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È morto Alex Zanardi: aveva 59 anni
Simbolo di rinascita, abnegazione e coraggio: Alex Zanardi ci ha lasciati. L'ex pilota di Formula 1 è scomparso all'età di 59 anni. Nel 2001 al Lausitzring (CART), il classe 1966 perse entrambe le gambe in un tragico incidente, ma non ha mai perso la voglia di lottare e rialzarsi. È diventato un simbolo delle Paralimpiadi, distinguendosi nell'handbike. Tra Londra 2012 e Rio 2016, Alex Zanardi ha vinto 4 medaglie d'oro e 2 d'argento, oltre a numerosissimi titoli Mondiali.
Sui social di Obiettivo3, la società sportiva nata da un'idea di Alex Zanardi per il supporto professionale ed economico degli atleti disabili nello sport, sono state pubblicate le parole della famiglia: "È con profondo dolore che la famiglia comunica la scomparsa di Alessandro Zanardi, avvenuta improvvisamente nella serata di ieri, 1 maggio. Alex si è spento serenamente, circondato dall’affetto dei suoi cari. La famiglia ringrazia di cuore tutti coloro che in queste ore stanno manifestando vicinanza e chiede il rispetto del proprio dolore e della privacy in questo momento di lutto. Le informazioni relative alle esequie saranno comunicate successivamente".
Inter, la probabile formazione per il Parma: torna Lautaro dal 1'
Tre punti scudetto in palio: l'Inter di Cristian Chivu vuole battere il Parma di Carlos Cuesta per conquistare aritmeticamente il ventunesimo scudetto della propria storia. Dopo il pareggio sul campo del Torino, infatti, ai nerazzurri basterà vincere a San Siro per laurearsi campioni d'Italia. Dall'altro lato il Parma, che ha conquistato aritmeticamente la salvezza nell'ultimo turno. La sfida si giocherà domenica 3 maggio con fischio d'inizio alle ore 20:45.
LA PROBABILE FORMAZIONE DELL'INTER - Per la gara che potrebbe regalare il ventunesimo scudetto della storia nerazzurra, Cristian Chivu ritrova Lautaro Martinez. L'argentino riprenderà il posto al centro dell'attacco, affiancando Marcus Thuram. Confermato il classico 3-5-2, con Sommer tra i pali. Il terzetto difensivo sarà guidato da Akanji. L'ex Manchester City sarà affiancato da Bisseck a destro e Bastoni a sinistra. Confermate le assenze di Calhanoglu e Luis Henrique, in mediana ci sarà qualche cambiamento. Zielinski sarà il regista. A destra spazio a Barella, mentre a sinistra è in corso un ballottaggio tra Mkhitaryan e Sucic, con l'armeno favorito per partire dal primo minuto. Sulle corsie ci saranno Dumfries e Dimarco.
INTER (3-5-2): Sommer; Bisseck, Akanji, Bastoni; Dumfries, Barella, Zielinski, Mkhitaryan, Dimarco; Lautaro Martinez, Thuram. Allenatore: Cristian Chviu.
DOVE VEDERE INTER-PARMA IN TV E IN STREAMING - La sfida tra l'Inter di Cristian Chivu e il Parma di Carlos Cuesta, valevole per la trentacinquesima giornata del campionato di Serie A, si giocherà allo stadio San Siro di Milano domenica 3 maggio con fischio d'inizio alle ore 20:45. L'incontro sarà visibile in diretta e in streaming sull'app di Dazn. Per gli abbonati a Sky, Inter-Parma sarà visibile sul canale 214 "Zona Dazn" dell'emittente satellitare, previo abbonamento supplementare.
Roma, la probabile formazione contro la Fiorentina
La gara dello stadio Olimpico tra Roma e Fiorentina chiuderà la 35esima giornata, in programma lunedì 4 maggio alle 20:45. I giallorossi sembrano aver ritrovato un buon rendimento, con due vittorie e un pareggio nelle ultime tre partite. Nell'ultimo turno la squadra di Gasperini ha vinto 2-0 in trasferta a Bologna, grazie all'undicesimo gol di Malen in Serie A e la rete di El Aynaoui, che sarà squalificato per la sfida contro i viola.
