Lamine Yamal chiama Julian Alvarez: "Lo aspettiamo a braccia aperte. Se fossi in lui non avrei dubbi"

Lamine Yamal chiama Julian Alvarez: "Lo aspettiamo a braccia aperte. Se fossi in lui non avrei dubbi"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 09:00News Calcio
di Mattia Picchialepri
L'esterno della Spagna ha parlato dal ritiro del Mondiale: dalla possibilità Julián Alvarez al percorso della Roja negli Stati Uniti

Lamine Yamal si prende la Spagna e "chiama" Julian Alvarez. Dal ritiro della Roja in Nord America, dove sta disputando il Mondiale da protagonista a soli 18 anni, l'attaccante del Barcellona ha rilasciato una lunga intervista a Cadena SER. Lasciata alle spalle la panchina contro il Capo Verde per i postumi di un infortunio, Yamal è tornato titolare trascinando i suoi fino agli ottavi di finale. Tanti i temi toccati, a partire proprio dalle voci di mercato che accostano Julián Alvarez ai colori blaugrana.

IL MESSAGGIO A JULIAN ALVAREZ - Interrogato sul possibile arrivo della stella argentina in Catalogna, Yamal non si è nascosto, vestendo i panni del direttore sportivo: "Ora non ci penso molto, ma magari, perché è un gran giocatore. Se viene, lo accoglieremo a braccia aperte perché arriverebbe nel miglior club del mondo, con la miglior tifoseria e nella miglior città. Se fossi in lui, lo farei. Lo aspettiamo se vuole venire. Avanti".

LA PRESSIONE E LA VITA FUORI DAL CAMPO - Nonostante la giovanissima età, lo spagnolo ha parlato della gestione della fama: "Pressione? Mia madre mi ha avuto a 16 anni e mio padre ha dovuto cercare di sopravvivere in strada per portare il cibo a casa. Quella è pressione. Io cerco solo di giocare e rendere felici gli spagnoli". Sulla notorietà: "Pagherei molti soldi per poter andare a bere qualcosa in centro senza essere riconosciuto. Mi piacerebbe andare al bar qui vicino con la mia famiglia. Ma non mi lamento, entrambe le vite vanno bene".

L'OSTACOLO AUSTRIA - Giovedì la Spagna è attesa dalla sfida da dentro o fuori contro l'Austria, dopo aver superato il girone H da prima classificata: "Come tutte le nazionali saranno molto intensi, soprattutto nel gioco aereo e sui calci piazzati. Se siamo più intensi di loro, vinciamo sicuro, perché quando abbiamo la palla siamo migliori del resto delle squadre. Se uscire sarebbe un fallimento? Sì, per me e per tutti. Chi dice di no, mente".

MESSI E LA SCELTA DELLA SPAGNA - Spazio anche per le sorprese del torneo. Su tutte, l'impatto dei campioni più affermati: "Chi mi ha sorpreso di più a livello individuale? Messi, ovviamente. Tutti sanno chi è, ma non me lo aspettavo. Mi sta piacendo Vini, e anche Saibari. È una follia quello che fanno Messi e Cristiano".

Infine, una chiusura ferma sui cori razzisti sentiti da alcuni tifosi e sulla sua decisione di rappresentare la Roja e non il Marocco: "I cori contro l'Egitto erano contro i musulmani, avrebbero dato fastidio a chiunque. Non mi pento, continuerei a scegliere la Spagna. So che non tutta la Spagna stava cantando quelle cose: i miei genitori mi hanno educato in un modo".