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Padova, Breda è il nuovo allenatore: il comunicato ufficiale
Si va via via delineando il quadro delle panchine di Serie B, tre delle quali hanno subito degli stravolgimenti al termine del weekend. Tra queste anche quella del Padova, che ha salutato Andreoletti dopo la sconfitta interna contro il Palermo e ha già individuato il sostituto: è Roberto Breda, ex allenatore della Salernitana che ha firmato un contratto con il club fino al termine della stagione.
Con 6 giornate al termine della regular season Breda avrà il compito di regalare al Padova una salvezza da neopromossa: al momento i biancoscudati si trovano al 14° posto in classifica con 34 punti, gli stessi della Virtus Entella che occupa una delle due caselle riservate ai playout. Servirà dunque una svolta a livello di risultati per mantenere la categoria.
IL COMUNICATO - Il club ha annunciato l'arrivo dell'allenatore con un comunicato che recita: "Il Calcio Padova comunica che da oggi Roberto Breda è il nuovo allenatore della prima squadra. Mister Breda ha sottoscritto un contratto che lo legherà al Calcio Padova fino al 30 giugno 2026 con opzione".
Reggiana, si va verso un altro cambio: Bisoli il candidato in caso di esonero di Rubinacci
Dopo la pesante sconfitta per 3-0 contro la Virtus Entella, la Reggiana va verso un nuovo cambio in panchina. Un mese e mezzo dopo l'esonero di Davide Dionigi, infatti, ora rischia anche Lorenzo Rubinacci. In caso di esonero, il principale candidato per sostituirlo è Pierpaolo Bisoli.
La squadra emiliana viene da cinque partite consecutive senza vittoria, delle quali ben quattro sono state sconfitte. Ora arriva la sosta, prima di tornare in campo per la delicatissima sfida salvezza contro il Pescara, nella quale, quindi potrebbe esserci un nuovo allenatore.
LA STAGIONE DELLA REGGIANA - Il girone di ritorno sta portando più di qualche difficoltà per la Reggiana, che nel 2026 ha vinto solo 2 partite su 14 giocate. Dopo la sconfitta dello scorso 7 febbraio contro il Catanzaro era arrivato l'esonero di Dionigi, che ora rischia di non rimanere l'unico della stagione. Infatti, ora rischia anche Rubinacci, con cui sono arrivate solo 2 vittorie in 9 gare. E la classifica vede gli emiliani in zona retrocessione con 30 punti. Situazione assolutamente non compromessa, dato che la zona playout dista solo un punto, mentre quella salvezza è lontana 4 punti. In questo senso sarà importantissimo lo scontro diretto col Pescara della prossima giornata.
IntervistaItalia, Coppola: "Il Mondiale è un sogno. Io devo solo dare il massimo qui"
Da un lato i playoff per i Mondiali alle porte, dall'altro i risultati con il Paris FC: in un'intervista a Gianlucadimarzio.com, Diego Coppola ci racconta così il momento attuale del club francese, più vicino alla salvezza con i 4 punti raccolti nelle ultime due gare: "Mancano ancora delle partite, però siamo sulla buona strada. Siamo a un passo ma noi guardiamo in alto in realtà. Guardiamo le squadre che sono davanti a noi e non quelle dietro di noi. Dobbiamo far bene e continuare così".
Proseguendo, Coppola ha parlato proprio del suo passaggio al club parigino: "Se la città ha avuto un ruolo chiave nel mio trasferimento? No, non era quello (ride, ndr). Si trattava vivere una nuova esperienza che potesse darmi qualcosa in più, dato che nel campionato italiano ho già giocato quattro anni. Con il Brighton abbiamo pensato che fosse la scelta migliore. Oggi dico che è così, però vedremo in futuro".
Tornando sull'avventura con il club inglese di inizio stagione, invece, Coppola si esprime così: "Sono dispiaciuto di non aver giocato più partite. In generale mi sarebbe piaciuto giocare di più, ma so che contano su di me e che quando tornerò lì l’anno prossimo o l’anno dopo giocherò sicuramente più partite".
