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Lazio-Mantova, le formazioni ufficiali
Anche Lazio e Mantova aprono ufficialmente la stagione 2026-27 con la sfida valida per i trentaduesimi di finale di Coppa Italia. Il fischio d'inizio è fissato alle ore 21:15 di oggi, domenica 16 agosto, allo stadio Olimpico di Roma.
In attesa dell'inizio del campionato dunque, entrambe le squadre combatteranno per ottenere un posto nel turno successivo della competizione. Ecco, di seguito, le formazioni ufficiali del match.
LAZIO (4-3-3): Mandas; Marusic, Doekhi, Provstgaard, Pedraza; Dele-Bashiru, Rovella, Taylor; Cancellieri, Dia, Zaccagni. Allenatore: Gennaro Gattuso
MANTOVA (3-4-2-1): Bardi; Tomasevic, Cella, Catellini; Silva, Trimboli, Ignacchiti, Benaissa; Ilie, Ruocco; Gliozzi. Allenatore: Francesco Modesto
DOVE VEDERE IN TV E STREAMING - La partita tra Lazio e Mantova, in porgramma domenica 16 agosto alle 21:15, sarà visibile in tv su Italia Uno. Il match sarà disponibile anche in streaming su Mediaset Infinity e SportMediaset.it.
Freuler saluta il Bologna: "Siamo riusciti a fare qualcosa che non avremmo mai immaginato"
"Adesso è arrivato il momento di salutarci. Sono arrivato qui 3 anni fa con l’aspettativa di fare bene con il Bologna FC. Invece, insieme, siamo riusciti a fare qualcosa che forse non avremmo mai immaginato", ha esordito così Remo Freuler sul suo profilo Instagram salutando il Bologna. Come vi abbiamo anticipato (VEDI QUI), nelle scorse ore il giocatore era atteso in Grecia per completare il trasferimento all'Olympiacos.
"Abbiamo giocato in Champions League, in Europa League e, alla fine, ho vinto anche il mio primo trofeo: la Coppa Italia. Sono emozioni che porterò per sempre nel cuore", ha aggiunto.
I RINGRAZIAMENTI - Un'esperienza ricca di momenti e persone indimenticabili. E si passa quindi ai ringraziamenti: "Grazie ai miei compagni, che in questi anni sono diventati come una famiglia per me. Grazie a tutto lo staff del Bologna FC, a tutti i dirigenti, al Presidente Saputo e a tutta la famiglia Saputo".
E infine un messaggio anche per i tifosi: "Ho dato tanto a questa città, ma la città mi ha restituito ancora di più. Voglio ringraziare tutti i tifosi per questi tre anni, per avermi spinto oltre i miei limiti e per avermi fatto sentire parte di questa famiglia. Grazie anche a tutte le persone che ho conosciuto a Bologna. Una città meravigliosa che porterò sempre con me. Vi saluto con un grande abbraccio. Grazie Bologna. Grazie di tutto".
L'addio di "Re Ciro": Immobile appende la corona dopo una carriera da record
"La gente si aggrappa all’abitudine come a uno scoglio". Nella frase di Bukowski si racchiude perfettamente ciò che è stato Ciro Immobile, soprattutto per la sua straordinaria capacità di fare gol. Vederlo in cima alla classifica marcatori era diventata quasi una consuetudine: 350 gol in 656 gare ufficiali, numeri che raccontano la storia di un attaccante letale, capace di far sognare soprattutto i tifosi della Lazio, la sua casa per otto lunghe stagioni. E poi quell'Europeo con l'Italia, iniziato con il gol contro la Turchia e culminato nella storica notte di Wembley.
GLI INIZI E L'ASCESA - Il percorso di Immobile parte da lontano, dai polverosi campi di Torre Annunziata, dove si iscrive alla sua prima scuola calcio ad appena 4 anni. È la Juventus a notarlo e a prelevarlo giovanissimo, ma l'uomo che fa brillare per la prima volta la stella di Ciro arriva dalla Boemia e si chiama Zdenek Zeman. Quel Pescara rappresenta un autentico segno del destino. Durante il ritiro precampionato, l'allora attaccante titolare Riccardo Maniero si presenta a una convocazione con la tuta arrotolata, violando il ferreo codice di abbigliamento imposto dall'allenatore. Il boemo, intransigente, spedisce Maniero in tribuna per l'amichevole successiva contro il Verona e getta nella mischia Immobile. Ciro segna, convince e da quel momento non uscirà mai più dall'undici titolare.
