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Raul Albiol a Sky Calcio Unplugged: "Si dà meno importanza alla difesa, si è persa attenzione e concentrazione"
Raul Albiol a Sky Calcio Unplugged: "Si dà meno importanza alla difesa, si è persa attenzione e concentrazione"
"Al fantacalcio non mi prendevano, facevo pochi gol", ha esordito scherzano Raul Albiol ospite a Sky Calcio Unplugged, il vodcast di Sky. L'ex difensore, che sta svolgendo ora il corso per diventare allenatore a Coverciano, ha parlato dell'evoluzione della difesa negli ultimi anni. LE DIFESE ITALIANE - Nell'ultimo turno di Champions League, le squadre italiane hanno subito 14 gol complessivi. Albiol ha commentato le difficoltà difensive del calcio italiano: "Non riguarda solo le squadre italiane, in generale si dà meno importanza alla fase difensiva. È più sorprendente per le italiane perché, storicamente, l'Italia ha avuto i migliori difensori e squadre fortissime in difesa. Vedere Napoli e Roma che prendono gol in situazioni di vantaggio è difficile da spiegare, perché la fase difensiva era l'aspetto migliore del calcio italiano. Ma ora, in generale, si dà più importanza all'attacco che alla difesa" L'EVOLUZIONE - "Allegri ha detto che difendere è diventata una vergogna? Non so se lo sia, ma sicuramente ora si gioca di più per fare gol", ha aggiunto lo spagnolo. "Le partite sono più aperte e sembra che curare la fase difensiva sia considerato un calcio vecchio. Per me è importante avere una buona difesa, perché dà sicurezza. Oggi un difensore si forma facendolo lavorare con la palla. Non si lavora più come prima sull'aggressività di un difensore. Ora è tutto più complesso, anche con il VAR. Si è persa anche un po' di attenzione e concentrazione, perché i ragazzi di oggi sono meno concentrati: la società è cambiata. Un difensore deve rimanere concentrato per 90 minuti e bisogna lavorare su questo". I MIGLIORI DEL MONDO - Raul Albiol ha concluso parlando dei migliori difensori: "È difficile scegliere tra Saliba, Gabriel, Marquinhos, Pacho e anche Cubarsí. Questi cinque sono i più forti. Per me, il migliore nell'ultimo anno è stato Cubarsí: è bravo con il pallone, ma è anche molto concentrato. Pur non avendo un fisico straordinario, vince i duelli ed è esposto con la linea difensiva. Anche quando la palla non c'è, è attento e pulito. Ha 19 anni, ma ha dimostrato di essere all'altezza". Ascolta tutta la puntata di Sky Calcio Unplugged
Napoli, la probabile formazione contro il Venezia: Lucca verso la titolarità
Napoli, la probabile formazione contro il Venezia: Lucca verso la titolarità
Napoli e Venezia scenderanno in campo sabato 17 ottobre alle ore 15:00 presso lo stadio "Pierluigi Penzo" di Venezia. La squadra di Massimiliano Allegri vuole mettersi alle spalle la brutta sconfitta in Champions League contro il Villarreal. Per farlo, Massimiliano Allegri si affiderà a diversi cambi rispetto alla partita di Coppa. Di seguito la probabile formazione del Napoli. LE POSSIBILI SCELTE DI ALLEGRI - Massimiliano Allegri è pronto a cambiare per questa settima giornata di Serie A. Il modulo dovrebbe essere quello visto nelle ultime due partite contro Frosinone e Villarreal ma a cambiare saranno gli interpreti. In porta tornerà Alex Meret, in difesa vanno verso la conferma Rrahmani e Badiashile e la novità potrebbe essere il ritorno in campo di Sam Beukema come braccetto di destra. Per l'olandese sarebbe la prima presenza stagionale. A centrocampo potrebbe riposare Kevin De Bruyne, con Gilmour e Lobotka che occuperanno la mediana. Sulle fasce pronti Di Lorenzo a destra e Spinazzola a sinistra. Sulla trequarti può essere riconfermata la coppia vista in Champions League formata da Giovane e McTominay che supporteranno l'unica punta che dovrebbe essere Lorenzo Lucca, con Hojlund che può partire dalla panchina. LA PROBABILE FORMAZIONE DEL NAPOLI (3-4-2-1) - Meret; Beukema, Rrahmani, Badiashile; Di Lorenzo, Gilmour, Lobotka, Spinazzola; McTominay, Giovane; Lucca. Allenatore: Massimiliano Allegri.
