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Tre titoli a 18 anni e ora i gol in Primavera: Inter, chi è Cristian Carrara
Tre titoli in bacheca. Una storia cominciata nel 2021, già ricca di capitoli importanti. I primi passi della carriera di Cristian Carrara raccontano di un attaccante che, a 18 anni compiuti lo scorso gennaio, ha già saputo prendersi la scena in tante occasioni. E non vuole smettere di farlo. Un esempio? I cinque gol nelle prime quattro giornate del campionato Primavera 1, con cui ha contribuito a portare l’Inter in vetta in questo avvio di stagione.
Ma questo è il presente. E Carrara, in nerazzurro da ormai cinque anni, lo ha costruito passo dopo passo mettendosi in mostra fin dall’Under 14, quando ha vinto il suo primo titolo meno di un anno dopo il suo arrivo. Da quel momento, come anticipato, l’attaccante ha continuato a crescere. E a segnare. Le sue giocate infatti non sono passate inosservate, a cominciare proprio dall’Inter: nelle scorse settimane Carrara ha firmato il suo primo contratto da professionista, con scadenza al 30 giugno 2029. Un messaggio molto importante per un futuro che il classe 2008 vuole continuare a scrivere dopo aver già vinto tre titoli.
L’ARRIVO E I PRIMI TROFEI DA PROTAGONISTA - Carrara cresce nella Virtus Bergamo - diventata successivamente Virtus Ciserano Bergamo - con cui gioca dal 2015 al 2021, quando arriva la chiamata dell’Inter. A soli tredici anni comincia l’avventura in nerazzurro dell’attaccante, che meno di un anno dopo vince il suo primo trofeo con la nuova maglia: il torneo Under 14 Pro. Ma è solo il primo passo.
Nella stagione successiva in U15, infatti, è protagonista soprattutto nella finale che regala lo Scudetto all’Inter di Fautario. Sotto 2-0 con l’Empoli, i nerazzurri rimontano grazie a una sua doppietta, e dopo i tempi regolamentari (terminati 3-3) trionfano ai rigori. È il secondo titolo in due stagioni, ma l’attaccante non vuole fermarsi, anzi. Proprio da quell’anno Carrara inizia a bruciare sempre più le tappe.
I GOL E LO SCUDETTO DA CAPITANO - Dopo un’annata da sotto età in Under 17, nella stagione 2024/25 si conferma un pilastro della stessa categoria: 13 gol in 26 partite, una media di una rete ogni due match. Se da un lato il cammino nelle fasi finali si interrompe ai quarti, dall’altro Carrara si mette in mostra anche con l’Under 18, gettando le basi per la stagione successiva - la scorsa - in cui guida i nerazzurri verso un primo storico Scudetto di categoria, ma non solo.
Nell’ultima annata, infatti, l’attaccante ha segnato 18 gol in 32 partite, indossando in numerose occasioni - tra cui la finale - la fascia da capitano. La vittoria dello Scudetto U18, però, è stata solo una delle tappe fondamentali della scorsa stagione. Oltre al titolo, Carrara ha esordito e segnato in Primavera, giocando in tutto 10 partite, ed è stato convocato per la prima volta in U23.
IL RITIRO IN U23 E LA SFIDA IN PRIMAVERA - Quella chiamata dello scorso 4 gennaio è stata solo la prima. Quest’estate, infatti, l’attaccante classe 2008 ha preso parte al ritiro con la seconda squadra nerazzurra sotto la guida di Vecchi, che dunque ha già avuto modo di conoscerlo meglio. E, in queste settimane, di vederlo segnare: nelle prime quattro giornate in Primavera 1 sono arrivati cinque gol, di cui uno decisivo contro il Genoa e due nell’ultima vittoria per 6-1 contro il Cagliari.
I tre titoli sono già parte del passato e la strada di Carrara è già ben tracciata grazie alle sue reti. La stagione appena cominciata con l’U20 è una nuova sfida da affrontare, e il giovane attaccante punta a dimostrare ancora una volta la sua costanza.
Sassuolo, Adžić: "Dopo il gol alla Juventus non ho dormito la notte"
"Il gol l’ho rivisto una marea di volte e la notte praticamente non ho dormito. In genere si dorme poco quando si gioca di sera. Stavolta mettici l’adrenalina, l’emozione, sensazioni forti: notte quasi in bianco": parola di Vasilije Adžić. Il centrocampista del Sassuolo, che lo scorso 13 settembre ha deciso la sfida contro la Juventus grazie al suo gol del 3-2, ha parlato alla Gazzetta dello Sport. "Aspettavo tanto questa partita. Non vedevo l’ora di giocarla per dimostrare le mie qualità".
