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Ultim'oraInter-Udinese, le formazioni ufficiali: torna Mkhitaryan dal 1'
Inter e Udinese chiudono la quarta giornata di Serie A con il posticipo del lunedì sera, in programma alle ore 20:45 del 14 settembre 2026. Da una parte ci sono i nerazzurri, che vogliono continuare a vincere in Serie A dopo la sconfitta al Bernabeu contro il Real nella prima gara della League Phase di UEFA Champions League.
Dall'altra, invece, c'è l'Udinese di Kosta Runjaic che vuole tornare a fare punti dopo lo stop casalingo contro la Lazio. 4 punti in tre gare per i bianconeri, che fino a questo momento hanno vinto una sola partita, proprio in trasferta, contro il Monza. Dirigerà la gara l'arbitro Pairetto. Di seguito le formazioni ufficiali.
LE FORMAZIONI UFFICIALI
INTER (3-5-2): Martinez; Akanji, Stones, Bastoni; Diouf, Barella, Zielinski, Mkhitaryan, Carlos Augusto; Thuram, Esposito.
A disposizione: Di Gennaro, Provedel, Stankovic, Sucic, Martinez, Luis Henrique, Bonny, Jones, Pavard, Bisseck, Dimarco, Mosconi. All. Chivu
UDINESE (3-4-2-1): Okoye; Abankwah, Kabasele, Ebosse; Vojvoda, Karlstrom, Miller, Kamara; Gomez, Ekkelenkamp; Davis.
A disposizione: Mrozek, Padelli, Lovric, Zarraga, Gueye, Bertola, Bayo, Chakvetadze, Vinciati, Jovanovic. All. Runjaic
DOVE VEDERE LA PARTITA IN TV E STREAMING - La gara tra Inter e Udinese, in programma lunedì 14 settembre alle ore 20:45 a San Siro, sarà visibile in diretta tv su DAZN e su Sky, oltre che in streaming sull'app di DAZN e su NOW.
Torino, Petrachi: "Cacciamani? Gasperini gli ha messo gli occhi addosso, ma l'offerta non ci ha fatto vacillare"
"Sono arrivati giocatori funzionali che servivano a ciò che ha in testa l'allenatore. Molti si sono integrati bene, altri devono acquisire la condizione. Siamo contenti". Così Gianluca Petrachi a Dazn prima del match della quarta giornata di Serie A tra Torino e Roma.
Petrachi ha parlato delle condizioni di Simeone: "Sta provando, siamo qui per capire se ce la farà. Ha avuto un blocco dorsale, stiamo cercando di capire i primi movimenti".
SU CACCIAMANI - Il direttore sportivo granata ha concluso parlando di Cacciamani: "Piace alla Roma, Gasperini gli ha messo gli occhi addosso. Avevamo sposato l'idea di non cederlo, a meno di una richiesta economica importantissima".
Petrachi ha svelato: "È arrivata un'offerta ma non ci ha fatto vacillare". Il dirigente si è detto contento della squadra e, sulle scelte odierne di Abate nel match contro la Roma, ha spiegato: "L'allenatore fa scelte in virtu di avversari e strategie".
Torino-Roma, le formazioni ufficiali: Wesley in panchina
È tutto pronto allo Stadio Olimpico Grande Torino per il primo posticipo della quarta giornata di campionato. A sfidarsi saranno il Torino di Ignazio Abate e la Roma di Gian Piero Gasperini.
Dopo le sconfitte contro Milan e Sassuolo, i granata hanno trovato la loro prima vittoria alla terza giornata sul campo della Fiorentina. Sponda Roma, invece, sono tre le vittorie nelle prime tre gare, con ben dieci gol fatti e solamente uno subito
LE FORMAZIONI UFFICIALI - Di seguito le formazioni ufficiali del match
TORINO (3-5-2): Perri; Comuzzo, Coco, Comert; Belghali, Gineitis, Mandragora, Fitz Jim, Fortini; Vlasic, Simeone. Allenatore: Ignazio Abate
ROMA (3-4-1-2): Svilar; Mancini, Balerdi, Hermoso; Lulli, Cristante, Pisilli, Molina; Soule; Dybala, Malen. Allenatore: Gian Piero Gasperini
DOVE VEDERE TORINO-ROMA IN TV E STREAMING - La partita dell'Olimpico Grande Torino, valida per la quarta giornata di campionato, si giocherà lunedì 14 settembre, con calcio d'inizio alle 18:30. La gara sarà visibile in diretta esclusiva su DAZN, oltre che in diretta tv sul canale 214 di Sky Sport, per gli abbonati al servizio "Zona DAZN".
