Ultime notizie di calciomercato
Liverpool, la notte di Isak: doppietta, coro dedicato e rinascita sotto Iraola
“Isak’s a Red, olè olè…” hanno cantato i tifosi del Liverpool al termine del successo per 0-2 a Portman Road, casa del neo-promosso Ipswich. E il grande protagonista della serata, come facilmente intuibile, è stato proprio l’attaccante svedese: doppietta in 9’ e coro dedicato dal settore ospiti. Considerando anche il gol realizzato nell’ultima giornata contro il Nottingham Forest, ha già eguagliato il bottino dell’ultimo campionato, che avrebbe persino superato se, al 33’, non gli avessero annullato la rete della tripletta per fuorigioco. "L’ho detto prima della fine del mercato, è importantissimo per noi… Deve continuare così” ha dichiarato il capitano Van Dijk, che a fine partita ha spinto Isak verso i suoi tifosi per permettergli di prendersi tutti gli applausi possibili. Soprattutto dopo una stagione difficile come l’ultima, hanno quasi un valore terapeutico.
"Isak’s a Red, ole ole..." pic.twitter.com/WGyc6ZEzmR
— Liverpool FC (@LFC) September 4, 2026
RINASCITA - Un inizio così forse nemmeno Isak se lo aspettava. Già al Mondiale aveva dato i primi segnali di ripresa con 1 gol e 3 assist nella fase a gironi. Poi, una preparazione da manuale sotto la guida del nuovo allenatore, Andoni Iraola: "Quest’anno finalmente ho avuto una preparazione estiva normale. L’anno scorso è stato difficile: un lungo infortunio e una stagione difficile in generale. Adesso me la sono lasciata alle spalle" ha rivelato nel post-partita. Il peso di un trasferimento da quasi 150 milioni di euro, una frattura del perone (che lo ha tenuto ai box per 24 partite complessive) e continui problemi muscolari gli hanno impedito di trovare continuità. Adesso, però, i tempi di carestia sono finiti.
CURA IRAOLA - Isak è ripartito anche grazie alla cura Iraola. Il primo fattore fondamentale per la sua rinascita è stato la fiducia. Ekitike, alle prese con la rottura del tendine d’Achille, rientrerà a gennaio 2027 e lo svedese sarà il titolare. Nessuna alternanza. Così Isak è tornato subito ai tempi del Newcastle: inserimenti continui, occupazione di tutto il fronte offensivo e nessun punto di riferimento per la difesa avversaria. Ed è tornata la freddezza sotto porta: ha ricominciato a calciare da ogni angolo dell’area di rigore. Forte e senza paura.
Questo stile fa parte del nuovo abito cucito su misura da Iraola. A volte si è allargato per permettere a Wirtz e Gakpo di inserirsi; in altre occasioni, invece, ha saputo smarcarsi e ricevere il pallone dentro l’area. Una versione di Isak totalmente funzionale allo stile mostrato dal Liverpool in queste prime uscite.
SERATA PERFETTA - Dopo i pareggi contro Newcastle e Nottingham Forest, il Liverpool di Iraola ha trovato la prima vittoria in Premier League. Protagonista assoluto Alexander Isak, autore di una doppietta, ma anche Cody Gakpo, che negli ultimi giorni di mercato era stato cercato dal Manchester City: l’olandese ha servito entrambi gli assist per l’ex Magpie e ha preso parte direttamente a 4 dei gol segnati dai Reds nelle prime tre giornate. Un avvio che, nel XXI secolo, soltanto Mohamed Salah nel 2024-25 è riuscito a superare.
In difesa la sorpresa nell’undici titolare è stata Ronald Araujo come terzino destro. E l’uruguaiano l’ha ripagato con 9/10 duelli vinti e 6/6 duelli aerei vinti. Come centrali confermati Van Dijk e Jérémy Jacquet, classe 2005 arrivato dal Rennes per più di 60 milioni. Infine, è stata anche la serata del debutto di Bradley Barcola, ultimo super colpo dei Reds da 125 milioni. Una serata praticamente perfetta.
