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Fiorentina, la probabile formazione contro l'Inter: Pellegrino favorito su Beto
Fiorentina, la probabile formazione contro l'Inter: Pellegrino favorito su Beto
La Fiorentina di Paolo Vanoli cerca il riscatto e un successo che in campionato manca dal 4-2 al Venezia dello scorso 11 settembre. Dal 3-0 interno contro il Pisa in Coppa Italia, infatti, la Fiorentina ha ottenuto soltanto un pareggio (contro il Napoli) e due sconfitte consecutive (a Genova e contro il Como all'ultima giornata). I viola affrontano l'Inter di Cristian Chivu, che invece vuole rispondere alla Lazio - che ha battuto il Parma - e tornare in vetta insieme ai biancocelesti. Per Vanoli restano ancora dei ballottaggi da risolvere. In attacco resta ancora un po' di incertezza sulla scelta del centravanti, mentre in difesa Valdepenas dovrebbe partire dal 1', ma attenzione anche all'opzione Viery. Infine, Oulai è stato convocato nonostante si sia fermato nell'ultimo allenamento. Di seguito le possibili scelte di Vanoli. PROBABILE FORMAZIONE - Per la sfida con i nerazzurri, Vanoli dovrebbe optare per il 4-3-2-1 con De Gea tra i pali. La linea difensiva potrebbe essere composta da Jimenez, Dragusin, Pongracic e Valdepenas: come anticipato, a sinistra l'opzione Viery non è da scartare, così come Dodo a destra. A centrocampo spazio a Fagioli, affiancato dalle mezzali Ndour e Brescianini. In attacco, Mastantuono e Njie dovrebbero agire alle spalle di Pellegrino, al momento favorito nel ballottaggio con Beto. FIORENTINA (4-3-3): De Gea, Jimenez, Dragusin, Pongracic, Valdepenas; Ndour, Fagioli, Brescianini; Mastantuono, Njie; Pellegrino. Allenatore: Vanoli. DOVE VEDERE LA PARTITA - Il match tra Inter e Fiorentina è programmato per le 12:30 di domenica 25 ottobre, a San Siro e sarà visibile esclusivamente in streaming sull'app di DAZN.
Atletico Madrid, Julian Alvarez: "Chiedo scusa ai tifosi per le parole dette al Mondiale"
Atletico Madrid, Julian Alvarez: "Chiedo scusa ai tifosi per le parole dette al Mondiale"
"Vorrei chiedere scusa ai nostri tifosi per le parole che ho pronunciato durante i Mondiali". Julian Alvarez torna sui suoi passi e dopo la rete decisiva contro il Deportivo A Coruña - arrivata otto mesi dopo l'ultimo gol con l'Atletico - ha chiesto scusa ai tifosi dei Colchoneros per le parole dette durante lo scorso Mondiale. In estate, infatti, l'argentino aveva parlato così a ESPN di una sua ipotetica partenza verso il Barcellona: "Credo che un trasferimento sia la soluzione migliore per tutti: voglio realizzare il mio sogno". Julian Alvarez è poi rimasto all'Atletico Madrid, e dopo un avvio di campionato condizionato anche da alcuni infortuni sta ritrovando continuità. E il gol: come anticipato, l'ultima rete con i Colchoneros risaliva allo scorso febbraio. LE SCUSE DI JULIAN ALVAREZ - Nell'intervista post partita a Movistar+, l'attaccante ha proseguito riferendosi ancora ai tifosi: "È stato un errore: sia per il modo in cui ho detto quelle parole, sia per il momento in cui l’ho fatto. Soprattutto perché capisco la rabbia della gente. Anch’io mi sarei arrabbiato se fossi stato un tifoso. E ancora di più per come mi hanno sostenuto. Sono stati molto generosi e lo apprezzo moltissimo". Non è mancato, infine, un ringraziamento per i compagni, oltre a un commento sul suo momento attuale: "Mi sento sempre meglio. Ringrazio tutti i miei compagni perché mi hanno sostenuto. Sto lavorando per migliorare. Nelle ultime partite mi sento meglio, sia fisicamente che con la palla. Voglio aiutare la squadra e dare il massimo".
