Cremonese, Giampaolo: “Social la rovina del calcio moderno, cellulari vietati in allenamento”
L’allenatore della Cremonese Marco Giampaolo è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Napoli, gara valida per la 34ª giornata di Serie A. L'ex allenatore di Milan e Torino ha colto l’occasione per tornare sull’episodio del gol annullato a Baschirotto nella scorsa giornata di campionato contro il Torino, mettendo a confronto anche quanto accaduto in Coppa Italia tra Atalanta e Lazio.
Giampaolo ha evidenziato la differenza di interpretazioni che, secondo lui, emergono spesso nei casi simili: “L’episodio di ieri e quello del nostro gol sono situazioni molto diverse, ma ciò che colpisce è come vengano letti in maniera opposta a seconda dei casi”.
IL COMMENTO SUGLI EPISODI ARBITRALI - Il tecnico grigiorosso è poi entrato nel merito della dinamica del gol annullato ieri all'Atalanta: “Nel caso di ieri la palla era a terra, il portiere l’aveva presa e poi gli è scivolata. Nel nostro caso la situazione è diversa, la palla è alta e non è chiaro se il portiere ne abbia realmente il controllo. Proprio quel dubbio dovrebbe far riflettere su come si interpreta l’episodio”. Giampaolo ha poi sottolineato un aspetto specifico della giocata: “Sposterei il focus sul portiere del Torino: non c’è stato nessun contatto tra piede e mano. Baschirotto tocca il pallone con il piede, ma non il portiere. Se il portiere resta a terra, lo fa per cercare un vantaggio”.
I DUBBI SULLA DECISIONE - L’allenatore ha infine ribadito la sua posizione: “Sull’annullamento del nostro gol ho molti dubbi. Se si ritiene che ci sia stato un intervento irregolare è un discorso, ma il portiere non è stato toccato. L’episodio di ieri ha fatto giurisprudenza, ma per me si tratta di situazioni molto diverse”.
LA REGOLA ANTI-SOCIAL: “VIA I TELEFONI” - Nel corso della conferenza stampa, Giampaolo ha poi svelato una scelta particolare adottata nello spogliatoio, pensata per rafforzare lo spirito di squadra: “Ho deciso di utilizzare una cesta dove tutti i giocatori depositano i cellulari prima degli allenamenti, compreso il mio. Alla fine dell’attività li riprendiamo, ma in quel tempo devono parlarsi, creare un rapporto umano vero”, ha spiegato l'allenatore, sottolineando l’importanza del contatto diretto tra i calciatori. Una decisione nata anche da una riflessione più ampia sull’impatto dei social nel calcio moderno: “I social sono la rovina del calcio moderno: mettono pressione e condizionano le prestazioni. Noi invece vogliamo costruire coesione. Abbiamo cercato di aumentare il feeling”.