Mbappé: "Pallone d'Oro? Sento che è l'anno giusto. In Francia mi criticano, ma non voglio piacere a tutti"
In una lunga intervista esclusiva rilasciata ai microfoni di RFI (Radio France Internationale) da Madrid, Kylian Mbappé si è raccontato a tutto tondo. Il fuoriclasse francese e capitano dei Bleus ha affrontato i temi più caldi del momento: dalla serrata corsa al Pallone d'Oro al forte legame con le proprie origini, fino al cambio della guardia sulla panchina della Nazionale tra Deschamps e Zidane e all'impatto con José Mourinho al Real Madrid.
PALLONE D'ORO: NESSUNA OSSESSIONE, MA TANTA FIDUCIA - Il 16 ottobre si avvicina, e con esso la cerimonia del Pallone d'Oro. Mbappé non si nasconde, pur respingendo l'idea che il premio sia diventato un chiodo fisso: "Non la vivo come un'ossessione, ma mentirei se dicessi che non è un obiettivo fondamentale per me. È stato un anno individuale fantastico, sono stato il capocannoniere ovunque, e so che le prestazioni dei singoli pesano moltissimo in questo premio. Sento che potrebbe essere l'anno giusto, anche se la competizione è apertissima e questo piace molto al pubblico".
L'attaccante ha ribadito come la delusione sia naturale in caso di mancata vittoria ("Da sportivo competitivo ne risentirei"), ma difende a spada tratta le sue dichiarazioni spesso forti e sicure di sé, che in Francia hanno sollevato qualche polemica: "Non mi interessa piacere a tutti, è impossibile. In Francia ci si scandalizza per molte cose, ma io sono fatto così: vado avanti per la mia strada accettando i miei pregi, i miei difetti e i miei fallimenti, senza fingere di essere un'altra persona".
IL MONDIALE, DESCHAMPS E IL NUOVO CAPITOLO ZIDANE - Inevitabile un passaggio sul Mondiale, vissuto da protagonista assoluto con il record di reti segnate ("Un traguardo incredibile, ma quando giochi pensi solo al prossimo gol"), chiuso però con la sconfitta in finale che non cancella l'ottima immagine offerta dalla Francia al mondo.
Ora, però, si apre un nuovo ciclo. Salutato Didier Deschamps, i Bleus ripartono da Zinedine Zidane. Mbappé rende omaggio al suo ex CT, ma si proietta già verso il futuro: "A Didier dobbiamo gratitudine eterna, ha fatto la storia e ha riportato la Francia al vertice. Ora si apre un nuovo capitolo con Zidane. Ci conosciamo già, visto che viviamo a Madrid, ma non vedo l'ora di incontrarlo a Clairefontaine per capire cosa si aspetta da me e dalla squadra. Dovremo trovare un nuovo equilibrio, ma l'obiettivo resta lo stesso: vincere subito". Un entusiasmo che si riflette anche sulla sua esperienza nel club, dove si gode la guida di José Mourinho: "Ho sempre desiderato essere allenato da lui. È un leader intelligente, uno dei migliori dell'era moderna. Imparare da lui ogni giorno è un vero piacere".
LE RADICI AFRICANE: "IL MIO PALLONE D'ORO ANCHE PER LORO" - L'ultima parte dell'intervista tocca un tema molto intimo per Mbappé: le sue origini algerine e camerunensi. "Sono cresciuto in Francia, ma la cultura africana è parte di me e dei miei valori", ha spiegato l'attaccante. "Non ho mai reciso questo legame, tornare in Camerun recentemente è stato meraviglioso e sento sempre l'affetto di un intero continente".