Genoa, De Rossi: "Critiche per la formazione contro la Roma? Gravissimo dubitare di me"

Genoa, De Rossi: "Critiche per la formazione contro la Roma? Gravissimo dubitare di me"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 13:12News Calcio
di Nicolò Minerva
L'allenatore del Genoa, Daniele De Rossi, ha commentato il momento della squadra rossoblù e il prossimo match contro il Verona in conferenza stampa

L’1% della formazione la preparo pensando che questo stadio ti accompagna, ovviamente dobbiamo noi lavorare per accendere lo stadio": Daniele De Rossi fissa l'obiettivo del Genoa. Oggi, 13 marzo, l'allenatore dei rossoblù è intervenuto in conferenza stampa per commentare il momento dei suoi. De Rossi ha invitato la squadra a essere coraggiosa, facendo anche affidamento sulla spinta del pubblico genoano. "I tifosi ci portano a essere più coraggiosi, perché questo stadio può darti tanto. Burdisso che è stato qui mi ha fatto capire che questo ambiente vuole gente che entra e prova a ribaltare tutti dalla prima all’ultima in classifica e si sposa perfettamente con la mia idea di calcio e sta portando dei frutti anche perché i giocatori sono coraggiosi tanto quanto i loro tifosi”.

L'allenatore ha ripreso le parole di Ostigard che, dopo la vittoria contro la Roma, ha parlato di serenità: "Mi fa paura, ma ti dà quella leggerezza in più per lavorare bene e forte, senza quello stress che a volte è nocivo. Poi ti dà tre punti in più che ti fa vedere il futuro in maniera diversa. Ti dà convinzione. Ti dice che se siamo aggressivi e ordinati diventiamo una squadra difficile per chiunque. La stessa aggressività e attenzione la dobbiamo utilizzare a Verona”.

Sfida che porta con sé insidie che vanno oltre la classifica: “Le insidie sono grandissime, credo che la vittoria del Verona non sia stata una brutta notizia dal punto di vista della preparazione della gara, perché ci ha reso veramente facile il compito di spiegare ai nostri giocatori di quanto sia viva questa squadra".
E ancora: "Io l'avevo vista giocare contro il Napoli, l'avevo vista giocare in altre partite dove non meritava assolutamente di perdere. Automaticamente le squadre che stanno un po' lì in fondo, come Verona e Pisa, possono essere battezzate come squadre già retrocesse, ma non è così. A perché mancano 30 punti. B perché mancano tante partite. C perché finché la matematica non ti condanna io penso che tu voglia lottare, soprattutto in una piazza calda come il Verona".

"Il clima del Ferraris è diverso dagli altri stadi"

De Rossi ha poi sottolineato l'importanza dei cambi durante la partita: "Cinque giocatori freschi cambiano il 50% della squadra. Io a fine mercato li ho guardati e gli ho detto ‘sono contento’, anche perché eravamo di meno. Non perché non fossi però contento di chi c’era prima, ma si lavora bene. Chiaro che non è facile farlo accettare a chi gioca meno, poi li tieni in considerazione, li fai entrare. Quando uno dice di stringere la rosa è solo per quello, per avere meno giocatori e poterli tenere in considerazione. Sembra che hai meno giocatori, ma così hai più soluzioni. Importantissimo il lavoro fatto dal direttore, i giocatori sono diventati di meno ma sono diventati più importanti”. 

Tutti calciatori capaci di restituire la grande energia portata da De Rossi a Pegli. “Tutti i giorni ci danno una risposta fantastica: quando subentri poi è chiaro, puoi essere il più bravo del mondo ma tu sei sul cavallo bianco e loro quelli sporchi chi in difficoltà. Ci metti però un attimo ad integrarti se hai un gruppo valido, se non hai la delicatezza di entrare vieni respinto un po’ dal gruppo, loro dal primo giorno mi hanno dato apertura. Questa è una squadra che è in una situazione, anche se non ancora al sicuro, dovuta a situazioni e prestazioni che non dimentico, ma intendo anche quelle dove abbiamo perso. La squadra ha sempre risposto presente dentro e fuori dal campo”.

Come presente hanno risposto anche i tifosi, a Verona saranno quasi 3000. “Sono il succo del calcio, ma non solo i nostri tifosi. È sempre un peccato quando non possono seguire la squadra, siamo stati penalizzati nelle ultime trasferte, penso che se non fossero bloccati ci seguirebbero sempre con grande entusiasmo. Anche la mia famiglia sta capendo e vedendo che stadio e ambiente diverso è il Ferraris”.

"Critiche per la formazione contro la Roma? Gravissimo dubitare di me"

Capitolo formazione: “Se ho altre sorprese per stupire? Non lo so, oggi ho ancora 3 o 4 dubbi, io non voglio stupire assolutamente, io faccio le scelte che penso che ci possano dare più possibilità di vincere quella partita. Ho una squadra che mi da tanta possibilità di scelta e ho la fortuna di avere un carattere che mi permette di non pensare alle conseguenze":

E ancora: "Anche io so benissimo quello che sarebbe successo se avessimo perso contro la Roma con quella formazione lì a Genova e in Italia ho letto qualcosa che è stato scritto tra l'uscita della formazione e la fine della partita. Ed è gravissimo dubitare di una persona che sta nel calcio da 20 anni perché gioca contro la sua squadra o perché fa una formazione diversa. Io lo trovo gravissimo e per quanto è grave non ci voglio neanche andare su quell'argomento perché avremmo potuto perdere, avrebbero potuto dare rigore sul fallo di mano e magari avremmo perso".

