Ultime notizie di calciomercato
Inter, Marotta: "A Milano ci siamo solo noi e questo è motivo di orgoglio"
Giornata di festeggiamenti in casa Inter. Nel pomeriggio c'è stato un doppio evento presso l'Arena Civica di Milano: una partita tra le leggende del club e l'allenamento a porte aperte degli uomini di Cristian Chivu.
Tra i due eventi, c'è stato anche il giro d'onore del presidente Marotta insieme a Chivu e Katherine Ralph, esponente di Oaktree. Successivamente sono arrivate anche alcune dichiarazioni proprio di Marotta con cui ha ringraziato tutti i membri del club e vicini ma non solo. Di seguito le sue parole.
LE DICHIARAZIONI DI MAROTTA - In primo luogo, il presidente dell'Inter ha ringraziato tutti i membri del club, dello staff e i tifosi: "Il double è un traguardo straordinario, da celebrare in un contesto unico. Qui si è allenata l'Inter di Herrera, la Grande Inter che ha conquistato due Coppe dei Campioni sotto la presidenza di Angelo Moratti. Colgo l'occasione per ringraziare il presidente Massimo Moratti, poi il tributo non può che andare a tutti i calciatori e al loro leader Cristian Chivu. Il ringraziamento va poi a tutti i tifosi: siete il dodicesimo uomo e siete speciali. Se la squdra vince è anche merito della squadra invisibile, di centianaia di dipendenti dell'Inter che fanno sì che la squadra si esprima al massimo delle proprie possibilità". Non è mancata poi una frecciatina ai rivali rossoneri: "Abbiamo voluto festeggiare in questa arena perché siamo la squadra della città, l'unica con due stelle. Nella città di Milano ci siamo solo noi e questo è motivo di orgoglio".
Verso Catanzaro-Monza: Ceravolo sold out in 5 minuti
Sono bastati 300 secondi per riempire lo stadio "Nicola Ceravolo" di Catanzaro. Saranno oltre 12 mila i tifosi presenti per sostenere il proprio club durante la finale di andata del playoff di Serie B contro il Monza.
La partita si giocherà domenica 24 maggio alle ore 20:00 mentre il ritorno si terrà venerdì 29 maggio alla stessa ora. Catanzaro si prepara ad accogliere la squadra per provare a raggiungere quello che sarebbe un risultato storico che manca da 44 anni. L'ultima partecipazione dei giallorossi nella massima serie italiana, infatti, risale alla stagione 1982-1983.
Maguire escluso dal Mondiale con l'Inghilterra: "Sono scioccato e deluso"
I Mondiali 2026 si avvicinano sempre di più. I vari commissari tecnici, dunque, stanno annunciando i 26 convocati che prenderanno parte alla spedizione per giocare la Coppa del Mondo che si terrà tra l'11 giugno e il 19 luglio tra Stati Uniti, Messico e Canada. Non mancano, però, le sorprese, sia in positivo che in negativo. A partire dalla mancata convocazione di Camavinga con la Francia, o la prima chiamata in quattro anni di Neymar con il Brasile.
Non festeggia, però, Harry Maguire, protagonista di una buona stagione con il Manchester United, che dopo l'esonero di Amorim ha ottenuto ottimi risultati con Carrick, riuscendo a concludere al terzo posto in classifica. Il difensore, infatti, non rientrerà tra i 26 di Tuchel per il Mondiale. Una notizia in esclusiva di talkSPORT, cconfermata poi da Maguire stesso attraverso un post sui propri canali social. In attesa delle convocazioni ufficiali di Tuchel (previste per venerdì 22 maggio), dunque, c'è il primo grande escluso.
LE SUE PAROLE - "Ero sicuro di poter fare una grande parte quest'estate per il mio paese dopo la stagione che ho avuto. Sono rimasto scioccato e devastato dalla decisione", ha commentato Maguire, in passato anche capitano dei Three Lions. Che poi ha concluso: "Non ho amato niente di più che mettere quella maglia e rappresentare il mio paese negli anni. Auguro ai giocatori tutto il meglio quest'estate".
Arsenal campione, Arteta a cuore aperto: "Il titolo vissuto in giardino. Ora facciamo la storia a Budapest"
Mikel Arteta e l'Arsenal sono tornati sul tetto d'Inghilterra. Alla vigilia dell'ultima sfida di campionato contro il Crystal Palace, l'allenatore dei Gunners ha ripercorso in conferenza stampa le emozioni travolgenti della vittoria in Premier League. Tra aneddoti intimi, paure superate e una mentalità vincente, lo spagnolo ha condensato i momenti chiave di un'annata indimenticabile, senza però perdere di vista il prossimo grande obiettivo stagionale.