Juventus, la probabile formazione contro il Lecce: emergenza infortuni per Spalletti
Juventus, la probabile formazione contro il Lecce: emergenza infortuni per Spalletti
Archiviato il pareggio in Europa League contro il Rennes, la Juventus di Luciano Spalletti si prepara ad affrontare la trasferta di Lecce. I bianconeri vogliono lasciarsi alle spalle la brutta sconfitta rimediata contro la Lazio di Gattuso e conquistare tre punti fondamentali per riavvicinarsi alla zona Europa. A complicare i piani dell'allenatore bianconero, però, c'è una vera e propria emergenza infortuni: i bianconeri affronteranno il match con soli 17 giocatori di movimento a disposizione, di cui ben 8 difensori. LA PROBABILE FORMAZIONE - Spalletti dovrebbe ripartire dal 3-4-1-2. In porta Vicario mentre la difesa a tre dovrebbe essere composta da Gatti, Bremer e Lucumi. A centrocampo i due centrali dovrebbero essere Douglas Luiz e Koopmeiners mentre sulle fasce le scelte dovrebbero essere Kalulu e Cambiaso. Sulla trequarti McKennie dovrebbe supportare la coppia d'attacco Woltemade-Kolo Muani. JUVENTUS (3-4-1-2): Vicario; Gatti, Bremer, Lucumi; Kalulu, Douglas Luiz, Koopmeiners, Cambiaso; McKennie; Woltemade, Kolo Muani. DOVE VEDERE LA PARTITA - Il match tra Lecce e Juventus si disputerà allo Stadio Via del Mare di Lecce alle ore 18. La sfida sarà visibile in diretta su DAZN (in TV e in streaming) e su Sky, dove andrà in onda sui canali Sky Sport Calcio e Sky Sport. Sarà visibile anche in streaming su Sky Go e NOW.
La Lazio vola in vetta, Gattuso: "Lassù non c'entriamo nulla. Stadio? Ogni partita ci sono 300 persone in più"
La Lazio vola in vetta, Gattuso: "Lassù non c'entriamo nulla. Stadio? Ogni partita ci sono 300 persone in più"
Continua a volare la Lazio di Rino Gattuso. I biancocelesti superano per 2-1 il Parma allo Stadio Olimpico, centrando la settima vittoria in otto partite stagionali. Un successo firmato dalla rete di Taylor e dall'autorete di Diego Carlos, che regala ai capitolini il primo posto in solitaria per una notte, in attesa della risposta dell'Inter. Nel post partita, l'allenatore biancoceleste ha analizzato la sfida a Sky Sport. IL CAMBIO DI PASSO E I TIFOSI - Gattuso non ha nascosto le difficoltà iniziali, pur sottolineando la grande reazione della squadra: "A livello di mentalità nel primo tempo abbiamo creato, ma andavamo piano e siamo stati a tratti dei polli. Poi abbiamo alzato i ritmi nel secondo tempo. Nelle ultime due partite abbiamo fatto uno step in avanti: quando partiamo facciamo male agli avversari, per questo non dobbiamo mai giocare sotto ritmo". Sulla classifica, l'allenatore predica grande umiltà: "Noi dobbiamo pensare partita dopo partita, lassù non c'entriamo nulla". Un pensiero speciale è andato poi al pubblico: "Ogni partita ci sono 2-300 persone in più. Voglio ringraziare anche la Curva che ci ha aspettato ai cancelli dell'Olimpico". Non c'è tempo per godersi questi risultati: "Avremo tempo di goderci i primati arrivati oggi quando i calciatori andranno in pensione e io smetterò perché sarò diventato nonno". IL RECUPERO INVISIBILE E IL CASO PELLEGRINI - L'allenatore ha poi evidenziato i vantaggi di avere settimane intere per preparare le sfide: "Il lavoro ci dà dei benefici, riusciamo a fare allenamenti importanti e a dare tempi di recupero come si fa in Inghilterra. Quando parlo di 'recupero invisibile' parlo proprio di questo, ci sta dando sicuramente un vantaggio". Infine, Gattuso ha voluto fare chiarezza sulla gestione di Luca Pellegrini, ormai prossimo alla scadenza contrattuale: "Fra un paio di mesi è a parametro zero. La società lo aveva messo fuori lista, ma a mercato chiuso avevamo due posti liberi. Ho detto di non escluderlo non per rompere il giochino, ma perché so che atmosfera c'era in spogliatoio. Sappiamo che va a scadenza, ma finché continua a comportarsi bene come tutti gli altri, perché non dargli la possibilità? Ho parlato con il club e si è detto d'accordo".
