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Buffon: "Con la Bosnia delusione profonda e lancinante. Futuro? Ho in mente due strade"
"Ho in mente due strade. O un’avventura che abbia dentro una parte di sentimento che mi possa trascinare, un qualcosa che riguardi la mia storia. Altrimenti un progetto accattivante con degli obiettivi impensabili per una realtà nuova che parte dal basso per arrivare verso l’infinito e oltre. Vedremo".
Così Gianluigi Buffon a La Gazzetta dello Sport, nel giorno di Juventus-Milan, svela le proprie intenzioni sul futuro dopo aver lasciato il ruolo di capo delegazione della Nazionale.
I RIGORI DI ZENICA - L'ultima gara di Buffon in queste vesti è stata quella contro la Bosnia, persa ai rigori e costata la mancata qualificazione al terzo Mondiale consecutivo: "Ho una grandissima capacità di eliminare dalla mente le esperienze tristi e negative. Sono ottimista e fiducioso di natura, probabilmente è per questo che gli unici rigori che rivedo nel sonno sono quelli del trionfo di Berlino 2006. Quella in Bosnia è una delusione profonda e lancinante, ma il mio modo di vivere e sopravvivere a queste ustioni è quello di sopraffarle con qualcosa di bello e maestoso".
"SPALLETTI COME MAGO MERLINO" - L'intervista, poi, si sposta sul big match in programma alle 20:45 di questa sera. Un commento in particolare Buffon lo fa sull'allenatore della Juventus: "Luciano è una sorta di Mago Merlino. Perfezionista meticoloso, dal cuore buono. Spalletti tramite i suoi studi, la conoscenza del calcio e la profondità dei rapporti cerca una chimica perfetta e vincente nel presente e nel futuro".
In estate, poi, i bianconeri hanno cambiato in porta. Un passaggio sul nuovo "numero 1" non poteva certo mancare: "A Guglielmo ho dato solo un consiglio: godersi l’esperienza. Giocare nella Juventus è un privilegio, ovunque vai respiri l’importanza della maglia"
Juventus, la probabile formazione contro il Milan: Nico Gonzalez dal 1'
La Juventus si prepara alla sfida con il Milan di Ruben Amorim per il big match dell'Allianz Stadium. Le due squadre si affrontano domenica 6 settembre, con fischio d'inizio alle 20:45. Alla terza giornata, sia bianconeri sia rossoneri arrivano a punteggio pieno con l'obiettivo di trovare la terza vittoria consecutiva e rimanere in vetta insieme al Como, salito a 9 punti dopo aver battuto il Genoa.
Spalletti dovrà fare a meno di alcuni infortunati, da Thuram e Yildiz fino a Ekhator, e va verso la conferma di Randal Kolo Muani come riferimento in attacco. Il francese cerca ancora la sua prima rete dal ritorno in bianconero, dopo i primi due match segnati dai gol di Bremer, Nico Gonzalez e Koopmeiners. Di seguito le possibili scelte dell'allenatore della Juventus per la gara contro il Milan.
LA PROBABILE FORMAZIONE DELLA JUVENTUS - Davanti a Vicario spazio ancora per la coppia Bremer-Lucumi già vista contro il Parma, così come per Kalulu e Celik sulle corsie esterne. In mediana accanto a Locatelli agirà Douglas Luiz, mentre sulla trequarti Conceiçao e Boga si preparano per una maglia da titolare, con Nico Gonzalez a completare il reparto. In avanti, come anticipato, Kolo Muani è il favorito per cominciare dall'inizio, con il nuovo acquisto Woltemade pronto a subentrare a gara in corso.
JUVENTUS (4-2-3-1): Vicario; Kalulu, Bremer, Lucumi, Celik; Locatelli, Douglas Luiz; Conceiçao, Nico Gonzalez, Boga; Kolo Muani. Allenatore: Luciano Spalletti.
DOVE VEDERE LA PARTITA - Juventus e Milan si sfidano domenica 6 settembre all'Allianz Stadium, fischio d'inizio alle 20:45. La gara sarà visibile in diretta tv e in streaming tramite l'app DAZN.
Milan, la probabile formazione contro la Juventus: Rabiot e Saelemaekers alle spalle di Ramos
Primo big match di stagione per il Milan di Amorim, che domenica sera 6 settembre alle 20:45 sfiderà la Juventus di Luciano Spalletti all'Allianz Stadium di Torino.
