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Lamine Yamal (ancora) da record: è il più veloce a raggiungere 10 gol con la Spagna
Dieci gol, quattordici assist. Sono solo alcuni dei numeri di Lamine Yamal con la Spagna dopo la doppietta e l'assist di questa sera contro la Croazia. E sono proprio queste dure reti a valergli anche un primato: a diciannove anni, Yamal è il più giovane giocatore della Spagna a raggiungere i dieci gol con la nazionale maggiore. Tutt’altro che banale. Ma per capire come riesca ad essere così impattante bisogna guardarlo giocare.
NEL MONDO DI YAMAL - Al Ramón Sanchez-Pizjuan gli bastano appena due minuti per sbloccare la seconda giornata di Nations League. Riceve il pallone da Baena e batte Livakovic con una conclusione a giro di prima. Poco dopo il pareggio firmato da Beljo, dalla destra mette al centro, con il suo piede debole, il pallone che Pubill trasforma di testa per il nuovo vantaggio spagnolo. Nella ripresa arriva la doppietta: al 63’, fraseggio con il compagno di Barcellona Pedri, e trova il gol da posizione defilata.
Tre giorni prima, a Wembley, aveva aperto le marcature contro l’Inghilterra, ancora al secondo minuto, approfittando di un errore di Guehi. E contro la Croazia, ancora un’altra dimostrazione della responsabilità che sa prendersi, a diciannove anni, con la maglia della nazionale.
"IL CALCIO E' MECCANIZZATO" - E forse ha proprio ragione lui: "Il calcio è meccanizzato", ha detto recentemente al Guardian. Una riflessione che trova spazio ogni volta che lo si vede puntare un avversario, e saltare i difensori come birilli.
La Spagna aveva già scoperto tutto questo all’Europeo del 2024. Il gol contro la Francia in semifinale, segnato a sedici anni, lo aveva reso il più giovane marcatore nella storia del torneo. Aveva chiuso quella competizione con quattro assist, compreso quello per Nico Williams in finale, vincendo il titolo il giorno dopo il suo diciassettesimo compleanno.
Ultim'oraRoma, Dybala e Molina non vanno in Argentina per l'ultima di Messi: il motivo
La Roma ha deciso: Dybala e Molina non viaggerano in Sud America per partecipare alla partita tra Argentina e Benin, ultimo impegno ufficiale di Leo Messi con l'Albiceleste. La decisione è stata resa nota tramite un comunicato ufficiale, in cui vengono spiegate anche le motivazioni dietro tale scelta. Come si può leggere, infatti, la Roma pur esprimendo "il massimo rispetto per Lionel Messi e per la sua straordinaria carriera" ha deciso di non mandare i propri giocatori a causa di "motivi sportivi e logistici".
IL COMUNICATO DELLA ROMA - Di seguito riportiamo il comunicato del club giallorosso con tutti i dettagli. "AS Roma comunica che Paulo Dybala e Nahuel Molina non parteciperanno all’evento organizzato in Argentina per la partita tra Argentina e Benin del 6 ottobre. La Società riconosce il valore dell’appuntamento per i due calciatori, legati a Lionel Messi e protagonisti con lui della vittoria al Mondiale 2022".
LE MOTIVAZIONI - Poi ancora, la motivazione: "La scelta del Club risponde a motivi sportivi e logistici, legati alla durata del viaggio intercontinentale e alla vicinanza degli impegni ufficiali. L'AS Roma esprime il massimo rispetto per Lionel Messi e per la sua straordinaria carriera, augurando a lui e alla Federazione argentina una serata speciale".
DYBALA E MOLINA NO, E GLI ALTRI? - Dybala e Molina, quindi, non prenderanno parte all'addio alla Nazionale argentina di Leo Messi. I due calciatori giallorossi, tra i compagni della Pulga al Mondiale 2022, non sono stati autorizzati da paret del club. Altri calciatori della Serie A (Balerdi, Nico Paz, Mastantuono, Lautaro Martínez, Nico González e Castro), invece, voleranno regolarmente in Argentina per prendere parte a un evento speciale.
