Como, Douvikas: “Fabregas mi ha migliorato, ora siamo pronti per l’Europa”
Dall’Olanda alla Spagna, passando per il suo percorso di crescita fino al Como: Anastasios “Tasos” Douvikas si è preso la scena con i suoi 13 gol in campionato, diventando il secondo miglior marcatore della Serie A alle spalle di Lautaro. Numeri che hanno spinto i lombardi a sognare in grande fino all’ultima giornata, con la sfida decisiva in casa della Cremonese che vale l’Europa che conta.
L’attaccante greco, però, resta con i piedi per terra. Pochi riflettori, tanto lavoro quotidiano a Mozzate e una filosofia chiara: prima la squadra, poi i traguardi individuali. A La Gazzetta dello Sport ha raccontato una stagione che lo ha consacrato, senza dimenticare il percorso e l’identità costruita nel gruppo guidato da Cesc Fabregas.
LA CRESCITA CON FABREGAS - “Fabregas mi ha migliorato, sono diventato un calciatore più completo”, ha raccontato Douvikas, sottolineando il ruolo centrale dell'allenatore spagnolo nella sua evoluzione. Il lavoro quotidiano a Mozzate e i principi di gioco condivisi hanno permesso all’attaccante di crescere non solo in zona gol, ma anche nella lettura delle situazioni e nella partecipazione alla manovra: “Ci dà idee chiare, ma anche libertà: ci invita a ragionare”, ha spiegato, evidenziando come il Como abbia costruito una vera identità collettiva.
UNA STAGIONE DA PROTAGONISTA - I numeri parlano chiaro: 13 reti e un ruolo da protagonista assoluto. “Non posso che essere soddisfatto della stagione, sia a livello personale che di squadra”, ha ammesso l’attaccante, che però non si prende i riflettori: “Devo ringraziare i compagni, mi mettono sempre nelle condizioni di fare bene”. Il concetto è semplice: “L’attaccante vive per il gol”, anche se il suo contributo va oltre la finalizzazione, dentro un sistema che punta a dominare il gioco con idee e costruzione.
MENTALITÀ, GRUPPO E LA SFIDA DECISIVA CON LA CREMONESE - Alla vigilia dell’ultima partita, il Como si presenta con lucidità e consapevolezza. “Siamo concentrati, ci manca una gara che può regalarci un sogno”, ha spiegato Douvikas, sottolineando l’importanza del gruppo: “Siamo una grande famiglia, ci sacrifichiamo l’uno per l’altro”. La Cremonese, però, è un avversario da non sottovalutare: “Sarà durissima, non sono ammesse distrazioni”. In palio c’è l’Europa e una stagione che può diventare storica.
IDENTITÀ, AVVERSARI E DETTAGLI CHE FANNO LA DIFFERENZA - Nel suo percorso in Serie A, Douvikas ha imparato anche a misurarsi con difensori di altissimo livello: “Ndicka è quello che mi ha messo più in difficoltà”. Ma il tema centrale resta l’identità del Como, una squadra che gioca, costruisce e prova sempre a imporre il proprio calcio: “Noi vogliamo dominare il gioco, questa è la nostra mentalità e la nostra forza”.
TRA CAMPO E VITA PRIVATA - Fuori dal campo, il centravanti mantiene equilibrio e leggerezza. Tra una domanda e l’altra, anche qualche curiosità: il biliardo come “allenamento mentale” e una sfida culinaria tra Grecia e Italia che finisce in parità. “La cucina italiana è fantastica, quella greca mi ricorda casa… diciamo 3-3”. Un modo per raccontare anche il lato umano di un attaccante che, oggi, sogna in grande senza perdere la sua semplicità.