"Una realtà in cui vale la pena identificarsi": Thun, l'ultimo miracolo del calcio

"Una realtà in cui vale la pena identificarsi": Thun, l'ultimo miracolo del calcio
Oggi alle 15:15Interviste e Storie
di Nicolò Minerva
Dal "Made in Svizzera" alla magia di Stadthofplatz: scopriamo insieme il Thun, la neopromossa che ha vinto la Swiss Super League

Dieci anni dopo l'impresa del Leicester in Premier League, il calcio europeo assiste a un nuovo miracolo: il Thun è campione di Svizzera. La squadra elvetica ha vinto da neopromossa la Swiss Super League con 3 giornate d'anticipo, trasformando un sogno in realtà. Nessuno a Thun credeva di poter arrivare nella parte alta della classifica e tanto meno di poter vincere il campionato.

Per il Thun si tratta del primo grande trofeo della propria storia. Finora, nella bacheca del club c'erano solo 2 Challenge League (la Serie B svizzera) vinte nella stagione 2009/10 e 2024/25. A inizio campionato, i bookmaker erano certi o quasi della retrocessione dei bernesi. La squadra era penultima nella classifica dei valori delle rose del massimo campionato svizzero e la vittoria finale era quotata 100:1. Ma chi sono i protagonisti di questa storica impresa? 

GENTE DI THUN - "Il Thun è una realtà genuina, ben organizzata e nella quale val la pena identificarsi": Andres Gerber, presidente del club, descriveva così il "suo" Thun in un'intervista al "Corriere del Ticino". Lo svizzero ha vissuto ogni fase della storia recente del club, dalle difficoltà economiche al ritorno nella massima serie. La squadra bernese è stata l'ultima della carriera di Gerber, entrato nel mondo biancorosso come calciatore nel 2002. L'ex capitano aveva già scritto una pagina della storia del club, centrando la qualificazione alla Champions League nella stagione 2005/06. 

Il Thun battè ai playoff la Dinamo Kyev e il Malmö, conquistando il suo primo pass europeo. Tra i protagonisti di quell'impresa c'era anche Mauro Lustrinelli, l'allenatore che vent'annni dopo ha condotto i biancorossi alla vittoria del campionato. "Lustrigol" - com'era soprannominato nei primi anni 2000 - era e tutt'oggi è l'eroe dei tifosi, che hanno dedicato cori e striscioni all'ex attaccante da 51 gol in 112 partite con la maglia del club. Dopo l'addio al calcio, Lustrinelli è rimasto nel mondo Thun, ricoprendo vari ruoli tra cui quelli di allenatore delle giovanili e coordinatore del vivaio. Nel 2018, la nazionale svizzera ha offerto la panchina dell'Under 21 all'allenatore di Bellinzona, che - quattro anni più tardi - ha centrato la qualificazione agli Europei del 2023.

Lustrinelli ha però deciso di lasciare la nazionale. Per quale motivo? La chiamata del Thun. Nel 2022, la squadra stava attraversando un momento complicato e il presidente Gerber ha richiamato l'amico Lustrinelli, che non ha esitato a tornare sulla panchina biancorossa, questa volta quella della prima squadra. 

MADE IN SVIZZERA - Il Thun ha costruito una squadra a chilometro zero. La formazione biancorossa vanta il maggior numero di svizzeri in rosa, ben 20 su 27 giocatori. Oltre al "Made in Svizzera", il club punta forte sulle giovanili. In questa stagione, Lustrinelli ha schierato 7 talenti cresciuti nella cantera del Thun. Sì ai giovani, ma pur sempre bilanciando la rosa con giocatori d'esperienza. Tra i leader del Thun campione di Svizzera ci sono Kastriot Imeri e il capitano Marco Bürki

Il primo è un centrocampista che, nell'estate del 2025, ha deciso di trasferirsi al Thun dallo Young Boys. Una scelta non banale, vista l'aspra rivalità tra i due club che si sfidano nel derby bernese. Imeri ha convinto nella sua prima stagione alla "Stockhorn Arena", conclusa con 6 gol e 7 assist in 26 partiteBürki, invece, è una colonna e capitano del Thun. Anche lui figlio dello Young Boys, il difensore centrale ha alzato il trofeo della Challenge League nel 2025 e la coppa della Swiss Super League nel 2026. Un biennio eccezionale per il fratello di Roman Bürki, portiere ex Borussia Dortmund ora al St. Louis City.

LA PIAZZA DEI MIRACOLI - Appena un anno fa, dopo la promozione del Thun dalla Challenge League alla prima divisione, Marco Lustrinelli aveva dichiarato al "Corriere del Ticino" che l'obiettivo del club era quello di centrare la salvezza. L'allenatore biancorosso si era soffermato sui valori della squadra, che hanno portato la neopromossa in vetta al calcio svizzero. "Dev’essere un credo comune. Se nel calcio, globalmente, 1+1 fa 2, a Thun fa 10, fa 20. È una questione di energia, di spirito di gruppo" aveva detto Lustrinelli. 

L'unione tra i calciatori ha permesso al Thun di compiere un'impresa e vincere la prima Swiss Super League della propria storia. L'anno scorso, i tifosi hanno festeggiato la promozione insieme alla squadra a Stadthofplatz - il cuore della città - replicando la festa del 2005, quando il club aveva centrato la prima qualificazione alla Champions League. A distanza di 20 anni dalla notte "europea" e a 350 giorni dalle lacrime di gioia per il ritorno nella massima serie, la squadra e i tifosi tingono ancora una volta di biancorosso Stadthofplatz per festeggiare una nuova pagina di storia del Thun