João Mário chiama la Juventus: "A Bologna per rinascere e riprendermi la maglia bianconera. Posso convincere Spalletti"
"Juve, ti dimostrerò che hai sbagliato": il difensore portoghese João Mário è tornato a parlare della sua travagliata esperienza con la maglia della Juventus e della sua attuale rinascita tra le file del Bologna. In una lunga intervista concessa al quotidiano A Bola, il giocatore ha fatto il punto della situazione sulla sua stagione, svelando i retroscena tattici che lo hanno spinto a lasciare temporaneamente Torino per cercare maggiore minutaggio in rossoblù, senza dimenticare le sue ambizioni con la maglia della Nazionale.
LE DIFFICOLTÀ ALLA JUVENTUS E IL DIALOGO CON SPALLETTI - L'avventura in bianconero non è andata come sperato, ma il laterale analizza la situazione con grande lucidità e senza alcun rancore. "Nei primi mesi mi sono sentito bene. Avevo minutaggio, sono partito titolare in alcune occasioni ed entravo in quasi tutte le partite", ha raccontato João Mário, ammettendo però la naturale complessità della sfida. "Non sono stato così ingenuo da pensare di impormi subito alla Juventus. È un club diverso, con una cultura diversa, e il processo di adattamento è normale".
Il vero spartiacque della sua esperienza torinese è stato il susseguirsi delle guide tecniche e delle relative filosofie di gioco. Con Igor Tudor lo spazio si era ridotto principalmente agli ingressi a gara in corso per adottare un piano più offensivo, ma è con l'arrivo di Luciano Spalletti che le prospettive sono cambiate definitivamente. "Spalletti cercava caratteristiche un po' più difensive. Abbiamo avuto una conversazione e gli ho detto che avevo bisogno di giocare di più", ha spiegato il portoghese. "Ero molto grato per tutto, ma se ci fosse stata la possibilità, avrei voluto cercare un'altra squadra. È arrivato il Bologna ed eccomi qua". Nonostante l'addio, il legame con l'ambiente juventino resta vivo anche grazie alla profonda amicizia con Francisco Conceição, definito un grande amico e un supporto fondamentale per l'adattamento in Italia fin dai primi mesi: "Continuiamo a parlarci praticamente tutte le settimane. È qualcuno di cui mi preoccupo molto e anche lui si preoccupa molto per me. Nei primi mesi è stato senza dubbio un supporto, mi ha aiutato molto nell'adattamento al paese e al club. È un grande amico".
IL RISCATTO A BOLOGNA E IL SOGNO MONDIALE - L'approdo in rossoblù rappresenta per il giocatore l'occasione perfetta per dimostrare il proprio valore nel fisico e tattico campionato di Serie A. L'obiettivo a breve termine è continuare l'ottima cavalcata in Europa League, competizione in cui il Bologna affronterà l'Aston Villa ai quarti dopo aver eliminato la Roma, ma lo sguardo è inevitabilmente rivolto anche al futuro. Alla domanda su un possibile ritorno alla Juventus per giocarsi le sue carte con Spalletti, João Mário si è detto molto fiducioso: "Sento di avere ancora un futuro lì. Il Bologna è un'opportunità per mostrare il mio potenziale. Sto dando tutto me stesso per dimostrare che merito di giocare a questo livello".
Un rendimento elevato che spera possa riaprirgli in pianta stabile anche le porte della Nazionale portoghese in vista del prossimo Mondiale. "So di essere in quel gruppo di pre-convocati... La posizione di terzino destro è ricca di enorme qualità", ha ammesso con onestà. "Sono consapevole che non è facile entrare in quella ristretta lista di convocati, ma lavoro tutti i giorni per poter raggiungere questo sogno di tornare a essere presente nella lista".