Italia, Raspadori lascia il ritiro per infortunio
Novità per l'Italia: Giacomo Raspadori lascia il ritiro della Nazionale e farà rientro all'Atalanta. L'attaccante è rimasto a riposo nella giornata di oggi, martedì 29 settembre, ed è stato sottoposto ad esami strumentali che hanno accertato la sua indisponibilità per i prossimi impegni degli Azzurri.
Nella sfida contro la Turchia, Raspadori era stato schierato titolare da Roberto Mancini, venendo sostituito all'intervallo dal commissario tecnico. Contro il Belgio, invece, era rimasto in panchina per tutti i 90 minuti.
Juventus, il CDA proporrà l'aumento di capitale: il quinto dal 2019
La Juventus ha approvato il bilancio d’esercizio al 30 giugno 2026, chiuso con una perdita di 66 milioni di euro, in linea con le previsioni.
La novità, però, riguarda l’aumento di capitale che il CdA proporrà agli azionisti per un importo massimo di 250 milioni di euro. Exor, socio di maggioranza del club, effettuerà un versamento immediato di 60 milioni di euro in conto futuro aumento di capitale.
L’AUMENTO DI CAPITALE - Si tratterà del quinto aumento di capitale della Juventus dal 2019, per un totale di circa 1,2 miliardi di euro immessi nelle casse del club. L’operazione, secondo quanto comunicato dalla società, servirà a sostenere la competitività sportiva, lo sviluppo degli asset e del brand e la sostenibilità finanziaria del club.
I CONTI DEL CLUB - Sul fronte dei conti, i costi operativi sono scesi di 42 milioni di euro, senza ridurre gli investimenti destinati alla competitività sportiva, mentre i ricavi da sponsorizzazioni sono tornati stabilmente sopra i 120 milioni di euro. Crescono anche i ricavi legati alle attività extra-campo: la Juventus ha registrato risultati record dalle gare di campionato, dallo Stadium Tour e dal Museo. J|hotel e J|medical, inoltre, hanno fatto registrare i migliori risultati dalla loro apertura. L’Allianz Stadium ospiterà la finale di Conference League del 2028 ed è candidato a ospitare alcune partite di EURO 2032. Dal 2026, inoltre, lo stadio bianconero è entrato anche nel circuito dei grandi concerti.
POSSIBILI MIGLIORIE ALLO STADIUM - Nel percorso di sviluppo della Juventus trovano spazio anche possibili migliorie all’Allianz Stadium. L’impianto bianconero è infatti al centro dei potenziali interventi di valorizzazione degli immobili strategici del club.
Lecce, scelto il nuovo amministratore delegato: in arrivo Mattia Baldassarre
Il Lecce ha individuato la nuova figura dirigenziale a cui affidare il ruolo di Amministratore Delegato per il prosieguo della stagione. A raccogliere l'eredità operativa della società salentina sarà Mattia Baldassarre.
LA RISOLUZIONE CON IL RAVENNA E L'APPRODO IN SALENTO - Il dirigente è attualmente legato al Ravenna, ma le parti sono già al lavoro e stanno discutendo la risoluzione del contratto. Una volta ultimati gli ultimi passaggi formali e burocratici con il club romagnolo, Baldassarre sarà libero di legarsi ufficialmente al Lecce per iniziare la sua nuova avventura dirigenziale.
IL DOPO MENCUCCI - L'arrivo di Baldassarre andrà così a colmare il vuoto lasciato nell'organigramma del club alcune settimane fa. Il nuovo dirigente andrà infatti a prendere esattamente il posto di Sandro Mencucci, che aveva rassegnato le proprie dimissioni dal ruolo di ad lasciando scoperta una casella fondamentale per la gestione della società giallorossa.