UfficialeSalah-Eddine lascia la Roma: è un nuovo giocatore del Panathinaikos
Anass Salah-Eddine è un nuovo giocatore del Panathinaikos. L'annuncio è arrivato dai canali ufficiali della Roma che, tramite una nota sul sito, ha comunicato il trasferimento dell'esterno in Grecia. Il classe 2002 vola in Super League con la formula del prestito con diritto di riscatto, confermando quanto vi abbiamo anticipato (LEGGI LA NEWS).
Di seguito la nota del club: "L'AS Roma comunica di avere trovato l’accordo con il Panathinaikos per la cessione di Anass Salah-Eddine. L'operazione si conclude con la formula del prestito con diritto di riscatto. L'esterno, arrivato nel mercato invernale del 2025, ha collezionato 3 presenze in giallorosso".
FIGC, Malagò: "L'Italia non deve limitarsi al compitino della qualificazione al Mondiale"
"Noi non giochiamo una gara a eliminazione diretta di un Mondiale da quando abbiamo giocato la finale vinta nel 2006 contro la Francia. L'Italia non deve limitarsi al compitino della qualificazione" ha dichiarato Giovanni Malagò. Intervenuto a "La Politica nel Pallone" su Rai GR Parlamento, il presidente della FIGC ha parlato del cammino azzurro per tornare ai vertici del calcio internazionale: "Bisogna anche guardare avanti e fare bene, per fare questo va costruito un percorso con i giovani".
Il numero uno della Federcalcio ha commentato la decisione di Alessandro Romano, il centrocampista del Cagliari che negli scorsi giorni ha ricevuto il via libera dalla FIFA per rappresentare l'Italia anziché la Svizzera (LEGGI LA NEWS). "Romano ha scelto l'Italia grazie al lavoro di Claudio Ranieri e Roberto Mancini" ha dichiarato Malagò. "Ma non è il solo, ci sono diversi ragazzi che hanno facoltà di scegliere se partecipare con la maglia del padre o della madre. Stiamo lavorando tanto su questo".
RIPORTARE FIDUCIA - Il presidente della FIGC ha dettato una linea per tornare a vincere: "Bisogna creare una bella squadra e riportare fiducia nelle persone dopo quello che è successo. So benissimo che siamo legati a mille variabili, ma noi non dobbiamo metterci nelle condizioni che un episodio singolo possa determinare un nuovo caso amaro".
Infine, Malagò ha detto: "Poi c'è una regola non scritta per i presidenti federali, non so nemmeno se sia giusta, ma se uno fallisce quello che è l'obiettivo minimo, ovvero la partecipazione al mondiale, è giusto che si rispetti quello che i miei colleghi prima di me hanno fatto".
Italia, Barzagli: "La maglia azzurra tornerà a splendere"
"Maglia Azzurra? Speriamo che torni a splendere ma bisogna essere fiduciosi, togliere negatività e pressione", parola di Andrea Barzagli. L'ex difensore e attuale assistente dell'Italia Under 21 ha raccontato a Vivo Azzurro la sua carriera e l'esperienza con la Nazionale. "Sto facendo un'esperienza bella, con un Club Italia che lavora bene. Speriamo di dare il nostro meglio" ha detto. "Nasco ala destra, ho giocato per anni da centrocampista. Giuseppe Pillon mi ha messo a fare il difensore e da lì è iniziata la mia esperienza" questo il racconto sui primi passi nel calcio.
L'assistente di Baldini ha proseguito: "La svolta è stata ad Ascoli, quando mi hanno chiesto di scegliere il Chievo in A o al Piacenza in B. La Serie A era un sogno, con Delneri si sono aperte le porte, sono stato convocato con l'Under 21 e ho vinto l'Europeo. Ci sono stati momenti difficili, ma fa parte della vita".
LA JUVENTUS - Barzagli ha poi parlato dell'esperienza alla Juventus. A Torino, il 45enne ha vinto 8 Serie A, 4 Coppe Italia e 3 Supercoppe italiane. "Mi sono goduto tantissimo gli ultimi 10 anni alla Juventus, avevo fiducia in me stesso e avevo trovato la continuità che non avevo altrove. Sono stati 10 anni intensi, posso dire di essere stato un ottimo difensore" ha dichiarato.