IL BRIGHTON E IL VERONA - Al Brighton, anche prima di partire, il difensore italiano ha potuto contare sul rapporto con una persona in particolare, l'allenatore Fabian Hürzeler: “Lui è una bravissima persona che mi ha aiutato tanto. Per quello non ho niente da dire contro il Brighton, contro lo staff o contro Hürzeler, anzi. Mi hanno aiutato molto, e hanno compreso la scelta di andare via a gennaio. Ho chiesto io di andare perché volevo più minutaggio, loro non volevano mandarmi via. A Hürzeler sarebbe piaciuto trattenermi per il gruppo, perché avevo stretto con i ragazzi e i giovani. Poi però hanno capito le mie esigenze, perché, anche per la mia crescita come giocatore, era la scelta migliore dato che tornerò lì prima o poi".
In pochi mesi, Coppola ha vissuto per la prima volta in carriera un'esperienza in Premier League, e ci ha raccontato così le differenze con l'Italia e la Francia: "In Inghilterra sono avanti in tutto, ma anche qui in Francia sto trovando strutture e stadi di un buonissimo livello, ne parlavo con Ciro (Immobile, ndr). Meglio che in Serie A? In alcuni posti sì, sicuramente. In Premier League, invece, in tutti i posti. In Inghilterra anche la qualità dei giocatori è alta, oltre alla qualità di vita. Io ho solo il Brighton come metro di paragone, però è un altro mondo".
Dal Brighton al Verona, squadra con cui è cresciuto: il legame con i gialloblù è ancora forte per Coppola: "Mi dispiace sicuramente, però per come lavora la società è difficile salvarsi ogni anno perché appunto i giocatori arrivano e vanno via. Abbiamo fatto gli ultimi 2-3 anni miracoli, però i miracoli non accadono ogni anno.”
LA NAZIONALE - Tornando al presente, come anticipato, Coppola si prepara insieme ai compagni azzurri per il playoff alcuni mesi dopo il debutto sfortunato contro la Norvegia: "Non mi dispiace di aver debuttato in quella partita, anzi sono orgogliosissimo anche se la partita poi non è andata come volevamo. Il mondiale è un sogno sì, lo è sempre. Vedremo: so che è difficile e non ho aspettative. Il reparto difensivo è più che ricco, io devo solo dare il massimo qui. Partita dopo partita devo far bene e quello che verrà, verrà".
Sull'obiettivo qualificazione, invece, Coppola non ha nascosto la fiducia nella squadra: "Non voglio gufarla, non voglio dire niente, però penso che la qualità dei giocatori e del gruppo ci sia. Penso che il mister dia tanto a tutti: è la persona che serviva per il suo carattere. Quando ero al Brighton abbiamo avuto una cena con tutti i giocatori italiani in Inghilterra, e abbiamo parlato anche dei playoff contro l’Irlanda del Nord".
L'INTERESSE DEI CLUB E LA PREMIER LEAGUE - Proseguendo, il difensore del Paris FC non si espone su un possibile interesse della Juventus: "Sicuramente la Juventus è una grandissima squadra, ma non ho mai saputo niente. Leggevo e mi mandavano alcuni articoli, perché ho amici che tifano Juve che mi chiedevano 'Ci vai?'. Come la maggior parte delle volte, venivo a sapere le cose dai giornali. A volte leggo di varie squadre, e mio padre mi invia gli articoli dicendo 'Ciao, vedi?'. Finché il mio procuratore non mi dice nulla, io non ci penso. Sapevo che il Brighton mi seguiva già tra febbraio e marzo dell'anno scorso. Mi mandavano video delle strutture per mostrare lavorano, quindi non dico che ho avuto solo un'offerta dal Brighton, ma quel che so io è che mi hanno voluto e io ho accettato subito".
Dalla Serie A alla Premier League, fino alla Ligue 1. Coppola chiude raccontandoci le sue ambizioni e i suoi sogni, e sulla possibile scelta tra Premier League e una big italiana, il difensore non ha dubbi: "È chiaro che il sogno rimane una top italiana, però parlo per me: non so cosa pensino gli altri giocatori. La Premier è di un altro livello, pero è normale che se chiamano l’ultima di Premier, o comunque squadre di bassa classifica e l’Inter, scelgo l’Inter. Tra Milan, Inter, Juventus oppure Man City, Liverpool, Arsenal? Scelgo le squadre inglesi. So che l'esperienza della Premier League non capita tutti gli anni. Sono grandi squadre in un campionato molto competitivo. E lì è bellissimo giocare tutte le partite".
