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UfficialeMilan, è rivoluzione: addio per Furlani, Tare, Moncada e Allegri. Il comunicato: "Fallimento inequivocabile"
Milan, è rivoluzione: addio per Furlani, Tare, Moncada e Allegri. Il comunicato: "Fallimento inequivocabile"
Rivoluzione è stata. La proprietà del Milan ha deciso di ripartire da zero dopo la mancata qualificazione alla UEFA Champions League 2026/27 . Gerry Cardinale, che nella giornata di lunedì 25 maggio si trovava a Milano, ha scelto la via della rivoluzione. Via l'amministratore delegato Giorgio Furlani, il direttore sportivo Igli Tare, il capo scouting Geoffrey Moncada e l'allenatore Massimiliano Allegri. RIVOLUZIONE MILAN - Come vi avevano raccontato subito dopo la sconfitta contro il Cagliari che ha condannato il Milan alla UEFA Europa League, Gerry Cardinale, coadiuvato da Zlatan Ibrahimovic e il consigliere di amministrazione del club Massimo Calvelli, ha varato la rivoluzione rossonera, a partire dall'amministratore delegato Giorgio Furlani, che lascia il club dopo quasi quattro anni.  Non solo Furlani, anche Igli Tare e Geoffrey Moncada lasciano il Milan. Il direttore sportivo era arrivato in rossonero nel maggio del 2025 e, quindi, saluta dopo una sola stagione. Dopo tre anni, infine, c'è l'addio anche del capo scouting rossonero (Le ultime sul futuro e i contatti con il Nizza). Infine, lascia il Milan anche Massimiliano Allegri. Tornato in rossonero la scorsa estate per la seconda esperienza dopo quella dal 2010 al 2014, l'allenatore rossonero saluta dopo un anno in cui il Milan ha chiuso il campionato al sesto posto a causa della sconfitta nell'ultimo turno di campionato e il mancato approdo alla League Phase della UEFA Champions League (Allegri è il vantaggio per il post Conte: le ultime). Una rivoluzione voluta e attuata da Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic sarà sempre più centrale nelle scelte rossonere. IL COMUNICATO - Ecco, di seguito, il comunicato ufficiale diramato dal Milan che annuncia la rivoluzione: "Dopo la delusione della scorsa stagione, il mandato definito dalla proprietà per il Club era chiaro: tornare in Champions League e costruire le basi per vincere e rimanere con continuità ai vertici della Serie A. Per gran parte della stagione siamo rimasti nelle prime due posizioni del campionato, con la concreta possibilità di competere per lo Scudetto. Il finale di stagione, però, è stato ben al di sotto del livello mostrato fino a quel momento e la deludente sconfitta di ieri sera ha trasformato questa stagione in un fallimento inequivocabile. È ora tempo di cambiamento e di una profonda riorganizzazione dell'area sportiva del Club. Con effetto immediato, si conclude il percorso in AC Milan dell'Amministratore Delegato Giorgio Furlani, del Direttore Sportivo Igli Tare, dell'Head Coach Massimiliano Allegri e del Direttore Tecnico Geoffrey Moncada. A ciascuno di loro va il nostro ringraziamento per il lavoro svolto e la dedizione dimostrata durante la permanenza nel Club. Ulteriori annunci relativi alle nuove nomine verranno comunicati non appena definiti, con l'obiettivo di avere una struttura pronta in vista della prossima stagione".
UfficialeLe date della Serie A e della Coppa Italia 2026/27: il 23 agosto la prima di campionato
Le date della Serie A e della Coppa Italia 2026/27: il 23 agosto la prima di campionato
È appena terminata la stagione 2025/26, e si pensa già alla prossima stagione. La Lega Serie A ha svelato il calendario della prossima stagione sportiva 2026/2027, ufficializzando le date chiave per il campionato di Serie A e per la Coppa Italia. IL CALENDARIO DELLA SERIE A - Il prossimo campionato prenderà il via domenica 23 agosto 2026 e si concluderà domenica 30 maggio 2027. Si giocherà in mezzo alla settimana solo due volte, nello specifico mercoledì 28 ottobre 2026 e mercoledì 6 gennaio 2027. Il campionato si fermerà per la consueta pausa di Natale domenica 27 dicembre 2026. Sono inoltre previste quattro soste per lasciare spazio alle partite delle Nazionali: si tratta delle domeniche del 27 settembre, 4 ottobre e 15 novembre 2026, a cui si aggiunge il 28 marzo 2027. LE DATE DELLA COPPA ITALIA - Per quanto riguarda la coppa nazionale, il torneo inizierà ad agosto: il turno preliminare si giocherà domenica 9 agosto, seguito a ruota dai trentaduesimi domenica 16 agosto 2026. I sedicesimi si disputeranno mercoledì 2 settembre 2026, con una data di riserva fissata per martedì 15 settembre in caso di necessità. Gli ottavi di finale sono invece divisi tra mercoledì 2 e mercoledì 16 dicembre 2026, con la data extra di mercoledì 13 gennaio 2027 tenuta da parte in caso di spostamenti. Le sfide dei quarti di finale si giocheranno mercoledì 3 e mercoledì 10 febbraio 2027. Le semifinali, con la formula di andata e ritorno, sono in programma mercoledì 3 marzo per il primo round e mercoledì 21 aprile 2027 per la sfida decisiva. Infine, la finalissima che assegnerà il trofeo si disputerà mercoledì 19 maggio 2027.
