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Napoli, la probabile formazione contro il Bologna: Conte ritrova un big
Napoli, la probabile formazione contro il Bologna: Conte ritrova un big
Tutto pronto per la sfida del "Maradona". Questa sera Napoli e Bologna si affronteranno nel match valido per la 36esima giornata di Serie A, in una gara che potrebbe dire molto soprattutto per il futuro degli azzurri. La squadra di Antonio Conte arriva infatti a questo appuntamento con motivazioni altissime: in caso di vittoria, il Napoli metterebbe una seria ipoteca sulla qualificazione alla prossima Champions League, portandosi a più sei sulle altre pretendenti alla corsa europea. Gli azzurri arrivano dal pareggio per 0-0 contro il Como, un risultato che ha rallentato leggermente la corsa dei partenopei ma che non ha tolto entusiasmo all’ambiente. Davanti, però, ci sarà un Bologna pronto comunque a giocarsi la partita fino in fondo. La squadra di Vincenzo Italiano occupa attualmente il decimo posto in classifica e proverà comunque a mettere in difficoltà i padroni di casa e a dare filo da torcere al Napoli davanti al pubblico del "Maradona". LA PROBABILE FORMAZIONE DEL NAPOLI - Per quanto riguarda le probabili scelte di formazione, Antonio Conte dovrebbe confermare il suo 3-4-3. In porta spazio a Milinkovic-Savic, con la difesa a tre composta da Di Lorenzo, Rrahmani e Buongiorno. Sugli esterni dovrebbero agire Politano a destra e Gutierrez sulla corsia opposta, mentre in mezzo al campo pronti Lobotka e McTominay. In avanti, invece, spazio a De Bruyne, che dovrebbe muoversi alle spalle di Hojlund, con Alisson pronto ad agire sulla corsia di sinistra del tridente offensivo. NAPOLI (3-4-3): Milinkovic-Savic; Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno; Politano, Lobotka, McTominay, Gutiérrez; De Bruyne, Højlund, Alisson. Allenatore: Antonio Conte DOVE VEDERE LA PARTITA IN TV E STREAMING - La partita tra Napoli e Bologna, in programma lunedì 11 maggio alle ore 20:45 allo stadio "Maradona", sarà visibile in esclusiva sulla piattaforma di streaming DAZN.
Bologna, la probabile formazione contro il Napoli: diversi dubbi da risolvere per Italiano
Bologna, la probabile formazione contro il Napoli: diversi dubbi da risolvere per Italiano
Vincere per rompere il digiuno da successi e chiudere in crescendo la stagione. Questo l'obiettivo del Bologna di Vincenzo Italiano, ospite del Napoli in vista del Monday Night Match in programma alle ore 20:45 allo Stadio Maradona. Fare punti consentirebbe infatti ai rossoblù di riprendersi il nono posto in classifica, dopo il sorpasso dell'Udinese a seguito della vittoria contro il Cagliari. L'ultimo successo degli emiliani risale infatti al 2-0 contro il Lecce del 12 aprile. Nel mezzo sono arrivati i ko contro Juventus e Roma in campionato, prima del pareggio dell'Unipol Domus nell'ultimo turno. LA PROBABILE FORMAZIONE DEL BOLOGNA - Diversi dubbi ancora da risolvere per Vincenzo Italiano, che potrebbe schierare la sua squadra con il 4-3-3 oppure con il 4-2-3-1, anche se è più probabile la prima opzione. Tra i pali Pessina è in vantaggio rispetto a Ravaglia, mentre in difesa Heggem sembra vincere il ballottaggio con Heggem, mentre a centrocampo Odgaard si gioca una maglia con Pobega. Davanti spazio a Santiago Castro. Di seguito la probabile formazione del Bologna in vista del match contro il Napoli. BOLOGNA (4-3-3): Pessina; Zortea, Helland, Lucumì, Miranda; Ferguson, Freuler, Odgaard; Orsolini, Castro, Rowe. All. Vincenzo Italiano DOVE VEDERE LA PARTITA - La partita tra Napoli e Bologna sarà visibile in diretta TV e streaming in esclusiva sull'app di DAZN
