Dal boom di Tim Payne all’exploit di Vozinha: è un Mondiale sempre più social
Partite sempre più interattive, gol e highlights che nel giro di pochi secondi vengono caricati in rete, calciatori in versione influencer che mostrano il dietro le quinte della spedizione in America: il Mondiale 2026 è appena iniziato, ma si sta mostrando più “social” che mai. Mai come in questa edizione del torneo più importante al mondo il web sta ricoprendo un ruolo importante nel far vivere agli appassionati un’esperienza coinvolgente a 360°.
Un primo assaggio di questa rinnovata tendenza, “inaugurata” nel 2022 in Qatar, lo si aveva avuto ai nastri di partenza del torneo, quando le varie federazioni sembravano partecipare a una sorta di concorso per il “miglior annuncio dei convocati”. Se tante si sono limitate alla classica lista dei nomi messa per iscritto, diverse sono state quelle che hanno liberato la propria creatività dando vita a dei veri e propri cortometraggi simbolici oltre che emozionanti: l’Inghilterra si è ispirata ai Beatles, la Francia ha improvvisato una sorta di fiction americana e nazionali come Spagna e Norvegia hanno “schierato” i propri sovrani. E allora via alla diffusione delle clip più virali sui vari social network; ma come detto, questo era solamente un assaggio.
IL BOOM DI TIM PAYNE - Quello del 2026, però, sembra fino a questo momento il Mondiale delle “star comuni”. Un ossimoro che raffigura al meglio il modo in cui i social sono riusciti a cambiare in pochissime ore la vita di diversi calciatori impegnati nel torneo. Primo su tutti Tim Payne, l’ormai famosissimo difensore neozelandese diventato una vera e propria celebrità su Instagram.
Presentatosi alla vigilia come un assoluto sconosciuto, il 32enne deve gran parte della propria fama al creator argentino “El Scarso” che, nel corso di una live streaming, ha invitato i suoi fan a seguirlo in massa su Instagram. Il risultato? Payne è passato in pochissime ore da 4,7mila follower a più di un milione, fino ad arrivare adesso addirittura a sei milioni. Ma non solo: il classe ’94 è diventato l’idolo dei tifosi statunitensi e argentini, che gli hanno dedicato un coro e si sono presentati al Los Angeles Stadium - per la partita degli oceanici contro l’Iran - indossando delle maglie con il suo volto stampato sopra. Tutto partito come uno scherzo, diventato poi un modo folle di cambiare la vita di un calciatore.
L’EXPLOIT DI VOZINHA - Altra autentica follia, anzi "locura" - come lui stesso l’ha definita - è la storia che ha visto protagonista Vozinha. Al portiere di Capo Verde, arrivato al Mondiale senza alcuna aspettativa, sono bastate un paio di parate contro la Spagna per diventare l’eroe del mondo intero. Grazie ai propri interventi il 40enne ha permesso alla propria nazionale di ottenere un punto storico, ma a guadagnarci di più sembra esser stato proprio lui. Non solo per il premio di MVP assegnatogli dalla FIFA, ma anche per l’esaltazione circolata sui social.
Stima e affetto da ogni angolo del pianeta, che si sono tradotti anche in un incremento incredibile dei suoi follower su Instagram: da 50mila a 12 milioni, un dato pazzesco che lo piazza adesso addirittura al 4° posto tra i portieri più seguiti del torneo - dietro solamente a Courtois, Neuer e il Dibu Martinez. Niente male per un 40enne che gioca in seconda serie portoghese.
IL “FENOMENO” BOUADDI - Dall’altro lato c’è chi, invece, è finito sì virale ma per motivi più legati al campo. È Ayyoub Bouaddi, centrocampista del Marocco che all’esordio al Mondiale contro il Brasile è riuscito a mettersi in mostra dominando in mezzo al campo contro la squadra di Ancelotti. Prestazione sontuosa e video delle sue giocate che rapidamente hanno fatto il giro del web: elementi che gli hanno permesso, oltre che di attirare l’interesse di diverse big d’Europa, di ottenere un boost incredibile sul numero dei follower. Basti pensare che nel giro di un paio di ore dopo la fine della partita il 18enne del Lille è cresciuto di 750mila seguaci.
Da Instagram a TikTok, passando per X e YouTube: ogni dettaglio del torneo, che sia una giocata di classe o una gaffe (come in occasione dell’announcement dell’arbitro Sampaio nella gara inaugurale tra Messico e Sudafrica), è ormai destinata a finire sul web, con tutti i pro e i contro che ne conseguono per il soggetto protagonista. Onori e oneri di un’epoca in cui calcio e social network sono arrivati a unirsi sempre di più, fino a diventare quasi inseparabili.