Pisacane a Sky Calcio Unplugged: "A 13 anni in coma per 20 giorni. A mio padre devo tutto, il mio futuro è a Cagliari"
Pisacane a Sky Calcio Unplugged: "A 13 anni in coma per 20 giorni. A mio padre devo tutto, il mio futuro è a Cagliari"
Una vittoria storica a San Siro contro il Milan per chiudere una stagione memorabile, culminata con una salvezza che sa di impresa. Fabio Pisacane è l'uomo del momento. Ospite negli studi di Sky Calcio Unplugged, l'allenatore del Cagliari si è raccontato a 360°: dalla genesi della sua carriera in panchina alla gestione di uno spogliatoio giovane, passando per le scelte tattiche, il rapporto con i senatori e un futuro che, nelle sue idee, ha solo tinte rossoblù. DA WIKIPISA ALLA PANCHINA: L'INTUIZIONE DI GIULINI - Il percorso di Pisacane verso la panchina nasce quasi per caso, in un momento buio della sua carriera da calciatore. Dopo il terzo grave infortunio al ginocchio ai tempi del Lecce, fu il presidente del Cagliari, Tommaso Giulini, a tracciargli la via. "Io mi vedevo direttore sportivo," confessa Pisacane sorridendo. "Nello spogliatoio da calciatore mi chiamavano 'Wikipisa' perché sapevo tutto di tutti, dal giocatore di Serie D a quello di Serie A. Una sera presi un caffè col presidente e gli chiesi in quale veste mi vedesse. Lui mi rispose: 'Fabio, per me devi fare l'allenatore'. Mi ha acceso una lampadina in un momento di cambiamento topico della mia carriera". Una scelta coraggiosa che ha ripagato tutti. E pensare che il suo approccio al ruolo parte prima dagli uomini che dalla tattica. Per comporre il suo staff, sotto consiglio dell'ex compagno Cesare Natali, ha scelto profili di enorme esperienza come Giacomo Murelli e Luca Bucci. La filosofia è chiara: "Vado prima alla ricerca delle persone, perché nei momenti difficili sono le persone che portano punti. Come dico sempre al mio staff, preferisco un soldato al 100% e non un generale al 50%". Il calcio di Pisacane è fatto di relazioni profonde. Nel corso dell'intervista è intervenuto Marco Borriello, ex compagno proprio in Sardegna, che ne ha esaltato le doti umane. "Marco aveva un'aura intorno che gli ha dato Madre Natura, ma la soffriva," ricorda Pisacane. "Era un professionista esemplare. Io ero il suo 'uccellino' (come Del Piero nella famosa pubblicità, ndr): quando aveva qualche problema o l'umore turbato, cercavo da amico di fargli vedere sempre la cosa giusta". Una capacità di fare gruppo che Pisacane ha condiviso anche con un altro grande protagonista di questa stagione sportiva: Cesc Fàbregas. I due si sono conosciuti durante un torneo negli Stati Uniti e hanno poi frequentato insieme il Master per allenatori: "C'è stata un'empatia forte e reciproca. È un ragazzo che merita ciò che ha ottenuto, quello che ha fatto con il Como è una delle pagine più belle del calcio recente". NIENTE DIVIETI PER I CELLULARI: COME SI ALLENA LA "GENERAZIONE ALPHA" - Uno dei passaggi più interessanti ha riguardato la gestione dei giovani, soprattutto dopo aver schierato ben nove italiani (di cui sei titolari) nella Scala del Calcio. L'allenatore ha studiato a fondo il modo di comunicare con i ragazzi nati dopo il 2000. "Il pezzo del puzzle più importante è la gestione delle risorse umane," ha spiegato. "Ho capito che con questa generazione la parola o costruisce un ponte o alza un muro. Devi centellinare le parole e capire gli stati d'animo. Essendo nati in un'era tecnologica, a volte per loro le immagini valgono più delle parole". E sui telefoni nello spogliatoio, il tecnico va controcorrente: "Il telefono ci deve stare. Vietarlo oggi può essere un ostacolo, è contro il mio pensiero di quando giocavo, ma bisogna mettersi al livello dei calciatori. Stanno al campo 5-6 ore, vanno in infermeria, in palestra... che fai, glielo vieti ovunque? È riduttivo pensare che togliere il telefono porti dei vantaggi". Questa empatia si è tradotta in un legame fortissimo con la rosa. Dall'attaccante Sebastiano Esposito, che ha inviato un messaggio vocale in diretta chiamandolo "condottiero", fino alla gestione dei senatori come Yerry Mina. "Con Yerry ho un rapporto autentico. L'ho sostituito a fine primo tempo a Pisa, a Udine l'ho tolto dopo 10 minuti. Il rispetto e la credibilità te li guadagni attraverso queste azioni, e oggi abbiamo un legame grandissimo". Parole al miele anche per la grande rivelazione Marco Palestra: "Sembra il calciatore che ti costruisci alla PlayStation, con '99' in accelerazione. Ha una falcata disarmante, sembra un leopardo. Non si aspettava di giocare titolare, ma a Napoli davanti a 70.000 persone ha mostrato una personalità fuori dal normale. Deve solo mettere dentro ancora un po' di comprensione del gioco". IL RAPPORTO CON IL PAPÀ E LA "SUA" CAGLIARI - Inevitabile la domanda sul mercato. Il nome di Pisacane è stato accostato a piazze importanti, ma l'allenatore ha voluto blindare il suo futuro in Sardegna: "Nella mia scala dei valori la riconoscenza è fondamentale. Per tutto quello che Cagliari mi ha dato e mi ha visto crescere, faccio fatica a vedermi lontano da qui. Non andrei mai allo scontro con questa società, il mio futuro sarà a Cagliari per provare a fare un campionato ancora più importante". L'intervista si è chiusa con un momento di commozione. Alla domanda su chi dovesse ringraziare di più per i suoi traguardi, la voce dell'allenatore si è rotta parlando del padre, figura fondamentale nel dramma vissuto a 13 anni, quando la sindrome di Guillain-Barré lo paralizzò in un letto d'ospedale. "Mio padre è l'uomo a cui devo di più. Mi ha fatto mettere dentro resilienza e fame. A 13 anni mi sono trovato paralizzato dalla testa ai piedi in coma per 20 giorni. In quel momento drammatico, lui faceva di tutto e mi diceva che sarei tornato a giocare a calcio, faccio fatica a vedere un futuro senza mio padre. Non ho mai avuto paura di niente in questi ultimi 27 anni, perché dopo la malattia ho dato valore a ogni singolo minuto della mia esistenza, però la cosa che più mi spaventa è svegliarmi domani e sapere di non avercelo più accanto".
