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Cagliari, scatto per il nuovo Direttore Sportivo: Pietro Accardi grande favorito
Cagliari, scatto per il nuovo Direttore Sportivo: Pietro Accardi grande favorito
In casa Cagliari iniziano a delinearsi le gerarchie per la strutturazione del nuovo assetto dirigenziale. Il club rossoblù sta stringendo i tempi per individuare la figura a cui affidare il ruolo di direttore sportivo e, nelle ultime ore, c'è un nome che ha staccato la concorrenza posizionandosi in cima alla lista delle preferenze: Pietro Accardi. ACCARDI VERSO IL RUOLO DI DS - Si va infatti sempre più verso la scelta di Pietro Accardi. Il dirigente, con un passato tra le file di Sampdoria ed Empoli, è attualmente il grande favorito per assumere la carica di Direttore Sportivo del club sardo. Le valutazioni di queste ore stanno spingendo in maniera decisa verso il suo profilo, ritenuto la soluzione ideale per esperienza, conoscenza della categoria e visione programmatica. Accardi risolverà il contratto con la Sampdoria in queste ore, per intraprendere una nuova avventura. Dopo aver costruito la sua solida reputazione gestionale attraverso un lungo e proficuo percorso dirigenziale a Empoli e aver vissuto l'esperienza in blucerchiato, Accardi sembra ora a un passo dal rimettersi in gioco in una piazza calorosa e ambiziosa. Se le sensazioni positive di questo rush finale troveranno la definitiva fumata bianca, sarà lui a guidare le prossime operazioni di mercato e a tracciare le linee guida del nuovo progetto sportivo del Cagliari.
Yildiz: "La realtà che sto vivendo è meglio dei miei sogni. La 10 della Juve non è una maglia qualunque"
Yildiz: "La realtà che sto vivendo è meglio dei miei sogni. La 10 della Juve non è una maglia qualunque"
"La numero 10 della Juventus non è una maglia qualunque. Lo percepisci fin dal primo momento, perché conosci la storia del club e i giocatori che l'hanno indossata prima di te", ha esordito così Kenan Yildiz nell'intervista a GQ spiegando l'importanza della maglia bianconera. E ancora con grande consapevolezza: "Per me è un grande onore e una grande responsabilità. Sinceramente non voglio pensare continuamente al peso di questa maglia, perché alla fine devo essere me stesso in campo, giocare il mio calcio e aiutare la squadra. Ma allo stesso tempo sono consapevole che, quando la indossi, devi sempre dare qualcosa in più per il club, per i tifosi e per tutte le persone che credono in te". SOGNI D'INFANZIA - Con tante impegno e sacrificio i sogni spesso si realizzano, e a volte sono meglio di quello che si pensava, come ha spiegato il turco: "Da bambino sognavo semplicemente di diventare un calciatore famoso e di giocare ai massimi livelli. Ma la realtà che vivo oggi è ancora più bella dei miei sogni d'infanzia". La carriera e la vita di Kenan Yildiz si dividono in tre Paesi e da ognuno di essi ha lasciato un segno importante nel classe 2005: "La Germania è il Paese in cui sono nato e cresciuto, dove ho imparato la disciplina, l'ordine e l'etica del lavoro. La Turchia invece la porto nel cuore: è il Paese di mio padre, la nazionale che ho scelto di rappresentare e la terra che mi fa sempre sentire apprezzato e parte di qualcosa. L'Italia, e soprattutto Torino, è il luogo in cui oggi sto maturando sia come persona sia come calciatore. Oggi mi sento a casa in tutti e tre i Paesi, perché la mia famiglia è sempre vicina a me". SULLA CRESCITA ALLA JUVE - Non manca un passaggio sulla Juventus, la squadra che l'ha visto crescere portandolo fino in Prima Squadra con una maglia molto importante: "Ho sentito che questa squadra avrebbe dato una direzione forte alla mia carriera. Il club mi vedeva davvero, credeva nel mio potenziale e mi offriva un percorso in cui potevo crescere passo dopo passo. Per un giovane calciatore, una delle cose più importanti è avere persone che credano in te non solo quando giochi bene, ma durante tutto il tuo percorso di crescita. La Juventus mi ha trasmesso questa sensazione fin dal primo giorno".  SULLO STILE - Un altro aspetto importante oltre al calcio è anche lo stile. "Per me lo stile è prima di tutto una forma di espressione personale. Non riguarda soltanto ciò che indossi, ma anche come ti senti mentre lo indossi. La Juventus possiede una cultura molto forte sotto questo aspetto: eleganza, carattere e rispetto per la tradizione. Anch'io cerco di vivere questi valori nella mia vita, senza eccessi e restando fedele alla mia personalità", ha concluso Yildiz.