Questione di programmazione: il modello Como e i casi di Milan e Fiorentina
Questione di programmazione: il modello Como e i casi di Milan e Fiorentina
Per prima cosa, complimenti al Como, perché ha raggiunto un traguardo che era assolutamente impensabile fino a qualche anno fa. Devo dire che, quando il Como era in Serie C e mi trovai a partecipare a un evento di beneficenza proprio a Como, dove era invitato anche il direttore sportivo Charlie Ludi, gli chiesi cosa avesse di speciale questa nuova proprietà che si era appena insediata. Lui mi disse, anche con un certo stupore, che era stata creata una progettazione, una programmazione addirittura sui successivi dieci anni. Io rimasi scioccato, perché pensai: di solito le programmazioni durano tre o sei mesi e poi vengono quasi subito sconfessate dalla poca pazienza o dai risultati che non arrivano. Invece lui mi fece subito capire che le idee, così come gli investimenti, erano chiari e forti: centro sportivo, tentativo di acquistare lo stadio, acquisizione di giocatori importanti, un budget significativo per portare il Como, nel giro di dieci anni, probabilmente in Europa. Da quello che ho capito, il traguardo è stato raggiunto molto prima rispetto a quella che era la programmazione iniziale. Quindi il programma sta viaggiando in anticipo e vanno fatti i complimenti a una società che sicuramente ha investito, ma ha investito bene e, ripeto, con le idee chiare. LA SITUAZIONE IN CASA MILAN - Questo anche per paragonare un po’ quanto accaduto nelle ultime ore al Milan. Il Milan è figlio di problematiche e criticità anche interne. Adesso c’è grande contestazione nei confronti di Giorgio Furlani, ma devo dire che si sta ripetendo un po’ il clima dell’anno scorso, quando il Milan perse la finale di Coppa Italia contro il Bologna e soltanto dopo quella sconfitta decise di prendere Tare e Allegri. Altrimenti avrebbe continuato con un programma diverso, magari riprendendo Italiano, e non è detto che Italiano non possa arrivare durante la prossima estate. DIVERSITÀ DI VEDUTE - È una situazione in cui, già a gennaio, erano stati presi praticamente dei giocatori senza che direttore sportivo e allenatore fossero stati direttamente coinvolti. Penso a Mateta o anche ad André del Corinthians, che in quel momento non rappresentavano giocatori richiesti da Allegri per il futuro. Insomma, c’è una diversità di vedute all’interno del club che sicuramente va chiarita una volta per tutte, affinché il Milan possa proseguire e andare avanti, Champions o non Champions, con una direzione trasparente e soprattutto senza avere differenti anime interne. Continua ad ascoltare su Caffè Di Marzio
La Roma aggancia il Milan al quarto posto: il calendario a confronto delle squadre in lotta per la Champions
La Roma aggancia il Milan al quarto posto: il calendario a confronto delle squadre in lotta per la Champions
