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Como-Lipsia è Fàbregas contro Demichelis: da campioni in campo al sogno Champions
Si scrive Como, si legge storia. Il "Sinigaglia" si veste a festa per il debutto della squadra in Champions League, frutto delle geometrie e delle idee innovative di Cesc Fàbregas. La prima dello spagnolo nella massima competizione europea per club sarà contro un allenatore al debutto in Champions: Martin Demichelis.
L'ex difensore argentino siede sulla panchina del Lipsia, tornato in Champions League dopo un anno di assenza. Il club tedesco ha scommesso su Demichelis, reduce dalla retrocessione con il Mallorca. L'ex Bayern Monaco ha chiuso il capitolo spagnolo e ha iniziato un nuovo viaggio in Germania, con un sogno che parte dalle sponde del lago di Como.
GRANDI DA CALCIATORI - Fàbregas e Demichelis hanno avuto una carriera di successo in campo. Lo spagnolo è stato un perno del centrocampo di Arsenal, Chelsea e Barcellona, vestendo da protagonista le maglie di tre dei club più blasonati al mondo. La bacheca del 39enne scintilla anche con la Nazionale spagnola, con cui ha vinto 2 Europei consecutivi (2008 e 2012) e, in mezzo, il Mondiale del 2010.
Demichelis è l'eroe dei due mondi. Partito dal calcio argentino con la maglia del River Plate, il 45enne si è affermato con i Millonarios, prima dell'esperienza in Europa. In patria ha fatto en plein di trofei, vincendo 4 campionati argentini. Nel Vecchio Continente si è affermato con Bayern Monaco e Manchester City, alzando al cielo 4 Bundesliga e una Premier League.
Campioni e protagonisti di una generazione, Fàbregas e Demichelis sono stati apprezzati dai loro allenatori e sono rimasti nel cuore dei tifosi delle squadre di cui hanno vestito la maglia. Ora, però, la prospettiva cambia e quanto fatto di buono sul campo va ripetuto in panchina.
LA NUOVA VITA DA ALLENATORI - Fàbregas ha ereditato la panchina del Como nel 2024, dopo aver ricoperto il ruolo di vice di Osian Roberts. Il 39enne ha creato un legame indissolubile con la società biancoblù, rifiutando la corte dei top club italiani ed europei. Ma perché è rimasto a Como? La dirigenza ha dato allo spagnolo la possibilità di sbagliare e di osare con i giovani, una scommessa che finora si è rivelata vincente. Sul mercato, il club ha investito negli Under 23, puntando su Nico Paz, Baturina, Diao e non solo.
Lo stesso discorso vale per Demichelis. La prima esperienza dell'argentino è stata in patria, su una delle panchine più calde del mondo: quella del River Plate. Con i Millonarios ha vinto campionato, coppa e supercoppa argentina nella stagione 2022/2023. L'allenatore ha puntato sui giovani, valorizzando talenti come Mastantuono ed Echeverri, volati rispettivamente al Real Madrid e al Manchester City.
Demichelis e Fàbregas si ritrovano ora uno di fronte all'altro in Champions League con un'idea di calcio simile. La cabala è a favore dell'allenatore del Como, che da calciatore ha vinto 3 partite su 3 contro il collega argentino (tutte ai tempi della Liga spagnola). Demichelis cerca la rivincita, Fàbregas la consacrazione: al "Sinigaglia", Como e Lipsia scriveranno una pagina di storia del calcio.
Como, la notte dei sogni. Suwarso: "Fabregas non resterà per sempre. Il mio posto a un tifoso"
Da un ufficio in un sottoscala ai riflettori della Champions League, il passo non è mai stato così breve e intenso. Questa sera il Como scriverà la pagina più importante della sua storia recente, ospitando il Lipsia in un Sinigaglia tirato a lucido per il debutto nella massima competizione europea. Un traguardo incredibile, commentato dal presidente Mirwan Suwarso in una lunga intervista concessa a Repubblica.