Cesena, sempre più vicino Andrea Mancini come ds: prevista la chiusura nei prossimi giorni
Cesena, sempre più vicino Andrea Mancini come ds: prevista la chiusura nei prossimi giorni
Il Cesena è sempre più vicino ad Andrea Mancini, che diventerà il nuovo direttore sportivo del club. Nei prossimi giorni è prevista la chiusura. Dopo la separazione con la Sampdoria, avvenuta qualche giorno fa attraverso un comunicato ufficiale, il ds è pronto per la nuova avventura. Nelle prossime ore risolverà così il suo contratto che lo lega alla Samp fino a giugno 2027. ADDIO ALLA SAMP - Pochi giorni fa è quindi arrivata la separazione tra Andrea Mancini e la Sampdoria. Sui social ufficiali del club il CEO Area Football Jesper Fredberg ha dichiarato: "La decisione d’interrompere il rapporto con Andrea Mancini e Giovanni Invernizzi è stata molto difficile. Siamo tutti consapevoli del loro contributo e del loro sincero impegno per la Sampdoria. La nostra gratitudine va ad Andrea Mancini che ha indubbiamente svolto un ruolo importante all’interno del settore sportivo negli ultimi anni". 
Empoli, casting per la panchina: in lizza De Giorgio e Buscè
Empoli, casting per la panchina: in lizza De Giorgio e Buscè
In casa Empoli sono iniziate le grandi manovre per definire la guida tecnica in vista della prossima stagione. La dirigenza toscana è alla ricerca del profilo giusto a cui affidare la squadra e, nelle ultime ore, le attenzioni del club si sono concentrate in particolare su due nomi per il nuovo progetto sportivo. IL DUELLO CON IL CATANIA PER DE GIORGIO - Il primo nome caldo sul taccuino della dirigenza azzurra è quello di Pietro De Giorgio, reduce dal lavoro svolto alla guida del Potenza, dove ha vinto la Coppa Italia di Serie C. L'allenatore ha ancora un anno di contratto: avrà presto un incontro per decidere il suo futuro. Le sue idee tattiche e la sua gestione hanno attirato i radar dell'Empoli, che sta valutando la possibilità di affidargli la panchina. Su De Giorgio c'è anche l'interesse del Catania. Il club siciliano, ambizioso e determinato a costruire una squadra di vertice per il proprio rilancio, ha messo gli occhi sull'allenatore del Potenza. LA SUGGESTIONE BUSCÉ - Nel caso in cui l'operazione De Giorgio dovesse complicarsi, l'Empoli ha un'opzione alternativa che risponde al nome di Antonio Buscè. Per lui si tratterebbe di un ritorno a casa. Buscè è un allenatore che conosce l'ambiente, la filosofia e il modus operandi della società, avendo già guidato le giovanili azzurre fino a laurearsi Campione d'Italia con la formazione Primavera. Un profilo di sicuro affidamento e di grande identità. La necessità di trovare un nuovo allenatore nasce dall'epilogo della vicenda legata a Fabio Caserta. La società azzurra, infatti, aveva inizialmente formulato una proposta di rinnovo, mettendo però sul piatto cifre più basse rispetto agli accordi precedenti. Un'offerta al ribasso che non ha portato ai frutti sperati. In coda anche Francesco Tomei, attuale allenatore dell'Ascoli, che questa sera - 2 giugno - si giocherà la finale playoff per arrivare in Serie B.
Fiorentina, la situazione di Moreno tra Levante e non solo
Fiorentina, la situazione di Moreno tra Levante e non solo
Dopo una stagione positiva vissuta in Spagna, il futuro di Matias Moreno entra in una fase decisiva. Il giocatore, arrivato alla Fiorentina dal Belgrano, è reduce da un'annata in prestito al Levante, dove ha collezionato 29 presenze rivelandosi una pedina utile per l'impresa salvezza, conquistata all'ultima giornata dopo una grande cavalcata. Le sue prestazioni hanno attirato l'attenzione di club importanti in Spagna e non solo. DIRITTO DI RISCATTO  - Le prestazioni offerte in campo hanno lasciato soddisfatta la dirigenza spagnola. Il Levante dispone di un diritto di riscatto esercitabile entro la metà di giugno. Tuttavia, le cifre pattuite con il club viola per l'acquisto a titolo definitivo sono considerate molto significative per le casse della società. IL FUTURO - Non si esclude che il Levante possa provare a negoziare nuove condizioni con il club viola, ma in tal caso la corsa non sarà facile. Moreno infatti, in caso di mancato riscatto, formalmente rientrerà alla Fiorentina e a quel punto, la dirigenza viola valuterà insieme al calciatore le possibilità che si presenteranno. La continuità trovata nell'ultima stagione ha infatti acceso i radar di diverse società: in Spagna i primi sondaggi esplorativi sono già partiti, ma anche in Italia si registrano alcuni club interessati ad approfondire la situazione. Le prossime settimane saranno dunque cruciali per delineare la sua prossima destinazione.
