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Akanji: “C’è stato un dialogo con il Milan. Inter scelta giusta? Credo di sì”
Akanji: “C’è stato un dialogo con il Milan. Inter scelta giusta? Credo di sì”
Alla vigilia della semifinale di ritorno di Coppa Italia contro il Como, il difensore dell’Inter Manuel Akanji è intervenuto ai microfoni di SportMediaset per parlare del suo inserimento nel gruppo nerazzurro, del momento della squadra e dei possibili obiettivi stagionali. Lo svizzero ha raccontato una stagione vissuta con grande continuità, sottolineando come l’impatto con il mondo Inter sia stato immediato grazie al lavoro dello staff e alla qualità del gruppo, che gli ha permesso di adattarsi rapidamente sia da centrale che da braccetto di destra. L'INSERIMENTO NEL GRUPPO E LA SCELTA INTER - Akanji ha spiegato di sentirsi pienamente a suo agio nella nuova realtà: “Allenatore e squadra mi hanno aiutato molto fin dall’inizio, qui è stato tutto più semplice. Mi trovo bene sia al centro che sul lato destro della difesa e penso di aver fatto una buona stagione”. Sulla scelta di vestire il nerazzurro, il difensore ha ammesso che in estate ci sono stati contatti anche con il Milan, ma la decisione finale è stata netta: “C’era stato un dialogo anche con il Milan, però sentivo che l’Inter fosse la soluzione più giusta per me. Col senno di poi, credo sia stata la scelta corretta”. CHIVU, IL GRUPPO E IL FUTURO - Parole importanti anche per Chivu, indicato da Akanji come figura centrale nella gestione della stagione: “Ha mantenuto sempre un ambiente positivo, anche nei momenti difficili. Non è semplice in un’annata così lunga, ma è stato bravo a tenere tutti uniti e concentrati”. Sul tema futuro, il difensore ha preferito non sbilanciarsi: “Ora non è il momento di pensarci. Se arriveranno i trofei, allora si parlerà di tutto con calma. Io però sto bene qui e voglio solo finire la stagione al meglio”. COPPA ITALIA E AMBIZIONI - Infine uno sguardo alla semifinale contro il Como e al possibile double stagionale: “In Serie A siamo messi bene, ma la Coppa Italia è una storia diversa. È una gara secca e loro verranno a Milano per giocarsela. Vogliamo la finale”. Sull’eventuale doppietta stagionale, Akanji non nasconde l’entusiasmo: “Sarebbe qualcosa di speciale vincere due trofei al primo anno. Era l’obiettivo, anche se in Champions non è andata come speravamo. Ora vogliamo chiudere nel migliore dei modi”.
LiveSfida a distanza Malagò-Abete, il calcio italiano cerca la nuova guida: il racconto della giornata LIVE
Sfida a distanza Malagò-Abete, il calcio italiano cerca la nuova guida: il racconto della giornata LIVE
La corsa per la presidenza FIGC accelera verso le elezioni del 22 giugno. Oggi alle 14:00 andrà in scena il primo vero confronto tra Giovanni Malagò e la Lega Serie A, forte dell'appoggio di 19 club su 20, con la sola eccezione di Lotito. In mattinata, alle ore 11:00, l'Assemblea definirà le priorità da sottoporgli: interventi del governo su stadi e Decreto Crescita, oltre a riforme immediate per i vivai, come il ritorno del vincolo sportivo e nuovi incentivi per i talenti italiani. L'ufficialità della candidatura di Malagò arriverà però solo dopo un giro di consultazioni. Domani vedrà il presidente della Serie B Bedin, mentre tra mercoledì e giovedì la sfida con l'altro candidato Giancarlo Abete, appoggiato dalla LND, si sposterà sui tavoli di Lega Pro, Assocalciatori e Assoallenatori, il cui 30% dei voti sarà l'ago della bilancia. Sullo sfondo resta vigile il Ministro dello Sport Abodi, atteso domani in Senato per chiedere una vera riforma di sistema che vada oltre la semplice elezione del presidente. Di seguito tutti gli aggiornamenti LIVE. 11.30 - Le parole del presidente De Laurentiis, appena arrivato in Lega: “Ho chiamato Malagò e gli ho chiesto di prendere in mano la situazione del calcio italiano. Siamo stanchi di chi interpreta il ruolo istituzionale per il proprio prestigio. Per lavorare serve competenza. Si parla di una contrapposizione con Abete, persona che rispetto ma che, a mio avviso, non è adatta a questo ruolo. Attendiamo Malagò: alle 15 avremo un quadro più chiaro e ci auguriamo che le sue idee siano in linea con le nostre. Il calcio italiano ha davvero bisogno di essere riformato.” 