IL GESTO PER IL TIFOSO E LE AMBIZIONI - Per l'occasione, il numero uno del club ha deciso di rinunciare al suo posto d'onore in tribuna per cederlo a un anziano supporter. Una scelta spiegata con grande naturalezza: "Oggi scriviamo la storia ed è corretto che sugli spalti ci sia chi tifa questi colori da una vita intera e non è riuscito a trovare il biglietto, viste le restrizioni sui posti. Io mi arrangerò e guarderò il match dove capita". L'obiettivo per questa sera, però, non è solo partecipare. Il Como vuole stupire, guidato dal carisma del suo allenatore: "Cesc scende in campo sempre con la convinzione di poter vincere contro chiunque - ha aggiunto Suwarso -. Poi, chiaramente, sarà il terreno di gioco a emettere il verdetto definitivo".
IL FUTURO DI FABREGAS - Proprio su Cesc Fabregas, allenatore, azionista e architetto del progetto tecnico, Suwarso ha tracciato uno scenario lucido e proiettato al futuro: "La sua impronta qui rimarrà in eterno, perché ha lavorato per il bene della società e non per i propri interessi personali. Tuttavia, nessuno resta per sempre nello stesso posto. Il giorno in cui deciderà di intraprendere una nuova avventura, il suo ultimo compito sarà quello di aiutarci a scegliere un erede all'altezza, per non disperdere il metodo di gioco e il valore della rosa che ha costruito".
BRAND GLOBALE, MA RADICI LOCALI - Il Como, intanto, si espande a macchia d'olio fuori dai confini italiani, tanto che le vendite del merchandising stanno registrando picchi incredibili in città come New York, Londra e Parigi. Un vero e proprio brand di lusso che attira anche le stelle di Hollywood: "Per la prossima sfida di coppa contro il Manchester United avremo Cillian Murphy in tribuna, ma la verità è che sono le celebrità a chiederci di venire, non siamo noi a invitarle".
Nonostante l'allure internazionale, però, il club non vuole dimenticare chi lo ha sostenuto fin dal principio: "Noi proprietari siamo soltanto degli ospiti, il Como appartiene ai comaschi. Proprio per mantenere intatta questa identità, abbiamo deciso di lasciare i prezzi della Curva identici a quelli che avevamo quando eravamo in Serie C".
IL RILANCIO DEL CALCIO ITALIANO - Infine, una chiosa sulla Serie A e sul gap con l'estero. Suwarso (che ha elogiato colleghi definiti "visionari" come Marotta e De Laurentiis) si è detto molto ottimista per il futuro del nostro calcio: "Rispetto a noi gli inglesi hanno sicuramente i capitali, ma in Italia possiamo vantare la passione, la storia, l'arte e il cibo. Sfruttando nel modo giusto questi asset, nel giro di un decennio la Serie A può tranquillamente tornare ai fasti degli anni Novanta".
Brasile, Ancelotti convoca Breno Bidon: l'Italia si allontana per il talento italo-brasiliano
Nessun vero e proprio sgarbo, considerando che il ragazzo è nato e cresciuto in Sudamerica, ma di fatto Carlo Ancelotti toglie - almeno per il momento - un potenziale futuro azzurro alla Nazionale italiana. Nella lista diramata ieri sera, il commissario tecnico del Brasile ha infatti inserito anche Breno Bidon, talentuoso centrocampista del Corinthians classe 2005.
IL PASSAPORTO E LA LISTA DELLA LEGA - Un prospetto che l'Italia stava monitorando con grande attenzione. Bidon ha infatti ottenuto la cittadinanza italiana proprio in questo 2026, in virtù delle origini della sua famiglia, pur mantenendo un legame fortissimo con il suo Paese natale. Un dettaglio burocratico che non era passato inosservato, tanto che il centrocampista era stato inserito appena ieri nella lista dedicata ai 100 calciatori italiani presentata dalla Lega Serie A.