Italia, Gattuso: "Alla squadra serve serenità, non vogliamo alibi. Chiesa? Era inutile restare"
"Leggerezza e serenità", questi sono i due ingredienti che secondo il CT Gennaro Gattuso serviranno all'Italia per affrontare i playoff e qualificarsi al Mondiale. In vista della partita di giovedì sera contro l'Irlanda del Nord, il commissario tecnico ha parlato in conferenza stampa, parlando del momento dei suoi e spiegando le scelte fatte per comporre la lista dei 28 convocati. "Non voglio alibi, - ha subito sottolineato - dobbiamo concentrarci su giovedì. Alla 30^ giornata è normale avere infortuni, tutte le squadre li hanno". Sulle convocazioni a invece spiegato: "Ho deciso di puntare su un gruppo che finora mi ha dato buone risposte e con cui si è costruito un buon clima in questi mesi. Se poi andremo al Mondiale le porte restano aperte e si possono fare altre valutazioni".
Sono tre, in particolare, i giocatori per cui queste porte sembrano ancora aperte: "Per me questa era la soluzione migliore, ho dovuto rinunciare a giocatori che stanno facendo bene e si sarebbero meritati il posto come Zaniolo, Bernardeschi e Fagioli". Capitolo a parte per Federico Chiesa, che ha lasciato il ritiro della nazionale, venendo sostituito da Cambiaghi: "Si è presentato ma aveva qualche problema e sia io che lui abbiamo deciso che era inutile che restasse. Se un giocatore mi dice che non sta bene è inutile insistere".
LA CONFERENZA STAMPA LIVE - Di seguito la conferenza stampa completa di Gattuso.
14:34 - Termina qui la conferenza stampa di Gattuso
14:33 - Sul perché alcuni giocatori abbiano scelto di restare in ritiro e altri no: "Le teste dei giocatori non sono tutte uguali. Quando capisco che qualcuno è titubante non posso forzare la mano. I rapporti umani per quanto mi riguarda vengono prima di tutto. Se un giocatore mi dice che non sta bene ed è convinto di ciò, è inutile insistere. Se poi sul campo ci lascia un ginocchio o rimedia uno strappo, come potrebbe poi guardarmi in faccia?"
14:32 - Sul momento di Locatelli dopo il rigore sbagliato contro il Sassuolo: "Spalletti alla Juve sta facendo un grande lavoro e così anche Locatelli con lui. Manuel è cresciuto, sta giocando con grande qualità fisiche e tecniche. Il giocatore ha fiducia e si è ritrovato, un rigore sbagliato ci può stare e non lo condizionerà"
14:30 - Sul suo momento personale: "In questi mesi mi sono allenato anche io. Se predico serenità, devo essere coerente. Devo averla anche io e devo essere in grado di trasmetterla. Normale poi che ci sia pressione, solamente se sei senza sangue potresti non sentirla. Ne approfitto anche per ringraziare lo staff perché finora abbiamo visto centinaia di partite"
14:29 - Sulla scelta di giocare a Bergamo contro l'Irlanda del Nord: "La scelta è stata mia e ringrazio sia Gravina che Buffon per avermi assecondato. Abbiamo giocato lì al mio esordio in panchina e ci hanno applaudito all'intervallo anche se non stavamo facendo bene, l'ho apprezzato. Uno stadio da 25mila posti può diventare un catino, magari in altri ambienti come San Siro rischi di avere divisioni tra tifosi del Milan e dell'Inter e di sentire qualche rumore a causa di qualche passaggio sbagliato"
14: 27 - Sul messaggio da trasmettere alla squadra: "Serenità. Non posso pensare di stordirli fino a giovedì con messaggi continui e 10 sedute video al giorno. Bisogna approcciarsi alla partita sapendo quello che bisogna fare. Inoltre i miei giocatori non sono degli scappati di casa. C'è gente che ha vinto trofei, scudetti, è arrivata in finale di Champions e ha vinto un Europeo"
