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Sampdoria, ufficiale la separazione: il comunicato
Sampdoria, ufficiale la separazione: il comunicato
Ora è ufficiale. Le strade del direttore sportivo Andrea Mancini e del coordinatore dell’Area Tecnica Giovanni Invernizzi si separano. Come raccontato, gli ultimi confronti avuti con il CEO Area Football Fredberg hanno portato a questa decisione. IL COMUNICATO UFFICIALE - Di seguito il comunicato ufficiale del club e le parole di Jesper Fredberg: "L’U.C. Sampdoria comunica di aver interrotto il rapporto con il direttore sportivo Andrea Mancini e con il coordinatore dell’Area Tecnica Giovanni Invernizzi. «La decisione d’interrompere il rapporto con Andrea Mancini e Giovanni Invernizzi è stata molto difficile – dichiara il CEO Area Football Jesper Fredberg -. Siamo tutti consapevoli del loro contributo e del loro sincero impegno per la Sampdoria. La nostra gratitudine va ad Andrea Mancini che ha indubbiamente svolto un ruolo importante all’interno del settore sportivo negli ultimi anni. Oltre alla sua carriera da calciatore, Giovanni Invernizzi ha trascorso oltre 25 anni nel club e gli siamo eternamente grati per la sua incrollabile dedizione alla società. Desideriamo rispettare e riconoscere il loro contributo al club e auguriamo loro il meglio per il futuro. Tuttavia, siamo convinti che sia giunto il momento di una profonda innovazione. Con i cambiamenti nella struttura proprietaria del club, desideriamo cogliere questa opportunità per attuare tutte le modifiche necessarie che daranno forma al futuro del club nei prossimi anni. Non possiamo permetterci di perdere ulteriore tempo per riportare questo club sulla strada giusta e restituirgli il posto che gli spetta il prima possibile. Ciò comporta anche prendere decisioni difficili come questa». Oltre ai cambiamenti riguardanti le cariche di direttore sportivo e del coordinatore dell’Area Tecnica, il club si separerà anche da Samuel Cárdenas in qualità di responsabile dello scouting. Auguriamo a Samuel il meglio per la sua futura carriera. Il club annuncerà a breve una nuova dirigenza sportiva, composta da un nuovo direttore sportivo, un direttore tecnico e un responsabile dello scouting/direttore del reclutamento. «Siamo determinati ad alzare l’asticella per modernizzare questo club – conclude Fredberg -. Questo è l’unico modo per consentire alla Sampdoria di riconquistare il proprio status nel calcio italiano».
Roma, Frederic Massara non è più il direttore sportivo
Roma, Frederic Massara non è più il direttore sportivo
Frederic Massara non è più il direttore sportivo della Roma. La notizia ha trovato la conferma ufficiale tramite una nota diffusa dal club giallorosso, che sancisce la risoluzione consensuale del contratto. Si interrompe così un rapporto durato meno di dodici mesi, dopo la nomina avvenuta lo scorso giugno. Nel testo del comunicato, la società giallorossa ha voluto ringraziare Massara per la dedizione e il contributo fornito nel centrare la qualificazione alla prossima Champions League. LE PAROLE DI MASSARA - All'interno del comunicato ufficiale del club giallorosso, Frederic Massara ha voluto ringraziare la società per l'opportunità, e augurare il meglio alla Roma per la prossima stagione: "Ringrazio la Proprietà per l'opportunità di tornare a lavorare in un ambiente a cui sono particolarmente legato. Ritengo che quest'anno il Club abbia posto ulteriori basi per un futuro di successi e auguro a tutta la famiglia dell'AS Roma di poter festeggiare nuovi traguardi".