COSA DICE IL REGOLAMENTO FIFA - Discorso azzurro definitivamente chiuso? Non del tutto. La chiamata del Brasile certifica ovviamente l'interesse concreto della Seleçao nei suoi confronti e allontana l'ipotesi italiana, ma lascia aperto uno spiraglio regolamentare. La nazionale di Ancelotti non ha infatti convocato Bidon per partite ufficiali, bensì per le due amichevoli contro l'Australia in programma a fine settembre. Di conseguenza, anche se il ragazzo dovesse scendere in campo, non sarebbe automaticamente esclusa una futura convocazione con l'Italia (cosa che avverrebbe in caso di match di qualificazione). Secondo le normative FIFA, però, dovrebbero passare ben tre anni senza ulteriori chiamate dal Brasile prima di poter eventualmente richiedere il cambio di nazionalità sportiva.
Roma, la probabile formazione contro il Fenerbahce: ballottaggio Molina-Lulli
Dopo 7 stagioni, la Roma torna finalmente a calcare i campi della Champions League con la prima partita della sua League Phase. Il primo impegno sarà in Turchia, sul difficile campo del Fenerbahce, che torna nel tabellone di Champions per la prima volta dal 2008.
La squadra di Gasperini ha iniziato la sua stagione con un tre su tre in campionato e si prepara ad affrontare una rosa ricca di vecchie conoscenze del calcio italiano, su tutte il grande ex Romelu Lukaku. Dall'altra parte, la stagione del Fenerbahce è iniziata addirittura il 21 luglio con i preliminari di Champions e, dopo un buon avvio, la squadra di Kartal è reduce dalla sconfitta per 2-1 nl derby col Besiktas.
LA PROBABILE FORMAZIONE - Di seguito le possibili scelte di Gian Piero Gasperini.
Non ci dovrebbero essere grandi novità, con Gasperini che potrebbe confermare la formazione titolare schierata contro l'Atalanta. L'unico dubbio è sulla corsia di destra, con Molina leggermente avanti nel ballottaggio con Lulli. Nessuna sorpresa, nemmeno alle spalle di Malen, dove ci sarà ancora la coppia composta da Dybala e Rodrigo Mora, con Soulé ancora una volta pronto a subentrare dalla panchina.
ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Lulli, Koné, Cristante, Wesley; Dybala, Mora; Malen. Allenatore: Gian Piero Gasperini
DOVE VEDERE FENERBAHCE-ROMA IN TV E STREAMING - La partita di Istanbul, valida per la prima giornata della League Phase di Champions League, si giocherà giovedì 10 settembre con calcio d'inizio alle 18:45. Sarà possibile vederla in diretta tv esclusiva su Sky Sport, oltre che in streaming su Sky Go e Now Tv.
IntervistaIl 'Loco' Picci sposa il progetto dell'FC CdS: "Massimo entusiasmo, voglio vincere e segnare"
“Mi sento più forte che mai, sto bene e fin quando ho questo fuoco dentro ho voglia di rimanere in campo”: la carta d’identità dice 41 anni, ma la testa e il cuore continuano a smentirla ormai da anni. Antonio ‘Loco’ Picci è così, talmente innamorato del calcio da renderlo l’epicentro della propria vita, continuando a fare sacrifici su sacrifici pur di avere sempre vicine una palla e una porta in cui fare gol.
Il campo da calcio è il suo habitat naturale (“A volte dico che vorrei morire dentro un campo da calcio, purtroppo è la mia vita e non posso farci nulla”), segnare il suo stile di vita: tutto ormai si concentra attorno a quello sport che ha stravolto la sua esistenza. E a 41 anni, infatti, il pensiero di fermarsi non gli ha mai sfiorato la testa, neanche per un momento. Ed ecco che ora la sua ultraventennale carriera fa tappa in un nuovo e super ambizioso progetto: quello dell’FC CdS, neonato club di Roma che si appresta a disputare il campionato di Terza Categoria del Lazio e che lo ha scelto come uomo immagine per inaugurare il proprio nuovo corso: “Ne sono onorato, non mi sento un esempio ma da un punto di vista dell’applicazione e della fame penso di non avere rivali e credo che mi abbiano scelto anche per questo. Ringrazio veramente il presidente e tutti coloro che stanno dietro questo progetto, molto più organizzato di molti altri di categorie superiori” - ha dichiarato a gianlucadimarzio.com.