14:26 - Sul momento degli interisti: "Su Dimarco fino a 10 giorni fa sentivo grandi paragoni e tuttora continua ad avere ottimi numeri. Con Barella parlo tutti i giorni, sa che da lui ci si aspetta tanto perché ha dimostrato di essere un grande giocatore e perciò se ha un calo di rendimento viene bastonato. Da lui voglio ritmo, intensità, qualità che ha sempre dimostrato di avere"
14:24 - Sulla mancata convocazione di Zaniolo: "L'ho detto prima, ho deciso di puntare su un gruppo che finora mi ha dato buone risposte e con cui si è costruito un buon clima in questi mesi. Se poi andremo al Mondiale le porte restano aperte e si possono fare altre valutazioni"
14:22 - Sull'Irlanda del Nord: "Dobbiamo saper annusare il pericolo. I nostri avversari non avranno tantissima qualità, ma corrono molto, hanno un grande cuore e vanno facilmente in verticale. Sui calci piazzati fanno paura, la prima parola è attenzione"
14:20 - Sulla formazione per la partita di giovedì: "Non possiamo rischiare di mettere giocatori che non stanno bene e poi siamo costretti a sostituirli dopo 5 minuti. Abbiamo un ottimo staff che saprà gestire tutti gli uomini. Tonali oggi farà un lavoro a basso carico e spero di averlo a disposizione già domani. Mancini ha solo un affaticamento, Calafiori ieri ha sentito un dolorino ma non dovrebbe essere nulla di che. Chiesa si è presentato ma aveva qualche problema e sia io che lui abbiamo deciso che era inutile che restasse"
14:17 - Sui giocatori acciaccati: "Questa cosa l'abbiamo sfangata. Vedo tantissimo attaccamento da parte dei giocatori, non sono frasi fatte e lo penso veramente. Il loro primo pensiero era quello di essere a disposizione per la Nazionale"
14:14 - Su come arrivare pronti: "Bisogna dare leggerezza. Faccio l'esempio della partita con la Norvegia a San Siro: un bel primo tempo e alla prima difficoltà ci siamo sciolti. Bisogna evitare che questo accada e in questi mesi ho lavorato su questo tasto. Gli episodi in partita possono capitare, bisogna saper andare oltre e dimenticare il passato"
14:12 - Sugli incontri con i calciatori e su Bastoni: "Gli vanno fatti solo i complimenti per la professionalità. Da ieri mattina è a Coverciano e sta lavorando per essere a disposizione per la partita di giovedì. Alle cene non mi sono presentato con pennarelli e lavagnette, la mia volontà è quella di creare un gruppo e ci sto riuscendo, tutti mi stanno dimostrando grande attaccamento. Per me questa era la soluzione migliore, a costo di rinunciare a giocatori che stanno facendo bene e si sarebbero meritati il posto come Zaniolo, Bernardeschi e Fagioli"
14:09 - Sulle assenze: "Se speravo di arrivare meglio a questo momento? No, io penso solo a giocare la partita. Non voglio alibi, dobbiamo concentrarci su giovedì. Alla 30^ giornata è normale avere infortuni, tutte le squadre li hanno. Con lo staff abbiamo lavorato bene durante questo periodo, testa alla partita senza pensare a cosa si sarebbe potuto fare di più o meglio in questi mesi"
14:07 - Inizia adesso la conferenza stampa di Gattuso
14:00 - In attesa dell'inizio della conferenza stampa
Inter, Marotta: "Nessuno psicodramma. Centrati due obiettivi su tre"
"Non siamo davanti a uno psicodramma, assolutamente: siamo davanti a una situazione difficile, come lo sport fa vedere": senza troppi giri di parole, il presidente dell'Inter Giuseppe Marotta analizza così il momento complicato dei nerazzurri. A margine dell'assemblea di Lega Serie A, Marotta ha parlato sia del pareggio contro la Fiorentina sia dello stato attuale della squadra, concentrandosi sulle diverse competizioni: "Siamo in un momento particolare della stagione, nel corso del quale siamo primi meritatamente, con sei punti in classifica. È un risultato che forse non potevano nemmeno prevedere, e siamo semifinalisti in Coppa Italia: direi che abbiamo centrato due obiettivi su tre".