Arrivato dalla Juventus con la formula del prestito, con il rientro in bianconero previsto per il 30 giugno 2027, il classe 2006 ha raccontato anche un retroscena: "Ho incrociato Spalletti prima della partita. Dopo aver salutato Aquilani, mi è venuto a cercare in panchina, gli sono andato incontro e mi ha fatto i complimenti per come ho cominciato la stagione - e aggiunge - Mi ha fatto piacere, lo ringrazio".
Due gol e un assist in questa prima parte di campionato. Ma la rete contro la squadra con cui si è allenato fino a poche settimane fa ha tutto un altro peso. "Sentivo che qualcosa era nell’aria… l’idea del gol mi girava dentro la testa. Le sensazioni dopo il 3-2? Difficili da spiegare. Con loro ho giocato per due anni. Io cerco sempre di andare al massimo indipendentemente da chi ho di fronte".
LA SCELTA SASSUOLO. A credere nel talento del giovane montenegrino è stato un corteggiamento partito da lontano: "Il club mi voleva già a gennaio. Poi mi hanno seguito anche in estate. C’è un dettaglio che ha fatto la differenza: il direttore Palmieri è venuto a Torino per parlarmi e fare una video-chiamata con Aquilani che mi ha spiegato in maniera molto chiara il suo progetto e il ruolo che avrei avuto. A quel punto la scelta è stata facile. Devo dire che il gesto di Palmieri mi ha colpito, non è da tutti".
E aggiunge: "Sono rimasto colpito dalla mentalità di Aquilani. Mi piace perché lavora tanto sui giovani, li sa far crescere come dimostra la sua carriera da allenatore".
BERARDI. Seguendo i consigli di un leader: "Nei confronti di 'Dome' provo ammirazione e rispetto. Ha segnato più di 130 gol in Serie A, ha vinto un Europeo e poi ha giocato sempre e solo in questo club. Lo volevano tutti, ma è rimasto qui. Da lui c’è solo da imparare".
Ranking UEFA, la classifica dopo la sconfitta del Milan: l' Italia è undicesima
Tornano le competiizoni europee, quindi torna anche la classifica del Ranking UEFA in attesa di scoprire poi, a fine stagione, quali saranno le nazioni che potranno avere cinque squadre qualificate alla prossima edizione della Champions League. Se nel 2023/2024 era toccato all'Italia, nella passata stagione è stato il turno di Inghilterra e Spagna, grazie agli ottimi risultati ottenuti anche in Europa e Conference League. Ma come funziona questo meccanismo? E quanti punti hanno le altre partecipanti a questa speciale classifica? Di seguito tutti i dettagli.
COME FUNZIONA IL RANKING UEFA - I punteggi sono calcolati sommando per ogni nazione i risultati ottenuti nell'arco di una stagione dalle singole squadre qualificate alle coppe europee; i punti, ovviamente, dipendono dall'esito delle singole partite (2 per la vittoria, 1 per il pareggio, più quelli per la fase a eliminazione diretta) e vengono divisi per il numero di partecipanti (che in Italia, in totale, sono 7). Al termine della stagione europea, i campionati che occupano le prime due posizioni del ranking ottengono un posto in più a testa nell'edizione successiva della Champions League. Risultato raggiunto la scorsa stagione, come anticipato, dall'Inghilterra e dalla Spagna.
LA CLASSIFICA - Al momento, è questa la top 10 aggiornata del ranking UEFA, che subirà modifiche nel corso della stagione in base ai risultati ottenuti dalle varie squadre in Europa.
1) Azerbaigian 5.125 (1/4)
2) Portogallo 5.100 (5/5)
3) Norvegia 5.000 (4/5)
4) Germania 4.857 (7/7)
5) Inghilterra 4.833 (9/9)
6) Turchia 4.700 (4/5)
7) Spagna 4.625 (8/8)
8) Austria 4.400 (3/5)
9) Grecia 4.200 (4/5)
10) Slovacchia 4.125 (1/4)
11) Italia 4.071 (7/7)
12) Francia 4.071 (7/7)
13) Danimarca 4.000 (4/4)
14) Olanda 3.833 (6/6)
Benfica, Silva: "Per noi è una serata storica. Futuro in Italia? Magari un giorno..."
Serata storica per il Benfica di Marco Silva, per i portoghesi si tratta della prima vittoria nella storia contro il Milan. Grazie alle reti di Lukebakio e Kaminski, "le Aquile" sono riuscite a espugnare San Siro.
Nel post partita, l'allenatore Marco Silva, ha commentato il risultato ai microfoni di Sky Sport. Di seguito le sue dichiarazioni.
LE PAROLE DI MARCO SILVA - L'allenatore ha commentato così il risultato: "Non si può parlare di perfezione per la nostra prestazione ma ci siamo andati vicini. Abbiamo assunto dei rischi, abbiamo provato nuova formazione e ha anche dato suoi frutti. Abbiamo passato il test, vincere con il Milan mai facile ma sensazioni più che buone. È stato fatto un ottimo lavoro e per noi è una serata storica". Su Amorim ha poi aggiunto: "Ruben è molto bravo, c'è sempre un senso di rispetto".
