Baggio: "Italia? Tante cose da sistemare. Il talento c'è ma va valorizzato"
"Ci sono tante cose da sistemare. I bambini non giocano più per strada. E in Serie A ci sono pochi italiani". Roberto Baggio non ha dubbi, e nel corso di un'intervista al Corriere della Sera è tornato a parlare della Nazionale e dei temi legati alla mancata qualificazione al Mondiale. L'ex Juventus e Fiorentina si è concentrato soprattutto sull'utilizzo dei giocatori stranieri nel campionato italiano e sulla ricerca del talento nei settori giovanili, spiegando che "bisogna creare una formula che incentivi davvero l'utilizzo dei ragazzi italiani".
"Se devi andare a prendere un giocatore altrove e naturalizzarlo, vuol dire che in quel momento non hai trovato un italiano pronto allo stesso livello. Il talento c'è ancora, ma va cercato, protetto, valorizzato. E bisogna avere il coraggio di dargli fiducia" ha aggiunto Baggio, riferendosi proprio al lavoro nei vivai.
Dal calcio attuale a quello del passato, il 'Divin Codino' ha raccontato diversi aneddoti sulle sue esperienze tra Juventus e Nazionale, passando ancora con un pizzico di amarezza sul rigore sbagliato contro il Brasile: "Nemmeno oggi riesco a perdonarmi completamente. So che può sembrare strano, perché il calcio è fatto di errori, ma quel momento ha pesato tanto dentro di me. Da bambino sognavo di giocare la finale dei Mondiali con il Brasile. Era un sogno antico. Ancora oggi se ci ripenso fatico a spiegarmi cosa sia successo".
SULLA RIFORMA DEL CALCIO ITALIANO - In conclusione, Baggio è poi tornato sul tema del calcio italiano e delle sue riforme, soffermandosi anche sul manuale di 900 pagine presentato da lui stesso nel 2011, e del quale si è parlato anche dopo l'eliminazione recente contro la Bosnia: "Non ho la presunzione di pensare che quel progetto andasse bene e bastasse a risolvere i problemi del calcio italiano. Non era solo mio, era scritto con altri bravissimi professionisti. Ho cercato di portarlo avanti, per dare i meriti a tutti loro. Poi le cose non sempre vanno come si spera".