La Roma è chiamata a vincere per continuare a inseguire un posto nella prossima Champions League in queste ultime quattro giornate. La classifica dice che ancora è tutto possibile: la Juventus è quarta con 64 punti, solo tre in più dei giallorossi, che sono a quota 61 a pari merito con il Como di Fabregas.
LA PROBABILE FORMAZIONE DELLA ROMA - Gasperini dovrebbe schierare il consueto 3-4-2-1, con Svilar a difendere la porta giallorossa. I tre difensori titolari dovrebbero essere Mancini, Ndicka e Hermoso. Sugli esterni a centrocampo dovrebbero agire Celik, a destra, e Wesley sull'out di sinistra. A centrocampo, accanto a Cristante, dovrebbe tornare Manu Koné, che non gioca in campionato dalla 29esima giornata. Sulla trequarti, dietro a Malen, dovrebbero partire i due argentini Paulo Dybala e Mati Soulé.
ROMA (3-4-2-1): Svilar: Mancini, Ndicka, Hermoso; Celik, Cristante, Koné, Wesley; Dybala, Soulé; Malen. Allenatore: Gian Piero Gasperini.
DOVE VEDERE LA PARTITA - La partita tra Roma e Fiorentina si giocherà lunedì 4 maggio alle 20:45 allo stadio Olimpico. Il match sarà visibile in diretta tv su Sky o in streaming su NOW e DAZN.
Napoli, la probabile formazione contro il Como
Como e Napoli scenderanno in campo sabato 2 maggio alle ore 18:00 presso lo stadio "Sinigaglia" di Como. Gli azzurri, nell'ultimo turno di Serie A contro la Cremonese, sono tornati a vincere con più di due reti di scarto, non succedeva dalla partita dell'Olimpico contro la Lazio del 4 gennaio 2026. L'assetto messo in campo da Antonio Conte sembra aver funzionato e, contro il Como, l'allenatore non dovrebbe stravolgere molto.
Tra i convocati si rivedrà con ogni probabilità anche il capitano Giovanni Di Lorenzo a distanza di 3 mesi dall'infortunio al ginocchio contro la Fiorentina. Restano invece indisponibili i lungodegenti Neres, Vergara e Lukaku. Di seguito le possibili scelte di Antonio Conte sugli 11 titolari che scenderanno in campo.
LA PROBABILE FORMAZIONE DEL NAPOLI - Conte dovrebbe mantenere l'assetto visto contro la Cremonese. In porta ci sarà nuovamente Milinković-Savić con Beukema, l'unico cambio rispetto alla formazione di domenica scorsa, Rrahmani e Buongiorno nella line a tre di difesa.Sulle fasce dovrebbero rivedersi Politano e Gutiérrez, favorito nuovamente a Spinazzola, con Lobotka e McTominay in mediana. In attacco, alle spalle dell'insostituibile Højlund, va verso la riconferma la coppia De Bruyne-Alisson Santos.
NAPOLI (3-4-2-1): Milinković-Savić; Beukema, Rrahmani, Buongiorno; Politano, Lobotka, McTominay, Gutiérrez; Alisson Santos, De Bruyne, Højlund. Allenatore: Antonio Conte.
DOVE VEDERE LA PARTITA IN TV E STREAMING - Como e Napoli scenderanno in campo sabato 2 maggio alle ore 18:00 presso lo stadio "Sinigaglia" di Como. Sarà possibile vedere la partita sull'app di DAZN.
Como, la probabile formazione contro il Napoli
Dopo Udinese-Torino, il sabato della 35esima giornata di Serie A continuerà con la sfida tra Como e Napoli. I ragazzi di Fabregas ospiteranno gli azzuri allo stadio Sinigaglia alle ore 18:00. I padroni di casa cercano una vittoria per provare a rientrare in zona Champions, gli ospiti invece per mantenere il secondo posto in classifica.