La volata per la qualificazione alla prossima edizione della Champions League entra sempre più nel vivo e promette scintille fino all'ultima giornata di campionato. La classifica attuale regala un appassionante testa a testa che vede coinvolte quattro formazioni dalle ambizioni e dalle storie profondamente diverse, pronte a darsi battaglia per conquistare l'ambito passaporto europeo. Juventus, Milan, Como e Roma affrontano un rush finale incandescente, dove ogni singolo punto lasciato per strada rischia di pesare come un macigno sull'esito dell'intera stagione sportiva. IL CALENDARIO DELLA JUVENTUS - Anche la formazione bianconera sta affrontando un finale di stagione interamente concentrata sul campionato, un vantaggio non da poco per chi deve gestire le energie fisiche e nervose in questa fase cruciale. Dopo il pareggio contro il Sassuolo, i ragazzi di Spalletti hanno vinto contro Genoa, Atalanta e Bologna. Nello scontro diretto con il Milan di Allegri è arrivato un pareggio per 0-0. Superato questo scoglio, la strada sembrava in discesa con l'impegno casalingo contro il Verona. Eppure, contro i gialloblù già retrocessi è arrivato solo un 1-1, mancando l'aggancio al Milan. A distanza di una settimana arrivano buone notizie invece dal Via del Mare: la rete di Vlahovic dopo 11 secondi regala i tre punti ai bianconeri, ora a +1 dai rossoneri. La chiusura del torneo riserverà poi due insidie. Prima la Fiorentina e poi il derby della Mole. Nell'ultima giornata infatti la Juventus sarà impegnata in trasferta contro il Torino, che potrebbe rivelarsi l'ago della bilancia per le sorti della qualificazione europea. JUVENTUS - 68 punti - 37ª giornata: Juventus-Fiorentina - 38ª giornata: Torino-Juventus IL FINALE DI STAGIONE DEL MILAN - Milan sconfitto e contestato dopo il ko contro l'Atalanta. Dopo la sconfitta contro i nerazzurri, la qualificazione in Champions League è in bilico per la squadra di Massimiliano Allegri, raggiunta al quarto posto dalla Roma dopo la vittoria degli uomini di Gasperini contro il Parma. La squadra di Allegri, dopo essere tornata a vincere col Verona, ha pareggiato contro la Juventus di Spalletti, arrivando a quota 67. prima dei due ko consecutivi contro Sassuolo e Atalanta. In questo momento, però, i rossoneri sarebbero comunque in Champions League, in virtù degli scontri diretti a favore sulla Roma (1-0 all'andata, 1-1 al ritorno). MILAN - 67 punti - 37ª giornata: Genoa-Milan - 38ª giornata: Milan-Cagliari GLI IMPEGNI DELLA ROMA - Dopo il poker all'Olimpico contro la Fiorentina, i giallorossi hanno momentaneamente agganciato il Milan grazie a una vittoria nel recupero a Parma. Il gran finale regalerà fortissime emozioni: la penultima giornata vedrà la Roma impegnata nell'attesissimo e sempre imprevedibile derby casalingo contro la Lazio, prima di concludere la stagione con un'ultima e possibilmente decisiva trasferta al Bentegodi contro il Verona. ROMA - 67 punti - 37ª giornata: Roma-Lazio - 38ª giornata: Hellas Verona-Roma IL PERCORSO DEL COMO - La sorpresa di questo campionato si trova di fronte a un traguardo storico, ma per raggiungerlo dovrà superare una serie di ostacoli decisamente complessi. La squadra di Fàbregas, dopo aver perso le ultime due gare di campionato contro Inter e Sassuolo, è tornata a vincere contro il Genoa. Il big match contro il Napoli è terminato 0-0, facendo salire il Como a 62 punti. Contro il Verona, al Bentegodi, la squadra di Fabregas ha vinto 1-0 e ottenuto l'aritmetica qualificazione alle coppe europee. La stagione si chiuderà con la sfida interna contro il Parma, prima dell'incrocio lombardo sul campo della Cremonese, un'ultima trasferta che potrebbe decretare il trionfo di un'intera annata. COMO - 65 punti - 37ª giornata: Como-Parma - 38ª giornata: Cremonese-Como
IntervistaSalcedo: "Inter? Pensavo bastasse il talento. In Grecia sono rinato"
Salcedo: "Inter? Pensavo bastasse il talento. In Grecia sono rinato"