PSG, Luis Enrique: "Non può esistere una motivazione più grande del vincere la Champions League"
PSG, Luis Enrique: "Non può esistere una motivazione più grande del vincere la Champions League"
"Vogliamo raggiungere lo stesso traguardo, anche se percorrendo strade differenti". Queste le prime parole dell'allenatore del PSG, Luis Enrique, nella conferenza stampa alla vigilia della finale di Champions League contro l'Arsenal. Ha proseguito: "L'Arsenal è una formazione capace di difendere con enorme efficacia: non sono affatto sorpreso che abbiano conquistato la Premier League e che abbiano chiuso in testa il loro girone di Champions, soprattutto considerando il livello espresso in questa stagione. Sono stati i migliori per continuità e hanno meritato ampiamente il titolo. Credo che il lavoro di Arteta, che siede su quella panchina ormai da sei o sette anni, si veda proprio in questo: conosce alla perfezione ogni singola dinamica della sua squadra". L'allenatore spagnolo ha poi proseguito: "L'obiettivo è assolutamente quello di riconfermarci. Il nostro focus deve essere totale. Con la vittoria dello scorso anno siamo già entrati nella storia come il miglior club d'Europa, ma non vogliamo fermarci. Lungo il nostro cammino abbiamo disputato otto partite dimostrando tutto il nostro valore, affrontando due volte il Monaco, due volte il Chelsea, per poi superare Liverpool e Bayern Monaco. Raggiungere la seconda finale consecutiva di Champions League è un'impresa estremamente complessa per chiunque; per noi rappresenta già un pezzo di storia". SULL'ARSENAL - Luis Enrique ha poi proseguito parlando della squadra di Arteta: "Abbiamo dedicato molto tempo allo studio dell'avversario e ora lo conosciamo nei minimi particolari. Tuttavia, una finale sfugge a qualsiasi logica ordinaria. Domani l'aspetto cruciale sarà anche riuscire a divertirsi sul terreno di gioco, sapendo che in una finale di Champions League può succedere di tutto. Dobbiamo essere pronti a ogni scenario: nel calcio bastano due sconfitte consecutive per far scoppiare il caos, specialmente in una piazza come la nostra, dove l'attenzione mediatica sul Paris Saint-Germain è sempre altissima. Se devo essere onesto, non credo ci sia un favorito assoluto per domani; la differenza la faranno i dettagli. C'è una comprensibile tensione da gestire, ma fa parte del gioco". E in risposta a quanto detto dall'allenatore dei Gunners ha aggiunto: "Non può esistere una motivazione più grande del vincere la Champions League, tutto il resto fa parte della strategia comunicativa. Sarà il campo, domani, a decretare chi è il migliore; dal canto mio, spero solo che la mia squadra riesca a esprimere la versione più brillante di se stessa". SULL'ESPERIENZA A PARIGI - Infine Luis Enrique ha parlato del suo percorso alla guida del club parigino: "Se mi aspettavo di vincere così tanto fin dal mio primo giorno al PSG? Certamente. Era il mio obiettivo personale, così come quello della società e del direttore sportivo. Tutto questo rientrava nei piani, anche se forse i successi sono arrivati più velocemente del previsto. Di sicuro il percorso si fa più in discesa quando hai a disposizione le risorse e le strutture fornite dal club, oltre a calciatori di questo livello. Ora il futuro dice solo una cosa: scendere in campo domani per conquistare un altro trofeo. Per quanto riguarda la formazione, posso confermare che Hakimi e Nuno Mendes stanno bene e saranno della partita. Ci presentiamo da campioni d'Europa in carica, ma l'auspicio è che domani sia soprattutto una splendida festa per lo sport e un manifesto per chiunque ami il calcio".
Sampdoria, è separazione con Andrea Mancini e Giovanni Invernizzi
Sampdoria, è separazione con Andrea Mancini e Giovanni Invernizzi
Si dividono le strade tra la Sampdoria e Andrea Mancini. Dopo i colloqui andati in scena negli ultimi giorni tra il direttore sportivo blucerchiato e il ceo sport Fredberg, le parti hanno deciso di interrompere il rapporto e procedere verso la separazione. Insieme a Mancini lascia anche Giovanni Invernizzi, coordinatore dell’area tecnica del club. I confronti avuti nelle ultime ore non hanno quindi portato alla prosecuzione del progetto comune, con la Sampdoria che adesso si prepara a ridisegnare il proprio assetto dirigenziale in vista della prossima stagione. Nel frattempo, il nome di Andrea Mancini resta tra i profili valutati dal Cesena per il ruolo di direttore sportivo. LOMBARDO, RIPROPOSTO IL RUOLO DI COLLABORATORE - Intanto, ad Attilio Lombardo - tornato in blucerchiato come collaboratore e poi promosso ad allenatore dopo l'esonero di Foti-Gregucci - è stato proposto di tornare a ricoprire il ruolo di collaboratore. A lui adesso la decisione se accettare l'offerta, o valutare l'addio con il club.