UN NUOVO INIZIO - Una sfida tanto inedita quanto entusiasmante, che il Loco ha intenzione di affrontare con il massimo impegno: “So già che ora che la notizia è uscita arriverà una valanga di critiche, ma l’unica cosa che a me interessa è che ci siano due porte e un campo da calcio. Affronto tutte le avventure con il massimo entusiasmo, e infatti sono molto contento di far parte di questo nuovo progetto in cui tutti stanno mettendo tanta passione, che è quella che da anni mi spinge a dare tutto”.
Un connubio perfetto, nato tutt’altro che per caso: “Io devo fare i conti con la carta d’identità e con gli impegni lavorativi che non mi permettono di allenarmi tutti i giorni. Per questo motivo ho sposato un progetto meno impegnativo ma a cui voglio dedicare tutto me stesso. Sono sicuro che io, che ho segnato anche in Serie B, mi emozionerò anche quando farò gol in Terza Categoria con questa squadra. Tutti da me si aspettano tanto e cercherò di farmi trovare prontissimo”.
FAME - Le ambizioni sono le stesse di sempre, così come la fame di gol: “In questa stagione mi aspetto di segnare tanto, io vivo per il gol e mi hanno preso anche per questo. E poi voglio vincere il campionato. Un progetto di tale portata non può permettersi il lusso di perdersi per strada. Cominciamo dal basso e speriamo di scalare varie categorie nei prossimi anni”. Ma non solo. Picci conta di dare una mano anche ai più giovani in spogliatoio: “Quello che posso insegnare loro è la forza di non mollare mai, che mi ha sempre contraddistinto. Io ho sempre saputo ripartire dai vari errori, sono stato capace di rialzarmi”.
Parola di un uomo - oltre che un calciatore - che non si è mai lasciato abbattere dalle difficoltà, soprattutto grazie a un fattore preciso: “La gente che mi guarda mi spinge e mi dà la forza. La maggior parte delle persone mi vuole bene e me lo dimostra durante le partite o anche in giro. Poi come al solito ci sono gli haters, ma come dico sempre io ‘Chi ti conosce sa, chi non ti conosce ti giudica’. Chi non vive a contatto con me mi reputa un presuntuoso, ma chi mi conosce sa che sono una brava persona. Gli haters comunque mi sono d’aiuto, perché mi danno la forza di migliorarmi anche a 41 anni”.
PROTAGONISTA - Un punto di vista peculiare, considerando soprattutto come a parlare sia un calciatore che ha calcato tutti i campi d’Italia dalla Serie B in giù e che a 41 anni ha ancora tanta voglia di divertirsi e fare gol: “Fin quando riesco a divertirmi sono felice di continuare a giocare. Rimpianti? Forse il fatto di non essere arrivato in categorie più importanti, perché ho sempre scelto progetti in cui potevo sentirmi protagonista. Sono anche arrivato a giocare e segnare in B con il Brescia, non rimpiango nient'altro perché alla fine mi sono tolto tante soddisfazioni. A livello di adrenalina non mi sono fatto mancare niente”.
Lo spirito è quello giusto, la fame non manca mai: ci sono tutti i presupposti per assistere a un’inedita e intrigante versione del Loco, che si prepara a unire la ferocia da bomber all’altruismo da uomo spogliatoio. Picci è pronto a prendersi la Capitale in questa nuova tappa della sua carriera. Ma non chiamatela Last dance.
Napoli, Allegri: "Dispiace per la terza sconfitta. Quando difendiamo in questo modo è difficile farci gol"
"Ho parlato alla squadra. Gli ho detto che abbiamo fatto una buona partita contro una delle squadre più forti d'Europa", così Massimiliano Allegri ha commentato la sconfitta del Napoli contro l'Arsenal nella prima gara della League Phase di Champions League.