“Che effetto vi farebbe se oggi l’Inter spendesse dieci milioni per un ragazzino del 2010? Nel 2018 quel ragazzino ero io, e non ho avevo la giusta consapevolezza”. Il flusso di coscienza di Eddie Salcedo colpisce per lucidità di pensiero. “Ho dato troppe cose per scontate: credevo che il mio talento sarebbe bastato ad arrivare in alto, vivevo come se tutto fosse dovuto. Quegli errori sono serviti: oggi ho una maturità diversa”. L’attaccante ci racconta la sua storia. La storia di un prodigio del calcio, un "bambino" lanciato in Serie A a soli quindici anni e acquistato dall’Inter qualche mese più tardi dopo un’asta internazionale. Ma anche e soprattutto di un uomo consapevole, che a 24 anni ha ritrovato sorriso e continuità. “Oggi gioco all’OFI Creta e mi sento a casa: ho segnato 12 gol quest’anno e abbiamo appena vinto la Coppa di Grecia, un traguardo che mancava da quarant’anni”. La voce è ancora rotta dai festeggiamenti: “Intorno a noi c’è un’atmosfera bellissima. È un momento storico, Creta vive per questa squadra. Sono arrivato lo scorso anno: il presidente ha costruito la rosa proprio con l’obiettivo di riportare qui la Coppa: al primo tentativo abbiamo perso in finale, questa volta non ci è scappata. I tifosi sono fantastici, pur di venire a cantare allo stadio venderebbero casa. Per festeggiare abbiamo girato tutta l’isola in pullman scoperto, ci saranno state centomila persone: gente che piangeva e che esultava come mai avevo visto prima”. MATURITÀ - 24 anni, una stagione da 12 gol e un trofeo in bacheca – vinto da protagonista. La maturità è arrivata: “L’OFI mi ha fatto rinascere, finché sarò qui darò il massimo. So di poter tornare in Serie A e spero un giorno di avere una nuova chance”. La prima, d’altronde, era arrivata prestissimo. Genoa-Sassuolo, agosto 2017: “Ero un bambino, avevo quindici anni. Tre mesi prima ero a giocare le fasi finali con l’Under 16 e grazie a Juric mi sono ritrovato subito dopo in Serie A. Ho realizzato un sogno, è stato tutto bellissimo ma anche molto veloce. Poi è arrivata l’Inter e mi sono trasferito. In quel momento non ho avuto la giusta consapevolezza: pensavo il mio talento fosse abbastanza per farcela. Le cose andavano bene sia in Primavera all’Inter, sia con Juric al Verona l’anno dopo in Serie A. E invece alla lunga ho pagato. Ma come dico sempre, il tempo di Dio è perfetto: se le cose sono andate così c’è un motivo. Ho molta fede, il tempo mette sempre le persone dove meritano”. LUCE E BUIO - Al Verona, Salcedo ha trascorso due buone stagioni. 17 presenze in A la prima, 21 la seconda. A diciotto, diciannove anni: “Ero uno dei pochi giovani che giocava con continuità in Italia. Lo devo a Juric: non guarda la carta d’identità, se sei forte ti manda in campo”. Poi però qualcosa si è rotto: “Dopo Verona avrei dovuto fare il salto da protagonista con lo Spezia, ma quando sono arrivato in ritiro eravamo quaranta giocatori e tantissimi attaccanti. Mi hanno adattato ala, mezz’ala e poi sono finito fuori rosa. Ho perso fiducia: pensavo fosse il mio momento e invece ho smesso di giocare”. Da lì è partita la girandola di prestiti. “Sono stato sei mesi in B a Bari per ritrovarmi. Poi sei mesi a casa, al Genoa. Non erano andati male: 8 partite, 2 gol. Giocavamo per vincere e in un ambiente bellissimo. Oggi di quel gruppo ne sento ancora tanti: ogni volta che li guardo, il mio amico Ekuban segna. È un club che lavora bene con i giovani e sarà sempre nel mio