Bologna, Miranda: "Abbiamo la squadra per arrivare in alto. Tedesco? Gli auguro il meglio"
L’arrivo di un nuovo allenatore quanto può cambiare la vita di un calciatore. Chiedetelo a Juan Miranda. Terminato l’allenamento mattutino, spunta nei corridoi del Niccolò Galli di Casteldebole stanco, ma con il solito sorriso. Dopo anni da terzino in una linea a quattro, con Raffaele Palladino è chiamato a reinventarsi da esterno a tutta fascia, ruolo mai ricoperto in carriera. Un cambiamento non da poco, ma quando al tuo fianco hai un allenatore che ti trasmette fiducia tutto diventa più semplice.
Dopo il pareggio interno contro il Torino, la sosta "lunga" per le nazionali era necessaria per ricaricare le energie e comprendere al meglio lo stile di Palladino. Qualche sgambata, sedute video e un'amichevole con l'Ascoli: "In questa sosta ho imparato tanto" ha dichiarato l'ex Betis a Gianlucadimarzio.com. "Abbiamo lavorato tanto con Palladino per capire meglio le sue idee. Vedremo se riusciremo a fare bene domenica e riprenderci i tre punti". A Lecce, sarà vietato sbagliare per i rossoblù: "Sarà dura come sempre, ma dobbiamo vincere per uscire da questa situazione".
IL RAPPORTO CON PALLADINO - Se prima del Torino Palladino era solo un "estraneo", adesso Miranda ha le idee più chiare sul suo allenatore: "Mi piace, vuole avere il possesso del pallone e attaccare lo spazio. È un allenatore molto offensivo e vicino al calciatore, che secondo me è molto importante. Mi ha dato tanta fiducia. Soprattutto mi ha ricordato che devo giocare come so, perché 'sono molto bravo'". E sul nuovo ruolo aggiunge: "Mi trovo bene, mi piace giocare più offensivo. Non ho mai giocato a cinque, in Spagna ho sempre giocato a quattro".
UNA NUOVA REALTÀ - Da Tedesco a Palladino il passo non è breve. "A Tedesco piaceva più avere la palla, mentre Palladino è più verticale" sostiene Miranda. "Per capire l'idea di Tedesco c'è voluto tanto tempo. Ma sono entrambi grandi allenatori. Ho imparato tanto da Tedesco, era molto vicino ai calciatori. Gli auguro il meglio".
Anche il passaggio di consegne tra Vincenzo Italiano e l'ex Fenerbahce non è avvenuto senza difficoltà: soltanto un punto conquistato nelle prime quattro giornate e l'esonero dopo 106 giorni dall'arrivo. "Venivamo da un'idea totalmente diversa con Vincenzo, e questo ci ha penalizzato. Farà meglio in futuro". E su Italiano: "Una caratteristica che lo differenziava dagli altri? L'intensità".
"POSSIAMO RISALIRE LA CLASSIFICA" - "Adesso siamo in una situazione difficile" continua Miranda, che comunque non abbandona l'idea di tornare in Europa già da questa stagione, "Abbiamo la squadra per arrivare in alto in classifica, non so se in Champions League. Quest'anno giochiamo due competizioni e possiamo fare molto meglio".
L'anno scorso, il percorso in Europa League del Bologna si è fermato ai quarti contro l'Aston Villa, nonché futura vincitrice della competizione: "Pensiamo sempre ad arrivare più lontano possibile, però l'Aston Villa era una squadra fortissima. Abbiamo giocato una grande partita".
"NAZIONALE? LIVELLO TROPPO ALTO" - Miranda ha fornito il suo primo assist della stagione contro il Sassuolo. Nella scorsa stagione ha toccato quota 4, oltre a segnare anche un gol. Ma non parlategli di obiettivi personali: "Non ci penso mai, devo giocare bene e la squadra deve vincere. Magari adesso con questo nuovo sistema posso fare un po' di più, ma l'importante è che vinca la squadra". Magari solo quello di tornare a vestire la maglia della Spagna: "Adesso il livello è troppo alto...Però sì, per un calciatore l'obiettivo più importante è vestire la maglia del suo paese".
L’ultima volta era stata nel 2024, alle Olimpiadi di Parigi, culminate con la vittoria della medaglia d’oro. Oltre a lui, in quella squadra c’erano molti volti oggi centrali nel panorama calcistico: da Fermín López a Baena, passando per Eric García, Cubarsí e diversi altri. Ma alcuni di loro, per Miranda, sono molto più che semplici compagni: "Ho grandi amici lì, tra cui Fermín López, Gavi, con cui parlo troppo. C'è un gruppo molto sano. Hanno fatto un Mondiale incredibile. Sono felice per loro. Per ricevere questa chiamata devo fare bene con il Bologna". Magari questo nuovo ruolo con il club rossoblù aiuterà Juan a mettersi in mostra: "Speriamo (ride, ndr). Adesso è facile parlare, ma in campo è più complicato. Con questo ruolo ho la possibilità di fare più gol e assist ma l'importante è che vinca la squadra". Una cosa è certa: a partire da domani al Via del Mare potremmo vedere una nuova versione di Miranda.