Intervista

Sibilli riparte dalla "sua" Juve Stabia: "Ho fatto una scelta di cuore"

Sibilli riparte dalla "sua" Juve Stabia: "Ho fatto una scelta di cuore"
© foto di Antonio Gargiulo
Oggi alle 09:00Interviste e Storie
di Redazione
L'attaccante a Gianlucadimarzio.com: "Su di me c'erano anche Avellino e Cesena. La squalifica per calcioscommesse? Ho sbagliato. Mi sono fatto tante domande in quel periodo"

Otto mesi lontano dal campo, una squalifica da affrontare e tante domande sul futuro. Giuseppe Sibilli si è lasciato alle spalle uno dei periodi più complicati della sua carriera e ha ritrovato il sorriso con la maglia della Juve Stabia, tornando a esultare per un gol e a sentirsi protagonista. Un ritorno tutt’altro che scontato, costruito attraverso il lavoro quotidiano, il sostegno della famiglia e la voglia di rimettersi in gioco. "Contento della scelta che ho fatto, nella mia testa c'era la voglia di tornare qui visto che anche mio papà (Salvatore Sibilli, ndr) ci ha giocato" racconta l'attaccante a Gianlucadimarzio.com: "L’Avellino e il Cesena si erano interessate a me ma alla fine ho preso questa decisione. La squalifica per calcioscommesse? Purtroppo non sono né il primo né sarò l’ultimo. Questo è un problema e bisogna affrontarlo"

Castellammare - infatti - rappresenta per lui molto più di una semplice tappa professionale. È una piazza legata ai ricordi d’infanzia e alla storia familiare, un ambiente nel quale ha ritrovato fiducia, entusiasmo e il piacere di stare in campo. "Il momento è molto positivo. Dopo l’annata che ho passato e ciò che è successo, non mi aspettavo di incidere subito. Mi sono preparato, ho lavorato tanto anche quando sono stato fermo" dice Sibilli. "La forza della Juve Stabia è lo spogliatoio. Quando affrontavo questa squadra, mi chiedevo: ‘Come fanno a raggiungere certi obiettivi? Non è una squadra blasonata, con dei nomi grandi per la categoria’. Ma, stando dentro, ho capito che la vera forza è il gruppo". 

Lo scorso 18 ottobre è arrivato il primo gol nella vittoria 3-0 ottenuta contro il Südtirol. Un successo di squadra ottenuto grazie all'intesa di tutti i giocatori. Tra questi, ne citiamo due: Fabio Maistro e Antonio Di Nardo. "Il primo l'ho affrontato diverse volte, abbiamo caratteristiche simili. Con il secondo c'è grande affinità". Il giusto mix di esperienza e gioventù: "Penso anche a Candellone, che è un gran bel giocatore, così come i più giovani del gruppo come Sana Fernandes, Patanè o Sandrucci che secondo me hanno tante qualità".

CAPITOLO BARI - Ma facciamo un passo indietro. Perché oggi Sibilli si gode la sua Castellammare. Ma nei mesi scorsi ha vissuto momenti difficili. A partire dalla retrocessione con il Bari: "Devo tanto a questa piazza" dice con un pizzico di emozione. "Ho sentito l’affetto della città di Bari anche durante la squalifica - sulla quale torneremo più tardi - . Non sono stato insultato, anzi: mi hanno supportato". L'attaccante ha chiarito anche la questione contrattuale, sottolineando di aver dato priorità al club pugliese prima di arrivare alla separazione: "Si dicono tante cose, ma la verità la so io. Ho dato priorità al Bari, sempre, ho fatto anche tutto il ritiro con la squadra. Non ho chiesto soldi in più, ma con la retrocessione andavano messe a posto delle cose sul contratto. Poi non abbiamo trovato il giusto accordo".

"Non mi è piaciuto il 'teatrino' che si è creato quando ci siamo lasciati, al quale probabilmente ho contribuito anch’io, ma non da solo. Non voglio entrare nei dettagli, ma ho avuto le mie ragioni. Da quando non sono stato convocato contro il Casarano (sfida di Coppa Italia del 5 giugno 2026, ndr) è iniziata una telenovela che, sia per il Bari sia per i suoi tifosi, poteva essere gestita diversamente".

LA SQUALIFICA PER CALCIOSCOMMESSE - Bari come squadra e come città. Una realtà che ha creduto in lui e che, come sottolineato in precedenza, l'ha supportato anche nei momenti più difficili. Come quel 2 ottobre del 2025 quando è arrivata la squalifica per 8 mesi a causa del calcioscommesse. Sibilli riflette. Ma è molto onesto con sé stesso. "In quel periodo ho avuto Fabio Caserta come allenatore, mi ha aiutato tanto. Io ho sbagliato, ho commesso un errore. Ma credo che, quando ti comporti bene e fai le cose a modo, metti tutto a posto" dice l'attaccante.