Polito a Sky Calcio Unplugged: "Cissè era vicino al PSV ma il Milan ci ha creduto più di tutti"
Polito a Sky Calcio Unplugged: "Cissè era vicino al PSV ma il Milan ci ha creduto più di tutti"
Ciro Polito, direttore sportivo del Catanzaro, è intervenuto a Sky Calcio Unplugged, il podcast condotto da Fayna insieme a Gianluca Di Marzio e Stefano Borghi. Nel corso della trasmissione, il ds giallorosso ha ripercorso l’esperienza di Cissè a Catanzaro, soffermandosi sulle qualità tecniche del giovane talento, sul suo potenziale e su qualche aneddoto di mercato. Di seguito le sue dichiarazioni. LE PAROLE DI POLITO SU CISSE' - Polito ha ricordato innanzitutto il contributo decisivo di Cissè nella passata stagione, quando la squadra attraversava un momento complicato: "L'anno scorso, nel momento in cui eravamo in difficoltà, Cissè è stato il giocatore che ci ha tirato fuori facendo sei gol". Poi l'aneddoto sul primo giorno di allenamento: "Il primo giorno che è arrivato a Catanzaro lui fa un controllo di destro e un gol di sinistro con una leggerezza e un gesto tecnico fuori categoria. Vicino a me c'era Iemmello, io lo guardai e mi misi a ridere. Lui mi disse: 'Ridi perché sei contento'". Un episodio rimasto impresso nella memoria di Polito, che ha richiamato anche le parole di Alberto Aquilani sul talento del ragazzo: "Alberto le prime volte che lo vide giocare mi disse: 'Godiamocelo, perché un giocatore così a Catanzaro non si vedrà spesso'". L'INTERESSE DELLA ROMA E IL TRASFERIMENTO VICINO AL PSV - Il ds giallorosso ha rivelato anche un contatto con la Roma, prima del trasferimento al Milan: "Prima che lo prendesse il Milan avevo fatto una chiacchiera anche con la Roma". Secondo Polito, la crescita di un giovane talento passa anche dalla capacità di accompagnarlo nei momenti più difficili, senza perdere fiducia nelle sue qualità: "Sono giovani e vanno supportati nei momenti di difficoltà. I giovani giocatori li vediamo tutti, la bravura sta nel prenderli e avere il coraggio di farli giocare, di supportarli". Un concetto che si lega anche alla possibile evoluzione tattica di Cissè. Per il direttore sportivo, avanzarne eccessivamente la posizione rischierebbe di limitarne le caratteristiche migliori: "Secondo me da prima punta gli togli qualcosa. Quello che fa adesso è più nelle sue caratteristiche, la zona letale è quella che sta occupando in queste partite". Poi un retroscena di mercato: "Il PSV era la squadra che lo voleva a tutti i costi. Io non volevo perché me lo avrebbe portato via. Poi il Milan ci ha creduto e io tifavo perché rimanesse in Italia".
Il Bordeaux sfida la crisi: oggi riparte dalla sesta divisione
Il Bordeaux sfida la crisi: oggi riparte dalla sesta divisione
Può una stagione iniziare con quasi due mesi di ritardo per una singola squadra? Questo è ciò che sta accadendo al Bordeaux, club francese con un passato glorioso in Ligue 1 e nelle coppe europee ma che negli ultimi anni sta vivendo un periodo di profonda crisi sia sportiva che, soprattutto, economica. Nella serata di oggi - venerdì 16 ottobre - scenderà in campo per la sua prima partita ufficiale della stagione, nel campionato regionale di sesta divisione francese: il Nouvelle Aquitaine Régional 1, dove è stato inserito nel gruppo B. Per le altre tredici società del medesimo girone, il campionato è cominciato nell'ultimo fine settimana di agosto e si sono infatti già disputati ben quattro turni. Il Bordeaux scenderà invece in campo per il debutto, in seguito all'iscrizione tardiva al torneo che è stata ratificata dalla Lega francese dopo un lungo percorso in cui il club ha condotto una battaglia legale e amministrativa. Fino a poche settimane fa le disastrose condizioni economiche della società facevano pensare al peggio e per parecchio tempo della scorsa estate si è temuto a lungo che potesse arrivare la liquidazione ufficiale e definitiva del Bordeaux. Una svolta importante nel destino del club è arrivata lo scorso 