Italia, Bastoni: "Domani possiamo giocarcela. Mancini? Lavora tanto sull'autostima"
"Si riparte da un avversario glorioso, Zidane ha detto che possiamo giocarcela: sono d'accordo". Così Alessandro Bastoni ha voluto presentare il match di domani tra Francia e Italia, valida per la terza giornata di Nations League. Il difensore nerazzurro, intervenuto a Sky, ha poi raccontato quello che Roberto Mancini ha chiesto alla sua Nazionale: "Quello che vogliamo fare è dare senso al percorso. Si deve capire quando c'è l'Italia in campo, dobbiamo essere riconoscibili in campo. Il nostro standard deve essere quello visto nell'ultima partita".
Ha poi continuato sull'importanza dell'ottenere i risultati: "La speranza è di averli il prima possibile. Mancini sta lavorando tanto sull'autostima. Bisogna dirci quando siamo bravi. Contro la Turchia ho visto grande personalità e quel pizzico di leggerezza per tornare dove eravamo".
LA CONFERENZA STAMPA DI BASTONI - Al fianco di Mancini, Alessandro Bastoni ha presentato il match di domani anche in conferenza stampa. Il difensore nerazzuro ha subito fatto il punto sugli avversari, e sulla condizione fisica e mentale dei suoi compagni: "Abbiamo una storia troppo importante per venire qua a fare la passeggiata. Siamo una squadra con buone qualità, all'inizio di un percorso. La priorità nostra non è guardare le altre squadre ma trovare un'identità, che guardi la partita alla tv e dici che quella è l'Italia. Siamo a inizio percorso, serviranno fiducia, pazienza e possibilità di sbagliare".
Bastoni ha poi descritto le emozioni e le sensazioni provate subito dopo il match di Zenica: "Ho sempre giocato serenamente, non è mai cambiato il mio modo di entrare in campo. Zenica mi ha lasciato grande tristezza e amarezza, ma lasciare indietro gli errori e impararci fa parte del percorso di ogni giocatore di grande livello. E ho cercato di farlo subito dopo la Bosnia: non puoi controllare il passato, ma il presente per decidere il futuro sì".
Ha poi aggiunto: "Non voglio passare da vittima, è l'ultimo dei miei pensieri e voleri: fa parte del nostro mestiere, quando fai bene diventi un idolo e di fronte a certi episodi ti attaccano. Nel calcio si dimentica alla svelta, nel bene e nel male. Io posso andare avanti, seguire la mia strada e non farmi giudicare da un episodio in quasi dieci anni di carriera. E non ho mai pensato a nessun addio".