De Rossi: “Trend positivo, ma non siamo ancora salvi. Voglio che il Genoa torni a sognare”

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Oggi alle 13:16News Calcio
di Marco Bovicelli
Le parole di Daniele De Rossi, allenatore del Genoa, nella conferenza stampa verso la sfida contro il Genoa. Le dichiarazioni complete

Giornata di antivigilia al Signorini di Pegli, dove Daniele De Rossi ha incontrato la stampa a due giorni dalla sfida con l’Udinese. Gara da non sbagliare, sosta per ricaricare le batterie alle porte. “Il campionato non finisce domani, ma c’è la sosta e la sosta è una sorta di piccola vacanza che si prende per decomprimere. Non si può andare alla sosta senza un risultato positivo, perché non siamo ancora salvi. Positivo tornare in campo dopo una vittoria? E’ bello tornare in campo quando hai vinto l’ultima partita e quando l’ultima immagine del tuo stadio è una festa, poi le storie e gli almanacchi si scrivono in ogni partita. Al di là di tutto quello che stiamo dicendo, quello che deve rimanere chiaro è che non siamo ancora salvi, mancano ancora tantissimi punti. Siamo in un’ottima posizione, i punti che servono non saranno 50 ma molti di meno: abbiamo incanalato la strada verso la salvezza, ma non lo siamo ancora e i ragazzi lo sanno”.

L'allenatore ha parlato anche delle condizioni di Norton-Cuffy, Baldanzi e Onana: "Norton sta bene, Sabelli contro la Roma ha fatto troppo bene per tenerlo fuori: lui come gli altri è vittima delle scelte che faccio in base a ciò che vedo, ma è un giocatore dal futuro brillante e luminoso. Baldanzi e Onana? Stanno bene tutti e due. Tommaso si sta allenando con noi con regolarità con ottimi risultati, a Verona lo volevo nel gruppo ma sapevo che non poteva giocare perché aveva pochi allenamenti. Può giocare dall’inizio, non può fare tutta la partita ma sta bene. Onana ha avuto una storta sotto i miei occhi una settimana fa, ieri si sentiva abbastanza bene. Vediamo oggi e se starà bene lo porteremo in panchina".

CONDIZIONE DEI GIOCATORI - Dalla condizione dei giocatori al trend positivo della squadra dall’arrivo a Genova di De Rossi: “Di chi è il merito? Ci sono state una serie di concause che hanno fatto andare le cose bene, non c’è un allenatore che senza l’aiuto di società e giocatori possa fare bene. Il Genoa con Vieira, l’ho sempre detto, stava ottenendo meno punti di quelli che meritava sul campo. Il calcio è questo. La differenza sta come gestisci i momenti negativi: c’è stato un momento dove abbiamo fatto due punti in cinque partite, Sucu e Blazquez sono sempre stati vicino a me, non ho mai sentito una punta di abbandono. E visto che in passato mi è successo di sentire meno fiducia ai primi risultati non positivi non posso che sottolinearlo".

Sulla sua crescita da allenatore: "Ho cambiato modo di pensare? Di questo sono contento. Nasciamo allenatori con delle idee, con delle fantasie e a volte con delle utopie. Con idoli e allenatori da emulare, ma nel percorso devi renderti conto di cosa ti serve e vai un po’ a smussare le tue ferme convinzioni. Ti rendi conto che questa squadra aveva bisogno di qualcosa di più verticale, mi sembra di essere migliorato in questo percorso grazie ai giocatori che hanno sempre dato tutto. Io per prima cosa ai ragazzi voglio trasferire un’anima, poi il resto lo mettiamo”.

CORSA SALVEZZA - Sulla corsa salvezza, invece, De Rossi ha dichiarato: “Secondo me sarebbe sbagliato di parlare di 40 punti, di decimo posto. Se dovessimo trovare una vittoria fondamentale domani è ovvio che devo trovare qualcosa per dare stimoli ai miei giocatori. Credo che la società questo lo sappia e stia parlando di stimoli ai giocatori per non sedersi attorno a questi risultati, sia che dovessimo salvarci o sia per raggiungere i 40 punti domani dobbiamo vincere. Il Genoa deve riprendere a sognare, nella mia carriera di giocatore ho visto sì il Genoa in B o in C ma anche al quinto posto con Gasperini. Si va a cicli. Lo ha fatto l'Atalanta, lo fa ora il Bologna. Non si può fare calcio senza sognare o senza avere un obiettivo. Io punto a sognare e a far sognare i tifosi e i miei giocatori".

