Mourinho: "Non dirò mai una parola contro la Roma. L'esonero? Arrivò dopo la finale di Budapest"
Dal ritorno all'Olimpico come allenatore del Real Madrid fino al suo passato vissuto con la Roma. E non solo. José Mourinho si è raccontato al Corriere dello Sport: "Non esiste e non esisterà mai una parola mia contro la Roma o contro la sua proprietà: quando esco, esco pulito e con un sentimento che sarà per sempre casa mia - dice il portoghese - . L'esonero? È arrivato il giorno della finale di Budapest. I Friedkin? Non ho mai discusso pubblicamente della situazione. Ora che andremo a Roma, se dovesse esserci l'occasione di incontrarli, potrò salutarli senza problemi".
"Cosa mi aspetto per il mio ritorno all'Olimpico? Rispetto. Non mi sono ancora iniziato a preparare per quella partita. Né come allenatore né come un ex che torna a casa. Mi devo preparare al meglio per fare il mio lavoro bene. E cercare di dimenticare dove sono e contro chi gioco".
DA PRESTIANNI AL CASO MAN. CITY - Mourinho è tornato al Real Madrid, ma non dimentica il suo passato recente. Prima di allenare in Spagna, infatti, il portoghese ha guidato anche il Benfica. E proprio qui ha sfidato il Real Madrid il 17 febbraio scorso, quando Prestianni, in seguito a quanto accaduto con Vinícius Júnior (LEGGI QUI), ha rimediato una squalifica di sei giornate "a causa di un comportamento discriminatorio", come si legge nel comunicato UEFA.
"Non è stato squalificato per razzismo - dice Mourinho - Io sono stato attaccato dall'opinione pubblica per una situazione incontrollabile. Il mio giocatore mi dice 'non è vero'. Nessuno ha la prova che mi può dire il contrario. Non puoi prendere una posizione. La cosa bella di questa storia è che di là c'era un ragazzo fantastico e di qua c'è un ragazzo d'oro" il riferimento del portoghese è chiaramente a Prestianni e Vinicius.
Mourinho poi aggiunge: "Se voglio parlare del caso Manchester City? Preferisco riderci un po'. Penso che avremo un finale. Ma ci vorrà tanto tempo".
Quindi un commento anche su Carlo Ancelotti, Ct del Brasile ed ex allenatore del Real Madrid: "Voleva parlare con i suoi giocatori" spiega Mourinho: "Vinicius, Rodrygo, Militao, Endrick. E mi chiede il permesso per venire qui. Io gli ho detto: 'Carlo, io sono stanco di te. Ogni giorno vado nel corridoio e vedo foto di Carlo ovunque. Sono stanco di te (ride, ndr)".