SUL FUTURO IN ITALIA - Marco Silva ha poi aggiunto su un suo eventuale futuro in Italia: "Vedremo, la Serie A è un campionato bellissimo con tifosi eccezionali. Magari un giorno.."
Milan, Amorim: "Concediamo troppo, ma troveremo le contromisure giuste"
Inizia in salita l'avventura del Milan in Europa League: la squadra guidata da Ruben Amorim cade 2-0 allo stadio Giuseppe Meazza contro il Benfica nella prima giornata della competizione. "Non possiamo concedere così tanto, dobbiamo sbloccare prima le partite per indirizzarle sui binari giusti", ha dichiarato l'allenatore portoghese a Sky Sport al termine del match. "Dobbiamo curare i dettagli, ma il problema principale emerge quando perdiamo palla. Difesa in difficoltà? Credo sia tutto collegato: non siamo ancora abbastanza organizzati".
Amorim si è poi soffermato sul momento che sta vivendo la squadra: "Zero gol nei primi tempi? Non so se sia un fattore mentale, ma è la seconda gara consecutiva in cui approcciamo male la prima frazione. Non possiamo permetterci di prendere gol del genere".
RABIOT E PULISIC - Spazio anche alla gestione dei singoli e alle condizioni fisiche del gruppo: "Rabiot ha tenuto il campo per tutti i novanta minuti, ed era un'incognita. Stesso discorso per Pulisic: arrivava dai 45 minuti con la Lazio e conoscete i suoi trascorsi fisici. Ci sono dinamiche interne che dall'esterno non si vedono, ma che vanno gestite con attenzione".
LE ROTAZIONI - Il portoghese si è soffermato anche sul gioco e sulle rotazioni: "Lavoriamo per creare automatismi e gestire meglio la palla. Nel secondo tempo si è visto qualcosa in più, ma ci manca ancora spunto in fase di possesso. Nel primo tempo c'era troppa foga e poca qualità: spesso finiamo per complicarci la vita da soli. Se cambio spesso formazione? Devo pur partire da una base, siamo insieme solo da due mesi. Oggi è andata male, ma sono convinto che troveremo le contromisure giuste per ogni situazione".
IN CONFERENZA STAMPA - Ruben Amorim è intervenuto anche in conferenza stampa dove ha analizzato la gara: "Abbiamo molti problemi e molto da migliorare: quando concediamo il primo gol la squadra si disorganizza. Non possiamo cambiare il passato, dobbiamo guardare avanti".
LA PARTITA - L'ex Sporting CP e Manchester United ha proseguito sul match contro il Benfica: "Dobbiamo restare calmi, avere meno ansia quando subiamo primo gol e avere un'energia differente all'inizio partita. Quando andiamo in svantaggio dobbiamo gestire il pallone e non andare avanti senza organizzazione. Il secondo gol è arrivato nel momento in cui stavamo costruendo in avanti, avuto occasione con De Winter e ci ha ucciso. Ma ripeto non possiamo cambiare questa partita. Abbiamo altre partite in Europa Leuague e guardiamo alle prossime".
LA PRESTAZIONE DEL BENFICA - "Hanno dominato nell'arco del match, noi abbiamo perso la gestione. Loro meglio organizzati, hanno sfruttato meglio alcune situazioni, loro sono riusciti a penetrare nella nostra difesa e noi no. Hanno segnato nei momenti chiave della partita", ha commentato Amorim sulla gara dei portoghesi.
"DOBBIAMO CONTINUARE A LAVORARE" - L'allenatore del Milan ha infine concluso: "La preoccupazione è una questione annosa. Non possiamo sempre preoccuparci se abbiamo vinto o se vinceremo, noi dobbiamo continuare a lavorare. Sono abituato alla pressione, non è nulla di nuovo. Guardiamo avanti".
Juventus, la probabile formazione contro il NEC
Archiviata la sconfitta nel finale contro il Sassuolo nella quarta giornata di Serie A, la Juventus di Luciano Spalletti ora si concentra sul debutto nella nuova stagione di UEFA Europa League. I bianconeri faranno il loro esordio nella competizione alle ore 21.00 di giovedì 17 settembre 2026 all'Allianz Stadium di Torino.
Di fronte c'è il NEC di Dick Schreuder, che ha concluso l'Eredivisie 2025/2026 al terzo posto, il migliore della propria storia, conquistato all'ultima giornata grazie alla vittoria per 2-1 sul Go Ahead Eagles. Tra dubbi ancora da sciogliere e possibili novità, andiamo a scoprire la probabile formazione della Juventus.
