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Conceiçao espulso nel finale di Portogallo-Norvegia: cos'è successo
Finale intenso durante il match tra Portogallo e Norvegia, con i padroni di casa momentaneamente avanti per 2-1 ma in inferiorità numerica. All'86' del match contro la Nazionale allenata da Solbakken, Conceiçao è entrato in area dalla destra ed è rimasto a terra dopo un contatto con Ostigard.
L'arbitro Mariani non ha assegnato il rigore al Portogallo, e dopo una prima ammonizione per proteste da parte dell'esterno, è arrivato subito anche il secondo giallo per un gesto ironico rivolto dallo stesso Conceiçao al direttore di gara.
IntervistaEysseric: "A Firenze non ti perdonano nulla, devi sempre lottare per entrare nelle prime otto"
In Italia lo abbiamo conosciuto tra 2017 e 2021 con Fiorentina ed Hellas Verona, oggi Valentin Eysseric è ripartito dal Lussemburgo con l'UNA Strassen. Il trequartista francese, classe 1992, in carriera ha vestito anche le maglie di Monaco, Nizza, Saint-Étienne e Nantes, prima di trasferirsi in Turchia, dove ha giocato con Kasımpaşa, Fatih Karagümrük e Iğdır FK. Con la Fiorentina ha vissuto stagioni tra alti e bassi, conoscendo da vicino l'ambiente viola e le sue aspettative. In questa intervista a Gianlucadimarzio.com, Eysseric affronta diversi temi senza filtri: dal momento della squadra toscana alle difficoltà di Federico Chiesa al Liverpool, passando dal giudizio su due suoi ex compagni: Dusan Vlahovic e Gaetano Castrovilli.
IL MOMENTO DELLA FIORENTINA - Il francese ha commentato così l'esonero di Grosso e il ritorno di Vanoli: "L'anno scorso la situazione a Firenze era molto complicata. Quando non vinci, la partita successiva diventa sempre più difficile e il rapporto tra squadra e tifosi si complica. A Firenze non ti perdonano nulla, ma c'è una cosa che ti perdonano: se hai la maglia sudata! Se succede questo, non avrai problemi. La mentalità è quella: devi sudare la maglia, indipendentemente dal fatto che tu vinca o perda. Devi andare a mille all'ora. Poi, certo, a volte vinci e a volte perdi. Quest'anno ho visto l'inizio con Grosso e la squadra era troppo lenta. Non conosco Vanoli come persona, ma si vede che ti trasmette tanta energia e ti stimola molto. Quando hai un allenatore che alza la voce, devi correre e dare tutto. E se fai così, alla fine emerge anche la qualità dei giocatori".
Ma il mercato estivo importante basterà per il ritorno in Europa? "Secondo me farà una stagione migliore, ma non so se basterà per qualificarsi alle coppe europee. Quest'anno in Serie A ci sono squadre con ottimi giocatori e allenatori. Sarà difficile, ma a Firenze devi sempre lottare per entrare nelle prime otto. I miei ricordi di Firenze? Quando arrivò Prandelli, mi fece giocare per due o tre mesi, poi se ne andò e io non giocai più. Con Pioli mi infortunai subito, ma continuai a giocare nonostante il problema prima di fermarmi per due o tre mesi. Poi, per me, diventò difficile. Con Pioli, però, avevo un buon rapporto: fu lui a chiamarmi al telefono prima che firmassi per la Fiorentina. Stefano è una persona straordinaria, sempre vicina alla squadra. Non nego, tuttavia, che dopo il mio infortunio il nostro rapporto sia diventato complicato".
IL PARERE SU CHIESA - A Firenze Eysseric ha giocato anche con un giovane Federico Chiesa, oggi ai margini al Liverpool: "Per me è stato un errore andare al Liverpool. Federico è un giocatore di alto livello, ma giocare nel Liverpool è un'altra cosa rispetto a giocare nella Juve o a Milano. È diverso: il campionato non è lo stesso e, dal punto di vista fisico, è molto difficile. A Firenze aveva parecchi problemi alla schiena e, se vai in Inghilterra in quelle condizioni... Poi, se avesse disputato una grande stagione con la Juve, allora sì, avrebbe potuto andare in Inghilterra o dove voleva. Ma se non hai già fatto molto bene alla Juve, diventa difficile pensare di andare in Premier League". E per l'ex compagno ha un consiglio: "Se fossi in Fede, tornerei subito in Serie A. Direttamente! Tornerei nel mio Paese".