30 settembre quando il proprietario Gerard Lopez, al centro di moltissime critiche da parte del pubblico transalpino, ha accettato di cedere il club per evitare il fallimento. A rilevare le quote di maggioranza è stato Park Bench, fondo d'investimento britannico, che ha speso la simbolica cifra di un euro per il passaggio di proprietà ma facendosi carico di tutti i debiti precedentemente accumulati che ammontano a circa 15 milioni di euro. Si tratta di una cifra mastodontica per una squadra che si trova attualmente nel calcio dilettantistico e in sesta divisione, ma che punta a tornare nel calcio che conta. Grazie a questo passaggio di testimone, è stato possibile rispettare le scadenze finanziarie pendenti e completare l'iscrizione al nuovo campionato regionale. Tuttavia, la situazione rimane molto delicata e servirà un piano di risanamento dei conti sul lungo periodo con la Commissione regionale di controllo di gestione della Lega calcistica della Nuova Aquitania che sta attualmente tenendo sotto osservazione i bilanci del club. IL DECLINO DALLA CHAMPIONS AL DILETTANTISMO - Il tracollo del Bordeaux non è arrivato all'improvviso, visto che è già da diversi anni che le condizioni economiche societarie sono piuttosto critiche. Sul campo la prima crisi è arrivata nel 2021/22 con la retrocessione dalla Ligue 1 alla Ligue 2, a riprova di un livello qualitativo della rosa in evidente calo da diverse stagioni. Dopo due campionati in seconda lega, i girondini sono stati retrocessi d'ufficio in quarta divisione per via delle prime irregolarità finanziarie. Per i tifosi da anni il declino è davvero difficile da accettare: soltanto pochi anni fa la squadra era infatti una delle più importanti di tutto il panorama francese. Il palmarès recita infatti 6 campionati, 4 Coppe di Francia e 3 Supercoppe, oltre a un trofeo Intertoto del 1995. Nel 2008/09 arrivò l'ultimo titolo di campione della Ligue 1 prima di lasciare spazio ai cicli vincenti di Lione e Psg; al 2013 risale la vittoria dell'ultima Coppa di Francia. Sono state numerose anche le partecipazioni alle coppe europee con la presenza in tre edizioni di Champions League tra il 2006/07 e il 2009/10, con il massimo risultato raggiunto dei quarti di finale nel 2010 quando arrivò l'eliminazione per mano del Lione nel "derby" transalpino. Si contano anche quattro partecipazioni dal 2012/13 al 2018/19 all'Europa League ma qui non è mai arrivato un risultato migliore degli ottavi di finale. LA SCELTA DI CUORE DI TREMOULINAS: A 41 ANNI TORNA AL BORDEAUX - Negli anni sono transitati anche parecchi giocatori di talento in casa Bordeaux come Menez, Koscielny, Gourcuff, Koundé, Ben Arfa, Alou Diarra e Tchouameni. C'è però anche chi - dopo aver vinto il titolo nel 2009 - ha scelto di tornare proprio oggi in questo momento di grandissima difficoltà. Si tratta di Benoit Tremoulinas che, dopo aver svolto tutta la trafila del settore giovanile, ha militato in prima squadra dal 2007 al 2013 diventando un simbolo per la tifoseria. Nonostante il ritiro ufficiale dal calcio giocato nel 2019, il difensore francese ha annunciato di aver deciso di tornare a indossare la maglia dei girondini per dare una mano in questo momento di estrema difficoltà in sesta divisione. Per il Bordeaux inizia così una nuova pagina, una delle più complicate e dalla quale non sarà facile rialzarsi per tornare ai fasti di un tempo. Il passo iniziale del lungo cammino che attende la squadra sarà sul campo dell'Aviron Bayonnais 2, prima di disputare tutte le altre partite del Nouvelle Aquitaine Régional 1 e dovendone recuperare ancora quattro rispetto alle altre avversarie. La nuova proprietà c'è, la tifoseria ha già seguito con passione anche le scorse amichevoli e ora iniziano le gare ufficiali: la rinascita del Bordeaux sarà quindi impegantiva, tra debiti e categorie da risalire, ma è tutto pronto per questo primo e fondamentale passo di una delle piazze più blasonate del calcio di Francia.
