Farioli: "Una vittoria che va oltre il calcio. Addio all'Italia? Prima una necessità, poi una volontà"

Farioli: "Una vittoria che va oltre il calcio. Addio all'Italia? Prima una necessità, poi una volontà"
Francesco Farioli a Sky Sport
Oggi alle 10:10News Calcio
di Redazione
L'allenatore del Porto, Francesco Farioli, è stato intervistato da Sky Sport e ha raccontato la vittoria del campionato portoghese

Il campionato è stato sicuramente un traguardo importante, frutto del lavoro di tante persone. Ogni centimetro quadrato di questo trofeo appartiene a chi ha lavorato con me sin dal primo momento”, Francesco Farioli ha raccontato la vittoria del campionato con il Porto ringraziando tutte le persone che hanno contribuito.

L’allenatore italiano è stato intervistato a Sky Sport e ha spiegato l’importanza e le ragioni del successo ottenuto sulla panchina portoghese. 

L’IMPORTANZA - Farioli ha parlato della rilevanza di questo trofeo, al di là del valore sportivo: “Questo trofeo è chiaramente qualcosa di più di un titolo vinto da un club di calcio. Il Porto rappresenta una regione, il nord del Portogallo, e una città che storicamente ha caratteristiche molto precise”.

Porto conta 300.000 abitanti nel centro storico, ma i numeri raccolti parlano di più del doppio: persone arrivate da tutto il Portogallo. Questa è stata anche la sensazione nelle tante trasferte: abbiamo sempre giocato in casa”, ha continuato l’allenatore. 

MOURINHO - “La grandezza di un percorso deriva sempre anche dagli avversari. Parliamo di due giganti del calcio portoghese. Mourinho è la leggenda più grande del calcio portoghese, probabilmente della storia, certamente come allenatore”, così Francesco Farioli ha spiegato la rivalità con il Benfica dello Special One. “Si è dimostrato un avversario leale. E la grandezza dell'uomo Mourinho è dimostrata dal fatto che sia stato uno dei primissimi a chiamarmi personalmente per congratularsi con me”. 

LA DIFESA -  L’allenatore del Porto ha commentato i numeri difensivi della sua squadra: “Voglio sempre una squadra combattiva: che dà tutto e che ha anche l'umiltà di sapersi arrangiare quando è il momento. Tanti di quei numeri difensivi arrivano anche dal modo in cui gestiamo la palla e da come cerchiamo di attaccare. Quello che conta è saper fare tutto bene”.

L’ITALIA - Farioli ha già allenato in diversi paesi: Turchia, Francia, Olanda e Portogallo. L’allenatore dei biancoblù ha spiegato l’assenza dell'Italia nel suo percorso: "Prima è stata una necessità, poi è diventata quasi una volontà. Ci sono contesti che hanno un terreno fertile in cui provare a fare un certo tipo di percorso. Ho sentito il bisogno di farlo. E la fortuna che ho avuto è che in tutti i paesi in cui sono andato ho trovato il sapore di casa, ed è forse questo che mi continua a tenere lontano, che mi fa sentire meno la nostalgia. Qui il lavoro è soltanto all'inizio”.