Ultime notizie di calciomercato
Ultim'oraIl Milan ha esercitato la controopzione per Francesco Camarda
Francesco Camarda torna al Milan. Dopo avervelo anticipato negli ultimi giorni, il club rossonero ha esercitato la controopzione per riportare a San Siro l'attaccante classe 2008. A comunicarlo è stato il Lecce attraverso un comunicato rilasciato sul proprio sito ufficiale: "L’U.S. Lecce comunica che, dopo aver esercitato il diritto di opzione per l’acquisizione a titolo definitivo del calciatore Francesco Camarda, l’A.C. Milan ha fatto valere il diritto di controopzione sul calciatore".
Nell'ultima stagione, Camarda ha totalizzato ben 23 presenze e 801' con la maglia del Lecce. Tra Serie A e Coppa Italia, l'attaccante ha messo a segno 1 gol in campionato e servito 1 assist in Coppa Italia.
Turati è il prescelto per la panchina del Catanzaro
Marco Turati è il prescelto per la panchina del Catanzaro. L'accordo tra le parti è sempre più vicino. Nell'ultima stagione, l'allenatore ha guidato il Siracusa nel Gruppo C di Serie C.
Nella lista del club c'era anche Nicola Corrent, che, però, resterò alla guida della Primavera del Parma anche nella prossima stagione. Turati, dunque, con molte probabilità sarà il prossimo allenatore del Catanzaro.
LiveCalciomercato LIVE: tutte le notizie di giornata
Serie A, Serie B e calcio internazionale: tutte le notizie di calciomercato di giovedì 18 giugno 2026 in costante aggiornamento LIVE.
18:03 - Tommaso Corazza è ufficialmente un nuovo giocatore del L.R. Vicenza.
17:52 - Il Verona ha chiuso Leorat Bega, centrocampista dello Stade Nyonnais. Contratto triennale per il classe 2003: visite mediche attese tra lunedì e martedì
15:54 - PAOK, Marino Pusic sarà il sostituto di Răzvan Lusescu.
15:45 - Mantova, arriva in prestito secco Bodin Tomasevic dal Bologna U20, difensore centrale nominato tra i migliori 11 del campionato Primavera.
08:35 - Arezzo, molto vicino l'arrivo di Alessandro Nunziante dall'Udinese: chiusura attesa nei prossimi giorni.
UfficialeSergi Roberto saluta il Como: "Un viaggio indimenticabile"
Sergi Roberto lascia il Como. A comunicarlo è stato lo stesso centrocampista spagnolo con un messaggio rilasciato sul proprio profilo Instagram, in cui ha esordito ricordando l'evoluzione del club e i risultati raggiunti durante la sua esperienza: "Sono arrivato quando il club aveva appena conquistato la promozione in Serie A, pieno di entusiasmo per una nuova sfida. Oggi lascio il Como, qualificato per la Champions League, un traguardo che all'inizio di questo percorso sembrava solo un sogno". La scadenza del suo contratto con il club era fissata per il 30 giugno.
Sergi Roberto è arricato al Como nel 2024/25, che ha concluso con 13 presenze e 1 assist a referto. Nell'ultima stagione, invece, ha salito le gerarchie di Cesc Fabregas fino a diventare un suo fedelissimo: 24 presenze complessive tra Serie A (20) e Coppa Italia (4), e in quest'ultima ha anche segnato la sua unica rete.
Il MESSAGGIO DI SERGI ROBERTO - Di seguito, il messaggio rilasciato da Sergi Roberto sul proprio profilo Instagram con cui ha annunciato l'addio al Como: "Guardando indietro, sono incredibilmente orgoglioso di tutto ciò che abbiamo raggiunto insieme. Non solo per i risultati in campo, ma soprattutto per le persone che ho incontrato lungo il cammino. Fin dal primo giorno, io e la mia famiglia ci siamo sentiti accolti e amati. Como è diventata la nostra casa, e questi anni avranno sempre un posto speciale nei nostri cuori. Abbiamo creato ricordi e amicizie che rimarranno con noi per sempre. Voglio ringraziare i miei compagni di squadra, lo staff tecnico, tutte le persone che lavorano dietro le quinte e tutti i tifosi per il vostro sostegno, la vostra fiducia e il vostro affetto in questo viaggio. Como sarà sempre una parte molto importante della mia vita e della mia carriera. Vado via con solo gratitudine e con la certezza che questo club ha un futuro luminoso davanti a sé".
Devin Ozek rimane ai primi posti della lista del Milan per il ruolo di ds
Dopo l'arrivo di Ruben Amorim in panchina, in casa Milan rimane centrale il tema direttore sportivo. Nella lista della società rossonera rimane ai primi posti il nome di Devin Ozek: non ci sono ancora stati dei contatti diretti tra le parti, ma potrebbero esserci nelle prossime ore e i rossoneri decideranno di puntare su di lui.
