Immobile: "Inzaghi è il miglior allenatore che io abbia mai avuto"
Mi sarebbe piaciuto finire la carriera alla Lazio per salutare i tifosi come si deve". Così Ciro Immobile durante il suo intervento al vocast Sky Calcio Unplugged. L'ex attaccante del Bologna, ora al Paris FC, ha trovato da poco il suo primo gol con i parigini, per lui davvero importante: "Ci voleva questo gol, sono riuscito a segnare in tutti i campionati e finalmente ho segnato quest'anno, che è stato complicato dopo l'infortunio a Roma".
Proprio sul discorso legato all'allenatore, Immobile racconta il migliore mai avuto: "Inzaghi, con lui ho vinto tanto. Vorrei rubargli la capacità di gestire il gruppo, credo sia veramente la chiave in questo mestiere e girando tanto ho trovato conferme in merito". Poi il commento sulla Nazionale e le possibilità di qualificazione al Mondiale.
ITALIA - Archiviata la vittoria contro l'Irlanda del Nord, Immobile ha le idee chiare sulle scelte che secondo lui dovrebbe fare Gattuso in attacco: "Farei giocare Pio, ho un debole per lui, e Moise, perché il gol ti dà fiducia e la continuità è importante. Spogliatoio? Conoscendo Gigio, Barella, Bastoni il peso della prima partita se lo sono tolti, la mente è più libera e sanno che hanno le stesse possibilità di andare al Mondiale della Bosnia. Se i ragazzi non accusano così tanto la pressione non c'è partita, la squadra l'ho vista giocare. Il peso della maglia della Nazionale, però, deve essere scrollato. Trascinatore? Punto sui giocatori dell'Inter, su Gigio, visto che conta molto l'esperienza". L'ex Bologna e Lazio, poi, non nasconde: "Un Ciro Immobile in condizioni diverse ci sarebbe stato bene". E svela: "A inizio anno Gattuso venne a Bologna e mi disse che avevo le stesse possibilità di essere convocato".
I PRIMI MESI AL PARIS FC - Dopo mesi difficili al Bologna, Immobile ha scelto la Francia e il progetto del Paris FC: "Si tratta di un'esperienza importante in un club comunque giovane. Quando sono arrivato si aspettavano uno presuntuoso, invece nonostante la mia carriera sono rimasti colpiti dalla dedizione in allenamento".
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DIFFERENZE TRA LA SERIE A E GLI ALTRI CAMPIONATI - Per un calciatore che ha giocato in tutti i principali campionati, la differenza con la Serie A è questa: "Ho letto una statistica sulla velocità di trasmissione della palla e l'Italia è indietro rispetto agli altri campionati. Prima c'erano molte più occasioni e molto dipende dagli attaccanti. Il mio modo di giocare mi ha portato a risultati incredibili, uno non può pretendere, ad esempio, che io giochi nalla stessa maniera di Pio. Sono cresciuto nel mito di Inzaghi, Vieri, Gilardino, tutta gente che se non segnava si strappava i capelli dal nervoso. Ora la caratteristica della prima punta sta cambiando. Io sono sempre per i discorsi che faceva mio padre, ovvero che chi segna ha sempre ragione"
LAZIO - Infine, una volontà e un pensiero va alla Lazio e ai suoi tifosi: "Dopo 8 anni e tanti titoli mi sarebbe piaciuto salutare in maniera diversa. La squadra ha sempre bisogno della gente, che quando è dentro lo stadio è uno spettacolo e ti dà una spinta in più quindi spero che si riavvicini il prima possibile alla squadra"