Frosinone, Alvini: "L'obiettivo da raggiungere è la salvezza. Romano? Era la nostra prima scelta quest'estate"
Sono bastate cinque partite al Frosinone per diventare la sorpresa della Serie A: stessi punti della Juventus (con cui ha perso di misura all'esordio, 0-3 netto in casa della Fiorentina e uno stile di gioco moderno. E l'architetto di questo progetto porta un nome e un cognome preciso: Massimiliano Alvini. "Il mio è un percorso lungo, nel ‘96 allenavo la squadra di Fucecchio, la squadra del bar, vincendo il campionato tra gli amatori" ha esordito l'allenatore del Frosinone al 'Festival dello Sport'. "L’identità di squadra è quella che serve per giocare le partite, cercare sempre di vincere, avere un’idea e uno stile tuo. Cerchi di fare questo per arrivare alla vittoria". Tra passato e presente, l'allenatore racconta anche un aneddoto vissuto... in famiglia: "Dopo Frosinone-Como (sfida terminata 2-0, ndr) mia moglie mi dice: ‘I tuoi figli non vogliono parlare con te’. ‘Perché?’ ‘Avevano messo mezzo Como al Fanta'". E aggiunge: "Il nostro unico obiettivo è riuscire a salvarci. In Italia siamo forti, e rinasceremo".
A Palazzo Benvenuti, Alvini ha proseguito parlando degli anni precedenti vissuti in Serie A: "Non rifarei passi indietro sulle mie idee. Ricordo un Cremonese-Milan 0-0, in cui tutti ci facevano i complimenti ma noi avevamo giocato solo a difenderci senza proporre. Quello fu un passo falso che mi servì per non commettere mai più lo stesso errore".
LE PAROLE DI ALVINI - Dai ricordi passati all'aspetto più tecnico del calcio: "Puoi andare subito sulla prima pressione, aggredendo, ma poi quando hai la palla devi saper proporre sempre. Quando stiamo bassi io faccio fatica a stare in panchina, al mio secondo dico ormai che quando c’è quel tipo di partita mi deve dare qualcosa…". E aggiunge: "Io ho emozione quando scendo in panchina, nei secondi prima del fischio d’inizio. Io amo il palio, anche nell’amore verso il cavallo, prima della partenza provo quell’emozione lì, quella gioia, sono le stesse sensazioni".
Il Frosinone ha ottenuto dieci punti nelle prime cinque giornate. Tre di questi sono arrivati contro la Fiorentina: "Quel giorno, sullo 0-3 per noi nel giorno del centenario, il clima era pesante e i tifosi mi dicevano di sedermi. Poi nel silenzio al 70’ uno mi urla “mettiti a sedere che sei di Ferruzza e non vincerai mai il palio”. Sono 41 anni che non lo vinciamo".
DA RAIMONDO A BRACAGLIA E NON SOLO - Alvini successivamente si sposta su alcuni singoli del Frosinone: "Raimondo ha delle qualità tecniche e delle caratteristiche notevoli, ed è in un percorso di miglioramento notevole, è un calciatore futuribile. Attacca lo spazio, a me piace tantissimo, mi piace anche nei rapporti. Sono fortunato ad averli. Sono grato a Castagnini per avermi portato a Frosinone, lui come primo acquisto mi prese Raimondo dal Bologna che era in un momento di difficoltà, e con noi ha fatto bene. Nazionale? Me lo auguro per lui, per noi, per il mio staff. Prima era più tosta arrivare in nazionale, ora meno, sicuramente può essere un giocatore utile alla nazionale". Dall'attacco alla difesa: "Bracaglia è un ciociaro vero, come Palmisani, incarna quello spirito: per noi allenatori è un piacere allenare giocatori come lui. Viene da un percorso polveroso, di sacrificio, si sta ritagliando il suo spazio in Serie A e gli auguro il meglio".