Inler rinnova fino al 2028: "Vogliamo l'Udinese con valori, in linea con storia e ambizione"
Inler rinnova fino al 2028: "Vogliamo l'Udinese con valori, in linea con storia e ambizione"
Gokhan Inler rimarrà all'Udinese. Dopo i quattro anni da calciatore e due da dirigente, lo svizzero ha appena rinnovato il contratto da Responsabile dell'Area tecnica. Il classe 1984 continuerà a ricoprire questo ruolo per le prossime due stagioni, fino al 30 giugno 2028. I bianconeri hanno chiuso la stagione al decimo posto, raccogliendo 50 punti. IL COMUNICATO UFFICIALE - A darne notizia è stata l'Udinese, che ha diramato un comunicato ufficiale: "Ancora nuovi capitoli da scrivere insieme: il connubio tra Udinese Calcio e Gokhan Inler va avanti. Il club è lieto di annunciare il prolungamento del contratto, fino al 30 giugno 2028, con Gokhan che sarà ancora Responsabile dell'Area tecnica bianconera per le prossime due stagioni. Un percorso dietro la scrivania, dopo i 4 anni da calciatore, iniziato due anni fa e che proseguirà nel segno della continuità tecnica del progetto dell'Udinese". LE PAROLE DI COLLAVINO E INLER - "Il rinnovo del contratto con Gokhan è una pietra importante per la nostra programmazione tecnica. Lo conoscevamo ed apprezzavamo già come calciatore e come persona ma, in questi due anni, Inler ha dimostrato capacità ed un approccio moderno nella gestione dell'area tecnica che ci ha visti determinati nel proseguire il percorso professionale insieme. I risultati sportivi, l'empatia e l'unione di tutto il gruppo squadra e, soprattutto, la sinergia con tutto l'ambiente sono stati fattori importanti che rappresenteranno un punto di partenza anche per le prossime due stagioni. Insieme a Gokhan volgiamo continuare a lavorare per alzare l'asticella", ha dichiarato il Direttore Generale Franco Collavino. Seguono anche quelle dello stesso Gokhan Inler: "Sono molto entusiasta del prolungamento. Ci tengo a ringraziare la proprietà e la dirigenza con cui abbiamo intrapreso questo percorso che ci vede condividere la voglia di raggiungere traguardi sempre più importanti. L'Udinese è un club storico, fortemente identitario che merita di essere su palcoscenici importanti. Vogliamo continuare a mantenere compatto tutto l'ambiente come accaduto in questi due anni e costruire una squadra che continui ad interpretare questi valori per ottenere risultati sportivi in linea con la nostra storia e ambizione"-   IN AGGIORNAMENTO
Özek si separa dal Fenerbahçe: il più giovane ds d'Europa torna sul mercato
Özek si separa dal Fenerbahçe: il più giovane ds d'Europa torna sul mercato
Si separano le strade tra il Fenerbahçe e Devin Özek. Dopo una sola stagione, intensa e vissuta sempre ad altissima quota, il direttore sportivo saluta Istanbul, lasciando in dote al club la vittoria della Supercoppa Turca e un secondo posto in campionato. Un addio che scuote il mercato internazionale dei dirigenti. UN MERCATO FARAONICO E LA PRESSIONE DI ISTANBUL - L'esperienza in Turchia del classe '95 è stata segnata da una gestione a dir  culminata con la costruzione di una rosa stellare. Sotto la sua direzione, infatti, sono sbarcati nomi di primissimo piano: da Marco Asensio e N'Golo Kanté, passando per Mattéo Guendouzi, Ederson e Milan Škriniar, fino ad arrivare a Cherif, Nélson Semedo, Edson Álvarez, Archie Brown e Nene. Un ciclo di acquisti imponente, gestito all'interno di uno degli ambienti più esigenti e passionali del mondo. Özek ha dimostrato di saper operare sotto una pressione mediatica importante, interfacciandosi quotidianamente con allenatori dal peso specifico elevatissimo come José Mourinho e Domenico Tedesco. DAL MIRACOLO LEVERKUSEN ALLE SIRENE INTERNAZIONALI - A soli 31 anni, il curriculum di Özek - il più giovane direttore sportivo tra i top club UEFA - parla già chiaro. Prima di accettare la sfida turca, era stato tra i grandi artefici della stagione storica del Bayer Leverkusen. Lavorando in sinergia con Xabi Alonso, aveva contribuito alla clamorosa vittoria della Bundesliga, alla conquista della Coppa di Germania e al raggiungimento della finale di Europa League. Ora, dopo aver superato a pieni voti anche il test infuocato di Istanbul, il dirigente è pronto per aprire un nuovo capitolo della sua carriera. Il suo addio al Fenerbahçe non è certo passato inosservato: in queste ore, il suo profilo è già finito sui taccuini di numerose società. Le big di Premier League, Serie A, Ligue 1 e Liga stanno monitorando con grandissima attenzione la sua situazione.