Sammarco racconta Cisse a Sky Calcio Unplugged: "Appena l'ho visto ho detto che avrebbe giocato tutte le partite"
Sammarco racconta Cisse a Sky Calcio Unplugged: "Appena l'ho visto ho detto che avrebbe giocato tutte le partite"
"Quella stagione sono subentrato in Primavera del Verona al posto di Bocchetti che era stato promosso in prima squadra", ha raccontato Paolo Sammarco a Sky Calcio Unplugged delle prime impressioni che ha avuto di Alphadjo Cisse. "Parlando con i collaboratori, non l’avevamo fatto giocare perché era sceso in campo la partita precedente. Alla fine del primo allenamento dopo quella gara, ho detto al direttore Margiotta che Cisse avrebbe giocato tutte le partite, nonostante fosse tre anni più piccolo dei compagni. Mi sono piaciute la sua fisicità, la voglia di giocare, la spensieratezza e la tecnica". Sammarco, oggi sulla panchina del Lumezzane, è stato intervistato durante il vodcast di Sky e ha parlato del giocatore del Milan e dell'Under 21, Alphadjo Cisse, che ha allenato nella Primavera del Verona.  IL RAGAZZO - L'allenatore ha parlato del carattere di Cisse e dell'approcio difficile con la prima squadra: "Lui è un ragazzo timido e di poche parole. Cerca sempre di minimizzare quello che fa. Viene da una famiglia che lo aiuta e gli sta vicino. Quando è salito in prima squadra e non trovava spazio, si è un po’ intristito. Mi chiedeva se poteva giocare in Primavera, ma gli dicevo di provare a mettere in difficoltà l’allenatore. Per noi sarebbe stato un piacere, ma lo spingevamo verso la prima". IL FUTURO - "Sono annate con giocatori importanti", ha dichiarato Sammarco sui giovani azzurri che si stanno mettendo in mostra. "Non mi soffermerei sui nomi, ma è un gruppo che può crescere tanto: Romano e Ndour sono degli esempi. Sono una generazione di giocatori che va valorizzata e che può aiutare la Nazionale maggiore". LA SERIE C - Paolo Sammarco ha concluso parlando dell'importante bacino rappresentato dal bacino di Serie C: "Ci sono tanti giocatori in Serie C, tanti ragazzi interessanti con margini di crescita. Servono coraggio e pazienza: il coraggio di lanciarli e la pazienza di sapere che commetteranno errori e di farli crescere. Anche in queste categorie ci sono calciatori che possono arrivare in Serie A". Ascolta tutta la puntata di Sky Calcio Unplugged
IntervistaTresoldi, il Fontanelle e quei provini in Italia: "Alcune squadre lo scartarono per il fisico"
Tresoldi, il Fontanelle e quei provini in Italia: "Alcune squadre lo scartarono per il fisico"
La tripletta in Champions League contro l’Inter con la maglia del Club Brugge ha acceso i riflettori su Nicolò Tresoldi, ma il suo percorso nel mondo del calcio è iniziato lontano dai grandi stadi europei. Prima di San Siro e della Germania, infatti, c’è stato il campo del Fontanelle, società dilettantistica vicina a Gubbio, in provincia di Perugia, dove l’attaccante è cresciuto. Siamo andati proprio a Fontanelle per incontrare la presidente Francesca Saldi e il suo ex allenatore Marco Bedini, ripercorrendo i primi passi di Tresoldi. Dai ricordi di quando era bambino al suo rapporto con il calcio, passando per il legame con la famiglia e le qualità che lo hanno accompagnato nel suo percorso: una storia che parte da un campo di provincia e arriva fino alla notte di Champions League. TRESOLDI AL FONTANELLE - “Nicolò Tresoldi è arrivato al Fontanelle perché suo padre giocava nel Gubbio agli inizi degli anni 2000”, ha spiegato la presidente Saldi durante l’intervista a Gianlucadimarzio.com. “Nicolò è stato con noi nelle stagioni 2015-2016 e 2016-2017. Poi a dicembre 2017, siccome la mamma lavora come assistente di volo e fu trasferita in Germania, lasciò l’Italia con la famiglia”. Un percorso iniziato da bambino, quando Tresoldi viveva ancora a Gubbio. Di quegli anni, la presidente ha ricordato soprattutto il carattere e il rapporto con gli amici, rimasti invariati anche dopo il trasferimento in Germania e l’inizio della carriera da calciatore professionista: “Nicolò è veramente una persona splendida, un ragazzo d'oro. Tuttora, quando viene a Gubbio ricerca gli amici con cui ha giocato a calcio qui. Esce sempre con lo stesso gruppo, non si è assolutamente montato la testa. Addirittura, quest'anno, il 31 dicembre, ci