Italia, Gattuso: "Nel primo tempo ci siamo complicati la vita, ora ci giochiamo la finale"

Italia, Gattuso: "Nel primo tempo ci siamo complicati la vita, ora ci giochiamo la finale"TUTTOmercatoWEB.com
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Ieri alle 22:33News Calcio
di Gianluca Monaco
Le parole di Gennaro Gattuso, c.t. dell'Italia, dopo la vittoria contro l'Irlanda del Nord nel primo dei due match dei playoff Mondiali

"Non è stata per nulla facile. Ci hanno sorpesi e nel primo tempo potevamo fare meglio perché abbiamo fatto cose diverse rispetto a come l'abbiamo preparata", ha detto Gennaro Gattuso alla RAI dopo la vittoria degli azzurri per 2-0 contro l'Irlanda del Nord. L'Italia si è qualificata così alla finale dei playoff di qualificazione ai prossimi Mondiali, e lo fa grazie alle reti di Tonali Kean, entrambe nel secondo tempo.

Il commissario tecnico degli azzurri ha poi proseguito l'intervista commentando il difficile primo tempo dei suoi: "Ci siamo complicati la vita da soli con Locatelli schiacciato. Nella ripresa li abbiamo tenuti là e la palla girava più veloce. Ora ci giochiamo la finale e cercheremo di recuperare bene".

LA FINALE - "Io penso che la tensione che sentiamo noi la sentano anche gli altri. Poi saranno due atmosfere diverse. Questa vittoria ci voleva e ringraziamo Bergamo per l'atmosfera, perché ho sentito pochissimi fischi. Grazie a tutti, e ora ci giochiamo questa finale", ha detto il c.t. in vista della finale, in programma martedì 31 marzo.

Dopo la vittoria ai rigore della Bosnia sul Galles, gli azzurri martedì 31 marzo giocheranno la finale contro la squadra di Dzeko a Zenica. Gattuso ha parlato dell'avversaria in conferenza stampa: "La Bosnia è una squadra esperta, e giocheremo in uno stadio caldo. Il Galles era totalmente diverso. Sono bravi a chiudersi e ad appoggiarsi sui due attaccanti. Sarà una partita difficilissima, come lo è stato questa sera".

LO STADIO E L'AMBIENTE - "Nel primo tempo sono stato tranquillo, molto tranquillo, anche se ero arrabbiato. Nello spogliatoio ho detto che dovevamo cercare gli attaccanti e non abbassarci. Sono partite in cui senti la tensione perché ti giochi tanto. Anche la scelta di uno stadio più piccolo va in questa direzione. Se oggi fossimo stati in uno stadio da 70.000 persone avremmo sentito i fischi, e invece il pubblico ci aiutato facendoci sentire meno la pressione".