Simonelli sull'inchiesta arbitri: "Doveroso essere garantisti"

Simonelli sull'inchiesta arbitri: "Doveroso essere garantisti"
Oggi alle 14:14News Calcio
di Mattia Picchialepri
Dopo l'autosospensione di Rocchi, è intervenuto anche il presidente della Lega Serie A Ezio Maria Simonelli: le sue dichiarazioni.

Il polverone sollevato dall'avviso di garanzia notificato al designatore Gianluca Rocchi continua a scuotere le fondamenta del calcio italiano, innescando una serie di reazioni che spaziano dalla ferma difesa delle istituzioni sportive alle richieste di un azzeramento dei vertici federali. In un clima di forte tensione, il presidente della Serie A Ezio Simonelli ha preso posizione attraverso una nota ufficiale della Lega.

LA POSIZIONE DI SIMONELLI: DIFESA DEL SISTEMA E GARANTISMO - Ezio Simonelli ha scelto la via della prudenza, invitando tutti gli attori coinvolti a non trarre conclusioni affrettate. "A valle di quanto letto su tutti i media vorrei ricordare che, come in qualsiasi altra situazione, si tratta di accuse degli inquirenti e che è dovere di tutti ritenerle come tali in una normale dialettica democratica", ha dichiarato il presidente della Lega Calcio Serie A, sottolineando come "giudizi affrettati o conclusioni di qualsiasi genere sono fuori posto, nell’attesa doverosa che le indagini compiano il loro percorso per stabilire la verità".

La difesa del sistema passa attraverso il richiamo alla presunzione di innocenza: "Nessuno di noi conosce alcun dettaglio della vicenda ed essere garantisti è un nostro preciso dovere sino all’ultimo grado di giudizio". Simonelli ha poi lanciato un forte allarme sui contraccolpi di questa vicenda: "C’è il rischio, altrimenti, di enormi danni reputazionali al sistema Serie A, e a tutto l’intero movimento calcistico italiano, con una narrazione distorta e una vera e propria gogna mediatica".

In merito alle indagini, il presidente ha chiuso ricordando l'intervento degli organi competenti: "È noto che sia la Procura Federale che la Procura del CONI si siano mosse tempestivamente e si siano già espresse su alcuni punti dell’indagine. La giustizia ordinaria farà il suo corso, ma non possiamo ignorare il lavoro già svolto all'epoca dagli organi sportivi competenti". La chiusura è netta e a tutela della regolarità del torneo: "Confidando nel lavoro degli organi competenti, non può essere un avviso di garanzia a porre in discussione l’onestà intellettuale e il lavoro di un intero sistema. Se poi dovesse risultare che qualcuno ha sbagliato, sarà giusto che paghi. Ma giammai è consentito mettere in dubbio la credibilità del sistema e la regolarità del campionato".