Ultim'oraNapoli, Allegri in vantaggio per diventare il nuovo allenatore
Napoli, Allegri in vantaggio per diventare il nuovo allenatore
Il post Antonio Conte a Napoli potrebbe essere Massimiliano Allegri. Dopo uno scudetto, una Supercoppa Italiana e un secondo posto, gli azzurri hanno ufficialmente salutato l'allenatore dopo due stagioni. Adesso, Aurelio De Laurentiis e Giovanni Manna stanno lavorando per il nuovo allenatore: in vantaggio, in questo momento, c'è proprio il toscano, attualmente al Milan. LA SITUAZIONE - Chiusa la stagione, il Napoli vuole ripartire da un altro allenatore di spessore e in vantaggio, in questo momento, c'è Massimiliano Allegri. Il toscano, che potrebbe terminare la seconda avventura al Milan dopo una sola stagione (Clicca qui per le ultime), è da tempo un nome sulla lista di Aurelio De Laurentiis, come vi abbiamo raccontato anche nei giorni scorsi. Massimiliano Allegri ritroverebbe anche Giovanni Manna in azzurro, con cui ha lavorato ai tempi della Juventus. IN AGGIORNAMENTO
Lazio, è fatta per Gennaro Gattuso: pronto un biennale
Lazio, è fatta per Gennaro Gattuso: pronto un biennale
Chiusa la stagione, la Lazio è pronta a salutare Maurizio Sarri e a ripartire da Gennaro Gattuso. La società biancoceleste, che ha chiuso il campionato al nono posto in classifica e ha perso la finale di Coppa Italia contro l'Inter, ha deciso di affidare all'ex Commissario tecnico, che si avvicina a grandi passi a raccogliere l'eredità dell'allenatore toscano. Una scelta ormai presa per Maurizio Fabbiani e Claudio Lotito, che hanno puntato con decisione sull'ex allenatore di Napoli e Milan, tra le altre. Nei prossimi giorni, infatti, ci sarà un nuovo appuntamento per definire gli ultimi dettagli, ma ormai tra le parti è fatta. Gennaro Gattuso si legherà alla Lazio per le prossime due stagioni. GATTUSO ALLA LAZIO: LA CARRIERA DA ALLENATORE - Archiviata la parentesi azzurra con le dimissioni dopo il mancato approdo ai Mondiali di Stati Uniti, Messico e Canada, Gennaro Gattuso è pronto a ripartire dalla Lazio e a firmare un contratto biennale fino al 30 giugno 2028. Per l'allenatore si tratterà di un ritorno in Serie A: l'ultima volta era stata nel 2020/21, quando aveva preso il posto dell'esonerato Carlo Ancelotti al Napoli, portando gli azzurri alla vittoria della Coppa Italia in finale contro la Juventus. In Italia, il classe 1978 ha allenato anche Milan, Palermo e Pisa. All'estero, invece, ha guidato Valencia, Marsiglia Hajduk Spalato, OFI Creta e Syon (prima esperienza in panchina).
Milan, rivoluzione in arrivo ai vertici: Tare e Allegri in uscita
Milan, rivoluzione in arrivo ai vertici: Tare e Allegri in uscita
In casa Milan si apre una fase di profonde riflessioni dopo la sconfitta contro il Cagliari che è costata la mancata qualificazione alla Champions League, con la proprietà che ha deciso di restare a Milano per una serie di consultazioni interne. Secondo quanto riportato da Peppe Di Stefano di Sky Sport, il proprietario rossonero Gerry Cardinale sta valutando insieme ai suoi collaboratori il futuro assetto dirigenziale del club in un momento considerato delicato. Al centro delle decisioni ci sarebbero Zlatan Ibrahimovic, che dovrebbe scegliere il nuovo direttore sportivo, e il consigliere di amministrazione del club Massimo Calvelli, che sceglierà il nuovo Amministratore delegato. VERSO IL NUOVO ASSETTO DIRIGENZIALE - Secondo le indiscrezioni, si va verso un possibile ridisegno completo della struttura del Milan. In discussione ci sarebbero infatti i ruoli di amministratore delegato, direttore sportivo e area tecnica, con l’ipotesi di un cambio profondo rispetto all’attuale organizzazione. Si va verso l'uscita di Giorgio Furlani dal ruolo di Amministratore Delegato, di Geoffrey Moncada come responsabile dell’area scouting, oltre a quella dell’attuale allenatore Massimiliano Allegri e del direttore sportivo Igli Tare. CARDINALE A MILANO PER LE CONSULTAZIONI - La proprietà, nel frattempo, non ha lasciato il centro delle operazioni. Cardinale è infatti rimasto a Milano proprio per proseguire gli incontri e le valutazioni sul futuro del club, in una fase in cui ogni decisione appare strategica per la ripartenza. Un momento di confronto continuo, con l’obiettivo di definire una nuova linea guida per il progetto rossonero e dare stabilità a una struttura che potrebbe cambiare in maniera significativa nelle prossime settimane.
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