11.20 - I presidenti dei club di Serie A sono arrivati nella sede della Lega a Milano: in programma l'Assemblea straordinaria di questa mattina che precede l'incontro del pomeriggio con Malagò, candidato per le elezioni Figc del 22 giugno 9.45 - Prima dell’incontro con l’ex presidente del CONI, si terrà anche un’Assemblea di Lega con i vari club che discuteranno i punti cardine da proporre e portare avanti con Malagò 9.15 - È il giorno del vertice tra Malagò e i club di Serie A. Incontro previsto a partire dalle ore 14.00
Lukaku è tornato a Napoli: ore decisive per il suo futuro
Lukaku è tornato a Napoli: ore decisive per il suo futuro
Il momento della verità è arrivato per Romelu Lukaku. Dopo settimane lontano dall’Italia, l’attaccante belga è rientrato a Napoli nella serata di ieri ed è atteso oggi al centro sportivo di Castel Volturno, come anticipato nelle scorse settimane. Nel centro sportivo azzurro dovrebbe tenersi un confronto fondamentale per chiarire il suo futuro in maglia azzurra. Il ritorno arriva dopo un periodo complicato, tra riabilitazione svolta in Belgio e tensioni con il club. Una situazione delicata che ha acceso il dibattito nelle ultime settimane e che ora richiede risposte concrete, anche in vista degli obiettivi personali del giocatore, determinato a non perdere il prossimo appuntamento mondiale. IL RIENTRO E IL CONFRONTO CON IL CLUB - Lukaku è tornato in città dopo aver lavorato lontano da Napoli per recuperare dal problema all’ileopsoas. Una gestione autonoma che non ha trovato il pieno consenso della società, tanto da portare all’apertura di un procedimento disciplinare. Nelle prossime ore è previsto un faccia a faccia con Antonio Conte e il direttore sportivo Manna per fare chiarezza su una situazione sempre più intricata. NUMERI E STAGIONE COMPLICATA - Il rendimento stagionale racconta di un’annata difficile: appena sette presenze complessive e solo 64 minuti giocati, con un unico gol all’attivo. L’ultima apparizione risale al 20 marzo, quando rimase in panchina per tutta la gara contro il Cagliari, prima di allontanarsi temporaneamente dal gruppo. SCENARI FUTURI - Sullo sfondo resta anche l’ipotesi più drastica: quella di una possibile esclusione dalla rosa fino al termine della stagione. Una decisione che il club starebbe valutando seriamente, in attesa di capire l’esito del confronto con il giocatore. Lukaku, dal canto suo, vuole tornare protagonista e giocarsi le sue carte anche in ottica Mondiale: i prossimi giorni saranno decisivi per il suo futuro.
Fiorentina, la probabile formazione contro il Lecce: ancora out Kean
Fiorentina, la probabile formazione contro il Lecce: ancora out Kean
La Fiorentina torna in campo in Serie A nel posticipo della 33ª giornata: oggi, lunedì 20 aprile, i viola faranno visita al Lecce allo stadio “Via del Mare” in una sfida fondamentale per la corsa salvezza. La squadra di Vanoli arriva dal successo contro la Lazio e vuole dare continuità per avvicinarsi definitivamente alla permanenza nella massima serie. Dall’altra parte, i salentini sono chiamati a reagire dopo la sconfitta contro il Bologna e non possono più permettersi passi falsi. La distanza in classifica tra le due squadre rende la gara ancora più delicata, con punti pesantissimi in palio in questo finale di stagione. LA PROBABILE FORMAZIONE DELLA FIORENTINA - Vanoli sembra orientato a confermare il 4-3-3. Tra i pali ci sarà De Gea, con Dodô e Gosens sulle fasce e la coppia centrale composta da Pongracic e Ranieri. A centrocampo spazio a Mandragora, Fagioli e Ndour, mentre in attacco Gudmundsson ed Harrison sugli esterni con Piccoli riferimento centrale. FIORENTINA (4-3-3): De Gea; Dodô, Rugani, Ranieri, Gosens; Mandragora, Fagioli, Ndour; Harrison, Piccoli, Gudmundsson. All. Paolo Vanoli. DOVE VEDERE LECCE-FIORENTINA - La sfida tra Lecce e Fiorentina sarà trasmessa in diretta su DAZN. Il match sarà disponibile anche in streaming tramite l’app ufficiale della piattaforma.