LE SCELTE DI VLAHOVIC - Vlahovic ha fatto come Eysseric nel 2021, lasciando l'Italia e scegliendo la Turchia: "Non è lo stesso calcio. Ho giocato contro il Besiktas con il Kasımpaşa, che è una squadra piccola, e abbiamo vinto 3-0. La Süper Lig è un altro calcio, è una cosa diversa. Non c'è una squadra turca che in Champions League o in Europa League riesca a fare grandi cose. Per le squadre turche è molto complicato, perché lì si gioca un calcio differente. Anche gli arbitri sono diversi: le grandi squadre hanno tutto a loro favore. Per Vlahovic vale lo stesso discorso che si può fare per tanti giocatori. Una volta ha segnato 26-27 gol e subito lo hanno considerato un Ibrahimovic, perché hanno una struttura fisica simile. Ma Dusan non è Ibrahimovic. E il fatto di essere andato alla Juve per 100 milioni rende tutto ancora più difficile. Alla Juve non ha fatto bene: ci aspettavamo molto di più da lui".
Per il serbo si parlava anche di Barcellona o di grandi squadre di Premier League, ma Eysseric è categorico: "Per me non ha le qualità necessarie. Quanti gol ha segnato con la Juve e in quanti anni? Questo giocatore vale 100 milioni? E a Firenze quanti gol ha fatto? Resta comunque un giocatore di qualità, sia chiaro, e io non ho la sua stessa qualità. Ma per giocare nella Juve devi essere un Del Piero oppure uno che segna 20-30 gol a stagione. Ha fatto bene ad andare in Turchia, ma Kolo Muani è più forte di Vlahovic. Questo è il mio pensiero! Randal è più forte". E sul livello del campionato turco, anche dopo il mercato faraonico fatto in estate: "Hai Fenerbahçe e Galatasaray, che sono a un livello superiore rispetto al resto del campionato, ma queste due squadre non lotterebbero mai, e poi mai, per lo Scudetto in Italia. Non è lo stesso calcio".
LA PARABOLA DI CASTROVILLI - Tra gli ex compagni, Eysseric ha parlato anche di Gaetano Castrovilli, oggi senza squadra a 29 anni, dopo essere stato il numero 10 della Fiorentina e aver vinto l'Europeo con l'Italia nel 2021: "Quando giocavamo insieme, sentivo tante persone dire che fosse un giocatore da Juve, Milan, Inter e grandi squadre. In realtà, era soprattutto la società a spingere per accrescere la sua reputazione. Anche Gaetano era un giocatore di qualità, ma è stata la Fiorentina a rafforzarne l'immagine. Parlo proprio della società viola: quando arrivò, lo facevano passare per un fenomeno, uno capace di farti vincere le partite. Ma per me non era così. Aveva qualità ed era fisicamente forte, però ha avuto troppi problemi e troppi infortuni. Spero che trovi una squadra più piccola, dove possa giocare con continuità, tornare protagonista e continuare a fare ciò che ama".
Italia U21, Baldini: "La mia fiducia nei ragazzi è illimitata"
L'Italia U21 è pronta per il match contro la Polonia, partita chiave per le qualificazioni ai prossimi Europei di categoria. Alla vigilia della gara il CT Silvio Baldini ha rinnovato la fiducia nella sua squadra, a prescindere da quale sarà il risultato: "Non sarà questo a farmi cambiare il giudizio su questo gruppo. La fiducia è illimitata, per me è come se i giocatori fossero miei cari. Voglio bene a questi ragazzi qualsiasi sia il risultato, perché sono speciali".
Così, in conferenza stampa, il commissario tecnico azzurro ha ringraziato ulteriormente il gruppo, raccontando anche le proprie sensazioni personali: "In un momento particolare della mia vita mi hanno ridato la possibilità di essere una persona normale e felice di fare quello che fa".
Con la Polonia, al momento capolista nel girone E, servirà una vittoria con almeno due gol di scarto per qualificarsi senza bisogno di giocare i playoff. L'Italia U21, infatti, è seconda a -3, e all'andata in Polonia era uscita sconfitta per 2-1. Gli azzurrini giocheranno allo stadio 'Adriatico', dove nell'estate del 2025 proprio Baldini era stato protagonista con il suo Pescara, promosso in Serie B dopo aver vinto ai rigori contro la Ternana: "Paragonando le due partite, penso che sarà più facile domani sera. Quella notte ci mancavano tanti giocatori, ma il destino scelse noi. Domani dal punto di vista del gioco e dei valori abbiamo più possibilità. La cosa importante è che i giocatori percepiscano uno stadio in cui c’è la magia, con un grande tifo".