Un altro scenario potrebbe essere la promozione di Jovan Kirovski, attuale dirigente del Milan Futuro, scelta ben vista soprattutto da Zlatan Ibrahmovic. Attualmente, però il club rossonero non ha ancora scelto una pista definitiva da seguire.
Malagò sulla decisione dell'Anac: "Ne ero sicuro, ora ognuno può giudicare l'accaduto"
"Ho appreso con soddisfazione il parere dell'Anac. Ognuno adesso può giudicare l'accaduto": ha commentato Giovanni Malagò, al telefono con l'ANSA, la decisione positiva dell'Autorità anticorruzione che toglie tutti i dubbi su una sua presunta ineleggibilità alla presidenza Figc. Dopo la richiesta del ministro Abodi di alcune verifiche, ora è arrivata la scelta definitiva.
E ancora sottolineando la sua visione dei fatti: "Ho sempre sostenuto la correttezza della mia posizione nel merito. Per mia conoscenza specifica della questione, mi ero rivolto in modo formale e informale a 11 soggetti diversi, titolati sull'argomento. E tutti mi avevano manifestato la loro certezza che non c'era alcun problema in merito. Ognuno adesso può giudicare l'accaduto".
Dal peluche a forma di tigre all'istruzione "militare": chi è Broja, l'obiettivo di mercato del Cagliari
Un'istruzione militare e una traiettoria calcistica da film di fantascienza: è questa la storia di Armando Broja, che è finito nel mirino del Cagliari di Fabio Pisacane. La squadra sarda è alla ricerca di un attaccante come l'albanese, fisico e con la capacità di fare gol. La sua vita, però, è stata caratterizzata da lunghi viaggi e dei brutti infortuni che hanno minato la sua ascesa.
LE RADICI: EMIGRAZIONE, SACRIFICI E L'"ORSACCHIOTTO TIGRE" - Armando Broja nasce a Slough, cittadina industriale del Berkshire, in Inghilterra, il 10 settembre 2001. Broja è figlio di genitori albanesi, originari di Koplik, un comune situato nel distretto settentrionale di Malësi e Madhe. Papà Xhehavir e mamma Blerina hanno deciso di emigrare in Inghilterra all'età di vent'anni, alla caccia di un futuro migliore e di opportunità economiche che nel loro villaggio erano pressoché inesistenti.
I primi anni della famiglia Broja in Inghilterra furono segnati da un'estrema povertà e da enormi difficoltà di integrazione. I genitori non sapevano una singola parola di inglese al loro arrivo. Al momento della nascita di Armando, l'intero nucleo familiare viveva confinato in una singola, minuscola stanza situata sul retro di un hotel a Slough, una condizione di indigenza in cui rimasero bloccati per diversi anni. L'unico vero ricordo d'infanzia che Broja conserva nitidamente di quegli anni di immense privazioni è un piccolo peluche a forma di tigre, che il bambino utilizzava come cuscino di fortuna in quel letto condiviso da tutta la famiglia.
PAPÀ XHEVAHIR COME FIGURA CENTRALE - L'uomo più importante della vita di Armando Broja è papà Xhehavir, il motore immobile della forgiatura del figlio. È partito dal gradino più basso della scala sociale in Inghilterra, gettando cemento e posando mattoni per costruire case. 15 ore di turno giornaliere, con l'etica del lavoro che ha trasmesso a suo figlio. Nonostante il successo, la famiglia Broja ha sempre mantenuto un legame forte con il proprio paese natale: vengono organizzati viaggi annuali a Kamicë (il villaggio paterno in Malësi e Madhe) per permettere ai figli di imparare la lingua albanese, conoscere i numerosi parenti e assorbire la cultura rurale locale. Il padre di Broja ha persino investito ampiamente i propri guadagni personali per finanziare la ricostruzione e la manutenzione dei cimiteri dell'intero villaggio di Kamicë.
La disciplina di Broja, dunque, nasce dal papà. L'attaccante ha rivelato a The Players' Tribune come Xhevahir gli dicesse: "Hai 24 ore in un giorno e la metà le passi a dormire". Gli allenamenti notturni imposti dal padre sono ormai diventati materiale da leggenda nelle interviste rilasciate da Broja ai media britannici e albanesi. Anche dopo aver affrontato massacranti turni di lavoro nei cantieri edili, il padre rientrava a casa esausto, spesso tra le 22:00 e le 23:00 di sera. La sua prima domanda non riguardava però la scuola, ma lo sport: "Armando, hai fatto il tuo allenamento oggi?". Quando il giovane, nel tentativo di evitare la fatica, mentiva rispondendo in modo esitante, il padre intuiva immediatamente la verità. A quell'ora della notte, lo trascinava nel parco locale e lo costringeva a correre 20 giri interi intorno al campo di calcio.