Lazio, 123 giorni dopo la diffidenza ha lasciato spazio alla voglia di sorprendere di Gattuso
Lazio, 123 giorni dopo la diffidenza ha lasciato spazio alla voglia di sorprendere di Gattuso
Un abbraccio a ciascuno dei suoi giocatori: così Gennaro Gattuso ha chiuso la notte più speciale da quando allena la Lazio. Sembra essere cambiato tutto in casa biancoceleste negli ultimi 123 giorni, quando arrivò l'ufficialità di Ringhio sulla panchina. La migliore partenza della storia in Serie A, con 7 vittorie e 1 pareggio, e per una notte la vetta solitaria della classifica. Una chimera se si pensa all'umore del 23 giugno scorso, quando a farla da padrone erano lo scetticismo per questa nuova squadra che stava nascendo e la tristezza per l'addio di Sarri. Ad aggiungersi a tutto ciò, la protesta di gran parte del tifo, che ancora non è tornato a popolare lo stadio Olimpico. Dal suo arrivo, però, Gattuso ha sempre mostrato grande sicurezza e, soprattutto, la consapevolezza di poter far bene con questi giocatori. E, per ora, ad avere ragione è proprio Ringhio. La gara vinta 2-1 contro il Parma, l'allenatore biancoceleste è sembrato quasi giocarla in prima persona, tanto è stato il trasporto mostrato in panchina. LA PARTITA DI GATTUSO - La pressione del possibile primo posto in solitaria, Gattuso l'ha voluta allontanare fin dalla conferenza prepartita. Dal fischio d'inizio, però, è sembrato chiarissimo quanto l'allenatore biancoceleste tenesse a questo match. Fin da subito ha cominciato a passeggiare nervosamente avanti e indietro per la sua area tecnica, uscendone più volte. Nel corso del primo tempo sono stati tantissimi i gesti di rabbia: da un lato per le occasioni sbagliate dai suoi, dall'altro per quelle concesse al Parma. Al duplice fischio, poi, subito negli spogliatoi. Nella ripresa la Lazio è sembrata fin dai primi minuti più convinta e veemente e sono bastati 6 minuti ai biancocelesti per sbloccare il match con Taylor. Tutta la panchina è corsa in campo verso l'olandese, mentre Gattuso si è lasciato andare a un lungo abbraccio con il suo secondo. Poco dopo, con l'autogol di Diego Carlos, è arrivato il 2-0. Dopo l'esultanza, Ringhio si è girato verso i propri tifosi per chiedere più carica possibile. Ma nonostante il doppio vantaggio, la partita dell'allenatore biancoceleste è continuata senza alcun cambiamento: ne è un esempio la rabbia all'88' per un'occasione mal sfruttata da Nuno Tavares e quella per il gol subito al 94'. La forza di questa Lazio? Il coinvolgimento di tutti, mostrato anche da quanto l'ex ct ha coccolato ogni giocatore al momento dei cambi. LA VOGLIA DI SOGNARE - Dopo 8 giornate di campionato, la Lazio di Gennaro Gattuso, aspettando il risultato dell'Inter contro la Fiorentina, è prima in classifica da sola. Una stagione che in molti temevano potesse trasformarsi in un incubo sta invece regalando emozioni tanto inattese quanto sorprendenti. Meno di una settimana fa l'ex ct era a festeggiare sotto il settore ospiti una grande vittoria della Lazio a Torino, anche se subito dopo aveva voluto dribblare tutti i complimenti nei suoi confronti: "I meriti sono di questi ragazzi". I biancocelesti contro il Parma hanno mostrato di non soffrire, come aveva già chiarito Gattuso 14 giorni fa, di vertigini. Ora non resta che continuare a cullare quella voglia di sorprendere e volare.
