Gila: "Ho scelto il Milan perché quando ti chiama è difficile dire di no"

Gila: "Ho scelto il Milan perché quando ti chiama è difficile dire di no"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 18:15News Calcio
di Alessandro La Gattuta
Il difensore rossonero ha parlato al Festival dello Sport di Trento: "Magari altri club erano in un momento migliore, ma quello che trovi al Milan non c'è da altre parti"

Mario Gila è stato tra gli ospiti del Festival dello Sport di Trento, dove il difensore del Milan ha parlato dell'inizio della sua nuova avventura in rossonero e delle ambizioni della squadra. Tra mercato, nuovi acquisti e obiettivi, Gila ha raccontato anche i motivi che lo hanno spinto a scegliere il club.

L'INIZIO AL MILAN - Gila si è detto soddisfatto dei primi mesi in rossonero e del lavoro portato avanti dalla società sul mercato: "Sono molto contento di essere al Milan, è vero che abbiamo fatto un mercato molto importante anche a livello economico. Abbiamo portato pezzi importanti per il progetto, cerco di aiutare la squadra sempre e dare ciò che serve. Sicuramente è stato un buon inizio di stagione". L'arrivo di nuovi giocatori può rappresentare un ulteriore passo avanti per la squadra: "I nuovi acquisti danno un plus alla squadra, l'obiettivo è avere la tranquillità di crescere e dare soddisfazioni ai tifosi".

LA SCELTA DEI ROSSONERI - Prima di approdare in rossonero, Gila aveva ricevuto attenzioni anche da altri club, tra cui Napoli, Atalanta e Inter. Alla fine, però, la scelta è ricaduta sul Milan: "C'erano diverse squadre ma ho scelto il Milan perché, come già avevo detto la prima volta che ho visto Milanello, ha una storia importante. Quando ti chiama è difficile dire di no. Magari altri club erano in un momento migliore, ma quello che trovi al Milan non c'è da altre parti". E proprio sulla possibilità di essere stato cercato anche dall'Inter, Gila ha confermato: "Sì". Una scelta dettata anche dalla volontà di contribuire a riportare in alto un club dalla storia importante: "Ho scelto il Milan perché magari non è al livello di Inter e Napoli negli ultimi anni, ma aiutare a vincere una squadra del genere è una soddisfazione più bella rispetto ad altre squadre che stanno già vincendo".

AMORIM E IL NUOVO PROGETTO - Gila ha poi parlato del lavoro di Amorim e delle idee trasmesse dal tecnico alla squadra: "Ci trasmette molta grinta, è molto aggressivo sulla pressione. È molto moderno, adatto al calcio che si vede in Europa". Un progetto ancora agli inizi, per il quale il difensore ritiene necessario avere pazienza: "Siamo all'inizio di un progetto e bisogna dare tempo, ma sicuramente i risultati verranno e saranno molto positivi".

L'OBIETTIVO CHAMPIONS - Dopo il mancato accesso alla Champions League nella scorsa stagione, Gila ha indicato con chiarezza il principale traguardo del Milan per il nuovo campionato: "Il livello attuale del Milan è dove siamo, l'Europa League. L'anno scorso siamo stati tutto l'anno in zona Champions, ma alla fine per un fattore o per un altro non ci si è arrivati. Ora bisogna lavorare, sappiamo che l'obiettivo principale è la Champions".

LA PRESSIONE DEL MILAN - Gila ha analizzato anche il momento della squadra, reduce da un avvio positivo seguito da alcune gare più complicate. I due pareggi ottenuti in trasferta, però, non vengono considerati dal difensore come risultati particolarmente negativi: "Abbiamo iniziato molto bene, poi sono arrivate partite più difficili. Abbiamo pareggiato in due stadi non facili, i risultati non sono così negativi, però alla fine sei nel Milan che ti chiede di vincere tutto, sempre, e tu la pressione la senti alla fine". Una pressione che si riflette anche sull'ambiente nei giorni successivi a una gara senza vittoria: "Se non vinci una partita senti che l'energia nei primi giorni non è positiva. Ma sono fattori che si spiegano perché siamo all'inizio di un nuovo progetto, l'intenzione è giocare un calcio moderno. I risultati arriveranno e non abbiamo nessun dubbio".

IL RUOLO DA TERZINO - Tra le novità vissute in questo inizio di stagione c'è anche l'impiego in una posizione diversa da quella abituale. Gila ha spiegato di apprezzare l'opportunità di giocare da terzino, considerandola una possibilità di crescita: "Terzino è una posizione che mi piace e mi stimola, nuove situazioni ti fanno imparare nuove cose, magari sull'uno contro uno. Mi piace perché mi può migliorare come giocatore e posso andare più all'attacco".

RAMOS E IL SUO INSERIMENTO - Il difensore spagnolo ha parlato anche di Ramos e dell'importanza del lavoro della squadra per permettergli di esprimere al meglio le proprie qualità: "Ramos? Sappiamo che dobbiamo servirlo, col Portogallo sta facendo benissimo, dobbiamo migliorare come squadra. Molto dipende dal contesto in cui si trova, ci può aiutare moltissimo".