Kane: "Pallone d’Oro? Senza i Mondiali, credo di meritarmelo ma non lo pretendo"
Kane: "Pallone d’Oro? Senza i Mondiali, credo di meritarmelo ma non lo pretendo"
"Se si guarda a chi sono i favoriti per il Pallone d'Oro, ci sono Michael (Olise), giocatori che hanno raggiunto la finale di Champions League e io. Senza i Mondiali, credo di meritarmelo. Ma allo stesso tempo, non sono il tipo di persona che pretende un Pallone d'Oro. Cerco di lasciare che siano le mie prestazioni in campo a parlare per me", ha esordito così Harry Kane, che si è raccontato a L'Equipe, parlando della possibilità di vincere un altro importante trofeo. E le grandi prestazioni continuano ad arrivare. Le statistiche parlano chiaro: 61 gol in questa stagione per l'inglese. "Questo è davvero un totale pazzesco. Il mio precedente record per una singola stagione con un club era di 44 gol (nel 2023-2024, ndr), e quando superi la soglia dei 60, ti ritrovi in ​​un campionato raggiunto di recente solo da Messi e Cristiano Ronaldo. All'epoca, le loro statistiche mi sembravano davvero irraggiungibili". SUL MONDIALE - Finita la stagione con il Bayern, è tempo di pensare ai Mondiali e Kane è pronto a prendersi la scena. "Un Mondiale è un evento importantissimo, quindi, anche se sospettavo di essere convocato, è stato davvero bello ricevere quella chiamata. Inoltre, sarà dura il giorno in cui non verrò più chiamato...", ha svelato l'inglese sulla chiamata per la convocazione.  Non ci sono dubbi sull'obiettivo da raggiungere: "L'ambizione è ovviamente quella di vincerli. Questo deve essere il nostro obiettivo. Sappiamo che sarà difficile, ma negli ultimi anni siamo andati vicini a vincere un grande torneo: abbiamo raggiunto due finali europee (nel 2021 e nel 2024) , una semifinale ai Mondiali (nel 2018) e un quarto di finale (nel 2022) ... Quest'anno avremo un nuovo allenatore (Thomas Tuchel), nuovi giocatori, è emozionante, anche se questo tipo di competizione genera molta pressione". Si parla di pressione ma quale sarà l'atteggiamento migliore in vista di questa importante competizione? Kane ha svelato: "La chiave è creare una sorta di bolla durante la competizione per prendere le distanze da quello che io chiamo il rumore esterno. Ci saranno sempre opinionisti, giornali, podcast... Se si ascolta e si legge tutto questo, si impazzisce. Quindi bisogna avere ben chiari gli obiettivi della squadra e come raggiungerli, bisogna allenarsi duramente e creare un ambiente protettivo nel ritiro, un ambiente che non si sgretoli al primo segno di prestazione deludente. Ma, come sempre, possiamo parlare quanto vogliamo prima della competizione, la vera differenza si farà in campo".
Liverpool, Sir Kenny Dalglish annuncia di avere un cancro
Liverpool, Sir Kenny Dalglish annuncia di avere un cancro
Sir Kenny Dalglish, leggenda indiscussa del Liverpool, ha confermato di essere in cura per un cancro. L'annuncio è arrivato a seguito di un errore commesso dallo stesso ex calciatore e allenatore sui propri profili social, un imprevisto che lo ha di fatto costretto a rendere pubblica una delicata situazione di salute che avrebbe preferito mantenere strettamente privata. L'ERRORE SOCIAL - Attraverso un comunicato ufficiale diffuso dai canali del club inglese, Dalglish ha spiegato l'accaduto ricorrendo alla sua consueta ironia, cogliendo l'occasione per rassicurare i tifosi sulle sue condizioni attuali. "Come ha indicato il mio involontario post sui social media, sono attualmente in cura per un cancro", ha dichiarato Sir Kenny. "A differenza dell'uso che faccio del cellulare, le cure stanno procedendo bene. Idealmente, questa situazione sarebbe dovuta rimanere privata perché è così che dovrebbe essere, ma le mie inutili capacità tecnologiche mi hanno forzato la mano". Nel suo messaggio, l'icona dei Reds ha voluto porre l'accento sul proprio desiderio di riservatezza, rivolgendo un pensiero di profonda gratitudine a chi lo sta assistendo in questo percorso clinico. "Ovviamente non era mia intenzione rendere pubblica la questione, quindi apprezzerei se venisse rispettata la privacy mia e della mia famiglia", ha aggiunto Dalglish. "Come sempre, un ringraziamento al meraviglioso staff medico che ha dimostrato una cura e una discrezione incredibili, non solo per me ma per moltissime, moltissime altre persone. Fanno onore a loro stessi". IL SUPPORTO DEL LIVERPOOL - A margine delle parole di Dalglish, il Liverpool ha voluto far sentire la propria totale vicinanza alla sua storica bandiera, unendosi all'appello al rispetto della privacy per questo momento difficile. "Il supporto, i migliori auguri e l'amore di tutti al Liverpool FC sono e continueranno a essere per Sir Kenny e la sua famiglia", si legge nella nota a chiusura del comunicato. "Il club desidera inoltre sottolineare la sua richiesta di privacy per il futuro".