Catanzaro, accordo chiuso con Mignani: sarà lui l'allenatore
Catanzaro, accordo chiuso con Mignani: sarà lui l'allenatore
Dopo l'esonero di Giorgio Gorgone, Michele Mignani sarà l'allenatore del Catanzaro. Il tecnico ritrova così il direttore sportivo Ciro Polito, con cui ha già lavorato ai tempi di Bari. Come anticipato dopo la sconfitta contro il Mantova (QUI L'ARTICOLO), il profilo dell'ex Cesena era già in cima alla lista in caso di cambio in panchina. Proprio insieme a Polito, tra il 2021 e l'ottobre 2023, l'allenatore genovese classe 1972 è stato protagonista di un importante biennio in Puglia, conquistando subito la promozione dalla Serie C alla Serie B e sfiorando nella stagione 2022/23 il doppio salto in Serie A, sfumato soltanto nei minuti finali della doppia sfida playoff contro il Cagliari. 
Roma, la notte magica di Balerdi: entra e gela il Napoli con una doppietta
Roma, la notte magica di Balerdi: entra e gela il Napoli con una doppietta
Ci sono serate in cui il calcio sembra aver già scritto il proprio finale. E poi ci sono giocatori capaci di cambiare la trama quando tutto sembra ormai deciso. Al Diego Armando Maradona, nel 3-3 tra Napoli e Roma, quel giocatore ha un nome e un cognome: Leonardo Balerdi. Il difensore argentino, entrato dalla panchina al 58', diventa l'assoluto protagonista della rimonta giallorossa, firmando una doppietta tanto sorprendente quanto pesante. Due reti che raccontano una partita dalle mille emozioni, nella quale la formazione di Massimiliano Allegri si ritrova per due volte con il vantaggio tra le mani senza riuscire a conservarlo. Prima la rovesciata di Anguissa, poi la doppietta di McTominay: il Napoli sembra avere tutto sotto controllo. Ma la Roma di Gian Piero Gasperini non si arrende e trova proprio nel suo difensore l'uomo capace di cambiare l'inerzia della serata. Un protagonista inatteso, almeno per quanto riguarda il tabellino dei marcatori. Perché Balerdi, nella Capitale, sta già dimostrando di poter essere molto più di una semplice alternativa difensiva. Arrivato in estate dall'Olympique Marsiglia, dopo sei stagioni trascorse in Francia, l'argentino ha scelto la Serie A per misurarsi con un calcio diverso e affrontare una nuova sfida nella propria carriera. Un percorso iniziato nel Boca Juniors e proseguito in Europa tra Borussia Dortmund e Marsiglia, prima dell'approdo nella squadra di Gasperini. A Roma ha trovato un allenatore che chiede ai propri difensori coraggio, personalità e capacità di accompagnare lo sviluppo dell'azione. Caratteristiche che sembrano sposarsi perfettamente con il suo modo di interpretare il ruolo. DAL PARAGONE CON BARESI ALLA NOTTE DEL MARADONA -  Soltanto poche settimane fa, al termine della sfida contro il Torino, Gasperini aveva speso parole importanti per Balerdi, arrivando ad accostarne le caratteristiche a quelle di Franco Baresi. Un paragone impegnativo, che l'allenatore aveva accompagnato con le dovute precisazioni, sottolineando soprattutto l'aggressività, la velocità nei recuperi e la capacità dell'argentino di partecipare alla costruzione del gioco. Un'investitura importante per un giocatore arrivato da poche settimane nella Capitale, chiamato a conquistarsi spazio in una squadra che fa dell'intensità e della partecipazione collettiva i propri punti di forza. Parole che non erano passate inosservate e alle quali lo stesso Balerdi aveva risposto con grande lucidità, sottolineando come di Baresi ce ne fosse soltanto uno e come un accostamento del genere dovesse rappresentare soprattutto uno stimolo per continuare a migliorare. Un atteggiamento che racconta anche la personalità del classe 1999, consapevole delle aspettative ma desideroso di costruire il proprio percorso senza lasciarsi condizionare dai paragoni. Per Gasperini, d'altronde, Balerdi rappresenta il prototipo del difensore moderno: rapido nelle chiusure, aggressivo nei duelli, capace di difendere