PSG, Marquinhos: "Abbiamo una grande opportunità. Vincere sarebbe il finale perfetto di questa annata"
PSG, Marquinhos: "Abbiamo una grande opportunità. Vincere sarebbe il finale perfetto di questa annata"
Manca sempre meno alla finale di Budapest tra PSG e Arsenal. Alla vigilia della sfida contro la squadra di Arteta, sono arrivate le parole del capitano della squadra francese Marquinhos. Il brasiliano ha inziato ad analizzare così la partita di domani, sabato 30 maggio: "Abbiamo un'opportunità d'oro. Sappiamo quanto è difficile arrivare fino qua. Tutta la strada che abbiamo fatto in questa Champions è stata durissima, molto difficile. Siamo qui per approfittare di questo momento e vincere questa partita. Vincere sarebbe il finale perfetto di questa annata molto dura per noi". SULL'ATMOSFERA IN VISTA DEL MATCH - Marquinhos ha poi parlato dell'atmosfera alla vigilia del match: "Si vive nello stesso modo in cui l'abbiamo vissuta l'anno scroso. C'è una forte passione e un forte sentimento nel giocare partite come questa. Penso che in questo momento dobbiamo gestire bene la emozione e gestire bene la pressione. È normale ma con l'esperienza che abbiamo dell'anno scorso potremmo vivere questi momenti un po' meglio. È sempre una partita molto emozionante. Noi come leader, come i giocatori più esperti, dobbiamo sempre guidare la squadra per fare una grande partita". SULL'ARSENAL - Infine il difensore ha parlato dell'Arsenal e delle loro qualità: "Penso che sia difficle dire quale sia la chiave per vincere perchè il calcio di oggi richiede una suqadra che sia capace di fare tutto. Contro il Bayern abbaimo dovuto giocare due partite differenti tra andata e ritorno. Sappiamo che l'Arsenal è una squadra che è forte in tutto, non solo in difesa. Noi anche dovremo fare un po' di tutto. In una finale sono i dettagli che fanno la differenza".
Italia, Baldini: "Per allenare la Nazionale ci vuole un certo curriculum. E io non ce l'ho"
Italia, Baldini: "Per allenare la Nazionale ci vuole un certo curriculum. E io non ce l'ho"
Inizia il ritiro della Nazionale italiana che giocherà le due amichevoli contro Lussemburgo e Grecia. Il primo allenamento degli azzurri è programmato per le 18:00 di oggi, venerdì 29 maggio. Qualche ora prima però ci sarà la conferenza stampa del c.t. a interim Silvio Baldini, programmata per le 14:00.  LA CONFERENZA STAMPA DI BALDINI - Le parole del c.t. a interim SUI GIOCATORI CONVOCATI E LE PROSSIME PARTITE: "Se ho deciso di convocarli, è perché sono assolutamente convinto che, se lasciati liberi di esprimersi e senza pressioni addosso, abbiano tutte le carte in regola per vincere queste due partite. Conosco il loro valore e so che possiedono qualità tecniche straordinarie. Non ho intenzione di replicare al CT della Grecia: ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni. Mi fa solo sorridere il fatto che proprio nella terra in cui è nata la democrazia ci si preoccupi così tanto di ciò che decidono di fare gli altri. Il rischio di fare calcoli esiste, ma nessuno può prevedere l'andamento di una partita. Dal canto mio, l'unica cosa che posso fare è non avere paura di affrontare questi impegni. Sono certo che i ragazzi possano vincere, quindi non mi fascio la testa prima del tempo. Se scendessi in campo pensando già alla sconfitta, perderei l'entusiasmo e la fiducia, e i giocatori percepirebbero subito questa negatività. Mi considero un uomo libero. Oggi il concetto di anarchia è complesso e molto diverso da un tempo, ecco perché preferisco definirmi semplicemente una persona libera. Il mio obiettivo è portare in questo gruppo la libertà di esprimere il proprio talento, senza troppi condizionamenti tattici. Questo però richiede un grande sacrificio: quando non abbiamo il possesso, pretendo che si corra per recuperare il pallone il prima possibile; se qualcuno lo perde, gli altri devono scalare e stringere le linee per evitare di subire gol. Voglio responsabilizzarli al massimo: smettiamola di trattarli come se fossero solo dei ragazzini". SU QUESTA AVVENTURA: "L'emozione più forte l'ho vissuta fino a ieri: l'attesa è stata la parte più bella, anche perché mi stavo approcciando a qualcosa che non avrei mai immaginato di fare. Il mio obiettivo è trasmettere alla squadra i miei principi e il valore del rispetto. Fisso delle regole precise e pretendo che vengano seguite. Non credo nelle multe, le trovo riduttive e penso non aiutino a comprendere l'errore; con me, chi sbaglia va a casa. I ragazzi sanno che sono una persona credibile, trasparente e senza filtri. Ho spiegato loro chiaramente che non sono qui per imporre la mia autorità o fare il comandante, ma per far capire che senza regole non esistono principi, e senza principi non si può costruire una squadra. Bisogna essere disciplinati in ogni aspetto: dall'alimentazione alla sveglia, dalle sessioni in palestra fino al recupero ottimale. In poche parole, significa dedicarsi anima e corpo alla cura del proprio fisico per potersi poi esprimere al massimo durante la partita". LE RICHIESTE AL GRUPPO: "Ai ragazzi ho chiesto di essere semplicemente se stessi, di scendere in campo con entusiasmo e con la consapevolezza di essere i più forti. A volte la vita riserva sorprese inaspettate e loro non devono assolutamente sprecare questa occasione. Devono dimostrare tutto il loro valore, ma per farlo è fondamentale muoversi come una squadra, il che significa essere pronti ad aiutarsi l'un l'altro nei momenti di difficoltà. Quanto è importante per i giovani andare all'estero? Andare all'estero dà loro l'opportunità di confrontarsi con campionati e culture differenti. Il tratto che unisce tutti questi ragazzi è il fatto di essere genuinamente innamorati del calcio, puri e non ancora condizionati dal denaro o dal successo. Il mio obiettivo è far capire loro che il calcio è un vero e proprio stile di vita, lo strumento ideale per trovare le risposte che stanno cercando". IL PROSSIMO CT: "Se dovessi scegliere, punterei su allenatori con un curriculum solido. È inutile fare nomi irraggiungibili come Guardiola o Fàbregas; in Italia abbiamo tantissimi tecnici preparati, e quelli di cui si sente parlare sono assolutamente in grado di dare un'identità forte alla squadra. Per quanto mi riguarda, spero che chiunque arrivi mi veda come una risorsa utile e non come un ostacolo". SULLE PARTITE E SUL GRUPPO: "Questi due match sono una grandissima fonte d'orgoglio. Quando si indossa la maglia della Nazionale non esistono amichevoli: ci si confronta con interi Paesi e, anche se non ci sono punti in palio, si gioca sempre per l'onore. L'orgoglio non deve mai venire meno. Per quanto mi riguarda, trovarmi qui oggi è un premio tanto inaspettato quanto frutto del destino, che ha fatto incastrare le cose in questo modo. La forza di questo gruppo sta nella sua incredibile coesione: i ragazzi amano stare insieme, si divertono, scherzano e nessuno tende a isolarsi. C'è una socialità fortissima, tanto che alcuni calciatori mi hanno confessato che firmerebbero subito per poter vivere nei propri club le stesse emozioni che provano qui in Under 21. Un esempio lampante di questo legame è Camarda, che è venuto in ritiro prima della sfida con la Macedonia del Nord pur essendo infortunato, spinto solo dal desiderio di stare con i compagni. Avrebbe voluto fare lo stesso anche Mané, ma il Borussia Dortmund non ha concesso il via libera. Tutto questo dimostra che il gruppo è sano e che i ragazzi sono pronti a farsi guidare. Davanti a un capitale umano del genere non possiamo permetterci di sbagliare, perché questi giovani rappresentano il nostro futuro". IL PENSIERO SUL CALCIO ITALIANO: "Il calcio italiano è in mano a dei dirigenti che pensano ai propri interessi e non alla crescita del gioco del calcio. Si punta a fare mercato con giocatori anziani e non coi giovani perché questo aiuta a fare i propri interessi. Non mi devo nascondere, sono cose che ho sempre