Per gli azzurri si tratta della terza sconfitta consecutiva, dopo i due ko in campionato contro Como e Inter. La gara del Maradona è stata decisa dal gol di Martin Ødegaard al 75' minuto, con una rete di mancino da fuori area dopo una lunga azione manovrata dei Gunners.
LE PAROLE DI ALLEGRI - L'allenatore toscano ha poi analizzato i novanta minuti della sua squadra: "Il primo tempo è stato molto equilibrato, il secondo loro hanno alzato il ritmo. Noi abbiamo difeso bene ed è positivo. Se avessimo fatto questa difesa contro Como e Inter forse sarebbero finite in modo diverso. Abbiamo avuto delle situazioni dove abbiamo sbagliato l'ultimo passaggio".
Ha poi aggiunto: "Sapevamo che la partita era complicata e ci dispiace per la terza sconfitta. Non bisogna demoralizzarci, bisogna essere dispiaciuti e arrabbiata ma lo spirito è quello da portare avanti. Quando difendiamo in quel modo è difficile farci gol".
Massimiliano Allegri ha infine fatto il punto sugli infortunati della serata: "Alisson credo che l'abbiamo perso per un po' di tempo. Meret? Valutiamo, ma speriamo non sia nulla di grave. Vedremo domani".
Arsenal, Arteta: "Abbiamo meritato di vincere. Il Napoli è complicato"
L'allenatore dell'Arsenal, Mikel Arteta, è intervunto ad Amazon Prime dopo la vittoria nella prima gara di League Phase di Champions League contro il Napoli. I Gunners sono alla quinta vittoria consecutiva, dopo il successo il Community Shield e le tre in Premier League.
L'allenatore spagnolo ha commentato la gara del Maradona: "Mi è piaciuta tanto la squadra. Mi ha convinto come abbiamo giocato. Sono felice, non era facile. Ci siamo adattati bene anche al clima".
LE PAROLE DI ARTETA - Arteta ha aggiunto: "Abbiamo fatto una bella performance in questa prima partita, abbiamo meritato di vincere. Il Napoli è molto complicato, ha dei giocatori che rendono la partita difficile".
KEVIN DE BRUYNE - "Se c'è un giocatore che amo del Napoli, è Kevin De Bruyne. È uno dei migliori centrocampisti di sempre. Ho avuto possibilità di allenarlo, è sempre un piacere vederlo giocare", ha raccontato Mikel Arteta in conferenza stampa.
Napoli, si ferma anche Meret. L’Arsenal allunga la striscia europea: imbattuto in Champions da un anno
Un Maradona pieno, le luci della Champions e una presenza inglese impossibile da non notare. Tantissimi i tifosi dell’Arsenal arrivati a Napoli, capaci di accompagnare la squadra di Arteta con cori incessanti per tutta la gara. Una cornice da grande notte europea per una sfida che ha restituito due fotografie differenti: da una parte la solidità dei Gunners, ancora imbattuti, dall’altra un Napoli che continua a fare i conti con un’emergenza infortuni che non accenna a fermarsi.
L’ultimo nome è quello di Alex Meret. Il portiere azzurro ha accusato un problema muscolare nel corso del primo tempo e, dopo aver provato inizialmente a stringere i denti, non è tornato in campo nella ripresa. Al suo posto Vanja Milinkovic-Savic. Un altro campanello d’allarme in una serata iniziata già con diverse assenze e terminata con ulteriori preoccupazioni.
NAPOLI, L’EMERGENZA INFORTUNI CONTINUA. E LANG FINISCE IN TRIBUNA - Il Napoli si era presentato alla sfida già senza Scott McTominay e Frank Anguissa, due assenze pesanti soprattutto in mezzo al campo. A queste si è aggiunta quella di Noa Lang, per motivi completamente differenti. A chiarire la situazione è stato Massimiliano Allegri nel post-partita: "È semplice: stamane ha avuto un comportamento non idoneo per partecipare alla partita". Da qui la decisione di mandare l’olandese in tribuna. E durante i novanta minuti la situazione si è ulteriormente complicata. Oltre a Meret, il Napoli rischia infatti di perdere per diverse settimane anche Alisson Santos. Se sul portiere Allegri rimanda ogni valutazione agli accertamenti: "Meret lo valuteremo domani", sull’esterno filtra maggiore pessimismo: "Alisson difficilmente lo rivedremo prima della sosta". Il calendario, intanto, non aspetta. Tra campionato e Champions, recuperare uomini diventa una necessità per una squadra chiamata a ritrovare anche i risultati.
