Barcellona, Lewandowski: "Niente da dire sul mio futuro, non è una priorità"

Barcellona, Lewandowski: "Niente da dire sul mio futuro, non è una priorità"
Oggi alle 09:14News Calcio
di Redazione
Robert Lewandowski, in scadenza di contratto a giugno, ha parlato del proprio futuro in un'intervista a Sportweek

"Io e i miei compagni siamo di generazioni diverse, ma per me è stato abbastanza facile capirli e rapportarli con loro. Però il processo per funzionare deve essere a doppio senso: anche loro dovevano capire come sono e chi sono": parole da leader indiscusso di uno spogliatoio in cui il talento prende ormai il sopravvento sull'esperienza. Robert Lewandowski è il vero uomo in più del Barcellona, guida carismatica oltre che tecnica e una sorta di braccio destro di Hansi Flick.

Intervistato da Sportweek, l'attaccante polacco ha innanzitutto esaltato la qualità della rosa e analizzato il lavoro svolto dall'allenatore tedesco fin qui: "Ha trovato una squadra molto, molto giovane e ha lavorato per trovare la formula migliore, per imporre il suo gioco in una realtà particolare, adattandosi e facendoci adattare: ha a disposizione giocatori che possono decidere una gara in ogni momento, ma che possono ancora migliorare e crescere".

LE PAROLE DI LEWANDOWSKI"Il processo di amalgama è stato veramente interessante. Il calcio non è solo puro gioco e divertimento come quando sei nella cantera, hanno dovuto capire che bisogna lavorare duro per evitare di conquistare partite e titoli una volta sola ma per creare una mentalità vincente che duri nel tempo. Per farlo, il talento di base non è sufficiente. Ci vogliono sacrificio e continuità, e per questi ragazzi è stato duro un po’ come era stato duro per me il passaggio dalla Polonia alla Germania, dove trovai compagni abituati a lavorare sodo, a essere sempre concentrati tosti".

L'attaccante ex Bayern Monaco, che andrà in scadenza a giugno, ha anche commentato le voci sul proprio futuro: "Sinceramente oggi non c’è niente da dire. E sono sincero, eh. L’obiettivo è arrivare a fine stagione col maggior numero possibile di vittorie, gol e titoli, poi vedremo. Non ci penso e non ho deciso, al momento non è una priorità".

CALCIO ITALIANO - Lewandowski ha poi fatto un passaggio sul calcio italiano, analizzandone il rendimento in Europa e non solo, soffermandosi anche sull'eliminazione dalla scorsa Champions League arrivata per mano dell'Inter: "Beh, abbiamo imparato tanto da quella doppia sfida. Abbiamo segnato sei gol ma ne abbiamo presi sette ed è chiaro, non può essere, c’è qualcosa che non va. Non abbiamo perso per merito dell’Inter ma per colpa nostra. Ripeto, ci è servito di lezione".

Dopodiché, il 37enne ha anche svelato un retroscena di mercato legato alla Serie A: "Nel 2010 ero ancora in Polonia e stavo per passare al Borussia Dortmund. Il Genoa voleva acquistarmi, così m’invitarono a una partita contro la Sampdoria. Ero curioso di vedere com’era il club, lo stadio, l’ambiente, e anche per essere corretto con chi aveva mostrato interesse per me venni ad assistere al derby a Marassi. È stata l’unica volta che ho avuto a che fare con una squadra italiana".