Corvino: "Lecce esempio negativo per il calcio italiano? Il nostro modello è una necessità"

Corvino: "Lecce esempio negativo per il calcio italiano? Il nostro modello è una necessità"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
Oggi alle 09:37News Calcio
di Mattia De Pascalis
A due giorni dalla sfida tra Lecce e Fiorentina, il direttore tecnico giallorosso, Pantaleo Corvino, ha concesso un'intervista al "Corriere dello Sport".

"Non posso che essere orgoglioso dei 23 anni in cui mi sono diviso tra Lecce e Fiorentina". Così Pantaleo Corvino all’antivigilia di una partita che ha il sapore della storia personale prima ancora che della classifica, con il suo Lecce si prepara ad affrontare la Fiorentina al "Via del Mare". Non è una gara come le altre, ovviamente, soprattutto per il direttore dell’area tecnica giallorossa, che tra Salento e Firenze ha costruito gran parte della propria carriera. Una sfida che intreccia emozioni, obiettivi salvezza e riflessioni più ampie sul calcio italiano, tra mercato e Nazionale.

LE PAROLE DI CORVINO - E proprio sul significato di Lecce-Fiorentina, Pantaleo Corvino non nasconde il peso emotivo della gara, sottolineando il doppio legame che lo accompagna da sempre: "Non posso che essere orgoglioso dei 23 anni in cui mi sono diviso tra Lecce e Fiorentina. Da una parte, quella in cui sono ora, c’è anche il legame con la mia terra, il Salento. Lecce da sempre è la Firenze del Sud. Che segno del destino incredibile, vivere l’altro grande pezzo della mia carriera alla Viola, con la consapevolezza di essersi voluti bene".

NAZIONALE - L'attenzione si sposta immediatamente al tema caldo di questo mese, sulla mancata terza qualificazione consecutiva al Mondiale da parte dell'Italia, con annesse critiche alla Primavera del Lecce: "Sarò sincero e voglio urlarlo per l’ultima volta: non fa onore a nessuno trovare nel Lecce, nel momento storico che il calcio italiano sta attraversando, un esempio negativo. Come responsabile dell’area tecnica quando devi costruire per trasformare le migliori potenzialità in qualità diventa necessario andare a cercarle dove sono, anche lontano: questo se ne trovi pochissime nel tuo territorio e non te lo puoi permettere economicamente in Italia".

Un club che fa di sé stesso la propria fortuna: "Come si fa a non capire che per club come il nostro tutto questo è una necessità, che diventa l’unica condizione e si trasforma anche in virtù? Tutto questo non è facile, ci vuole coraggio, ma è l’unica strada per sforzarsi a portare più risorse tecniche possibili in prima squadra sperando che si trasformino anche in risorse economiche. E questo ti consente allo stesso tempo di mantenere la Primavera 1 di Serie A e competere contro i club più blasonati. Il Lecce rimane sempre nelle regole. Se poi uno va a vedere la nostra storia, con me responsabile dell’area tecnica, si renderà conto che dalla Primavera sono venuti fuori scudetti e risorse tecniche con ragazzi italiani come Miccoli, Pellé, Rosati, Rullo, quando li ho potuti cercare e trovare".

LE CAUSE DELLA CRISI AZZURRA - Restando sul tema Nazionale, Corvino prova ad allargare l’analisi senza cercare colpevoli facili: "Non voglio fare il professore. Pensiamo veramente che gli insuccessi della Nazionale siano responsabilità dei presidenti federali o dei ct? Avete visto chi è stato chiamato a guidare l’Italia in panchina dopo gli insuccessi? Allenatori che avevano fatto bene nei club. Pensiamo che Gravina o chi lo ha preceduto sia davvero non all’altezza? Gravina è partito dal marciapiede del calcio e ha scalato tutte le categorie. Coverciano funziona. Abbiamo vinto quattro Mondiali e le strutture di allora non erano superiori rispetto a quelle di adesso".

Corvino invita a una 'quadra' generale: "Dunque le ragioni saranno altre e andranno valutate bene. Forse la colpa è di un sistema strutturale che si fa fatica a cambiare. E non si cambia sparlando in tutte le sedi, anche chi non avrebbe alcun titolo: ma sedendoci a un tavolo o più tavoli per il bene della Nazionale".

MERCATO - Quando il discorso si sposta sul mercato, Corvino prova inizialmente a dribblare: "Lasciamo stare il mercato. Siamo tutti concentrati su questo mese di fuoco".

Poi due nomi, il migliore della stagione giallorossa, e l'acquisto più azzeccato: "Falcone, per quello che fa da anni meriterebbe una top. Sul secondo ti direi Tiago Gabriel".