Bari, la Procura ritira la richiesta di liquidazione giudiziale: chiesta l'estinzione del procedimento
La Procura della Repubblica di Bari ha formalmente ritirato la richiesta di liquidazione giudiziale per la SSC Bari. La notizia, riportata da TeleSveva, avvia verso la conclusione la vicenda legale iniziata lo scorso 7 luglio con il ricorso presentato dai magistrati. Ora si attende solo che il Tribunale dichiari ufficialmente chiuso il procedimento.
IL PIANO DI FINANZIAMENTO DI FILMAURO - A far cambiare scenario è stato il nuovo impegno economico assunto dalla controllante Filmauro. Dalle carte ufficiali emerge infatti che lo scorso 24 settembre la società ha garantito in modo irrevocabile 11,1 milioni di euro per coprire le spese della stagione 2026/2027. Questi fondi arriveranno a rate: dopo la prima quota da 1,1 milioni versata a fine luglio, sono previsti 2 milioni entro il 31 ottobre e un milione al mese da novembre 2026 a giugno 2027.
Il documento specifica che si tratta di versamenti in conto capitale, ovvero risorse che il club non dovrà restituire e che non produrranno interessi, rafforzando così le casse societarie a garanzia di chi vanta dei crediti. A dare ulteriore sicurezza ai magistrati è la solidità economica di Filmauro, che può contare su un patrimonio netto accertato di oltre 74 milioni di euro.
LA PRECISAZIONE DELLA PROCURA - Nel depositare l'atto di rinuncia, la Procura ha voluto fare una precisazione tecnica: il passo indietro non significa che le motivazioni del ricorso di luglio fossero infondate. La decisione di fermare il procedimento nasce esclusivamente dalle nuove garanzie messe sul tavolo dalla proprietà nel corso di queste settimane. Essendo stati rispettati tutti i requisiti per mettere in sicurezza i conti del club e tutelare i creditori, i magistrati hanno quindi chiesto al Tribunale di archiviare definitivamente la pratica.
Ultim'oraPremier League: Manchester City colpevole di tutte le accuse. "Violate sistematicamente le regole per un decennio"
Terremoto nel calcio inglese. Una Commissione indipendente ha giudicato il Manchester City colpevole di tutte le accuse relative alle gravi violazioni delle regole finanziarie della Premier League, perpetrate nell'arco di nove stagioni (dal 2009/10 al 2017/18). Il club è stato inoltre ritenuto colpevole per la maggior parte dei capi d'accusa riguardanti la mancata collaborazione durante l'inchiesta. Una stangata pesantissima che riscrive la storia recente del calcio inglese.
LE VIOLAZIONI: CONTRATTI FITTIZI E BILANCI ALTERATI PER OLTRE 900 MILIONI DI STERLINE - Le motivazioni diffuse dalla Premier League delineano un quadro gravissimo. Il Manchester City ha stipulato contratti "fittizi" con alcuni partner commerciali nell'ambito di un sistema di finanziamento mascherato: le aziende sponsor pagavano solo una parte delle quote, mentre il resto veniva coperto dall'Abu Dhabi United Group (ADUG), proprietario del club. Lo scopo di questi schemi era gonfiare artificialmente i ricavi e ridurre i costi per oltre 900 milioni di sterline durante il periodo interessato, al fine di apparire in regola con le norme finanziarie. Come conseguenza, il club ha presentato bilanci inesatti, nascondendo la reale situazione finanziaria ai revisori e alle autorità, e violando in modo significativo i limiti di spesa della Premier League e il Fair Play Finanziario della UEFA. La Commissione ha concluso che il City aveva "il chiaro intento di aggirare le regole della Premier League" e ha "compiuto sforzi concertati per fermare e frustrare le indagini".