Il numero uno nerazzurro ha poi proseguito spiegando le possibili ragioni degli ultimi risultati: "Siamo in una situazione di difficoltà e di involuzione, forse dovuta a infortuni o a stanchezza, ma questa è una caratteristica che trova riscontro anche nei nostri avversari. Sono qui non per cercare alibi, ma per ribadire che ce la giocheremo fino in fondo".
Dopo la sosta per le Nazionali, l'Inter tornerà in campo in un match molto delicato contro la Roma, e Marotta ha spiegato così il modo in cui i nerazzurri affronteranno il futuro imminente: "L’allenatore, che è leader del gruppo, riesce a fotografare e analizzare la situazione. È sempre più facile fare il cacciatore che la lepre, perché le forze degli avversari si moltiplicano. Dovremo essere bravi noi ad affrontare questo momento di transizione, so che la squadra è forte e dobbiamo ritrovare la strada che momentaneamente abbiamo perso".
LE PAROLE DI MAROTTA SUGLI EPISODI ARBITRALI - Proseguendo, il presidente nerazzurro si è spostato su un altro argomento: le questioni arbitrali. Marotta ha parlato sia degli episodi in generale, sia della necessità di un protocollo nel futuro imminente: " Non facciamo le vittime, dico solo che ci deve essere uniformità di valutazione: il protocollo deve essere applicato in modo omogeneo e l’arbitro deve essere centrale, certi episodi vengono valutati in modo troppo soggettivo, non usando elementi oggettivi".
Galatasaray, intervento al braccio riuscito per Osimhen
Il Galatasaray attende il ritorno in campo di due giocatori fondamentali persi nella partita di ritorno degli ottavi di Champions League giocata contro il Liverpool. Oltre a Noa Lang, che ha riportato un brutttissimo infortunio al dito, anche Victor Osimhen sarà ai box per le prossime partite, a causa della frattura al braccio destro che lo ha costretto a lasciare il campo già a fine primo tempo.
Nella giornata di oggi, lunedì 23 marzo, il club turco ha comunicato la buona riuscita dell'intervento a cui si è sottoposto il calciatore nigeriano, senza però rendere noti i tempi di recupero.
IL COMUNICATO DEL GALATASARAY - Questa la nota ufficiale del Galatasaray: "Il nostro giocatore Victor Osimhen, infortunatosi e impossibilitato a continuare a giocare nella trasferta contro il Liverpool negli ottavi di finale di UEFA Champions League, è stato sottoposto oggi a un intervento chirurgico con esito positivo presso l'ospedale Maslak Acıbadem, eseguito dal nostro medico sociale, il dottor Yener İnce. Inviamo i nostri migliori auguri al nostro giocatore e speriamo che possa tornare in campo il prima possibile".
Spezia, ora è ufficiale: Luca D'Angelo torna sulla panchina bianconera
Dopo la separazione con Roberto Donadoni, lo Spezia ha annunciato anche il ritorno di Luca D'Angelo in panchina. Una giornata molto importante per il club bianconero, che a distanza di quattro mesi riaccoglie l'allenatore che aveva guidato la squadra dal novembre del 2023. D'Angelo era stato esonerato lo scorso novembre proprio per puntare su Donadoni, ma gli ultimi risultati hanno portato la società a cambiare ancora.
D'Angelo ritrova lo Spezia dopo pochi mesi con un obiettivo molto chiaro: centrare la salvezza. I bianconeri al momento sono in zona retrocessione a quota 30 punti, con la salvezza che ne dista 4. A pari merito con il club ligure c'è anche la Reggiana, mentre il Pescara ultimo si trova ad appena un punto di distanza: la classifica, soprattutto nelle zone più calde, è decisamente corta.
Di seguito il comunicato sul ritorno di D'Angelo allo Spezia: "Spezia Calcio comunica di aver affidato l’incarico di allenatore responsabile della Prima Squadra a mister Luca D’Angelo, già alla guida delle Aquile nella prima parte della stagione, che tornerà sulla panchina spezzina insieme ai componenti del suo staff tecnico. Bentornato Mister!".
