Calhanoglu: “Sogno di vincere trofei importanti all’Inter”
Nell'ultima sfida contro la Roma, Hakan Calhanoglu ha realizzato uno dei gol più belli della Serie A 2025/26. "Non è il mio più bello però: quello contro il Verona era più angolato", ha però voluto sottolineare nell'intervista rilasciata a Repubblica. Si è discusso molto anche delle possibili responsabilità di Svilar nell'episodio del gol, ma il centrocampista turco non vuole saperne: "A chi lo critica do un consiglio: si metta in porta e vediamo se la para. La palla cambia direzione, è un effetto che cerco io".
Proprio contro i giallorossi l'Inter ha ritrovato la vittoria dopo un periodo un po' più complicato. Per ripartire, sottolinea Calhanoglu: "Ci confrontiamo nei momenti importanti. Non vogliamo perdere di nuovo uno scudetto per un punto. I giovani ci ascoltano e hanno capito come funziona qua: l'asticella è alta e devi sempre dimostrare".
L'ASSENZA DI LAUTARO E GLI OBIETTIVI - Lautaro Martinez sarà di nuovo out per un problema al soleo, e Calhanoglu spiega: "Sentiamo la mancanza quando non c'è, sia perché segna tanto sia per la personalità. Però non c'è solo lui, ma anche altri giocatori con grande esperienza, come Sommer, Akanji e Acerbi".
"Sogno di vincere trofei importanti con l'Inter. Dopo aver perso due finali di Champions l'obiettivo è quello. Intanto c'è il Mondiale con la Turchia. Ci prepariamo per questo dopo 24 anni, sarà un'emozione unica, che vivo da capitano", ha svelato Calhanoglu sui suoi obiettivi, sia con i nerazzurri sia con la sua Nazionale.
L'ITALIA E IL MANCATO MONDIALE - Sono 5 i compagni di squadra di Calhanoglu che - con l'Italia - hanno mancato la qualifcazione al Mondiale. Su di loro, il centrocampista ha ammesso: "Le parole per consolarli non servono molto, li ho solo abbracciati. Il vero aiuto arriva dalla famiglia, dai figli in particolare. Io ne ho tre, e la casa è il posto dove si costruisce tutto".
Nelle ultime settimane si è parlato anche della questione riguardante i settori giovanili italiani, che sembrano mettere da parte la tecnica. "Se c'è talento non serve essere grandi e grossi. In Germania la pensano così, ma i vivai italiani non li conosco e quindi non mi pronuncio", ha infine concluso Calahnoglu.