Matteo Gabbia è ancora alle prese con un fastidio alla caviglia e quindi nel in difesa dovrebbe trovare spazio nuovamente De Winter. Bartesaghi dovrebbe alla fine essere il prescelto sulla corsia sinistra. Dall'altra parte confermato Chukwueze così come Musah in mezzo al campo. Il duo di trequartisti alle spalle di Gonçalo Ramos potrebbe vedere l'inserimento di Rabiot provato a lungo in quella posizione negli allenamenti di questa settimana. Di seguito la probabile formazione del Milan.
LA PROBABILE FORMAZIONE DEL MILAN -
MILAN (3-4-2-1): Maignan; Gila, De Winter, Pavlovic; Chukwueze, Modric, Musah, Bartesaghi; Rabiot, Saelemaekers; Ramos. All. Amorim
DOVE VEDERLA IN TV - La sfida tra Juventus e Milan, valida per la terza giornata di Serie A, è in programma alle ore 20:45 di domenica 5 settembre 2026 all'Allianz Stadium di Torino. Dirigerà la gara l'arbitro Mariani.
La partita sarà visibile in diretta e streaming attraverso l'app DAZN, disponibile per cellulare, tablet e pc.
Juventus, Spalletti: "Milan squadra molto verticale. Mercato? Non abbiamo fatto tutto quello che volevamo"
La Juventus si prepara a ospitare il Milan nel big match di oggi, domenica 6 settembre all'Allianz Stadium. I bianconeri, così come la squadra di Amorim, arrivano a punteggio pieno dopo le vittorie nelle prime due giornate e puntano al terzo successo consecutivo. "Si presenta un allenatore con le idee chiare che si è fatto fare una squadra forte, hanno varietà di calciatori forti in tutti i reparti. Una squadra forte come siamo noi. Poi bisognerà vedere se riusciremo a essere bravi o più bravi degli altri club. Ci sono idee di gioco riconoscibili. Allenatore che si è fatto sempre apprezzare per il suo gioco. Ha una squadra verticale, a piombo e molto veloce. Dovremo guadagnare metri che non esistono. Ti costringe a usare un motore uguale alla loro stessa cilindrata per non arrivare tardi negli appuntamenti. Il Milan è una squadra che ti viene addosso e crea mini-duelli. Se li sai leggere in anticipo può essere un vantaggio. Proveremo a fare la partita ed esprimere la voglia di vincere la partita".
Diversi indisponibili per l'allenatore bianconero in vista del big match: "Abbiamo delle difficoltà: nessuno recupera per domani. Si spera di recuperarli per la prossima settimana perché farebbero comodo. Abbiamo 7 infortunati ma sono situazioni di casualità perché sono tutti problemi diversi tra loro. Avremo una squadra in condizione di giocare la partita e poter fare una partita da Juve. Noi abbiamo iniziato bene nel collettivo perché i giocatori mettono in pratica cosa diciamo ed è fondamentale per essere sempre più squadra. Poi bisogna essere bravi a creare smarcamenti perché loro ci verranno addosso forte".
SUL MERCATO - Terminato il calciomercato estivo, è tempo di un bilancio in casa bianconera: "Nel mercato non abbiamo fatto tutto quello che volevamo ma abbiamo ampliato le nostre soluzioni. Sono sempre stato definito un allenatore aziendalista. Difficilmente ho usato toni scorretti verso i miei dirigenti, perché è bene andarci a convivere e in profondità delle problematiche di ogni società e del calcio. Bisogna trovare delle soluzioni possibilmente migliori a quelle che hai e far crescere la possibilità di essere competitivi con gli altri. Abbiamo qualche problemino perché siamo stati sotto il mirino delle sanzioni e abbiamo potuto fare delle cose ma altre no. Ognuno poi porta qualcosa di differente, noi siamo cresciuti a livelli di rosa ma dobbiamo metterlo in pratica".
E ancora: "Poi ci sono calciatori che per noi sono importanti per caratteristiche, gente come Yildiz o McKennie non li puoi sostituire facilmente. Si va a lavorare con fiducia perché crediamo di avere delle potenzialità. Abbiamo fatto due buoner èpartite dove abbiamo dimostrato di essere compatti, uniti e una squadra vera. C'è e ci sarà bisogno di ulteriori conferme e domani potrebbe essere una di quelle partite che ti dà molto come squadra".
