Napoli-Bodø, da Høgh all’identità di Knutsen: cosa è cambiato dopo l’impresa contro l'Inter
Non è ancora la fase a eliminazione diretta, ma al Bodø/Glimt viene un certo appetito quando affronta le squadre italiane nelle coppe europee. La Roma lo sa, con un pari e una sconfitta per 6-1 nei gironi di Conference League 2021-22, e anche la Lazio, eliminata ai rigori nell'Europa League 2024-25. L'Inter è la più consapevole di tutte, dopo la cocente eliminazione ai playoff della scorsa Champions League, con i gialloneri che sfiorarono successivamente i quarti, a causa della rimonta dello Sporting CP, inizialmente sotto di tre reti.
Da quella notte di San Siro sono passati quasi 8 mesi, e martedì 20 ottobre il Bodø giocherà più a sud, al Maradona contro il Napoli di Massimiliano Allegri, ancora a zero punti nella League Phase. Nella rosa di Kjetil Knutsen, che è vicino alle 400 panchine con il club, non è cambiato molto rispetto a quel periodo. Il sistema di gioco è sempre quello, il 4-3-3, mentre la differenza più rilevante è nel reparto offensivo.
Non c'è più Kasper Høgh, trasferitosi in estate al Celtic. Il danese classe 2000 è stato il punto di riferimento in termini di gol e assist. Nelle 12 presenze collezionate nella scorsa Champions, di cui 3 con la fascia da capitano al braccio, ha segnato 5 reti. Una di queste è arrivata proprio contro l'Inter nell'andata dei playoff terminata 3-1 all'Aspmyra Stadion, la sua partita migliore, con tanto di assist per gli altri due gol di Fet e Hauge. Come se le italiane non bastassero, il terzo assist arriva nella sfida contro la Juventus, persa in casa per 3-2.
Tra le novità c’è anche il ritorno di Joel Mvuka, di ritorno dal prestito al Lorient. È una soluzione in più sulla corsia di destra, dove può sfruttare accelerazione e capacità di puntare l’uomo. Sebbene il classe 2002 non rappresenti un’alternativa naturale a Høgh, le sue caratteristiche avevano contribuito a rendere efficace il gioco dei gialloneri contro l’Inter.
COMPETIZIONE E CERTEZZE - Un'altra novità è il centrocampista Joshua Kitolano, tornato in Norvegia più maturo dopo l'esperienza nei Paesi Bassi allo Sparta Rotterdam. Il suo arrivo amplia le soluzioni a disposizione di Knutsen, mentre il nucleo principale resta composto da Berg, Fet ed Evjen.
Tra le certezze invece figura l’ex Milan Jens Petter Hauge, a segno sia all’andata sia al ritorno contro l’Inter. I suoi strappi possono fare la differenza, così come la qualità nell’uno contro uno e la capacità di attaccare gli spazi.