"I numeri vanno abbattuti", ma il Milan crolla: senza Rabiot manca il piano B
Il Milan cade all'Olimpico contro la Lazio, evidenziando in maniera inequivocabile un limite strutturale all'interno dello scacchiere tattico di Massimiliano Allegri: la totale dipendenza da Adrien Rabiot. Con il centrocampista francese in campo, il Milan aveva tenuto un ritmo da vera pretendente allo Scudetto, viaggiando a una media di 2,35 punti a partita e cullando il sogno del primato. Tuttavia, il passo falso nella Capitale, arrivato proprio in una giornata in cui l'Inter aveva rallentato pareggiando in casa contro l'Atalanta, ha reso il distacco dalla vetta ancora più importante, certificando come la squadra smarrisca completamente la propria solidità senza il suo equilibratore principale.
"Abbiamo preso più contropiedi nella prima frazione che in tutto il campionato", ha ammesso con grande onestà Allegri ai microfoni di Dazn nel post-partita, scattando una fotografia nitida di un match perso meritatamente. Al Milan è mancata del tutto la sostanza e la fisicità nel mezzo: senza il filtro dell'ex PSG, la linea difensiva è andata in costante affanno, tagliata a fette dalle giocate di Zaccagni e Isaksen, innescati a loro volta dall'ottimo lavoro di Dele Bashiru e Taylor. Il solo Modric a centrocampo non è bastato per arginare le iniziative biancocelesti, con i padroni di casa che hanno vinto sistematicamente ogni duello imponendo il proprio ritmo e trovando il gol del definitivo vantaggio.
Attualmente manca un vero e proprio piano B per compensare il francese: Ricci possiede caratteristiche diverse e deve ancora compiere uno step importante sia dal punto di vista tecnico che della personalità, mentre l'esperimento Jashari non ha fornito le garanzie sperate.
I NUMERI DI UNA DIPENDENZA - Alla vigilia della sfida dell'Olimpico, interpellato proprio sul peso specifico dell'assenza per squalifica del suo giocatore, Allegri aveva provato a smorzare i toni affermando che "i numeri sono fatti per essere abbattuti". Il verdetto del campo, tuttavia, ha confermato in pieno le statistiche. Senza l'ex giocatore di Juventus e Marsiglia, la media punti del Diavolo crolla drasticamente a 1,62 a partita. Nelle sfide in cui il francese è mancato (tra le primissime gare prima del suo arrivo contro Cremonese e Lecce, gli infortuni e le squalifiche), i rossoneri hanno faticato enormemente. Nei sette incontri presi in esame senza di lui, il Milan ha raccolto soltanto due vittorie contro Fiorentina e Roma, a fronte dei pareggi contro Pisa, Atalanta, Parma e Como, e incassando le sconfitte contro Cremonese e Lazio. Al contrario, quando Rabiot è stato schierato, il Milan ha vinto ben 14 partite su 20, subendo una sola battuta d'arresto casalinga contro il Parma. Il suo impatto non è solo difensivo, ma vitale anche in fase di costruzione: con quattro gol in trasferta, tra cui la doppietta decisiva a Como, e quattro assist a referto, la sua presenza garantisce quegli strappi e quei cavalli fondamentali per la manovra offensiva.