Sui giocatori esclusi dalla lista Uefa, ha spiegato: "Certo, parlare con loro è il minimo. E le volte che ci ho pensato precedentemente a questo momento, che volevo non avvenisse mai. Escludere un calciatore è la peggiore delle situazioni. Noi credevamo di fare delle cose che non sono avvenute e ci siamo ritrovati in quel momento lì. Ci ho parlato, sembra che abbiano capito. Per quanto riguarda l'ulteriore possibilità di cessione, non è il mio lavoro. C'è da vedere che pensano i calciatori. Dal mio punto di vista sono dispiaciuto, c'è la possibilità di reintegrare qualcosa in base a quello che succede. Ci ho pensato molto, ho parlato con gli esclusi e mi dispiace moltissimo".
SU WOLTEMADE - Sulla possibile titolarità di Woltemade ha spiegato: "Penso di non farlo partire inizialmente. Abbiamo fiducia nelle sue qualità ed è possibile faccia parte della partita a gara iniziata. Lui è un calciatore che sa giocare a due, perché è uno che va 'in giro', lo fa anche perché si crea quello spazio da riattaccare. Può giocare benissimo con Kolo Muani. Vediamolo in pratica. È una persona straordinaria, ti fa vedere subito la qualità caratteriale che ha di stare dentro una squadra. Per cui c'è solo da farlo giocare. E si comincerà domani".
E ancora sul tedesco: "Amplia i margini di gioco. Quando un calciatore lo avvicini alla porta gli fa piacere. Il fatto di poter giocare per il gol stimola i giocatori. Mi è sembrato in questi pochi momenti che sappia fare entrambi. Lui viene a giocare incontro ma vuole anche ritagliarsi spazio per giocare successivamente. Pensavo che di testa colpisse perché è alto e invece lo colpisce anche perché ha un grande impatto sulla palla. Ha delle caratteristiche che ci possono fare molto comodo, dobbiamo usarle nella maniera corretta".
LE PAROLE DI SPALLETTI - Spalletti poi è tornato a parlare della squadra: "Equilibrio e adattabilità sono ciò che ti permette di far diventare l'imprevisto un'opportunità. Adattarsi non è un ripiego ma una competenza di una squadra foprte e noi dobbiamo lavorare su questi criteri. Non lo dobbiamo evidenziare come un porblema alla squadra. Questo fatto di essere squadra forte lo devi dimostrare nelle dinamiche delle partite, non lo prepari a tavolino. A me la squadra sembra pronta per questa partita. Questa settimana ha fatto vedere impegno per migliorare e metterci qualcosa di diverso rispetto alle partite già giocate. Abbiamo le carte in regola per poter diventare una squadra forte", ha aggiunto.
L'allenatore bianconero ha anche risposto alle parole di Chivu: "Mi è sembrato che Chivu abbia detto cosa pensava davvero. Lui è stato sincero, devono essere un ulteriore stimolo per dare ancora di più visto che lo stimolo c'era già da solo".
Atalanta, Sarri: "Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile. Espulsione di Gaetano? Un errore arbitrale"
L’Atalanta esce sconfitta dall’Olimpico al termine di una partita che l’ha vista a lungo in vantaggio, prima della rimonta della Roma nel finale. Dopo la gara Maurizio Sarri ha analizzato la prestazione dei nerazzurri, soffermandosi anche sull’espulsione di Gaetano nel finale.
LE PAROLE DI SARRI - L'allenatore della Dea ha esordito così a Sky: "È stata una prestazione di grande sofferenza, ma in questo momento abbiamo affrontato la squadra più forte e più in forma della stagione. Vista così, penso che la Roma si giocherà il titolo fino alla fine".
Sarri era consapevole della forza degli avversari: "Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile. Usciamo comunque con la consapevolezza di aver messo in difficoltà fino alla fine una squadra che mi ha impressionato".
Sarri ha poi riconosciuto le difficoltà incontrate dalla sua squadra nel finale: "Se aspetti così basso una squadra con questa qualità tecnica, devi mettere in conto che possa farti male. Negli ultimi minuti abbiamo fatto troppa fatica a riconquistare campo e purtroppo siamo stati puniti. Sappiamo di essere ancora distanti dalla Roma, ma siamo convinti di essere in crescita".