SERGIO RAMOS, L'IDOLO DA BAMBINO - Tra i giocatori che hanno rappresentato un punto di riferimento per Gila c'è Sergio Ramos, che il difensore ha raccontato di aver seguito fin da bambino: "Sergio Ramos era il mio idolo da piccolo, ho vissuto da giovane un Ramos molto “spinto”, che vinceva tanto, segnava tanto, mi piacevano la sua cattiveria e leadership, ciò che trasmetteva".

NESTA E I DIFENSORI DEL MILAN - Restando in tema di idoli e modelli, Gila ha indicato anche un nome particolarmente legato alla storia rossonera, per un percorso che presenta alcune similitudini con il suo: "Nella storia del Milan a essere sincero la persona a cui mi ispiro di più è Nesta, per il passaggio Lazio-Milan. È un esempio, ho avuto il suo stesso trascorso. Poi Costacurta, Maldini… al tempo i migliori difensori giocavano al Milan".

MODRIC E L'ANEDDOTO CON ANCELOTTI - Tra le persone incontrate nel corso della carriera c'è anche Luka Modric, con cui Gila ha condiviso alcuni mesi al Real Madrid senza però scendere in campo insieme. Il difensore ha ricordato soprattutto la capacità del croato di aiutare i compagni e un episodio vissuto durante gli allenamenti: "Modric? Sono stato 3-4 mesi a Madrid con lui, senza giocarci insieme, ma in allenamento si vedeva che era pazzesco. Gli ricordo spesso questo episodio: andavo ad allenarmi, ero molto cattivo, “ignorante”, non pensavo di “prendermi cura” dei giocatori. Un paio di volte ero entrato su Rodrygo, e sentii Modric che si lamentava con Ancelotti dicendo “è sempre lui”, e Ancelotti venne da me a parlarmi. Ti aiuta molto in campo e fuori dal campo vedi la sua umiltà. Da lui si imparano molte cose".

SARRI E AMORIM, DUE ALLENATORI DIVERSI - Poi, un confronto tra due allenatori che hanno segnato momenti differenti del suo percorso: Maurizio Sarri e Ruben Amorim. Gila ha raccontato anche le difficoltà iniziali avute con il primo e ciò che ha imparato da quell'esperienza: "Sarri e Amorim? Diversi in tutto. Sarri mi ha insegnato tanto, all’inizio con lui è stato molto difficile e lui lo sa. Lui mi aveva dato l’opportunità, io non l’avevo sfruttata e per un po’ di partite non ho giocato. Ma questa esperienza mi ha aiutato a leggere meglio tutte le situazioni di gioco. Lui è una grande persona, incredibile; nel campo sembra cazzuto, tosto, è molto tradizionale e duro. Lui è molto più tattico di Amorim a cui piace essere più ordinato e aggressivo".

LA VICINANZA DI CARDINALE - Gila ha raccontato anche il rapporto con Gerry Cardinale e la sua presenza all'interno del club, sottolineando la volontà del proprietario di mantenere un contatto diretto con la squadra: "Dopo la firma ho sentito Cardinale che voleva vedermi ed era molto contento. Ho visto che vuole essere molto vicino alla squadra, nelle riunioni chiede molto come crediamo che possa aiutarci. Si lascia “retroalimentare”: capire come funziona una squadra è difficile: è molto importante ascoltare le persone con più peso nella squadra, e lui vuole avvicinarsi molto ma senza essere mai irruente. Chiede cosa può fare, si mette da parte, ma si fa vedere e per una squadra è importante: è un qualcosa in più per il senso di appartenenza, ti fa sentire una forza, ti fa dare un qualcosa in più. La sua vicinanza è molto importante e ci farà bene".

YAMAL E L'IPOTESI MILAN - Inevitabile anche un passaggio su Lamine Yamal. Il centrale ha risposto con una battuta sull'eventuale arrivo del talento spagnolo in rossonero: "Yamal? Fortissimo e giovanissimo. Lui al Milan? Serve un miracolo di Cardinale…".

IL RICORDO DI BARESI - Infine, Gila ha parlato del suo rapporto con la storia del Milan e in particolare con Franco Baresi, ricordando l'impatto avuto dalla scomparsa dell'ex capitano rossonero poco dopo il suo arrivo nel club: "Conoscevo Baresi come giocatore, anche se non essendo in Italia ti rimane più impresso il calcio spagnolo. È stato speciale vedere, due settimane dopo il mio arrivo al Milan, alla sua morte la commozione incredibile nel mondo Milan: non solo chi lo conosceva ma anche i giocatori che conoscevano la sua importanza. E arrivi a sentirla anche tu. In Milan-Venezia lo spettacolo con la sua maglia a centrocampo… vorrei avere un pezzo di ciò che è stato lui e averlo dentro me stesso. Ci dispiace molto, speriamo di fare cose belle e dare qualche soddisfazione anche a lui".