L'OSSESSIONE PER "ARNINE" - Tra gli aneddoti più affascinanti e curiosi legati all'infanzia formativa di Broja c'è l'attrazione del padre per Ronaldo il Fenomeno, che ha dato origine a un bizzarro, seppur fondamentale, equivoco linguistico. Come la stragrande maggioranza dei bambini cresciuti nel Regno Unito in quella specifica generazione, il giovane Armando venerava in modo assoluto Cristiano Ronaldo. Il padre, tuttavia, di un'altra generazione calcistica, era completamente e follemente ossessionato dall'altro Ronaldo, Nazario.
Xhevahir continuava a urlare ordini tattici e motivazionali al figlio: "Armando, voglio che tu sia come Arnine! Devi giocare come Arnine! Arnine, Arnine, Arnine!". Il giovane Broja, per mere questioni anagrafiche, non aveva mai avuto l'opportunità di vedere giocare il Fenomeno in diretta televisiva ed era profondamente confuso. A causa del marcato accento albanese del padre, la pronuncia del soprannome "R9" (R-Nine in inglese) suonava esattamente come "Arnine". Il ragazzo passò anni a chiedersi in gran segreto chi diavolo fosse questo misterioso "Arnine", ipotizzando nella sua mente di bambino che potesse trattarsi del nome di un leggendario calciatore albanese del passato.
Non solo papà, dietro al corazziere capace di sfidare le ruvide difese della Premier League si nasconde un profondo e indissolubile legame familiare con la mamma, ben riassunto da un episodio giovanile tanto singolare quanto toccante. Durante una partita dell'Under-13 del Chelsea, il giovanissimo Armando subì un tackle violentissimo, rimanendo a terra dolorante e immobile e scatenando il panico generale. Sugli spalti, la madre Blerina fu letteralmente sopraffatta dal terrore e dal più puro istinto materno: ignorando del tutto i severissimi regolamenti inglesi, che puniscono categoricamente le invasioni di campo da parte dei non addetti ai lavori, la donna scavalcò le barriere e si precipitò disperatamente sul prato. Pur di affiancare lo staff medico e stringersi al figlio in quel momento di potenziale dramma, Blerina mise da parte ogni timore per le conseguenze o le sanzioni disciplinari.
L'ASCESA, IL DRAMMA E L'INCUBO BURNLEY - Da promessa indiscussa dell'Academy del Chelsea a pioniere del calcio albanese in Premier League, la prima fase della carriera di Armando Broja è stata quella di un vero e proprio predestinato. Dotato di strapotere fisico e di una ottima freddezza sotto porta, l'attaccante cresciuto nel mito di Didier Drogba ha bruciato le tappe fin da giovanissimo. Dopo essersi forgiato nella spietata "cantera" di Cobham, la sua esplosione tra i professionisti è passata per un fruttuoso apprendistato in Olanda con il Vitesse e, soprattutto, per la definitiva consacrazione con la maglia del Southampton. Nella stagione 2021-22, inanellando record di precocità e diventando il primo calciatore albanese della storia a segnare nel massimo campionato inglese, Broja aveva raggiunto una valutazione di mercato vicina ai 40 milioni di euro, si ergeva a eroe della sua Nazionale ed era un pezzo pregiato del panorama calcistico britannico.
Tuttavia, un devastante infortunio al legamento crociato nel dicembre 2022 ha interrotto bruscamente la sua ascesa, innescando una dolorosa spirale sportiva e psicologica. La lunghissima riabilitazione ha lasciato profonde cicatrici sull'autostima del giocatore, che al rientro in campo non è più riuscito a ritrovare l'esplosività e la serenità dei giorni migliori. Dopo una serie di prestiti infruttuosi tra Fulham ed Everton, e l'amara esperienza collettiva a Euro 2024, la tanto cercata ripartenza si è trasformata in una gabbia dorata: ceduto a titolo definitivo al Burnley nell'estate del 2025 per circa 20 milioni di sterline, Broja è stato trascinato nel baratro della rovinosa retrocessione della squadra in Championship. Con un solo gol all'attivo nell'ultima annata e un valore di mercato ormai crollato, l'attaccante si ritrova oggi davanti alla titanica sfida di dover ricostruire quasi da zero una carriera che sembrava destinata all'Olimpo del calcio: il calore e la passione della Sardegna potrebbero restituirgli quella sicurezza di cui Broja ha bisogno.