ha fatto la sorpresa di venire all'allenamento insieme al padre. Quella mattina si allenavano i Giovanissimi e gli Allievi e lui si è fatto trovare lì. Ha fatto un brindisi con noi”. Un ricordo condiviso anche da Marco Bedini, che lo ha allenato quando era piccolo e ne ha sottolineato la serenità, rimasta una delle sue caratteristiche principali: “Il ricordo di Nicolò è assolutamente quello di un ragazzino sereno, spensierato, innamorato del calcio. La cosa bella è che il sorriso dell'altra sera a Milano è lo stesso che aveva qui, quando giocava con gli amici. Secondo me, è anche una delle caratteristiche principali della sua forza, perché la serenità, la tranquillità, l'equilibrio e il vivere il gioco con divertimento e leggerezza sono sicuramente aspetti che lo aiutano molto. Aveva un grande senso di appartenenza, rispetto, vicinanza e amicizia nei confronti dei compagni”. IL TALENTO E L'INTUIZIONE DEL PADRE - Oggi Tresoldi è un attaccante capace di lasciare il segno anche in Champions League. La scelta di farlo giocare centravanti è nata grazie a un’intuizione del padre, Emanuele Tresoldi, ex giocatore di Serie A. Bedini ha raccontato: “Relativamente al ruolo c’è da fare un discorso particolare, perché quello di centravanti è stato legato alla lungimiranza del padre. Il vero artefice del suo successo, secondo me, è innanzitutto il padre. Ha visto in Nicolò una prospettiva: era facile vederlo in campo e capire che era bravo, era facilissimo. Difficile era vedere la prospettiva, perché lui era un ragazzo dotato, ma era un pochino più piccolo rispetto ai suoi coetanei”. Le qualità tecniche, invece, erano già evidenti fin da bambino: “I gol che vediamo fare adesso a Nicolò sono gli stessi che faceva da bambino. Era, ed è, un ragazzo intelligentissimo, estremamente coordinato, con grandi capacità di lettura del gioco. Da bambino vedeva il gioco prima degli altri e, nonostante il gap fisico, dentro l'area era praticamente immarcabile. Faceva gli stessi tipi di gol: destro, sinistro, di testa. Era un rapinatore, giocava sul tempo e sull'attacco dello spazio. Erano caratteristiche innate secondo me, quello è il talento che aveva e che ha sempre avuto”. I PROVINI - Tresoldi aveva sostenuto diversi provini con alcune società italiane. Non tutte, però, avevano intravisto in lui il potenziale che avrebbe mostrato negli anni successivi. “Quando giocava qui al Fontanelle era andato a fare anche diversi provini con varie società italiane: Milan, Juventus, Atalanta, Bologna e Fiorentina. Tutte e cinque le società avevano detto che non era all'altezza, perché fisicamente non era portato, essendo più gracile. Quando si è trasferito in Germania, invece, è andato a giocare con l'Hannover. Loro hanno creduto subito in lui, tanto che ha esordito in prima squadra a 17 anni”, ha raccontato la presidente. Bedini ha aggiunto un ulteriore dettaglio sull'intuizione del padre: “Quando Nicolò andava fuori Gubbio per fare i provini, quello che gli veniva detto era che era bravo, però piccolino, e che quindi forse il suo ruolo sarebbe stato quello di giocare un pochino più indietro. Il padre, su questo, aveva una visione diversa, per cui è andato avanti. In un mondo in cui tutti cercano il professionismo, lui cercava la prospettiva. Ha lasciato il figlio a Fontanelle perché qui aveva visto che era comunque indirizzato sulla strada che lui aveva immaginato”. IL TENNIS - Il calcio non è stato l'unico sport praticato da Tresoldi durante gli anni a Fontanelle. “Nicolò non praticava solamente il calcio, ma contemporaneamente anche il tennis”, ha spiegato la presidente. “Questa è stata una parentesi durata parecchio tempo, fino a quando non si è trasferito ad Hannover. Riusciva bene in entrambi gli sport. Addirittura andò a fare dei tornei di tennis a Roma insieme a Cobolli: erano entrambi nella Nazionale Under 12”. Una varietà di discipline che, secondo il suo ex allenatore, ha rappresentato un elemento importante nel percorso di crescita del giocatore: “Il tennis è stato fondamentale per il suo sviluppo motorio, così come lo è stato il calcio a 5. Qui a Fontanelle, infatti, in quegli anni c'era anche un progetto che abbinava il calcio al calcio a 5, per cui lui praticava tutte e tre le discipline. Ha quindi avuto la