Intervista

Esposito e Romano dallo Spezia all'azzurro, Melissano: "Meritano la nazionale, erano diversi dagli altri"

Esposito e Romano dallo Spezia all'azzurro, Melissano: "Meritano la nazionale, erano diversi dagli altri"TUTTOmercatoWEB.com
Esposito ai tempi dello Spezia
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Oggi alle 09:30Interviste e Storie
di Simone Solenghi
L'ex d.s. dello Spezia ha creduto per primo nei due giovani possibili titolari contro il Belgio. E per il futuro ci sono altri due gioielli: "Anche Comotto e Mascardi tra i più forti avuti negli ultimi anni"

Sono passati 250 giorni dall'esordio di Alessandro Romano in Serie B con lo Spezia, alla prima esperienza in prestito nel calcio dei grandi. Oggi, col classe 2006 pronto a debuttare con la nazionale maggiore italiana contro il Belgio, sembrano trascorsi anni. Pochi mesi in cui per lui è cambiato tutto e non solo perché ha scelto l'azzurro, dopo aver vestito la maglia della Svizzera fino all'Under 20. È arrivato anche il salto, con tanto di primo gol, in Serie A col Cagliari, che lo ha proiettato in un'altra dimensione.

Merito anche di chi per primo lo ha catapultato dalla Primavera della Roma al mondo dei grandi. Per Stefano Melissano, ex d.s. dello Spezia, questa negli anni è diventata un'abitudine: "Io non ragiono sull’età dei ragazzi - ha raccontato a Gianlucadimarzio.com - ma sulle caratteristiche e sulle qualità". Proprio intravedendo in lui qualità fuori dal comune, anche un altro punto fermo dell'Italia come Pio Esposito è passato dal suo Spezia: "A livello mentale aveva già qualcosa di diverso rispetto ai suoi coetanei, per me sarà lui il 9 della nazionale del futuro". Ma oltre a chi c'è già, tra le sue scommesse c'è chi potrebbe ancora arrivare: "Comotto e Mascardi, sono due patrimoni del nostro calcio".

L'ASCESA DI ROMANO - La grande novità di Mancini sarà proprio il giovane centrocampista, che nella seconda parte della scorsa stagione si è messo in vetrina con 19 presenze allo Spezia: "Lo seguivo già da prima, avevo contattato il suo agente per prenderlo a inizio stagione. C’è stata apertura e ho incontrato il ragazzo, che mi ha fatto subito un’ottima impressione per intelligenza, maturità ed equilibrio. Gasperini aveva bisogno di lui, ma non abbiamo perso i contatti e siamo riusciti a prenderlo a gennaio. È un talento, ha qualità sia umane che calcistiche che difficilmente si trovano". Un'esperienza che gli ha aperto le porte della Serie A: "Dopo alcune partite, qualche collega di A ha cominciato a chiamarmi per chiedermi come fosse, tra cui Accardi del Cagliari. Gli ho detto che è un trentenne di 19 anni".

Così è iniziata una rapida ascesa: "Non pensavo che arrivasse in nazionale così velocemente, ma credevo che potesse arrivare in pianta stabile in Serie A. È un giocatore moderno che può adattarsi a tutti i ruoli del centrocampo. Ha amplissimi margini di miglioramento, grazie alla mentalità di migliorarsi quotidianamente. Sarà una soluzione per la nazionale dei prossimi anni".

IL PERCORSO DI ESPOSITO - Il capolavoro di Melissano è stato Pio Esposito, autore di 22 gol nel suo prestito allo Spezia tra 2023 e 2025: "L’inizio è stato difficile, ma nelle difficoltà lui migliorava. Lì ho capito che aveva qualcosa dentro di importante. Dopo il gol salvezza col Venezia è cresciuto in autostima e consapevolezza e l’anno successivo faceva un altro sport. Sia il ragazzo che l’Inter sono stati intelligenti a fare un secondo anno allo Spezia. C’erano altre squadre che lo volevano, ma era la scelta giusta per arrivare pronto in Serie A". Una promozione sognata anche sul campo, fino alla finale playoff persa con la Cremonese: "Avevamo un accordo con l’Inter per tenerlo in caso di Serie A. Poi non ce l'abbiamo fatta, lui è andato al Mondiale per Club e l'Inter ha scoperto il vero Pio".

Un legame, quello tra il classe 2005 e lo Spezia, che non si è interrotto: "Ha gratitudine verso chi l’ha aiutato a crescere e migliorare. È un ragazzo di valori, anche oggi quando lo sento in un secondo risponde". Anche se da allora di strada ne ha fatta. E nonostante fosse solo un ventenne, si è già preso le proprie responsabilità, calciando e sbagliando ai rigori decisivi contro la Bosnia per l'accesso al Mondiale: "L’ha sofferta, perché è uno molto sensibile. Ma se nella partita dopo ci fosse stato un rigore l’avrebbe tirato, perché è consapevole che l’errore fa parte del mestiere. Questa forza mentale gli permette di andare oltre e non piangersi addosso".

LE PROMESSE MASCARDI E COMOTTO - In estate anche altri due suoi ragazzi sono passati dallo Spezia alla Serie A. Uno è Christian Comotto, tornato al Milan per fine prestito e ora in prima squadra con Amorim: "Andai alla finale di Coppa Italia Primavera col Cagliari e chiesi a sua mamma: 'Me lo date per lavorarci come ho fatto con Pio?'. È un 2008 ma ha una voglia di migliorarsi tremenda, è uno dei talenti del calcio italiano". Ma, anche in questo caso, l'affare è stato in bilico: "Tra maggio e giugno avevamo già l'accordo, ma il Milan ha voluto portarlo in tournée per farlo conoscere ad Allegri, che lo ha ritenuto un giocatore importante. La trattativa è un attimo rallentata perché lui voleva tenerlo, poi, di comune accordo, abbiamo deciso che per il ragazzo era meglio fare un’esperienza. Quando ci siamo incontrati, Allegri e Tare mi hanno detto 'vediamo quante partite fa'. Ha finito la stagione con trenta presenze".

L'altro gioiellino è Diego Mascardi, portiere classe 2006 del vivaio spezzino per cui il Torino ha investito più di un milione e mezzo dopo 27 presenze in B: "Il suo percorso lo abbiamo costruito in tre anni. Per due è stato in prima squadra ad allenarsi costantemente con i grandi. L’anno prima del debutto gli abbiamo detto che in Primavera non avrebbe più potuto giocare: per farlo avrebbe dovuto conquistarsi il posto in prima squadra". In poco tempo sono arrivate le prime sirene dalla Serie A, ma non solo: "Dopo due partite c’era un interessamento del Napoli, oltre a due squadre di Premier che sono venute a vederlo con costanza. Il Torino è lo step giusto per lui. Penso che ci sia un progetto sul ragazzo, con la pazienza di inserirlo nel momento giusto per non bruciarlo. Ha giocato e ha fatto bene, adesso è arrivato un portiere che può aiutarlo a crescere. Futuro in nazionale? Lui ha la testa dura, è uno che non si arrende. Ha una famiglia solida alle spalle e se si pone un obiettivo difficilmente lo molla".

Quattro giocatori, due già in nazionale, gli altri in Serie A e con la speranza di arrivarci. Tutti partiti in punta di piedi dallo Spezia in B. Il segreto? "Giocare, se un giovane ha questa opportunità può velocizzare questo percorso. Sarebbe una bella soddisfazione per tutti trovare questi ragazzi in nazionale. Se lo meritano e hanno le possibilità per farlo".