cuore. Infatti dopo quel prestito speravo di restare, o di fare comunque un passo avanti. Invece sono finito sei mesi in seconda divisione spagnola in un club modesto come l’Eldense e poi altri sei mesi in Italia, a Lecco, dove l’aria era pesante e siamo retrocessi in C. Una mazzata”. SWITCH - Per ritrovare la serenità, Salcedo ha scelto il mare di Creta. E ha cambiato abitudini: “Ho capito che serviva uno switch mentale. Ho assunto un mental coach, un match analyst e ho curato sempre di più alimentazione e allenamento. Così ho ritrovato la mia miglior versione e ho ripreso a segnare: questa consapevolezza di certo avrebbe aiutato qualche anno fa, ma non ho rimpianti”. Dalla Grecia, intanto, Eddie sorride anche per… “il mio fratellino Ahanor. Siamo entrambi di Genova e abbiamo avuto un allenatore in comune che è come un padre calcistico per entrambi, Cristiano Francomacaro. Io e Honest siamo molto legati: in estate ci alleniamo insieme e sono contentissimo di vederlo splendere in Champions League. In Italia il talento non manca. Cosa c’è diverso in Grecia? Forse più coraggio: in Italia se mandano in campo un ragazzino e la squadra non gira, il ragazzino è il primo a essere tolto. Qui fanno il contrario: ai giovani forti serve dare fiducia, le prime partite servono a sbloccarsi e trovare continuità. Poi vedrete che il ragazzino sarà all’altezza”. Parola di un ex bambino prodigio che ha ritrovato sé stesso e ora sogna in grande. A cura di Luca Bendoni
Il Barcellona festeggia la 29esima Liga: si decide tutto nel Clásico
Il Barcellona festeggia la 29esima Liga: si decide tutto nel Clásico
"Més que un club" recita il motto blaugrana. Una famiglia, spiegano in tanti. Anni di investimenti sui giovani per un futuro che ormai è sempre più presente. Il Barcellona gioisce ancora una volta, con una nuova Liga tra le sue braccia. I ragazzi di Flick portano così a casa il secondo trofeo stagionale dopo la vittoria della Supercoppa di Spagna, lo scorso 11 gennaio proprio contro il Real Madrid. Il tutto sulla cornice di una sfida speciale, quella dell'eterna rivalità: il Clásico. La sblocca Rashford con un capolavoro su punizione, poi raddoppia il solito Ferran Torres. Altro gol meraviglioso, propiziato da una magia di tacco di Dani Olmo, che basta per chiudere qui i giochi. A tre giornate dal termine il Barcellona centra l'obiettivo. Inizia così la festa al Camp Nou, pieno di tifosi in occasione del grande evento. Il Barcellona chiude i conti con tre giornate di anticipo e ancora una volta è campione de La Liga.  ANCORA FLICK - Determinato, a tratti severo e molto preciso. Mai una parola di troppo, rimanendo sempre focalizzato sul presente. "Non importa quando si vince, l'importante è fare un buon lavoro", ha spiegato Flick dopo la vittoria con l’Osasuna senza volersi sbilanciare sulla vittoria de La Liga. E così, silenzioso, fa due su due.  Anche in un giorno durissimo, quello della scomparsa del padre, sta vicino ai suoi ragazzi, regalandosi una notte di emozioni contrastanti. Arrivato nel 2024, ha centrato due volte consecutive l’obiettivo campionato, cosa che non succedeva dalle stagioni 2017-19 con Ernesto Valverde sulla panchina blaugrana. Ma non solo, lo stesso si è ripetuto anche in Supercoppa, con la vittoria dei suoi ragazzi sia la passata sia la presente stagione. Un vero 'ganador', direbbero in Spagna. I PROTAGONISTI - Si sa, i meriti però non vanno solo all’allenatore ma soprattutto a chi scende in campo. E La Masia è sempre più presente in queste vittorie, a partire dalla grande star Lamine Yamal. Molto spesso decisivo, capocannoniere blaugrana (per gol e assist) di questa stagione e con un numero molto importante sulle spalle. Per avere solo 18 anni l’eredità del 10 pesa molto e sono frequenti anche le critiche, alle quali risponde battendo record su record e vincendo trofei. Senza dimenticare il secondo posto al Pallone D’Oro nel settembre 2025 da neo maggiorenne.  