Como, benvenuta Europa: la prima volta in Champions è magica
“Como” si raccontano le sensazioni delle prime volte? Non puoi farlo prima perché per quanto ti possa sforzare nel pensare e idealizzarle, non saranno mai come le avevi immaginate. Avranno sempre una sfumatura inaspettata e sorprendente. Di quelle infinite sfumature di è colorata la notte di Como. Infinite, come le espressioni piene di magia e attesa che riempivano le strade della città nelle ore che hanno preceduto la prima storica volta in Champions League. E quella magia si è trasportata per tutti i 90 minuti e più della partita, fino all’esultanza al fischio finale. Un esordio da sogno. Perché se già solo poterlo vivere era speciale, farlo con una vittoria lo è ancor di più. La squadra di Fabregas vince 3-1 contro il Lipsia. Lo fa con 60 minuti di grande calcio e con altri 30 di sofferenza. Il sogno è diventato realtà. Ed è una realtà bellissima.
LA PRIMA VOLTA - Nel tardo pomeriggio le strade della città iniziano a colorarsi di azzurro. Bandiere e sciarpe. E maglie, tante maglie. Alcune dei tempi della C, altre di quest’anno con il simbolo della Champions ben visibile. Le vie raccontano generazioni. Nonni, genitori, ragazzi, bambini. Ognuno inganna l’attesa a suo modo. Due amici pescano, altri scherzano al bar. Un papà fa una foto al figlio. Un gruppo di anziani entra piano piano allo stadio. Saranno i protagonisti in tribuna d’onore. Loro gli storici tifosi scelti dal club a cui destinare i biglietti a cui il presidente Suwarso e altri dirigenti hanno scelto di rinunciare per riempire ancor di più il Sinigaglia di comaschi. Il tempo passa, lo stadio si riempie. Parte per una prova la musichetta della Champions. Eccola. La si aspettava da maggio.
BOATI – Un’ora dopo quella musichetta risuona. A centrocampo il pallone che ondeggia. Poco più avanti le due squadre schierate. I tifosi si guardano, cercando di confermare quanto stanno vivendo: “Ma è tutto vero?”. Sì, è tutto vero. “Che emozione”. Un signore ha i brividi. Non è l’unico. Bastano 15 minuti per il nuovo appuntamento con la storia. Grande azione, pallone a Baturina in area, primo gol europeo del Como. La squadra si abbraccia sotto al boato della curva e di tutto lo stadio. Si ripeterà per le reti di Douvikas nel primo tempo e di Diao e Perrone nel secondo. Tra il senegalese e l’argentino, il gol tedesco di Maksimovic. Arriva il fischio finale. La gente aspetta qualche minuto in più del solito per lasciare lo stadio. Vuole godersi gli ultimi istanti di questa magica notte. Ora, tornando a casa, si potranno fermare e confedersi un momento. Un momento per realizzare l'unicità di quanto hanno vissuto.