Richard Masters, ad della Premier League, ha commentato duramente: "Questa decisione stabilisce come il club abbia sistematicamente infranto le regole della Premier League per quasi un decennio. Questo caso disciplinare è il più significativo nella storia della Premier League". Ora un'ulteriore udienza stabilirà le sanzioni per il club.
LA RISPOSTA DEL CITY: "SIAMO INNOCENTI, FAREMO APPELLO" - Immediata e altrettanto dura la replica del Manchester City, che ha annunciato battaglia: "Il club è deluso e sorpreso dall'opinione della Commissione" si legge nel comunicato ufficiale. "Siamo innocenti rispetto alle accuse mosse dalla Premier League ed esiste un corpo completo di prove inconfutabili a sostegno delle nostre posizioni. Il club sarà implacabile e proattivo in tutte le sedi normative e legali appropriate".
Il City ha confermato che presenterà ricorso, definendo il parere della Commissione viziato da "chiari errori materiali, di diritto, di principio e di fatto". I Citizens hanno tempo fino a venerdì 2 ottobre per esercitare il diritto d'appello, con la Premier League che auspica una rapida conclusione dell'intero iter processuale.
Ceferin attacca Infantino: "Il calcio non è in vendita". E il Real Madrid torna nell'EFC
Giornata campale per la politica del calcio all'assemblea generale dell'European Football Club (EFC) in corso al Bella Center di Copenaghen. Un momento cruciale per l'intero movimento, certificato da un traguardo storico e senza precedenti: il superamento di quota 9.000 club affiliati all'associazione, un numero record mai raggiunto prima. Tra la fine definitiva dello strappo legato alla Superlega e le dure parole del presidente dell'Uefa, Aleksander Ceferin, all'indirizzo del numero uno della Fifa, Gianni Infantino, la famiglia del calcio europeo torna a compattarsi delineando i futuri assetti di potere.
L'ATTACCO DI CEFERIN A INFANTINO - Il presidente dell'Uefa non ha usato mezzi termini per condannare l'operato del vertice Fifa: "Il re è nudo, ora lo sappiamo. Parla di sviluppo, democratizzazione, consultazione, ma fa l'opposto. Adesso diciamo basta". Rivolgendosi ai presidenti dei club presenti in sala, Ceferin ha criticato aspramente la presunta trattativa sugli asset calcistici all'insaputa di cda e tifosi: "Non si può trattare il calcio come semplice prodotto, nessuna autorità può venderlo. Voglio citare Hans Christian Andersen, visto che siamo in Danimarca: il calcio non ha bisogno di corti o di imperatori. Il calcio non è in vendita, né ieri, né oggi, né domani".
IL RITORNO DEL REAL MADRID E LA FINE DELLA SUPERLEGA - Parallelamente alle tensioni con la Fifa, si chiude ufficialmente la ferita aperta nel 2021 dai club fondatori della Superlega. Il presidente dell'EFC, Nasser Al-Khelaifi, ha annunciato il ritorno del Real Madrid di Florentino Perez nell'associazione, arricchendo ulteriormente l'incredibile bacino degli oltre 9.000 club membri. Con i precedenti rientri di Juventus e Barcellona, tutti i grandi club sono di nuovo a bordo. Una pace resa possibile anche dalla creazione di UC3, la joint venture che ha permesso alle società di gestire i diritti tv delle competizioni Uefa e incrementare i ricavi, appianando le divergenze commerciali.
L'APPELLO AD AL-KHELAIFI PER IL 2027 - A margine della ritrovata unità, Al-Khelaifi ha rivolto un appello pubblico allo stesso Ceferin, seduto in prima fila: "Ti chiedo a nome della EFC di ricandidarti alla guida dell’Uefa nel 2027". Un invito che potrebbe spingere l'attuale presidente a rivedere la sua posizione: pur avendo annunciato in passato che questo sarebbe stato il suo ultimo mandato, le norme attuali gli consentirebbero di correre per un'ulteriore elezione alla guida di Nyon.
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