Il Verona commenta il caso Orban: "La società prende posizione e condanna l'accaduto"
Il Verona commenta il caso Orban: "La società prende posizione e condanna l'accaduto"
L'Hellas Verona interviene ufficialmente in merito allo spiacevole episodio che ha visto protagonista Gift Orban al termine della sfida casalinga persa contro il Milan. Attraverso una nota diffusa sui propri canali, la società gialloblù ha voluto mandare un messaggio chiaro, prendendo immediatamente le distanze dai disordini scoppiati all'esterno dello stadio Bentegodi e annunciando possibili provvedimenti. IL COMUNICATO UFFICIALE: LA CONDANNA DEL CLUB - La tensione accumulata dopo la sconfitta di misura contro i rossoneri è sfociata in un'accesa lite nel parcheggio dell'impianto sportivo, spingendo la dirigenza gialloblù a esporsi pubblicamente per isolare l'accaduto. Il Verona ha chiarito la propria posizione spiegando che, in relazione ai fatti del post-partita che hanno coinvolto il proprio attaccante e un gruppo di sostenitori, la società "prende le distanze e condanna con fermezza ogni comportamento violento". La vicenda, tuttavia, potrebbe avere ulteriori ripercussioni. La dirigenza sta infatti analizzando attentamente l'accaduto per capire se ci siano gli estremi per ulteriori azioni nei confronti del proprio tesserato, precisando nel comunicato che il club "si riserva, sin d’ora, ogni ulteriore valutazione in relazione ai fatti accaduti". LA RICOSTRUZIONE DELLA LITE AL BENTEGODI - La presa di posizione della società fa seguito alla ricostruzione dei concitati momenti vissuti fuori dallo stadio. Al termine del match, deciso dalla rete di Rabiot al 41' del primo tempo, Gift Orban era apparso visibilmente nervoso. Secondo le prime testimonianze, il giocatore si era inizialmente rifiutato di fermarsi per concedere foto e autografi ai tifosi in attesa. La situazione è poi rapidamente degenerata: una manata sferrata contro l'auto del giocatore ha scatenato la furia di Orban, che è sceso immediatamente dalla vettura innescando un vero e proprio scontro fisico. La scena, ripresa dai cellulari di diversi presenti, ha richiesto il tempestivo intervento delle persone vicine e del personale di sicurezza per separare i contendenti e riportare la calma, prima del successivo arrivo della Digos per raccogliere le testimonianze e avviare gli accertamenti del caso.
Montella: "Ho pensato di non allenare più. Yildiz? È destinato a migliorare ancora"
Montella: "Ho pensato di non allenare più. Yildiz? È destinato a migliorare ancora"
Ci sarà anche un po' di Italia al Mondiale 2026 con Vincenzo Montella: il CT della Turchia ha conquistato un posto nella competizione attraverso i playoff, e adesso sogna in grande. L'ex giocatore della Roma ha parlato a Sky Calcio Club di alcuni aneddoti passati e della stella della sua nazionale e della Juventus: Kenan Yildiz. YILDIZ PUÒ ANCORA MIGLIORARE - Montella ha le idee chiare sul numero 10 della Juventus: "Aveva sempre voglia di migliorarsi, equilibrato. Ci sono dei segnali che te lo fanno notare subito. 'Mister fammi fare qualcos'altro', non andava mai via dal campo, arrivava prima. E secondo me è destinato a migliorare ancora". Il CT ha anche scherzato con Spalletti: "Ti voglio dare un suggerimento: da qui alla fine non corriamo rischi con Kenan, per favore". IL PENSIERO DI SMETTERE - Ci sono stati momenti difficili per il CT: "Per un anno e mezzo non ho avito nessun colloquio on Italia. Sono andato in Turchia per mettermi in gioco perché qui non c'era stato mai nessun tipo di colloquio". Ci sono stati anche pensieri drastici: "Ho pensato anche di non allenare più, perché non c'erano possibilità, poi è arrivato il covid, stavo bene a casa. Poi è arrivata qualche squadra che non mi piaceva. E poi ho deciso di andare a fare la gavetta e ricominciare di nuovo". ITALIA COMPETITIVA? - Montella ha parlato inoltre della Nazionale italiana e della Serie A: "Non è tutto negativo. L'Italia, togliendo qualche squadra tra le più forti, è competitiva. Ora è subentarta un po' di tensione per la mancata partecipazione al Mondiale. Ma questa squadra meritava di andarci, anche come valori tecnici. Non sarei così disfattista". SULLA ROMA - Il CT della Turchia ha poi parlato della Roma, di cui è stato giocatore: "La pressione è notevole, però ti dà un amore che a volte ti fa volare. Se la società è presente, ma non c'è armonia è un problema".