IL TRIONFO IN GIARDINO E L'ABBRACCIO DEL FIGLIO - Mentre la squadra si era riunita al centro sportivo per guardare in tv la decisiva partita del Manchester City, Arteta ha scelto di farsi da parte per lasciare i giocatori liberi di essere se stessi: "Sono andato a casa 20 minuti prima del fischio d'inizio, sono uscito in giardino e ho iniziato a preparare un barbecue, senza guardare la partita", ha svelato emozionato. "Sentivo solo dei rumori dal soggiorno, poi all'improvviso la magia. Il mio figlio maggiore ha aperto la porta, è corso verso di me piangendo, mi ha abbracciato e ha detto: 'Siamo campioni, papà'. Poi sono arrivati mia moglie e gli altri miei figli, è stato bellissimo. Un minuto dopo è partita una videochiamata con Martin Odegaard".
Arteta ha individuato il momento di svolta della stagione in una riunione molto particolare, tenutasi prima dell'esordio contro il Manchester United ad agosto. "Ho portato tutti i giocatori vicino all'albero del centro di allenamento", ha raccontato. "Ho detto loro: guardatevi, guardate la squadra che abbiamo costruito. Siamo in grado di fare tutto, ma dipenderà solo da noi, dai nostri comportamenti e da come ognuno accetterà il proprio ruolo. Una volta capito questo, siamo passati a un livello superiore". Non sono mancati, però, i momenti di debolezza, stretti nella morsa di una pressione asfissiante in cui vincere era l'unica opzione: "Ho mostrato vulnerabilità. Mi sono chiesto più volte: 'Sono abbastanza bravo per guidare questi giocatori alla vittoria di un trofeo importante?'. Fino a quando non ci riesci, non puoi esserne certo. La vera lezione di quest'anno è stata la perseveranza".
IL DUELLO CON IL MAESTRO - Per arrivare al successo, l'Arsenal ha dovuto superare l'infinita resistenza del Manchester City. Un duello epico contro il suo ex mentore, Pep Guardiola, che Arteta ha voluto omaggiare profondamente: "Loro sono stati una parte enorme di questo viaggio, e Pep in particolare. Innanzitutto perché ho iniziato la mia carriera da allenatore con lui, e poi perché continuano ad alzare gli standard a livelli pazzeschi in questo campionato. L'unica cosa che questo ha provocato in me, nei giocatori e nel club è stato l'obbligo di alzare la nostra asticella per cercare di essere migliori. Negli ultimi anni ci eravamo andati molto vicini, per fortuna questa volta ce l'abbiamo fatta".
LA RIVALITÀ COL CITY E IL GRAZIE A IRAOLA - La certezza del titolo è arrivata anche grazie ai risultati degli altri campi, in particolare del Bournemouth. Arteta ha infatti rivelato di aver chiamato subito il manager dei Cherries: "Ho chiamato Andoni Iraola. Gli ho detto: 'Prima ci hai quasi tolto la Premier League, ora ci hai aiutato a vincerla'. Ci tenevo a ringraziarlo e a congratularmi per il suo lavoro incredibile".
L'Arsenal celebrerà la Premier League domenica all'Emirates contro il Crystal Palace, ma la stagione dei Gunners è tutt'altro che finita. Le parole di chiusura di Arteta sanno di dichiarazione d'intenti per la finalissima di Champions League: "Avremo una finestra per festeggiare domenica e sollevare il trofeo. Ma poi avremo sei giorni per scrivere una nuova pagina di storia di questo club a Budapest". La caccia al prossimo trofeo è già iniziata.
Juventus Women, Chiara Beccari rinnova fino al 2029
La "storia di un grande amore" tra Chiara Beccari e la Juventus Women continua: arriva il rinnovo di contratto fino al 2029. Un percorso iniziato nel 2019 fatto di tante scalate a partire dal settore giovanile bianconero fino a un posto da titolare in Prima Squadra. Gli anni passano e la classe 2004 diventa sempre di più un modello da seguire.