In vista del match arrivano buone notizie per Fàbregas che recupera tutti i suoi giocatori, tranne Addai. "Sergi Roberto non può giocare tutta la partita, Vojvoda è tornato ad allenarsi", ha spiegato nella conferenza stampa di presentazione del match. E poi un pensiero alla sfida: "ll Napoli è cresciuto tanto negli ultimi anni, adesso l'esigenza è alta. Sarà una partita importante, come quelle giocate", ha aggiunto.
LA PROBABILE FORMAZIONE - Poche novità per Fabregas nella formazione titolare in vista del Napoli, come raccontato da Sky Sport. Sarà ancora un 4-3-2-1 con il solito Butez in porta. Difesa a 4 con Ramón e Diego Carlos al centro accompagnati da Smolčić e Valle esterni. Non cambia il centrocampo, con la coppia formata da Perrone e Da Cunha. Punta di riferimento sarà ancora Douvikas con Diao a destra e Baturina che resta in pole sull’altro lato. Insieme a loro ci sarà anche Nico Paz, completamente recuperato dopo lo scontro con Marcandalli nel corso del primo tempo della gara con il Genoa.
COMO (4-2-3-1): Butez; Smolčić, Ramón, Diego Carlos, Valle; Perrone, Da Cunha; Diao, Nico Paz, Baturina; Douvikas. Allenatore: Cesc Fàbregas.
DOVE VEDERE IN TV E STREAMING - La sfida tra Como e Napoli, in programma sabato 2 maggio alle ore 18:00 allo stadio Sinigaglia, sarà visibile in tv su DAZN. Il match si potrà seguire anche in streaming attraverso l'app di DAZN disponibile su pc, tablet e cellulare.
Esempio di rinascita, simbolo di abnegazione e coraggio: Alex Zanardi è stato un super Eroe
Esempio romantico ed eroico di rinascita, simbolo di abnegazione e coraggio, Alex Zanardi non è stato un atleta qualunque. Il classe 1966, nato a Bologna, ha incassato colpi pesanti dalla vita, ma ha sempre trovato la forza di rialzarsi. Sarà questa l'eredità che lascerà a tutti: lottare per la vita, anche quando tutto sembra perduto.
Il primo maggio 2026, Alessandro Leone Zanardi è morto a 59 anni. Nel giorno in cui, trentadue anni fa, ci lasciava Ayrton Senna. Proprio la Formula 1 è stata uno dei grandi amori del bolognese. Nel 1991 ha debuttato con la Jordan. Velocità e impegno, ma non è bastato. E ha saputo reinventarsi nel campionato CART (l’attuale Indycar) ottenendo fin da subito grandi risultati con la vittoria di due titoli consecutivi nel 1997 e 1998. Una data segna una fine e un nuovo inizio. Il 15 settembre 2001, a Lausitzring, un tragico incidente in gara lo manda in coma farmacologico per quattro giorni. Le condizioni disperate, le due gambe amputate, riceve anche l’estrema unzione. Sembra la fine, invece la storia di Alex Zanardi era ancora tutta la scrivere. Alex Zanardi è il simbolo di rinascita. Proprio quando tutto sembrava perduto, il bolognese ha sfidato la vita. Vincendo. Operazioni su operazioni, ma sempre con la solita forza d'animo. Alex ci ha insegnato che si può andare oltre. E farlo col sorriso, anche nelle avversità.
SIMBOLO DI RINASCITA - E così un nuovo inizio. Alex Zanardi non è stato un atleta qualsiasi, è stato un atleta d'eccellenza. Ha lottato e ha sofferto. È diventato il simbolo della perseveranza e dello spirito di abnegazione. Si è reinventato di nuovo, questa volta nell'handbike. Sempre col sorriso sul viso, ma con mente e cuore orientati alla vittoria. Le quattro medaglie d'oro e due d'argento ai Giochi Paralimpici di Londra 2012 e Rio 2016 sono soltanto simboli materialistici. Le vittorie di Alex Zanardi sono altre. Ha insegnato a tutti noi che la vita va vissuta, sempre. Anche quando tutto sembra perduto. Anche quando tutto sembra buio. Il barlume di luce e speranza è lì, basta soltanto avere la fame di raggiungerlo. "Tante volte ho pensato di mollare, ma mi sono sempre detto 'ancora 5 secondi'", aveva dichiarato. Proprio quei 5 secondi lo hanno spinto ad andare avanti, facendolo diventare eterno.