Sulla mentalità bianconera ha aggiunto: "Credo sia un mondo in cui non ti fanno mancare niente ma ti chiedono tanto, hai tanta pressione". E su Conte, suo allenatore alla Juve, ha detto: "È un allenatore carismatico, che ha fatto capire a tutti che dovevamo iniziare a lavorare, con qualità e senza mollare. La cultura di Conte è quella. Lui ha messo anche la qualità e l'idea di gioco e ha avuto un impatto su di noi, anche su giocatori come me di 30 anni. Mi ha dato alcuni spunti in più".
I GIOVANI - Barzagli ha proseguito svelando il suo idolo: "Per me era Maldini. Quando lo vedo mi mette in soggezione". Il discorso si è spostato sui giovani calciatori di oggi. Secondo l'ex difensore, la nuova leva calcistica è più professionale: "I giovani di oggi vivono una vita molto più veloce, hanno più informazioni e sono molto più professionali a livello calcistico. Abbiamo la fortuna di lavorare con questi ragazzi".
Infine, ha parlato del rapporto con il CT Silvio Baldini: "È un rapporto che continua a stupirmi. Non ci conoscevamo, è stata una sorpresa all'inizio. È un padre per questi ragazzi, che ha sempre una parola buona da spendere e cerca di farli crescere. È moderno e bravo, sto facendo questo percorso per capire se fare l'allenatore possa essere una scelta".
37 anni e non sentirli: Aubameyang segna, il Depor sogna
Se guardando la classifica della Liga vedete il Deportivo A Coruña al 6° posto (e con 0 sconfitte, l’unica squadra insieme al Barcellona fin qui) non stupitevi, perché i galiziani sono tutt’altro che una sorpresa. Dopo la promozione - arrivata al termine di sette complicate e lunghe stagioni tra la seconda e terza divisione spagnola - la società biancoblù ha voluto fare le cose in grande con un mercato di altissimo livello: da José Maria Gimenez a Marc Casado, passando per Angelino e soprattutto Pierre-Emerick Aubameyang. L’attaccante gabonese, reduce da un’annata complicata al Marsiglia, si è rivelato il vero colpo dell’estate e sta trascinando i suoi compagni a suon di gol e record.
37 anni e non sentirli affatto. L’arrivo in Spagna dell’ex Arsenal e Dortmund sembrava inizialmente andare verso il classico trasferimento da “mossa disperata”, tipico di diversi big del passato che pur di rimanere in Europa si accontentano di accettare piccole realtà salvo poi fare i conti con dei ritmi difficili da reggere. Bene, il 37enne fin qui sta dimostrando tutto il contrario.
RE DELLA LIGA - Dimenticate Yamal o Mbappé, il vero re della Liga in questo momento è il centravanti classe ’89 che, partita dopo partita, sta sorprendendo tutti fuorché sé stesso. A lui, infatti, l’autostima e la caparbietà non sono mai mancate, e perfino dopo l’ultima deludente stagione al Marsiglia e dopo esser stato mandato via di forza dalla Francia (“Non pensavo di partire, non era un ambiente sano e stabile, era diventato piuttosto ostile e caotico”), ha saputo rilanciarsi sposando il miglior progetto possibile.
I numeri parlano chiaro: 5 gol nelle prime 5 partite di campionato, che gli hanno permesso non solo di trascinare la squadra galiziana al 6° posto ma anche di rompere un record che perdurava da 17 anni. Solo dieci giocatori nella storia infatti avevano mai segnato in tutte le prime cinque partite stagionali della Liga, e l’unico a riuscirci era stato Zlatan Ibrahimovic nel 2009 con il Barcellona.
SORRISO RITROVATO - Un impatto devastante per il gabonese, già idolo della tifoseria biancoblù e leader di una squadra che sogna il ritorno in Europa. Un matrimonio ideale per entrambi: il Depor ha trovato il suo trascinatore, Auba ha invece ritrovato il sorriso in un ambiente che accolto lui e la sua famiglia nel migliore dei modi. E a dimostrarlo è proprio il modo in cui la dirigenza biancoblù - rappresentata dal ds Soriano e dall’ad italiano Benassi - lo ha convinto ad accettare la propria proposta.
A ogni calciatore con cui si entra in trattativa, il club prepara un “manuale di inserimento” dettagliato affinché possa essere agevolato l’adattamento in società e in città. Il documento copre ogni aspetto, perfino la scelta della scuola per i figli o della zona ideale in cui cercare casa, e nello specifico caso di Aubameyang è risultato molto influente per il sì definitivo al trasferimento. Per la fortuna sua e del Depor.