Poi ci sono i veterani, i grandi bomber che lasciano ancora il segno, soprattutto negli scontri decisivi, come Robert Lewandowski. Il Barcellona chiama e il polacco risponde sempre presente, come nella sfida con l’Osasuna di sabato 2 maggio oppure nella finale di Supercoppa spagnola. In quell’occasione ad aiutare il classe ‘88 è stato Raphinha con una doppietta. Con le loro tre reti i blaugrana hanno infatti portato a casa il trofeo a inizio anno.  MALEDIZIONE CHAMPIONS - Ma ci sono anche note dolenti: la maledizione Champions continua. Anche in questa stagione i tifosi blaugrana non possono sognare la tanto ambita coppa, con una finale che manca dal 2015. Non è bastata la vittoria al Metropolitano nella sfida di ritorno dei quarti. Tra reti annullate e occasioni clamorose il Barcellona non ce l’ha fatta, di nuovo.  E il giorno dopo sono arrivati anche i commenti. "Arrendersi non è un’opzione", ha scritto Yamal sui social. "Bisogna imparare dalle sconfitte. Questa tristezza servirà per generare allegria molto presto", aveva commentato invece Pedri. Questa gioia, a distanza di qualche settimana, è finalmente arrivata. Lasciata alla spalle la questione Champions, i blaugrana ora si godono un’altra Liga. Perché, alla fine, il Barcellona è "més que un club". 
Milan, Tare: "I tifosi meritano altro. Forse serve il ritiro"
Milan, Tare: "I tifosi meritano altro. Forse serve il ritiro"
"Futuro? Non ho avuto segnali dalla società. Andremo in ritiro", sono queste le dichiarazioni rilasciate dal direttore sportivo Igli Tare ai microfoni di DAZN dopo la sconfitta del Milan contro l'Atalanta. Il DS ha commentato il periodo di forma che stanno affrontando i rossoneri: Cosa sta succedendo? Vedendo le ultime partite, è mancata l'attenzione. È inutile nasconderci, dobbiamo prenderci le nostre responsabilità. I tifosi meritano un'altra squadra. Prendiamo di buono quello che è stato fatto nell'ultima mezz'ora, è tutto nelle nostre mani". Il direttore sportivo ha poi parlato così del proprio futuro: "Futuro in discussione? Onestamente io non ho avuto nessun segnale da parte della società, mi concentro sul lavoro ed è stato fatto un grande lavoro. Tutto il resto fa parte del nostro mestiere, se stai a questi livelli devi saper reggere la pressione e mantenere la calma". LE PAROLE DI IGLI TARE - Tare ha poi speso alcune parole sulla contestazione dei tifosi: "Sulla contestazione di questa sera: "I tifosi hanno il diritto di contestare, il loro pensiero è fondamentale. In questo momento il problema è mentale, la squadra non è serena. È fondamentale tenere la mente fredda e accettare le critiche, nelle prossime due partite va raggiunto l'obiettivo." Sul come uscire da questa situazione ha infine concluso: "Abbiamo analizzato insieme al mister la situazione dopo la partita. In questo momento tutto ciò che gira intorno a noi non deve toglierci energie. La reazione dello spogliatoio è stata quella giusta ma dalle parole dobbiamo passare ai fatti. Forse occorrerà andare in ritiro qualche giorno prima".