L'ex Lazio ha spiegato anche il mancato ingresso di Rowe: "Avevamo conservato gli ultimi due cambi, ma due ragazzi non riuscivano più ad arrivare alla fine. Siamo stati quindi costretti a spendere le sostituzioni in un altro modo. Sono situazioni che possono capitare durante una partita".
Infine, Sarri è tornato sull’espulsione di Gaetano, contestando apertamente la decisione arbitrale: "Gaetano mi ha assicurato di non aver detto assolutamente nulla all’arbitro e tutti i compagni presenti mi hanno riferito la stessa cosa. Credo che il direttore di gara abbia completamente confuso la situazione: per me si tratta di un errore arbitrale palese".
Roma, Gasperini: "Vincere così è un segnale. Castro e Malen possono giocare insieme"
La Roma ribalta l’Atalanta nel finale e conquista tre punti pesanti nel match dell'Olimpico. I giallorossi si impongono per 2-1 grazie anche all’intuizione di Gian Piero Gasperini, che manda in campo Matías Soulé: l’argentino prima serve a Hermoso l’assist per il pareggio, poi firma personalmente il gol della vittoria. Al termine della partita, l’allenatore della Roma ha analizzato la rimonta a Sky Sport.
LE PAROLE DI GASPERINI - Sulla reazione della squadra, Gasperini ha dichiarato: "È un segnale importante, perché abbiamo affrontato una squadra forte e siamo andati sotto probabilmente al suo primo tiro, dopo un primo tempo a senso unico. Con questo caldo rischi di attaccare continuamente senza trovare il gol, mentre l’avversario spende meno e può colpirti appena si apre uno spazio. Noi, però, abbiamo continuato a creare occasioni fino alla fine. Vincere così, dopo essere stati in svantaggio fino agli ultimi minuti, dimostra che il gruppo ci crede e che questa squadra ha qualità".
Decisivo anche il contributo arrivato dalla panchina: "I cambi sono stati molto importanti. Quando attacchi così tanto spendi parecchie energie e, se non trovi il gol, rischi di non avere più la stessa forza del primo tempo. Sono stati preziosi anche gli ingressi di Balerdi e Ghilardi, perché l’Atalanta ripartiva pericolosamente. Con loro abbiamo ritrovato continuità. Carnesecchi è stato straordinario, mentre a noi è mancata un po’ di cattiveria nelle conclusioni: molti tiri erano lenti e senza la determinazione giusta. Alla fine, però, siamo stati premiati".
Gasperini si è poi soffermato sulla possibile convivenza tra Castro e Malen: "Possono sicuramente giocare insieme. Dopo la sosta avremo un calendario molto fitto, con tante sfide contro grandi squadre e tre partite a settimana per un lungo periodo. Ci sarà spazio per tutti e avremo anche la possibilità di variare sistema. Soulé è entrato benissimo ed è stato determinante, così come Molina, che ci ha dato qualità. Era quello che cercavamo: completare la squadra con alternative capaci di incidere durante le partite".
Sulla profondità della rosa, ha aggiunto: "Numericamente non siamo più completi dello scorso anno, perché ci mancano due o tre giocatori. Qualitativamente, però, gli ingressi di questa sera dimostrano che abbiamo delle alternative. In panchina avevo ancora De Roon, Koulierakis e altri giocatori, mentre recupereremo Pellegrini. L’importante è evitare gli infortuni: numericamente non abbiamo una rosa da Champions, ma la qualità ci permette di effettuare dei cambi senza subire un calo".
Infine, sulle condizioni fisiche della squadra e sul possibile problema accusato da Dybala: "Nel finale chi aveva giocato novanta minuti era inevitabilmente affaticato. Anche Wesley ha avuto qualche crampo. Le condizioni climatiche sono davvero difficili e dover inseguire e rimontare una partita porta a spendere ancora più energie".
Roma, Soulé fa impazzire l'Olimpico: assist, gol e ribaltone all'Atalanta
Matías Soulé si prende la Roma e l'intero Stadio Olimpico, decidendo da solo la sfida contro l’Atalanta. La squadra di Gasperini ha ribaltato il risultato negli ultimi minuti, imponendosi per 2-1 grazie proprio alle giocate dell’esterno argentino, subentrato al posto di Rodrigo Mora.
All’89’ infatti, è Soulé a servire a Hermoso il pallone dell’1-1, mentre al 93’ si è messo in proprio con l'azione personale e la rete del definitivo sorpasso. Un successo che permette ai giallorossi di restare a punteggio pieno insieme all’Inter dopo tre giornate.
