Il Venezia torna in Serie A: i protagonisti di una stagione da incorniciare
Il Venezia è tornato in Serie A a un anno di distanza dall’ultima volta. È il frutto di un campionato dominato e che non è mai davvero stato in discussione. “Ma dammi la mano e torna vicino, può nascere un fiore nel nostro giardino, che neanche l'inverno potrà mai gelare”, cantava meravigliosamente Rino Gaetano. E quest’estate si sono parlati su queste note la società e l’ambiente veneto. Erano passati pochi giorni dalla retrocessione dalla Serie A alla Serie B, quando il direttore sportivo Filippo Antonelli in conferenza stampa spiegava come il Venezia sarebbe subito risalito. La vicinanza dei tifosi non è mai mancata: dopo l’ultima partita persa contro la Juventus al Penzo la squadra è stata salutata dagli applausi della sua gente, in un momento unico e toccante. Il giardino, con i suoi fiori, era già presente. Una rosa che non aveva sfigurato nella massima serie e su cui sono state costruite le basi per la ripartenza: “Continueremo il percorso di crescita del club e prepareremo un campionato di Serie B ad alti livelli. Un grande punto di forza di questa società è composto dalla maggior parte dei giocatori di nostra proprietà”, aveva spiegato Antonelli.
Il Venezia ha avuto la lucidità di non rivoluzionare e di proseguire il percorso iniziato dando continuità a un progetto virtuoso. Poche necessarie cessioni (Nicolussi Caviglia, Idzes, Oristanio e Candé) e la conferma dell’ossatura della rosa. In più la ciliegina di alcuni tasselli che si sono rivelati determinanti. Tra tutti spicca Andrea Adorante, che dopo un’annata da protagonista al suo primo anno in Serie B con la Juve Stabia, è stato scelto per guidare l’attacco veneziano. Il bomber si è riconfermato mantenendo la media di un gol ogni due partite e ora è pronto al salto di categoria. E pensare che il reparto offensivo era stato il più grande problema della passata stagione, con Pohjanpalo miglior marcatore con 6 gol (ceduto a gennaio). Quest'anno i veneti non hanno commesso lo stesso errore e si sono affidati alle scelte giuste. Un altro colpo prezioso è rappresentato da Antoine Hainaut, strappato al Parma e protagonista in questa Serie B: il laterale destro è stato tra i 5 più impiegati da Stroppa ed è stato decisivo con gol e assist. Il puzzle poi è stato completato proprio dall’allenatore, usato sicuro e specialista delle promozioni: quella ottenuta in laguna è la quarta in carriera, la seconda consecutiva. L’ex Cremonese ha guidato il suo gruppo in un cammino praticamente perfetto. Il Venezia ha espresso il miglior calcio del campionato e ha avuto sempre la giusta mentalità nell’intero percorso. Molto del merito è di Giovanni Stroppa, che ha saputo gestire una fuoriserie (la rosa con il valore più alto, quasi 65 milioni) con la calma e la tranquillità dei forti.
STANKOVIC, UN VALORE AGGIUNTO - Le grandi squadre hanno una struttura chiara, il famoso asse che parte dalla porta e arriva fino al bomber. Il talento di Filip Stankovic non è mai stato in discussione. Già nella passata stagione aveva mostrato grandi qualità trovando 16 presenze in Serie A: poi un infortunio ne aveva interrotto il percorso di crescita. Quest’anno il Venezia ha avuto pochi dubbi e gli ha affidato le chiavi della porta. Reattivo tra i pali, sicuro nelle uscite e abile nella costruzione dal basso, aspetto fondamentale nel calcio di Stroppa. Il serbo è stato un valore aggiunto e insieme a Palmisani e Joronen è il migliore per percentuale di parate e per clean sheet.
SVOBODA, LEADER DELLA SQUADRA - Nella difesa lagunare c’è stato un passaggio di consegna per quanto riguarda la leadership della retroguardia. Da Idzes a Michael Svoboda. Da queste parti lo chiamano il “Mose”, ovvero una barriera che protegge Venezia da qualsiasi insidia. In laguna dal 22/23, l’austriaco è diventato un simbolo. Ha sofferto nella scorsa Serie A, costretto ad abbandonare i suoi a dicembre per la rottura del crociato. La retrocessione vista dalla panchina e 284 giorni di attesa per rientrare in campo. Il rientro il 27 settembre contro lo Spezia per 7 minuti. Poi dal 29 ottobre, nella gara contro il Sudtirol, Svoboda si è ripreso tutto. Fascia di capitano, leader totale, abile in fase difensiva, ma importante anche per le coraggiose avanzate palla al piede diventate celebri in questa annata. Sempre titolare, sempre in campo per 90 minuti, ha saltato una sola partita per squalifica. Imprescindibile.