detto. Alcune persone le chiamo 'lestofanti"', e spesso questi hanno in mano le redini di questo gioco. Finché non avremo irigdenti seri sarà un problema. L'unico modo per fare esperienza è scendere in campo: se un calciatore gioca poco, il suo potenziale resta bloccato. Il vero nodo cruciale non sono le Nazionali giovanili, che anzi ottengono ottimi risultati, ma la transizione verso la Nazionale maggiore. Il problema non dipende dalla Federazione, bensì dalle scelte dei club. Che senso ha tesserare un giocatore di 39 anni anziché valorizzare un giovane del proprio vivaio? Finché i club italiani non saranno guidati da dirigenze lungimiranti e serie, la situazione non cambierà. Questo approccio influisce direttamente anche sul ritmo di gioco, che in Italia è troppo lento. I giovani portano con sé dinamismo, velocità ed entusiasmo; i calciatori più esperti, al contrario, tendono a gestire le energie e ad aggredire meno l'avversario (basti guardare a modelli europei come il PSG o l'Aston Villa). A parole si parla di rinnovamento, ma nei fatti si preferisce ancora un calcio fatto di linee strette e densità difensiva, utile solo a tirare il fiato. È una tattica che può bastare contro avversari mediocri, ma che mostra tutti i suoi limiti non appena il livello della competizione si alza". SU DONNARUMMA: "È stato l'unico a contattarmi dandomi disponibilità e a me non è parso il vero. Il messaggio è chiaro: il calcio italiano vuole vedere un cambiamento. Più di così cosa si poteva fare. Sono veramente convinto che i ragazzi faranno benissimo. Con l'Under 21 abbiamo visto che il gruppo è coeso e ha margini di miglioramento. In più c'è l'aggiunta di due grandi giocatori come Donnarumma e Pio Esposito. Non sono rimasto deluso dal fatto che nessun altro mi abbia contatto. La ferita dopo la Bosnia è ancora troppo grande. Anche se mi avessero chiamato non avrei cambiato le convocazioni, anche nell'ottica del mio lavoro futuro. A volte è meglio starsene a riposo e non partecipare". SULLE CONVOCAZIONI E LA POSSIBILITÀ DI ESSERE CONFERMATO: "Penso che per allenare la Nazionale Italiana ci voglia un certo curriculum. E io non ce l'ho. Oggi la maggior parte dei tifosi fa il tifo perché vede un cambiamento, ma io non faccio il pavone. lo ho la possibilità di fare l'Europeo Under 21 e magari vincerlo, le Olimpiadi e magari vincerle. A quel punto avrei speranza. lo credo nel merito, non nei colpi di fortuna. lo oggi sono qua perché Gattuso si è dimesso, non l'avessero fatto io non sarei qua. lo ho rispetto di tutto e tutti, ogni volta che sono stata coinvolto nelle discussioni ho sempre sentito affetto. A volte vedo squadre di Serie A che mettono in panchina i tecnici della Primavera... Non lo condivido, appprofittare delle disgrazie per entrare in gioco. Farò queste due partite che spero siano di aiuto, chi arriverà deve sapere anche quale è il lavoro dell'Under 21. Ho convocato il mio gruppo e due giocatori di livello come Donnarumma e Pio Esposito perché anche in funzione delle Olimpiadi vedo la possibilità di avere questi giocatori. Loro due rientrano in questa possibilità".
Basilea, rinnovo fino al 2030 per il portiere classe 2008 Renato D'Autilia
Basilea, rinnovo fino al 2030 per il portiere classe 2008 Renato D'Autilia
Il Basilea blinda uno dei talenti più interessanti del proprio settore giovanile: rinnovo fino al 2030 per Renato D’Autilia, portiere italiano classe 2008 che il club svizzero considera un grande prospetto. Ex Bologna e già nel giro delle nazionali under azzurre, partirà in ritiro con la prima squadra dopo una stagione in netta crescita. La fiducia del club svizzero nei suoi confronti è confermata anche dalle ultime scelte del club: nell’ultima gara stagionale infatti, D’Autilia è andato in panchina come secondo portiere, chiaro segnale di un percorso ormai avviato verso il grande calcio. Le sensazioni sono positive e l’idea della società è quella di puntare su di lui anche nel lungo periodo.