Un periodo difficile ma che ha saputo gestire nel modo migliore: "Mio figlio era al primo anno di vita: mi sono dedicato a fare il padre, con l’aiuto della mia famiglia. Ho fatto anche dei percorsi con il terapeuta. Mi reputo fortunato: ho 30 anni, posso giocare ancora per anni". Durante la squalifica, l'attaccante ha riscoperto alcune passioni e imparato a gestire diversamente le critiche, evitando di leggere commenti sui social nei momenti più delicati. "Come passavo il tempo? Sono sempre andato a pesca fin da piccolo, poi ho mollato. Avrò tra le 10 e le 15 canne da pesca a casa. Oppure ho giocato tanto a padel. Ho trovato il tempo per queste cose. Nei primi 5-6 mesi non mi è mancato il calcio".

"Quale consiglio posso dare? Non mi sono tolto dai social... ma non leggevo post o commenti su di me. Cercavo di non leggere perché vivi un momento fragile e qualsiasi cosa poteva darti fastidio. Se oggi subisco un insulto lascio correre, prima rispondevo". Il dubbio più grande riguardava il ritorno in campo, ma Sibilli non ha mai pensato di abbandonare il calcio: "Durante questi mesi mi sono fatto tante domande: come tornerò in campo? Come starò? Sono arrivato al ritiro con il Bari, ma non c’era differenza con gli altri. Se ho pensato di smettere? Assolutamente no, questo mai. Non nego che sogno… magari non faccio il Mondiale - dice ridendo - ma qualcosa prima o poi torna. Come dico sempre alla squadra: ci vuole positività".

QUEL SAMPDORIA-SALERNITANA - Facciamo un altro passo indietro. Non troppo grande. Ma torniamo al 2025 quando Sibilli vestiva la maglia della Sampdoria e, da protagonista, ha vissuto la sfida playout contro la Salernitana. In particolare la partita di ritorno, terminata 3-0 a tavolino per i blucerchiati in cui, però, Sibilli trova il gol: "Una partita strana. Spero non ricapiti più una situazione simile. Abbiamo avuto questa possibilità, non avevamo nulla da perdere. Abbiamo messo delle regole nello spogliatoio e ci siamo detti: ‘Per noi queste partite si giocheranno’. Non si parlava di quello che si leggeva in giro". 

"Siamo arrivati alla partita un po’ più pronti fisicamente e mentalmente rispetto alla Salernitana. Ed è stato bello perché, nonostante un’annata difficile per la Sampdoria e per noi giocatori che abbiamo reso al di sotto del potenziale individuale, siamo riusciti a evitare questa figuraccia".

LE LEZIONI DI ALVINI - Tenendo a mente gli insegnamenti di Massimiliano Alvini. L'allenatore oggi guida il Frosinone in Serie A ma, quasi dieci anni fa, dava indicazioni proprio a Sibilli quando entrambi erano nell'Albinoleffe, in Serie C: "Arrivavo dai dilettanti e lui mi ha cambiato - dice l'attaccante - . Prima mi piaceva giocare largo, mentre lui mi diceva: ‘Sei più una seconda punta’. Mi ha insegnato tanto. È una persona simpatica, un grande professionista". 

Sibilli ha parlato anche del rapporto speciale tra l'allenatore e Francesco Gelli, suo grande amico, raccontando un aneddoto dal tono scherzoso: "Era stato con lui al Tuttocuoio e ora lavorano insieme a Frosinone. Gli voleva bene come se fosse suo figlio. Siccome si conoscevano da tempo, quando c’era qualcosa che ‘Ciccio’ non faceva bene, si massacravano a parole. Ma poi finiva lì"..

FUTURO - Dopo essersi lasciato alle spalle il periodo più difficile, Sibilli guarda avanti con fiducia. La priorità è raggiungere la salvezza con la Juve Stabia, senza sottovalutare le difficoltà della Serie B: "Sono fiducioso per il futuro, ma prima pensiamo alla salvezza. Questa vittoria è stata importante, ma conosciamo bene il campionato: dobbiamo essere attenti. La squadra è pronta, il mister è ambizioso e ci fa giocare bene. Quest'anno sarà difficile anche per via della penalizzazione quindi pensiamo a salvarci, poi si vedrà".

A cura di Francesco V. Mastrogiovanni e Davide Balestra