Milan, Allegri: "Nessuno si aspettava queste difficoltà, quando mancano i risultati il responsabile sono io"
Milan, Allegri: "Nessuno si aspettava queste difficoltà, quando mancano i risultati il responsabile sono io"
Momento difficilissimo per il Milan, che perde ancora e ora si vede agganciato al quarto posto dalla Roma. "È inutile di parlare di ciò che è successo fino ad ora, non lo possiamo cambiare", ha detto Massimiliano Allegri a DAZN, al termine della partita persa per 3-2 contro l'Atalanta. "Dobbiamo fare una buona settimana di lavoro - ha proseguito l'allenatore - che è determinante in ottica Champions. Gira così, alla prima situazione prendiamo gol, lì ci siamo disuniti. Mi prendo la buona reazione del secondo tempo. Abbiamo ripreso a far gol e questo è un buon segnale. Sappiamo che col Genoa sarà difficile". Segno del momento del Milan è la pesante contestazione dei tifosi, che hanno lasciato lo stadio dopo poco più di 50 minuti: "Preoccupato? Nessuno di noi si aspettava questo momento di difficoltà. Va affrontato con grande responsabilità. Domenica abbiamo una partita importante e bisogna prepararsi bene". LE PAROLE DI ALLEGRI - Allegri ha anche parlato di Leao, ancora una volta fischiato pesantemente da San Siro: "Credo che in questo momento il problema non sia Leao o altri giocatori. La priorità è la squadra, Rafa stasera ha avuto situazioni favorevoli come a Parma, è un momento così". Ha poi parlato del tema della contemporaneità delle partite: "È una cosa non fattibile, non decidiamo noi. Le ultime due dovrebbero essere in contemporanea, ancora devono farci sapere. La squadra ha lavorato bene ai ragazzi non va rimproverato nulla". L'allenatore rossonero si è assunto la responsabilità per il momento della squadra: "Quando mancano i risultati il responsabile sono io. In questo momento non c'è bisogno di vedere di chi sono le responsabilità ma solo di lavorare bene. Che la Champions era in una botte di ferro, io avevo sempre detto il contrario". SUL RITIRO - Massimiliano Allegri si è poi espresso così ai microfoni di Sky Sport sulla possibilità di andare in ritiro: Ritiro? Quando sapremo quando giocheremo programmeremo la settimana. Io e Furlani abbiamo parlato con la squadra. A Genova bisognerà fare una partita più solida. Prima di Sassuolo avevamo dei bonus da giocarci ora non ne abbiamo più. Bisogna preparare bene la settimana di Genova ed essere bravi a fare una buona prestazione. Qualcosa che mi preoccupa? Abbiamo perso quella solidità difensiva che avevamo. Siamo un po' disordinati in campo, dobbiamo lavorare tutta la settimana".  
Atalanta, Palladino: "Futuro? La società farà le valutazioni. Io non ho rimpianti"
Atalanta, Palladino: "Futuro? La società farà le valutazioni. Io non ho rimpianti"
"Futuro? La società farà le valutazioni. Io non ho rimpianti", ha parlato così Raffaele Palladino nel post partita di DAZN riguardo il proprio futuro. L'allenatore nerazzurro è intervenuto dopo la vittoria ottenuta per 2-3 a San Siro contro il Milan, in una gara che si è riaccesa nei minuti finali con due gol in rapida successione dei rossoneri ma che non sono bastati agli uomini di Allegri. Raffaele Palladino ha poi parlato della prestazione dei suoi ragazzi, sottolineandone il merito e ringraziandoli per il loro supporto: "Stasera devo ringraziare i miei ragazzi che hanno fatto una grande partita. Abbiamo difeso bene contro una squadra che ha grandi individualità. Nel primo tempo non abbiamo concesso niente. Volevo ringraziarli pubblicamente perché hanno risposto alla grande, è un gruppo che rema dalla stessa parte. Oggi sono venuti qui vincendo una partita meritatamente. Dispiace per gli ultimi minuti ma ci sta soffrire, bello vincere anche così". LE PAROLE DI RAFFAELE PALLADINO - L'ex Fiorentina ha proseguito analizzando il suo futuro: ”Non penso al mio futuro, penso al presente cercando di chiudere al meglio questa stagione. Penso di essere stato apprezzato al massimo dai tifosi e dai calciatori, spero sia lo stesso per la società. Non ho rimpianti, cerco di fare del mio meglio. Alla fine la società farà le sue valutazioni. Sono i ragazzi che meritano l’attenzione e non Palladino".  
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