"MANCINI È NATO LEADER" - In conclusione, Baldini è tornato sulle due amichevoli dello scorso giugno, durante le quali aveva guidato la Nazionale maggiore: "Sono stato felice di essere stato scelto per quelle due amichevoli, il mio scopo era dare un premio a questi ragazzi che alleno". Non è poi mancato, infine, un commento su Roberto Mancini: "Ha dimostrato spessore e di essere un grande tecnico, riuscendo a ribaltare tutta la negatività, e questo lo può fare soltanto chi nasce leader. E Mancini è nato leader".
Ultim'oraGenoa, si cerca il successore di Diego López: in lista Corvino, Pradè, Giovanni Rossi e Burdisso
In attesa di sapere quale sarà il futuro di Diego López, il Genoa si sta già guardando intorno per il successore. Il d.s. rossoblù, come vi abbiamo raccontato, è fortemente tentato dall'offerta del Burnley, con cui ci sarà un nuovo contatto domani, lunedì 5 ottobre.
Sulla lista del club ci sono Pantaleo Corvino, che potrebbe quindi ripartire subito dopo aver chiuso col Lecce, Daniele Pradè e Giovanni Rossi. Un altro nome che è stato valutato è quello di Nicolas Burdisso, che peraltro ha un ottimo rapporto con De Rossi. Ma, al momento, non c'è nessun avanzamento per l'argentino. Da domani, in base a quella che sarà la decisione di Diego López, si entrerà nel vivo anche per il successore.
Turchia, Montella: "Momento particolare, prima volta giochiamo a livelli così alti in tempi così brevi"
Quella che affronterà l'Italia a Bologna sarà la Turchia nel maggiore momento di difficoltà dell'era Montella. La nazionale del CT italiano ha perso tutte le prime tre partite di Nations League, compresa quella contro gli azzurri a Bursa: "Sì, è un momento particolare - ha ammesso Montella a Sky Sport - ma siamo arrivati a questo livello tutti insieme, me compreso. Abbiamo sbagliato nettamente solo il primo tempo con l'Italia, per il resto sono state partite equilibrate. È la prima volta nella nostra storia che giochiamo a livelli così alti in tempi così brevi".
LA SFIDA ALL'ITALIA - Sulla prossima partita invece ha detto: "Alla vigilia avevo detto che l'Italia è altamente competitiva e qualcuno mi ha anche deriso. È una squadra che nelle ultime due partite ha trovato stabilità e continuità che non si erano viste magari nella prima partita. La nostra storia recente è che concretizziamo poco rispetto a quanto creiamo, l'altra volta siamo entrati in area più volte rispetto al Belgio senza riuscire a segnare".
Infine, ha parlato di ciò che seguirà la partita con l'Italia, con un possibile ribaltone all'interno della Federazione turca: "Non so le dinamiche della Federazione, posso dire che sono motivato e mi sto godendo tra virgolette questa competizione perché ci siamo arrivati con me alla guida, ringrazio i calciatori e sono motivatissimo e concentrato per la partita di domani".
Italia, la probabile formazione contro la Turchia: nove cambi rispetto alla Francia
Quarto impegno in Nations League per l'Italia. Gli azzurri si trovano terzi in classifica a quota 4 punti dietro a Belgio e Francia, e domani - 5 ottobre - sfideranno la Turchia nella gara di ritorno al Dall'Ara. Come annunciato da Roberto Mancini (QUI LE DICHIARAZIONI), non ci sarà Moise Kean: l'attaccante non ha recuperato dall'infortunio subito proprio contro la Francia e dunque non sarà a disposizione.
Al suo posto può partire dal primo minuto Gianluca Scamacca, ma non si tratterà dell'unico cambio rispetto all'undici sceso in campo dal primo minuto allo Stade de France. Il CT studia infatti nuove soluzioni, con giocatori pronti a scendere in campo per la prima volta da titolari. Domani mattina, inoltre, è previsto un allenamento specifico per provare le palle inattive. Di seguito le possibili scelte di Mancini contro la Turchia.
LA PROBABILE FORMAZIONE DELL'ITALIA - Davanti a Donnarumma - confermato tra i pali - potrebbe agire la linea a quattro con la coppia di centrali Mancini-Bastoni. A destra Di Lorenzo va verso la titolarità, così come Ruggeri sulla fascia sinistra. A centrocampo, invece, torna Nicolò Barella dal primo minuto, e insieme a lui spazio a Romano e Doumbia, quest'ultimo verso la prima da titolare dopo gli ingressi a partita in corso con Belgio, Turchia all'andata e Francia. In attacco accanto a Scamacca possono partire titolari Vergara a destra e Maldini a sinistra. In tutto, dunque, Mancini potrebbe cambiare nove undicesimi rispetto alla formazione titolare scesa in campo con la Francia.