possibilità di sviluppare notevolmente le proprie capacità fisiche e motorie. Secondo me questo è stato uno degli aspetti più importanti che lo hanno aiutato”. LA FAMIGLIA - L’ex allenatore di Tresoldi ha sottolineato il ruolo fondamentale della famiglia nella crescita del giocatore e nel suo modo di vivere lo sport: “La base della sua serenità è senza ombra di dubbio la famiglia. Hanno sempre cercato nel calcio e nello sport il divertimento e gli aspetti più sani del gioco. Anche in un mondo in cui si ricercano allenatori autoritari, che gridano e urlano, loro hanno sempre cercato figure più pacate, più miti e moderate, che lasciassero più spazio al divertimento". Anche per Francesca Saldi la famiglia ha avuto un ruolo fondamentale nel percorso di Tresoldi: "Sicuramente c'è la famiglia dietro, che conta tanto, perché non hanno mai caricato Nicolò di  false speranze. Hanno sempre assecondato i desideri del figlio. Con loro è rimasto un bellissimo rapporto: quando è morto mio padre, il primo messaggio che abbiamo ricevuto telefonicamente è stato il loro. Questa cosa non me la dimenticherò mai, perché, nonostante fosse lontano e nonostante tutto, ci è stato vicino”. L'ESEMPIO PER I RAGAZZI - Saldi ha sottolineato anche l'importanza dei valori trasmessi ai ragazzi del settore giovanile attraverso l'esempio di Tresoldi, oggi diventato un punto di riferimento per chi gioca a Fontanelle: “Si tratta di una figura molto importante per i ragazzi del Fontanelle, quando loro se lo sono ritrovato all'allenamento ed erano sconvolti. Loro lo vedono come un esempio e quello che noi gli trasmettiamo di Nicolò è soprattutto l'umiltà. Ci ha mandato un messaggio durante la presentazione della stagione e ha parlato del divertimento: il calcio, a questa età, deve essere assolutamente un divertimento. Poi potrebbe diventare una professione. Questa è una cosa che lui ripete ogni volta che ci vediamo". LA TRIPLETTA A SAN SIRO - Dai campi di Fontanelle a San Siro, dove Tresoldi ha segnato una tripletta contro l'Inter in Champions League. Per chi lo ha visto crescere, ritrovarlo protagonista di una notte europea ha avuto un significato speciale. La presidente del Fontanelle ha raccontato così le emozioni vissute durante la partita: “Per me è stato sconvolgente. Ritrovarlo a San Siro contro l'Inter è stata un'emozione incredibile. Vederlo lì in campo, segnare tre gol all'Inter... Al terzo gol ho detto: ‘Ma siamo in un sogno oppure siamo veramente a San Siro con Nicolò?’”, ha concluso Saldi.           Visualizza questo post su Instagram                       Un post condiviso da @_gianlucadimarzio.com_
Real Madrid contro Tebas: il club chiede le dimissioni del presidente della Liga
Real Madrid contro Tebas: il club chiede le dimissioni del presidente della Liga
Nuovo capitolo nella tensione tra il Real Madrid e Javier Tebas. Il club blanco ha diffuso un comunicato ufficiale dai toni molto duri, contestando le recenti dichiarazioni del presidente della Liga, che avrebbe paragonato i metodi di comunicazione della società madrilena a quelli utilizzati da Joseph Goebbels, ministro della Propaganda della Germania nazista. La dirigenza madridista ha definito queste parole inaccettabili e gravemente offensive, accusando Tebas di portare avanti ripetuti attacchi contro il club, il presidente Florentino Pérez e Real Madrid Television. Nel comunicato, il Real ha inoltre ribadito la necessità di fare piena luce sul caso Negreira, chiedendo maggiore trasparenza e una revisione delle strutture arbitrali e degli organismi di controllo del calcio spagnolo. IL COMUNICATO DEL REAL MADRID - "Il Real Madrid CF considera assolutamente intollerabile ed estremamente grave che una persona che ricopre due posizioni di massima responsabilità nel calcio spagnolo ricorra a paragoni tra i metodi di propaganda del club e quelli del regime nazista, al fine di screditarlo, la sua dirigenza e il suo canale televisivo. La precisazione che non si riferisce all'ideologia nazista non attenua la natura profondamente offensiva, moralmente ripugnante e istituzionalmente indegna delle sue dichiarazioni", ha esordito il club spagnolo.  