Atalanta, Sarri: "Voglio una squadra più propositiva. Juve? Non ho rimpianti"
Battere la Juventus per rialzarsi prima della sosta per nazionali. Dopo le prime due vittorie in Serie A contro Sassuolo e Bologna, l'Atalanta di Maurizio Sarri ha subito due sconfitte consecutive contro Roma (2-1) e Cagliari (1-2). Domani, domenica 20 settembre, sarà ospite della squadra guidata da Luciano Spalletti all'Allianz Stadium per la quinta giornata di campionato. L'allenatore ha iniziato con un messaggio per la scomparsa di Mazzola: "Lui era un mio compagno di figurine quando ero ragazzino. Purtroppo quando scompaiono questi personaggi perdi una fetta di ricordi e della tua vita. Lui è stato un grande giocatore, era un piacere vederlo".
E sulla sfida ha spiegato: "Domani sarà dura, non per Spalletti ma per i giocatori in campo. Noi allenatori non abbiamo tutto sotto controllo, è impossibile e non sarebbe giusto farlo. Rapporto con Spalletti? Abbiamo un grande passato in comune. Gli anni in cui era a Empoli, lo vedevo almeno una o due volte a settimana. Il rapporto è buono ma domani ognuno penserà alla sua squadra". Sarri ritroverà la Juventus, squadra che conosce molto bene. Sugli avversari ha aggiunto: "Non ho rimpianti del mio percorso alla Juve. Per me è una pagina chiusa. La vittoria dello Scudetto sembrava quasi scontata, e non lo era nella maniera più assoluta".
LA CONFERENZA STAMPA - "Voi giornalisti pensate che uno abbia in mano un joystick, ma a volte la situazione dipende da tanti fattori. A me scappa da ridere quando parlano degli scontri diretti tra allenatori, che vuol dire? Magari vado in Spagna e alleno il Levante, poi mi dicono che con l’allenatore del Barcellona perdo sempre… per fare un esempio, con tutto il rispetto per il Levante. Voglio vedere una squadra un po’ più propositiva, domani", ha commentato.
Sulla prestazione dei suoi ragazzi ha spiegato: "Klopp dice che il primo anno il lavoro di un allenatore non si può vedere, figuriamoci un mese. Giocare aumenta la possibilità anche di rischiare. Questo è un fattore assai fondamentali, anche perché è un percorso in piena evoluzione. Vedo tante squadre che provano a giocare. Personalità? Dobbiamo crescere sotto questo aspetto". In particolare un focus sulla difesa: "Era una situazione diversa rispetto alla Lazio. La fase difensiva è stata troppo passiva nelle prime partite, non buone letture, però il baricentro era molto più alto. Staremo a vedere".
Un pensiero anche per i tifosi: "Le limitazioni sulla presenza dei tifosi a Torino? Questa è una pena collettiva e non riesco a capirla, né digerirla. Una persona di Bergamo che non ha commesso nulla di particolare non può andare a vedere la partita, è anticostituzionale, sono vicino a tutti i miei tifosi".
PAUSA NAZIONALI - Non manca un commento sulla pausa: "Nella pausa lavoreremo sulla condizione fisica, il problema del calendario è enorme. Ci sono tantissime cose da fare. Le Nazionali devono essere confinate in un periodo di tempo: così è una situazione un po' particolare. E poi c’è l’ipocrisia delle liste… datemi quaranta giocatori da poter schierare, poi vediamo". E ancora: "Sono state date molto particolari considerando, mercato, Mondiali e pausa. Abbiamo preso dei giocatori ad agosto, la realtà dei fatti è questo: sbagliare, accumulare errori può portare una crescita per migliorare più avanti".