Sotto l'ala di Zeman, Immobile diventa una macchina: segna 28 gol e si laurea capocannoniere della Serie B. Lascia l'Abruzzo per sposare la causa del Torino, dove - sotto la guida di Giampiero Ventura - va a formare con Alessio Cerci una coppia devastante che riporta i granata in Europa. Anche in granata vince la classifica marcatori, ma questa volta nel palcoscenico della Serie A. Non sempre, però, la carriera è stata in discesa. Dopo Torino, Immobile decide di sfidare l'Europa accettando prima la chiamata del Borussia Dortmund e poi quella del Siviglia. Le due esperienze in Germania e in Spagna non vanno come sperato e spediscono l'attaccante in un vortice di critiche.
IL RE TROVA LA SUA CORONA - Per rialzare la testa ci vuole una chance: quell'opportunità arriva nella Capitale. La Lazio, alla ricerca di un centravanti in grado di riaccendere l'entusiasmo della piazza, scommette sul desiderio di riscatto di Ciro. Mai scelta fu più azzeccata. Il primo crocevia della vita laziale di Immobile arriva nella finale di Supercoppa italiana del 2017: all'Olimpico si presenta la Juventus, fino a quel momento una corazzata difficile da scalfire. Eppure, Ciro Immobile aveva altri piani: prima il rigore conquistato e trasformato, poi il colpo di testa per il 2-0. Quella partita la Lazio la vinse 3-2: quella notte, sotto il cielo di Roma, Immobile spezza la maledizione juventina e si erge definitivamente a nuovo idolo indiscusso della tifoseria biancoceleste.
L'APOTEOSI DEL 2020 - L'anno della definitiva consacrazione è quello che coincide con l'epidemia di COVID-19. Fino al lockdown di marzo, la Lazio di Inzaghi esprimeva un calcio entusiasmante, spinta da un Immobile che aveva chiuso il girone d'andata con la cifra di 20 reti. Alla ripresa estiva del campionato, in un'atmosfera surreale fatta di stadi vuoti e calendari compressi, la corsa per il titolo sfuma per i biancocelesti, ma Immobile si lancia in un'impresa: battere il record di 36 reti in una singola stagione di Serie A, stabilito da Gonzalo Higuaín con il Napoli nel 2016. Il destino sceglie un teatro simbolico per l'ultimo atto: il 1 agosto 2020, all'ultima giornata, la Lazio scende in campo allo Stadio San Paolo contro il Napoli. Nello stesso catino che aveva incoronato il Pipita quattro anni prima, Immobile si presenta con 35 reti all'attivo.
Al minuto 22', Ciro Immobile segna il gol che lo consegna alla storia nel modo più da attaccante possibile: palla in profondità, diagonale all'angolo. Nell'anno in cui il Pallone d'Oro non viene assegnato, Immobile sbaraglia la concorrenza di Lewandowski, Messi e Cristiano Ronaldo e vince la Scarpa d'Oro. Dalla sua istituzione nel 1968, la Scarpa d'Oro era stata conquistata da soli due italiani: Luca Toni (31 gol nel 2006) e Francesco Totti (26 gol nel 2007). Immobile riportava il trofeo in Italia dopo 13 anni di dominio della Liga e dell'asse Messi-Ronaldo.
IL RAPPORTO CONFLITTUALE CON LA NAZIONALE E GLI ANNI FINALI - Anche con la Nazionale, Ciro Immobile ha lasciato il segno. 17 gol in 57 presenze, di cui 16 mentre vestiva la maglia della Lazio. Il culmine della sua vita azzurra è arrivato agli Europei, vinti dall'Italia, dove l'attaccante è stato il perno del terzetto offensivo di Roberto Mancini. Nonostante lo stile di gioco del CT fosse basato sul fraseggio e sul possesso palla, Immobile è sempre stato al centro dell'attacco. Dinanzi agli attacchi mediatici sui mancati gol, fu Christian Vieri a ergersi in sua difesa: "Stanno massacrando Ciro, ma lui ha il dovere di lottare e aiutare la squadra. In Nazionale giochi per la maglia e per il tuo Paese, non per i gol". L'epilogo di quel torneo, con la vittoria ai calci di rigore contro l'Inghilterra a Wembley, regala a Immobile il titolo di Campione d'Europa e un pianto liberatorio, l'abbraccio sul prato inglese che vale una carriera intera.