ITALIA (4-3-3, PROBABILE FORMAZIONE): Donnarumma; Di Lorenzo, Mancini, Bastoni, Ruggeri; Barella, Romano, Doumbia; Vergara, Scamacca, Maldini. CT: Roberto Mancini.
DOVE VEDERE LA PARTITA - Come anticipato, Italia-Turchia si giocherà lunedì 5 ottobre allo stadio Dall'Ara, fischio d'inizio alle 20:45. La partita sarà visibile in diretta tv su Rai 1, oppure in streaming su Rai Play.
Italia, Mancini: "Kean torna a casa. Turchia? Non sarà scontata"
"Domani sarà una gara tosta. Lì siamo stati bravi noi a prendere la gara di petto, ora dipenderà da noi ma non sarà scontata". Lucidità e attenzione verso il prossimo impegno: con queste parole Roberto Mancini ha presentato a Sky Sport la gara di ritorno di Nations League contro la Turchia. Gli azzurri ospiteranno la squadra di Montella allo stadio Dall'Ara, ma il CT dovrà fare a meno di Moise Kean, che - come annunciato dallo stesso Mancini - lascerà il ritiro: "Purtroppo non ha recuperato, torna a casa stasera".
L'attaccante del Como era partito dall'inizio contro la Francia, e al suo posto - spiega Mancini - "potrebbe iniziare Scamacca, abbiamo diverse soluzioni". Il commissario tecnico ha poi ribadito l'importanza dell'atteggiamento, sia dopo il pareggio con la Francia sia verso la seconda gara con la Turchia: "Per noi la cosa importante era quella di dare solidità ai ragazzi farli credere in loro stessi, solo attraverso questo possono migliorare. Piano piano ci stiamo riuscendo, poi se arrivano i risultati naturalmente fa piacere per i tifosi: non possiamo farli sempre soffrire".
LA SOSTA PIÙ LUNGA - Successivamente, in conferenza stampa, Mancini si è espresso sul nuovo format della pausa Nazionali e su come ha influenzato il gruppo azzurro: "Io sono stato bene e penso anche i ragazzi si siano divertiti. Tuttavia penso che rispetto al format precedente sia troppo faticosa, soprattutto per i giocatori".
CAMBI RISPETTO ALLA FRANCIA - Mancini ha poi annunciato che cambierà qualcosa rispetto all'ultimo match con la Francia, anche e soprattutto per le tempistiche ravvicinate dei due match: "Qualcosa cambieremo. Chiaramente ci sono stati solo due giorni e rispetto alle gare con Turchia e Francia cambieremo qualcosa. Nella mia testa qualcuno non ci sarà, ma per gli altri valuteremo fino all'ultimo".
ERRORI DA NON COMMETTERE - Il CT è infine tornato sull'importanza della gara con la Turchia, e ha spiegato quali errori non dovrà commettere la Nazionale: "Non dobbiamo sottovalutare la Turchia solo perché ha perso con il Belgio. L'errore che si può fare è pensare che domani sarà una sfida semplice".
Barella: "Mi sento responsabile di quello che è successo. Io non titolare? L'Italia non è Barella"
"L'Italia non è Barella, io sono disponibile per giocare 20, 15, 30 minuti o quello che sono, è il mister a fare le proprie scelte". È molto chiaro Nicolò Barella ai microfoni di Sky Sport riguardo le ultime due partite dell'Italia, in cui il centrocampista dell'Inter non ha fatto parte della formazione titolare: "Sicuramente negli ultimi anni ho sempre giocato titolare, soprattutto nelle partite importanti. Ma questo è uno sport di squadra, non è tennis".
Mentre sul momento del calcio italiano non si è nascosto: "Quando inizi la tua carriera in Nazionale vincendo un Europeo e poi per due volte non vai ai Mondiali ti senti responsabile di quello che succede, le critiche arrivano ma devi trovare forza. Quella notte non è stata facile, così come guardare il Mondiale da casa. Ma nella vita però le cose vanno affrontate a testa alta".
LA NUOVA ERA MANCINI - Proprio con Mancini l'Italia aveva vinto l'Europeo nel 2021. Sul suo ritorno, Barella ha detto: "Il mister è sempre lo stesso, gli piace lavorare con i giocatori, portare entusiasmo e liberarci la testa dalle difficoltà di questi anni. Ma deve partire tutto da noi, dalla nostra volontà di ritrovarci".
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