Glasner saluta il Crystal Palace: "Abbiamo avuto un finale perfetto a Lipsia"
Glasner saluta il Crystal Palace: "Abbiamo avuto un finale perfetto a Lipsia"
Oliver Glasner saluta il Crystal Palace dopo la vittoria della Conference League, in finale contro il Rayo Vallecano: "Scrivo queste righe la mattina dopo la magnifica serata trascorsa a Lipsia, che molti di voi avranno apprezzato sia qui che a casa, e spero che anche voi abbiate ancora un grande sorriso stampato in faccia, proprio come noi. È difficile spiegare cosa provo lasciando il Crystal Palace dopo questi ultimi due anni, ma devo dire che è stato un privilegio lavorare per questa società calcistica. È un periodo che porterò con me per il resto della mia vita". Un percorso che lo ha portato nella storia del club inglese: "Come ho detto lo scorso fine settimana, sono arrivato a Selhurst Park da estraneo. Ora mi sento un londinese del sud. Certo, tutti gli appassionati di calcio diranno che la loro squadra è speciale, ma il Palace è davvero unico, con un'energia particolare radicata nella comunità e nella famiglia. Soprattutto, il club si fonda sul fortissimo legame tra la squadra e i suoi tifosi. Mi sento molto fortunato ad aver intrapreso questo straordinario percorso con tutti voi durante il tempo trascorso qui". "PORTO CON ME TANTI BEI RICORDI" - Glasner ha ricordato il suo rapporto con i tifosi: "Nel calcio – e nella gestione di una squadra – tutto ruota intorno ai risultati. Senza risultati non si resta a lungo in un posto. Ma i risultati e nemmeno i trofei sono ciò che mi ha reso più orgoglioso. Ciò di cui sono più orgoglioso è far parte di una squadra che abbiamo costruito insieme e il legame tra i giocatori, lo staff tecnico, Steve e il consiglio di amministrazione, e soprattutto voi, i tifosi. Insieme abbiamo creduto che non ci fosse nulla che questo club non potesse raggiungere, nessun avversario che non potessimo sconfiggere". Tanti bei ricordi lo legheranno per sempre al Crystal Palace: "Porto con me tanti bei ricordi, ma ciò che spicca è l'atmosfera che hai creato a Selhurst Park nei giorni delle partite: l'emozione, l'intensità, il rumore; tutto ciò ha dato la carica ai nostri talentuosi giocatori, permettendo loro di esprimersi al meglio e dare il massimo". "POSSIAMO LOTTARE" - Glasner non ha nascosto l'orgoglio del lavoro svolto: "Abbiamo creato una mentalità che ci permette di competere. Questo non significa vincere ogni singola partita. Ma abbiamo dimostrato che il Crystal Palace può lottare contro le migliori squadre in patria e in tutta Europa". La finale di Conference League vinta è l'ultimo capitolo perfetto per dirsi addio: "Abbiamo avuto un finale perfetto a Lipsia. È stata una partita che ha dimostrato cosa è diventato questo gruppo: una squadra che non si arrende mai e si sostiene a vicenda in ogni momento. Sarà per me un grande onore vedervi in ​​Europa League la prossima stagione, dove so che voi, i tifosi, darete alla squadra tutte le possibilità di disputare un'altra stagione di successo. Desidero ringraziarvi per il vostro straordinario supporto, la vostra tenacia e soprattutto per la vostra fiducia. Continuerò a seguire i vostri progressi e a prevedere per voi un continuo successo: ve lo meritate".
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