Serie A, il punto sugli allenatori in vista della prossima stagione
Serie A, il punto sugli allenatori in vista della prossima stagione
La Serie A 2025/26 è terminata e come di consueto club e allenatori stanno facendo le dovute valutazioni per programmare il futuro o separarsi. Se da una parte ci sono delle certezze in vista dell'anno prossimo, come quelle di Chivu, Gasperini, Spalletti e Fabregas, lo stesso non si può dire per Napoli e Milan, che hanno salutato rispettivamente Allegri e Conte. IL PUNTO SULLE PANCHINE DI SERIE A - Di seguito il punto sugli allenatori del nostro campionato in vista della prossima stagione. ATALANTA - Sarà Maurizio Sarri il nuovo allenatore nerazzurro. Dopo la risoluzione del contratto che lo legava alla Lazio, è ora pronto a prendere il posto di Raffaele Palladino, che lascerà l'Atalanta dopo pochi mesi. BOLOGNA - Rossoblù ai dettagli formali con Domenico Tedesco, il prescelto per prendere il posto di Vincenzo Italiano sulla panchina del Bologna. CAGLIARI - Sarà ancora Fabio Pisacane l'allenatore. Lui stesso, dopo la vittoria contro il Milan nell'ultima giornata aveva dichiarato di vedersi ancora in Sardegna. Nella giornata di giovedì 28 maggio è arrivata anche la conferma del presidente Giulini: "Gli verrà prolungato il contratto per due anni con opzione". COMO - Nessun dubbio: Fabregas, dopo l'impresa della qualificazione in Champions League (la prima nella storia del club), guiderà la squadra anche nella prossima stagione. FIORENTINA - Fabio Grosso è il nome forte per i viola. L'allenatore vuole però prima lasciare definitivamente il Sassuolo. Nel mentre la Fiorentina ha chiesto tempo a Vanoli. FROSINONE - Massimiliano Alvini continuerà a essere l'allenatore dei gialloblù dopo la promozione diretta (secondo posto) dalla Serie B alla Serie A. GENOA - Daniele De Rossi dovrebbe restare. Subentrato a Patrick Vieira, ha guidato il Genoa verso una salvezza tranquilla e, nonostante piaccia a diverse squadre, al momento non sembra destinato a lasciare. INTER - Un'altra conferma è certamente quella di Cristian Chivu, vincitore del Double alla sua prima stagione completa da allenatore in Prima Squadra. In un recente incontro in sede, l'allenatore romeno e l'Inter hanno anche trovato l'intesa per un rinnovo fino al 2028 (con opzione fino al 2029) con un importante aumento dello stipendio. JUVENTUS - Luciano Spalletti continuerà a sedere sulla panchina bianconera. Nonostante la mancata qualificazione alla prossima Champions League, l'allenatore fiorentino non lascerà il club, forte anche di un rinnovo (arrivato a inizio aprile) fino al 2028. LAZIO - Dopo la risoluzione consensuale con Maurizio Sarri, che andrà all'Atalanta, è tutto fatto per l'arrivo di Gennaro Gattuso. Tra i biancocelesti e l'ex ct della Nazionale c'è l'accordo per un biennale. LECCE - Non è da escludere che Di Francesco possa decidere di fermarsi per aspettare un'occasione diversa. Non è quindi scontato che, nonostante la salvezza raggiunta, continui ad allenare il Lecce. MILAN - Dopo l'addio di Massimiliano Allegri in seguito alla mancata qualificazione in Champions League, in casa Milan sono ore di valutazione su tutti i fronti. Andoni Iraola è sempre più lontano, dal momento che preferirebbe restare in Premier League. Nelle ultime ore Pochettino, ct degli Stati Uniti, ha ammesso: "Dialoghi tra i miei agenti e il Milan? Può essere". NAPOLI - Accordo raggiunto con Massimiliano Allegri, che ora dovrà risolvere il suo contratto con il Milan. L'ex rossonero ha superato nelle gerarchie Vincenzo Italiano proprio negli ultimi giorni e firmerà un biennale. PARMA - Dopo una buona stagione all'esordio, che ha visto la squadra ottenere una salvezza tranquilla, Carlos Cuesta dovrebbe rimanere sulla panchina del Parma forte di un contratto fino al 2027 con opzione per un altro anno. Atteso un incontro per parlare con il club: c'è ottimismo sulla permanenza. ROMA - Come per Inter e Como, nessun dubbio sull'allenatore. Gian Piero Gasperini resterà sulla panchina giallorossa dopo aver centrato l'obiettivo Champions League alla prima stagione. SASSUOLO - Fabio Grosso lascerà il club dopo due ottime stagioni: la prima con la promozione, la seconda con l'undicesimo posto in A. Al suo posto i neroverdi valutano Alberto Aquilani, ora al Catanzaro, Paolo Vanoli (il cui futuro a Firenze è ancora in dubbio) e Ignazio Abate, più defilato e in orbita Torino. TORINO - Nonostante dei buoni risultati, Roberto D'Aversa non allenerà i granata nella prossima stagione. Il preferito di Petrachi e Cairo è Ignazio Abate, ma occhio anche ad Alberto Aquilani in questo "duello" con il Sassuolo per i due allenatori emergenti della Serie B. UDINESE - Runjaic dovrebbe rimanere. L'allenatore tedesco ha ancora un anno di contratto con i bianconeri, e sta già pianificando la prossima stagione dopo un'ottima annata, dove l'Udinese ha chiuso a 50 punti riuscendo anche a strappare vittorie importanti contro Inter, Milan, Napoli e Roma. VENEZIA - Dopo la promozione, ottenuta vincendo la Serie B, Giovanni Stroppa continuerà ad allenare il Venezia.
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