UN CENTROCAMPO DA OLTRE TRENTA RETI - Il centrocampo è stato l’anello di rottura di questo Venezia: troppo più forte di ogni altra mediana della Serie B. In questo caso scegliere un solo nome non è possibile. Busio, Kike Perez e Doumbia sono stati un organismo unico, armonico, bello da vedere e allo stesso tempo potente e dominante. I tre rappresentano alla perfezione l’idea di calcio fluida e moderna di Stroppa. Non ci sono posizioni fisse, tutti sanno attaccare e difendere e con interscambi continui il reparto non concede riferimenti agli avversari. È possibile vedere l’uno occupare la posizione di regista, l’altro allargarsi sulla fascia e il terzo andare a riempire l’area di rigore. Così per tutta la partita, in una rotazione continua. Il Venezia parte dall’aggressività dei loro recuperi alti, passa per la loro gestione tecnica (squadra con più passaggi della Serie B) e festeggia grazie alla loro produzione offensiva. In tre, infatti, tra gol e assist hanno prodotto più di 30 reti. Ognuno si differenzia poi dall’altro: Busio è il più completo tra attacco e difesa, è il classico centrocampista totale; Kike Perez è l’uomo con più qualità, dotato di un mancino di assoluto livello, è il secondo del campionato per occasioni create dopo Caló. Infine c’è Doumbia, il più prezioso della Serie B (8 milioni di euro), dotato di potenza fisica e motore. Insieme sono stati la vera forza di questa squadra.
ADORANTE E YEBOAH I FARI IN ATTACCO - Ogni gruppo che vuole vincere, però, non può prescindere da un reparto offensivo di alto livello. E ogni Batman ha il suo Robin: Adorante e Yeboah insieme hanno guidato l’attacco di Stroppa. Il primo, come anticipato, ha vestito i panni del bomber. Re dell’area di rigore, ma cresciuto molto anche sull’aspetto del legare il gioco. In doppia cifra da tre stagioni consecutive, è ormai una certezza. Ha prima trascinato la Juve Stabia dalla Serie C alla Serie B, poi l’ha guidata ai play off nel campionato successivo con 17 gol in stagione. Quest’anno era chiamato al salto in una squadra di vertice e ha risposto presente con le stessa ricetta: gonfiare la rete. Adorante è un attaccante completo, segna in tutti i modi: di testa, di sinistro, di destro e su rigore. In un gioco produttivo come quello di Stroppa il classe 2000 è stato fondamentale come finalizzatore. La definitiva consacrazione è arrivata e ora a 26 anni si prepara al suo primo anno in Serie A. “Yeboah è il miglior giocatore di questa Serie B”, aveva dichiarato l’allenatore ex Cremonese a inizio stagione. Fiducia massima per l’ecuadoriano che ha risposto presente. Lo chiamano “furetto” e mai soprannome fu più azzeccato. L’ecuadoriano è stato il giocatore di maggiore estro, quello che ha dato imprevedibilità alla manovra veneziana. Gol pesanti e tanti assist, ha rappresentato un costante pericolo per gli avversari: è infatti l'uomo che calcia di più verso la porta in questa Serie B. Abile a legare il gioco tra centrocampo e attacco, è stato la spalla perfetta per Adorante, appunto il suo Robin.
TUTTI PROTAGONISTI: 18 GIOCATORI IN GOL - Infine l’ultimo grande protagonista della stagione della squadra di Stroppa si chiama gruppo. Tutti sono stati coinvolti in questa annata: i lagunari hanno mandato in rete 18 giocatori e ognuno ha avuto il suo momento di gloria. L’ultimo esempio è quello di Haps, che ha realizzato 5 gol tra marzo e aprile dopo il digiuno nelle prime 28 giornate. Una cooperativa felice, una macchina perfetta: il Venezia è tornato in Serie A e lo ha fatto con grande merito.