Un sogno nel cassetto che diventa realtà dopo grande sacrificio, determinazione e soprattutto tanto lavoro. Ma Chiara deve essere solo uno dei tanti esempi. I bianconeri puntano infatti molto sui giovani ed ecco che nel video di annuncio del rinnovo sono presenti Oddina, Liverani, Battocchio e Andreangeli, quattro ragazze del settore giovanile. Come se fosse un passaggio del testimone, per seguire le orme di Chiara, con la speranza di esordire in Prima Squadra.
LE PAROLE DI BECCARI - "Il rinnovo di contratto con la Juventus Women è una gioia immensa e, soprattutto in un momento particolare come questo (ferma a causa dell'infortunio al crociato sinistro, ndr), mi sta dando una forza enorme. La fiducia della società non è mai mancata, ma firmare il prolungamento proprio adesso è un gesto bellissimo che ho sentito tanto, rendendo questo rinnovo ancora più speciale rispetto agli altri", ha spiegato Chiara Beccari ai canali bianconeri subito dopo il rinnovo sottolineando ancora una volta questo legame con la maglia bianconera.
Tante stagioni passate con la Juventus Women ricche di alti e bassi, ma una cosa è certa per la classe 2004: "In questi anni a Torino mi sento migliorata tantissimo come calciatrice perché qui veniamo seguite a 360 gradi, ma la crescita più grande è stata quella umana. Sono cresciuta molto come persona e ho scoperto tanto di me stessa grazie a tutte le persone che lavorano qui, anche dietro le quinte".
Grifo: "Europa League? Ci avevamo creduto. Ora vacanze in Italia per riprendermi"
"Per vincere ci voleva una serata perfetta". E così non è stato. Il Friburgo di Vincenzo Grifo si arrende in finale di Europa League contro un Aston Villa sontuoso. Se da una parte Unai Emery alza per la quinta volta il trofeo (con tre squadre diverse), c'è chi deve accontantersi di esserci andato vicino. Il capitano del club tedesco, sconfitto per 3-0 al Besiktas Stadium dopo una cavalcata incredibile fino alla finale, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di gianlucadimarzio.com
L'INTERVISTA - Qual è il sentimento più forte? Amarezza o orgoglio per esserci andati così vicini? "Sono sicuramente deluso perché ci abbiamo creduto. In questa Europa League abbiamo fatto una stagione bellissima. Sono molto orgoglioso, però l'Aston Villa è stata la squadra più brava. Per vincere ci voleva una serata perfetta". In quel di Istanbul, infatti, è stato tutto facile per i Villains, che hanno trovato la via del gol con Tielemans, Buendia e Rogers.
Sfuma, quindi, la possibilità di partecipare alla prossima edizione della massima competizione europea, con il Friburgo che si dovrà accontentare di partecipare alla Conference League 2026/2027, visto il settimo piazzamento in Bundesliga. Ma c'è più rammarico per non aver sollevato la coppa o per non partecipare in Champions League? "Tutte e due le cose... era una grande possibilità, ma potevamo anche vincere il primo trofeo di questa società", ha raccontati Grifo.
ASTON VILLA TROPPO FORTE - L'Aston Villa, però, è risultato essere troppo forte. "Hanno una squadra incredibile con tanti giocatori che sono anche Campioni del Mondo". Il riferimento, ovviamente, è al Dibu Martinez, autore di una grande prestazione. "Questo lo sapevamo già prima, ma quando arrivi in finale poi inizi a crederci", ha ammesso Grifo.
A chiudere, infine, l'azzurro ci ha anche svelato come proverà a voltare pagina dopo la fine del campionato e la finale persa. Come? Semplice: "Ora vado in vacanza in Italia per rilassare".
Palermo, l'amarezza di Pippo Inzaghi: "Mi dispiace, guardiamo avanti"
"Il calcio è anche questo, sono molto triste dentro". Inizia così il messaggio che Pippo Inzaghi ha affidato ai propri canali social all'indomani della semifinale playoff contro il Catanzaro. Non è bastata la vittoria per 2-0 al 'Barbera' con gol di Pohjanpalo e Modesto, ad accedere alla finale contro il Monza è stato il club calabrese, che all'andata aveva vinto 3-0. "Mi dispiace per la gente di Palermo, mi dispiace per i miei ragazzi", si legge tra le righe.