Empatico e solidale, Alex Zanardi ha sempre lottato per aiutare tutti. Era sempre in prima fila e non si sottraeva. Anche il 19 giugno del 2020, quando, in sella alla sua handbike, aveva preso parte a una staffetta di beneficienza. Purtroppo il destino è stato beffardo, ancora. Un altro tragico incidente, questa volta un impatto devastante contro un camion. Ancora operazioni, ancora condizioni critiche. Ma anche in questo caso Alex era andato avanti. Altri sei anni di lotta. La grande forza di Alex Zanardi è stata rendere miracolosa la vita. Anche dopo continui colpi. Avrebbero stesso chiunque, ma non lui. Indomabile, sincero, battagliero e guerriero: Alex ha vinto tutte le sue "sfide". L'eredità di un super Eroe.
IntervistaDedizione, voglia di rivalsa e futuro assicurato. Chauvin: "Vi racconto Atta"
Sei gol e quattro assist, ma soprattutto una crescita esponenziale partita dopo partita, con gli occhi delle big puntati addosso. È il biglietto da visita di Arthur Atta, tra le stelle dell’Udinese di Kosta Runjaic, undicesimo in classifica. Chi lo conosce bene, però, non è stupito: "Il suo rendimento personalmente non è una sorpresa". A dirlo è Landry Chauvin, allenatore delle nazionali giovanili transalpine dal 2020 al 2025 ed ex responsabile del settore giovanile del Rennes.
Chauvin ha visto crescere il talento francese, oggi esploso nella sua seconda stagione all’Udinese tra ottime doti tecniche e inserimenti offensivi. Gol che appartiene al DNA di Atta, che da giovane si dilettava in un altro ruolo: “Giocava da attaccante – racconta Chauvin a Gianlucadimarzio.com – Quindi oggi non ha problemi a ricoprire altre zone del campo”. Figlio di Eric Atta, responsabile scouting del Metz, Arthur si è messo in mostra proprio con la maglia dei Grenats. Eppure non è stato semplice inizialmente: “Ha avuto dei piccoli problemi di crescita durante l’adolescenza e questo ne ha un po’ rallentato il percorso – aggiunge Chauvin – Quando il padre Eric si trasferì al Metz e porto con lui anche il resto della famiglia, Arthur esplose. Probabilmente aveva bisogno di trovare l’ambiente giusto”.
Osservare così da vicino quel talento, capace di coniugare le ottime doti tecniche al rigore nei confronti delle proprie responsabilità dentro e fuori dal campo ha lasciato il segno in Chauvin, tanto da convincerlo a convocarlo successivamente per le nazionali giovanili, con risultati piuttosto importanti: "Ho avuto modo di allenarlo al torneo di Tolone che ha disputato in maniera ottimale, compiendo un vero e proprio salto di qualità – spiega – Stavamo preparando il mondiale di categoria e avrei voluto portarlo con me, sfortunatamente il suo club non poteva liberarlo non essendo quella una data FIFA”.
LA FORZA DEL LAVORO - Nonostante l'ottima tecnica individuale fosse già evidente, il vero segreto di Atta, secondo Chauvin, è la personalità mista alla smisurata voglia di migliorarsi: "Quando ha esordito tra i pro il suo allenatore non ha creduto in lui e Arthur ha scelto l'Italia. È un gran lavoratore e per questo si è conquistato il suo spazio, l'equilibrio e l'umiltà trasmessagli dalla sua famiglia hanno fatto sì che non si perdesse durante le difficoltà. È molto bello oggi vederlo riuscire a realizzare il suo sogno”. Un sogno che passa dall’Italia e che in futuro potrebbe passare anche dalla nazionale maggiore francese: “Per quest'anno credo sia presto per il Mondiale, ma sentiremo parlare di lui a medio termine. Potrebbe scegliere il Benin, nazionalità del padre ma credo che opterà per la Francia almeno in un primo momento".