Juventus, Spalletti: "Vedere la squadra gioire insieme è la cosa più importante"
Juventus, Spalletti: "Vedere la squadra gioire insieme è la cosa più importante"
"L'unica cosa che conta è vincere" in casa Juventus e oggi, domenica 19 aprile, più che mai. Dopo la frenata di Napoli, Como, Roma e Atalanta, i bianconeri hanno portato a casa i tre punti con le reti di David e Thuram. Proprio sull'esultanza del francese Spalletti, nel post partita, ha esordito dicendo: "Non so cosa abbiano combinato, però vederli gioire tutti insieme è la cosa più importante". "È più bello vedere che quello che fa gol prende i compagni di squadra e condivide con loro quel momento", ha continuato Luciano Spalletti al termine della sfida all'Allianz Stadium contro il Bologna, valida per la 33esima giornata di Serie A. La Juve così si porta a -3 dalla seconda posizione, condivisa al momento da Milan e Napoli a quota 66 punti. L'ANALISI DELLA PARTITA - L'allenatore della Juventus, poi, ha proseguito analizzando la gara: "Quello che non dovevamo sbagliare con i risultati di ieri. Le concorrenti dirette avevano il posticipo, stavolta c’eravamo noi. Italiano ha ragione quando dice che hanno giocato solo due giorni fa, so cosa vuol dire scendere da un aereo poco tempo fa per poi risalirci e giocare subito dopo. Non dovevamo sbagliare l’atteggiamento e mantenerlo, perché c’era la possibilità di prendere vantaggio dalle 3 partite che hanno giocato loro. Abbiamo tenuto alta l’intensità e siamo stati bravi, solo in alcuni momenti ci siamo abbassati, ma quello ce l’ha obbligato il Bologna, che è una grande squadra". VINCERE - Sulla responsabiltà di riportare la Juventus alla vittoria, Spalletti ha concluso: "Ci sono delle responsabilità e delle pressioni alte. Abbiamo una squadra che offre un buon calcio, che si vuole bene e che si rendono disponibili a giocare tutti i momenti della partita. Per un allenatore è fondamentale. Poi se si ha un avversario di livello è normale concedere qualcosa, siamo sulla buona strada"
Bologna, Italiano: "Infortunio Bernardeschi? La colpa è mia"
Bologna, Italiano: "Infortunio Bernardeschi? La colpa è mia"
Il Bologna cade in casa della Juventus e nel finale di partita rimane anche in 10 in campo dopo l'infortunio di Bernardeschi. Il numero 10 era entrato da pochi minuti e aveva occupato l'ultima sostituzione dei rossoblù, lasciando così i compagni con un uomo in meno sul finale. "La colpa è mia, ho visto quello che il pubblico ha fatto prima della partita, lo ha applaudito prima della sfida e l'ho messo per fargli prendere applausi dal suo stadio, mi spiace per com'è andata", ha spiegato Vincenzo Italiano a DAZN al termine della sfida.  Il Bologna ha creato diverse occasioni però i ragazzi sono arrivati con meno energie del solito dopo l'impegno in Europa League con l'Aston Villa. "Giochiamo contro una grande squadra che ha possibilità di preparare bene questa partita. Noi siamo scesi dall'aereo venerdì e non è un alibi ma è così. Loro con quel gol hanno indirizzato la partita, poi si complica tutto", ha commentato l'allenatore rossoblù. SULLA PARTITA - Italiano ha continuato parlando del match e delle strategie che avevano preparato: "Nel primo tempo volevamo essere più aggressivi con i difensori, possiamo provare a fare qualcosa di diverso. Purtroppo in Coppa perdiamo con l'unica squadra che in questo mini torneo ci ha battuti, per il resto rimane il tentativo di crescere. Dobbiamo cercare di raggiungere qualcosa in più dell'ottavo posto". Mancano ormai poche giornate alla fine di questo campionato e le ambizioni del Bologna sono ancora alte: "Il margine per migliorare c'è sempre, la stagione è finita. Possiamo cercare di crescere ma gli obiettivi sono chiari, volevamo arrivare ad aprile e giocarci ancora qualcosa e ce l'abbiamo fatto. Cerchiamo di fare il massimo possibile". CONFERENZA STAMPA - Infine Italiano torna ancora su Bernardeschi anche in conferenza stampa: "Oggi ho messo Fede dentro perché Castro era stremato, ho cercato di metterlo in mezzo a cercare soluzioni. Quando sta bene è un giocatore di altissimo livello. Ancora una volta si riferma quando stava crescendo. Mi ha colpito lo stadio, come lo ha chiuso, ha lasciato un bel ricordo. Quest'anno si è presentato con umiltà, ha fatto gol e assist, si è tolto qualche soddisfazione. Siamo riusciti a recuperare un giocatore di grande valore".
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