Nella sua lettera ha The Players' Tribune, Broja ha ammesso di avere sogni ambiziosi: "Voglio essere l'Harry Kane, il Ronaldo o l'R9 albanese. Voglio portare il mio Paese ai Mondiali". Il vero obiettivo, però, è un altro: "E quando la mia carriera sarà finita, voglio che il mio nome continui a vivere. Per l'Albania. Per mio padre".
La scuola Nordsjælland e la stima di Essien: Yirenkyi trascina il Ghana
Il Mondiale sta regalando incertezza e tanto equilibrio, ma anche storie che meritano di essere raccontate. Dalle imprese di Qatar e Capo Verde fino allo storico gol di Curaçao contro la Germania, fino ad arrivare alla vittoria del Ghana per 1-0 contro Panama firmata da un ragazzino sconosciuto ai più, di nome Caleb Yirenkyi, centrocampista classe 2006 cresciuto e valorizzato dallo straordinario vivaio del Nordsjælland. Nel momento più statico della partita, quando ormai il pareggio sembrava ormai essere certo, Thomas-Asante si accende sulla sinistra, rientra, e serve un pallone nel mezzo dove a farsi trovare pronto c'è proprio Yirenkyi che al quarto minuto di recupero regala al Ghana tre punti pesantissimi in chiave qualificazione.
Il ragazzo ha dimostrato ancora una volta personalità, sostanza e qualità, tutte doti che lo hanno portato a iscriversi nel taccuino di numerosi top club europei. Yirenkyi è cresciuto nella famosa Right to Dream Academy, una delle accademie più importanti dell'Africa con più di 150 calciatori valorizzati e lanciati nel grande calcio, come Mohammed Kudus del Tottenham. Qualità tecniche e atletiche notevoli, può agire sia davanti alla difesa che in una posizione più avanzata, garantendo equilibrio e dinamismo alla squadra. Yirenkyi, inoltre, in caso di necessità è stato utilizzato anche come terzino destro, a testimonianza della sua notevole duttilità.
Nel Nordsjælland è stato spesso schierato come il più arretrato in un centrocampo a tre, è forte nei contrasti e nelle coperture, ma ha già mostrato numeri importanti anche in fase offensiva (gol e assist) indossando i panni del classico centrocampista "box-to-box". Nel suo Ghana, Carlos Queiroz gli ha ritagliato un ruolo davanti alla difesa insieme a Owusu nel suo 4-2-3-1 con risultati importanti che hanno dato equilibrio e quantità nella gara contro Panama.
L'INVESTITURA DI ESSIEN - A spendere altre parole importanti verso di lui non è stata una persona qualunque. Si tratta di Michael Essien, assistente tecnico del Nordsjælland: "Di lui posso dire solo cose positive. Un gran lavoratore, un ragazzo molto calmo, rispettoso e silenzioso. Preferisce far parlare il campo, ed è bello vederlo fare così bene per la squadra. Ha il suo stile di gioco, ma a volte vedo in lui dei bagliori che mi ricordano di quando ero piccolo. Viene spesso da me a farmi domande, io cerco di dargli i migliori consigli possibili e lui ne fa tesoro. Spero che possa diventare un giocatore importante in futuro". Insomma, un profilo davvero interessante che si è presentato subito con un gol pesante e decisivo al Mondiale. Classe 2006 solamente sulla carta ma con la testa di un veterano. D'altronde uno come Essien se ne intende di centrocampisti e Yirenkyi è sulla strada giusta per continuare a diventare grande.
IL LEGAME TRA NORDSJÆLLAND E GHANA - Vi siete mai chiesti perché il Nordsjælland lancia e valorizza spesso calciatori provenienti dal Ghana? Il motivo principale è che il club danese è di fatto collegato alla Right to Dream Academy, una delle accademie calcistiche più importanti d'Africa. Fondata proprio in Ghana da Tom Vernon, l'accademia è stata integrata nel progetto del club danese quando lo stesso Vernon e il suo gruppo acquisirono il Nordsjælland nel 2015.
Qui vengono selezionati e formati i migliori talenti ghanesi, come ad esempio Kudus, Kamaldeen Sulemana (oggi all'Atalanta) e lo stesso Yirenkyi. Per merito di questa politica, il Nordsjælland è tra i club al mondo per numero di giocatori cresciuti nel settore giovanile e passati in prima squadra con il più alto minutaggio e gode di ottima salute economica, grazie anche alle importanti plusvalenze registrate negli ultimi anni. Yirenkyi potrebbe rappresentare l'ennesimo crac scovato, valorizzato e lanciato. Al Mondiale si è presentato con un gol vittoria a soli 20 anni, un biglietto da visita davvero niente male per un calciatore destinato a far parlare di sè sempre di più.
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