: "Addio di Ausilio? Dopo 28 anni nell’Inter, consensualmente si è arrivati alla separazione, nel pieno rispetto della professionalità e dell’amicizia. A Piero va tutta la nostra riconoscenza e l’augurio che il futuro possa riservargli nuove soddisfazioni”.
Sui motivi dietro questa scelta storica, il presidente ha preferito mantenere il riserbo istituzionale, pur ribadendo la totale armonia: "Non ritengo corretto entrare nel merito. Il rapporto di Ausilio con me, la società e la proprietà resta ottimo. Dopo un percorso così lungo può esserci la volontà di misurarsi altrove o prendersi un periodo sabbatico. È stata una decisione consensuale e rispettosa tra persone che si stimano”.
LA SOLUZIONE INTERNA: TOCCA A BACCIN - Per raccogliere un'eredità così pesante, la dirigenza e la proprietà hanno deciso di non guardare all'esterno, puntando forte sulla continuità aziendale. Toccherà a Dario Baccin assumere le redini del mercato nerazzurro: “È motivo d’orgoglio poter attingere alle risorse interne. Come fatto con Chivu, abbiamo scelto di valorizzare Baccin, dirigente che lavora nell’Inter da oltre dieci anni e ne conosce valori e dinamiche". Un passaggio di consegne naturale, come confermato dalla chiusura dello stesso Marotta: "Da buon allievo, potrà sostituire degnamente il maestro, sostenuto dalla società e dalla proprietà”.
Napoli, Manna: "Lang non era in uscita. Volevamo accontentare Allegri con un attaccante"
La serata del Gran Galà del Calcio ha offerto l'occasione anche a Giovanni Manna per tracciare un primo bilancio della stagione azzurra. Il dirigente del Napoli ha fatto il punto ai microfoni di Sky Sport, affrontando subito il tema più caldo delle ultime ore: le condizioni di Scott McTominay in vista dell'intervento di ablazione, svelando un retroscena sulle tempistiche.
MCTOMINAY E L'INTERVENTO: "NON ERA PROGRAMMATO" - A differenza di quanto fatto trapelare in un primo momento dal centrocampista, Manna ha chiarito la reale genesi della decisione medica: "Scott sta bene, ma non benissimo. Non l'avevamo programmato: aveva avuto questo evento in Nazionale a giugno e si è ripresentato". Da qui la necessità di intervenire subito: "Abbiamo preferito anticipare sfruttando la sosta per averlo con noi a ottobre. Ora stiamo vedendo se farlo operare in Italia o in Inghilterra".
IL MERCATO E LA NUOVA GUIDA TECNICA - Spazio poi alle valutazioni sulla finestra estiva appena conclusa, un mercato che Manna difende con orgoglio sottolineando la continuità del progetto: "Bilancio del mercato? Oggi il tifoso del Napoli che non ha visto fuochi d'artificio e un mercato scoppiettante non è contento. Abbiamo, però, fatto investimenti importanti nelle scorse stagioni e quest'anno, a differenza delle altre annate, vogliamo averli tutti a disposizione. Abbiamo rispettato i nostri parametri e la squadra è valida". La parola chiave ora è il tempo: "Siamo fiduciosi, ci vuole un po' di pazienza perché abbiamo cambiato la guida tecnica".
L'ATTACCO E LA LISTA CHAMPIONS - Infine, il dirigente ha spiegato le scelte fatte nel reparto offensivo e le dinamiche legate alla lista UEFA: "Noi l'anno scorso abbiamo avuto Hojlund e Lucca fino a gennaio, come oggi. Giovane sarà fuori dalla lista Champions e resterà comunque a disposizione in più in Serie A. Volevamo accontentare l'allenatore: non per assecondare un suo capriccio, ma per dargli delle reali alternative". Chiusura netta sulle uscite mancate, lette come un segnale di forza della società: "Lang non era in uscita. I giocatori che volevamo tenere, li abbiamo tenuti tutti”.