Il Real ha continuato: "Queste dichiarazioni costituiscono l'ennesimo episodio dei ripetuti attacchi di Javier Tebas contro il Real Madrid, il suo presidente e i suoi organi di stampa. È inaccettabile che utilizzi domande, informazioni o opinioni di giornalisti esterni al club per rivolgere le sue critiche denigratorie contro di noi, attribuendoci azioni di terzi per le quali non abbiamo alcuna responsabilità. È particolarmente grave che Tebas utilizzi queste dichiarazioni per mettere in discussione la legittimità delle azioni del Real Madrid e di Real Madrid Television in relazione al caso Negreira. Data la mancanza di risposta alla straordinaria gravità del caso Negreira da parte delle due istituzioni in cui Javier Tebas ricopre posizioni di primaria importanza, il nostro club è stato costretto a rivolgersi direttamente alla UEFA per chiedere un'indagine completa sui pagamenti effettuati per anni dal Barcellona al vicepresidente del Comitato Tecnico Arbitrale e l'adozione delle misure necessarie a garantire l'integrità delle competizioni" "UNA REVISIONE DEL SISTEMA ARBITRALE" - "Il Real Madrid chiede inoltre una completa revisione del sistema arbitrale e delle strutture di governo, gestione, supervisione e disciplina della federazione, attraverso la sostituzione di coloro che ricoprivano incarichi di responsabilità durante quel periodo", aggiungono i Blancons sul comunicato. "È particolarmente significativo che Javier Tebas, presidente della Liga e vicepresidente della Federazione calcistica spagnola, l'organizzazione a cui appartiene il Comitato Tecnico Arbitrale, dedichi i suoi sforzi a screditare il Real Madrid invece di promuovere, dalle sue responsabilità istituzionali, il chiarimento di questi gravissimi eventi e la necessaria rigenerazione del calcio spagnolo. La condotta ripetuta di Javier Tebas dimostra una mancanza di neutralità, rispetto e imparzialità incompatibile con le sue responsabilità istituzionali. I suoi continui attacchi al Real Madrid e a coloro che chiedono trasparenza e riforme costituiscono, a parere del nostro club, una vera piaga per il calcio spagnolo". LA RICHIESTA DEL REAL MADRID - Il club ha concluso richiedendo proprio che Tebas venga squalificato: "Per tutte queste ragioni, il Real Madrid CF ritiene che le ripetute dichiarazioni e il comportamento di Javier Tebas sarebbero inaccettabili in qualsiasi istituzione sportiva europea governata da principi di rispetto, neutralità e integrità, e che lo squalifichino istituzionalmente dal continuare a ricoprire le posizioni che occupa. Pertanto, il Real Madrid CF chiede le sue immediate dimissioni dalla carica di presidente della Liga e di vicepresidente della Federazione calcistica spagnola. Il Real Madrid CF continuerà a difendere i propri diritti, il proprio prestigio istituzionale, la piena chiarezza sul caso Negreira e la necessaria rigenerazione del calcio spagnolo".
Roma, la probabile formazione contro il Genoa: Gasperini verso un tridente inedito
Roma, la probabile formazione contro il Genoa: Gasperini verso un tridente inedito
Dopo il blackout contro il Real Madrid, la Roma torna in campo di nuovo all'Olimpico. L'avversario della settima giornata di Serie A è il Genoa e le due squadre si affronteranno sabato 17 ottobre alle 20:45. I giallorossi vogliono tornare alla vittoria dopo tre partite senza successi, nonostante le tre prove offerte contro Inter, Como e Real.  LA PROBABILE FORMAZIONE - Tanti assenti per la Roma in vista della gara contro il Genoa. Gasperini dovrà fare a meno di Svilar, Cristante, Koné e Dybala infortunati mentre Malen salterà l'impegno contro i rossoblù a causa del rosso contro il Como. Tra i pali dovrebbe essere confermato Gollini, alla terza presenza consecutiva. La difesa a tre dovrebbe essere composta da Mancini, N'Dicka e Hermoso. A centrocampo, viste le poche alternative, le scelte di Gasperini sembrano orientate su Pisilli e De Roon. Sugli esterni dovrebbero iniziare Lulli e Wesley. Soulè e Mora dovrebbero partire dietro a Castro, il favorito per sostituire Malen. ROMA (3-4-2-1): Gollini; Mancini, N'Dicka, Hermoso; Lulli, Pisilli, De Roon, Wesley; Soulè, Mora; Castro. Allenatore: Gian Piero Gasperini. DOVE VEDERE LA PARTITA - La gara tra Roma e Genoa è in programma domani, sabato 17 ottobre alle 20:45, allo Stadio Olimpico. La partita sarà visibile in diretta su DAZN, Sky e NOW.   
