Chiarodia si racconta: "Il mio sogno è solo l'Italia. Kane il più duro da marcare, la Juve una passione"
Fabio Chiarodia è tra i prospetti più interessanti del calcio giovanile europeo. Nato e cresciuto in Germania, ma con radici profondamente italiane grazie al padre veneto e alla madre friulana, il ventenne difensore sta vivendo la sua terza stagione in Bundesliga con la maglia del Borussia Mönchengladbach. Nonostante la distanza, il suo legame con il Paese d'origine dei genitori è fortissimo, tanto da averlo reso un perno inamovibile della Nazionale Under 21 azzurra guidata da Silvio Baldini. In un'intervista a Flashscore, il giovane talento ha parlato del suo presente in Germania, del sogno azzurro e dei suoi modelli calcistici.
L'AMORE PER L'ITALIA E LA SCELTA AZZURRA - Il percorso di Chiarodia con la maglia dell'Italia inizia presto, all'età di quattordici anni, quando un osservatore lo nota nelle giovanili del Werder Brema. "Un osservatore italiano parlò con i miei genitori, proponendomi di giocare nella nazionale italiana Under 15" ha raccontato il giocatore. "Accettai subito, era un sogno per me giocare per l'Italia".
Il padre, oltre all'amore per la Nazionale, gli ha trasmesso anche un'altra grande passione calcistica. "Papà mi ha trasmesso anche la passione per la Juventus" ha ammesso, sorridendo all'idea di poter un giorno ripercorrere le orme del suo idolo, Giorgio Chiellini. "È stato spettacolare incontrarlo. Siamo entrambi mancini, anche se forse, nello stile di gioco, assomiglio di più a Bonucci, perché mi piace impostare l'azione. Ma Chiellini ha giocato nella Juve per non so quanti anni, quindi ovviamente è un giocatore di altissimo livello e prendo molta ispirazione da lui".
IL PRESENTE IN BUNDESLIGA E GLI AVVERSARI - La sua maturazione passa attraverso l'esperienza in Bundesliga, dove quest'anno ha dovuto fare i conti con un infortunio muscolare che lo ha tenuto ai box per quattro mesi. Un ostacolo che ha saputo trasformare in opportunità: "È stato sicuramente un periodo di apprendimento. Era il mio primo infortunio, ma mi ha aiutato a temprare me stesso e ho messo su cinque o sei chili di massa muscolare". Ora la concentrazione è tutta sul finale di stagione con il Borussia Mönchengladbach, a partire dall'importante sfida salvezza contro il Wolfsburg: "Ci sono quattro partite da giocare e vogliamo vincerle tutte. Questa partita è molto importante per noi: è un po' come una prima piccola finale".
Nelle sue sfide in terra tedesca, Chiarodia ha avuto modo di incrociare campioni di caratura internazionale, tra cui spicca l'avversario più ostico affrontato finora. "Harry Kane, perché non è solo molto tecnico ma anche molto forte fisicamente. Direi che è quasi un'eccezione nel mondo dei centravanti" ha confessato. "Giocare contro di lui è fantastico".
IL GRUPPO UNDER 21 E IL SOGNO DELLA NAZIONALE MAGGIORE - Oltre al club, il presente di Chiarodia si chiama Italia Under 21. Un gruppo descritto come multiculturale e unito, sotto la guida paterna di Silvio Baldini, che impone regole ferree ma utili, come il divieto dei cellulari a tavola. "Quando siamo tutti insieme, ad esempio a pranzo o a cena, i cellulari sono vietati. Ed è meglio così perché creiamo un gruppo e impariamo a conoscerci" ha spiegato il difensore. Il legame con il CT è forte, tanto che Baldini lo ha contattato ripetutamente durante il suo infortunio.
Sullo sfondo, mentre si fa strada la voce di una possibile chiamata di molti giovani dell'Under 21 da parte di Baldini (futuro traghettatore della Nazionale maggiore) per i prossimi impegni, il ragazzo mantiene un profilo basso e chiude definitivamente le porte a un futuro con la Germania. "Il mio desiderio è giocare per l'Italia. Ci ho sempre pensato" ha ribadito con fermezza. "Giocare per la nazionale maggiore credo sia il sogno di ogni bambino italiano, sarebbe più che un onore". Un sogno che passa anche dal prossimo grande obiettivo di squadra, cancellando l'amarezza per la recente eliminazione dell'Italia dalle qualificazioni per i Mondiali, che Chiarodia definisce un grande dispiacere: "Ora dobbiamo andare agli Europei Under 21, ma dobbiamo ancora qualificarci matematicamente".