Ad aiutare De Rossi la crescita continua della squadra: “È cresciuta la squadra e sto crescendo io, se avessi analizzato la vittoria di Verona due anni fa avrei storto la bocca. Tutto è esperienza. Vedi che il Verona ha giocato in una maniera particolare contro Bologna o Napoli e in altre gare ha tirato molto in porta, ed io inizio a godere della squadra se concede poco. E’ un senso di crescita: capire che, sia in condizione di grande squadra o di lotta alla salvezza, non subire tiri o gol è la chiave".

MARCANDALLI - Ancora sui singoli, De Rossi ha parlato della crescita di Marcandalli: “Quando fai questi risultati ci sono delle cose che vanno meglio rispetto a prima, si parte dalla prestazione individuale dei giocatori e poi ci sono dei percorsi che hanno un loro flusso naturale. Marcandalli è un 2002, ha fatto esperienza in B e in A. A me ha colpito da subito. Ci sono dei percorsi che si incontrano, allenatori e giocatori che vanno d’accordo. Il giocatore sta dando più costanza, è più tranquillo".

L'allenatore ha paragonato il classe 2002 ai calciatori protagonisti nelle competizioni europee: "È un giocatore che capisce tutto e ha qualità fisiche da Champions League, da giocatori che vanno di moda adesso. Deve mettere un po’ di dominio del pallone, un po’ di letture, ma la sua fisicità è quella che hanno difensori dell’Arsenal o del Chelsea. Mi ricorda i primi anni di Rudiger alla Roma, un giocatore acerbo ma che fisicamente era una forza della natura".

VERSO L'UDINESE -  Tornando alla partita di domenica, De Rossi ha dichiarato: “Che Udinese mi aspetto? L’Udinese ha vinto in casa contro la Fiorentina, ha perso con la Juve e ha pareggiato a Bergamo. E’ una squadra in salute. Hanno voglia di venire qui e non fare le comparse. E’ una società che lavora bene da 40 anni, che ho voluto prendere come esempio. In questa conferenza stampa sembra un elogio di fine anno ma questo mi spaventa. Noi non siamo salvi. Lo ripeterò alla nausea. Sono convinto che ci salveremo, l’ho detto da gennaio, ma non lo siamo. Dobbiamo pensare alla partita e goderci l’abbraccio dei nostri tifosi. Ma non siamo salvi. La partita è tanto importante per noi e la sosta dobbiamo affrontarla con uno o tre punti in più". De Rossi ha parlato anche degli infortuni: "Ekuban, Malinovskyi e Messias insieme dopo gli infortuni? Non mi piace parlare di queste cose, non porta mai molto bene. I ragazzi devono farmi vedere la disponibilità, un lavativo con me non ha tre giorni di vita calcistica. Loro tre sono giocatori che hanno voglia di dare una mano e la differenza a volte la fa l’elasticità dell’allenatore. Non meritano di rimanere in ghiacciaia, hanno sempre cercato di mettersi a disposizione. Io Malinovskyi non lo metterei in questo elenco perché da quando sono qua ha avuto solo un trauma".

A chiudere una battuta in chiave Azzurra: "Una parola per Gattuso in vista dei playoff? Io penso che tante, troppe volte noi allenatori quando perdiamo in Europa poi si faccia il processo al calcio giovanile italiano. L’Inter l’anno scorso è arrivata in finale di Champions League, il Barcellona ne ha fatte tante e il settore giovanile è sempre lo stesso. Il calcio sta cambiando, il calcio cambierà. Noi stessi cambieremo. Io in pochi anni ho cambiato idea di quale giocatore vorrei avere. Poi ci sta che perdi tanto a poco col Bayern Monaco perché hanno giocatori che hanno 50-60-70 milioni, perché li prendono in giro per il mondo dai vari settori giovanili. Non bisogna fare processi tanto meno all’Atalanta che va a giocarsi un onorevole ottavo di Champions e perde contro una squadra più forte. Venendo all'argomento Nazionale, dobbiamo essere meno criticoni e più tifosi veri. Se dovesse andare male ci sarà la rivolta e ci sarà tempo di parlare di Gravina, Gattuso, Buffon. Ora giochiamo contro l'Irlanda del Nord e se passiamo contro Galles e Bosnia e non credo che abbiano settori giovanili migliori dei nostri. Ora ci sarebbe da smettere di fare processo e dire una parola in più a Rino".