Ultim'oraBologna, Palladino: "Domani dovremo fare la partita perfetta. Darmian è un professore"
Bologna, Palladino: "Domani dovremo fare la partita perfetta. Darmian è un professore"
Dopo la prima vittoria stagionale in casa del Lecce, il Bologna torna al Dall'Ara per la sfida contro l'Inter. Raffaele Palladino, reduce dal pareggio contro il Torino all'esordio sulla panchina rossoblù, punta ai primi tre punti davanti ai suoi tifosi. Tuttavia, dovrà farlo senza Riccardo Orsolini, ai box per tre settimane a causa dell'infortunio subito al Via Del Mare. Alla vigilia, l'allenatore ha presentato la gara in conferenza stampa. CONFERENZA PALLADINO - Di seguito, tutte le dichiarazioni dell'allenatore del Bologna: 15:52 - "Ci sono tante cose su cui dobbiamo migliorare. Dodici giocatori non ho avuto a disposizione in questo mese. Questa è la prima settimana in cui lavoro con tutta la squadra. E' un processo che dobbiamo seguire insieme". 15:51 - "Il Dall'Ara deve essere il nostro fortino e noi dobbiamo farci sostenere dalla nostra gente. Non sarà facile domani, ma dovremo dare tutto per regalarci una bella serata. A me non piace andare solo verticale, dobbiamo capire il momento della partita: quando c'è da andare verticale e quando fare possesso. Su questo dobbiamo migliorare". 15:49 - "Per me gli attaccanti devono incidere e giocare bene di reparto. Sanno quanto ci credo e dobbiamo alzare lo score davanti, ma mi aspetto molto anche dalle altre posizioni. Cambiaghi ha grande strappo: per noi è molto importante. Sta bene come Bernardeschi e come stava Orsolini. Credo in tutti i miei ragazzi, ho bisogno di stare bene con loro, per questo sono importanti gli allenamenti". 15:47 - "Darmian per me è un professore. Ha intelligenza calcistica e letture. Sembra un allenatore in campo. Vede le cose prima rispetto a quando stanno per accadere. Mi piace avere questo tipo di giocatori e parlarci per coinvolgerli. Matteo lo vedo bene da terzo di destra, anche se è stato preso per fare il quinto. A Lecce l'abbiamo utilizzato vista l'emergenza con Theate. Poi abbiamo Vtitik, Heggem, Hellanda, per cui posso valutare diverse soluzioni". 15:45 - "Libra mi piace tantissimo. Sa mettersi bene con il corpo. Ha grande talento, deve aspettare il suo momento. Io lo vedo da trequartista, ma può fare anche il centrocampista a due. In passato ho avuto giocatori in mezzo non strutturati, come Sensi al Monza. Odgaard è tornato questa settimana e sta crescendo a livello fisico. Domani valuteremo se averlo a disposizione". 15:44 - "Enem? Mi piace a prescindere dai gol. Si è messo a lavorare subito con grande professionalità. L'ho provato anche da trequartista. Prima del Lecce lo vedevo molto dentro negli allenamenti. Vedremo domani quello che succederà". 15:42 - "Dovbyk è lontano da parecchio. Durante la sosta è rimasto a disposizione, abbiamo cercato di dargli un po' di minutaggio contro l'Ascoli. Poi per un problema al flessore è rimasto fermo. Questa settimana è tornato con continuità. Deve restare tranquillo, la sua occasione arriverà come per Enem. Io darà spazio a tutti. Loro devono solo aspettare il proprio momento". 15:41 - "La forma fisica non la trovi schioccando due dita. Ho un gruppo di grandi lavoratori, faccio i complimenti alla società per gli investimenti. Sono dei ragazzi molto professionali. Sono qui da un mese, ma si lavora davvero bene. Sarà compito mio lavorare sul piano aerobico, tecnica".  15:40 - "Abbiamo analizzato la loro partita in Europa, anche i loro difetti. Questa per noi è stata una bella settimana, dopo la vittoria di Lecce c'è stato grande entusiasmo. Ma è stata solo una vittoria, la crescita nostra non si ferma qui. Le partite sono tutte complicate e domani non sarà diverso". 15:38 - "Assenza di Lautaro? L'Inter ha dei principi molto chiari. Cercano di ricreare questo 5-3-2 svuotando il play. Hanno degli automatismi importanti. Sanno cosa fare e lo fanno bene, mettono in difficoltà molte squadre. Penso abbiano una media di tre gol a partita. Dovremo essere bravi a contrattaccare bene. Vogliamo giocarcela". 15:35 - "Ho un ottimo rapporto con i miei calciatori, prima di tutto sono uomini: vanno stimolati e conosciuti. Durante la stagione si deve creare sintonia e un rapporto di dialogo. In stagioni comme queste c'è bisogno di tutti ed io ho fiducia in tutto il gruppo". 15:33 - "È l'allenamento che determina chi va in campo, a prescindere dagli errori che ci possono essere perché anche io posso sbagliare, come i calciatori, come gli arbitri: gli errori fanno parte di questo lavoro. Scelgo chi va in campo con la massima serenità e ho massima fiducia sia in Skorupski sia in Pessina. Chi scenderà in campo domani avrà il mio pieno appoggio. Ho già fatto la mia scelta per domani". 15:31 - "Il mio discorso ai ragazzi è stato molto sentito. A Lecce abbiamo vinto, ma allo stesso tempo la squadra deve avere questo fuoco che anche nel corso degli ultimi anni ha contraddistinto questo gruppo. Domani affrontiamo una squadra molto forte, e costruita per vincere. Non basterà solo il fuoco, ma dovremo cercare di fare la partita perfetta. Mi piacerebbe vedere la squadra affrontare la partita con coraggio e sfrontatezza. Domani avremo l'aiuto di un Dall'Ara sold-out, e spero che i ragazzi si lasceranno trasportare". 15:30 - Inizia la conferenza stampa di Palladino.
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