A San Siro è Pazza Inter: rimonta e finale di Coppa Italia conquistata

A San Siro è Pazza Inter: rimonta e finale di Coppa Italia conquistataTUTTOmercatoWEB.com
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Ieri alle 22:53News Calcio
di Nicolò Franceschin
Una doppietta di Calhanoglu e il gol di Sucic valgono la finale. I nerazzurri, a distanza di pochi giorni, ribaltano ancora il doppio vantaggio del Como e volano in finale di Coppa Italia

Dal 12 al 21 aprile, due stadi diversi, le stesse squadre, la stessa rimonta. A pochi giorni di distanza, Inter e Como si sono ritrovate. La prima volta era stata per la gara di ritorno di Serie A. La seconda, per il ritorno della semifinale di Coppa Italia. La trama è stata simile, se non uguale: doppio vantaggio del Como, un risultato che sembrava scritto, una remuntada a tinte nerazzurre. E, se possibile, quella di San Siro è stata ancora più clamorosa di quella del Sinigaglia.

Il motivo? Tre minuti. Quelli che vanno dall'86' all'89'. L'arco temporale in cui l'Inter ha prima costruito i presupposti della rimonta e poi l'ha resa realtà grazie al sigillo di Sucic. Una partita che, come nella gara di campionato, sembrava destinata a un finale opposto. Con le due reti di Baturina e Da Cunha, il Como si era ritrovato sul 2-0 e 20' da gestire. Il destro del turco è stata una scintilla capace di cambiare sorti ed equilibri. A Roma ci andranno i ragazzi di Chivu, la rimonta anche per questa sera si è colorata di tinte nere e azzurre.

PAZZA INTER - La partita era iniziata con “La capolista se ne va” che le voci dei tifosi nerazzurri cantavano tra spalti e tribune. Si è conclusa con un finale che ha regalato una prospettiva verso un altro possibile trofeo. I primi 69 minuti, però, avevano raccontato una storia diversa. A decidere fin lì la partita era stata la rete di Baturina nel primo tempo e quella di Da Cunha all'inizio del secondo, questa volta non favorevole ai nerazzurri come invece era stato nelle ultime tre partite di campionato. A riaccendere gli animi e le speranze di San Siro è stato Calhanoglu, sempre più protagonista di questa stagione. Nonostante i tentativi, il treno per Roma sembrava ormai essere prenotato per i comaschi. O almeno, lo era fino all'86'. In tre minuti cambia tutto: il risultato, i decibel dello stadio, la possibilità di giocarsi un trofeo.

Tre minuti per la rimonta, una partita per spiegare e raccontare molto di più. Prima di tutto, il riportare alla memoria quello che è il DNA proprio di quei colori. Un DNA da Pazza Inter che si è costruita e regolata un altro clamoroso finale. E poi le tante immagini che hanno delineato lo scorrere dei 90' e, soprattutto, possono spiegare il coraggio e la personalità con cui questo destino è stato riscritto. C'è la parata allo scadere di Martinez, decisivo in quello che per lui è stato un anno complicato. Ci sono le braccia al cielo di Barella e il sacrificio di Thuram e il suo festeggiare da solo in campo, con sullo sfondo il coro a lui dedicato e cantato dalla Curva. C'è la corsa in campo del capitano Lautaro Martinez. C'è il suo abbraccio a Tikus che, compagno dopo compagno, diventa l'abbraccio di una squadra e un popolo intero. Ci sono i brividi e le emozioni di San Siro che, questa volta, spera possano avere un'ultima pagina diversa rispetto allo scorso anno. All'orizzonte ci sono un campionato e una finale di Coppa Italia.