I RETROSCENA DI MERCATO - Quasi un segno del destino per l’ex Frosinone, o forse una piccola personale rivincita, visto che in estate era stato al centro di numerose voci di mercato. Primo fra tutti, era arrivato l’interesse concreto del Borussia Dortmund, poi trasformatosi in una vera e propria proposta. In Bundesliga si era mosso anche lo Stoccarda, mentre diversi club sauditi avevano manifestato il proprio interesse.
Negli ultimi giorni di mercato erano invece arrivate sirene dall’Inghilterra, con il Fulham piombato su Soulé e alcuni contatti avviati. Alla fine però, Soulé è rimasto a Roma. E contro l’Atalanta ha ricordato a tutti perché i giallorossi hanno scelto di trattenerlo.
LE PAROLE DI SOULÉ - Al termine della partita Soulé ha parlato anche ai microfoni di Sky, sottolineando l’unione di tutto gruppo: "Cerco sempre di dare tutto, sia quando parto dal primo minuto sia quando entro nel secondo tempo. Questa squadra è molto unita: chi parte dalla panchina dà il massimo ed è sempre a disposizione. Penso che abbiamo dominato la partita, non soltanto nel secondo tempo ma anche nel primo. Alla fine sono arrivati due gol che meritavamo".
L’argentino ha poi frenato sul possibile ruolo della Roma come principale rivale dell’Inter: "È ancora troppo presto per parlarne, siamo soltanto alla terza giornata. Lo scorso anno, giocando così, ci siamo meritati la Champions League e quest’anno vogliamo ancora di più. Come abbiamo dimostrato oggi, lottiamo fino alla fine e non molliamo mai. Siamo molto contenti per questi tre punti, che erano fondamentali".
Inter, Chivu: "Un bello spot per il calcio italiano. Scontri diretti? Non volevo mancare di rispetto"
Una notte da ricordare per l’Inter, capace di rimontare ben due gol al Napoli e imporsi per 3-2 al termine di una partita spettacolare. Sotto di 2-0 a San Siro, i nerazzurri hanno reagito senza perdere la propria identità, completando la rimonta nei minuti finali grazie a una prova di carattere e coraggio, e ai gol di Lautaro e Thuram.
LE PAROLE DI CRISTIAN CHIVU - Al termine della sfida, Cristian Chivu ha analizzato la prestazione della sua squadra a DAZN: "È stata una bella pubblicità per il calcio italiano: sul 2-2 entrambe le squadre hanno continuato a giocare a viso aperto, creando grandi occasioni. Siamo stati bravi a segnare il 3-2, ma faccio i complimenti al Napoli, una squadra forte, ben allenata e con grandi individualità. Potevamo gestire meglio il primo gol subito e il 2-0 è arrivato perché siamo rimasti a pensare all’errore precedente. La squadra, però, non si è disunita: ha mantenuto la propria identità, aumentato i giri del motore e giocato maggiormente in verticale. I cambi ci hanno permesso di osare di più e siamo stati premiati per il coraggio. Nel finale San Siro era una bolgia: sono corso perché non riuscivamo a comunicare e volevo dare alcune indicazioni".
Chivu ha poi elogiato la nuova linea adottata dagli arbitri: "Vorrei fare un applauso a tutta la classe arbitrale. In queste prime tre giornate ho visto una gestione che mi è piaciuta molto. Il gioco scorre, ci sono meno perdite di tempo e non vengono fischiati contatti leggeri. È una linea che dà maggiore continuità alla partita. Mano di Lobotka? Dei singoli episodi non parlo".
Infine, l'allenatore nerazzurro ha chiarito le precedenti dichiarazioni sugli scontri diretti: "La mia era una domanda retorica rivolta al giornalista. Non volevo mancare di rispetto a Milan e Juventus, due società per le quali nutro grande rispetto. Ho anche detto che per me tutte le partite sono scontri diretti, persino quella contro l’ultima in classifica, ma spesso viene riportato soltanto ciò che crea negatività, clic e follower. Tutti abbiamo il dovere di mantenere equilibrio, senza alimentare caos e odio: un po’ di deontologia farebbe bene al calcio. In queste giornate ho visto una Serie A di livello, cresciuta nell’intensità e nel tempo effettivo.
Sulle condizioni di Dimarco: "Non so ancora come sta: abbiamo due giorni e vedremo se recupererà per il Real Madrid".
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