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Dopo le ultime esperienze in Turchia e in Francia, con Besiktas e Paris FC, "Re Ciro" ha deciso di dire basta. In un mondo di "Falsi 9" e di attaccanti "fluidi", Immobile rappresenta uno degli ultimi attaccanti veri, che come unico obiettivo hanno quello, semplicemente, di fare gol. I 36 segnati, la Scarpa d'Oro strappata all'egemonia dei giganti, il pianto liberatorio sul prato di Wembley nella notte magica di Euro 2020 e le quattro corone da capocannoniere sono pietre miliari incise nel granito. "Ho deciso di smettere perché lo dovevo a me stesso e ai miei tifosi. Non riesco più a essere il Ciro di una volta". Ciro Immobile ha amato il calcio con tutto il suo cuore, e il calcio, in un turbinio di emozioni, trionfi e tormenti, lo ha consacrato per sempre alla leggenda.
Roma-Mora, la trattativa è aperta. Le parti cercano l'accordo con fiducia: formula e dettagli
Rimane assolutamente aperta la trattativa tra Roma e Porto per cercare di portare in Serie A Rodrigo Mora. Come ampiamente raccontato negli scorsi giorni, l'operazione di mercato era praticamente al fotofinish dopo che tutte le parti in causa avevano lavorato non stop per trovare la formula migliore. Quando il classe 2007 era ormai a un passo dai giallorossi in prestito con diritto di riscatto e obbligo condizionato, però, il club portoghese ha avanzato nuove richieste, cui ha fatto seguito un botta-risposta tra l'avvocato del giocatore e l'allenatore del Porto, Farioli.
Come anticipato, però, la trattativa non si è mai fermata e resta assolutamente aperta, con Jorge Mendes sempre al lavoro per cercare una quadra e provare a concludere l'operazione. Le parti continuano a trattare con fiducia e l'agente del giocatore, insieme alla Roma, ha silenziosamente cercato di trovare una quadra con l Porto. Filtra ottimismo ma, visto anche quanto accaduto negli scorsi giorni, la sensazione è che solo a documenti scambiati la Roma si sentirà davvero al sicuro.
LE ALTERNATIVE - Jorge Mendes e la Roma, dunque, rimangono al lavoro. L'ipotesi Milan che aleggia in Italia e in Portogallo non trova riscontri: c'è sempre e solo la Roma che avanza e continua a cercare l'accordo con grande determinazione. Anche per questo le altre soluzioni (come Malick Fofana del Lione) non è mai veramente decollata nonostante alcuni contatti preliminari. Ma in questi minuti e in queste ore le parti stanno negozionando incessantemente per arrivare a intesa finale e portare Rodrigo Mora alla corte di Gasperini.
LA FORMULA - Dopo aver negoziato a lungo sulla formula del trasferimento, con i giallorossi che erano andati incontro ai portoghesi proponendo diverse, ora si registra un "passo indietro". Roma e Porto, infatti sono tornate nuovamente alla formula di 25 milioni più il 50% sulla futura rivendita. È questa infatti, l'unica soluzione (più alcuni bonus) per poter concludere l'operazione. Con tutta probabilità, ci potrà essere l'annullamento della percentuale sulla rivendita se la Roma dovesse versare altri 25 milioni nel 2027.
L'Arsenal vince il Community Shield: 3-0 al Manchester City
Un nuovo capitolo della sfida tra Arsenal e Manchester City è andato in scena nella finale del Community Shield 2026 a Wembley. Il primo trofeo stagionale se lo sono aggiudicati i Gunners, protagonisti di una prova di forza in cui i Campioni d’Inghilterra hanno dimostrato di essere più pronti.
3-0 il risultato finale in favore dell'Arsenal, che ha concesso pochissimo agli avversari e ha dominato la sfida. I londinesi sono andati avanti dopo appena 23 secondi, grazie alla rete di Riccardo Calafiori, capace di trafiggere l’altro italiano in campo, Gigio Donnarumma.