LA NOTA DEL PRESIDENTE STILLITANO - Lo Spezia ha poi diffuso sui propri canali ufficiali una nota del presidente bianconero Charlie Stillitano, che parla della scelta di cambiare nuovamente guida in panchina e degli obiettivi imminenti: "La decisione odierna è stata presa in maniera condivisa tra le parti per il bene della Società e della squadra. Quando un Club si trova nelle ultime posizioni di classifica, le responsabilità sono sempre condivise e non possono essere attribuite a una sola persona. Tuttavia, nel calcio sappiamo che l’allenatore è spesso il primo a pagare per i risultati e ora più che mai abbiamo ritenuto indispensabile dare un segnale importante e deciso, ritenendo che un cambio alla guida tecnica della squadra potesse portare quella scossa necessaria per affrontare le prossime sfide".
"Questo cambiamento deve rappresentare un momento di forte responsabilizzazione per tutti: società, staff e soprattutto squadra. La situazione attuale è molto seria, ma abbiamo ancora sei partite davanti a noi, sei battaglie decisive dopo la sosta, nelle quali sarà fondamentale dare tutto, con orgoglio, determinazione e senso di appartenenza. Crediamo ancora nella possibilità di lottare per la salvezza, vogliamo fare tutto il possibile per raggiungerla e tutti noi dobbiamo onorare fino in fondo la maglia e la storia del nostro club alle soglie dei 120 anni".
Spezia, ufficiale la separazione consensuale con Donadoni: la nota
Ora è anche ufficiale: Roberto Donadoni non è più l'allenatore dello Spezia. La sua avventura finisce dopo l'ultima sconfitta per 3-1 contro la Juve Stabia. Come si legge nella nota del club, le parti sono arrivate a una separazione consensuale dopo un incontro con il presidente Stillitano e la proprietà dello stesso Spezia.
I bianconeri, al suo posto, accolgono nuovamente Luca D'Angelo, come raccontato nelle scorse ore. L'allenatore torna sulla panchina del club ligure dopo l'esonero dello scorso novembre, che aveva portato proprio all'arrivo di Donadoni. Dopo ventidue partite, dunque, si conclude l'avventura dell'ex Parma e Milan alla guida dello Spezia.
Al momento i bianconeri si trovano al diciottesimo posto, in zona retrocessione a pari merito con la Reggiana. La classifica, però, è molto corta: il Pescara, ultimo, è a -1, mentre la salvezza dista 4 punti, con la Sampdoria a occupare la quindicesima posizione insieme a Mantova e Padova - che a sua volta ha scelto di cambiare allenatore - a 34 punti.
IL COMUNICATO DELLO SPEZIA SU DONADONI - "Il Presidente Charlie Stillitano comunica che al termine di un onesto e costruttivo incontro con l'allenatore Roberto Donadoni, alla presenza del Proprietario del Club, Thomas Roberts, si è arrivati a una decisione pienamente condivisa, presa di comune accordo tra le parti, per il bene della Società e della squadra".
"Si è pertanto arrivati a una separazione consensuale che sottolinea il rapporto di reciproca stima che va ben oltre gli aspetti sportivi. Il Club desidera ringraziare mister Donadoni e il suo staff per la serietà, la professionalità e l'impegno dimostrati fin dal proprio arrivo nel Golfo dei Poeti e intende augurare loro le migliori fortune umane e professionali".
LE PAROLE DI DONADONI - Dopo l'ufficialità della separazione dallo Spezia, Donadoni ha rilasciato alcune dichiarazioni ai media locali, parlando sia della decisione condivisa sia del futuro che attende il club bianconero: "Lascio lo Spezia a testa alta. E ringrazio tutti coloro che hanno lavorato, fuori e dentro il campo, con il massimo impegno per ottenere quei risultati che, purtroppo, non sono arrivati. Resto comunque convinto che la squadra possa raggiungere il traguardo della permanenza in Serie B grazie alla credibilità della proprietà, all'impegno del presidente e alla fede dei tifosi che non mancheranno di fare la differenza con passione e senso d'appartenenza".
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