Neanche i 33.286 spettatori presenti al 'Renzo Barbera', dunque, sono bastati. I rosaneri si arrendono e iniziano già a preparare una nuova stagione in Serie B, la quarta consecutiva. A partire proprio da Inzaghi, che si dice già pronto alla prossima battaglia: "Non vedo l’ora di scendere nuovamente in campo per portare Palermo dove merita, questo stadio è magico, questa gente è magica".
FUTURO - "Dobbiamo guardare avanti e pensare già alla prossima stagione, accettiamo il verdetto del campo e ci prepariamo per il prossimo campionato. Voglio ringraziarvi TUTTI per l’affetto che mi state dando. FORZA PALERMO", ha concluso poi l'allenatore. Il suo futuro, quindi, è confermato in rosanero. Già caldo, subito dopo il mancato passaggio del turno, lo stesso Inzaghi aveva dichiarato: "Non lascio Palermo neanche per il Real Madrid". Inizia quindi il conto alla rovescia per un nuovo campionato di Serie B, sempre con la stessa ambizione e il ritorno tra i grandi.
Calafiori campione con l'Arsenal: "Gufare il City è stato bellissimo. Guarderò la Roma domenica, è troppo importante"
L'Arsenal torna sul tetto d'Inghilterra ventidue anni dopo l'ultima volta e tra i grandi protagonisti di questa cavalcata trionfale c'è Riccardo Calafiori. Il difensore, intervenuto ai microfoni di Sky Sport, ha raccontato tutte le emozioni vissute in questi giorni frenetici, tra i festeggiamenti per il titolo, un compleanno indimenticabile e il mirino già puntato sulla finalissima di Champions League.
IL TITOLO DAL DIVANO E IL COMPLEANNO PERFETTO - La vittoria della Premier League è arrivata in maniera inusuale, senza scendere in campo ma attendendo il passo falso del Manchester City. Uno scenario che, contrariamente a quanto si possa pensare, ha reso tutto ancora più speciale per l'ex Bologna, che ha potuto festeggiare il suo compleanno nel migliore dei modi: "Il compleanno? È andato benissimo, è stata una festa che sarà difficile eguagliare", ha confessato Calafiori ai microfoni di Sky.
"Cosa ho pensato nel momento della vittoria? È stato molto emozionante, per certi versi è stato addirittura meglio averla vinta così che sul campo. Gufare il City è stato bellissimo!" commenta ridendo il difensore. "A volte, quando aspetti così tanto una cosa, nel momento in cui la realizzi non è bella come te la immaginavi. Ma vincerla in questo modo, secondo me, è stato ancora più bello".
IL RAPPORTO CON ARTETA E IL SOGNO CHAMPIONS - Fondamentale per il suo inserimento e per il trionfo dei Gunners è stato il feeling con Mikel Arteta e con il resto del gruppo. Un legame solido, fatto anche di pretese altissime e metodi rigorosi. "Il mio contributo? Penso di averlo dato, mi riesce bene. Il mister lo sa, ma secondo me in questa squadra ognuno riesce a esprimersi al meglio". E proprio sull'allenatore spagnolo aggiunge con un sorriso: "Non so cosa veda in me, ma io lo ascolto. A volte lo odio, a volte gli voglio bene".
Adesso, però, non c'è tempo per accontentarsi. All'orizzonte c'è l'attesissima finale di Champions League contro il Paris Saint-Germain di Luis Enrique. "Sembra ancora un sogno, non me lo sarei mai immaginato. Ora che ci sono, spero di alzare anche l'altra coppa".
LA FERITA AZZURRA E L'AMORE PER ROMA E BOLOGNA - Se con il club le soddisfazioni sono immense, a livello di Nazionale resta addosso l'amarezza per le recenti delusioni. Il trionfo in Inghilterra sta però aiutando a rimarginare la ferita sportiva. "Sì, questo finale di stagione la cura. Ho avuto un mese di marzo molto complesso. Un assistente di Arteta mi disse che mi sarebbe successo qualcosa di bello, e così è stato. Spero possa succedere qualcos'altro di bello ora. Però farò fatica a seguire il Mondiale dei miei compagni, non so se guarderò le partite".
Nonostante la lontananza e i nuovi traguardi, il legame con la Serie A resta fortissimo, in particolare con le piazze a cui è più legato. "Roma e Bologna? Le guardo tutte. Spero di affrontarle da avversario in Champions League, ne sarei davvero contento". E sull'imminente e decisivo impegno dei giallorossi assicura: "Starò festeggiando per il titolo, ma in qualche modo la partita me la guarderò sul telefono, è troppo importante".