in avanti e sufficientemente sicuro nella gestione del pallone da partecipare alla manovra senza limitarsi alla semplice fase di contenimento. Al Maradona, però, l'argentino finisce per mostrare una qualità diversa, decisamente meno prevedibile per un difensore centrale: il fiuto del gol. Entra al 58', con la Roma sotto di due reti, e contribuisce a cambiare il volto della partita. Il suo ingresso permette a Gasperini di ridisegnare la retroguardia e aggiungere nuove energie a una squadra chiamata a recuperare un risultato complicato. Dopo il gol di Soulé al 69', Balerdi trova il pareggio al 74'. La sua è una partita che cambia progressivamente volto, trasformandolo da soluzione tattica a uomo decisivo. E quando il Napoli sembra aver ritrovato il controllo della sfida, l'argentino dimostra di avere ancora qualcosa da raccontare. "IL MARADONA VUOLE VINCERE": IL BOATO, POI IL SILENZIO -  Intanto, sugli spalti, il pubblico azzurro continua a spingere la squadra. "Il Maradona vuole vincere", ripete incessantemente il tifo napoletano. Un'atmosfera elettrica, quella dell'impianto di Fuorigrotta, dove ogni accelerazione viene sostenuta da migliaia di voci e ogni occasione sembra poter cambiare nuovamente il destino della partita. Non è soltanto una questione di risultato: il Maradona pretende una reazione, chiede ai propri giocatori di non abbassare la guardia e prova a trascinare gli azzurri verso una vittoria che, dopo il doppio vantaggio, sembrava ormai a portata di mano. Il boato lascia spazio all'incredulità, mentre la panchina giallorossa può celebrare una rimonta che sembrava impossibile. Per Balerdi è la consacrazione di una serata difficile da dimenticare. Due gol nella stessa partita, entrambi realizzati in momenti fondamentali, contro un avversario di primo livello e in uno degli stadi più caldi del campionato italiano. Una doppietta che assume un valore ancora maggiore considerando il ruolo del suo protagonista: un difensore centrale capace di trasformarsi, per una notte, nel principale riferimento offensivo della propria squadra. Ma ridurre la prestazione dell'argentino alle due reti significherebbe raccontarne soltanto una parte. A colpire è soprattutto la capacità di incidere immediatamente dopo il suo ingresso, senza accusare il peso della partita o la pressione di uno stadio che continua a spingere incessantemente la formazione di casa. Balerdi non entra in una situazione semplice: la Roma è chiamata a recuperare due gol, il Napoli ha entusiasmo e il pubblico prova a diventare il dodicesimo uomo in campo. Eppure, il difensore riesce a interpretare la sfida con personalità, accompagnando la reazione giallorossa e facendosi trovare pronto nei momenti in cui la squadra ha maggiormente bisogno di lui. BALERDI, MOLTO PIÙ DI UNA DOPPIETTA: LA RISPOSTA SUL CAMPO A GASPERINI -  La notte del Maradona consegna così due immagini opposte: da una parte il Napoli, trascinato dal proprio pubblico e incapace di difendere il vantaggio nel momento decisivo; dall'altra una Roma che trova nella determinazione e nella profondità della propria rosa le risorse per non arrendersi. E soprattutto consegna a Gasperini un protagonista inatteso, almeno nelle modalità con cui riesce a imporsi. Il paragone con Baresi resta legato alle caratteristiche difensive e alla maniera di interpretare il ruolo, ma al Maradona Leonardo Balerdi si prende la scena in un modo completamente diverso. Non con un anticipo, un recupero o una chiusura provvidenziale, ma con due reti che valgono un punto e impediscono alla Roma di uscire sconfitta da Fuorigrotta. E forse è proprio questa la fotografia più significativa della serata: un centrale difensivo che diventa l'uomo della rimonta, trasformando una partita apparentemente compromessa in una notte da ricordare. Nel giorno in cui il Maradona chiedeva a gran voce di vincere, è stato un difensore della Roma a prendersi l'ultima parola.