LA PROBABILE FORMAZIONE CONTRO IL NEC
JUVENTUS (3-4-2-1): Vicario; Gatti, Bremer, Lucumi; Kalulu, Douglas Luiz, Sarr, Celik; McKennie, Kolo Muani; Woltemade. All. Spalletti
DOVE VEDERLA IN TV - Il match tra Juventus e NEC, valido per la prima partita della League Phase di Europa League, è in programma alle ore 21.00 di giovedì 17 settembre 2026 all'Allianz Stadium di Torino. La partita sarà visibile in diretta su Sky Sport 252, Sky Sport 4K e Sky Sport Uno. Lo streaming sarà disponibile su Sky GO e NOW TV.
Europa League 2026/27: la classifica e i risultati
L'Europa League 2026/27 ha preso il via: la competizione, che vede protagoniste anche le italiane Juventus e Milan, entra nel vivo con molte squadre pronte a contendersi il trofeo. Nella stagione 2025/26, a trionfare al Tüpraş Stadium fu l'Aston Villa, che superò con un netto 3-0 il Friburgo dell'italiano Vincenzo Grifo. Di seguito, quindi, i risultati e la classifica completa della competizione dopo la prima giornata.
I risultati della prima giornata
Ararat-Armenia-Sparta Praga 1-4
Omonia-Celta 1-0
H. Be'er Sheva-Dinamo Zagabria 0-0
Sunderland-AZ 1-0
Sturm-Rennes 0-0
Anderlecht-Lione 1-2
Olympiacos-Jagiellonia 2-1
Milan-Benfica 0-2
Leverkusen-Celje 2-0
OFI-Hoffenheim (in programma il 17/09 alle 18:45)
Levski Sofia-Salisburgo (in programma il 17/09 alle 18:45)
Lillestrøm-Torreense (in programma il 17/09 alle 21:00)
Beşiktaş-Marsiglia (in programma il 17/09 alle 21:00)
Crystal Palace-Lech (in programma il 17/09 alle 21:00)
Celtic-Ferencváros (in programma il 17/09 alle 21:00)
Viktoria Plzeň-Union Saint-Gilloise (in programma il 17/09 alle 21:00)
Real Sociedad-Bournemouth (in programma il 17/09 alle 21:00)
Juventus-NEC (in programma il 17/09 alle 21:00)
La classifica
1) Sparta Praga 3
2) Leverkusen 3
3) Benfica 3
4) Olympiacos 3
5) Lione 3
6) Omonia 3
7) Sunderland 3
8) Dinamo 1
9) H. Be'er Sheva 1
10) Sturm 1
11) Rennes 1
12) Bournemouth 0
13) Beşiktaş 0
14) Celtic 0
15) Crystal Palace 0
16) Salisburgo 0
17) Viktoria Plzeň 0
18) Ferencváros 0
19) Juventus 0
20) Lech 0
21) Lillestrøm 0
22) NEC 0
23) OFI 0
24) Marsiglia 0
25) Levski Sofia 0
26) Real Sociedad 0
27) Torreense 0
28) Hoffenheim 0
29) Union Saint-Gilloise 0
30) Anderlecht 0
32) Jagiellonia 0
32) AZ 0
33) Celta 0
34) Milan 0
35) Celje 0
36) Ararat-Armenia 0
Milan, Amorim: "Pronti alla sfida contro il Benfica. Scelte di formazione? Necessario fare delle rotazioni"
Il Milan è pronto a sfidare il Benfica: la squadra guidata da Ruben Amorim, a partire dalle 21 allo stadio Giuseppe Meazza, affronterà la formazione portoghese nel match valido per la prima giornata di Europa League. A pochi minuti dell'esordio europeo, l'allenatore rossonero ha presentato i temi della sfida ai microfoni di Sky Sport: "Noi vogliamo vincere ogni partita. Per la mia esperienza è impossibile essere freschi giocando tre gare a settimana" ha spiegato l'allenatore: "Bisogna fare le rotazioni e stiamo cercando di scegliere la miglior formazione partita per partita".
Amorim si è poi soffermato sul parallelo tra l'ambiente milanista e la sua precedente esperienza in Premier League: "Problemi del Milan simili a quelli del Manchester United? Sono due grandi club con grande pressione, la gente si aspetta molto. Credo però che questa squadra sia diversa".
LE AMBIZIONI. L'allenatore ha poi aggIunto: "Stiamo lavorando per arrivare a ciò che voglio. Se devo fallire, voglio farlo alla grande. Voglio aiutare questo club a migliorare: so che ci vorrà tempo e non so se lo avrò, ma voglio provarci".
Spazio infine alla gestione dei singoli, in particolare dopo l'ultimo turno di campionato: "Contro la Lazio non solo Modric è andato in difficola, ma tutta la squadra. Luka è pronto a giocare, ma devo fare delle rotazioni".
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