Allarme giovani, Cherubini: "Solo il 2% arriva in Serie A. In Italia l'imbuto è troppo stretto"
"Volendo fare una fotografia oggettiva, guardiamo cosa abbiamo prodotto: in questo momento 190 calciatori che giocano nei top 5 campionati europei. 170 giocano in Italia, 20 negli altri 4 campionati. La Spagna ne ha 400, la Francia circa 300 e anche l’Inghilterra ne ha di più. I giocatori in prestito sono un fenomeno quasi completamente italiano": Così l'amministratore delegato del Parma, Federico Cherubini, ha inizato il proprio intervento durante il Panel “I giovani nel sistema calcio italiano” organizzato in occasione della finale di Coppa Italia U20.
Cherubini ha poi proseguito: "Cosa ha prodotto questo? Che quando si esce dalla Primavera il salto è troppo ampio, e circa il 2% trova una collocazione stabile in Serie A una volta uscito, l’imbuto si stringe troppo. Uno studio che abbiamo fatto mostra che la panchina profonda costa circa 10 milioni l’anno ai top club di Serie A, potremmo sostituirli con i giocatori delle seconde squadre. Abbiamo solo 4 seconde squadre, non dico che siamo un sistema ma andiamo in quella direzione".
LE PAROLE DI CHERUBINI - L'amministratore delegato del Parma ha poi parlato dell'’età media del campionato Primavera e U20: "All’inizio nessuno voleva la seconda squadra della Juve in Serie C ed è un dibattito ancora attuale: non dobbiamo focalizzarci solo sulla Serie C, negli altri paesi europei il 60% delle seconde squadre giocano nel quarto livello. Dovremmo fare sistema e mettere insieme A, B, C e D. Se mi dessero la possibilità di iscrivere la seconda squadra del Parma la iscriverei in D, voglio sviluppare i giocatori che crescono da noi"
E ha poi rposeguito così: "Essere giovane non può diventare un aspetto legato al merito. Mettere le seconde squadre in D significherebbe parlare con la Serie D stessa e chiedere perché si mettono obblighi sui giovani: il risultato questo è che i giovani vengono pagati il triplo"
CHERUBINI SULLE STRUTTURE NEL MONDO DEL CALCIO - Cherubini ha poi voluto parlare del tema strutture sportive in Italia: "Spesso si sente dire sia che mancano i centri sportivi sia che i ragazzi non giocano in strada: credo che dobbiamo pensare alle infrastrutture in maniera più ampia e parlare di accesso al gioco. Negli ultimi anni la Juventus ha portato 5 giocatori dall’attività di base all prima squadra: c’è stata una caratteristica, ovvero il fatto che Gigi Milani per i giocatori a 11 anni avesse messo una navetta per andare a prendere i giocatori ad Aosta, Biella…Di quei 190 giocatori che dicevamo prima, i siciliani sono lo 0,9%, mentre la Lombardia ha il 30% di giocatori di alto livello: dove c’è accesso al gioco arrivano i calciatori. C’è un problema di mettere tutti i ragazzi nelle condizioni di giocare e allenarsi".