Il "solito" Siatounis e la prima volta di Mignani: il Benevento sorride ancora
Il "solito" Siatounis e la prima volta di Mignani: il Benevento sorride ancora
Nel successo del Benevento sul campo dell'Arezzo, 0-3 il risultato finale, c'è la perfetta sintesi di un progetto che ha saputo unire nel migliore dei modi le vecchie certezze e le nuove prospettive. I gol di Siatounis (il terzo consecutivo) e Okereke da un lato, novità del calciomercato estivo, e quello di Guglielmo Mignani, tra i simboli della promozione nell'ultimo campionato di Serie C. E poi ovviamente c'è la mano di Antonio Floro Flores, che quasi un anno fa, era l'11 novembre 2025, iniziava la sua avventura sulla panchina della prima squadra giallorossa.  Una serata speciale soprattutto per lui, che dalle parti del Città di Arezzo ha lasciato un segno indelebile da calciatore proprio in Serie B. Lunghi applausi prima della gara da parte dei suoi ex tifosi e un coro che ha visibilmente emozionato l'allenatore campano. Poi spazio solo al campo, dove è arrivato il quinto risultato utile consecutivo per il Benevento. Tradotto in termini di classifica significa quinto posto, a quota quattordici punti.  LA PRIMA FIRMA DI MIGNANI - Appena tre anni fa Guglielmo Mignani giocava in Serie D con la maglia della Pianese, club che ha dato una svolta defintiva alla sua carriera. Ben 19 gol in quarta serie, decisivi per la promozione in Serie C dei bianconeri, seguiti dai 18 della stagione 2025/2026 tra i professionisti. Poi il passaggio al Benevento, e ancora una volta la doppia cifra. Contro l'Arezzo è arrivato il primo gol in Serie B, nello stesso stadio in cui quasi due anni fa aveva già realizzato una doppietta. L'ammirazione per Balotelli e Belotti, che ritroverà da avversario, e il rapporto intenso con papà Michele, sempre pronto a dargli un consiglio, punti fermi della sua crescita. Intanto il viaggio del classe 2002 prosegue, in attesa di nuove tappe da conquistare. 
Roma, Gasperini: "Soddisfatto della gara. Per come si era messa la partita sul 3-2, è andata bene così"
Roma, Gasperini: "Soddisfatto della gara. Per come si era messa la partita sul 3-2, è andata bene così"
"Soddisfatto della gara a parte la prima mezz'ora nella quale siamo stati in difficoltà. Loro avevano una marcia in più. Il secondo tempo è stata una gara molto bella, avevamo la sensazione di poter vincere la partita, avevamo grande forza e convinzione”. Così Gasperini a Dazn nel post partita del match contro il Napoli. L'allenatore della Roma ha poi proseguito: "Non c'è stata frenesia, abbiamo mantenuto il nostro modo di giocare, abbiamo fatto gol di qualità e c'è stata anche l'energia dei giocatori entrati. Soulè ha fatto una partita straordinaria come altri. Siamo in un gran momento, abbiamo grande condizione, giochiamo un buon calcio. Per come è andata sul 3-2 è andata bene così”. 3 PAREGGI DIFFERENTI - Gasperini ha poi parlato dei 3 pareggi contro Inter, Como e Napoli: "Sono 3 pareggi diversi, in tutte e 3 le partite abbiamo avuto la sensazione di essere molto competitivi. Contro l'Inter siamo anadati vicini alla vittoria, con il Como abbiamo giocato in 10 per tutto il secondo tempo, contro questo Napoli di grande valore abbiamo fatto bene". E sull'apporto di Balerdi e de Roon ha aggiunto: "Innegabile che nelle loro squadre erano leader e capitani, non ci hanno messo molto a inserirsi" SU ALLEGRI - Infine ha concluso parlando dell'allenatore del Napoli: "Allegri nervoso? Spero non con me, non l'ho buttato fuori io"
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