"Calò è un giocatore forte, vede calcio e linee di passaggio enormi, ha un piede gentile, determinante in Serie B ma anche in A. Giocava al Pontedera, io allenavo il Tuttocuoio, ho sempre desiderato allenarlo ma quando sono andato a Cosenza al mio primo giorno lo hanno venduto. È stata un’idea di Castagnini, condivisa, è uno dei giocatori più intelligenti che ho mai allenato, è piacevole". E aggiunge: "In questa sosta sto allenando 8 giocatori. Non ero abituato alle soste, 4 partite in 20 giorni non sono poche. Dove può arrivare Oyono? In Champions League. Se migliora nella fase difensiva è da grande squadra. È sottovalutato. Io volevo tenere anche il suo gemello Jeremy, che è andato in prestito a Spezia".
ROMANO COME PRIMA SCELTA - Alvini si sposta poi a parlare di calciomercato e rivela: "La nostra prima scelta questa estate era Romano, lo volevamo anche l’anno scorso prima che lo prendesse lo Spezia: un giocatore diverso da Jack nei centimetri, giovane, ma è stato bravo il Cagliari. Siamo stati vicini, eravamo lì. Calò-Samp? Al Terminillo, in ritiro, arrivo un giorno e gli canto una strofetta di “Lettera da Amsterdam”. Lui mi guarda strano, e io gli dico: “Tu non vai"".
Tra i protagonisti di questa prima parte di stagione c'è il portiere Palmisani: "Ha qualità tecniche nel ruolo del portiere veramente da top. Ha una testa notevole, per il ruolo, nell’adattamento. C’è veramente del materiale nel ragazzo. L’anno scorso a Monza in Coppa Italia il portiere era Sherri, si procurò un gravissimo infortunio, entrò Lorenzo e poi fece 38 partite in maniera eccellente. Speriamo che continui perché per il calcio italiano sarebbe bello avere un altro portiere eccellente davvero".
DA BALDINI AD ALLEGRI FINO A MOURINHO - L'allenatore del Frosinone parla anche di due suoi colleghi: "L'1 maggio 2001 ero a vedere un folle, Silvio Baldini, a Empoli. Era uno degli allenatori migliori in Italia per le idee che esprimeva. Andavo sempre lì, a guardare i suoi allenamenti. Lui mi aveva già visto, quel giorno era diverso, mi vide dopo una diagonale e mi portò in campo. Lì iniziò il rapporto di amicizia con Silvio". E aggiunge: "Essendo di Fucecchio, a 10 minuti andavo a vedere a Empoli Sarri, Giampaolo, Spalletti. Spesso al pomeriggio mandavo mio fratello al lavoro, per 1 ora, mi facevo sostituire e andavo a vedere gli allenamenti".
"Con Allegri nel 2003 mi incrociai perché lui allenava l’Aglianese. Alla pausa di Natale facemmo un’amichevole, vinse lui. Poi ci siamo incrociati in Cremonese-Juventus, il 5 gennaio 2023. Quella partita mi rimase lì: Ayroldi che è un buon arbitro annullò un mezzo golletto che poteva essere convalidato… Ma gli arbitri fanno un lavoro difficile".
Sono tante le date che restano nella mente di Alvini. Ma ce n'è una in particolare: "Roma-Cremonese, 2023. Mi dicono: “Mourinho ti aspetta”. Mi fece i complimenti e mi disse “Nel 2010 abbiamo vinto insieme il Triplete”. Io lo avevo vinto tra i dilettanti col Tuttocuoio, lui con l’Inter".
ITALIA E NON SOLO - Alvini studia. Osserva le squadre italiane... e non solo: "C’è una squadra in terza divisione olandese, lo Spakenburg, in un villaggio a nord di Utrecht, con pochissimi abitanti, un villaggio di pescatori. Hanno la rivalità più forte del calcio olandese minore. E loro hanno un modo di giocare particolare: ognuno fa quello che vuole. Ed è interessante. L'Ipswich (stessa proprietà del Frosinone, ndr)? Gli auguro il meglio. Se poi un giorno avessero bisogno di un allenatore italiano…".
LINEA ORSATO. Alvini si è quindi soffermato sul tema 'arbitri' e la linea dettata da Orsato: "La rispetto enormemente e penso sia giusta. Alla riunione con gli allenatori è stato chiarissimo e molto diretto: se questa è la strada da percorrere io sono contentissimo, gli dico di andare avanti così, su questa strada".