Protti a Sky Calcio Unplugged: "Mancata convocazione in Nazionale? C'era tanta concorrenza"

Protti a Sky Calcio Unplugged: "Mancata convocazione in Nazionale? C'era tanta concorrenza"
Oggi alle 16:34News Calcio
di Redazione
Dalla mancata convocazione in Nazionale, alla lotta alla malattia fino al suo film presto al cinema: le parole di Igor Protti a Sky Calcio Unplugged.

Intervistato a Sky Calcio Unplugged, il podcast interamente targato Sky condotto da Gianluca Di Marzio, Lisa Offside e Stefano Borghi, Igor Protti ha parlato del passato, della lotta alla malattia ma soprattutto del suo film che uscirà presto nelle sale cinematografiche. "Da dieci mesi sono in lotta con questo avversario subdolo, purtroppo questo percorso mi ha già creato diverse complicazioni che mi fanno tornare un po' indietro. Poco tempo fa sono stato di nuovo operato e dopo 20 giorni a letto sto ricominciando a camminare, cerco di recuperare. Ringrazio tutti per la vicinanza", ha esordito.

Non sono poi mancati i messaggi di affetto di tutte le persone a lui vicine anche nel mondo del calcio: "Non mi aspettavo delle risposte così dalle città dove sono stato e in cui ho avuto un grande rapporto nei miei anni di calcio. Sono arrivate poi manifestazioni da posti inaspettati dove giocavamo le partite più sentite, i derby ai quali tenevamo di più. Tanti tifosi mi hanno mandato messaggi di vicinanza e solidarietà chiedendomi di lottare e non mollare. Questo dimostra che il calcio è una grossa comunità che a volte sembra dividere ma invece ci accomuna tutti sotto la bandiera per una stessa squadra. Poi per fortuna le squadre sono tante perché se fossimo tifosi di una sola squadra sarebbe una noia mortale".

SUL PASSATO - Protti poi ha fatto un salto nel passato raccontando la mancata convocazione in Nazionale quando ancora giocava: "Di questo si parla spesso. Quell'anno non sono arrivato a essere capocannoniere subito, nell'ultimo periodo di stagione ho fatto l'ultimo mese e mezzo alla grande che mi ha permesso di arrivare primo. Sicuramente è una cosa strana ma bisogna dire che c'erano grandissimi giocatori, attaccanti e campioni. Al tempo avevamo dei fuoriclasse che oggi mancano molto e creano invece difficoltà soprattutto quando si affrontano squadre chiuse e organizzate come ieri sera (riferimento a Italia-Irlanda del Nord, ndr). In quegli anni la concorrenza era spietata".

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SUL SUO FILM - Nel frattempo, tornando al presente, questa sera ci sarà l'anteprima assoluta del suo film "Igor. L'eroe romantico del calcio" che sarà infatti visibile dal 30 marzo al cinema. "Stasera ci sarà la prima a Bari. Questo docufilm è nato come idea poco più di un anno fa. Tra l'altro abbiamo finito le riprese 10 giorni prima che venissi a conoscenza della mia malattia, quasi come se fosse una cosa che doveva essere fatta. Parla della mia carriera fin da quando ero ragazzino, quando ho iniziato nelle giovanili del Rimini, fino alla mia ultima giornata in campo a Livorno contro la Juventus in cui ho lasciato definitivamente il calcio. La cosa della quale mi sono raccomandato anche con il regista quando mi ha contattato era di non volere una celebrazione del personaggio ma far passare il messaggio di chi come me è partito con grandi speranze, passione, voglia e qualche mezzo e che ogni giorno ha lavorato per migliorarsi, mettere mattoncino su mattoncino fino ad arrivare al massimo di quelle che erano le sue possibilità".

E poi ancora tornando agli inizi della sua carriera: "Quando ero ragazzino avevo Sacchi come allenatore e lui disse che per le mie caratteristiche avrei potuto giocare al massimo in Serie C, però lavorando giorno dopo giorno sono riuscito a diventare capocannoniere in Serie A. Sacchi in quel momento lì aveva ragione perché guardando quel calciatore più della Serie C non poteva fare. Questo è la dimostrazione che con la passione, volontà e spirito di sacrificio si può arrivare oltre a quelli che possono sembrare i nostri limiti".

E infine ha parlato delle emozioni dopo la prima visione del docufilm: "La prima è stata in privato insieme alla mia famiglia, ai registi e a tutti i collaboratori perché la prima ufficiale sarà stasera (venerdì 27 marzo, ndr) a Bari. È stata una bella emozione vedere e risentire interviste a miei ex compagni di squadra o membri della mia famiglia. Io ovviamente non sapevo le risposte e le ho viste in quell'occasione. Mi ha fatto molto piacere sentire che tutti hanno espresso delle belle parole nei miei confronti sopratttutto dal punto di vista della persona".