ARSENAL, UN ANNO SENZA SCONFITTE IN CHAMPIONS - Di fronte c’era del resto un Arsenal che ha trasformato la continuità europea in una delle proprie caratteristiche. I Gunners non perdono sul campo in Champions League da un anno. Nella passata edizione avevano chiuso il maxi-girone con un percorso perfetto, fatto di otto vittorie in otto partite. Nemmeno la finale aveva interrotto la serie nei 120 minuti, con la coppa sfuggita soltanto ai calci di rigore. Un cammino che si inserisce in un biennio europeo di altissimo livello, con una semifinale e una finale nelle ultime due stagioni. Anche al Maradona la squadra di Arteta ha mostrato personalità e capacità di cambiare ritmo nel corso della partita, resistendo alla buona prima frazione del Napoli e crescendo con il passare dei minuti. E Arteta, nonostante il successo, ha lasciato intendere di aver visto margini per un risultato ancora più ampio: "Il risultato finale doveva riflettere un esito ben diverso. Sarebbe dovuto essere decisamente migliore. Ma ciò che abbiamo fatto è incredibile".
ARTETA INCORONA DE BRUYNE: “UNO DEI MIGLIORI CENTROCAMPISTI DI SEMPRE” - Nel racconto della serata c’è spazio anche per Kevin De Bruyne. E a spendere parole importanti per il belga è stato proprio Mikel Arteta. "Se c’è un giocatore che amo del Napoli, è Kevin De Bruyne. È uno dei migliori centrocampisti di sempre. Ho avuto la possibilità di allenarlo, è sempre un piacere vederlo giocare". Un attestato di stima tutt’altro che banale, accompagnato anche da un riconoscimento alla disposizione tattica del Napoli. Arteta ha sottolineato quanto le distanze ridotte tra gli uomini di Allegri abbiano complicato il piano dei Gunners: "Bisogna sfruttare le qualità dei giocatori e capire dove l’avversario presenta delle debolezze. Loro giocano a distanze così ridotte che la situazione si complica". Poi l’elogio alla fame della propria squadra e a Martin Odegaard, tornato a incidere dopo aver saltato diverse partite. Per il norvegese Arteta fissa anche un obiettivo senza troppi giri di parole: "Gol ogni settimana. Gol in ogni partita. È questo l’obiettivo".
FAVASULI, DAL CATANZARO ALL’ESORDIO IN CHAMPIONS - E dentro una notte amara c’è anche una storia da conservare. Costantino Favasuli ha fatto il suo esordio in Champions League con il Napoli, davanti a un Maradona gremito e contro una delle squadre più forti d’Europa. A sottolinearlo è stato lo stesso Allegri: "Sono contento dell’esordio di Favasuli, che giocava al Catanzaro l’anno scorso. Come Vergara, sono ragazzi che devono fare esperienza in Champions e in campionato". Dal Catanzaro al palcoscenico della Champions: un salto che racconta anche la volontà di dare spazio a chi deve ancora costruire la propria esperienza internazionale. Il Napoli esce così dal Maradona senza punti e con qualche problema in più, ma anche con una prestazione dalla quale Allegri vuole ripartire. Meret da valutare, Alisson che difficilmente tornerà prima della sosta, Lang escluso per motivi disciplinari e un calendario che non concede tregua. Dall’altra parte resta invece la continuità impressionante dell’Arsenal: anche Napoli entra nella striscia di un gruppo che da un anno non perde sul campo in Champions League.