MERCATO E FUTURO - L'esperienza all'Udinese di Atta ha naturalmente già suscitato diversi interessi per le sue qualità, accendendo il mercato in prospettiva. Chauvin, in questo senso, ha le idee chiare: "Supererà gradualmente le tappe, credo che prima di una big europea o italiana sia necessario per lui compiere uno step intermedio. Un esempio? Il Como, un allenatore come Fabregas potrebbe aiutare molto il suo percorso. Arthur in campo 'respira' calcio. La sua intelligenza tattica supera la media perché vede le cose prima degli altri, la sua priorità è il gruppo: vuole sempre mettere il compagno nelle migliori condizioni possibili, ed è questo che lo premia oggi".
Orgoglio, affetto sincero, protezione: per Landry Chauvin, parlare di Arthur Atta, rappresenta sempre un'emozione speciale.
Il Pisa è in Serie B: aritmetica la retrocessione dopo una sola stagione
Il Pisa è la prima squadra retrocessa in questo campionato di Serie A. La squadra nerazzurra torna in B dopo appena una stagione. Decisiva la sconfitta interna contro il Lecce, che ha reso incolmabile per gli uomini di Hiljemark, con 18 punti in classifica, la distanza dal quart'ultimo posto occupato proprio dai salentini, ora a quota 32.
Un ritorno in Serie B con tre turni di anticipo che ha sancito il termine di un sogno, quello del ritorno in massima serie a trentaquattro anni di distanza dall'ultima volta. A pesare, nel campionato del Pisa, un girone di ritorno disputato sotto le aspettative, con solo sei punti conquistati (la vittoria contro il Cagliari e i pareggi contro l'Udinese, l'Atalanta e il Verona). Da quando Hiljemark siede sulla panchina nerazzurra, il Pisa ha totalizzato un pareggio, una vittoria e dieci sconfitte, le ultime sei di fila.
DECISIVA LA SCONFITTA CONTRO IL LECCE - La gara che ha aperto il trentacinquesimo turno di Serie A ha sancito la retrocessione del Pisa. Contro il Lecce i nerazzurri avevano un risultato solo per scongiurare il verdetto: la vittoria. E la squadra di Hiljemark nel primo tempo ha prodotto più occasioni per andare in vantaggio, con Stojilkovic che per due volte non riesce a battere Falcone, prima trovando l'esterno della rete, quindi un intervento provvidenziale di Tiago Gabriel in scivolata. Nella ripresa gli ospiti sono decisivi in contropiede: al 52' da un calcio d'angolo a favore del Pisa trova palla Cheddira che vince un contrasto con Aebischer, quindi al limite dell'area serve Banda che, con il sinistro, batte Semper. Quattro minuti più tardi Leris, con un tiro al volo, firma il momentaneo pareggio, prima del nuovo vantaggio del Lecce con Cheddira che al 65' capitalizza con il destro un nuovo contropiede. Ad accompagnare il triplice fischio di Doveri, quindi, il canto del pubblico: "Meritiamo di più" e "Il Pisa siamo noi".
DAL PRIMO MAGGIO AL PRIMO MAGGIO, IL SOGNO DURA UN ANNO - Facciamo un salto indietro di un anno esatto. Il Pisa, davanti al pubblico della Cetilar Arena, celebrava la vittoria che di fatto ha sancito la promozione, con il gol di Meister che è servito per battere il Frosinone. Il ritorno in Serie A per la squadra di Inzaghi sarebbe arrivato tre giorni più tardi, con la sconfitta dello Spezia con la Reggiana che rese dolcissimo il ko dei nerazzurri a Bari. Adesso, a un anno di distanza, sempre davanti al proprio pubblico, il Pisa è costretto ad assistere al termine di quel sogno, con la condanna aritmetica della retrocessione.
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