Napoli, la probabile formazione contro l'Inter: Vergara in vantaggio su De Bruyne
Il primo big match di questa giornata ricca di incontri tra le squadre che puntano al vertice della classifica vedrà sfidarsi Inter e Napoli. Le due squadre scenderanno in campo sabato 5 settembre alle ore 18.00 presso lo stadio "Giuseppe Meazza" di Milano.
Allegri dovrà fare a meno di McTominay che starà lontano dai campi almeno fino a dopo la sosta. Ecco il possibile sostituto e le possibili scelte sugli altri titolari che scenderanno in campo contro l'Inter.
LE POSSIBILI SCELTE DI ALLEGRI - Massimiliano Allegri va verso la conferma del 4-3-3 visto in queste prime due giornate di campionato. In porta il titolare è Meret e contro l'Inter toccherà nuovamente a lui. In difesa verso la riconferma Di Lorenzo, Rrahmani e Rafa Marin con Spinazzola favorito su Olivera per la corsia di sinistra. A centrocampo si rivedranno Anguissa e Lobotka con Vergara in leggero vantaggio su De Bruyne per sostituire Scott Mc Tominay. In dovrebbe tornare titolare Alisson Santos per completare il tridente con Politano e Hojlund.
LA PROBABILE FORMAZION DEL NAPOLI - (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Rafa Marin, Spinazzola; Anguissa, Lobotka, Vergara; Politano, Hojlund, Alisson Santos. Allenatore: Massimiliano Allegri.
DOVE VEDERE IN TV E STREAMING - Il primo big match della terza giornata tra Inter e Napoli, in programma sabato 5 settembre alle 18:00 allo stadio San Siro, sarà visibile in tv su DAZN. Sarà possibile seguir eil match anche in streaming attraverso l'app di DAZN disponibile per cellulare, tablet e pc.
IntervistaJan Koller: "Woltemade farà bene alla Juve. Scudetto possibile per il Milan"
Due metri e due centimetri di potenza, gol e presenza fisica. Jan Koller è stato uno degli attaccanti più riconoscibili della sua generazione, un gigante capace di lasciare il segno in Bundesliga, in Champions League e con la Nazionale della Repubblica Ceca. Oggi, a distanza di anni, guarda con interesse ai grandi centravanti del calcio moderno e alla vigilia di Juventus-Milan non nasconde la propria simpatia per i rossoneri.
Per GianlucaDiMarzio.com, la leggenda ceca ha parlato di Erling Haaland, Harry Kane, Pavel Nedvěd e soprattutto di Nick Woltemade, il nuovo attaccante della Juventus che Koller conosce bene per averlo seguito ai tempi dello Stoccarda.
IL MIGLIOR ATTACCANTE - Koller, lei è stato uno dei migliori centravanti della sua generazione. Ma chi è il miglior attaccante oggi? C'è chi dice Haaland, chi Mbappé e chi Kane: "Per me il miglior attaccante di questa epoca è Haaland, sono un suo grande fan. È il mio calciatore preferito, ha giocato al Borussia Dortmund ed è un giocatore magnifico. Inoltre è un bravo ragazzo, una brava persona. Per me è il numero uno, per ora. È un vero bomber ed è anche molto veloce, molto potente. Forse fa meno combinazioni, ma la qualità è altissima… inoltre è fortissimo di testa".
Lei è alto 2,02 metri… ma Haaland sarebbe altrettanto forte se fosse basso? "Il calcio è più dinamico in questa epoca e ci sono meno attaccanti di due metri come in passato. La moda è cambiata… con Messi e poi sì… il calcio è diventato più dinamico ed è diventato difficile per attaccanti come me"
Dice Haaland… è chiaro che, da leggenda del Dortmund, non potrebbe scegliere Kane (ride). Koller ride.