IL PRIMO TEMPO - Dopo il vantaggio del terzino azzurro, l'Arsenal ha continuato a controllare la partita, trovando anche il raddoppio di Kai Havertz: per il tedesco è la quarta rete in carriera contro i Citizens in tre competizioni diverse. (QUI il racconto dei primi 45' minuti)
LA RIPRESA - IIl secondo tempo è iniziato seguendo lo stesso leitmotiv della prima frazione. L'Arsenal ha trovato anche il terzo gol al 3' della ripresa con la rete di Martin Odegaard. Il Manchester City non ha mai riuscito davvero a impensierire i Gunners, con l'Arsenal che è stato padrone della partita. Anche Raya, però, si è fatto trovare pronto nelle poche occasioni concesse, in particolare sul tiro incrociato di Semenyo all’81’.
IL TRIONFO DELL'ARSENAL - Mikel Arteta ha conquistato il terzo Community Shield da allenatore dell'Arsenal e il quinto trofeo complessivo, dopo la FA Cup nel 2020 e il campionato dello scorso anno. L’allenatore basco ha preparato la sfida con grande aggressività, puntando su densità e pressione nella metà campo offensiva. I Gunners sono apparsi già preparati e la scelta di lasciare in panchina Saka, Rice e Gyikers dimostra la profondità della rosa. Gabriel Jesus invece non è stato convocato: su di lui c'è l'interesse del Napoli. Buoni invece gli esordi di Bruno Guimareas e Tzolis.
LE DIFFICOLTÀ DEL MANCHESTER CITY - La prima di Enzo Maresca da nuovo allenatore del Manchester City si è rivelata più difficile del previsto. L’allenatore italiano, alla sua prima stagione sulla panchina dei Citizens dopo nove anni di Pep Guardiola, avrà però già individuato diversi elementi sui quali lavorare e da cui ripartire in vista dell’inizio della stagione.
Liverpool-Como, le formazioni ufficiali per la seconda amichevole di giornata
Due sfide affascinanti e dal sapore di Europa per il Como, che nella prossima stagione disputerà per la prima volta nella sua storia la UEFA Champions League. Oggi, anche se non è ancora tempo di pensare alla migliore competizione per club, l'avversario è di tutto rispetto per entrare in ottica e mettere a punto la forma fisica in vista dell'esordio stagionale. E quindi quale migliore occasione di una doppia amichevole contro il Liverpool per preparare la squadra di Fàbregas a partite di alto livello.
Sono ben due le gare contro i Reds in programma oggi, domenica 16 agosto 2026. Dapprime alle ore 12.30 italiane a porte chiuse presso il centro sportivo del club inglese, poi nuovamente in serata, ma questa volta nella splendida cornice di Anfield, con il supporto dei tifosi. Il Como ha già disputato un'amichevole in Inghilterra solo 4 giorni fa. Prima del Liverpool, infatti, è stato il turno dell'Arsenal, che ha vinto solo ai rigori. In casa Reds, invece, si registra una doppia non convocazione per Curtis Jones, da tempo nel mirino dell'Inter.
IL PRIMO MATCH - È stato un primo match senza reti, quello disputato tra Liverpool e Como all'AXA Training Centre di Kirkby, sede degli allenamenti dei Reds. A porte chiuse, le squadre di Fabregas e Iraola si sono affrontate in un match dal minutaggio ridotto (due tempi da 35 minuti) per sperimentare e lasciare spazio anche ai giovani. Da una parte il ritorno in campo di Alexis Mac Allister e le giocate di Chiesa, dall'altra le chiusure di Smolcic e la sgasate di Assane Diao sulla fascia, ma il risultato è rimasto sullo 0-0. Questi i giocatori che sono partiti dal primo minuto.
LIVERPOOL: Mamardashvili, Endo, Mac Allister, Chiesa, Elliott, Tsimikas, Munoz, Nyoni, Chambers, Ramsay, McConnell. Allenatore: AndoniIraola
COMO (4-2-3-1): Tornqvist, Smolcic, Kempf, Dossena, Valle, Lahdo, Perrone, Caqueret, Kuhn, Diao, Morata. Allenatore: Cesc Fabregas
IL SECONDO MATCH - Ora, dunque, è il momento del secondo impegno giornaliero. A partire dalle 19:00 le due squadre si affrontano di nuovo, anche se cambia la cornice in quanto si giocherà ad Anfield davanti a diversi spettatori accorsi per vedere l'ultima amichevole stagionale delle due squadre. Domenica 23 agosto, infatti, i Reds esordiranno in trasferta contro il Newcastle, mentre i biancoblù scenderanno in campo per la prima volta in Serie A 2026/2027 contro l'Udinese, sempre in trasferta. Un ottica calciomercato per l'Italia, Curtis Jones non è stato nemmeno convocato per nessuna deelle due sfide. Ecco le formazioni titolari scelte dai due allenatori per il secondo impegno di giornata.