De Rossi ha aggiunto: "Io oggi sarei stato qui a presentarmi come uno che doveva scusarsi perché aveva lasciato vincere la sua squadra ed è allucinante, è tutto figlio dei social e di quanta gente ha voglia di chiacchierare, ma non ci torniamo perché siamo superiori a questo. Faccio le scelte perché penso che questo giocatore oggi ha più possibilità di farmi vincere la partita rispetto ad un altro, questo potrebbe farmi vincere subentrando e quindi questa è tutta una dinamica di scelte che non faccio solo io, lo fanno tutti quanti".

"A volte sono andato sulla continuità, una squadra che ha dato sempre risposte positive, altre volte ho cambiato perché volevo rinfrescare, altre volte invece ho cambiato perché tra la squadra con la quale ho giocato una domenica prima e la squadra con cui ho giocato una domenica dopo c'erano grandi differenze di atteggiamento, differenze tattiche, differenze fisiche, quindi è tutta una scelta, una partita a scacchi che fai con l'allenatore successivo e quindi scegli in base alle caratteristiche del giocatore. Non è che io voglio sorprendere o fare formazioni ad effetto, cerco quello che penso che ci possa portare punti: una volta Antonio Conte mi disse, ‘l'unico consiglio che ti do è se devi sbagliare sbaglia con la tua testa, se devi morire muori con la tua testa, con le tue idee’ e questo penso che sia il consiglio più importante” ha detto De Rossi.

"Norton Cuffy sta bene. Leali è un grande professionista"

Sui singoli. “Come sta Norton Cuffy? Sta bene, penso sia da considerare arruolabile, chiaro non gioca da un po’ e valuteremo per l’impiego. L’abbondanza in attacco? È un grande vantaggio poter scegliere tra attaccanti di ottimo livello e caratteristiche diverse. Ho letto che ho scelto Ekuban ed Ekhator per sfiancare la Roma e poi vincerla con quelli forti. Li ho fatti giocare perché pensavo che con le loro caratteristiche gli attaccavo la profondità, gli attaccavo la seconda palla, credendo che potessero fare da subito gol e penso che le loro prestazioni siano state un pochino sottovalutate. Penso che abbiano fatto due partite incredibili tutte e due, soprattutto pensando che Jeff è un 2006, ogni tanto ce lo dimentichiamo, ha giocato spalla a spalla, testa a testa con uno dei difensori più forti del campionato”.

Poi un commento su Leali, alla prima da titolare dopo l'arrivo di Bijlow. “Come sta vivendo la seconda parte di stagione? Leali è un professionista come sempre, non sta creando nessun problema, poi quello è un ruolo particolare perché li per me c’è un titolare. Ovvio che fosse più contento quando giocava, ma sono scelte che si devono fare".

De Rossi ha agginto: "Sabelli è un giocatore importante per noi nello spogliatoio, ha dimostrato che forse l'abbiamo sottovalutato per quello che poteva dare in campo, anche a livello fisico è uno che tiene botta con giocatori più veloci di lui e secondo me questa parte da gennaio ha iniziato a sentirsi più importante, anche se ha giocato sempre poco e credo che l'abbia fatto vedere allenamento dopo allenamento, portandoci a dargli più fiducia”. 

De Rossi: "Parole Vazquez? Affermazione pericolosa"

L'allenatore ha commentato anche le parole di Vazquez. Il difensore ha dichiarato che quando De Rossi entra nello spogliatoio è un calciatore, quando fa il suo ingresso in campo diventa allenatore: “Questa è un'affermazione pericolosa, chi sente questa frase non sarà contento di me. Si dice sempre di non rimanere giocatore. Io credo di essere me stesso vicino ai giocatori nonostante i miei difetti".

De Rossi ha aggiunto: "Mi piace essere vicino ai giocatori. L'unico difetto del centro sportivo è che non ci si incontra quasi mai, perché uno si spoglia da una parte e l'altro da un'altra, quindi ci incontriamo solo in campo o al ristorante. Non sono uno di quegli allenatori che va lì a disturbarli, che va lì a vedere che succede, che mette l'orecchio, che chiede a qualcuno di sentire quello che dicono, non voglio sapere perché da calciatore odiavo i prezzemolini che stavano sempre in mezzo".

"Cerco di essere vicino a quelle che sono le necessità dei giocatori per un semplice motivo, perché poi quando vanno in campo fanno di più di quello che chiedo. La mia vicinanza, la mia apertura, la mia amicizia esiste perché loro in campo sono professionisti migliori di quanto un allenatore possa mai sperare e questo vale per l'allenamento, vale per la risoluzione di qualche problema che si crea, vale per l'attenzione nelle preparazioni tattiche, quindi poi dopo io mi metto nei loro panni e faccio la scaletta dei giorni liberi durante la sosta e gli do quei due giorni in più" ha detto De Rossi. L'allenatore ha concluso spiegando la sua idea: "Io credo nel recupero e soprattutto credo in questi giocatori qui e so che dare a loro mi farà tornare indietro qualcosa che sarà molto utile sul campo”.