FIGC, Gravina verso le dimissioni? Ecco cosa prevedono le N.O.I.F. E in caso di commissariamento...
L'Italia, per la terza volta consecutiva, non parteciperà alla Coppa del Mondo. Un epilogo che porta con sè inevitabili riflessioni e possibili conseguenze che potrebbero portare a una rivoluzione ai vertici del calcio nazionale. Una di queste potrebbe riguardare il presidente della FIGC, Gabriele Gravina. Nella giornata di domani, giovedì 2 aprile, è stato convocata una riunione con tutte le componenti (Serie A, Serie B, Serie C, Lega Nazionale Dilettanti, Assoallenatori e Assocalciatori) per sondarne l'orientamento in vista del Consiglio federale della prossima settimana.
COSA SUCCEDEREBBE IN CASO DI DIMISSIONI DI GRAVINA - Uno degli scenari possibili porta alle dimissioni del presidente della FIGC, Gabriele Gravina. In questo caso le N.O.I.F. (Norme Organizzative Interne della Federcalcio) prevedono all'art. 3 comma 5 che: "In caso di dimissioni del Presidente federale, decadono immediatamente il Presidente e l’intero Consiglio federale. L’espletamento dell’ordinaria amministrazione è garantita in prorogatio dal Presidente federale e dal Consiglio federale. In caso di dichiarata impossibilità da parte del Presidente federale, l’espletamento dell’ordinaria amministrazione è garantita in prorogatio dal Vice Presidente federale e dal Consiglio federale. In ogni caso, l’Assemblea viene convocata senza indugio ai sensi dell’art. 21, comma 3, dello Statuto federale".
NUOVO PRESIDENTE ENTRO 90 GIORNI - Lo Statuto Federale, in questi casi, prevede, a norma dell'.art.21 comma 3, che il vice-presidente del Consiglio o un altro membro dello stesso convochi entro 90 giorni una riunione dell'Assemblea elettiva per decidere chi sarà il nuovo presidente della FIGC. Essa è composta da 276 delegati: 20 per la Lega Serie A, 20 per la Lega B, 58 per la Lega Pro, 91 per la LND, 52 per gli atleti, 26 per i tecnici e 9 per l'AIA. I Delegati per le Leghe professionistiche sono i Presidenti delle società o loro delegati, purché componenti degli organi amministrativi delle stesse società, le quali abbiano maturato un’anzianità minima di affiliazione di dodici mesi precedenti la data di convocazione dell’assemblea.
PESO DEI VOTI - Ai fini del calcolo delle maggioranze assembleari, il complesso dei voti spettanti ai Delegati è pari a 516 voti. Il peso per la preferenza di ciascun delegato è così suddiviso: 3,10 per ognuno dei 20 delegati della Lega Serie A, 1,29 per i 20 della LNP Serie B, 1,51 per i 58 della Lega Pro, 1,93 per quelli della LND, 1,98 per i 52 delegati degli Atleti, 1,98 per i 26 dei Tecnici e 1,15 per i Delegati AIA. In conformità con lo Statuto Federale l'Assemblea si considererà validamente costituita con la presenza di delegati che rappresentino almeno la metà più uno dei voti assembleari.
CANDIDATURA ED ELEZIONE DEL PRESIDENTE - I candidati all’elezione di Presidente federale devono presentare la candidatura mediante comunicazione alla Segreteria federale almeno quindici giorni prima della data fissata per lo svolgimento dell’Assemblea. L'elezione del presidente, a norma dell'art. 3 delle N.O.I.F., avviene al primo scrutinio in caso di maggioranza di tre quarti dei voti validamente espressi. La stessa può avvenire al secondo scrutinio quando un candidato riporti la maggioranza di due terzi dei voti validamente espressi. In caso di terzo spoglio dei voti, l'elezione si avrà quando un candidato riporti la maggioranza dei voti validamente espressi. In caso di mancata maggioranza, si procederà a ballottaggio.
L'IPOTESI DEL COMMISSARIAMENTO - Non è da escludersi, nel caso, neanche il possibile commissariamento della FIGC, come dichiarato dal Ministro dello Sport Andrea Abodi: "Il calcio italiano va rifondato e questo processo deve ripartire da un rinnovamento dei vertici della FIGC. Commissariamento? Parlando con Buonfiglio (presidente del CONI) ho rinnovato l’invito a valutare tutte le forme tecniche compatibili perché potrebbero esserci i presupposti".
Il commissariamento delle Federazioni Sportive è disciplinato dallo Statuto del CONI. Lo stesso è proposto dalla Giunta nazionale del Comitato al Consiglio Nazionale in caso di "accertate gravi irregolarità nella gestione o di gravi violazioni dell’ordinamento sportivo da parte degli organi direttivi ovvero in caso di constatata impossibilità di funzionamento dei medesimi o nel caso in cui non siano stati adottati, da parte delle Federazioni Sportive Nazionali, gli adempimenti regolamentari o il commissariamento ad acta delle articolazioni interne competenti, al fine di garantire il regolare avvio o svolgimento delle competizioni sportive nazionali". Il Commissario viene proposto dalla Giunta Nazionale e approvato dal Consiglio Nazionale del CONI.