LIVERPOOL (4-2-3-1): Alisson; Frimpong, Ndukwe, Van Dijk, Tsimikas; Szoboszlai, Gravenberch; Koumas, Wirtz, Gakpo; Isak. Allenatore: Iraola
A disposizione: Mamardashvili, Davies, Ramsay, Kerkez, Elliott, McConnell, Chambers, Nyoni, Endo, Chiesa, Morrison, Ngumoha, Munoz.
COMO (4-2-3-1): Butez; Couto, Ramon, Kempf, Valle; da Cunha, Perrone; Diao, Baturina, Liberali; Douvikas. Allenatore: Fabregas
A disposizione: Audero, Vigorito, Tornqvist, Dossena, Goldaniga, Smolcic, Kaiki, Chalobah, Milla, Caqueret, Lahdo, Gabrielloni, Fadera, Morata, Rodriguez, Kuhn.
Coppa Italia, le formazioni ufficiali di Genoa-Ascoli
Inizia la stagione ufficiale per il Genoa di Daniele De Rossi, con il primo impegno nei trentaduesimi di Coppa Italia 2026-27. I rossoblù affronteranno l'Ascoli allo stadio Marassi di Genova, in una sfida in programma domenica 16 agosto alle ore 18:30.
Anche per i marchigiani allenati da Francesco Tomei si tratta di un test importante: l'Ascoli è tornato in Serie B dopo la vittoria nei playoff di Serie C nella scorsa stagione.
LE FORMAZIONI UFFICIALI DI GENOA-ASCOLI - Di seguito le formazioni ufficiali di Genoa-Ascoli.
GENOA (3-5-2): Bijlow; Marcandalli, Otoa, Vasquez; Norton-Cuffy, Ellertsson, Frendrup, Baldanzi, Mitaj; Vitinha, Colombo. Allenatore: Daniele De Rossi.
A DISPOSIZIONE: Sommariva, Amorim, Doucore, Doumbia, Havel, Martin, Junior Messias, Ostigard, Puczka, Sabelli, Sow, Stolz, Wiafe, Zulevic.
ASCOLI (4-2-3-1): Vitale; Milanese, Curado, Rizzo, Guiebre; Corradini, Damiani; Silipo, Perciun, D’Uffizi; Gori.. Allenatore: Francesco Tomei.
A DISPOSIZIONE: Dente, Crespi, Chakir, Acampora, Oliveri, Russo, Diamanti, Lo Scalzo, De Pieri, Gattoni, Bolsius.
DOVE VEDERE LA PARTITA - Il match di Coppa Italia tra Genoa e Ascoli è in programma alle 18:30 di domenica 16 agosto allo stadio Ferraris di Genova. La partita è visibile su Italia 1 e in streaming su Mediaset Infinity.
Coppa Italia, le formazioni ufficiali di Frosinone-Juve Stabia
Frosinone e Juve Stabia scendono in campo per il primo impegno ufficiale della stagione 2026/207. Il fischio d'inizio è in programma al "Benito Stirpe" di Frosinone a partire dalle 18:00 di oggi, domenica 16 agosto 2026. In attesa dell'esordio stagionale rispettivamente in Serie A e Serie B, dunque, i due club si affrontano in un match valido per i Trentaduesimi di finale. Di seguito riportiamo le formazioni ufficiali scelte da Alvini e Pietro De Giorgio.
FROSINONE (4-3-3): Palmisani; Calvani, Monterisi, Akpoguma, A. Oyono; Calò, Cichella; Ghedjemis, Schmid, Kvernadze; Raimondo. Allenatore: Alvini
JUVE STABIA (4-3-3): Boer, Ricciardi, Baldi, Bellich, Scuderi; Pierobon, Battistella, Buglio; Piscopo, Candellone, Patanè. Allenatore: De Giorgio
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