"Ma anche Harry Kane è un grande giocatore, un vero bomber, è forte in area. Va meno veloce, ma tecnicamente è bravo, è bravo di testa, ha una buona visione… è uno dei tre migliori bomber al mondo".
E Pavel Nedvěd? Avete giocato insieme allo Sparta Praga. "Pavel… abbiamo giocato insieme allo Sparta Praga all'inizio della nostra carriera. Era un talento e un calciatore molto bravo e, inoltre, era forte mentalmente. Aveva una mentalità irreprensibile e lavorava bene. Tutte queste caratteristiche lo hanno portato a vincere il Pallone d'Oro. Aveva sempre tantissima motivazione, giocava ogni giorno per vincere. Era davvero un top".
WOLTEMADE ALLA JUVENTUS - E arriviamo alla Juventus. Su cosa pensa del nuovo acquisto Nick Woltemade: "Lo guardavo allo Stoccarda… è un tipo come me: un gigante. Era bravo e, inoltre, è ancora giovane. Penso che farà bene alla Juve. Per me è un buon giocatore, ma ha bisogno di ambientarsi". Poi, alla vigilia di Juventus-Milan, arriva la confessione che non ti aspetti: "Ma io tifo Milan e quest'anno forse vinciamo lo Scudetto".
Real Madrid, Mourinho: "Non capisco perché abbiamo perso. I giocatori del Betis più furbi dei nostri"
Prima sconfitta stagionale per il Real Madrid che, dopo tre vittorie consecutive contro Espanyol, Real Sociedad e Malaga, perde di misura contro il Betis nell'anticipo della quarta giornata de LaLiga. Diverse occasioni per i Blancos, che però non sono mai stati in grado di battere Valles. Un match intenso e sbloccato da Parrott a poco meno di dieci minuti dalla fine. (LA RICOSTRUZIONE)
Nel recupero l'occasione di pareggiare i conti prima con Espi e poi con Mbappe. Il primo aveva segnato ma la rete è stata successivamente annullata per fuorigioco, mentre il secondo ha avuto il penalty, parato dal portiere del Betis. Nel post partita ha parlato Mourinho, analizzando la gara ed esprimendo un suo pensiero in particolare.
I GIOCATORI DEL BETIS SONO PIÙ FURBI DI QUELLI DEL REAL MADRID - L'allenatore del Real ha parlato della gara, sottolineandone un aspetto: "I giocatori del Betis sono più furbi di quelli del Real Madrid, che sono più spensierati. Nella prima azione della partita c’è stato un chiaro cartellino giallo a un giocatore che ha colpito Valverde, poi un altro, ma ci siamo ripresi rapidamente. Loro sono più furbi e, ovviamente, con il sostegno di un pubblico fantastico, riescono a ottenere questo genere di cose. Non capisco come Arda abbia finito il primo tempo con un cartellino giallo... Ho dovuto sostituirlo perché era in una situazione di rischio"
"NON CAPISCO PERCHÈ ABBIAMO PERSO" - Lo Special One, poi, ha parlato anche della prestazione del direttore di gara Hernandez: "Non so perché mi abbia dato il cartellino giallo. Lo accetto. Mi sono alzato perché un giocatore del Betis sembrava fosse morto davanti alla panchina. Ho visto molte persone frustrate per quelle azioni, ma io non le ho viste e non posso esprimermi. Ha lasciato giocare, ed è una cosa che mi piace. Dopo aver perso, dire ora che è colpa di un cartellino giallo… non lo faccio. Potrei cambiare idea domani, ma oggi, con le sensazioni che ho dalla panchina, non capisco perché abbiamo perso, dato che collettivamente abbiamo giocato molto bene. Non ho nulla da rimproverare a nessun giocatore per il suo atteggiamento. Meritiamo di vincere, ma il merito non ti dà i punti".