VERSO L'EUROPA - Ma come detto, non considerate i galiziani una sorpresa di questo inizio di Liga. Se lo status da neopromossa fa infatti pensare a un “miracolo” il 6° posto attuale, il mercato e l’ambizioso progetto della società parla di una realtà totalmente differente. Il Depor è stata infatti la 5ª squadra del campionato spagnolo per cifre spese nella finestra estiva di calciomercato, convincendo diversi giocatori importanti ad accettare il trasferimento.
Come ribadito a spiccare è Aubameyang, ma non vanno affatto sottovalutati gli inserimenti di José Maria Gimenez e Marc Casado, considerabili fuori categoria per una neopromossa. A loro si aggiungono poi gli arrivi di Adama Traoré, Asp Jensen e dell’italiano Amatucci, tutti calciatori capaci di far fare un salto di qualità alla rosa allenata da Antonio Hidalgo. L’Europa è solo un sogno, ma può volerci poco tempo affinché si trasformi in un reale obiettivo. Con questo Aubameyang, poi, tutto può essere più semplice.
Il Friburgo guarda tutti dall’alto: tre vittorie su tre e miglior partenza della sua storia
In Germania, almeno per il momento, c’è una squadra davanti a Bayern Monaco e Borussia Dortmund. È il Friburgo, capolista della Bundesliga dopo le prime tre giornate. Nove punti, dieci gol segnati e appena uno subito, gli stessi punti del BVB ma una migliore differenza reti che vale il primo posto in classifica. Un risultato ancora più significativo perché il club non aveva mai vinto tutte le prime tre partite di campionato.
Il cammino del Friburgo è iniziato con il 4-1 contro il Werder Brema all’Europa Park Stadion. Protagonista assoluto Yuito Suzuki, autore della prima tripletta della sua carriera in Bundesliga, accompagnato dal gol di Igor Matanovic. Alla seconda giornata è arrivata la vittoria per 0-1 sul campo del neopromosso Paderborn grazie alla rete di Maximilian Eggestein. Poi l'exploit contro il Borussia Monchengladbach. Davanti ai 34.700 spettatori dell’Europa Park Stadion, il Friburgo si è imposto 5-0 grazie alle doppiette di Engelhardt e Matanovic e al secondo gol consecutivo di Eggestein. Una vittoria che ha consegnato alla squadra il primato in classifica.
MATANOVIC SEGNA, SCHERHANT INVENTA: I SEGRETI DEL PRIMATO - Tra i simboli di questo avvio c’è soprattutto Matanovic, il centravanti croato che ha realizzato sei reti in altrettante partite da inizio stagione. Accanto a lui si è preso la scena Derry Scherhant, specialista sui calci piazzati. Proprio le situazioni da fermo rappresentano una delle armi principali del Friburgo. Nelle prime sei gare ufficiali sono già arrivati nove gol su palla inattiva, sei dei quali da calcio d’angolo.
Ma a impressionare è soprattutto la distribuzione delle responsabilità, con undici marcatori differenti tra tutte le competizioni. La crescita passa anche dalle scelte di Schuster. Tra queste ci sono il giovane Jordy Makengo, che ha guadagnato spazio sulla fascia sinistra, ed Engelhardt - tornato dopo le esperienze con Fortuna Dusseldorf, Como e Borussia Monchengladbach - centrale nel nuovo equilibrio della squadra. Alle loro spalle, Matthias Ginter continua a essere il riferimento della difesa e ha già fornito tre assist in campionato.
LA CONTINUITÀ DOPO LA DELUSIONE EUROPEA - Il primato non nasce dal nulla. Nella passata stagione il Friburgo aveva chiuso la Bundesliga al settimo posto, conquistando una nuova qualificazione europe, e aveva raggiunto la finale di Europa League, persa contro l’Aston Villa. In estate è partito Johan Manzambi, ma la squadra non ha perso la propria identità. L’inserimento di Mio Backhaus tra i pali e la crescita degli elementi più giovani hanno permesso a Schuster di proseguire il lavoro iniziato dopo la lunga era Christian Streich.
Il risultato? Un Friburgo che ha vinto tutte le gare fin qui disputate tra campionato e coppe. Schuster, però, mantiene i piedi per terra: la Bundesliga è appena cominciata e il primato rappresenta una conseguenza del lavoro quotidiano, non ancora un traguardo. La strada verso il successo è ancora lunga. Intanto, il Friburgo si gode il primo posto in classifica.
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