Italia, Calafiori: "Il bambino di Bursa? È l'anima pura del calcio"
Dopo la bella partita giocata contro la Francia, Riccardo Calafiori è stato protagonista anche in Italia-Turchia, entrando nel secondo tempo e trovando di testa il gol del momentaneo 2-1. Se la scorsa settimana, a Bursa, il difensore dell'Arsenal non aveva preso parte alla sfida, era comunque finito sotto i riflettori per un bel gesto diventato virale, regalando la sua maglia a un suo piccolo fan turco.
Ospite a Rai 1, nel post partita ha commentato proprio quell'episodio: "Mi soffermerei sulla gioia di quel bambino, che è difficile da spiegare. Mi sembra passato un anno e mezzo o due anni da quando ero così e facevo il matto per le magliette di Osvaldo e Lamela. Rivedendo il video mi fa ancora più piacere, è l'anima pura del calcio. Bisogna tenersela stretta".
LE PAROLE DI CALAFIORI - Con il gol alla Turchia, Calafiori ha confermato un feeling speciale col Dall'Ara: "Credo ci sia qualcosa di scritto in questo stadio, dove avevo fatto il primo gol, è andata bene. Abbiamo reagito bene dopo che ci hanno ripreso, credo che abbiamo vinto meritatamente". Ha speso belle parole anche per l'idea di calcio di Mancini: "Fare gol coi difensori è sintomo di un'idea propositiva collettiva, come piace a me. Non è che l'idea del mister si possa vedere in tre giorni, ma neanche in due settimane. Ma siamo arrivati a buon punto. I miei gol? L'anno scorso sono stato sfortunato, potevo chiudere con 5 o 6 gol. Mi interessano i numeri ma anche l'apporto che do alla squadra, se sto bene fisicamente posso dare una mano".
Poi sul suo ruolo, di terzino che tende ad accentrarsi in fase offensiva: "Tutto è cominciato con Thiago a Bologna che mi lasciava molto libero, poi all'Arsenal abbiamo parlato col mister che mi ha detto, 'tu hai qualcosa dentro che devi attaccare centralmente'".