Milan, Pavlovic: "Rinnovo? Voglio restare. Amorim pretende il massimo"
"Qua sto bene e voglio restare": poche parole, un messaggio ben preciso. Strahinja Pavlovic parla così del suo legame e del futuro al Milan, ribadendo la volontà di rimanere in rossonero. Nel corso di un'intervista a Tuttosport, il serbo ha raccontato di aver ricevuto alcune proposte durante l'estate, ma la permanenza non è mai stata in discussione: "Le opportunità ci sono sempre, ogni estate e capitano a tutti i giocatori. Ma io non volevo andare via, quando ho parlato la prima volta con Amorim ho capito di essere un giocatore importante per lui".
Soffermandosi proprio sull'allenatore portoghese, Pavlovic ha sottolineato il suo carattere positivo nei confronti dei giocatori: "È un allenatore ancora giovane, mi piace perché si capisce che comprende bene cosa pensano e provano i calciatori. Sul campo, come è giusto che sia, è un duro e pretende il massimo, ma fuori è una persona gentile e cordiale".
LA MANCATA QUALIFICAZIONE IN CHAMPIONS - Dal presente al passato, il serbo è tornato sul complicato finale della scorsa stagione, che ha visto i rossoneri cadere all'ultima giornata e perdere così un posto in Champions League per quest'annata: "È una cosa difficile da spiegare, ancora oggi nemmeno io capisco cosa sia successo col Cagliari all'ultima giornata: eravamo in casa, davanti ai nostri tifosi, contro una squadra già salva. Penso che tutto sia cominciato dalla sconfitta con la Lazio dopo la vittoria nel derby di ritorno. Era la partita decisiva per provare a rientrare in lotta per lo Scudetto, invece abbiamo perso e credo ci sia stato contraccolpo mentale. Inoltre pensavamo di essere certi di entrare in Champions e abbiamo abbassato la concentrazione".
CARDINALE - Infine Pavlovic ha commentato il big match imminente contro la Juventus, definendola "una buona squadra che può lottare con noi non solo per la zona Champions, ma anche per qualcosa in più". Il difensore serbo ha concluso parlando del rapporto della squadra con Gerry Cardinale, concentrandosi sugli obiettivi condivisi col proprietario rossonero: "È sempre bello quando un proprietario sta così vicino alla squadra. Tutti abbiamo avuto modo di parlare più volte con lui, si vede che è felice, entusiasta, è carico di vivere questa esperienza in prima linea. E non vuole più vedere una stagione come quella passata. Vuole vincere come tutti noi, vogliamo fare bene in campionato e provare ad arrivare in fondo all'Europa League perché siamo il Milan".
Roma, la probabile formazione contro l'Atalanta: Dybala in vantaggio su Soulé
La Roma vuole mettere la terza. Dopo le vittorie contro Fiorentina e Lecce, gli uomini di Gian Piero Gasperini puntano alla terza vittoria consecutiva nel match in programma allo Stadio Olimpico alle ore 20:45 di sabato 5 settembre, contro l'Atalanta.
Grande protagonista di questo inizio di stagione è stato Donyell Malen, già autore di cinque reti in due partite. Dopo la tripletta all'esordio, infatti, è arrivata anche la doppietta al Via del Mare, a consolidare la prima fuga nella classifica marcatori da parte dell'attaccante olandese e a far sognare i tifosi della Roma.
LA PROBABILE FORMAZIONE DELLA ROMA - Buone notizie per Gasperini che recupera diversi giocatori in vista della sfida contro l'Atalanta. Ndicka ha smaltito il problema all'adduttore che lo ha bloccato contro il Lecce e partirà dal 1'. Anche Dybala torna disponibile dopo l'affaticamento accusato in settimana. Il numero 21 ha svolto interamente l'allenamento con il gruppo e in questo momento è in vantaggio rispetto a Soulé. Sulla destra l'allenatore giallorosso dovrebbe schierare ancora Lulli e non Molina.
ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Lulli, Koné, Cristante, Wesley; Dybala, Mora; Malen. All. Gasperini.
DOVE VEDERE LA PARTITA - Il match tra Roma e Atalanta è programmato per le 20:45 di sabato 5 settembre, allo Stadio Olimpico. Il match sarà visibile in diretta tv su Sky Sport Calcio, Sky Sport 4K e Sky Sport 251, oltre che in streaming su NOW e DAZN.
Atalanta, la probabile formazione contro la Roma: Raspadori dal 1'
Roma e Atalanta si sfidano nella terza giornata di Serie A 2026-27, in una gara in programma sabato 5 settembre alle ore 20:45 allo Stadio Olimpico, Entrambe le squadre arrivano al match a punteggio pieno, dopo i successi nelle prime due giornate.
Maurizio Sarri si prepara a una sfida importante e torna all'Olimpico per la prima volta da avversario dopo la scorsa stagione, anche se da avversario e non contro la Lazio. Di seguito le possibili scelte dell'allenatore nerazzurro. (QUI la probabile formazione della Roma).
LA PROBABILE FORMAZIONE - Sarri dovrebbe schierare il consueto 4-3-3 con Carnesecchi in porta. Kossonou e Scalvini vanno verso la conferma come coppia di centrali, mentre Zappacosta e Bernasconi sono pronti ad agire come terzini. Conferme anche a centrocampo rispetto al match col Bologna: Pasalic, Gaetano ed Ederson, con Samardzic - match winner contro i rossublù - che partirà dalla panchina. Nel tridente offensivo i favoriti per una maglia da titolare sono De Ketelaere, Scamacca e Raspadori, con Rowe verso la panchina.
ATALANTA (4-3-3): Carnesecchi; Zappacosta, Kossounou, Scalvini, Bernasconi; Pasalic, Gaetano, Ederson; De Ketelaere, Scamacca, Raspadori. Allenatore: Maurizio Sarri.
DOVE VEDERE LA PARTITA - Roma-Atalanta è in programma sabato 5 settembre alle 20:45, allo Stadio Olimpico. La partita è visibile in diretta tv su DAZN e Sky Sport, oppure in streaming tramite l'app DAZN, ma anche su Sky Go e NOW.
Betis-Real Madrid, finale folle a Siviglia: eurogol annullato a Espì e rigore parato a Mbappè
Clamoroso, sia per la portata dell’impresa compiuta dal Real Betis contro il Real Madrid, sia per il modo in cui è maturata. Allo stadio della Cartuja di Siviglia, la squadra di Manuel Pellegrini ha battuto per 1-0 i blancos di José Mourinho, conquistando una vittoria prestigiosa al termine di un finale ricco di emozioni.
A decidere la sfida è stato Troy Parrott, che all’81’ ha trovato il gol del vantaggio facendo esplodere il pubblico di casa. La reazione del Real Madrid non ha tardato ad arrivare: l'allenatore portoghese ha immediatamente gettato nella mischia il giovane Carlos Espí, capace pochi minuti più tardi di firmare il possibile pareggio con una mezza rovesciata spetacolare. L’esultanza della panchina madridista, però, è durata poco, perché il VAR ha annullato la rete per una posizione di fuorigioco.
In pieno recupero è poi arrivata l’ultima, enorme occasione per i blancos. Vinicius è stato atterrato in area dall'ex Napoli Natan, e l’arbitro ha assegnato il calcio di rigore. Al 94’ Kylian Mbappé si è assunto la responsabilità della battuta, ma Alvaro Valles ha intuito l’angolo e respinto il tiro del francese. Una parata decisiva che ha blindato i tre punti, e consegnato al Betis una serata indimenticabile, e il momentaneo terzo posto nella Liga.
Le più lette
